Buonasera, Ho delle domande in merito al linguaggio della mia bimba. Spiego come comunica e cosa a
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Buonasera,
Ho delle domande in merito al linguaggio della mia bimba.
Spiego come comunica e cosa abitualmente fa per dare un’idea: mia figlia ha 13 mesi, ha iniziato a lallare a 7…ha iniziato con le sillabe pa, da e ogni tanto ma.
All’inizio diceva tantissimo papà, ma ormai sono mesi che non lo dice più,
come se l’avesse dimenticato.
L’unica parola chiara e completa che dice e’ mamma.
Se le chiedo dov’è’ papà sa chi è, lo guarda, gli sorride e allarga le braccia per farsi prendere in braccio e dargli un bacino. Lo indica anche ma sono mesi che non dice più la parola papà.
Questa sera ha iniziato a rispondere con un “ta” quando le chiedevo riferendomi all’acqua: “cos’è’ questa? E’ acqua, prova a ripetere tu acqua”.
Per il resto comunica molto bene e mi rendo conto che capisce tantissimo perché: saluta, dà i bacini, imita il movimento del lavarsi il pancino e le manine, se le chiedo se vuole ancora del cibo o un gioco fa no con la testa (anche se tante volte scuote la testa per dire no ma poi vuole ancora il cibo o il gioco).
Se le chiedo dov’è il gatto, il pulcino o il cane su un libro lei gli indica tutti e senza esitare. Imita, batte le manine. Anche i suoi peluche, sa qual è il koala o la coccinella.
Sta andando all’asilo da un mese e va molto volentieri.
Abbraccia se le dico di darmi un abbraccio.
Anche a livello motorio è ben avviata perché si mette in piedi aggrappandosi al divano o ai mobili e sempre tenendosi, cammina.
Ho notato però che tante volte quando cerco di guardarla negli occhi per spiegarle, ad esempio, che non si morde (purtroppo all’asilo e anche a casa ogni tanto morde), lei non mi guarda negli occhi. Devo chiamarla tante volte per avere la sua attenzione e per fare in modo che mi guardi…poi poco dopo abbassa lo sguardo. Non capisco se è timore o distrazione.
A grandi linee questo è lo sviluppo di mia figlia…non sono preoccupata ma ho qualche dubbio sul fatto che, per esempio, la parola papà non la dica più da mesi, se è giusto che mamma sia l’unica parola al momento e cos’altro posso fare oltre a parlare sempre, leggere libri (per quel poco che sta attenta), cantare canzoncine ecc…
So che è ancora piccola, ma se posso già agire per aiutarla o stimolarla maggiormente, nel caso fosse necessario, sarei un po’ più tranquilla.
Grazie
Ho delle domande in merito al linguaggio della mia bimba.
Spiego come comunica e cosa abitualmente fa per dare un’idea: mia figlia ha 13 mesi, ha iniziato a lallare a 7…ha iniziato con le sillabe pa, da e ogni tanto ma.
All’inizio diceva tantissimo papà, ma ormai sono mesi che non lo dice più,
come se l’avesse dimenticato.
L’unica parola chiara e completa che dice e’ mamma.
Se le chiedo dov’è’ papà sa chi è, lo guarda, gli sorride e allarga le braccia per farsi prendere in braccio e dargli un bacino. Lo indica anche ma sono mesi che non dice più la parola papà.
Questa sera ha iniziato a rispondere con un “ta” quando le chiedevo riferendomi all’acqua: “cos’è’ questa? E’ acqua, prova a ripetere tu acqua”.
Per il resto comunica molto bene e mi rendo conto che capisce tantissimo perché: saluta, dà i bacini, imita il movimento del lavarsi il pancino e le manine, se le chiedo se vuole ancora del cibo o un gioco fa no con la testa (anche se tante volte scuote la testa per dire no ma poi vuole ancora il cibo o il gioco).
Se le chiedo dov’è il gatto, il pulcino o il cane su un libro lei gli indica tutti e senza esitare. Imita, batte le manine. Anche i suoi peluche, sa qual è il koala o la coccinella.
Sta andando all’asilo da un mese e va molto volentieri.
Abbraccia se le dico di darmi un abbraccio.
Anche a livello motorio è ben avviata perché si mette in piedi aggrappandosi al divano o ai mobili e sempre tenendosi, cammina.
Ho notato però che tante volte quando cerco di guardarla negli occhi per spiegarle, ad esempio, che non si morde (purtroppo all’asilo e anche a casa ogni tanto morde), lei non mi guarda negli occhi. Devo chiamarla tante volte per avere la sua attenzione e per fare in modo che mi guardi…poi poco dopo abbassa lo sguardo. Non capisco se è timore o distrazione.
A grandi linee questo è lo sviluppo di mia figlia…non sono preoccupata ma ho qualche dubbio sul fatto che, per esempio, la parola papà non la dica più da mesi, se è giusto che mamma sia l’unica parola al momento e cos’altro posso fare oltre a parlare sempre, leggere libri (per quel poco che sta attenta), cantare canzoncine ecc…
So che è ancora piccola, ma se posso già agire per aiutarla o stimolarla maggiormente, nel caso fosse necessario, sarei un po’ più tranquilla.
Grazie
A 12–13 mesi, dal punto di vista verbale e comunicativo, un bambino dovrebbe generalmente:
- utilizzare la lallazione in modo vario e continuativo (ripetendo combinazioni di sillabe),
- comprendere semplici parole e routine del quotidiano (es. “ciao”, “dov’è…?”, “dammi”, “andiamo”),
- rispondere al proprio nome e mostrare attenzione quando si parla con lui,
- usare gesti comunicativi intenzionali come indicare, porgere oggetti, salutare, battere le mani,
- pronunciare 1–5 parole significative, come “mamma”, “papà” o simili,
- soprattutto mostrare interesse per la comunicazione e l’interazione, cercando lo sguardo dell’adulto e partecipando attivamente agli scambi.
Da quanto descrive, sua figlia mostra buone competenze di comprensione e di comunicazione non verbale, utilizza gesti in modo intenzionale, comprende parole e semplici consegne, e manifesta curiosità e partecipazione. Questi sono indicatori positivi.
Il fatto che alcune sillabe o parole non vengano più ripetute per un periodo non è insolito: in questa fase il linguaggio è in rapido cambiamento e può accadere che alcune produzioni si riducano temporaneamente mentre il bambino consolida altre abilità. Tuttavia, poiché ogni bambino ha un proprio ritmo di sviluppo e l’attenzione condivisa (sguardo, risposta al richiamo) è un aspetto fondamentale della comunicazione, può essere utile un confronto logopedico precoce.
Una consulenza logopedica permetterebbe di osservare direttamente il profilo comunicativo e linguistico di sua figlia, e di fornirle strategie pratiche per favorire in modo mirato lo sviluppo del linguaggio: come usare il gioco condiviso, le routine quotidiane e la lettura di immagini per stimolare l’intenzionalità comunicativa e la produzione verbale.
- utilizzare la lallazione in modo vario e continuativo (ripetendo combinazioni di sillabe),
- comprendere semplici parole e routine del quotidiano (es. “ciao”, “dov’è…?”, “dammi”, “andiamo”),
- rispondere al proprio nome e mostrare attenzione quando si parla con lui,
- usare gesti comunicativi intenzionali come indicare, porgere oggetti, salutare, battere le mani,
- pronunciare 1–5 parole significative, come “mamma”, “papà” o simili,
- soprattutto mostrare interesse per la comunicazione e l’interazione, cercando lo sguardo dell’adulto e partecipando attivamente agli scambi.
Da quanto descrive, sua figlia mostra buone competenze di comprensione e di comunicazione non verbale, utilizza gesti in modo intenzionale, comprende parole e semplici consegne, e manifesta curiosità e partecipazione. Questi sono indicatori positivi.
Il fatto che alcune sillabe o parole non vengano più ripetute per un periodo non è insolito: in questa fase il linguaggio è in rapido cambiamento e può accadere che alcune produzioni si riducano temporaneamente mentre il bambino consolida altre abilità. Tuttavia, poiché ogni bambino ha un proprio ritmo di sviluppo e l’attenzione condivisa (sguardo, risposta al richiamo) è un aspetto fondamentale della comunicazione, può essere utile un confronto logopedico precoce.
Una consulenza logopedica permetterebbe di osservare direttamente il profilo comunicativo e linguistico di sua figlia, e di fornirle strategie pratiche per favorire in modo mirato lo sviluppo del linguaggio: come usare il gioco condiviso, le routine quotidiane e la lettura di immagini per stimolare l’intenzionalità comunicativa e la produzione verbale.
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Buonasera, signora io al suo posto starei tranquilla, mi sembra un normale evolversi delle tappe del linguaggio di una bambina di 13 mesi. Cerchi di stimolarla come già sta facendo e la incoraggi sempre a comunicare, vedrà che poi il linguaggio esploderà da solo secondo il suo normale decorso.
Buonasera,
da quello che lei descrive la bimba ha 13 mesi e sta crescendo bene sul piano comunicativo, motorio e relazionale.
È vero che al momento dice solo “mamma”, ma a questa età è ancora possibile che ci sia un numero molto limitato di paroline. Alcuni bambini concentrano le loro energie sulla comprensione, sul movimento e sull’interazione, e le parole arrivano con più calma.
Il fatto che comprenda tantissimo, che indichi, imiti, saluti, chieda attenzione, riconosca oggetti e animali, giochi volentieri con gli altri e partecipi alle routine sono segnali molto positivi di uno sviluppo comunicativo sano.
Allo stesso tempo, è importante continuare a stimolarla il più possibile perché l’esposizione linguistica in questa fase è fondamentale.
Vi consiglio quindi di:
• parlare molto con lei durante le attività quotidiane;
• leggere insieme piccoli libri, anche solo per pochi minuti;
• cantare canzoncine con gesti;
• proporre giochi di imitazione;
• favorire il contatto con i pari;
• limitare al minimo gli schermi, che possono rallentare l’attenzione condivisa e l’acquisizione del linguaggio.
Al momento non ci sono elementi che facciano pensare a una difficoltà significativa, ma è comunque utile tenere monitorato il vocabolario nei prossimi mesi: tra i 15 e i 18 mesi solitamente iniziano ad emergere più paroline o tentativi più frequenti.
Se intorno ai 16–18 mesi notate ancora la presenza di una sola parola o pochi progressi, allora potremo approfondire insieme. Per ora potete stare tranquilli e continuare a stimolarla con serenità: la base comunicativa è buona.
Resto a disposizione per ogni dubbio.
da quello che lei descrive la bimba ha 13 mesi e sta crescendo bene sul piano comunicativo, motorio e relazionale.
È vero che al momento dice solo “mamma”, ma a questa età è ancora possibile che ci sia un numero molto limitato di paroline. Alcuni bambini concentrano le loro energie sulla comprensione, sul movimento e sull’interazione, e le parole arrivano con più calma.
Il fatto che comprenda tantissimo, che indichi, imiti, saluti, chieda attenzione, riconosca oggetti e animali, giochi volentieri con gli altri e partecipi alle routine sono segnali molto positivi di uno sviluppo comunicativo sano.
Allo stesso tempo, è importante continuare a stimolarla il più possibile perché l’esposizione linguistica in questa fase è fondamentale.
Vi consiglio quindi di:
• parlare molto con lei durante le attività quotidiane;
• leggere insieme piccoli libri, anche solo per pochi minuti;
• cantare canzoncine con gesti;
• proporre giochi di imitazione;
• favorire il contatto con i pari;
• limitare al minimo gli schermi, che possono rallentare l’attenzione condivisa e l’acquisizione del linguaggio.
Al momento non ci sono elementi che facciano pensare a una difficoltà significativa, ma è comunque utile tenere monitorato il vocabolario nei prossimi mesi: tra i 15 e i 18 mesi solitamente iniziano ad emergere più paroline o tentativi più frequenti.
Se intorno ai 16–18 mesi notate ancora la presenza di una sola parola o pochi progressi, allora potremo approfondire insieme. Per ora potete stare tranquilli e continuare a stimolarla con serenità: la base comunicativa è buona.
Resto a disposizione per ogni dubbio.
Salve, lo sviluppo linguistico che ha descritto al momento non mi sembra preoccupante; ciò che mi sento di consigliarle e di capire cosa interessa come gioco a sua figlia e da li strutturare un gioco insieme in modo tale che sia lei ad agganciarsi ai suoi interessi. Le suggerisco come libri di presentarle libri ad alto contrasto visivo e non affollati e di provare quelli con finestrelle. Se ha dei dubbi più specifici, le consiglio una consulenza o in sede o online.
Salve,
a 12/13 mesi seguendo le tappe di sviluppo fisiologico i bimbi iniziano a dire le loro prime paroline e soprattutto nei primi mesi c'è tanta variabilità tra un bimbo e l'altro, quindi per il momento non mi preoccuperei e continuerei a stimolarla come state facendo.
Oltre al linguaggio ciò che è importante sono anche le modalità comunicative che il bambino utilizza e quelli che chiamiamo prerequisiti alla comunicazione (l'uso dei gesti, l'imitazione, la comprensione e così via) che mi sembra che la sua bimba stia sviluppando in modo adeguato.
Per stimolarla al meglio potete seguire queste indicazioni:
- seguire il suo interesse, se ad esempio in un certo momento il libro non le interessa prediligere altro
- descrivere quello che fate insieme sfruttando soprattutto le routine quotidiane (es. mangiare, vestirsi, fare il bagno)
- non chiedere di ripetere ma darle il modello denominando quello che lei vi mostra (es. indica il pupazzo del cane e voi dite "vuoi il cane?")
- usare gesti, mimica facciale e variazioni del tono di voce per rendere il vostro linguaggio accattivante e coinvolgente
- tenere oggetti vicino al viso in modo che lei possa osservare il movimento delle vostre labbra e favorire il contatto di sguardo
In ogni caso il mio consiglio è quello di monitorare lo sviluppo del linguaggio e se fra qualche mese notate poche evoluzioni di rivolgervi a un professionista che possa guidarvi e accompagnarvi in questo percorso.
Un saluto
Dott.ssa Logopedista Irene Catellani
a 12/13 mesi seguendo le tappe di sviluppo fisiologico i bimbi iniziano a dire le loro prime paroline e soprattutto nei primi mesi c'è tanta variabilità tra un bimbo e l'altro, quindi per il momento non mi preoccuperei e continuerei a stimolarla come state facendo.
Oltre al linguaggio ciò che è importante sono anche le modalità comunicative che il bambino utilizza e quelli che chiamiamo prerequisiti alla comunicazione (l'uso dei gesti, l'imitazione, la comprensione e così via) che mi sembra che la sua bimba stia sviluppando in modo adeguato.
Per stimolarla al meglio potete seguire queste indicazioni:
- seguire il suo interesse, se ad esempio in un certo momento il libro non le interessa prediligere altro
- descrivere quello che fate insieme sfruttando soprattutto le routine quotidiane (es. mangiare, vestirsi, fare il bagno)
- non chiedere di ripetere ma darle il modello denominando quello che lei vi mostra (es. indica il pupazzo del cane e voi dite "vuoi il cane?")
- usare gesti, mimica facciale e variazioni del tono di voce per rendere il vostro linguaggio accattivante e coinvolgente
- tenere oggetti vicino al viso in modo che lei possa osservare il movimento delle vostre labbra e favorire il contatto di sguardo
In ogni caso il mio consiglio è quello di monitorare lo sviluppo del linguaggio e se fra qualche mese notate poche evoluzioni di rivolgervi a un professionista che possa guidarvi e accompagnarvi in questo percorso.
Un saluto
Dott.ssa Logopedista Irene Catellani
Buongiorno, le prime parole di un bambino compaiono tra i 12 e i 14-15 mesi d'età quindi può essere del tutto normale che alcune paroline le abbia già immagazzinate a 13 mesi e alcune invece le sta ancora sperimentando. Per togliere ogni suo dubbio io le consiglierei di fare una consulenza logopedica con una logopedista esperta nella fascia 0-3 anni che può darle quindi dei suggerimenti e delle strategie pratiche per stimolare il linguaggio della sua bambina!
Gentile mamma,
grazie per la descrizione così accurata: da quanto racconta, lo sviluppo di sua figlia appare globalmente ben avviato, in particolare per quanto riguarda la comprensione, l’intenzione comunicativa, l’imitazione, le competenze motorie e la partecipazione relazionale.
A 13 mesi è assolutamente nella norma che il linguaggio verbale sia ancora limitato. La presenza di una parola stabile (“mamma”), di lallazione, tentativi imitativi (“ta” in risposta all’acqua) e di una buona comprensione verbale (indicazione su richiesta, gesti, saluti, giochi imitativi) sono indicatori positivi di sviluppo.
Per quanto riguarda la parola “papà”, la sua scomparsa può rientrare in una variabilità tipica di questa fase: le parole acquisite precocemente possono non essere ancora stabilizzate e comparire e scomparire. Il fatto che la bambina riconosca il papà, lo cerchi, lo indichi e interagisca affettivamente con lui è un segnale rassicurante sul piano della comprensione e della relazione.
L’elemento che merita invece attenzione e monitoraggio è la difficoltà nel mantenere il contatto oculare su richiesta e la necessità di richiamarla più volte per ottenere il suo sguardo, soprattutto in contesti di interazione diretta. In questa fascia d’età il contatto oculare dovrebbe essere presente, anche se non costante, all’interno dello scambio comunicativo.
Per questo motivo, pur non emergendo segnali di allarme immediati, è consigliabile effettuare una valutazione neuropsichiatrica infantile, che permetta un inquadramento più ampio dello sviluppo comunicativo, relazionale e attentivo. Qualora fosse necessario, la valutazione logopedica potrà integrarsi a quella neuropsichiatrica in un’ottica di collaborazione multidisciplinare, utile soprattutto in chiave preventiva.
Nel frattempo è indicato continuare con:
• interazioni semplici e condivise, basate sul gioco
• lettura di libri brevi e illustrati, seguendo i suoi tempi di attenzione
• modellamento linguistico naturale, senza richiesta di ripetizione
• giochi faccia a faccia che favoriscano lo sguardo e l’alternanza comunicativa
Agire in modo precoce, anche solo a livello di osservazione specialistica, è sempre una scelta utile e non implica necessariamente la presenza di una difficoltà.
Un cordiale saluto
Valeria Perotti
grazie per la descrizione così accurata: da quanto racconta, lo sviluppo di sua figlia appare globalmente ben avviato, in particolare per quanto riguarda la comprensione, l’intenzione comunicativa, l’imitazione, le competenze motorie e la partecipazione relazionale.
A 13 mesi è assolutamente nella norma che il linguaggio verbale sia ancora limitato. La presenza di una parola stabile (“mamma”), di lallazione, tentativi imitativi (“ta” in risposta all’acqua) e di una buona comprensione verbale (indicazione su richiesta, gesti, saluti, giochi imitativi) sono indicatori positivi di sviluppo.
Per quanto riguarda la parola “papà”, la sua scomparsa può rientrare in una variabilità tipica di questa fase: le parole acquisite precocemente possono non essere ancora stabilizzate e comparire e scomparire. Il fatto che la bambina riconosca il papà, lo cerchi, lo indichi e interagisca affettivamente con lui è un segnale rassicurante sul piano della comprensione e della relazione.
L’elemento che merita invece attenzione e monitoraggio è la difficoltà nel mantenere il contatto oculare su richiesta e la necessità di richiamarla più volte per ottenere il suo sguardo, soprattutto in contesti di interazione diretta. In questa fascia d’età il contatto oculare dovrebbe essere presente, anche se non costante, all’interno dello scambio comunicativo.
Per questo motivo, pur non emergendo segnali di allarme immediati, è consigliabile effettuare una valutazione neuropsichiatrica infantile, che permetta un inquadramento più ampio dello sviluppo comunicativo, relazionale e attentivo. Qualora fosse necessario, la valutazione logopedica potrà integrarsi a quella neuropsichiatrica in un’ottica di collaborazione multidisciplinare, utile soprattutto in chiave preventiva.
Nel frattempo è indicato continuare con:
• interazioni semplici e condivise, basate sul gioco
• lettura di libri brevi e illustrati, seguendo i suoi tempi di attenzione
• modellamento linguistico naturale, senza richiesta di ripetizione
• giochi faccia a faccia che favoriscano lo sguardo e l’alternanza comunicativa
Agire in modo precoce, anche solo a livello di osservazione specialistica, è sempre una scelta utile e non implica necessariamente la presenza di una difficoltà.
Un cordiale saluto
Valeria Perotti
Buonasera,
grazie per la descrizione molto accurata: da ciò che racconta, lo sviluppo comunicativo e globale della sua bambina appare adeguato all’età e presenta numerosi indicatori di buona evoluzione.
A 13 mesi è assolutamente normale che il linguaggio verbale sia ancora limitato. Il fatto che abbia iniziato a lallare intorno ai 7 mesi, che produca sillabe (pa, da, ma) e che utilizzi una parola chiara come “mamma” rientra pienamente nella norma. Anche il fenomeno che descrive rispetto alla parola “papà” (detta in passato e poi non più utilizzata) è abbastanza frequente: nei primi mesi di linguaggio le parole non sono ancora stabilizzate e possono comparire, scomparire e riapparire senza che questo indichi una regressione o un problema.
È molto significativo e rassicurante che:
• la comprensione sia ben sviluppata (riconosce persone, oggetti, animali nei libri, risponde a richieste);
• utilizzi gesti comunicativi (indicare, salutare, mandare baci, abbracciare);
• mostri intenzionalità comunicativa e piacere nello scambio;
• presenti una buona imitazione (gesti, azioni);
• lo sviluppo motorio sia in linea con l’età;
• si sia inserita bene al nido.
Tutti questi aspetti sono predittori molto positivi anche per il linguaggio.
Per quanto riguarda il fatto che talvolta non mantenga il contatto oculare quando lei cerca di spiegarle qualcosa, soprattutto in situazioni di richiamo o di limite (come il mordere), questo comportamento a 13 mesi è spesso legato a immaturità attentiva, distrazione o regolazione emotiva, più che a una difficoltà relazionale. I bambini piccoli faticano a sostenere lo sguardo soprattutto quando l’interazione è carica dal punto di vista emotivo o richiede autocontrollo. Il fatto che in altri contesti cerchi l’adulto, interagisca, sorrida e risponda è un elemento rassicurante.
Cosa potete fare quindi per stimolare il linguaggio?
State già facendo molto. In aggiunta:
• continuate a parlare lentamente e con frasi semplici, commentando ciò che fa (“stai bevendo l’acqua”, “giochiamo con il cane”);
• modellate le parole senza chiederle di ripetere (“sì, è acqua”);
• valorizzate i gesti, affiancandoli sempre alla parola;
• durante i libri, seguite i suoi tempi: anche pochi secondi di attenzione sono sufficienti;
• riducete le richieste dirette (“di’… ripeti…”) e aumentate i commenti descrittivi;
• quando morde, usate frasi brevi e chiare, accompagnate dal gesto, senza insistere troppo sul contatto oculare.
Spero di esservi stata d’aiuto
grazie per la descrizione molto accurata: da ciò che racconta, lo sviluppo comunicativo e globale della sua bambina appare adeguato all’età e presenta numerosi indicatori di buona evoluzione.
A 13 mesi è assolutamente normale che il linguaggio verbale sia ancora limitato. Il fatto che abbia iniziato a lallare intorno ai 7 mesi, che produca sillabe (pa, da, ma) e che utilizzi una parola chiara come “mamma” rientra pienamente nella norma. Anche il fenomeno che descrive rispetto alla parola “papà” (detta in passato e poi non più utilizzata) è abbastanza frequente: nei primi mesi di linguaggio le parole non sono ancora stabilizzate e possono comparire, scomparire e riapparire senza che questo indichi una regressione o un problema.
È molto significativo e rassicurante che:
• la comprensione sia ben sviluppata (riconosce persone, oggetti, animali nei libri, risponde a richieste);
• utilizzi gesti comunicativi (indicare, salutare, mandare baci, abbracciare);
• mostri intenzionalità comunicativa e piacere nello scambio;
• presenti una buona imitazione (gesti, azioni);
• lo sviluppo motorio sia in linea con l’età;
• si sia inserita bene al nido.
Tutti questi aspetti sono predittori molto positivi anche per il linguaggio.
Per quanto riguarda il fatto che talvolta non mantenga il contatto oculare quando lei cerca di spiegarle qualcosa, soprattutto in situazioni di richiamo o di limite (come il mordere), questo comportamento a 13 mesi è spesso legato a immaturità attentiva, distrazione o regolazione emotiva, più che a una difficoltà relazionale. I bambini piccoli faticano a sostenere lo sguardo soprattutto quando l’interazione è carica dal punto di vista emotivo o richiede autocontrollo. Il fatto che in altri contesti cerchi l’adulto, interagisca, sorrida e risponda è un elemento rassicurante.
Cosa potete fare quindi per stimolare il linguaggio?
State già facendo molto. In aggiunta:
• continuate a parlare lentamente e con frasi semplici, commentando ciò che fa (“stai bevendo l’acqua”, “giochiamo con il cane”);
• modellate le parole senza chiederle di ripetere (“sì, è acqua”);
• valorizzate i gesti, affiancandoli sempre alla parola;
• durante i libri, seguite i suoi tempi: anche pochi secondi di attenzione sono sufficienti;
• riducete le richieste dirette (“di’… ripeti…”) e aumentate i commenti descrittivi;
• quando morde, usate frasi brevi e chiare, accompagnate dal gesto, senza insistere troppo sul contatto oculare.
Spero di esservi stata d’aiuto
Buongiorno signora,
ha già prestato molta attenzione allo sviluppo della sua bambina e ha fornito moltissime informazioni. La sua bimba di 13 mesi sta evolvendo positivamente in moltissime abilità sia cognitive che motorie e linguistiche. A volte accade che i bambini eseguano dei tentativi, apprendano alcune parole e poi le recuperino più avanti. La descrizione che ha fatto della necessità di chiamarla più volte e la fatica nello scambio dello sguardo possono indicarci alcune fragilità in termini di comunicazione, in particolare non verbale data la sua età (consideri che le prime parole in norma arrivano a 12 mesi e aumentano man mano). A volte anche il ricorso ai morsi presso le strutture scolastiche può indicare una fatica di tipo comunicativo che i bambini fin da piccoli possono sentire e, agendo così, cercando di dare segnali alle loro figure di riferimento.
Per poter consigliare al meglio la vostra famiglia su cosa fare, il consiglio è quello di richiedere una consulenza ad un logopedista esperto nel linguaggio dei più piccoli, al fine di raccogliere insieme tutti i dati necessari e capire come monitorare la situazione o come sostenere la vostra bimba al meglio.
ha già prestato molta attenzione allo sviluppo della sua bambina e ha fornito moltissime informazioni. La sua bimba di 13 mesi sta evolvendo positivamente in moltissime abilità sia cognitive che motorie e linguistiche. A volte accade che i bambini eseguano dei tentativi, apprendano alcune parole e poi le recuperino più avanti. La descrizione che ha fatto della necessità di chiamarla più volte e la fatica nello scambio dello sguardo possono indicarci alcune fragilità in termini di comunicazione, in particolare non verbale data la sua età (consideri che le prime parole in norma arrivano a 12 mesi e aumentano man mano). A volte anche il ricorso ai morsi presso le strutture scolastiche può indicare una fatica di tipo comunicativo che i bambini fin da piccoli possono sentire e, agendo così, cercando di dare segnali alle loro figure di riferimento.
Per poter consigliare al meglio la vostra famiglia su cosa fare, il consiglio è quello di richiedere una consulenza ad un logopedista esperto nel linguaggio dei più piccoli, al fine di raccogliere insieme tutti i dati necessari e capire come monitorare la situazione o come sostenere la vostra bimba al meglio.
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