Buona sera , sono un ragazzo di quasi 20 anni e vorrei sfogarmi con qualcuno . Oggi mi sono lasciato
Buona sera , sono un ragazzo di quasi 20 anni e vorrei sfogarmi con qualcuno . Oggi mi sono lasciato con la mia ragazza ultimamente le cose non stavano andando bene ,che poi ultimamente, ci siamo rifidanzati un mese e mezzo fa ,eravamo gia stati insieme 7 mesi e poi lei mi aveva lasciato per le stesse motivazioni, io ho sempre creduto che le cose si potevanofar funzionare ma lei dopo così poco mi ha detto che non ci credeva piu fino in fondo nonostante tutto l'amore che provasse, mi ha lasciato perche secondo lei per delle differenze che abbiamo nelle nostre personalità le cose non potrebbero funzionare e cambiando quelle cose che ci fanno "scontrare" cambieremmo le nostre personalità e non andrebbe bene, io ho detto che è una questione di accettazione e punti di incontro ,lei non mi aveva mai parlato di alcune cose che della mia personalità/modo di fare la fanno rimanere male, e lo ha fatto all'ultimo, prima di lasciarmi ,in pratica la volta prima era successa la medesima cosa, lei ha sempre scelto di andare via , io ho sempre scelto di rimanere. Io mi sento sopraffatto, non riesco a mangiare, ho la brutta abitudine di costruire il mondo intorno alle persone che amo . Per me l'amore è tutto , è la cosa piu bella per me che esiste al mondo. In momenti come questo perdo fiducia , incomincio a pensare di essere troppo fragile per questo mondo. Sono spesso insicuro nonostante ricevo complimenti spesso , mi sento in colpa anche solo per pensieri che ho e tutto inizia ad appesantirmi. Pensavo che questa volta sarebbe andata, ma dopo un mese e mezzo ha deciso cosi . È l'unica ragazza che mi ha fatto sentire amato per intero e lasciarla andare è l'esperienza piu dolorosa che abbia mai provato, soprattutto dopo cosi poco tempo e tutte le speranze che c'erano. Questa volta non la aspetterò come ho fatto la scorsa volta pieno di speranze e lo devo fare per il mio bene , ma al momento non ho le forze per fare nulla , io frequento un corso e ora sono in pausa estiva ma sento il bisogno di cambiare qualcosa nella mia vita , sento di essere schiacciato, oggi tutte le sicurezze che avevo sono cadute. Vorrei iniziare l'università in un altra città insieme a un mio amico nonostante abbia gia iniziato questo corso da qualche mese ma ho paura di parlarne con i miei. In tutto ciò i miei non sanno nulla , del fatto che ci siamo lasciati ,a malapena sapevano che stavamo insieme, e sto cosi tanto male che a pranzo e cena mi alzo prima perché non riesco a mangiare , e loro giustamente si offendono. I miei amici questa estate lavorano tutti, io non so come farò da solo ad andare avanti . Vorrei ri iscrivermi in palestra e fare la patente , non so se ho le forze per farcela. Da quando ci eravamo rimessi insieme per me si era riaccesa la luce avevo messo tutta la speranza che avevo in questa relazione, e ora è finito tutto di nuovo e questa volta non ci sarà un ritorno e sento la mia esistenza pesante . In questi anni molte volte ho chiesto aiuto su questo forum e mi avete sempre aiutato , anche questa volta chiedo qualche vostro spunto per alleggerire questa situazione e ricevere qualche consiglio , grazie in anticipo.
25 risposte
Carissimo, grazie per aver trovato il coraggio di scrivere e condividere ciò che stai vivendo. Le tue parole raccontano un dolore profondo, autentico, e rivelano al tempo stesso una grande capacità di sentire, amare e riflettere. Quello che stai attraversando – una separazione in cui hai creduto e investito tanto – può far vacillare le sicurezze, riattivare fragilità e generare un senso di vuoto difficile da gestire da soli. È umano sentirsi smarriti, senza forze, con il bisogno di riorientarsi. Ma è anche un momento prezioso: perché nella crisi può nascere qualcosa di nuovo. Hai già fatto un passo importante: chiedere aiuto. A volte basta poco per iniziare a respirare di nuovo. Un caro saluto, Dottoressa Sonia Zangarini Psicologa – Counsellor Modello GATES - Gestalt | AT | Enneagramma | Spiritualità
Ottieni una risposta grazie al consulto online
Hai bisogno del consiglio di uno specialista? Prenota un consulto online: riceverai tutte le risposte senza uscire di casa.
Buongiorno, si percepisce subito quanto sia difficile e doloroso il momento che sta attraversando; e anche la solitudine di cui si sente circondato: i suoi amici sono percepiti come assenti perché impegnati con le loro vite (lavoro ad esempio) e i suoi genitori sono all' oscuro della situazione. Questa ragazza aveva occupato quasi tutto il suo spazio, e lei aveva investito tutte le sue energie per recuperare la relazione con lei. Ora che ha deciso di andare via, ha svuotato tutto e lei sente un deserto sia dentro che fuori di sé. Un deserto che però, dentro di sé, non è affatto vuoto: è così pieno della sua assenza, che non riesce neanche a mangiare. Purtroppo è normale che percepisca dolore per la perdita che sta affrontando, si chiama elaborazione del lutto. A livello psichico, per parlare di lutto non è necessario che sia fisicamente morto qualcuno. Può anche essere morta una relazione, o una parte di sé. In questo senso uno psicoanalista, J. Lacan, parlava di "separtizione": separarsi dall' oggetto amato è doloroso perché una parte di noi è stata messa al suo interno, e quindi nel separarci da lui, ci separiamo da una parte di noi. Per quanto sia difficile, è giusto che lei viva questo momento e queste emozioni. Non fugga dal dolore, perché spesso è proprio dal dolore che germogliano i risultati migliori. Mi sembra uno spunto estremamente positivo il fatto che lei abbia già in mente dei progetti per il prossimo futuro, e che abbia desiderio di cambiamento. Lasci spazio a questa parte di sé che, pure in mezzo al dolore, ha desiderio di andare avanti. Con il tempo, potrà trarre insegnamento da ciò che le è capitato, e questa esperienza dolorosa rimarrà una parte importante del suo essere. In questo momento lei è in pezzi, come un vaso rotto. Si dia la possibilità di comportarsi con il suo dolore come coloro che si dedicano all' arte del kintsugi: costruisca un vaso nuovo a partire da quei cocci rotti, un vaso ancora più bello del precedente, perché ricucito con l'oro.
Buonasera, ho letto con attenzione le tue parole, cariche di dolore, smarrimento e grande sensibilità. Stai attraversando un momento di forte sofferenza emotiva: la fine di una relazione importante, specie se vissuta con tanto coinvolgimento e speranza, può lasciare un senso di vuoto e far crollare le certezze che ci si era costruiti. Da ciò che racconti, emerge la tua tendenza a investire moltissimo nella relazione, quasi costruendo il tuo mondo intorno alla persona amata. Questo è segno di quanto per te l’amore sia centrale e prezioso, ma può anche renderti più vulnerabile quando la relazione finisce, perché rischi di perdere non solo il legame affettivo, ma anche parte della tua stabilità emotiva. La sofferenza che provi – la mancanza di appetito, la difficoltà a trovare energia, i pensieri di sentirti troppo fragile – è comprensibile alla luce della rottura. Non significa che tu sia “sbagliato” o troppo debole: significa solo che stai vivendo un dolore profondo. Inoltre, mi colpisce come tu sia consapevole del bisogno di non aspettarla più e di volerti proteggere, ma allo stesso tempo ti senta privo di forze. È normale oscillare tra il desiderio di reagire e la sensazione di non farcela. Anche il pensiero di cambiare città e iniziare l’università altrove può riflettere il tuo bisogno di un nuovo inizio, di riprendere in mano la tua vita. Tuttavia, in questo momento, può anche sembrarti un passo enorme, soprattutto se non ti senti supportato o se temi il confronto con i tuoi genitori. Alcuni spunti che possono aiutarti: Prenditi tempo. Non devi “guarire” subito né prendere decisioni importanti in fretta. Ora sei in pieno dolore ed è normale non avere chiarezza. Cura il corpo. Anche se è difficile, cerca di mangiare almeno piccole porzioni e di riposare. Il corpo e la mente sono strettamente legati: nutrirti e muoverti, anche poco, può aiutarti a ridurre la sensazione di pesantezza. Mantieni i legami. Anche se gli amici lavorano, prova a rimanere in contatto. Anche solo messaggi o telefonate possono farti sentire meno solo. Scrivi. Mettere per iscritto emozioni, pensieri e domande può aiutare a fare ordine dentro di te e a scaricare un po’ il peso. Fai piccole cose. Riprendere la palestra o prendere la patente possono essere obiettivi utili, ma non devono diventare un’ulteriore fonte di ansia. Inizia con piccoli passi, senza pretendere troppo da te stesso. Parla con qualcuno. Soprattutto se senti di non farcela da solo. Puoi valutare di parlarne con i tuoi genitori, se pensi possa aiutarti, o con un professionista. Non sei “troppo fragile” per il mondo. Sei una persona molto sensibile, che ama profondamente. Questa sensibilità, se impari a gestirla e a proteggerti, può diventare una grande risorsa. Considerato il tuo dolore e la sensazione di essere sopraffatto, sarebbe utile e consigliato per approfondire e ricevere un sostegno personalizzato, rivolgersi ad uno specialista. Dottoressa Silvia Parisi Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Buonasera, ho letto con attenzione le sue parole e sento tutta la fatica, la confusione e il dolore che sta attraversando. In questo momento lei sta vivendo una perdita importante, che riguarda non solo una relazione, ma anche un sogno, un progetto, una speranza che aveva riacceso luce ed energia in una fase in cui ne aveva bisogno. È naturale che ora senta tutto così pesante, che abbia difficoltà a mangiare, a dormire, a concentrarsi. Sta affrontando un lutto, perché quando finisce una relazione significativa si attraversa un vero e proprio processo di elaborazione, come se una parte di sé andasse perduta insieme a quella persona. Da ciò che racconta emerge con forza quanto per lei l’amore sia un valore centrale, quasi il fulcro attorno al quale costruisce la sua identità. Non è un difetto, ma è importante riconoscere che questo modo di vivere i legami può diventare rischioso se porta a dimenticare se stessi, i propri bisogni, i propri confini. Quando dice che ha la tendenza a costruire il mondo intorno alle persone che ama, sta già mettendo a fuoco una parte di sé che forse merita attenzione. L’amore, per essere sano e nutriente, dovrebbe arricchire ciò che già siamo, non sostituirsi a tutto il resto. Se la relazione diventa il perno unico della propria sicurezza, quando viene a mancare si rischia di sentirsi come in caduta libera. Credo sia importante che lei possa accogliere in questo momento la sofferenza come una reazione normale a una delusione profonda. Non deve combatterla come se fosse un segno di debolezza. La tristezza, la paura, il senso di vuoto sono reazioni umane di fronte a un distacco così forte. Non significa essere fragili, significa essere vivi. Allo stesso tempo, riconoscere queste emozioni non vuol dire lasciarsi sommergere del tutto: può iniziare a fare piccoli passi, anche se ora le sembrano enormi. Riprendere a fare cose semplici, come tornare in palestra o prendere la patente, sono obiettivi concreti che possono aiutarla a ridare una forma alle sue giornate. Non importa farli subito tutti insieme, ma iniziare a muovere qualcosa per sé, non per colmare un vuoto d’amore, ma per nutrire la fiducia in ciò che può fare da solo. Rispetto al desiderio di cambiare città e iniziare l’università, le suggerisco di non decidere subito. In questo momento ogni scelta rischia di nascere più dalla fuga dalla sofferenza che da un progetto chiaro. Ne parli con calma con qualcuno di cui si fida, magari con i suoi genitori o un professionista, se sente di non riuscire a parlarne in famiglia. È importante che senta di non dover portare tutto sulle spalle in silenzio. Il fatto che lei sappia già che questa volta non la aspetterà è una decisione saggia, anche se dolorosa. Vuol dire che ha già dentro di sé la parte capace di proteggersi e di scegliere per il proprio bene. Adesso quella parte va ascoltata, anche se la voce della nostalgia è ancora molto forte. Ogni giorno che passa senza cercarla sarà un passo in più per recuperare una parte di sé che forse aveva perso di vista. Se può, si conceda di parlare con qualcuno di come sta. Magari un terapeuta, se ne sente il bisogno, o anche un amico fidato. Non tenga tutto dentro per non dare fastidio. Lei non è un peso: quello che sente è umano e non c’è nulla di cui vergognarsi. Quando dice di sentirsi insicuro nonostante riceva complimenti, mi verrebbe da dirle che forse sta cercando conferme troppo fuori da sé. Questo dolore, per quanto sembri insormontabile, può essere anche un’occasione per iniziare a chiedersi chi è lei oltre l’amore per qualcuno, quali sono le sue passioni, i suoi desideri, i suoi limiti. A vent’anni si è in un momento di passaggio bellissimo e difficile, in cui imparare a conoscersi è uno dei regali più grandi che può fare a se stesso. Non abbia fretta di stare bene subito, non si giudichi per come si sente. Un passo alla volta, anche il dolore più intenso perde forza se lo attraversiamo con pazienza. Se vuole, posso accompagnarla a comprendere meglio come affrontare pensieri e abitudini che ora la fanno sentire schiacciato. Lei ha già dimostrato di saper chiedere aiuto: continui a farlo, perché è questo che fa davvero la differenza. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Buongiorno, mi spiace molto per la situazione che sta vivendo. Può essere davvero molto doloroso quando una relazione termina. L'inappetenza, la mancanza di energia e motivazione di cui parla e questo senso di profonda tristezza sono i "sintomi" di questa perdita, di questo "lutto". In questo momento potrebbe essere molto utile cercare il sostegno delle persone importanti per lei (amici, famiglia..) e dedicarsi ad attività che possono aiutarla a risollevare il suo umore. Tuttavia, più nel lungo termine vale la pena fare un vero investimento su se stesso: progetto di vita (formazione - lavoro - patente...), esplorare o riscoprire i suoi interessi, investire sulla sua rete sociale. Mi ha colpito molto quando ha scritto che "costruisce il suo mondo intorno alle persone che ama". Così facendo quando, per diversi motivi, le relazioni finiscono finisce per perdere anche un pezzo di sé. Anche se questo momento è molto doloroso, può diventare un'occasione per chiedersi cosa desidera, che progetti ha, su cosa vorrebbe investire il suo tempo e le sue energie, cosa la fa stare bene.. Chiaramente questi sono solo degli spunti di riflessione, basati sulle poche cose che ha raccontato su di sé. Se desidera un supporto più strutturato, può contattarmi. Sono disponibile sia online sia in studio, a Milano. Buona fortuna! Dott.ssa Sara Colnaghi -psicologa clinica e consulente di coppia.
Buongiorno gentile Utente, la ringrazio per aver condiviso con sincerità e coraggio un momento così delicato e intenso della sua vita. Le sue parole trasmettono tutta la profondità del dolore che sta attraversando, ma anche la forza con cui sta cercando di capire, di reagire e di non perdersi in ciò che sta vivendo. Una rottura, soprattutto quando investiamo in essa tutta la nostra speranza e il nostro desiderio di futuro, è un evento che può farci sentire davvero smarriti. È naturale che in questo momento si senta sopraffatto, svuotato, come se ogni sicurezza fosse crollata. Lei descrive un vissuto affettivo molto ricco: ha amato profondamente, ha creduto nella possibilità di far funzionare le cose, ha tentato un ritorno, si è dato con sincerità. Quando tutto questo si spezza, è fisiologico provare un senso di perdita enorme, come se venisse a mancare una parte di sé. La tendenza che ha a costruire il suo mondo attorno alla persona amata è molto comune, soprattutto in una fase della vita in cui si è alla ricerca di un’identità affettiva, e si tende a misurare il proprio valore attraverso lo sguardo dell’altro. Questo non significa che lei sia “troppo fragile” per il mondo, ma che ha una sensibilità profonda, e questa sensibilità, se imparata a gestire, è una qualità preziosa, non un limite. La sua sofferenza non è un segno di debolezza, ma l’espressione di un amore che ha investito tutto se stesso, forse anche oltre i propri confini. Questo è il punto da cui può partire un vero cambiamento: imparare ad amare senza perdersi. Le relazioni ci aiutano a crescere, ma quando ci fanno sentire svuotati o respinti, è importante domandarsi se stiamo davvero accogliendo anche noi stessi, o solo cercando di essere accolti. La decisione di non aspettarla questa volta, per quanto dolorosa, è una presa di responsabilità verso sé stesso. Lei ha capito che non può più vivere nella speranza che qualcosa cambi, ma ha bisogno di costruire, giorno dopo giorno, un equilibrio che non dipenda solo da un amore romantico. Questa consapevolezza è il primo passo verso una maggiore autonomia emotiva. Il senso di pesantezza, l’assenza di appetito, la fatica nel fare progetti sono tutti segnali di un dolore reale, che va ascoltato e non banalizzato. Allo stesso tempo, lei sta già tracciando una via d’uscita: si è accorto di voler cambiare, ha pensato a una nuova città, a iscriversi in palestra, a prendere la patente. Anche se ora tutto sembra difficile, anche solo immaginare un futuro diverso è già un movimento vitale importantissimo. Il suggerimento che mi sento di darle è quello di non restare solo con questo peso. Anche se con i suoi genitori sente una certa distanza, provi a trovare un modo per condividere almeno una parte del suo disagio. A volte non serve raccontare tutto, ma solo far capire che si sta attraversando un momento difficile, che non ha a che fare con loro. Nessuno può aiutarla davvero se non sa che lei ha bisogno. E questo vale anche per eventuali figure professionali: un percorso psicologico, in una fase come questa, può offrire un supporto concreto, per imparare a conoscersi meglio, a rafforzarsi e a stare in piedi anche quando le relazioni vacillano. Non tema l’università in un’altra città. Se sente dentro di sé il bisogno di aria nuova, di rimettere in discussione alcune scelte, segua quel bisogno con attenzione e rispetto. Non è una fuga, ma può essere un’opportunità di trasformazione. Non deve avere tutte le forze subito. Serve solo il primo passo. Anche solo quello di oggi, nel quale ha scritto con autenticità e umanità. E da lì, lentamente, può ricominciare. Se dovesse avere bisogno di ulteriori informazioni o di intraprendere un percorso mi trova a disposizione, Dott. Luca Vocino
Caro ragazzo, intanto, voglio dirti che le tue parole arrivano forti e chiare. Dietro ogni frase si sente tutto il tuo dolore, la tua profondità, e soprattutto il tuo bisogno di essere ascoltato e compreso. Scriverti oggi è un gesto importante: è il segno che, anche se ti senti schiacciato, stai cercando una strada, una voce che ti dica: “Non sei solo.” Quello che stai vivendo non è banale. Una rottura sentimentale, specialmente in una fase così intensa della vita, può scuotere tutto: le emozioni, l’identità, le sicurezze. Quando l’amore è stato per te un centro, un punto luce, perderlo può far sembrare il resto del mondo sbiadito, privo di senso. E se sei una persona che ama profondamente, che costruisce legami con l’anima e non solo con il tempo, il dolore può diventare molto pesante da portare. Hai detto una frase che colpisce: “Io ho sempre scelto di restare.” Questa è una parte di te che merita rispetto e riconoscimento. Essere capaci di restare, anche quando è difficile, è una forza. Ma a volte, per non perderci del tutto, dobbiamo anche imparare a restare con noi stessi, quando gli altri decidono di andare. Il senso di stanchezza, la difficoltà a mangiare, la fatica a trovare energie, la sensazione di vuoto… sono tutti segnali che il tuo corpo e la tua mente ti stanno mandando per dirti che hai bisogno di cura e di tempo. Non c’è nulla di “sbagliato” in questo: è il tuo modo di attraversare un lutto. Perché sì, perdere una persona a cui tenevamo profondamente è un lutto, anche se non c’è stata una morte. È la fine di qualcosa che per te aveva molto significato. E poi c’è quella parte più profonda: quella che si sente fragile, che si mette in discussione, che si colpevolizza per i propri pensieri, che fa fatica a credere di avere valore anche da solo. Questa parte ha bisogno di essere accolta, non giudicata. Tu non sei troppo fragile per questo mondo: sei una persona che sente molto, che si lascia toccare, che ama con intensità. E questo è prezioso. Va protetto, non represso. Comprendo che adesso può sembrarti che tutto sia caduto, ma questa fase non durerà per sempre. È un passaggio. Uno di quelli duri, che lasciano il segno. Ma anche quelli che, se affrontati con il giusto sostegno, ti permettono di conoscerti di più, di scegliere nuove direzioni, di rimettere le radici in te stesso. Il fatto che tu stia pensando di cambiare città, di parlare con i tuoi, di riprendere palestra e patente sono segni vitali. Anche se ora ti sembra di non avere le forze, dentro di te c’è ancora una parte che vuole vivere, crescere, ricominciare. È da lì che si può ripartire. Puoi darti il permesso di stare male, senza sentirti sbagliato. Soffrire non è segno di debolezza, ma di quanto hai amato davvero. Ti mando un pensiero di stima e vicinanza. Anche quando sembra tutto buio, una luce, anche se piccola, rimane sempre accesa da qualche parte dentro di noi. E vale la pena cercarla. Con rispetto, Dott. Tommaso Thibault
Ciao, prima di tutto grazie per aver condiviso qualcosa di così personale e profondo. Si sente chiaramente quanto tu stia soffrendo e quanto amore sincero hai messo in questa relazione. Quello che stai vivendo è un dolore vero, non devi sentirti debole per provarlo. Ti sei dato completamente, e non è da tutti. Hai creduto nell’amore, ci hai sperato, e adesso il vuoto che senti è comprensibile. È come se tutto quello in cui avevi investito si fosse sgretolato di nuovo, troppo in fretta. Fa male, tanto. Ma non sei solo, e soprattutto non sei sbagliato per sentire tutto questo così intensamente. È importante che tu riconosca anche una cosa: hai avuto il coraggio di restare quando lei ha scelto di andare. E ora, stai trovando la forza – anche se ti sembra di non averne – di pensare al tuo bene, di non aspettarla. Questo è un atto enorme di maturità e di amore verso te stesso, anche se ora ti sembra solo dolore. Hai parlato della voglia di cambiare città, riprendere in mano la tua vita, ricominciare. Forse è proprio da lì che può partire qualcosa di nuovo. Non serve avere subito tutta la forza: basta fare un passo per volta. Anche solo pensare a iscriverti di nuovo in palestra o a prendere la patente è già un segnale che dentro di te qualcosa vuole ancora andare avanti. Non ignorarlo. Parlare con i tuoi potrebbe non essere facile, ma forse potresti iniziare a dire semplicemente che non ti senti bene in questo periodo, che hai bisogno di ascolto e supporto. Anche senza raccontare tutto subito. A volte non serve dire ogni cosa, ma solo far capire che si ha bisogno di vicinanza. E se ti senti sopraffatto, considera l’idea di parlare con uno psicologo: anche solo pochi incontri possono aiutarti a trovare un po’ di luce nel buio che stai attraversando. Non è un segno di debolezza, ma di coraggio. Se ti va, siamo qui. Anche solo per parlare. Un giorno alla volta, anche lentamente, ma si può uscire da questo dolore. Con affetto e rispetto.
Salve, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè capisco quanto questa situazione possa impattare sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale innanzitutto che lei faccia chiarezza circa ciò che sente e ciò che prova verso questa persona, ritagliandosi uno spazio d'ascolto per elaborare pensieri e vissuti emotivi legati alla situazione descritta pertanto la invito a richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente. Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stesso utilizzando parole più costruttive. Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale. Resto a disposizione, anche online. Cordialmente, dott FDL
Caro ragazzo, ti ringrazio per aver condiviso con così tanta sincerità e profondità quello che stai vivendo in questo momento. Si sente chiaramente quanto tu stia soffrendo, quanto dolore ti stia attraversando e quanto fosse importante per te questa relazione. Quando una storia d’amore finisce, soprattutto se ci avevamo riposto così tanta fiducia e speranza, è normale sentirsi tristi, svuotati, perdere l’appetito, avere la sensazione che tutto stia crollando. Il dolore per una perdita sentimentale può somigliare a un vero e proprio lutto, e come ogni lutto ha bisogno di tempo, cura e ascolto. Ma nelle tue parole, oltre al dolore, si legge anche qualcosa di molto bello e potente: una grande spinta vitale. Si percepisce che sei una persona che ama in modo profondo, che si mette in gioco, che sogna e costruisce. Hai una sensibilità rara e un cuore pieno: sono risorse preziose, anche se in questo momento ti sembrano una fragilità. È bellissimo che per te l’amore sia così importante. Ma è altrettanto importante che tu possa coltivare anche l’amore verso te stesso: riconoscerti valore, darti tempo, imparare a conoscerti meglio, capire cosa vuoi davvero nelle relazioni e nella vita. Stai già riflettendo molto su te stesso, sul passato, su come ricominciare. Un percorso di terapia potrebbe essere davvero un valido alleato in questo momento: ti aiuterebbe ad fare chiarezza su ciò che stai vivendo, a rimettere insieme i pezzi di te e a trovare dentro di te la forza e la direzione per andare avanti. Ti auguro che tu possa dare ascolto a questo desiderio di cambiamento che già stai sentendo: forse è il momento giusto per iniziare a costruire una nuova strada, partendo da te, da quello che sei e da tutto quello che puoi diventare. Con affetto, ti auguro il meglio per il tuo futuro.
Buongiorno, grazie per la tua difficile condivisione, mi permetto di darti del tu per la tua giovane età. Credo che ti stiano succedendo tante cose complesse, a partire dalla rottura di questa relazione: per questo sarebbe importante secondo me che tu potessi intraprendere un percorso che ti aiuti a rielaborare questa chiusura, a capire che cosa tenere e che cosa lasciar andare, ma soprattutto a diventare più forte, a rinforzare le tue fragilità che in questo momento senti come schiaccianti. Credo che anche il tema del cambio università sia importante e non vada trascurato: credo che attivare un percorso potrebbe aiutarti ad affrontare il discorso con i tuoi genitori, appoggiandoti a convinzioni e consapevolezze più solide. Non avere paura, sono sicura che affiancato da un professionista a cui poterti affidare costruirai le risorse e l'autostima che meriti e di cui hai bisogno. Se avessi altre domande o avessi bisogno di altro supporto mi trovi a disposizione, anche online. Un caro saluto, dott.ssa Elena Gianotti
Buongiorno, è bello che trovi conforto a scrivere. Penso che la scrittura ci aiuti a rendere reale la situazione e ad affrontarla. Questo è il momento per prendersi tempo per sè, dove ascolti questo dolore e lo accudisci. Per ogni cosa serve il suo tempo e arriverà anche la tua voglia di distrarti e trovare attività che ti distraggano ma intanto penso sia importante che ascolti questo malessere perchè fa parte di te e va accettato. Hai tanti progetti ed è bellissimo, anche con i tuoi genitori potrai parlargliene e confrontarti con loro sulle scelte possibili in modo da prendere le tue decisioni ma con una riflessione dietro. Dai importanza a quello che vuoi e desideri ma anche a quello che provi. Rimango a disposizione, Dott.ssa Casumaro Giada
Buonasera, la ringrazio per aver condiviso con tanta sincerità ciò che sta attraversando. Quello che descrive è un momento di grande confusione e dolore, dove il senso di perdita si mescola con l’incertezza sul proprio valore e sul futuro. È normale sentirsi sopraffatti quando qualcosa in cui avevamo riposto speranze e fiducia si sgretola così improvvisamente. Mi permetta di invitarla a una riflessione: lei parla di come ha sempre scelto di restare, mentre l’altra persona ha scelto di andare via, e di come questo abbia acceso in lei una luce che ora si è spenta. Provi a chiedersi che cosa significhi per lei restare, ma soprattutto che cosa significhi per lei lasciare andare. Restare è sempre un atto di coraggio e di speranza, ma a volte lasciare andare è il primo passo verso la libertà interiore. L’amore, come lei lo vive, è una forza potente che plasma il mondo intorno a noi, ma questa stessa forza può diventare prigione se non trova un equilibrio con il rispetto di sé e la propria autonomia. Forse è proprio in questo equilibrio che può cominciare a guardare: come vivere l’amore senza perdere se stessi, come costruire dentro di sé una sicurezza che non dipenda dall’altro, ma che nasca dal riconoscere e accettare la propria fragilità e i propri limiti. Il desiderio di cambiare qualcosa nella sua vita – pensare all’università in un’altra città, iscriversi in palestra, fare la patente – sono segnali preziosi di una voglia di rinnovamento e di movimento verso ciò che può darle benessere e crescita. Questi desideri meritano di essere ascoltati e accompagnati, anche se in questo momento può sembrare difficile trovare la forza per portarli avanti. Le suggerisco di considerare l’idea di un percorso terapeutico, un luogo in cui poter esplorare questi vissuti senza giudizio, dove possa dare voce alla sua sofferenza e insieme costruire strumenti per ritrovare un senso di equilibrio e fiducia in sé stesso. La terapia non è solo per i momenti di crisi più acuta, ma è un alleato prezioso per trasformare quel peso che sente in un’occasione di crescita personale. Non si vergogni di chiedere aiuto, né di mostrare la sua vulnerabilità: sono segnali di consapevolezza e coraggio. Prendersi cura di sé significa anche riconoscere quando è il momento di fare un passo in più, e questo può essere proprio ora. Se vuole, possiamo continuare a riflettere insieme su come iniziare questo cammino, passo dopo passo. Le auguro di trovare quella luce che è già dentro di lei, anche quando sembra spenta. Un cordiale saluto.
Buonasera, il dolore che sta vivendo sembra toccare qualcosa di molto profondo, non solo la fine di una relazione ma anche il modo in cui lei si lega, in cui costruisce il suo mondo attorno all’altro. Quando dice che per lei l’amore è tutto, emerge quanto l’altro diventi il centro della sua esistenza, e quanto la sua assenza lasci un vuoto difficile da colmare. Mi colpisce anche come ogni volta lei scelga di restare mentre l’altro va via, come se fosse sempre lei a trattenere, a credere, a sperare, anche a costo di trascurare ciò che sente davvero. Il senso di colpa, la fatica a mangiare, il sentirsi fragile, sembrano raccontare una sofferenza che non trova ancora uno spazio in cui essere detta, riconosciuta, accolta. Forse non è solo la perdita dell’altro a far male, ma anche quella parte di sé che aveva investito tutto in questa speranza. Eppure qualcosa si muove, nel desiderio di cambiare, di riprendere in mano la propria vita, anche se con fatica. Non deve avere fretta né pretendere subito delle risposte, ma forse può iniziare a chiedersi cosa desidera per sé, non per adattarsi all’altro ma per conoscersi davvero. Se sente che questo peso resta troppo grande da portare da solo, pensare a un sostegno potrebbe essere un modo per darsi valore, e iniziare a scrivere una direzione più sua, poco a poco, senza dover più rincorrere chi non resta.
Buongiorno, grazie per aver condiviso con tanto coraggio e sincerità quello che stai vivendo. Dal tuo racconto emerge un dolore comprensibile, ma anche una grande profondità emotiva e capacità di riflessione. La fine di una relazione importante, soprattutto quando ci si è sentiti amati, può avere un impatto fortissimo: è normale sentirsi svuotati, confusi, come se tutto perdesse senso. E ancor di più quando si è investito tanto nella speranza di far funzionare le cose. Ciò che descrivi abbraccia tuttavia una problematica che va oltre i confini della tua relazione; racconti di una fragilità che senti più ampia, una difficoltà nel tollerare il vuoto, nel separarti da qualcuno a cui hai dato un posto centrale, quasi assoluto. Questo può succedere quando tendiamo a costruire il nostro senso di valore e di sicurezza attraverso l’altro, invece che insieme all’altro. È importante anche precisare che i la tua introversione e la tua riflessività non rappresentano dei difetti bensì dei tratti di personalità che ti contraddistinguono e ti identificano come persona. Il problema sorge quando non ci si sente accettati per ciò che si è, oppure si fa di tutto per farsi accettare, rinunciando a una parte autentica di sé. Amare non dovrebbe significare modificarsi per aderire a un’immagine ideale dell’altro, ma imparare a conoscersi, comunicare e,dove possibile, incontrarsi. Se questo incontro non è avvenuto davvero da entrambe le parti, forse il tuo dolore nasce anche dal disallineamento tra ciò che speravi e ciò che c’era realmente. Non esistono colpevoli, ma soltanto sentimenti profondi, che ci portano a sintonizzarci con l'altro a discapito delle diversità che possano esistere. In momenti come questo poi è naturale sentirsi paralizzati. Hai il desiderio di cambiare, di fare... ma ogni cosa sembra faticosa; il dolore emotivo prosciuga le nostre energie. Il mio consiglio è di provare a partire da piccole cose: routine semplici, movimento fisico, qualche spazio per esprimere ciò che provi (scrivere, parlare, ascoltare musica). Ricorda inoltre che chiedere aiuto, come stai facendo qui, è un atto di forza, oltre che il primo vero passo verso un futuro di serenità e benessere. Ti suggerisco ora di prendere in considerazione un percorso psicologico, anche breve, con un professionista. Potrebbe aiutarti a rimettere ordine tra ciò che senti, ciò che sei e ciò che desideri, anche in vista delle scelte future. Non sei solo, anche se ora può sembrarlo. Trovare qualcuno che ti ascolti davvero, senza giudicare, senza voler “aggiustare” tutto subito, può fare una grande differenza. Se mai avessi mai qualsiasi dubbio domanda o il semplice desiderio di approfondire, io sono qui. Un caro saluto ed un grande in bocca al lupo.
Buongiorno, il suo messaggio lascia trasparire un malessere molto profondo e un senso di smarrimento da cui fatica a riemergere. Ho anche l'impressione che si senta solo ad affrontare questa situazione, non volendo o non potendo condividerla con le persone a lei vicine. Sicuramente darsi un po' di tempo per poi provare a fare attività che sanciscano un nuovo capitolo (palestra, patente) potrebbe aiutarla a "ricominciare" da qualcosa che possa farla stare meglio.. tuttavia le suggerirei di intraprendere un lavoro terapeutico per poter parlare e far chiarezza sui suoi bisogni. Mi sembra infatti che questa relazione sia finita in un momento e per motivazioni che lei non si aspettava e può essere davvero difficile accettarlo e comprenderlo senza un aiuto professionale esterno e neutrale. Un saluto, Dott.ssa Bonomi
Le sue parole arrivano con grande intensità e fanno sentire quanto dolore e quanto impegno emotivo abbia messo in questa relazione. Quando un legame importante finisce è normale sentirsi sopraffatti, disorientati, senza forze. È evidente quanto per lei l’amore abbia un valore centrale e quanto questo distacco abbia incrinato certezze e desideri. A volte, il bisogno di ricominciare – anche in un’altra città, con nuovi progetti – nasce proprio dalla necessità di ritrovare un equilibrio e rimettere al centro se stessi. In questo momento può sembrare tutto pesante, ma già riconoscere ciò che prova e ciò di cui ha bisogno è un passo importante. Se sente che da solo ha difficoltà a sostenere tutto questo, valuti la possibilità di trovare uno spazio protetto in cui parlare, farsi ascoltare e darsi il tempo di rimettere insieme i pezzi. Un cordiale saluto
Caro ragazzo, capisco profondamente il dolore e la confusione che stai vivendo. Quello che emerge dal tuo racconto è una dinamica relazionale complessa dove si sono intrecciate comunicazione inefficace, aspettative non espresse e differenze caratteriali mal gestite. Prima di tutto: tu non sei il problema. Essere introversi, riflessivi e preferire l’ascolto al parlare continuo sono caratteristiche di personalità assolutamente legittime e di valore. Il fatto che i tuoi amici ti accettino così conferma che non c’è nulla di sbagliato in te. Quello che è mancato in questa relazione è stata una comunicazione autentica da parte sua. Non esprimere i propri bisogni fino all’ultimo momento e poi utilizzarli come motivo di rottura non è un comportamento maturo in una relazione. L’amore vero include l’accettazione delle differenze caratteriali del partner, non la richiesta di cambiarle. La tua capacità di “scegliere sempre di rimanere” dimostra maturità emotiva e impegno. Non tutti sono pronti per questo tipo di dedizione, e questo dice più su di lei che su di te. Ti suggerisco di prenderti del tempo per elaborare questa esperienza senza giudicarti. Considera se possa esserti utile un supporto psicologico per rafforzare la tua autostima e sviluppare strumenti per relazioni future più equilibrate. Con comprensione, Dott.ssa Cervio
Caro ragazzo, le tue parole trasmettono una grande sensibilità, e anche se ora ti senti schiacciato dal dolore, è proprio questa capacità di amare così profondamente che parla della tua bellezza interiore.Hai dato tanto in questa relazione, ci hai creduto fino in fondo, ed è naturale sentirsi svuotati quando tutto crolla all’improvviso. Il tuo bisogno d’amore non è una debolezza, ma diventa una trappola quando ti porta a costruire il tuo mondo interamente attorno a un’altra persona. In una relazione sana, non dovremmo perdere noi stessi. Ora stai facendo qualcosa di importante: non vuoi aspettarla di nuovo, stai cercando di reagire. È un segno di forza, anche se oggi non ti sembra. L’idea di cambiare città, iniziare l’università, tornare in palestra o prendere la patente… sono tutte direzioni sane, concrete, che ti aiuteranno a rimettere al centro te stesso. Anche parlarne con i tuoi, per quanto difficile, potrebbe darti un appoggio inaspettato. In questo momento prova a prenderti cura di te poco per volta. Non devi risolvere tutto oggi. Fai un passo alla volta: un pasto in più, un messaggio a un amico, una passeggiata, un progetto da immaginare. Non tutto è perduto: la luce che avevi ritrovato era già dentro di te, l’amore ha solo aiutato a farla brillare. E può succedere ancora, con nuove esperienze, con nuove forze che oggi sembrano lontane, ma torneranno.
Ciao, grazie per aver condiviso quello che stai vivendo. una separazione può davvero essere difficile e influenzare alcune aree della nostra vita, anche quelle più pratiche. é normale sentirsi sopraffatti in un momento così delicato. Non sei solo: possiamo lavorare insieme per aiutarti a rimettere in equilibrio te e trovare nuove risorse per affrontare questo momento. Se senti che è il momento giusto, puoi prenotare un colloquio direttamente dal mio profilo. Sarà uno spazio tutto tuo, sicuro e accogliente, per poter trovare il tuo benessere. Ti aspetto! Dott.ssa Alessandra Corti
Ciao, dalle tue parole emerge tanta intensità, e anche tanto dolore. Stai vivendo una perdita importante, e la sofferenza che senti è reale e comprensibile: quando un legame per noi fondamentale si interrompe, è normale sentirsi schiacciati, senza forze, come se tutte le sicurezze crollassero insieme. Non c’è nulla di sbagliato nel provare questa fragilità. Anzi, il fatto che tu riesca a riconoscerla e a parlarne dimostra che hai già una grande consapevolezza di te. Dire “per me l’amore è tutto” racconta la profondità con cui vivi i rapporti, ma anche la difficoltà che questo porta con sé: quando concentri tutto su una persona, rischi di perdere l’equilibrio personale se quel rapporto si rompe. Non significa che non sia possibile amare intensamente, ma che è importante imparare a costruire un mondo che non ruoti soltanto intorno all’altro. È naturale che ora tu ti senta vuoto, senza appetito, senza motivazione. Il corpo reagisce così al dolore emotivo, e serve un po’ di tempo prima che torni un equilibrio. In questo momento non pretendere da te di “stare bene subito”: l’obiettivo può essere semplicemente alleggerire un po’ la giornata, passo dopo passo. Può aiutarti tornare a piccole routine che ti danno struttura, come la palestra o iniziare a pensare concretamente alla patente: non perché risolvano il dolore, ma perché ti danno la sensazione di costruire qualcosa per te. Anche l’idea di cambiare città e iniziare l’università con un amico mostra che dentro di te c’è già un desiderio di futuro, di vita nuova. La paura di parlarne con i tuoi è comprensibile, ma tieni a mente che spesso i genitori percepiscono che qualcosa non va e, anche se non conoscono i dettagli, possono diventare una risorsa se tu decidi di aprirti. Non serve raccontare tutto, puoi condividere solo quello che ti senti, anche solo dire che stai attraversando un momento difficile. Il dolore che senti adesso non durerà per sempre. Oggi sembra insopportabile, ma col tempo diventerà parte della tua storia, e potrà trasformarsi in una forza diversa, quella che ti aiuterà a costruire la tua identità anche al di fuori di una relazione. Intanto permettiti di chiedere aiuto — come hai fatto qui — e magari valuta anche la possibilità di parlarne con uno psicologo, perché uno spazio sicuro e protetto può davvero alleggerire il peso che ora senti schiacciante. Non sei fragile “troppo per questo mondo”: sei una persona giovane che sente tanto, e proprio questa intensità può diventare, col tempo, una risorsa preziosa.
Grazie per aver condiviso il tuo vissuto. Stai attraversando un momento molto doloroso, e il tuo malessere è comprensibile. La fine di una relazione può scuotere profondamente, soprattutto quando ci si è investiti con tutto sé stessi. È importante che tu riconosca il tuo bisogno di cambiamento: palestra, patente, università… sono segnali che dentro di te c’è ancora energia, anche se ora è soffocata dal dolore. Non serve fare tutto subito: piccoli passi, uno alla volta. Parlare con i tuoi genitori potrebbe alleggerire il peso che porti da solo. E se senti che da solo non riesci, considera l’idea di un supporto psicologico per aiutarti a ritrovare equilibrio e forza. La tua sensibilità non è debolezza. È ciò che ti rende capace di amare profondamente. E merita cura. Saluti
Buon pomeriggio, è un'esperienza molto pesante da quello che leggo per non condividerla con nessuno. Hai mai pensato di iniziare un percorso con uno psicologo o psicoterapeuta? Forse potrebbe esserti di aiuto per comprenderti meglio, scoprire e creare degli strumenti che in questo momento non possiedi. Immagina di dover costruire un armadio, per farlo hai la necessità di una serie di cose giusto? E dovrai andare nel negozio giusto per poterlo costruire. Immagina che anziché andare in ferramenta, tu stia cercando questi strumenti nel tuo sgabuzzino, nella speranza che possano essere li e che tu non debba acquistarli, ma se non li hai mai comprati o se sono rotti e non possono essere usati come farai a costruire il tuo armadio?
Ciao, si percepisce chiaramente quanta intensità e sincerità ci sia nei tuoi sentimenti. Quando si vive una rottura come questa, soprattutto dopo aver riposto così tante speranze e aver amato con tutto se stessi, è normale sentirsi svuotati e senza forze. Non è fragilità: è la risposta naturale di chi ama profondamente. Il dolore che provi ora non significa che non ce la farai, ma che hai bisogno di tempo per riorientarti e riscoprire te stesso al di fuori della relazione. Spesso chi tende a “costruire il proprio mondo intorno all’altro” dimentica di nutrire la propria parte autonoma — quella che sa prendersi cura di sé, coltivare interessi, fare progetti. Ripartire da piccole azioni concrete, come tornare in palestra, riprendere la patente o valutare il percorso universitario, può aiutarti a ritrovare fiducia e direzione. Non serve fare tutto subito: basta iniziare, anche solo con un piccolo passo al giorno. Questa fase, per quanto dolorosa, può diventare l’occasione per capire che il tuo valore non dipende da chi resta o se ne va, ma da ciò che tu scegli di costruire per te stesso. Dott.ssa Sara Petroni
Gentile utente, la ringrazio per la condivisione. Capisco la sofferenza che si possa provare per la fine di un rapporto che è stato molto significativo per lei, allo stesso tempo sono stato colpito da ciò che ha scritto "ho la brutta abitudine di costruire il mondo intorno alle persone che amo . Per me l'amore è tutto , è la cosa più bella per me che esiste al mondo". Per quanto l'amore, il sentirsi amati, e le relazioni umane, siano il cardine centrale della nostra esistenza, rimane un assunto molto importante alla base di tutto ciò.....ovvero la reciprocità. Capisco il suo desiderio, ma si è mai fermato a pensare se la sua ex fidanzata la pensasse come lei? Questa ragazza che bisogni aveva? Cosa desiderava per sè? Lei mi parla dell'amore come cardine centrale della sua vita, eppure riporta tutto a sè stesso e ai suoi bisogni, alla sua necessità di sentirsi amato, e le necessità dell'altro? E quindi, di rimando, la invito anche a riflettere sulle sue proprie necessità, se dovessimo un attimo togliere l'altra persona, lei cosa vorrebbe per sè stesso? Cosa cerca? La invito quindi a riflettere su questo aspetto, magari non era la risposta che avrebbe voluto sentire, ma credo fermamente che questi siano gli interrogativi da porsi per andare avanti e avere una visione più positiva e completa di sè e dell'altro. Le auguro un buon proseguimento, cordiali saluti, dott. Niccolò Orsi Bandini.
Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.









