Buonasera,l'angiografia è gravata da eventi ischemici neurologici periprocedurali.Vorrei sapere la p

Buonasera,l'angiografia è gravata da eventi ischemici neurologici periprocedurali.Vorrei sapere la percentuale di rischio.Quindi è possibile non condurre a termine un intervento carotideo a causa di questi rischi?Grazie.

5 risposte


Il rischio di complicanze neurologiche in corso di cateterismo arterioso per esecuzione di stenting carotideo esiste ma è modesto, sempre che vengano correttamente adottate le previste misure di protezione, e non è tale da giustificare l'astensione dalla procedura interventistica quando indicata.

AV

Prof. Alessandro Viacava

chirurgo vascolare

Genova

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La procedura di stenting carotideo è gravata da complicanze neurologiche paragonabili a quelle della chirurgia tradizionale quando eseguita da un equipe endovascolare esperta. Le complicanze neurologiche sono secondarie al distacco di frammenti colesterinici dall'arco aortico (dove nascono i vasi carotidei) o dalla carotide interna. Inoltre anomalie vascolari possono favorire, per il passaggio di cateteri diversi necessari per arrivare nella carotide interna, il distacco di materiale aterosclerotico. La comparsa di un evento neurologico ischemico richiede generalmente la sospensione della procedura (da valutare comunque a quale passaggio della procedura si è arrivati al momento dell'evento ischemico).

Dr. Gianni De Angelis

Dr. Gianni De Angelis

chirurgo vascolare

Varese

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In chirurgia non esistono interventi a rischio zero. Nello specifico il rischio di complicanze sono basse. In caso di angioplastica e stentig di una stenosi carotidea il rischio di eventi neurologici, intesi come attacco ischemico transitorio o ICTUS, è di circa il 2-3%. Tale percentuale tuttavia può aumentare o diminuire in base all'esperienza del centro, alla tipologia della placca, ai materiali utilizzati.

Dott. Vincenzo Ardita

Dott. Vincenzo Ardita

chirurgo vascolare

Milano

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Buongiorno premetto che qualunque tipo di intervento chirurgico, anche non specificamente vascolare, può non essere condotto a termine per l'insorgenza di complicanze impreviste, e pertanto occorrerà "cambiare" il tipo di tecnica chirurgica impiegata per ottenere il risultato atteso (in gergo si parla di "conversione"). E qualunque intervento chirurgico ha dei rischi specifici, che non sono mai zero. Per quanto riguarda il caso specifico, parlando di stenting carotideo, la procedura ha, in mani esperte, circa gli stessi rischi di sviluppare un ictus dell'intervento tradizionale (sempre eseguito da mani esperte), anche se le Linee Guida internazionali più importanti propendono più per la chirurgia tradizionale che per lo stenting. E' chiaro che la decisione su quale tipo di trattamento programmare dipende dall'expertise del centro a cui ci si rivolge e alle caratteristiche del Paziente (esistono Pazienti per cui l'intervento tradizionale di TEA carotidea è controindicato). Cordiali Saluti

Dott.ssa Cristina Busoni

Dott.ssa Cristina Busoni

chirurgo vascolare

Bellusco

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Se l'indicazione al trattamento è corretta la procedura va effettuata, perchè i rischi della procedura angiografica sono bassi ed equiparabili a quelli dell'intervento chirurgico (ovviamente in mani esperte, e addirittura inferiori in caso di pz con comorbidità importanti) e comunque decisamente trascurabili rispetto all'astensione di un trattamento di una stenosi carotidea significativa.

Dott. Giovanni Ambrosino

Dott. Giovanni Ambrosino

chirurgo vascolare

Stradella

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Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.