Buongiorno ho un'ernia forminale-extraforminale destra al disco l3-l4 con pressione sulla radice, un

Buongiorno ho un'ernia forminale-extraforminale destra al disco l3-l4 con pressione sulla radice, un po' migrata in alto a raggiungere la porzione craniale del forame, impronta netta sulla radice emergente. Il dolore alla schiena mi è passato mi rimane però, anche se attenuato, quello al nervo sciatico, mi consigliereste un chiropratico? Il neurochirurgo da cui sono stato mi ha suggerito solo attività conservative. Grazie

11 risposte


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Buongiorno, capisco bene quanto possa essere fastidioso convivere con un dolore che, anche se attenuato, continua a limitare la qualità della vita. Il fatto che il dolore alla schiena sia migliorato è già un buon segnale, ma la persistenza del fastidio lungo il nervo sciatico merita attenzione. In questi casi, un approccio conservativo – come quello consigliato dal neurochirurgo – è spesso la strada più sicura e sensata. All’interno di questo percorso, anche la chiropratica può offrire un valido supporto: non per “spingere indietro l’ernia”, ma per migliorare l’equilibrio e la mobilità della colonna, riducendo la pressione irritativa sul nervo. Chiaramente ogni caso è unico, e prima di iniziare qualunque trattamento è fondamentale una valutazione approfondita. Ma lavorando ogni giorno con persone che vivono situazioni simili alla sua, posso dirle che con un approccio mirato, spesso si può ottenere un miglioramento concreto anche senza interventi invasivi. Resto a disposizione per qualsiasi dubbio o chiarimento. Un caro saluto, Dr. Filippo Gargiulo – Chiropratico


Hai un’ernia foraminale L3-L4 destra con compressione radicolare: il dolore sciatico residuo è comune. Vista la sede delicata, eviterei il chiropratico al momento. È preferibile iniziare con un fisioterapista specializzato in colonna o un osteopata esperto, per un approccio dolce e progressivo. Segui il consiglio del neurochirurgo: trattamenti conservativi mirati. Se il dolore persiste, potrai rivalutare altre opzioni.


Buongiorno, da quanto descrive, il suo è un caso di ernia foraminale-extraforaminale L3-L4 con compressione radicolare, che ha già superato la fase più acuta del mal di schiena ma lascia ancora residui di dolore lungo il decorso del nervo sciatico. Questo è molto comune, soprattutto quando l’ernia comprime in modo selettivo una radice nervosa. Il fatto che il neurochirurgo le abbia suggerito di proseguire con trattamenti conservativi è un segnale positivo: significa che l’intervento chirurgico al momento non è indicato, e si può lavorare in modo mirato per migliorare i sintomi residui e prevenire ricadute. In questi casi, il trattamento chiropratico specifico, se eseguito da un professionista qualificato, può essere molto utile. Le tecniche chiropratiche non invasive, unite a un lavoro di riequilibrio posturale e mobilizzazione controllata della colonna, aiutano a: migliorare la biomeccanica vertebrale, ridurre la tensione sulle strutture nervose coinvolte, favorire il recupero funzionale del segmento L3-L4. Un aspetto fondamentale è rivolgersi a un vero chiropratico, cioè un professionista iscritto all’Associazione Italiana Chiropratici (AIC), per evitare trattamenti eseguiti da figure non qualificate. Resto a disposizione per qualsiasi chiarimento.


Buongiorno, da chiropratica confermo quanto suggerito dal neurochirurgo. La chiropratica può aiutare in questi casi. A disposizione, distinti saluti


Salve, la terapia chiropratica è di grande aiuto nella sua problematica, l'aiuterà a mantenere una postura corretta e una schiena libera da blocchi articolari. Cordiali saluti


va controllata la risonanza ma tutti i giorni in studio si vedono casi del genere e con un buon trattamento osteopatico potrebbe migliorare la sintomatologia e poi con programma chinesiologico risolvere del tutto


buonasera, si certo. meglio un fisioterapista però specializzato in problematiche muscolo-neuro-scheletriche. va sicuramente anche fatto un esame neurologico per valutare la funzionalità motoria e sensitiva del nervo sciatico


Buongiorno. Dal momento che il neurochirurgo ha già valutato il caso e le ha consigliato di proseguire con trattamenti conservativi, una valutazione chiropratica potrebbe essere indicata. Prima di iniziare, sarebbe comunque necessario visionare direttamente le immagini della risonanza magnetica ed eseguire un accurato esame neurologico e funzionale, verificando forza, sensibilità e riflessi. In presenza di un’ernia foraminale-extraforaminale con interessamento della radice nervosa, il trattamento deve essere personalizzato e particolarmente prudente, scegliendo tecniche compatibili con il quadro clinico. L’obiettivo non sarebbe quello di “far rientrare” meccanicamente l’ernia, ma di favorire la riduzione dei sintomi, migliorare la mobilità e recuperare gradualmente la funzionalità. La risposta al trattamento dipende dalle caratteristiche dell’ernia e dall’evoluzione della sofferenza radicolare, pertanto non è possibile garantire anticipatamente il risultato. Se dovessero comparire o aumentare debolezza alla gamba, perdita di sensibilità o difficoltà nel cammino, sarebbe necessario ricontattare tempestivamente il neurochirurgo.

Dr. Michele de Leo

Dr. Michele de Leo

chiropratico

Reggio Calabria

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Buongiorno, può trovare il chiropratico più vicino a lei sul sito dell'Associazioni Italiana Chiropratici. Ha ragioni il suo neurochirurgo. È sempre meglio provare con le terapie conservative prima di ricorrere ad un intervento che molto spesso non sarà più necessario.


Buongiorno, la chiropratica può fare una reale differenza nella sua situazione. L'assenza di dolore è un segnale molto positivo: indica che l'ernia non sta compromettendo il funzionamento neurologico a livello di L3-L4. Il lieve fastidio alla schiena che lei riferisce, tuttavia, non è necessariamente legato all'ernia: può dipendere da altri fattori. Proprio per questo, durante la prima visita chiropratica valutiamo lo stato di salute generale della colonna vertebrale, così da offrirle un quadro completo e preciso della sua condizione. Nel suo caso, il chiropratico è il professionista più indicato per affrontare la situazione in modo mirato.

Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.