Buonasera, sono un papà di 55 anni ed , insieme ai miei due splendidi ragazzi di 19 e 21 anni, stiam
Buonasera, sono un papà di 55 anni ed , insieme ai miei due splendidi ragazzi di 19 e 21 anni, stiamo cercando un serio professionista, possibilmente nel quadrante di Roma SUD, SUD-EST per delle terapie (tendenzialmente familiari) che includano anche mia moglie , la quale , mostra evidenti e pesanti segni di narcicismo patologico. So perfettamente che dal narcicista "si salvi chi può!" ma 25 anni di matrimonio risultano estremamente difficili da cancellare. Attendo con "ansia" consigli . Vi ringrazio.
7 risposte
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Gentile utente, colpisce il fatto che, nonostante la grande sofferenza che state vivendo, stiate cercando una strada per prendervi cura della vostra famiglia anziché limitarvi ad attribuire colpe. È un punto di partenza importante. Detto questo, è bene fare una precisazione: definire una persona come affetta da "narcisismo patologico" richiede una valutazione clinica approfondita e non è possibile stabilirlo sulla base dei comportamenti osservati dai familiari. Talvolta dinamiche relazionali molto conflittuali possono assomigliare a un disturbo di personalità senza che lo siano. Se vostra moglie fosse disponibile, una terapia di coppia o familiare rappresenterebbe sicuramente il contesto più indicato per comprendere le dinamiche che si sono create nel tempo e favorire un dialogo più costruttivo. Se invece rifiutasse qualsiasi coinvolgimento, può essere comunque molto utile che siate voi – anche insieme ai vostri figli, se maggiorenni e consenzienti – a intraprendere un percorso psicologico. Non serve attendere che cambi l'altro per iniziare a stare meglio: lavorare sui propri confini, sulle modalità comunicative e sulla gestione della sofferenza può modificare profondamente gli equilibri della relazione. Dopo venticinque anni di matrimonio è comprensibile che l'idea di "andarsene" non sia una decisione semplice né immediata. Proprio per questo è importante non affrontare tutto da soli, ma con il supporto di un professionista che possa aiutarvi a distinguere ciò che appartiene alla relazione, ciò che appartiene ai singoli e quali possibilità di cambiamento siano realisticamente percorribili. Vi auguro di trovare uno spazio di ascolto competente, che possa accompagnare tutta la vostra famiglia verso una maggiore chiarezza e serenità. Rimango a disposizione per qualunque chiarimento. Dott.ssa Veronica Savio
Buonasera. Leggendo le sue parole si percepisce tutta la fatica, il senso di solitudine e anche l'affetto che continua a provare per la sua famiglia, nonostante il dolore di questi anni. Venticinque anni di vita insieme non si cancellano, ed è comprensibile che oggi senta il bisogno di cercare un aiuto professionale. Mi permetto solo una piccola riflessione: quando siamo profondamente coinvolti in una relazione, è molto difficile comprendere davvero cosa stia accadendo senza uno spazio di ascolto che possa accogliere la complessità della situazione. Al di là delle etichette diagnostiche, che richiedono sempre una valutazione clinica accurata, ciò che conta è la sofferenza che lei e i suoi figli state vivendo. Se sua moglie fosse disponibile, una terapia familiare potrebbe certamente rappresentare un'opportunità. Se invece non lo fosse, non significa che tutto sia fermo: iniziare un percorso individuale, o anche insieme ai suoi figli, può già produrre cambiamenti importanti nel modo di comprendere le dinamiche familiari, proteggersi dalla sofferenza e ritrovare nuove risorse. Non escluderei nemmeno la possibilità di una terapia online. Oggi molti professionisti lavorano efficacemente anche a distanza, e questo permette di scegliere il terapeuta più adatto, senza essere limitati esclusivamente dalla vicinanza geografica. La qualità della relazione terapeutica è spesso molto più importante della distanza. Le auguro di trovare uno spazio in cui sentirsi ascoltato senza giudizio. A volte chiedere aiuto è il primo passo per uscire da una situazione che sembra senza via d'uscita.
gentile utente, grazie per la condivisione. Credo che possa essere per lei importante intraprendere un percorso di terapia, in modo da esplorare e provare a comprendere quello che prova, individuando insieme allo specialista delle strategie funzionali per affrontare la questione con sua moglie. Saluti AV
Per fare una diagnosi di narcisismo occorre un addetto ai lavori competente in psichiatria e psicoterapia, che potrebbe trovare anche online. La psicoterapia ovviamente dovrebbe riguardare i componenti della famiglia separatamente e, a volte, come gruppo familiare.
Buongiorno. Comprendo quanto possa essere faticoso sostenere per tanti anni una situazione familiare vissuta come dolorosa. Al di là delle etichette diagnostiche, ciò che conta è la sofferenza che state vivendo come famiglia. Un percorso terapeutico può essere un buon punto di partenza, purché tutte le persone coinvolte siano disponibili a partecipare. Se invece sua moglie non fosse pronta, anche iniziare un lavoro con lei e i suoi figli può aiutare a comprendere meglio le dinamiche relazionali e a ritrovare nuove modalità di affrontarle. Se lo desidera mi scriva in privato Le auguro di trovare uno spazio di ascolto competente, nel quale ciò che oggi sembra senza via d’uscita possa gradualmente trasformarsi in nuove possibilità.
Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.



