Buongiorno, Mi trovo bloccata in una situazione complicata. Sto con un ragazzo da poco meno di un a

23 risposte
Buongiorno,
Mi trovo bloccata in una situazione complicata. Sto con un ragazzo da poco meno di un anno, prima avevamo un intenso rapporto di amicizia. L'ho sempre stimato per la sua spiccata intelligenza e inizialmente questo era tutto ciò che mi bastava per giustificare una relazione difficile. Inoltre abbiamo iniziato a frequentarci amorosamente in un momento estremamente difficile della nostra vita, entrambi durante la pandemia abbiamo sviluppato problematiche ossessive e depressive. Io sono fortunata ad avere una famiglia alle spalle ed un indole molto risoluta e forte. Ho risolto con l'aiuto di una specialista la maggior parte della mia sintomatologia ed ho ripreso in mano la mia normalità. Lui rimane a distanza di un anno ancora bloccato. Ha provato a rivolgersi a svariati psicologi e psicoterapeuti, ognuno naturalmente da lui giudicato incapace. Si è infine rivolto ad una terapia farmacologica, in maniera però totalmente dissoluta. Ha smesso e ricominciato i farmaci più e più volte nel silenzio sconcertante della sua famiglia. Pian piano ho scoperto cose della sua vita personale che non conoscevo. Ho scoperto di malattie mentali, suicidi, maltrattamenti e difficoltà economiche fino a quel momento tenuti nascosti. In famiglia viene coltivato un vittimismo a me insopportabile, sono sempre gli altri ad essere stupidi; a non capire; a congiurare contro di loro. Io naturalmente sono un outsider e non sono bene accetta. I suoi comportamenti inizialmente erano estremamente ambivalenti, ho perso totalmente fiducia in lui. Ad un certo punto però qualcosa è cambiato, lui si è innamorato veramente ed ora da un punto di vista relazionale le cose vanno molto bene. Mi sento rispettata da lui e mi tratta con dolcezza e comprensione. Nonostante questo cambiamento, non riesco a vedere un futuro con lui. Non studia; slavoricchia a tempo perso; quando siamo con altre persone ha così tanto bisogno di attenzione da diventare ridicolo; non ha la patente e devo scarrozzarlo ovunque. Non sono certa dei miei sentimenti, ma soprattutto non capisco come io possa essere finita in una relazione con una persona così diversa da me. Non so come e se lasciarlo. Tutti i miglioramenti avvenuti nell'ultimo periodo sono dati,a detta sua, dall'amore che prova per me. Io non voglio distruggerlo, ma al contempo ho perso tutta la voglia di combattere con e per lui. Vorrei avere un vostro parere.
Dott. Gianpaolo Bocci
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Latina
Buongiorno,
lei scrive che non è certa dei suoi sentimenti. Questo è un punto di partenza molto importante. Sente che questo rapporto la gratifica e dal punto di vista relazionale le cose vanno bene. C'è però qualcosa che la fa dubitare.
Forse la responsabilità di 'cura' nei confronti dell'altro che poggia sulle spalle?
Spero questo possa essere un valido spunto di riflessione.

Le auguro una buona serata,
Gianpaolo Bocci

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Dott.ssa Luciana Harari
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Milano
Buonasera,credo che sia indubbiamente una relazione che le dà insicurezze e dubbi per la problematicità del suo compagno.Le consiglierei di chiedere una consulenza psicologica dove poter esprimere le sue incertezze e approfondire la direzione da intraprendere.Un caro saluto dottssa Luciana Harari
Dr. Vincenzo Cappon
Psicologo, Psicoterapeuta, Terapeuta
Castiglione delle Stiviere
Salve, cerchi in internet la storia della rana bollita. Se sente che assomiglia alla sua situazione, saprà cosa fare.
Saluti
Dott. Vincenzo Cappon
Dott. Francesco Damiano Logiudice
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve, mi spiace molto per la situazione ed il disagio espresso e comprendo quanto possa essere difficile per lei convivere con questa situazione riportata.
Credo sia importante richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli ed elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi al fine di trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Dott. Giacomo Carella
Psicologo, Psicologo clinico
Pistoia
La risposta ai suoi dubbi l'ha già scritta nella prima frase. Si trova "bloccata". Però noi esseri umani non siamo fatti per stare fermi, "bloccati". Così ci inceppiamo. E d'atra parte non può "servire due padroni". Con questa frase intendo dire che non so quanto potrà continuare a resistere in questa situazione di ambivalenza. Prima o poi dovrà prendere una scelta. In questi casi, non c'è tanto da pensarci su. Più ci pensiamo e peggio è. Rischiamo di cercare la risposta giusta, ma non è detto che esista. Al posto della mente, dobbiamo usare la "pancia". Cosa le dice il suo istinto? Ecco, lo segua. Per qualsiasi cosa, sono a disposizione
Dott.ssa Daniela Benvenuti
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Padova
Salve, i suoi molti dubbi parlano chiaro. Farsi seguire da uno psicologo potrebbe aiutarla a superare l'ambivalenza, rimandare non serve né a lei né tanto meno al suo ragazzo. Cordialmente, dr.ssa Daniela Benvenuti
Dott.ssa Elisabetta Cavicchioli
Psicologo clinico, Professional counselor
San Miniato Basso
Buongiorno,
mi dispiace molto per la situazione e il momento complesso. Le scrivo alcune riflessioni mentre la leggevo. E se si sbloccasse cosa succederebbe?Immagini.
Mi colpisce molto le parole che usa: distruggerlo, combattere ... e se provasse a sostituirle con altre parole che effetto le fa? (es. starà male e discutere).
A volte per bloccare situazione serve guardare da un altro punto di vista. Se vuole sono qua. Elisabetta
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Dr. Lorenzo Giacomi
Psicologo, Psicologo clinico, Sessuologo
Roma
Salve, il suo problema potrebbe essere facilmente trattato in un percorso psicologico per affrontare e superare le sue difficoltà. Se è questa è la sua intenzione, sono disponibile a fornirle il mio supporto professionale. Le porgo i miei saluti. Dr. Giacomi
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Dott. Antonino Savasta
Psicologo, Psicologo clinico
Pistoia
Buongiorno,
le relazioni e le storie d'amore possono essere molto importanti e farci un gran bene. Se però "il lavoro" che si svolge insieme, stando in coppia, è qualcosa di malsano, verso cui manca la fiducia verso il futuro, forse la domanda è: "cosa mi tiene vicino a lui? l'idea di chiudere questa relazione come mi fa stare? Ritengo giusto stare in una situazione che non mi fa stare bene?".
Se volesse potremmo parlarne insieme.
Cordialmente Dottor Savasta.
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Dott. Matteo Mossini
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Parma
Non si può dare un consiglio direttamente sul "cosa" fare, in quanto sarà lei a decidere basandosi sul suo sentire. Quello che si può fare è consigliarle di prestare più attenzione alle sue emozioni e stati d'animo. Chi usa la vittimizzazione come forma per ottenere attenzione ed accudimento tende inevitabilmente a manipolare gli altri, soprattutto le persone significative, più o meno consapevolmente facendole aderire alla propria narrazione. è proprio quando ci sono dei sentimenti di mezzo che è più difficile valutarne l'entità
Dott.ssa Daniela Ajovalasit
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Palermo
Gentilissima, la situazione che Lei descrive sembra essere complessa e delicata sia per ciò che Lei racconta di se, sia rispetto alle problematiche del suo ragazzo. Ciò che sento di scriverle in questo contesto è che tutte le volte che entriamo in contatto emotivo con una persona entrano in gioco parti di noi importanti e delicate. Questo è ancora più vero quando viviamo delle relazioni affettive difficili. Proprio per questa ragione ritengo sia importante un approfondimento attraverso dei colloqui di sostegno per comprendere meglio i suoi vissuti, la sua storia e la situazioni più in generale. Ogni persona ha dentro di se degli schemi affettivi che poi si ripetono nelle relazioni attuali e che ci connettono con la propria storia. Resto a disposizione per qualsiasi evenienza, un saluto, dott.ssa Daniela Ajovalasit
Dott.ssa Chiara Della Ragione
Psicologo, Psicologo clinico
Napoli
Buonasera, mi rendo conto della situazione di stallo in cui si sente, e posso comprendere il tormento del bivio che si trova difronte. Passare da una relazione di amicizia ad una sentimentale le ha fatto scoprire lati del suo partner che non conosceva prima, dunque ora è come se si trovasse in una relazione con una persona nuova, con la difficoltà di dover lasciare andare la vecchia immagine che si era creata di lui; ora non può più farsi bastare la sua spiccata intelligenza ignorando altri aspetti. Inoltre il rapporto precedente di amicizia e il supporto reciproco che vi siete dati in un momento difficile (da cui lei è uscita con forza e lui no) potrebbero rendere difficile un'eventuale scelta di concludere la vostra relazione sentimentale. Ma, contemporaneamente, questo senso di "costrizione " potrebbe acuire la sensazione di intolleranza che, onestamente, le sue parole mi trasmettono (incidendo naturalmente sulla nuova immagine che si sta costruendo di lui). Un colloquio potrebbe essere utile per capire con che lenti sta guardando la situazione ed eventualmente approfondire se ci sono altre ragioni più profonde che le rendono difficile fare una scelta.
Dott. Diego Ferrara
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Quarto
Buongiorno,

lei è portatrice di una istanza di coppia, per tanto è in un setting terapeutico di coppia che potreste affrontare le problematiche qui esposte. In questi casi lo specialista per eccellenza è uno psicoterapeuta sistemico relazionale, vi potrebbe aiutare nel trovare un nuovo equilibrio e una nuova formula per poter stare insieme in totale serenità. Aggiungo inoltre che la psicoterapia di coppia è un luogo protetto nel quale potreste trovare la possibilità di poter esprimere i bisogni reciproci e di attribuire un significato per quanto vi sta accadendo. Potrebbe aiutare entrambe a star meglio insieme!!
Ne parli con il suo ragazzo, si dia la possibilità di intraprendere la strada indicata al fine di poter meglio vivere la relazione di coppia.

Cordiali Saluti
Dottor Diego Ferrara
Dott.ssa Alexandra Giakoumi
Psicologo, Professional counselor
L'Aquila
Buongiorno gentile utente di mio dottore, grazie per aver condiviso con noi il suo vissuto.
Comprendo il suo sentire bloccata, immagino che quelle parti che ha scoperto, che non sapeva di conoscere la fanno rimanere ancora più bloccata. Mi chiedevo se ha provato di ricontattare lo specialista con il quale ha risolto, come lei dice, diverse difficoltà.
Le possibiltà potrebbero essere diverse, sicuramente con l'aiuto di un percorso, eventualmente anche di coppia, credo che sarà meno complicato anche per non aver il "peso" di distruggere nessuno.
Cordiali Saluti dott.ssa Giakoumi Alexandra
Dott.ssa Laura Francesca Bambara
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Vizzolo Predabissi
Buongiorno
La situazione è talmente intricata che necessita di maggiori spiegazioni e informazioni per venire a capo di questi disagi emotivi e relazionali.
Sono disponibile per consulti anche online.
Cordiali saluti Dott.ssa Laura Francesca Bambara
Dott.ssa Alessandra Morosinotto
Psicologo, Psicologo clinico
Alessandria
Gent.ma, non credo che possa esserle utile un nostro parere. Le uniche cose che mi sento di dirle è che, comunque vada, non è lei la responsabile del malessere del ragazzo, così come non è suo dovere salvarlo.
È una sua scelta e può valutare un aiuto psicologico qualora abbia difficoltà a gestirla.
Resto a disposizione
Un caro saluto
Dott.ssa Alessandra Morosinotto
Dott. Massimiliano Trossello
Psicologo, Terapeuta, Psicologo clinico
Leinì
Buongiorno, cominci con il domandarsi quanto e in che modo sono state efficaci le tentate soluzioni sino ad ora.

Saluti

MT
Dott.ssa Valeria Randisi
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Casalecchio di Reno
Gentile utente, mi colpisce la sua frase : " io non voglio distruggerlo" come se dietro ci fosse il timore di arrecargli un danno enorme. È questo senso di colpa che la tiene legata? Perché rimane con questo ragazzo che somiglia più ad un bimbo bisognoso che ad un compagno? Se è riuscita a superare certe difficoltà, perché non riprende contatti con chi l'ha seguita, anche per un semplice confronto?
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Dott.ssa Aurora Quaranta
Psicologo, Psicologo clinico
Vimodrone
È comprensibile sentirsi confusa e incerta in una relazione come quella che descrivi, dove i sentimenti si intrecciano a sfide emotive e di vita che sembrano a volte insormontabili. Dalla tua descrizione emerge chiaramente che hai attraversato una fase molto difficile nella tua vita, ma sei riuscita a rialzarti con determinazione e ad acquisire una maggiore consapevolezza di te stessa e dei tuoi bisogni. La tua situazione con lui, invece, sembra essere diventata un costante compromesso, che ora senti più come un peso che come un sostegno.

Ecco alcuni aspetti su cui potresti riflettere per chiarire i tuoi sentimenti e prendere una decisione più serena:

Differenze nei percorsi di crescita: A volte, soprattutto dopo esperienze difficili come quelle che avete condiviso, si cerca conforto l'uno nell'altro e si diventa per un periodo un’importante fonte di sostegno reciproco. Tuttavia, sembra che il tuo percorso di ripresa ti abbia portata avanti, mentre lui continua a lottare con dinamiche che stanno generando una disparità. Questo può farti sentire sola e sopraffatta dalla responsabilità di sostenere qualcuno che non riesce a trovare una propria stabilità.

Ruolo di “salvatrice”: È comune, in situazioni simili, assumere inconsapevolmente il ruolo di “salvatrice”. Lui stesso attribuisce a te i miglioramenti che ha vissuto, ma questo può rappresentare un peso per te, poiché mette sulle tue spalle la responsabilità del suo benessere. Anche se può essere un aspetto positivo che si senta ispirato dal vostro rapporto, una crescita duratura e autentica viene da uno sforzo personale e profondo.

Influenza della famiglia: La complessa situazione familiare del tuo compagno e il modo in cui ha influenzato il suo atteggiamento e la sua percezione del mondo hanno sicuramente un impatto importante sulla vostra relazione. Se lui non riesce a separarsi da queste dinamiche o a sviluppare una propria autonomia emotiva e pratica, è probabile che questo continuerà a ripercuotersi negativamente anche su di te, rendendo difficile costruire un progetto comune.

Valori e aspettative divergenti: Le tue riflessioni mostrano come tu abbia obiettivi e desideri molto concreti per il futuro, mentre lui è in una situazione di stallo, incerto anche nei progetti basilari. Le divergenze in queste aspettative possono generare frustrazione e, alla lunga, minare la tua fiducia nella possibilità di costruire qualcosa di solido insieme.

Paura di fargli del male: È naturale non voler ferire qualcuno che ha significato tanto, specialmente se attraversa un momento fragile. Tuttavia, rimanere in una relazione che non senti più come tua per evitare di farlo soffrire potrebbe, nel tempo, causare ancora più dolore, sia a te che a lui. A volte, con delicatezza, una separazione può portare entrambi a percorsi individuali di crescita, anche se all’inizio può sembrare difficile da accettare.

Per orientarti meglio nella tua decisione, potrebbe essere utile considerare i seguenti punti pratici:

Dialogo aperto e sincero: Potresti provare a esprimere ciò che provi, condividendo le tue incertezze e dubbi, senza accusarlo ma facendogli capire come ti senti. Questo potrebbe chiarire anche a lui la natura del problema.

Confronto con uno specialista: Parlare con un professionista potrebbe aiutarti a fare ordine nelle tue emozioni e a valutare meglio le dinamiche in cui ti trovi. Ti darebbe la possibilità di esplorare con uno sguardo esterno se ci sono margini di cambiamento per la coppia o se è meglio concentrarti su te stessa.

Proiettare il futuro: Prova a immaginare dove ti vedi nei prossimi anni e se riesci a vedere questa relazione come parte di quel progetto. Se i dubbi restano, potrebbe essere un’indicazione chiara di quello che senti.

Non è mai facile prendere una decisione in queste circostanze, e qualsiasi scelta tu faccia richiederà coraggio e delicatezza. Sii gentile con te stessa nel processo e ricordati che meriti un rapporto che ti faccia sentire pienamente supportata e appagata.
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“Quanto riportato non basta”

Gentile paziente, vorrei prendere spunto dal suo riferimento alla pandemia, che lei ha descritto come un momento di particolare difficoltà per lei e per il suo compagno.
Tutti abbiamo attraversato quel periodo complesso e doloroso e non è certo una stranezza ritenere che molti aspetti di insicurezza e fragilità si siano manifestati in svariati casi proprio in quel frangente.
Tuttavia già a partire da quella circostanza lei e il suo compagno avete reagito in maniera diversa:
lei ha osservato che il suo compagno non ha seguito i percorsi di psicoterapia con determinazione e che spesso ha squalificato le figure di riferimento, lei ha notato come il ricorso alle cure farmacologiche sia stato intempestivo o scorretto e infine lei considera il passato (e presente) familiare del suo compagno come un ostacolo alla possibilità di una profonda comprensione reciproca.
Dopo tutto questo, noi apprendiamo infine che lei si chiede come mai oggi si ritrovi nella condizione di dover “scarrozzare” un uomo che presenta caratteristiche così diverse dalle sue.
Obiettivamente tutti gli aspetti che ha enucleato sembrerebbero pregiudicare la possibilità di una relazione che duri e soprattutto che si evolva nel tempo.
Ma quanto fin qui riportato non basta.
Esistono sentimenti molto forti che potrebbero rimettere tutte le “controindicazioni” elencate in discussione.
In sintesi, non si può rispondere alla sua domanda: “non so come e se lasciarlo”.
Non è questo il punto. Il problema è come rimanere, nel caso lei non abbia già preso la sua decisione. È possibile?
Potrebbe provare a riflettere sul “come, se e per quanto tempo sia possibile portare avanti questa relazione”. Aggiungerei: “a quali condizioni, a che prezzo”.
Se si sentirà di dire a se stessa che le condizioni vanno bene e che è disposta a pagare il “prezzo“ e forse anche qualunque prezzo, anche a costo di pagare lei sola, credo che vada bene così.
In caso contrario, dovrà chiedersi dove sta il nodo che la tiene in una condizione di incertezza e sofferenza e di indagare a fondo, indagare molto bene, perché , gentile paziente, Lei deve tenersi cara e non deve correre il rischio di perdere se stessa. Se ci si perde, si perde anche l’altro. Si perde tutto.
Talvolta - è vero - si perde comunque, nonostante ogni sforzo, e bisogna ricominciare. Non ci sono formule risolutive, basta però quella determinazione a capirsi che, intuisco, lei possiede in alto grado.
Le faccio i miei migliori auguri!
Dott. Giacomo Cresta
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
Grazie per aver condiviso la sua esperienza. La situazione che descrive è complessa e comprensibilmente la sta mettendo in difficoltà. Da un lato, c'è il legame affettivo e il miglioramento della relazione, dall'altro le sue perplessità sul futuro e la fatica che ha accumulato nel sostenere il suo compagno. Il fatto che lui attribuisca i suoi progressi esclusivamente all’amore che prova per lei può essere un segnale di dipendenza emotiva, e questo potrebbe diventare un peso per entrambi.

Si chieda: sta restando in questa relazione per affetto o per senso di responsabilità? Se l’idea di un futuro con lui la fa sentire più intrappolata che serena, potrebbe essere il momento di valutare se continuare sia davvero ciò che desidera. Non è suo compito salvarlo, né può essere l'unica leva del suo cambiamento. Se dovesse decidere di chiudere, farlo con rispetto e chiarezza sarebbe comunque un modo per non "distruggerlo", ma per restituirgli la responsabilità della sua vita.
Grazie per aver condiviso una situazione tanto complessa quanto umanamente densa. Quello che descrivi è il tipo di relazione in cui affetto, empatia e senso di responsabilità si intrecciano a stanchezza, delusione e perdita di orientamento. È chiaro che tu abbia investito tanto in questa storia, non solo come compagna, ma quasi come una figura di contenimento, di stabilità — un ruolo che però, col tempo, **sta drenando le tue energie emotive e vitali**.
**Ecco alcune riflessioni chiave da psicologa:**

**Non è egoismo se senti che non ce la fai più**
Questa relazione sembra aver avuto fin dall’inizio un *squilibrio*: tu con maggiore capacità di affrontare e rielaborare il dolore; lui invece ancorato in una forma di stagnazione — nella vita, nelle relazioni, nella crescita personale. È legittimo sentire di **non avere più energie per “tirare” l’altro verso la luce**, soprattutto se questo processo dura da tempo e sembra non portare a veri cambiamenti di base (soprattutto su responsabilità, autonomia, progettualità).

**Attenzione al "salvataggio affettivo"**
Quando lui dice che i suoi progressi sono *"merito dell’amore che prova per te"*, pur sembrando romantico, cela una dinamica rischiosa: **la tua presenza diventa la sua terapia, il suo appiglio, il motivo per funzionare**. Questo ti carica di una responsabilità emotiva troppo grande e può intrappolarti nel timore che, lasciandolo, lui possa "crollare" — anche se in fondo **sai che non spetta a te “salvarlo”**.

**L’amore, da solo, non basta a costruire un futuro**
Tu stai costruendo una vita, hai ripreso in mano la tua stabilità, vuoi vedere risultati concreti, progetti condivisi, crescita. E ti chiedi — legittimamente — se tutto questo sia compatibile con **una persona che sembra restare ancorata all’infanzia emotiva**, senza slancio verso un’autonomia reale.
La dolcezza che ora ricevi da lui è importante, ma **non può compensare tutto il resto**: il carico emotivo, le differenze di visione della vita, la mancanza di reciprocità concreta nella quotidianità (come l’indipendenza economica, la gestione della vita pratica, l’ambito sociale...).

**Cosa ti direbbe la parte di te che è già cambiata?**
La ragazza che ha affrontato le sue difficoltà, ha chiesto aiuto, ha ricostruito sé stessa... Cosa desidera? Cosa sceglierebbe, se non avesse paura di ferire l’altro? Ascolta quella parte: è lì che abita la tua autenticità.

**Un consiglio pratico:**
Se senti che hai bisogno di ulteriore chiarezza prima di decidere, potresti considerare alcune sedute individuali con un* psicoterapeut* per capire se **le tue incertezze derivano dalla tua storia personale o da un'incompatibilità di coppia reale**. A volte, anche solo poter "pensare ad alta voce" con una figura neutra, aiuta a vedere tutto con più lucidità.

In sintesi:
**Non devi distruggerlo — ma nemmeno distruggerti per lui.**
Puoi concludere una relazione anche con rispetto, con cura, e senza sensi di colpa. Non serve attendere il disastro per legittimare l’uscita: **il fatto che tu ti senta svuotata, stanca, e incapace di immaginare un futuro insieme... è già una risposta**.
Dott.ssa Sara Petroni
Psicologo clinico, Psicologo
Tarquinia
Gentile,
Hai descritto una relazione nata in un momento di fragilità reciproca, dove l’intimità emotiva e la condivisione del dolore hanno probabilmente creato un legame forte ma anche confusivo. Oggi, mentre tu hai ripreso in mano la tua vita, lui sembra ancora bloccato in dinamiche familiari e personali disfunzionali, e questo squilibrio ti porta a sentirti esausta e incerta sui tuoi sentimenti.

Il miglioramento che noti in lui, attribuito esclusivamente al vostro rapporto, è in realtà un segnale di dipendenza affettiva: significa che il suo equilibrio dipende da te, non da un reale percorso di crescita personale. È naturale che tu provi senso di colpa all’idea di allontanarti, ma restare per proteggerlo finirebbe solo per esaurirti e impedirgli di confrontarsi con le proprie responsabilità.

Ti stai già ponendo le domande giuste. Non si tratta di “distruggerlo”, ma di riconoscere che una relazione sana non può fondarsi sul bisogno di salvare l’altro. Parlane con lui con sincerità, spiegando che hai bisogno di spazio per capire cosa desideri davvero, e non escludere un confronto con uno psicologo per aiutarti a gestire questo passaggio. Scegliere di tutelarti non è egoismo, ma una forma di rispetto anche per lui.


Dott.ssa Sara Petroni

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