Buongiorno, ho 46 anni e scrivo per una problematica che mi affligge da tempo, sebbene io abbia semp
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Buongiorno, ho 46 anni e scrivo per una problematica che mi affligge da tempo, sebbene io abbia sempre sofferto di quella che mi è stata diagnosticata come sindrome del colon irritabile, negli ultimi anni, la sintomatologia si è fatta più ricorrente e "invalidante" in quanto mi crea spesso forte disagio sociale, manifestandosi con:
• gonfiore addominale localizzato nel basso ventre
• dolore e/o crampi al colon
• meteorismo
• alvo alterno, tendente alla stipsi
• sensazione di incompleto svuotamento dopo l'evacuazione.
Nonostante sia normopeso, segua un'alimentazione sana e bilanciata (con l'aiuto di nutrizionisti) e pratichi regolarmente attività fisica, non riesco a risolvere questo problema. Sono arrivata a un punto in cui non so più a chi rivolgermi per avere una diagnosi chiara e definitiva che mi permetta di capire se si tratti di IBS, SIBO, disbiosi o altro.
Mi piacerebbe intraprendere un percorso nutrizionale specifico, come la dieta Low FODMAP, ma desidero affidarmi a un professionista specializzato in questo settore. Sono disponibile anche per consulenze online, purché siano seguite da un esperto con comprovata esperienza.
• gonfiore addominale localizzato nel basso ventre
• dolore e/o crampi al colon
• meteorismo
• alvo alterno, tendente alla stipsi
• sensazione di incompleto svuotamento dopo l'evacuazione.
Nonostante sia normopeso, segua un'alimentazione sana e bilanciata (con l'aiuto di nutrizionisti) e pratichi regolarmente attività fisica, non riesco a risolvere questo problema. Sono arrivata a un punto in cui non so più a chi rivolgermi per avere una diagnosi chiara e definitiva che mi permetta di capire se si tratti di IBS, SIBO, disbiosi o altro.
Mi piacerebbe intraprendere un percorso nutrizionale specifico, come la dieta Low FODMAP, ma desidero affidarmi a un professionista specializzato in questo settore. Sono disponibile anche per consulenze online, purché siano seguite da un esperto con comprovata esperienza.
Buongiorno, probabilmente sì, il percorso Low FODMAP è quello che meglio le si addice, ma si valuta comunque sempre dopo una corretta e approfondita anamnesi.
Eventualmente, sono disponibile anche per consulenze online.
Nel caso mi contatti senza problemi.
Grazie mille
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Buongiorno piacere, se vuole possiamo intraprendere un percorso online, in questi casi la maggior parte delle volte si tratta di SIBO e per diagnosticarla è necessario eseguire il breath test al LATTULOSIO oppure al GLUCOSIO, se il risultato è positivo è necessario seguire la dieta LOW FODMAP per almeno 2 mesi e assumere rifaximina 6 - 8 pastiglie al giorno per almeno 14 giorni. Questo è l'iter che viene consigliato dalle società di gastroenterologia e che anche io consiglio a tutti i miei pazienti.
Cordiali saluti, Dott.ssa Viloria
Cordiali saluti, Dott.ssa Viloria
Buon pomeriggio,
presso il mio studio effettuo diete personalizzate LOW FODMAP,
Inoltre esistono test sul microbioma intestinale (della wellmicro) che sono certificati e potrebbero aiutare a valutare il grado di disbiosi-IBS in corso...di conseguenza si potrebbe valutare anche una terapia batterica con probiotici specifici.
cordialmente
dott.ssa Lubrano
presso il mio studio effettuo diete personalizzate LOW FODMAP,
Inoltre esistono test sul microbioma intestinale (della wellmicro) che sono certificati e potrebbero aiutare a valutare il grado di disbiosi-IBS in corso...di conseguenza si potrebbe valutare anche una terapia batterica con probiotici specifici.
cordialmente
dott.ssa Lubrano
La sintomatologia che descrive può rientrare in diversi quadri (IBS, SIBO, disbiosi intestinale, intolleranze). Per una diagnosi più precisa le figure di riferimento sono il gastroenterologo (per escludere patologie organiche e prescrivere test mirati) e il nutrizionista esperto in disturbi funzionali intestinali (per impostare una dieta specifica come la Low FODMAP, utile in molti casi). Un approccio integrato tra i due specialisti è la strada più efficace.
Distinti saluti
Dr Luca Agostini
Distinti saluti
Dr Luca Agostini
Buongiorno, se vuole il le posso dare un aiuto. Avendo anche io stesso il suo problema. E aiutando molte persone con i miei piani alimentari FODMAP e non solo.
Buongiorno, purtroppo trovare soluzione ai problemi dell'intestino non è sempre immediato perchè tolleranza, sintomatologia e "storico" sono totalmente personali. E' corretto però rivolgersi ad un professionista che si impegni a conoscere le sue problematiche nello specifico e a creare insieme a lei un percorso personalizzato. Spiego sempre che "intestino irritabile" vuol dire semplicemente "intestino piu sensibile/reattivo", ma è doveroso guardare nel profondo e trovare una soluzione di convivenza, che sia con alimentazione o con integrazione di fermenti ad-hoc
Buonasera, eccomi. Ha valutato la disbiosi intestinale e il tipo?
Gentile paziente, sicuramente rivolgersi ad un professionista qualificato si rivelerà utile. Ogni figura ha la sua competenza e specializzazione. Sono a disposizione per guidarla nella scelta del giusto professionista o nel definire insieme un percorso nutrizionale e nutraceutico. Effettuo visite anche a distanza, con l'utilizzo di tecnologie innovative per ottenere tutti i dati da valutare in seguito. Questi sono fondamentali per proporre il corretto approccio nutrizionale per lei, e migliorare la sua sintomatologia o quantomeno chiarirne le cause. Cordialmente.
Dott.ssa Giorgia Garrisi
Biologa Nutrizionista e Farmacista
Dott.ssa Giorgia Garrisi
Biologa Nutrizionista e Farmacista
Salve, i professionisti che l'hanno seguita non hanno provato a darle una dieta antinfiammatoria?
Buongiorno, sono disponibile ad una consulenza per valutare il suo caso e per l'attuazione della dieta FODMAP. Cordialmente.
Buonasera, sono la dott.ssa Mariacristina de Franchis, stavo appunto leggendo la sua problematica e la sua sintomatologia e appunto le stavo dicendo che dovrebbe seguire un protocollo Low FODMAP per bene. Quindi con le giuste tempistiche delle tre fasi di questo protocollo in modo da poter eliminare in primis la sintomatologia in quanto capisco benissimo (ne ho sofferto anche io) quanto sia debilitante. Per qualsiasi informazione rimango a disposizione.
PS. non so se ha mai eseguito un ecografia o visita dal gastroenterologo
PS. non so se ha mai eseguito un ecografia o visita dal gastroenterologo
Buongiorno, sono biologa nutrizionista e seguo prevalentemente soggetti con disturbi gastro-intestinali. Da mia esperienza, raramente ho visto gastroenterologi diagnosticare SIBO o disbiosi, ma semplicemente attenersi al protocollo Normix e probiotici (anche se non faccio di tutta l'erba un fascio, perchè ci sono gastroenterologi preparati in materia che hanno cura anche del micobiota e applicano altre metodologie). Dal momento che seguo spesso casi di disbiosi (compresa SIBO), mi ritrovo ad applicare frequentemente protocolli Low FODMAP. Premetto che il piano alimentare è sempre concomitante all'integrazione mirata e specifica per andare a ripristinare l'equilibrio del microbiota. Mi permetto solo di essere del tutto sincera: si possono ottenere grandissimi risultati con alimentazione e integrazione, ma si deve essere disposti a seguire il protocollo appieno (ciò comporta anche dei sacrifici, a volte, soprattutto nel primo periodo), e non si può comunque dare la certezza di risolvere la problematica al 100% perchè i fattori che influiscono sulla riuscita sono davvero tanti (es. stato emotivo, stress, problematiche personali e lavorative, ambiente in cui si vive in generale, inquinamento, tipo di alimentazione, tempo a disposizione, attività fisica, ecc.). Cosa ancora più importante, che spesso si tralascia, è che la disbiosi è solo un sintomo/conseguenza di un disequilibrio; perciò, dopo aver risolto/migliorato lo stato di disbiosi, è necessario indagare sulla CAUSA e risolvere questa, per non avere ricadute. Rimango a disposizione nel caso volesse contattarmi. Le auguro una buona giornata.
Buongiorno, per avere una diagnosi certa e definitiva dovrebbe rivolgersi ad un professionista della nutrizione, anche perché per seguire una dieta Low FODMAP è necessario seguire diversi step, tra cui eliminare dalla dieta gli alimenti contenenti FODMAP, per poi reintrodurli uno alla volta e in quantità graduali, per valutare se sono tollerati o meno dall’organismo; infine, una volta individuati quali sono gli alimenti tollerati, predisporre una dieta di mantenimento. Proprio per questo, è sconsigliato seguire questo tipo di dieta da soli, senza un professionista, perché è una dieta “provvisoria” (serve, infatti, per capire quali alimenti il soggetto può consumare e quali no), ma anche per evitare carenze alimentari dovute all’eliminazione di alimenti dalla dieta.
Buonasera,
essendo biologo nutrizionista non posso effettuare diagnosi (tantomeno a distanza) ma posso dirle che i suoi sintomi rientrano effettivamente tra quelli compatibili con una sindrome dell’intestino irritabile, perché dolore/crampi addominali, gonfiore, alvo alterno con tendenza alla stipsi e sensazione di incompleto svuotamento sono tutti elementi che le linee guida considerano tipici del quadro IBS.
Questo però non significa che debba rassegnarsi a convivere con il problema, ma che sarebbe utile un inquadramento ordinato da parte di un gastroenterologo esperto in disturbi funzionali intestinali, così da arrivare a una diagnosi positiva e non restare nel dubbio continuo tra IBS, SIBO o altre cause.
Per quanto riguarda la SIBO, il breath test può essere preso in considerazione anche nei pazienti con IBS, ma le linee guida lo raccomandano con forza solo condizionale e con livello di evidenza molto basso, quindi non è un esame da inseguire automaticamente senza una valutazione clinica che lo giustifichi.
La dieta Low FODMAP, invece, è oggi l’intervento nutrizionale con le migliori evidenze per l’IBS, ma va fatta in modo corretto e temporaneo: prevede una fase iniziale di restrizione, in genere non oltre 4-6 settimane, seguita da reintroduzione graduale e poi personalizzazione, per evitare restrizioni inutili e capire davvero quali alimenti siano i suoi trigger.
Il mio consiglio, quindi, è di cercare un professionista che lavori proprio su colon irritabile e Low FODMAP, meglio se in collaborazione con il gastroenterologo, perché in questi casi il valore non sta in una dieta “più rigida”, ma in un percorso ben guidato e cucito sulla persona.
Se inoltre dovessero comparire segnali come calo di peso non intenzionale, sangue nelle feci, anemia, familiarità importante per tumore del colon o dell’ovaio, oppure un peggioramento netto e progressivo, sarebbe opportuno accelerare il consulto specialistico perché sono elementi che meritano ulteriori approfondimenti.
Un cordiale saluto,
Dott. Riccardo Pambira
Biologo nutrizionista
Chinesiologo delle attività motorie preventive e adattate
essendo biologo nutrizionista non posso effettuare diagnosi (tantomeno a distanza) ma posso dirle che i suoi sintomi rientrano effettivamente tra quelli compatibili con una sindrome dell’intestino irritabile, perché dolore/crampi addominali, gonfiore, alvo alterno con tendenza alla stipsi e sensazione di incompleto svuotamento sono tutti elementi che le linee guida considerano tipici del quadro IBS.
Questo però non significa che debba rassegnarsi a convivere con il problema, ma che sarebbe utile un inquadramento ordinato da parte di un gastroenterologo esperto in disturbi funzionali intestinali, così da arrivare a una diagnosi positiva e non restare nel dubbio continuo tra IBS, SIBO o altre cause.
Per quanto riguarda la SIBO, il breath test può essere preso in considerazione anche nei pazienti con IBS, ma le linee guida lo raccomandano con forza solo condizionale e con livello di evidenza molto basso, quindi non è un esame da inseguire automaticamente senza una valutazione clinica che lo giustifichi.
La dieta Low FODMAP, invece, è oggi l’intervento nutrizionale con le migliori evidenze per l’IBS, ma va fatta in modo corretto e temporaneo: prevede una fase iniziale di restrizione, in genere non oltre 4-6 settimane, seguita da reintroduzione graduale e poi personalizzazione, per evitare restrizioni inutili e capire davvero quali alimenti siano i suoi trigger.
Il mio consiglio, quindi, è di cercare un professionista che lavori proprio su colon irritabile e Low FODMAP, meglio se in collaborazione con il gastroenterologo, perché in questi casi il valore non sta in una dieta “più rigida”, ma in un percorso ben guidato e cucito sulla persona.
Se inoltre dovessero comparire segnali come calo di peso non intenzionale, sangue nelle feci, anemia, familiarità importante per tumore del colon o dell’ovaio, oppure un peggioramento netto e progressivo, sarebbe opportuno accelerare il consulto specialistico perché sono elementi che meritano ulteriori approfondimenti.
Un cordiale saluto,
Dott. Riccardo Pambira
Biologo nutrizionista
Chinesiologo delle attività motorie preventive e adattate
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