Buonasera, sono una ragazza di 22 anni. All'età di 3 mesi, sono stata operata per un soffio al cuor

8 risposte
Buonasera, sono una ragazza di 22 anni.
All'età di 3 mesi, sono stata operata per un soffio al cuore interventricolare..
Ora sono da tempo con continui sintomi in cui mi fanno pensare al peggio. I sintomi: fiato corto, dolori al petto, sudorazione, battito accelerato, paura, tanta paura.
Circa 2 mesi fa feci una visita cardiologica,dove il cardiologo mi dice che la ferita non si vede più e tutto ok , c'è solo un lieve rigurgito alla valvola mitralica..ma nessuna paura mi dice.. ora avendo i sintomi sopra descritti essendo molto ansiosa e avendo attacchi di panico ho molta paura succeda qualcosa...ho eseguito anche una spirometria, dove i risultati sono tutto ok, soffro di reflusso gastroesofageo che mi porta un po d'asma..ora questi sintomi possono essere associati ad ansia e panico?? Grazie mille per le vostre risposte in anticipo.
Salve, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stessa utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL

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Buongiorno, escluse altre patologie, i suoi sintomi sono compatibili con uno stato di ansia che, generando ulteriore tensione fisica, accentua proprio i sintomi che la spaventano. Le consiglio un Training Autogeno Analitico che le consenta di lavorare sul rilassamento del corpo e le permetta di dare un significato ai segnali che il corpo le invia.
Resto a disposizione per ulteriori chiarimenti.
Cordiali saluti
Dottoressa Lorena Menoncello
Gentile utente, considerando che nonostante le visite mediche hanno escluso il danno organico o funzionale al cuore, lei percepisce che il suo corpo è in pericolo. Come giustifica questo? Impossibilità di concedersi fiducia di credere che la diagnosi è negativa poichè si potrebbe sbagliare? Subire le conseguenze? Suggerisco un lavoro di psicoterapia cognitivo affinché insieme al terapeuta possa conoscere e modificare il circo vizioso che, presumibile, si è formato a livello cognitivo. Resto disponibile per ulteriori informazioni. Saluti Dott ssa Silvana Zito
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Buon pomeriggio. A mio avviso è innanzitutto molto importante che lei abbia svolto gli esami medici con cui ha approfondito i sintomi che riferisce dal punto di vista organico, escludendo problematiche in questo senso e monitorando anche la situazione relativa alla trascorsa operazione che ha affrontato. Detto ciò, le suggerisco da una parte di confrontarsi con il suo medico rispetto all'eventualità di dover fare ulteriori esami, e dall'altra di rivolgersi ad uno/a psicoterapeuta per approfondire ulteriormente l'ansia e la paura che descrive e che sta vivendo, per esplorare più a fondo la sua esperienza e valutare l'eventuale inizio di un percorso psicologico specifico attraverso il quale poter ritrovare il proprio senso personale di sicurezza ed il proprio benessere. Un saluto, Dott. Felice Schettini
Gentile utente, se gli esami fisiologici sono nella norma, è probabile che si tratti di difficoltà emotive. Bisognerebbe valutarla con alcuni colloqui ma da ciò che scrive, mi chiedo quale impatto possa avere avuto l'intervento sulla percezione che ha della sua salute e di sé. Se la sua idea fosse di precarietà, ciò può crearle ansie che è bene trattare per non innescare circolo viziosi di pensieri ed emozioni negative.
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Gentile utente di mio dottore,
le manifestazioni di cui parla sono espressione di un disturbo d ansia. Per questo ultimo risulta efficace la psicoterapia associata alla farmacoterapia. Vedrà che con il tempo riuscirà a star meglio. Cordiali saluti. Dott. Diego Ferrara
Salve. Escluse cause organiche, i sintomi possono essere causati da ansia e panico. Lavoro con l'integrazione psicorporea dell'analisi bioenergetica seguendo il principio che le tensioni emotive vengano trattenute nelle tensioni muscolari. L'ansia crea tensione a livello muscolare provocando una contrattura diaframmatica, che può provocare sintomatologia di fiato corto, dolori al petto, reflusso gastroesofageo, battito cardiaco accelerato e paura, tanta paura che va a creare maggiore tensione muscolare che amplifica i sintomi con maggiore paura. Bisogna disinnescare questo meccanismo. Si conceda la possibilità di intraprendere un buon percorso psicoterapeutico che possa aiutarla ad affrontare la sua ansia indagando sulle sue cause per poter comprendere a cosa possono essere funzionali, in questo momento della sua vita, i sintomi che si presentano, per potersi liberare da tutto. Sono disponibile per approfondimenti. Distinti saluti
Gentile Utente, è possibile che ciò che racconta sia una condizione ansiosa, sotto tanti aspetti comprensibile vista la sua storia medica. Avere ansia è normale, l’abbiamo tutti, ma se dovesse rendersi conto di averne più di quanto reputerebbe normale, se dovesse sentire la sua vitalità frustrata eccessivamente dalla sua presenza, valuti la possibilità di una terapia. L’ansia è sgradevole ma non intollerabile, e con l’aiuto di un terapeuta potrà apprendere come renderla gestibile, come per chiunque altro. Un caro augurio di buona fortuna

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