buona sera, sono una ragazza di 21 anni, vi scrivo perché è da quattro anni a questa parte che m
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risposte
buona sera,
sono una ragazza di 21 anni,
vi scrivo perché è da quattro anni a questa parte che mi ritrovo a rivivere quasi per ogni frequentazione delle dinamiche che mi portano a sentirmi sbagliata, “rotta”.
ogni frequentazione non sono riuscita a portarla oltre una/due uscite perché sopraffatta da sensazioni di oppressione, nausea, angoscia, ansia, spesso mi rendo conto di essere diventata troppo selettiva.
analizzo ogni dettaglio di una persona e trovo sempre qualcosa che non mi piace esteticamente.
so che potrei risultare superficiale, ma è come se non riuscissi a guardare una persona nel suo complesso, oltre la copertina, ma mi fissassi nella bellezza.
spesso esco con un ragazzo, mi trovo davvero bene, mi sento leggera, al settimo cielo, risate varie e mi fermo a pensare “speriamo di continuare a sentirmi così felice” e in fine finisco per sentirmi il giorno successivo oppressa, sento l’esigenza di allontanarmi, sento quasi fastidio di una avvicinanza, di un messaggio, di un accenno di dolcezza, vorrei chiudere tutto, ed oltre al fatto che non vorrei sentirlo, non ho nemmeno voglia di riuscirci.
quando dico di sentirmi “rotta”, lo dico perché non sono mai stata così, certo sono sempre stata ansiosa, ma questa è una situazione totalmente differente dai miei stati ansiosi.
spesso mi vien da dare colpa alla mia sofferenza (perché mi porta a stare male con me stessa e sentirmi tremendamente in colpa per quel ragazzo) alle sofferenze che ho provato durante il post rottura con il mio ex, una relazione abbastanza particolare.. in quel periodo ho avuto differenti step, step di rabbia, rancore ecc.. spesso sono arrivata a pensare che il mio ex fosse un narcisista, ma poi mi dico che non sono io di certo a poterlo diagnosticare.
però ecco, un dato di fatto è di certo che dopo la rottura e le continue litigate del post rottura vissute durante il lockdown è come se quella versione di me stessa non esistesse più, durante una frequentazione mi sento glaciale, sbilanci di dolcezza mi mettono disagio/fastidio..
non so più come comportarmi.
ora mi ritrovo a dover affrontare un primo appuntamento con un ragazzo che conosce una mia conoscente, non l’ho mai visto, per chat sembra abbastanza dolce e inizio a percepire di già oppressione per messaggi in cui lui si è sbilanciato.
ho voluto essere sincera con lui, gli ho spiegato questo mio disagio per essere il più trasparente possibile.
non so come comportarmi, perché per una volta nella vita vorrei essere spensierata e vivere con leggerezza come dovrebbe fare una ragazza della mia età, mi sembra tutto più grande di me.
Vi ringrazio in anticipo per ogni vostra risposta.
sono una ragazza di 21 anni,
vi scrivo perché è da quattro anni a questa parte che mi ritrovo a rivivere quasi per ogni frequentazione delle dinamiche che mi portano a sentirmi sbagliata, “rotta”.
ogni frequentazione non sono riuscita a portarla oltre una/due uscite perché sopraffatta da sensazioni di oppressione, nausea, angoscia, ansia, spesso mi rendo conto di essere diventata troppo selettiva.
analizzo ogni dettaglio di una persona e trovo sempre qualcosa che non mi piace esteticamente.
so che potrei risultare superficiale, ma è come se non riuscissi a guardare una persona nel suo complesso, oltre la copertina, ma mi fissassi nella bellezza.
spesso esco con un ragazzo, mi trovo davvero bene, mi sento leggera, al settimo cielo, risate varie e mi fermo a pensare “speriamo di continuare a sentirmi così felice” e in fine finisco per sentirmi il giorno successivo oppressa, sento l’esigenza di allontanarmi, sento quasi fastidio di una avvicinanza, di un messaggio, di un accenno di dolcezza, vorrei chiudere tutto, ed oltre al fatto che non vorrei sentirlo, non ho nemmeno voglia di riuscirci.
quando dico di sentirmi “rotta”, lo dico perché non sono mai stata così, certo sono sempre stata ansiosa, ma questa è una situazione totalmente differente dai miei stati ansiosi.
spesso mi vien da dare colpa alla mia sofferenza (perché mi porta a stare male con me stessa e sentirmi tremendamente in colpa per quel ragazzo) alle sofferenze che ho provato durante il post rottura con il mio ex, una relazione abbastanza particolare.. in quel periodo ho avuto differenti step, step di rabbia, rancore ecc.. spesso sono arrivata a pensare che il mio ex fosse un narcisista, ma poi mi dico che non sono io di certo a poterlo diagnosticare.
però ecco, un dato di fatto è di certo che dopo la rottura e le continue litigate del post rottura vissute durante il lockdown è come se quella versione di me stessa non esistesse più, durante una frequentazione mi sento glaciale, sbilanci di dolcezza mi mettono disagio/fastidio..
non so più come comportarmi.
ora mi ritrovo a dover affrontare un primo appuntamento con un ragazzo che conosce una mia conoscente, non l’ho mai visto, per chat sembra abbastanza dolce e inizio a percepire di già oppressione per messaggi in cui lui si è sbilanciato.
ho voluto essere sincera con lui, gli ho spiegato questo mio disagio per essere il più trasparente possibile.
non so come comportarmi, perché per una volta nella vita vorrei essere spensierata e vivere con leggerezza come dovrebbe fare una ragazza della mia età, mi sembra tutto più grande di me.
Vi ringrazio in anticipo per ogni vostra risposta.
Buonasera, il messaggio scritto è ricco di amozioni e sentimenti che sembrerebbero prendere il sopravvento in determinate situazioni. Nonostante da un messaggio non sia possibile azzardare ipotesi in mancanza di ulteriori informazioni, sembrerebbe emergere una richiesta di "chiarezza" sia sull'esperienza passata della sua relazione, sia sulla visione che ora appare cambiata di lei e degli altri. Le sarebbe utile una consulenza per delineare gli obiettivi da raggiungere e intraprendere un percorso per sostenerla per comprendere quali siano e il perchè di alcuni pattern comportamentali che si ripetono nelle relazioni, comprendere e gestire le sue emozioni e i suoi stati d'animo, e lavorare sulle risorse per ottenere un nuovo equilibrio e benessere.
Per qualsiasi informazione può contattarmi privatamente.
Dott.ssa Ilaria Pannone
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Buonasera, mi dispiace sentire che stai attraversando questa situazione difficile e che ti senti sopraffatta dalle tue emozioni. È importante riconoscere e affrontare ciò che provi, quindi è positivo che tu stia cercando aiuto. È fondamentale cercare di comprendere te stessa e le tue emozioni. Rifletti sulle esperienze passate e cerca di capire quali fattori specifici ti fanno sentire così oppressa e ansiosa. Chiediti se ci potrebbero essere motivi sottostanti che influenzano le tue reazioni emotive, è normale avere preferenze e aspettative in una relazione.
È importante essere aperti e sinceri quando comunichi con gli altri. Hai fatto bene ad essere trasparente con il ragazzo che stai per incontrare riguardo ai tuoi disagi e alle tue paure.
Non sentirti obbligata ad avviare una relazione o ad andare oltre le prime uscite se non ti senti a tuo agio. Prenditi tutto il tempo di cui hai bisogno per conoscere qualcuno e valutare se la connessione è autentica e genuina.
Considera di cercare il supporto di uno psicologo o di uno specialista che può aiutarti a esplorare ulteriormente queste dinamiche e fornirti delle strategie specifiche per la tua situazione.
Dr. Roberto Prattichizzo
È importante essere aperti e sinceri quando comunichi con gli altri. Hai fatto bene ad essere trasparente con il ragazzo che stai per incontrare riguardo ai tuoi disagi e alle tue paure.
Non sentirti obbligata ad avviare una relazione o ad andare oltre le prime uscite se non ti senti a tuo agio. Prenditi tutto il tempo di cui hai bisogno per conoscere qualcuno e valutare se la connessione è autentica e genuina.
Considera di cercare il supporto di uno psicologo o di uno specialista che può aiutarti a esplorare ulteriormente queste dinamiche e fornirti delle strategie specifiche per la tua situazione.
Dr. Roberto Prattichizzo
Gentile utente, mi dispiace della situazione in cui si trova e che si senta sopraffatta dalle emozioni e sbagliata quando inizia nuove frequentazioni romantiche. Da ciò che racconta si evince che la chiusura conflittuale della sua precedente relazione l'abbia segnata profondamente, al punto da averla portata ad attribuire alcune sue attuali difficoltà nell'istaurare nuove relazioni romantiche a quell'evento che possiamo definire traumatico. Oltre a ciò, dobbiamo considerare anche il delicato periodo in cui la rottura è avvenuta, cioè durante il lockdown, un momento di vero e proprio isolamento sociale che ha contribuito a provocare un grande disagio psicologico e psichico tra i più giovani.
Le consiglio di considerare tutti questi aspetti per comprendere meglio le sue sensazioni di oppressione e le sue reazioni emotive nei suoi attuali tentativi di frequentazioni. Analizzare le sue emozioni potrebbe aiutarla a identificare l'oggetto scatenante e quindi a comprendere con maggiore chiarezza il significato profondo che queste hanno per lei. Ognuno di noi reagisce e agisce in base alle esperienze passate, e quindi anche il suo sentirsi glaciale e a disagio ha un significato ben preciso che potrebbe comprendere meglio intraprendendo un percorso di supporto psicologico con uno specialista. Resto a disposizione per ulteriori chiarimenti anche online. Un caro saluto, Dottoressa Carlotta Cimatti
Le consiglio di considerare tutti questi aspetti per comprendere meglio le sue sensazioni di oppressione e le sue reazioni emotive nei suoi attuali tentativi di frequentazioni. Analizzare le sue emozioni potrebbe aiutarla a identificare l'oggetto scatenante e quindi a comprendere con maggiore chiarezza il significato profondo che queste hanno per lei. Ognuno di noi reagisce e agisce in base alle esperienze passate, e quindi anche il suo sentirsi glaciale e a disagio ha un significato ben preciso che potrebbe comprendere meglio intraprendendo un percorso di supporto psicologico con uno specialista. Resto a disposizione per ulteriori chiarimenti anche online. Un caro saluto, Dottoressa Carlotta Cimatti
Gentilissima. E' importante considerare che le emozioni che sta provando con tale disagio sono comunque le emozioni di una persona giovanissima e che probabilmente si sta cercando. Sarebbe molto positivo che riuscisse ad accettare la loro manifestazione senza necessariamente trovare specifici significati o cause per ogni suo comportamento. Le consiglio però di continuare ad aprirsi per gestire meglio il carico di preoccupazione e ansia che le sento esprimere, meglio in un percorso psicologico professionale. Buona fortuna
Salve, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stessa utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stessa utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Ciao, mi dispiace sentire che stai attraversando un momento così difficile e confuso nei tuoi rapporti. È importante notare che le tue esperienze e i tuoi sentimenti sono validi, e hai fatto bene a cercare di essere sincera con il ragazzo che stai per incontrare. È un passo importante verso una comunicazione aperta e onesta nelle relazioni.
Ci sono alcune considerazioni che potrebbero aiutarti a capire meglio cosa sta succedendo e come affrontare questa situazione:
Auto-riflessione: Continua a esplorare le tue emozioni e rifletti su cosa potrebbe aver scatenato questi sentimenti di oppressione, ansia e fastidio nei tuoi rapporti. C'è qualcosa del tuo passato, delle tue esperienze passate o delle tue aspettative che sta influenzando la tua reazione?
Autoaccettazione: Accettati per chi sei e per come ti senti. Non c'è nulla di sbagliato nell'avere determinati standard o preferenze, ma è importante anche essere aperti alle persone e dare loro una possibilità. Nessuno è perfetto, e l'aspetto esteriore di una persona può non riflettere appieno la loro personalità o il loro valore.
Supporto professionale: Considera la possibilità di consultare uno psicologo o uno psicoterapeuta. Possono aiutarti a esplorare più approfonditamente le tue emozioni e le tue esperienze passate, fornendoti strumenti per affrontare meglio le tue preoccupazioni e ansie nelle relazioni.
Comunicazione: Continua a essere onesta e aperta con il ragazzo che stai per incontrare. La comunicazione aperta può aiutare entrambi a comprendere meglio le aspettative reciproche e le preoccupazioni. Sarà anche utile stabilire dei confini chiari e comunicare ciò che ti fa sentire a tuo agio o a disagio.
Tempo per te stessa: Non sentirti in colpa per aver bisogno di tempo per te stessa o per prendere decisioni riguardo alle tue relazioni. Prenditi il tempo necessario per valutare le tue emozioni e i tuoi sentimenti senza sentirsi in fretta per prendere decisioni.
Ricorda che è normale avere dubbi e incertezze nelle relazioni, specialmente a una giovane età. Cerca di essere gentile con te stessa e di concentrarti sul tuo benessere emotivo. Se continui a lottare con questi sentimenti e non riesci a gestirli da sola, non esitare a cercare il supporto di uno psicologo professionista che possa aiutarti a esplorare questi problemi in modo più approfondito.
Ci sono alcune considerazioni che potrebbero aiutarti a capire meglio cosa sta succedendo e come affrontare questa situazione:
Auto-riflessione: Continua a esplorare le tue emozioni e rifletti su cosa potrebbe aver scatenato questi sentimenti di oppressione, ansia e fastidio nei tuoi rapporti. C'è qualcosa del tuo passato, delle tue esperienze passate o delle tue aspettative che sta influenzando la tua reazione?
Autoaccettazione: Accettati per chi sei e per come ti senti. Non c'è nulla di sbagliato nell'avere determinati standard o preferenze, ma è importante anche essere aperti alle persone e dare loro una possibilità. Nessuno è perfetto, e l'aspetto esteriore di una persona può non riflettere appieno la loro personalità o il loro valore.
Supporto professionale: Considera la possibilità di consultare uno psicologo o uno psicoterapeuta. Possono aiutarti a esplorare più approfonditamente le tue emozioni e le tue esperienze passate, fornendoti strumenti per affrontare meglio le tue preoccupazioni e ansie nelle relazioni.
Comunicazione: Continua a essere onesta e aperta con il ragazzo che stai per incontrare. La comunicazione aperta può aiutare entrambi a comprendere meglio le aspettative reciproche e le preoccupazioni. Sarà anche utile stabilire dei confini chiari e comunicare ciò che ti fa sentire a tuo agio o a disagio.
Tempo per te stessa: Non sentirti in colpa per aver bisogno di tempo per te stessa o per prendere decisioni riguardo alle tue relazioni. Prenditi il tempo necessario per valutare le tue emozioni e i tuoi sentimenti senza sentirsi in fretta per prendere decisioni.
Ricorda che è normale avere dubbi e incertezze nelle relazioni, specialmente a una giovane età. Cerca di essere gentile con te stessa e di concentrarti sul tuo benessere emotivo. Se continui a lottare con questi sentimenti e non riesci a gestirli da sola, non esitare a cercare il supporto di uno psicologo professionista che possa aiutarti a esplorare questi problemi in modo più approfondito.
Buonasera!
La sua richiesta è molto consona visto l'età che ha e considerando la difficoltà che ha riportato. Si intuisce che questo blocco non è dovuto a una sua superficialità, né al fatto che è "rotta", quanto a una difficoltà nel potersi lasciare andare. Ha usato dei termini molto esplicativi "oppressa" e "speriamo di sentirmi sempre così felice" che possono essere dei punti di partenza per un lavoro di supporto psicologico: molto spesso non è tanto l'evento di per sé che influenza il nostro comportamento, ma quanto i pensieri che facciamo durante tale evento e che possono contribuire, di conseguenza, a uno stato d'animo ansioso. Rimango a disposizione per chiarimenti.
Grazie della condivisione
Dott.ssa Alessandra Carabba
La sua richiesta è molto consona visto l'età che ha e considerando la difficoltà che ha riportato. Si intuisce che questo blocco non è dovuto a una sua superficialità, né al fatto che è "rotta", quanto a una difficoltà nel potersi lasciare andare. Ha usato dei termini molto esplicativi "oppressa" e "speriamo di sentirmi sempre così felice" che possono essere dei punti di partenza per un lavoro di supporto psicologico: molto spesso non è tanto l'evento di per sé che influenza il nostro comportamento, ma quanto i pensieri che facciamo durante tale evento e che possono contribuire, di conseguenza, a uno stato d'animo ansioso. Rimango a disposizione per chiarimenti.
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Buonasera, comprendo il suo disagio che ha spiegato in maniera molto chiara ed appare collegato ad un bisogno di "proteggersi" dopo la rottura traumatica vissuta che probabilmente per quanto sia passato del tempo può aver lasciato ancora dei vissuti emotivi da elaborare, in particolar modo la paura ad entrare in contatto pieno con una persona, a lasciarsi andare.
Le consiglio di intraprendere un percorso al fine di elaborare quanto accaduto in passato e gestire i vissuti presenti.
Un caro saluto.
Dott.ssa Tiziana Di Fazio
Le consiglio di intraprendere un percorso al fine di elaborare quanto accaduto in passato e gestire i vissuti presenti.
Un caro saluto.
Dott.ssa Tiziana Di Fazio
Buongiorno, le suggerisco di rivolgersi ad un professionista (psicologo o psicoterapeuta) per approfondire le tematiche condivise, per formulare queste e nuove domande e per costruire un significato, il SUO. Sarebbe importante dedicare spazio a questi suoi interrogativi, con la certezza del non giudizio. Mi auguro che possa percorrere questa strada, quella di un consulto psicologico. La saluto
Buongiorno, mi dispiace per la situazione che sta vivendo e comprendo la sua fatica nel vivere tale sensazione di disagio.
È importante che inizi un percorso psicologico che possa permetterle di elaborare i vissuti che per lei sono stati traumatizzanti a tal punto da metterla in una condizione di chiusura con l’altro e con se stessa.
Rimango a disposizione nel caso lei voglia intraprendere un percorso fatto di più consapevolezza e che le permetterà di fornirgli degli strumenti utili per far fronte a questa situazione.
Dott.ssa Angela Maria Zanfanti
È importante che inizi un percorso psicologico che possa permetterle di elaborare i vissuti che per lei sono stati traumatizzanti a tal punto da metterla in una condizione di chiusura con l’altro e con se stessa.
Rimango a disposizione nel caso lei voglia intraprendere un percorso fatto di più consapevolezza e che le permetterà di fornirgli degli strumenti utili per far fronte a questa situazione.
Dott.ssa Angela Maria Zanfanti
Buongiorno, potrebbe essere utile approfondire quella sensazione che provi di essere "rotta", rivedendo, ad esempio, la tua relazione passata, che sembra essere stata, a tratti, turbolenta. Sarebbe opportuno riflettere su quali aspetti di te sono cambiati e quali emozioni hanno accompagnato e accompagnano tali cambiamenti. Concediti il tempo per approfondire i tuoi vissuti, così da poter vivere più serenamente le tue relazioni.
Un caro saluto
Un caro saluto
Gentilissima, grazie per aver condiviso le sue preoccupazioni. Ciò che mi sembra di percepire dalle sue parole è una forte carica emotiva e un'altrettanto forte ambivalenza tra un desiderio di vicinanza (quando dice: “speriamo di continuare a sentirmi così felice”) e il timore della vicinanza stessa, che si associa a sensazioni di oppressione, nausea, angoscia, ansia, e anche all'esigenza di allontanarsi. Probabilmente la sua relazione passata ha lasciato dei segni profondi che necessitano di uno spazio per poter essere osservati, compresi, elaborati; di fatto, mi sembra che tali segni esercitino un'influenza tuttora rispetto al suo modo di stare in relazione con l'Altro. Non c'è niente di sbagliato in lei e in tutto ciò che sta vivendo e riconoscere di avere una fatica, se non anche comunicarla all'altro (come ha fatto con l'ultimo ragazzo che ha citato), è un punto di partenza per poterla affrontare. Le mando un caro saluto e resto a disposizione.
Dott.ssa Francesca Loddo
Dott.ssa Francesca Loddo
Buonasera, complimenti per il coraggio con il quale ha condiviso le proprie preoccupazioni qui e che l'ha spinta ad essere sincera con il ragazzo con il quale ha un appuntamento. Comprendo la sofferenza che le comporta la situazione che sta affrontando e come questa, inevitabilmente, possa compromettere il suo benessere e la qualità della sua vita relazionale. Capisco che questo la porti a sentirsi "rotta", per usare le sue parole, e a disagio. Per quanto possa apparire paradossale in questo momento, in quelle crepe che lei percepisce in sé, con probabilità, si nasconde anche la storia e il senso di ciò che lei sperimenta nella relazione con l'altro. Le suggerisco di intraprendere un percorso psicologico e le auguro il meglio. Un caro saluto.
Gentile utente, la ringrazio per aver condiviso i suoi dubbi con noi. Comprendo le sue difficoltà e le sue preoccupazioni, e mi dispiace per i vissuti negativi che queste le provocano. Qualora dovesse ritenerlo opportuno o necessario, mi rendo disponibile a cominciare con lei un percorso , che potrebbe tornarle utile per esplorare ed approfondire le sue emozioni, esperienze e valori al fine di trovare una strada percorribile e ritrovare la serenità.
Tenga a mente che il benessere mentale è una priorità, e trovare il professionista giusto può fare la differenza.
Qualora dovesse avere dubbi, domande, o perplessità riguardo al mio lavoro non esiti a contattarmi.
Un caro saluto, dott. Daniele D’Amico.
Tenga a mente che il benessere mentale è una priorità, e trovare il professionista giusto può fare la differenza.
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Un caro saluto, dott. Daniele D’Amico.
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Buongiorno,
La ringrazio di aver condiviso le sue preoccupazioni.
Le vecchie relazioni e abitudini posso rimanere, anche dopo tanto tempo, appiccicate a noi portandoci a reiterare vecchi schemi relazionali disfunzionali.
Uscirne non è sempre facile e per questo potrebbe essere utile rivolgersi a un professionista con cui analizzare il proprio vissuto e trovare strategie per modificare questi modus operandi.
Se lo desidera io sono a disposizione per accompagnarla in questo percorso.
La saluto
Dott.ssa Giorgia Sapienza
La ringrazio di aver condiviso le sue preoccupazioni.
Le vecchie relazioni e abitudini posso rimanere, anche dopo tanto tempo, appiccicate a noi portandoci a reiterare vecchi schemi relazionali disfunzionali.
Uscirne non è sempre facile e per questo potrebbe essere utile rivolgersi a un professionista con cui analizzare il proprio vissuto e trovare strategie per modificare questi modus operandi.
Se lo desidera io sono a disposizione per accompagnarla in questo percorso.
La saluto
Dott.ssa Giorgia Sapienza
Buongiorno,
Dalle sue parole mi sembra che l'idea di avvicinarsi e di aprirsi a qualcuno la spaventi molto, causando le reazioni che ha descritto. In ciò ha sicuramente un ruolo la sua precedente esperienza di relazione ma potrebbero anche esserci altre cause. Un percorso con un collega potrebbe aiutarla a fare chiarezza e ad interrompere lo schema che ha descritto.
Dott. Marco Cenci
Dalle sue parole mi sembra che l'idea di avvicinarsi e di aprirsi a qualcuno la spaventi molto, causando le reazioni che ha descritto. In ciò ha sicuramente un ruolo la sua precedente esperienza di relazione ma potrebbero anche esserci altre cause. Un percorso con un collega potrebbe aiutarla a fare chiarezza e ad interrompere lo schema che ha descritto.
Dott. Marco Cenci
Buonasera.
Probabilmente è importante capire cosa c'è sotto quelle sensazioni di oppressione, angoscia e ansia che la portano poi a mettere in atto sempre gli stessi comportamenti. Anche i comportamenti più disfunzionali in qualche modo sono adattivi, spesso protettivi, nel gestire alcuni vissuti di sofferenza o disagio. Anzi a volte fuggire è il miglior modo che la persona ha trovato per far fronte a un proprio malessere, anche se si tratta di modalità non risolutive di quella sofferenza. Guardare solo la bellezza a volte non significa essere una persona superficiale, ha sicuramente un significato rispetto alla sua storia e al suo funzionamento. A volte guardare solo l'estetica, può essere una modalità utile a proteggerci da un'intimità emotiva con l'altro, dallo stare in una relazione (che implica un'esposizione e accentua il senso di insicurezza). Alcune persone crescono sviluppando un'immagine di sè come non meritevole delle attenzioni altrui, quindi si può imparare ad evitare di costruire relazioni, anche se si trovano persone che dimostrano di tenerci. Stare in relazione può far sentire esposti a emozioni che possono spaventare. Ciò spesso dà origine al monitorare come ci si dovrebbe sentire in un rapporto e confrontare come in realtà ci si sente: da qui il sentirsi sbagliati, rotti etc
Ciò è influenzato dalla propria storia di vita, dai rapporti importanti che hanno in qualche modo influenzato l'immagine di sè, degli altri, delle relazioni e che hanno plasmato anche il modo con cui stiamo con certe emozioni.
Il fatto che lei si percepisce "rotta" significa che ha consapevolezza della sua vulnerabilità, e questo è spesso un elemento fondamentale per prendersi cura di sè e della propria salute mentale.
Come quell'antica usanza giapponese di riparare con decorazioni dorate i vasi rotti in cui si evidenziano le crepe. Ci si può ricostruire in terapia, senza negate le fratture ma attraversandole, sottolineandole, esponendole, raccontandole e dando vita a un vaso totalmente diverso da quello originale.
Rimango a sua disposizione, anche online.
Un caro saluto, Dott.ssa Martina Orzi
Probabilmente è importante capire cosa c'è sotto quelle sensazioni di oppressione, angoscia e ansia che la portano poi a mettere in atto sempre gli stessi comportamenti. Anche i comportamenti più disfunzionali in qualche modo sono adattivi, spesso protettivi, nel gestire alcuni vissuti di sofferenza o disagio. Anzi a volte fuggire è il miglior modo che la persona ha trovato per far fronte a un proprio malessere, anche se si tratta di modalità non risolutive di quella sofferenza. Guardare solo la bellezza a volte non significa essere una persona superficiale, ha sicuramente un significato rispetto alla sua storia e al suo funzionamento. A volte guardare solo l'estetica, può essere una modalità utile a proteggerci da un'intimità emotiva con l'altro, dallo stare in una relazione (che implica un'esposizione e accentua il senso di insicurezza). Alcune persone crescono sviluppando un'immagine di sè come non meritevole delle attenzioni altrui, quindi si può imparare ad evitare di costruire relazioni, anche se si trovano persone che dimostrano di tenerci. Stare in relazione può far sentire esposti a emozioni che possono spaventare. Ciò spesso dà origine al monitorare come ci si dovrebbe sentire in un rapporto e confrontare come in realtà ci si sente: da qui il sentirsi sbagliati, rotti etc
Ciò è influenzato dalla propria storia di vita, dai rapporti importanti che hanno in qualche modo influenzato l'immagine di sè, degli altri, delle relazioni e che hanno plasmato anche il modo con cui stiamo con certe emozioni.
Il fatto che lei si percepisce "rotta" significa che ha consapevolezza della sua vulnerabilità, e questo è spesso un elemento fondamentale per prendersi cura di sè e della propria salute mentale.
Come quell'antica usanza giapponese di riparare con decorazioni dorate i vasi rotti in cui si evidenziano le crepe. Ci si può ricostruire in terapia, senza negate le fratture ma attraversandole, sottolineandole, esponendole, raccontandole e dando vita a un vaso totalmente diverso da quello originale.
Rimango a sua disposizione, anche online.
Un caro saluto, Dott.ssa Martina Orzi
Gentile Cliente, da come racconta la situazione sembra che la rottura (ad un'età relativamente precoce) con il suo ex abbia fatto si che sviluppasse una difesa preventiva nei confronti di possibili relazioni future. Andrebbero sondati diversi aspetti della sua storia personale e della sua personalità ma ciò che racconta è abbastanza frequente negli ultimi tempi. Si tratta di un meccanismo di isolamento degli affetti (momento in cui lei valuta le imperfezioni esteriori e non si concentra su ciò che sente) con un tono affettivo caratterizzato da ansia che è una conseguenza del meccanismo appena descritto. L'ansia, in questo caso, sembra comunicarle l'ingorgo emotivo che non vuole più vivere e la necessità di un cambiamento, per poter vivere, come lei stessa dice, una vita più serena. Mi sembra un buon punto dal quale partire. resto disponibile per qualsivoglia chiarimento. Saluti, Marco Casella.
Cara ragazza, comprendo che stai vivendo un'esperienza difficile nelle tue frequentazioni e che ti senti sopraffatta da sensazioni di oppressione, nausea e angoscia. È importante considerare che queste reazioni potrebbero essere legate a esperienze passate e a difficoltà di fiducia dopo la tua rottura precedente. Potrebbe essere utile esplorare queste emozioni e le tue aspettative in terapia per comprendere meglio ciò che accade e imparare strategie per gestire queste sensazioni. Sii aperta e sincera con il ragazzo che stai per incontrare, ma ricorda di dare a te stessa il tempo di conoscere le persone oltre l'aspetto esteriore e di sviluppare una connessione più profonda. Cerca di vivere le esperienze con leggerezza e senza aspettative e ricorda che il percorso verso una relazione sana richiede tempo e pazienza. Rimango a disposizione, Dott.ssa Francesca Gottofredi.
Buonasera, la sua sincerità e la sua volontà di esplorare le difficoltà che sta vivendo nell'ambito delle relazioni sono un passo importante verso la comprensione e la guarigione. È evidente che le esperienze passate, in particolare la rottura con il suo ex, hanno avuto un impatto significativo su come vive l'intimità e le nuove frequentazioni. Sentirsi "rotta" e oppressa in momenti che dovrebbero essere leggeri e spensierati è un segnale di quanto il suo vissuto le stia creando un conflitto interno. La selettività che manifesta nel valutare le persone e il sentirsi sopraffatta dalle emozioni possono derivare da un tentativo di proteggersi da ulteriori delusioni o sofferenze. È possibile che, a causa delle esperienze negative passate, stia proiettando su nuove persone delle ansie e delle aspettative che rendono difficile aprirsi. La sensazione di oppressione e la reazione di allontanarsi dalla dolcezza e dall'intimità possono riflettere la paura di ripetere dinamiche dolorose che ha vissuto. Essere consapevoli di queste reazioni è fondamentale, e la sua volontà di essere trasparente con il nuovo ragazzo è un buon inizio. Potrebbe essere utile prendersi il tempo per riflettere su ciò che desidera realmente da questa nuova frequentazione e su cómo affrontare le proprie paure. Se possibile, provi a concentrarsi sugli aspetti positivi di questo incontro, permettendo a se stessa di vivere il momento senza il peso del passato. Inoltre, non dimentichi di essere gentile con se stessa: le emozioni sono complesse e sono una parte naturale del processo di guarigione.
Se desidera approfondire queste dinamiche o ricevere ulteriore supporto per affrontare queste sfide, non esiti a contattarmi.
Cordialmente, Dottoressa Laura Lanocita
Se desidera approfondire queste dinamiche o ricevere ulteriore supporto per affrontare queste sfide, non esiti a contattarmi.
Cordialmente, Dottoressa Laura Lanocita
Buonasera, prima di tutto desidero ringraziarla per aver condiviso la sua esperienza, che sicuramente non è facile da esprimere e affrontare. Quello che descrive sembra essere un mix di ansia relazionale, un po' di distacco emotivo, e anche il tentativo di proteggersi dalle esperienze passate che l’hanno segnata. È comprensibile che il post-rottura con una persona che ha avuto un ruolo emotivo importante, soprattutto se la relazione ha avuto dinamiche difficili, possa aver influito molto sul suo modo di vivere e percepire i rapporti successivi.
Le emozioni che lei sta vivendo, come l’ansia e la necessità di allontanarsi quando si sente troppo coinvolta, possono essere il risultato di una strategia difensiva che il suo inconscio ha sviluppato per proteggersi da eventuali sofferenze. In altre parole, quando percepisce un possibile legame che potrebbe diventare troppo profondo, il suo corpo e la sua mente sembrano reagire mettendo in atto comportamenti di distacco per evitare un nuovo dolore. Il fatto che si senta "rotta" è indicativo di un grande malessere emotivo che, seppur temporaneamente, la sta limitando. Inoltre, l'autoanalisi e l'eccessiva focalizzazione sugli aspetti estetici o sul cercare difetti nelle altre persone potrebbero rappresentare un modo per cercare di controllare ciò che è fuori dal suo controllo. Il continuo cercare difetti esterni potrebbe nascondere una difficoltà nell’affrontare il lato più vulnerabile e profondo delle relazioni stesse. La consapevolezza che ha acquisito, ammettendo che questo comportamento potrebbe essere collegato a ferite passate, è un passo molto importante. Il fatto di aver condiviso il suo disagio con il ragazzo con cui sta per avere un appuntamento è già un buon segno di apertura, ma è importante che non si lasci sopraffare da un'autocritica troppo severa. Si stia dando permesso di fare errori e di imparare a gestire il disagio, piuttosto che cercare la perfezione nelle interazioni. In questo momento, per alleggerire la situazione, potrebbe essere utile prendersi il tempo necessario per essere più presente a se stessa e ai suoi bisogni, senza forzare una "normalità" che sente distante. Provare a vivere un incontro senza troppe aspettative, senza cercare di anticipare come andrà, potrebbe aiutarla a non farsi prendere dal panico e dal bisogno di controllo. Se la situazione diventa troppo pesante o difficile da gestire, potrebbe essere utile continuare a esplorare i suoi sentimenti con l’aiuto di un professionista, magari uno psicoterapeuta che la aiuti a comprendere meglio le radici di queste reazioni e a trovare un modo per rielaborarle. Anche se non è facile, lavorare su se stessi per superare il blocco che la fa sentire "rotta" è una strada che può portare, con il tempo, a una maggiore serenità.
Le auguro di riuscire a trovare il giusto equilibrio, per affrontare questo nuovo capitolo con la leggerezza che desidera.
Le emozioni che lei sta vivendo, come l’ansia e la necessità di allontanarsi quando si sente troppo coinvolta, possono essere il risultato di una strategia difensiva che il suo inconscio ha sviluppato per proteggersi da eventuali sofferenze. In altre parole, quando percepisce un possibile legame che potrebbe diventare troppo profondo, il suo corpo e la sua mente sembrano reagire mettendo in atto comportamenti di distacco per evitare un nuovo dolore. Il fatto che si senta "rotta" è indicativo di un grande malessere emotivo che, seppur temporaneamente, la sta limitando. Inoltre, l'autoanalisi e l'eccessiva focalizzazione sugli aspetti estetici o sul cercare difetti nelle altre persone potrebbero rappresentare un modo per cercare di controllare ciò che è fuori dal suo controllo. Il continuo cercare difetti esterni potrebbe nascondere una difficoltà nell’affrontare il lato più vulnerabile e profondo delle relazioni stesse. La consapevolezza che ha acquisito, ammettendo che questo comportamento potrebbe essere collegato a ferite passate, è un passo molto importante. Il fatto di aver condiviso il suo disagio con il ragazzo con cui sta per avere un appuntamento è già un buon segno di apertura, ma è importante che non si lasci sopraffare da un'autocritica troppo severa. Si stia dando permesso di fare errori e di imparare a gestire il disagio, piuttosto che cercare la perfezione nelle interazioni. In questo momento, per alleggerire la situazione, potrebbe essere utile prendersi il tempo necessario per essere più presente a se stessa e ai suoi bisogni, senza forzare una "normalità" che sente distante. Provare a vivere un incontro senza troppe aspettative, senza cercare di anticipare come andrà, potrebbe aiutarla a non farsi prendere dal panico e dal bisogno di controllo. Se la situazione diventa troppo pesante o difficile da gestire, potrebbe essere utile continuare a esplorare i suoi sentimenti con l’aiuto di un professionista, magari uno psicoterapeuta che la aiuti a comprendere meglio le radici di queste reazioni e a trovare un modo per rielaborarle. Anche se non è facile, lavorare su se stessi per superare il blocco che la fa sentire "rotta" è una strada che può portare, con il tempo, a una maggiore serenità.
Le auguro di riuscire a trovare il giusto equilibrio, per affrontare questo nuovo capitolo con la leggerezza che desidera.
Non credo che si possa dare colpa ad una sofferenza. Il dolore è reale e la tristezza (o l'ansia) sono emozioni da ascoltare e da vivere. La sua precedente esperienza con una persona che lei ha classificato come narcisista sicuramente ha avuto un grosso impatto su di lei, su come adesso riesce a viversi le nuove possibili conoscenze e sui trigger che scatenano pensieri ansiosi e di sfiducia. Considererei il fatto di approfondire queste ferite, perché un'eventuale manipolazione affettiva può seriamente compromettere il nostro stato emotivo e la visione che abbiamo di noi stessi. La leggerezza arriverà una volta che si sarà liberata da queti pesi. Le auguro una buona giornata.
Dott.ssa Perlongo
Dott.ssa Perlongo
Ciao, ti ringrazio per aver condiviso in modo così sincero quello che stai vivendo. Quello che descrivi è un vissuto che può far sentire molto in difficoltà, soprattutto quando nasce il desiderio di vivere le relazioni con leggerezza e, invece, ci si ritrova sopraffatti da sensazioni di oppressione e ansia.
È comprensibile che tu ti senta confusa: da un lato c’è il desiderio di vicinanza e di spensieratezza, dall’altro emergono sensazioni di disagio che ti portano a voler fuggire o a chiudere ogni apertura, anche quando la persona ti sembra dolce o interessante. Non sei “rotta” o sbagliata, ma stai attraversando un momento in cui il tuo corpo e la tua mente ti stanno segnalando qualcosa.
Può darsi che la sofferenza che hai vissuto nella relazione passata e durante la rottura, unita a momenti delicati come il lockdown, abbiano lasciato delle ferite che oggi ti portano ad alzare delle difese quando percepisci un avvicinamento, anche lieve, da parte di qualcuno. È come se la vicinanza emotiva fosse diventata pericolosa o soffocante, al punto da spingerti a cercare dettagli per allontanare l’altro o per trovare una scusa per chiudere, anche quando una parte di te desidererebbe restare.
Non significa che non ci sia possibilità di vivere le relazioni in modo più leggero. Può essere utile, in questo momento, provare a spostare lo sguardo da ciò che “dovresti” sentire o fare a quello che stai realmente provando, senza giudicarti, cercando di capire con gentilezza cosa ti spaventa e cosa temi possa accadere se lasciassi entrare qualcuno nella tua vita.
Il fatto che tu abbia scelto di essere trasparente con questo ragazzo è già un segno di consapevolezza e di rispetto verso te stessa e verso l’altro. Se senti che la paura ti blocca, potresti concederti di fare un piccolo passo per volta, ascoltando le tue sensazioni senza forzarti a essere diversa da come ti senti in questo momento.
Non sei sbagliata per provare tutto questo. Stai cercando di proteggerti, anche se al momento questa protezione può farti sentire sola o in conflitto con il tuo desiderio di leggerezza. Con il tempo, e con uno spazio sicuro di ascolto, potrai comprendere meglio queste sensazioni e trovare un equilibrio che ti permetta di vivere le relazioni in modo più sereno, al tuo ritmo.
Un passo alla volta, con gentilezza verso di te.
È comprensibile che tu ti senta confusa: da un lato c’è il desiderio di vicinanza e di spensieratezza, dall’altro emergono sensazioni di disagio che ti portano a voler fuggire o a chiudere ogni apertura, anche quando la persona ti sembra dolce o interessante. Non sei “rotta” o sbagliata, ma stai attraversando un momento in cui il tuo corpo e la tua mente ti stanno segnalando qualcosa.
Può darsi che la sofferenza che hai vissuto nella relazione passata e durante la rottura, unita a momenti delicati come il lockdown, abbiano lasciato delle ferite che oggi ti portano ad alzare delle difese quando percepisci un avvicinamento, anche lieve, da parte di qualcuno. È come se la vicinanza emotiva fosse diventata pericolosa o soffocante, al punto da spingerti a cercare dettagli per allontanare l’altro o per trovare una scusa per chiudere, anche quando una parte di te desidererebbe restare.
Non significa che non ci sia possibilità di vivere le relazioni in modo più leggero. Può essere utile, in questo momento, provare a spostare lo sguardo da ciò che “dovresti” sentire o fare a quello che stai realmente provando, senza giudicarti, cercando di capire con gentilezza cosa ti spaventa e cosa temi possa accadere se lasciassi entrare qualcuno nella tua vita.
Il fatto che tu abbia scelto di essere trasparente con questo ragazzo è già un segno di consapevolezza e di rispetto verso te stessa e verso l’altro. Se senti che la paura ti blocca, potresti concederti di fare un piccolo passo per volta, ascoltando le tue sensazioni senza forzarti a essere diversa da come ti senti in questo momento.
Non sei sbagliata per provare tutto questo. Stai cercando di proteggerti, anche se al momento questa protezione può farti sentire sola o in conflitto con il tuo desiderio di leggerezza. Con il tempo, e con uno spazio sicuro di ascolto, potrai comprendere meglio queste sensazioni e trovare un equilibrio che ti permetta di vivere le relazioni in modo più sereno, al tuo ritmo.
Un passo alla volta, con gentilezza verso di te.
Buonasera, la ringrazio per aver scritto con tanta sincerità e per il coraggio di mettere in parole qualcosa che per lei è così faticoso. Da quello che racconta emerge una grande confusione interna, accompagnata da emozioni intense e spesso contrastanti, e soprattutto da un senso doloroso di sentirsi sbagliata o rotta. Questo vissuto, già di per sé, pesa moltissimo e merita rispetto e attenzione, perché nessuno dovrebbe sentirsi così rispetto a ciò che prova. È molto importante notare come lei descriva un prima e un dopo rispetto alla fine della relazione con il suo ex. Sembra come se quella esperienza l’avesse segnata in profondità, cambiando il modo in cui ora si avvicina alle persone e vive l’intimità. Prima c’era una parte di lei più spontanea, ora invece, quando qualcuno si avvicina, scatta quasi automaticamente una reazione di chiusura, di fastidio, di oppressione, perfino di nausea. Questo non significa che lei sia rotta, ma che probabilmente qualcosa dentro di lei ha imparato a difendersi in modo molto forte, forse per paura di rivivere dolore, delusione, conflitto o sentimenti che in passato sono stati troppo difficili da gestire. Il fatto che all’inizio lei possa sentirsi leggera, felice, coinvolta, e poi il giorno dopo provare l’impulso opposto di allontanarsi, interrompere, sparire, è una dinamica che spesso nasce proprio quando dentro convivono due bisogni in lotta: da una parte il desiderio di vicinanza, di affetto, di sentirsi scelta e dall’altra una grande paura di legarsi, di dipendere emotivamente, di soffrire di nuovo. Quando queste due forze si scontrano, il corpo reagisce prima ancora della testa, con oppressione, ansia, disagio fisico, chiusura. Anche il fatto che lei si soffermi moltissimo sull’aspetto estetico e trovi sempre qualcosa che non va potrebbe non essere superficialità, come teme, ma un modo involontario per mettere una distanza, per trovare una giustificazione razionale a una fuga emotiva che in realtà nasce altrove. È come se una parte di lei cercasse continuamente un motivo valido per dire a se stessa che è giusto fermarsi lì, che è meglio non andare oltre. Lei descrive bene anche il senso di colpa verso i ragazzi che incontra. Questo senso di colpa nasce perché da una parte vorrebbe essere diversa, più leggera, più disponibile, dall’altra però non riesce a forzarsi ad essere ciò che in questo momento non sente di essere. Questo crea una grande sofferenza, perché si sente cattiva, ingiusta, sbagliata, quando in realtà sta solo reagendo a qualcosa che dentro di lei è ancora molto fragile. Rispetto all’appuntamento che la aspetta, mi colpisce molto il fatto che lei abbia scelto la strada della sincerità, spiegando il suo disagio. Questo è un segnale importante di maturità e rispetto, sia verso se stessa sia verso l’altro. Non deve sentirsi obbligata a essere diversa da come è ora. Può permettersi di andare incontro a questo incontro con l’idea che non deve dimostrare niente, non deve per forza innamorarsi, non deve essere perfetta, ma solo ascoltare come sta, momento per momento. Spesso la leggerezza che tanto desideriamo arriva non quando ci imponiamo di essere leggeri, ma quando smettiamo di giudicarci per quello che proviamo. Lei non è guasta, non è sbagliata, non è difettosa. Sta vivendo una fase in cui le emozioni sono complesse, le esperienze passate pesano ancora e il bisogno di protezione è molto forte. Questo non dice qualcosa di negativo su di lei come persona, dice solo che dentro di lei c’è una ferita che probabilmente non ha ancora trovato uno spazio sicuro per essere guardata, capita e lenita. Se sente che tutto questo le sta togliendo serenità, libertà e fiducia nelle relazioni, chiedere un aiuto per parlare di sé, delle sue paure, della relazione passata e di quello che le succede oggi potrebbe davvero essere un modo per prendersi cura di sé, non perché lei sia rotta, ma proprio perché merita di stare meglio. Lei ha solo 21 anni, e non è in ritardo su nulla. Sta solo cercando di capire chi è diventata dopo un’esperienza che l’ha segnata. Questo percorso, anche se ora la spaventa, può portarla a conoscersi meglio, a volersi più bene e, un giorno, a vivere i legami con maggiore serenità. resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
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