Buonasera, ho 33 anni e 3 figli l’ultimo ha 20 mesi..questo anno per motivi lavorativi abbiamo affro

Buonasera, ho 33 anni e 3 figli l’ultimo ha 20 mesi..questo anno per motivi lavorativi abbiamo affrontato 3 traslochi e cambiata città due volte e per 5 mesi sono stata sola con i miei bambini perché mio marito è stato via per lavoro Adesso mi sento stanca, se cammino per più di 10 minuti sento tachicardia e debolezza e sensazione di agitazione e tremore interno, stress fortissimo, dormo male (la mia testa sembra pensi per tutta la notte, non si ferma mai) e soffro di ansia. Credo di essere arrivata al Mio limite e aver bisogno di riposo ma con 3 bambini è dura..secondo lei è questione di stanchezza e basta oppure c’è qualcosa sotto che devo approfondire? Ho fatto gli esami del sangue a Luglio ed erano apposto (a parte la mia solita anemia). Graziee

25 risposte


Salve, Mi spiace molto per la situazione che racconta ed arriva il senso di fatica da lei percepito. Ha fatto bene, In prima battuta, ad effettuare delle analisi al fine di escludere eventuali cause organiche. Tuttavia, ritengo che possa essere utile un consulto psicologico poiché potrebbero esserci, Oltre alle difficoltà del trasloco e della fatica connessa, anche difficoltà nell'adattamento a realtà sempre nuove e diverse. Sarebbe opportuno Pertanto che lei si ritagli uno spazio d'ascolto per elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi alla situazione riportata e trovare strategie utili per fronteggiare le situazioni particolarmente problematiche onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente. Resto a disposizione, anche on-line. Cordialmente, dott FDL

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Salve, ha fatto bene a fare le analisi per escludere qualsiasi problema di natura organica. Se nota che il sintomo persiste, porrebbe valutare l’idea di intraprendere un percorso psicologico. Si dia del tempo per riflettere, i traslochi potrebbero aver influito. Buona giornata. Dott. Fiori


Cara Utente, buona sera! Mi spiace per la sua sofferenza e comprendo la fatica che prova in questo periodo: il trasloco è considerato fra le principali cause di stress dopo la morte di una persona cara, la perdita del lavoro, le catastrofi naturali (terremoti o alluvioni), perciò i suoi 3 traslochi in un anno sonno davvero un carico di stress notevole. Ha fatto bene a rivolgersi al suo medico per le analisi, ma ritengo che le potrebbe essere molto utile anche un percorso di sostegno psicologico per elaborare e condividere la fatica fisica ed emotiva, del periodo, e riscoprire risorse utili ad affrontare gli impegni della sua vita quotidiana. Resto a sua disposizione anche on line, se volesse approfondire. Le auguro ogni bene! Dr.ssa Erika Conti


Buonasera Gentile Utente, mi dispiace per la situazione che sta vivendo. L'ansia può dare i sintomi da lei descritti. Fa bene comunque a fare tutti gli esami medici possibili, per poter così escludere cause mediche. Per questo si rivolga però al suo medico curante. Cordialmente, dott. Simeoni


Salve. Ha già fatto indagini cliniche per escludere cause organiche. Il problema è che è sola, stanca e affaticata. Si ricavi uno spazio per sé o in un percorso psicoterapeutico che possa sostenerla in questo momento faticoso o in un'attività che le permetta di staccare, un'attività che le piace e la fa stare bene. Ricavarsi piccoli spazi di "vacanza" quotidianamente, aiuta a ricaricarsi per affrontare con più energie le difficoltà della vita. Distinti saluti


Gentilissima, si percepisce l'intenso sforzo che ha sostenuto in questo periodo, sia dal punto di vista fisico che dal punto di vista emotivo. Il trasloco, in particolare, è considerato uno degli eventi stressanti per eccellenza. Occorre tempo e spazio per metabolizzare cambiamenti importanti, specie se avvenuti in così breve tempo e con così tante responsabilità come quelle di una famiglia al seguito. Può essere che, arrivati ad una situazione di maggiore stabilità, ora si facciano sentire, emotivamente e fisicamente, alcuni strascichi su cui senz'altro potrebbe essere di aiuto lavorare con il supporto specialistico di uno psicologo. Resto a sua diposizione, anche on line. Saluti.


Gentile Amica, sì, come giustamente ci scrive, sembra proprio che abbia toccato il suo limite. Forse questo l'ha fatta sentire fragile, o debole di fronte a tante difficoltà. E' comprensibile. Ha fatto bene a consultare il suo medico, per escludere ogni causa organica. A questo punto, le consiglierei di ascoltare la sua intuizione di aver toccato e forse oltrepassato il suo limite, e di concedersi uno spazio di sostegno e di approfondimento con uno psicologo. Un'altra opzione è imparare a gestire in un modo diverso lo stress, ad esempio seguendo un corso mindfulness. con i migliori auguri, dr. Ventura


Buongiorno, da quello che racconta della sua vita ed in particolare dell' ultimo periodo è facile immaginare che possa essere stato intenso e di forte investimento emotivo e fisico. Credo abbia fatto bene a consultare il suo medico per escludere motivi organici di questa condizione di malessere. Mi sento di consigliarle di pensare ad un momento tutto suo nel quale, dal confronto con uno psicologo, possa ricercare eventuali motivi di questo stato d'animo e provare a sperimentare insieme delle modalità nuove di gestione dello stress. Resto a diposizione per eventuali chiarimenti. Buona giornata, dott.ssa G. Labriola


Buon giorno non penso ci sia un problema organico quanto piuttosto eccessivo stress accumulato che non le permette di vivere al meglio la sua vita. Per tale ragione potrebbe essere opportuno un percorso di Psicoterapia individuale che la possa aiutare a meglio entrare in risonanza con se stessa, con i suoi vissuti e risorse. Cordialmente Gian Piero dott Grandi


Cara signora, credo, come dice anche lei, che sia sottoposta ad un grande stress. Ha bisogno di riposo e di condividere il peso di tanto impegno. Chieda sostegno ai suoi familiari e vedrà che si sentirà meglio. Cordiali saluti. Giada Bruni


Gentile Utente, mi dispiace per il disagio che sta vivendo. Sembra che nel suo ruolo di madre e di moglie abbia investito la maggior parte delle sue risorse e che il lavoro che ha portato avanti sia stato molto impegnativo. Una risposta simile, a livello fisico e sul piano psicologico, è tanto comprensibile quanto sgradevole per chi la vive. Sarebbe pertanto utile che riuscisse a dedicarsi uno spazio per prendersi cura di lei, così da tutelare la sua salute e migliorare a sua volta la qualità delle sue relazioni. Resto a sua disposizione, un caro saluto. Dott.ssa Valentina Cecchi


Gentilissima, la fatica e lo stress per quello che ha raccontato si percepiscono bene! Due traslochi e 3 figli praticamente da sola sono davvero un duro sforzo che ha compiuto. Ha fatto bene a fare le analisi per escludere cause organiche. Secondo me trovare uno spazio solo suo dove poter parlare con qualcuno la potrà di sicuro aiutare. È molto stanca fisicamente ma anche psicologicamente e lo stress talvolta fa brutti scherzi. Le consiglio un percorso di psicoterapia che sicuramente la potrà fare stare meglio. Un caro abbraccio V. Barucci


Gentile signora, il carico che ha avuto e che sta portando è notevole e la stanchezza è un segnale che ha bisogno di un po' di riposo e magari anche po' di supporto; cerchi di fare qualcosa di piacevole per lei ogni giorno, si riposi quando il bimbo piccolo si riposa, potrebbero giovarle sia un aiuto pratico per le faccende domestiche e la gestione dei bimbi anche solo per poche ore, sia un percorso di sostegno psicologico per gestire al meglio le sue emozioni e i carichi mentali che sente, imparando ad accogliere e valorizzare maggiormente i suoi bisogni.


gentile signora, ha fatto benissimo a scrivere per cercare un sostegno psicologico in questo momento della sua vita particolarmente stressante. Le consiglio di prenotare una visita con uno psicologo per ritagliarsi un piccolo spazio (anche on line) per poter dare voce al momento che sta attraversando e trovare delle soluzioni per alleviare la fatica. cordiali saluti dott.ssa Serena Sciortino


Gentile signora, a volte la vita è veramente piena di periodi stressanti e non è facile trovare le giuste risorse per affrontarli. A questo può servire il supporto psicologico, a capire come mai questi eventi oggettivamente difficili per "tutti" stanno avendo in particolare su di "noi" importanti ricadute. A mio parere fa benissimo a cercare anche un aiuto psicologico per questo. In bocca al lupo!


Gentile signora, sono dispiaciuta per il suo disagio. Il carico fisico ed emotivo di una mamma con 3 figli, di cui una cosi piccola, non è affatto semplice da gestire ed è il nostro corpo ad assorbire tutto il carico. E' possibile che abbia bisogno di ritagliarsi un suo spazio, un momento per lei per favorire il suo benessere e quello in famiglia. Fa benissimo a chiedere aiuto ad un professionista, una persona che può ascoltarla e lavorare insieme a stare meglio!

Dott.ssa Teresa D’urso

Dott.ssa Teresa D’urso

psicologo

Garbagnate Milanese

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Gentile signora mi dispiace del suo disagio, ha fatto bene a fare gli esami medici per escludere delle patologie fisiologiche sicuramente il tutto è dovuto al forte stress che lei ha accumulato e che lei ha ben descritto e pertanto, dovrebbe intraprendere un percorso psicoterapeutico che sicuramente la può aiutare. Cordiali saluti


Gentile signora, io questa domanda gliela rigirerei. Pensa sia solo stanchezza?


Gentile Utente, come da lei descritto è stato un anno particolarmente intenso che immagino le abbia richiesto un grande investimento anche in termini organizzativi. Tutto questo a discapito della sua serenità. Forse è arrivato il momento in cui fermarsi e ritagliarsi del tempo per sé. Sicuramente un percorso di psicoterapia le può essere di aiuto. Le porgo un caro saluto. Monica


Sicuramente una situazione di stanchezza così prolungata e cambiamenti così numerosi in poco tempo l'hanno messa a dura prova e meritavano un tempo di elaborazione e di assestamento maggiore, così come forse sarebbe stato importante richiedere aiuto nella gestione del quotidiano. Riconoscere in questo momento di aver bisogno di un aiuto sarebbe importante, così come intraprendere un percorso di sostegno psicologico che consenta di dare senso e significato a questi sintomi che forse meritano ascoltano. Se avesse bisogno di un colloquio di consulenza mi può contattare, resto a sua disposizione. Buona serata Dott.ssa Vittoriana Loporcaro


Cara mamma, io penso che già il fatto che si è fatta questa domanda, "..c'è qualcosa sotto che devo approfondire..", voglia dire qualcosa che merita di essere approfondita....nulla toglie che una visita dal suo medico di base, per escludere qualsiasi problema organico, è sempre bene farla. In bocca al lupo! L.C.


Salve potrebbe essere un buon inizio contattare uno psicoterapeuta. Il primo passo lo ha già fatto scrivendo su questo sito ora può valutare se fare il secondo chiedendo un consulto. Di solito le situazioni su base ansiosa possono essere affrontate con le tecniche tipiche della psicoterapia. Ora la scelta spetta solo a lei. Un cordiale saluto


Buonasera, grazie per aver condiviso così apertamente quello che sta vivendo. Dalla sua descrizione emergono segnali importanti di stanchezza estrema, ansia e sovraccarico emotivo, comprensibili considerando i cambiamenti, i traslochi e la gestione di tre bambini piccoli quasi da sola. I sintomi fisici che riferisce – tachicardia, debolezza, tremore interno – possono essere legati allo stress e all’ansia, ma è sempre importante escludere cause mediche con il suo medico di fiducia, soprattutto se i sintomi peggiorano o compaiono in modo improvviso. Quello che descrive non è “solo stanchezza”: è un campanello di attenzione del corpo e della mente che chiedono supporto. Un percorso psicologico, anche online, può aiutarla a: gestire l’ansia e i pensieri continui, trovare strategie pratiche per il riposo e il recupero energetico, affrontare lo stress legato alla gestione dei figli e dei cambiamenti recenti. Se desidera, posso suggerirle alcune modalità per iniziare un percorso psicologico online in sicurezza, anche con sessioni flessibili che si adattino ai suoi impegni familiari.


Gentile Mamma, leggendo il suo messaggio si percepisce chiaramente quanto questo periodo sia stato intenso: tre traslochi, due cambi di città, lunghi mesi sola con tre bambini piccoli e un compagno assente per lavoro. Il corpo e la mente non sono fatti per attraversare così tanti cambiamenti senza pagare un prezzo. Quello che descrive non è “debolezza”, ma molto probabilmente un sistema nervoso in iper-allerta da troppo tempo. I sintomi che riporta — tachicardia dopo poco sforzo, tremore interno, agitazione, insonnia con pensieri continui, stanchezza profonda — sono tipici di una condizione di sovraccarico psico-fisico: il suo organismo si comporta come se dovesse restare sempre pronto ad affrontare un’emergenza, anche quando l’emergenza non c’è più. Spesso accade così nelle mamme che hanno dovuto “tenere tutto in piedi” per mesi: non è solo fatica fisica → è fatica mentale + responsabilità continua + adattamento continuo + mancanza di spazi di recupero. Ad un certo punto il sistema nervoso non riesce più a spegnersi, e compaiono ansia e sintomi corporei. È solo stanchezza? Direi: non è solo stanchezza, ma neanche qualcosa di pericoloso in sé. È più corretto pensarlo come uno stato di esaurimento da stress prolungato (molto vicino al burnout genitoriale). Il fatto che: • gli esami fossero buoni • i sintomi aumentino con lo sforzo • la mente non si fermi la notte • compaia agitazione interna senza motivo fa pensare ad un sistema nervoso iperattivato più che ad una malattia cardiaca. Tuttavia, per prudenza e per aiutarla anche a tranquillizzarsi, suggerisco di verificare: • emocromo e ferro (l’anemia può amplificare tachicardia e debolezza) • vitamina D e B12 • tiroide (TSH, FT3, FT4) non perché sembri qualcosa di organico, ma perché quando il corpo è scarico ogni piccolo squilibrio pesa molto di più. Cosa sta succedendo davvero Probabilmente il suo organismo è rimasto per mesi in modalità “devo farcela da sola”. Ora che la situazione si è stabilizzata, il corpo abbassa la guardia… e presenta il conto. Per questo: • la notte la testa continua a pensare → sta ancora organizzando e controllando • il cuore accelera → il sistema di allarme è sensibile • il tremore interno → adrenalina residua • la stanchezza profonda → esaurimento energetico Non è raro che succeda dopo il periodo difficile, non durante. Cosa può aiutarla davvero Non le serve forza di volontà: le serve recupero del sistema nervoso. Piccole indicazioni pratiche (più efficaci dei “riposi lunghi” impossibili con tre figli): 1. pause brevissime ma quotidiane (10 minuti veri di non responsabilità) 2. ridurre gli standard: in questa fase “sufficiente” è meglio di “perfetto” 3. movimento leggero e lento (non allenamento): camminate tranquille, non prestazione 4. scaricare la mente prima di dormire (scrivere tutto su carta) 5. qualcuno che la sostenga emotivamente — non solo aiuto pratico Quando chiedere aiuto psicologico Se dopo mesi di adattamento continua a sentirsi sempre in allarme, significa che il sistema nervoso non riesce più da solo a tornare in equilibrio. Un percorso psicologico non servirebbe perché “ha qualcosa che non va”, ma perché ha attraversato troppo senza poter elaborare. In terapia lavoreremmo su: • riduzione dell’iperattivazione • alleggerimento del carico mentale materno • ridefinizione dei ruoli familiari dopo i cambiamenti • recupero di energie e sonno In sintesi: non sembra una patologia grave, ma il segnale molto chiaro che ha superato il suo limite di adattamento. Il suo corpo non si sta rompendo — sta chiedendo di smettere di resistere da sola. Se vuole, può raccontarmi anche com’è oggi la gestione quotidiana con suo marito: spesso proprio lì troviamo la chiave per far scendere l’ansia più velocemente. Resto a disposizione per eventuali approfondimenti. Un caro saluto, Dott.ssa Caterina Lo Bianco – Psicologa clinica, Psicologa ad orientamento Sistemico-Relazionale


Buonasera, da ciò che racconta emerge il quadro di una persona che nell’ultimo anno ha dovuto sostenere una quantità davvero notevole di cambiamenti, responsabilità e richieste emotive. Tre traslochi, due cambi di città, lunghi mesi da sola con tre bambini piccoli e la gestione quotidiana della famiglia rappresentano eventi che, anche presi singolarmente, possono mettere a dura prova le energie psicologiche e fisiche di una persona. Affrontati tutti insieme, e per un periodo prolungato, possono diventare estremamente pesanti. Leggendo le sue parole colpisce soprattutto una frase: “credo di essere arrivata al mio limite”. Molto spesso chi è abituato a prendersi cura degli altri, a resistere, a fare ciò che deve essere fatto senza fermarsi, tende ad accorgersi della propria fatica soltanto quando il corpo e la mente iniziano a chiedere attenzione in modo sempre più insistente. Tachicardia, agitazione, sensazione di debolezza, tremore interno, sonno poco ristoratore e la sensazione di avere la mente continuamente accesa sono esperienze che molte persone riferiscono quando attraversano periodi di forte stress e sovraccarico. Dal punto di vista psicologico è importante considerare che il nostro organismo non distingue sempre tra una minaccia concreta e un accumulo di preoccupazioni, responsabilità e tensioni protratte nel tempo. Quando si vive per mesi in una condizione di allerta, cercando di gestire tutto e tutti, il corpo può rimanere come “in modalità emergenza”, anche quando teoricamente le situazioni più difficili si stanno risolvendo. È un po’ come se il sistema interno che ci aiuta a reagire alle difficoltà facesse fatica a spegnersi. Naturalmente nessuno può stabilire attraverso un messaggio quali siano le cause precise di ciò che sta vivendo, ed è sempre corretto continuare a confrontarsi con i professionisti che la seguono dal punto di vista medico. Tuttavia, leggendo il suo racconto, sembra importante non minimizzare il peso psicologico di ciò che ha attraversato. Spesso si tende a dirsi: “sono solo stanca”, quasi a sminuire la propria sofferenza. In realtà la stanchezza emotiva può essere profonda e avere effetti molto concreti sul benessere quotidiano. Un aspetto che meriterebbe attenzione è il modo in cui la sua mente sembra continuare a lavorare anche durante la notte. Quando i pensieri non si fermano mai, quando si è costantemente proiettati verso ciò che bisogna fare, organizzare o controllare, il recupero delle energie diventa difficile. Col passare del tempo può instaurarsi un circolo in cui la stanchezza aumenta l’ansia e l’ansia rende ancora più difficile recuperare le forze. In un percorso di supporto psicologico ad orientamento cognitivo comportamentale si potrebbe esplorare con calma proprio questo meccanismo. Non tanto per cercare un’etichetta o una spiegazione immediata, quanto per comprendere quali pensieri, responsabilità percepite, aspettative verso se stessa e modalità di gestione delle difficoltà stiano contribuendo a mantenere questo stato di affaticamento. Spesso dietro una grande stanchezza si scopre una persona che da molto tempo sta cercando di essere forte per tutti, concedendosi pochissimo spazio per sé. Mi sembra significativo anche il fatto che lei stessa senta il bisogno di riposo. Ascoltare questo segnale non significa essere deboli o incapaci. Significa riconoscere che le risorse personali, per quanto importanti, non sono infinite e che ogni persona ha bisogno di momenti di recupero, sostegno e cura. Cerchi quindi di non giudicarsi per ciò che sta provando. Dopo un periodo tanto impegnativo, il suo disagio merita ascolto e attenzione. Se questa condizione dovesse continuare o intensificarsi, potrebbe essere molto utile concedersi uno spazio psicologico dedicato esclusivamente a lei, in cui comprendere più a fondo ciò che sta accadendo e ritrovare gradualmente un maggiore equilibrio. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero

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