Buongiorno, mio marito, 66 anni, da agosto 2016 è seguito presso ambulatorio urologia per carcinoma

2 risposte
Buongiorno, mio marito, 66 anni, da agosto 2016 è seguito presso ambulatorio urologia per carcinoma vescicale Pta1, altamente recidivante. A seguito di innumerevoli turv, fino a luglio 2021 , quindi in tutto 8-9 per millimetriche recidive, 2-3 millimetri , con istologico sempre uguale, ha eseguito ciclo completo di BCG, 18 mesi. Da luglio 2021 nessuna recidiva. Controlli cistoscopia ogni sei mesi, tac e ecografia sempre tutte negative. A dicembre 2023, dopo visita cardiologica, per scompenso cardiaco di grado lieve, viene prescritto JARDIANCE. Durante il 2024, vengono eseguite, 3 cistoscopie a distanza di tre mesi l'una,per arrossamento parete posteriore vescica, con biopsia, risultata negativa, solo infiammazione. A dicembre 2024, non capendo come mai di questo arrossamento, ennesima turv, negativa pure questa. A fine luglio 2025 , cistoscopia di controllo. Si capisce da subito che non è come sempre, bruciore più del solito, infezione urinaria, passata dopo un mese di antibiotico. A metà ottobre, prostatite, di nuovo antibiotico, passato tutto. Gennaio 2026, tac addome, negativa, inizio marzo, cistoscopia di controllo, si riscontra arrossamento parete posteriore vescica e si " riconoscere" segni di ultima turv, piccola biopsia in fase di cistoscopia, nessuna infezione, attendiamo istologico. Ora chiedo, è possibile che, la JARDJANCE, che fa urinare molto, che rilascia glucosio durante la minzione, solo in questo caso di vescica sottoposta a tutte queste sollecitazioni e raschiamenti , crei questa irritazione/ infiammazione? C'è un modo per sfiammare/ calmare la vescica? Per evitare tutti questi prelievi bioptici? Grazie Saluti
Prof. Carlo Rando
Andrologo, Urologo, Chirurgo generale
Milano
Mi sembra improbabile che solo per uno scompenso cardiaco sia stata data una terapia per diabete di tipo 2. Ora il farmaco aumenta l'eliminazione del glucosio con le urine e ovviamente in tali condizioni tende a favorire le infiammazioni e le infezioni, soprattutto se già sussistono le condizioni di minore deflusso urinario (IPB o consistente congestione infiammatoria prostatica). A nulla serve imbottirlo di antibiotici che finiscono solo per generare ulteriori problemi. Occorre riveder ele condizioni caqrdio-vascolari e metabolico-ossidative, nonché quella dell'area pelvico-prostatica e reim'ostare una adeguata terapia integrata.

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