Sto da circa 10-11 mesi con la mia ragazza. Lei ha avuto varie relazioni; per me, invece, questa è l
Sto da circa 10-11 mesi con la mia ragazza. Lei ha avuto varie relazioni; per me, invece, questa è la prima relazione seria, sicuramente la più duratura.
Attualmente sto vivendo un momento di crisi, perché mi interrogo su quello che provo per lei. Da un lato non so codificare bene le mie emozioni; dall’altro, da circa due o tre mesi, ho iniziato a rivendicare maggiormente i miei spazi rispetto all’inizio. Ho preso un po’ più le distanze, cosa che consideravo anche positiva, perché mi ha consentito di trovare un equilibrio maggiore e di vivere la coppia in modo più sereno.
Oggi però, e questo pensiero torna ciclicamente, è come se quella richiesta di equilibrio si fosse tradotta, a volte, anche in una distanza emotiva. Spesso, quando sto con lei, non è più come prima: avverto di aver perso entusiasmo e molte volte sono pervaso da una tristezza generale. Lei è molto più presa di me e, fosse per lei, andremmo anche a convivere, mentre per me non è affatto detto che questa possibilità esista.
Sempre più spesso, ultimamente, mi vengono pulsioni - che però non si traducono in nulla, o quasi nulla - verso altre ragazze. È come se avessi dei bisogni, non so se semplicemente sessuali o meno, insoddisfatti. Io e la mia ragazza ormai ci vediamo una o due volte a settimana, pur sentendoci tutti i giorni.
C’è poi una cosa che mi fa riflettere. Molte volte, anche all’inizio della relazione, nella mia testa c’era l’idea che, una volta trovata una relazione stabile, avrei potuto concentrarmi anche sul resto della mia vita. Mi rendeva tranquillo sapere di avere accanto una persona con cui stavo bene, dentro una relazione appagante sotto molti punti di vista. Ancora oggi, in parte, questo meccanismo si ripete: da un lato mi rassicura avere una persona vicino, dall’altro vorrei avere più voglia di vederla, condividere più cose con lei, sentire che riesce ad alleviare la mia tristezza. Invece faccio fatica a farla entrare davvero nella mia intimità e non so se questo dipenda da una mia chiusura o dal fatto che lei, in qualche modo, non riesca davvero a entrarci.
Non mi aspettavo un calo di questo tipo dopo così poco tempo. Pensavo che, eventualmente, sarebbe arrivato più avanti. E soprattutto il punto non è soltanto la questione degli spazi o dell’equilibrio personale: è il fatto che questa distanza, a volte, la percepisco come una distanza emotiva. Ed è questo che mi preoccupa di più. Non sono sicuro di sentire quello che sente lei. Sicuramente sento meno cose, o le sento in modo diverso. Ma non sono neanche sicuro di quale sia la soluzione.
Sono dispiaciuto perché non so cosa fare. Lei mi ha anche proposto di prenderci una pausa, ma non so se sia la scelta più giusta, perché io sono molto legato a lei. Non so se riesco a immaginarmi, almeno nell’immediato, dei momenti senza di lei, e ho anche paura di questa cosa. Le voglio un mondo di bene e non avverto che il nostro legame si sia concluso, però non riesco a esprimermi come prima. Vorrei essere rapito dall’amore e non lo sono, evidentemente, oppure non so riconoscerlo.
È come se avessi smesso di investire nella nostra relazione. In passato ci sono state alcune complicazioni: lei magari mi riprendeva perché mi voleva più presente, e forse questo ha influito. Sta di fatto che non so come uscire da questa situazione. A volte, scherzando, le ho anche proposto una relazione aperta, ma non so se fosse un modo per tenere tutto insieme nella mia testa: il suo affetto e, allo stesso tempo, la possibilità di provare altre esperienze. Oppure se fosse davvero una necessità.
Il motivo per cui, per ora, sto dicendo di no alla pausa è anche che molte volte, nella mia vita, tendo a funzionare così: faccio una cosa, poi a un certo punto mi finiscono gli stimoli e cerco subito altro. So che non è una dinamica sana, e infatti vorrei cambiarla. Però ho paura di non riuscirci. Non so se anche in questa relazione io stia ripetendo gli stessi schemi. E, se così fosse, non è detto che lasciarsi sia davvero la soluzione: rischierei forse di portarmi dietro le stesse dinamiche in un’altra relazione o in altre situazioni della mia vita.
Sta di fatto che questa situazione mi sta logorando. Provo un grande attaccamento nei suoi confronti, quasi naturalizzato nella mia quotidianità, e per me è importante avere dei riferimenti “certi”. Allo stesso tempo, però, mi rendo conto di aver smesso di investire nella nostra relazione. Non capisco perché. E non so se fino a ora ho trovato degli equilibri funzionali o se, semplicemente, fossero equilibri che mi permettevano di andare avanti.
Le domande che mi pongo sono: è normale o no? Il fatto che non immagini, al momento, progettualità con lei o che faccia fatica, è un limite? Quanto posso reggere questo peso? Come mai continuo ad avvertire dei bisogni che la relazione non ha coperto? Non mi riferisco solo alle pulsioni che citavo, ma anche, talvolta, alla necessità stessa di una ragazza. Non penso infatti che, se mi lasciassi, mi chiuderei ad un’altra relazione. Mi sto auto-sabotando e sto correndo troppo? Dovrei provare a concentrarmi di più sulla mia relazione?
Concludo dicendo che non abbiamo problemi sessuali e che non siamo in una fase in cui non riesco a vederla. Molte volte mi capita di annoiarmi, ma non provo fastidio né insofferenza nel vederla. Ne ho parlato varie volte con lei: sa tutto. Il motivo per cui continuo a dire di no alla pausa non è solo la paura di perderla o l’attaccamento che provo, ma anche il dubbio che allontanarmi possa essere una scorciatoia. Quello che dovrei capire è se sto attraversando una crisi della relazione oppure una crisi che riguarda il mio modo di vivere le relazioni e gli investimenti affettivi in generale.