buon giorno io ho una domanda da fare.mesi fa mentre cenavo ho avuto come la sensazione che non rius
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buon giorno io ho una domanda da fare.mesi fa mentre cenavo ho avuto come la sensazione che non riuscissi a deglutire e cosi mi presi di panico creando una vera crisi di panico.sono andata dalla psicologa e sto facendo un percorso ecc. però ho sempre una domanda in testa.. questa sensazione di blocco della deglutazione non è il classico nodo in gola ma è come se fosse ad un certo punto il muscolo che ti fa deglutire si bloccasse e semplicemente tappando il naso o facendo un respiro dal naso lo sbloccassi.(la sensazione è come quella che si prova quando si va dal dentista e avendo per un bel po la bocca aperta e la testa all insu' ad un certo punto non si riesce a deglutire se nn si porta giu' la testa o non si chiuda la bocca come di norma) questo nn mi capita spesso per fortuna ma solo in alcuni momenti quando ad esempio sono ansiosa o a disagio o a volte arriva proprio perchè penso wow oggi sono stata bene. a causa di questa ansia ho anche i muscoli tesi del collo, ho reflusso gastrico e ciclo sballato.la domanda è questa a parte l ansia che causa questo blocco nel deglutire, ci può essere un nervo o un muscolo che infiammandosi provoca questa cosa ? perchè io sto in ansia perchè la prima volta questo blocco mi ha spaventato e quindi è un cane che si morde la coda.sono stata dall otorino e naso gola nn ce nulla
Buongiorno,
La sensazione di blocco durante la deglutizione che descrivi potrebbe effettivamente essere collegata a tensioni muscolari, in particolare ai muscoli del collo e della gola, che sono molto influenzati dallo stress e dall’ansia. È possibile che durante momenti di disagio o ansia, questi muscoli si contraggano, creando una sensazione di "blocco" temporaneo.
L'ansia può innescare una serie di reazioni fisiche che coinvolgono il sistema nervoso e muscolare, tra cui il "nodo alla gola" che, come descrivi, non è il classico sintomo di un disturbo della deglutizione, ma piuttosto una manifestazione di tensione. La percezione di non riuscire a deglutire potrebbe essere il risultato di un'infiammazione o di un temporaneo squilibrio nei muscoli o nervi coinvolti nel processo di deglutizione.
È importante sottolineare che, sebbene tu abbia già escluso cause fisiche tramite una visita otorinolaringoiatrica, l'ansia e la tensione muscolare restano le principali spiegazioni. Detto ciò, sarebbe utile approfondire la questione con uno specialista che possa valutare meglio la situazione e fornirti indicazioni precise su come gestire questi sintomi.
Sarebbe quindi utile e consigliato per approfondire rivolgersi ad uno specialista.
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
La sensazione di blocco durante la deglutizione che descrivi potrebbe effettivamente essere collegata a tensioni muscolari, in particolare ai muscoli del collo e della gola, che sono molto influenzati dallo stress e dall’ansia. È possibile che durante momenti di disagio o ansia, questi muscoli si contraggano, creando una sensazione di "blocco" temporaneo.
L'ansia può innescare una serie di reazioni fisiche che coinvolgono il sistema nervoso e muscolare, tra cui il "nodo alla gola" che, come descrivi, non è il classico sintomo di un disturbo della deglutizione, ma piuttosto una manifestazione di tensione. La percezione di non riuscire a deglutire potrebbe essere il risultato di un'infiammazione o di un temporaneo squilibrio nei muscoli o nervi coinvolti nel processo di deglutizione.
È importante sottolineare che, sebbene tu abbia già escluso cause fisiche tramite una visita otorinolaringoiatrica, l'ansia e la tensione muscolare restano le principali spiegazioni. Detto ciò, sarebbe utile approfondire la questione con uno specialista che possa valutare meglio la situazione e fornirti indicazioni precise su come gestire questi sintomi.
Sarebbe quindi utile e consigliato per approfondire rivolgersi ad uno specialista.
Dottoressa Silvia Parisi
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Buongiorno!
Capisco che la sensazione di blocco nella deglutizione, insieme al panico che ti ha scatenato, sia stata molto inquietante e ti abbia portato a interrogarti su cosa possa esserci dietro. Il fatto che tu stia seguendo un percorso con la psicologa è già un passo positivo, e mi sembra che tu stia cercando di capire a fondo la situazione, il che è importante per affrontare questo tipo di disturbi.
Da quello che descrivi, la sensazione che provi sembra essere più legata a una risposta del corpo allo stress e all'ansia, piuttosto che a un problema fisico permanente, dato che sei stata valutata dall'otorino e non è emerso nulla di patologico a livello delle vie respiratorie o della gola.
Quando siamo ansiosi o stressati, i muscoli del corpo, compresi quelli del collo e della gola, tendono a contrarsi. Questi muscoli possono diventare più tesi, e la sensazione di “blocco” che descrivi potrebbe essere proprio il risultato di questa tensione. La gola, infatti, è un'area molto sensibile a queste reazioni emotive. L'ansia, ad esempio, può provocare una sorta di spasmo o un'irrigidimento dei muscoli che facilitano la deglutizione, creando la sensazione che qualcosa stia "bloccando" il passaggio del cibo o della saliva.
Inoltre, il fatto che questa sensazione arrivi nei momenti in cui ti senti ansiosa, tesa o anche quando pensi "oggi è andato tutto bene", suggerisce che la mente e il corpo siano strettamente connessi in questa reazione. A volte, proprio quando siamo più rilassati o pensiamo di essere a posto, il nostro corpo può manifestare il disagio accumulato attraverso dei sintomi fisici. Questo è un esempio di come l'ansia può manifestarsi non solo a livello emotivo, ma anche corporeo.
Il fatto che tu abbia anche muscoli tesi nel collo, reflusso gastrico e un ciclo irregolare, rafforza l'idea che il tuo corpo stia rispondendo allo stress in vari modi. La tensione muscolare, in particolare, può influire sulla sensazione di blocco nella deglutizione. Anche se non sembra esserci una patologia diretta, questi fattori combinati potrebbero contribuire al fenomeno che descrivi.
Per quanto riguarda la possibilità che un nervo o un muscolo infiammato possa essere la causa di questo, è una possibilità teorica. Il nervo vago, che passa attraverso la gola, è coinvolto nelle funzioni di deglutizione, e quando una persona è sotto stress, questo nervo può reagire a sua volta, aumentando la sensazione di difficoltà nella deglutizione. Tuttavia, questa è una connessione complessa e solitamente associata a un disturbo più grave, quindi è bene continuare a monitorare la situazione, ma senza allarmarsi troppo.
In generale, la sensazione che provi potrebbe essere una risposta fisica e psicologica all'ansia, che provoca una reazione nei muscoli e nervi coinvolti nel processo di deglutizione. La buona notizia è che, visto che i medici non hanno trovato problemi strutturali o patologie, questa difficoltà è probabilmente temporanea e legata a come il tuo corpo sta rispondendo allo stress e all'ansia.
Ti consiglio di continuare a lavorare sulla gestione dell'ansia, magari integrando anche delle tecniche di rilassamento o di respirazione profonda che possono aiutarti a ridurre la tensione muscolare e la sensazione di blocco. Se la situazione dovesse continuare a ripetersi o peggiorare, potrebbe essere utile fare un ulteriore approfondimento con un fisioterapista o un neurologo, che potrebbero offrirti altre prospettive sulla gestione della tensione muscolare nella zona del collo e della gola.
Ricorda che il corpo e la mente sono strettamente connessi, e ciò che provi a livello emotivo può spesso manifestarsi a livello fisico. Continua a prenderti cura di te e a seguire il percorso psicologico che hai intrapreso: affrontare l'ansia è un passo fondamentale per risolvere questi disagi fisici.
Capisco che la sensazione di blocco nella deglutizione, insieme al panico che ti ha scatenato, sia stata molto inquietante e ti abbia portato a interrogarti su cosa possa esserci dietro. Il fatto che tu stia seguendo un percorso con la psicologa è già un passo positivo, e mi sembra che tu stia cercando di capire a fondo la situazione, il che è importante per affrontare questo tipo di disturbi.
Da quello che descrivi, la sensazione che provi sembra essere più legata a una risposta del corpo allo stress e all'ansia, piuttosto che a un problema fisico permanente, dato che sei stata valutata dall'otorino e non è emerso nulla di patologico a livello delle vie respiratorie o della gola.
Quando siamo ansiosi o stressati, i muscoli del corpo, compresi quelli del collo e della gola, tendono a contrarsi. Questi muscoli possono diventare più tesi, e la sensazione di “blocco” che descrivi potrebbe essere proprio il risultato di questa tensione. La gola, infatti, è un'area molto sensibile a queste reazioni emotive. L'ansia, ad esempio, può provocare una sorta di spasmo o un'irrigidimento dei muscoli che facilitano la deglutizione, creando la sensazione che qualcosa stia "bloccando" il passaggio del cibo o della saliva.
Inoltre, il fatto che questa sensazione arrivi nei momenti in cui ti senti ansiosa, tesa o anche quando pensi "oggi è andato tutto bene", suggerisce che la mente e il corpo siano strettamente connessi in questa reazione. A volte, proprio quando siamo più rilassati o pensiamo di essere a posto, il nostro corpo può manifestare il disagio accumulato attraverso dei sintomi fisici. Questo è un esempio di come l'ansia può manifestarsi non solo a livello emotivo, ma anche corporeo.
Il fatto che tu abbia anche muscoli tesi nel collo, reflusso gastrico e un ciclo irregolare, rafforza l'idea che il tuo corpo stia rispondendo allo stress in vari modi. La tensione muscolare, in particolare, può influire sulla sensazione di blocco nella deglutizione. Anche se non sembra esserci una patologia diretta, questi fattori combinati potrebbero contribuire al fenomeno che descrivi.
Per quanto riguarda la possibilità che un nervo o un muscolo infiammato possa essere la causa di questo, è una possibilità teorica. Il nervo vago, che passa attraverso la gola, è coinvolto nelle funzioni di deglutizione, e quando una persona è sotto stress, questo nervo può reagire a sua volta, aumentando la sensazione di difficoltà nella deglutizione. Tuttavia, questa è una connessione complessa e solitamente associata a un disturbo più grave, quindi è bene continuare a monitorare la situazione, ma senza allarmarsi troppo.
In generale, la sensazione che provi potrebbe essere una risposta fisica e psicologica all'ansia, che provoca una reazione nei muscoli e nervi coinvolti nel processo di deglutizione. La buona notizia è che, visto che i medici non hanno trovato problemi strutturali o patologie, questa difficoltà è probabilmente temporanea e legata a come il tuo corpo sta rispondendo allo stress e all'ansia.
Ti consiglio di continuare a lavorare sulla gestione dell'ansia, magari integrando anche delle tecniche di rilassamento o di respirazione profonda che possono aiutarti a ridurre la tensione muscolare e la sensazione di blocco. Se la situazione dovesse continuare a ripetersi o peggiorare, potrebbe essere utile fare un ulteriore approfondimento con un fisioterapista o un neurologo, che potrebbero offrirti altre prospettive sulla gestione della tensione muscolare nella zona del collo e della gola.
Ricorda che il corpo e la mente sono strettamente connessi, e ciò che provi a livello emotivo può spesso manifestarsi a livello fisico. Continua a prenderti cura di te e a seguire il percorso psicologico che hai intrapreso: affrontare l'ansia è un passo fondamentale per risolvere questi disagi fisici.
Buongiorno,
la sensazione che descrive è molto comune nei disturbi d’ansia e si inserisce perfettamente nel quadro di una somatizzazione legata allo stato di iperallerta e controllo corporeo.
Quando siamo ansiosi o in tensione, i muscoli del collo e della faringe possono contrarsi involontariamente, creando una sensazione di “blocco” nella deglutizione. Questo non è un vero blocco meccanico, ma una percezione alterata del normale funzionamento muscolare. Il fatto che il sintomo si presenti solo in certi momenti, e si risolva con piccoli movimenti (respiro, deglutizione forzata, cambiamento posturale), conferma che non si tratta di un problema organico, ma funzionale.
Dal punto di vista fisiologico non ci sono nervi “bloccati” o muscoli infiammati in modo patologico: è l’attivazione ansiosa che innesca un circuito di ipervigilanza e tensione muscolare, soprattutto se c’è già una fragilità a livello gastrico o cervicale (come nel suo caso, con reflusso e contratture).
La chiave per uscire da questo “cane che si morde la coda” è proprio lavorare sull’attenzione selettiva al sintomo e sulla ristrutturazione dei pensieri catastrofici associati alla deglutizione, elementi centrali nella terapia cognitivo-comportamentale.
Continui con il percorso psicologico: il sintomo è spaventante, ma non pericoloso, e può essere gestito efficacemente una volta che si impara a ridurre l’ipercontrollo e la risposta ansiosa anticipatoria.
Un caro saluto,
dott. Jacopo Modoni
la sensazione che descrive è molto comune nei disturbi d’ansia e si inserisce perfettamente nel quadro di una somatizzazione legata allo stato di iperallerta e controllo corporeo.
Quando siamo ansiosi o in tensione, i muscoli del collo e della faringe possono contrarsi involontariamente, creando una sensazione di “blocco” nella deglutizione. Questo non è un vero blocco meccanico, ma una percezione alterata del normale funzionamento muscolare. Il fatto che il sintomo si presenti solo in certi momenti, e si risolva con piccoli movimenti (respiro, deglutizione forzata, cambiamento posturale), conferma che non si tratta di un problema organico, ma funzionale.
Dal punto di vista fisiologico non ci sono nervi “bloccati” o muscoli infiammati in modo patologico: è l’attivazione ansiosa che innesca un circuito di ipervigilanza e tensione muscolare, soprattutto se c’è già una fragilità a livello gastrico o cervicale (come nel suo caso, con reflusso e contratture).
La chiave per uscire da questo “cane che si morde la coda” è proprio lavorare sull’attenzione selettiva al sintomo e sulla ristrutturazione dei pensieri catastrofici associati alla deglutizione, elementi centrali nella terapia cognitivo-comportamentale.
Continui con il percorso psicologico: il sintomo è spaventante, ma non pericoloso, e può essere gestito efficacemente una volta che si impara a ridurre l’ipercontrollo e la risposta ansiosa anticipatoria.
Un caro saluto,
dott. Jacopo Modoni
La sensazione di blocco nella deglutizione che descrivi non è causata da un problema fisico, ma è una manifestazione dell’ansia. Il corpo, in stato di allerta, blocca funzioni non essenziali come la deglutizione, provocando questa sensazione. Il primo episodio ti ha spaventata, e da lì si è creata un’associazione automatica tra quella sensazione e la paura → un circolo vizioso.
Anche se ci sono muscoli e nervi coinvolti, gli esami (otorino) hanno escluso cause organiche. La tua attenzione, quindi, può spostarsi dal “che cos’ho?” al “cosa mi sta dicendo il mio corpo in quel momento?”. Il corpo parla quando le emozioni non trovano spazio per esprimersi.
Il vero lavoro, che già stai facendo, è imparare a fidarti del tuo corpo e accogliere l’ansia, non combatterla. Non c’è nulla di rotto: c’è solo qualcosa dentro di te che chiede ascolto.
"Il mio corpo non è contro di me. Sta solo cercando di proteggermi. Posso ascoltarlo, senza paura."
Anche se ci sono muscoli e nervi coinvolti, gli esami (otorino) hanno escluso cause organiche. La tua attenzione, quindi, può spostarsi dal “che cos’ho?” al “cosa mi sta dicendo il mio corpo in quel momento?”. Il corpo parla quando le emozioni non trovano spazio per esprimersi.
Il vero lavoro, che già stai facendo, è imparare a fidarti del tuo corpo e accogliere l’ansia, non combatterla. Non c’è nulla di rotto: c’è solo qualcosa dentro di te che chiede ascolto.
"Il mio corpo non è contro di me. Sta solo cercando di proteggermi. Posso ascoltarlo, senza paura."
Buonasera.
la sintomatologia che lei descrive può essere con molta probabilità essere dovuta ad uno stato ansioso , non essendo medico non posso dirle se ci possano essere altre cause nervose o muscolari che riportano la stessa sintomatologia, le consiglio di porre questa domanda all'interno della sezione medica ad uno stomatologo o ad un otorino laringoiatra.
nel caso fosse da ricondurre ad uno stato ansioso mi preme consigliarle l'inizio di un percorso terapeutico che le permette di risalire alla causa e attenuare il simtomo,
distinti saluti
la sintomatologia che lei descrive può essere con molta probabilità essere dovuta ad uno stato ansioso , non essendo medico non posso dirle se ci possano essere altre cause nervose o muscolari che riportano la stessa sintomatologia, le consiglio di porre questa domanda all'interno della sezione medica ad uno stomatologo o ad un otorino laringoiatra.
nel caso fosse da ricondurre ad uno stato ansioso mi preme consigliarle l'inizio di un percorso terapeutico che le permette di risalire alla causa e attenuare il simtomo,
distinti saluti
lei ha descritto intuitivamente la sua situazione: è come un cane che si morde la coda. La visita da un ottorinolaringoiatra ha escluso ogni problematica patologica.c'e' uno stimolo iniziale che tuttora attiva il sistema di allarme. consiglio di tenere un diario: quando, dove, chi c'era, cosa è successo , come si è sentita. Le chiedo inoltre se c'e' qualcosa nella sua vita che supera le sue forze ? si sente sotto pressione?
Salve, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stessa utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stessa utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Buongiorno, se la natura di questo tuo sintomo è di natura emotiva (e lo è :) ) forse la domanda che ti stai ponendo ti porta solo a cercare "razionalmente " le cause fisiche e a non comprendere davvero cosa ti sta dicendo il tuo corpo. Ricorda che ogni sintomo che viviamo sul piano fisico è MESSAGERO di qualcos'altro.
Esplora più a fondo nella tua terapia :)
Dott.ssa Sabrina Marchesi
Esplora più a fondo nella tua terapia :)
Dott.ssa Sabrina Marchesi
Buongiorno,
da quello che scrive sembrerebbe legato ad un fattore ansioso su cui poter lavorare con la sua psicoterapeuta. Può comunque rivolgersi al suo medico di base per avere maggiori informazioni e un aiuto anche da un punto di vista medico.
Resto in attesa per eventuali chiarimenti
Dott.ssa Porcelli Marzia
da quello che scrive sembrerebbe legato ad un fattore ansioso su cui poter lavorare con la sua psicoterapeuta. Può comunque rivolgersi al suo medico di base per avere maggiori informazioni e un aiuto anche da un punto di vista medico.
Resto in attesa per eventuali chiarimenti
Dott.ssa Porcelli Marzia
Buon giorno, capisco bene quale può essere stata la sua sensazione la prima volta che questo senso di soffocamento si è presentato e credo che parlarne con uno psicologo sia stata la scelta migliore. Probabilmente, la prima volta in cui questo episodio si è verificato lei ha subito un piccolo trauma e dunque rimane ancora il timore che possa risuccedere. La psicoterapia l’aiuterà a superarlo. Rivivere le circostanze in cui l’episodio si è verificato, parlandone con un interlocutore esperto, nel setting adeguato, probabilmente farà in modo che episodi simili si verificheranno sempre più raramente, fino a diminuire completamente. Le suggerisco, di continuare con pazienza il lavoro su di sé, vedrà che a breve ci saranno ottimi risultati.
Buongiorno, l’esperienza che racconta senza ombra di dubbia va approfondita, se ha proceduto con i dovuti controlli organici, la scelta giusta credo sia continuare con la sua terapeuta; in questo modo riuscirà a capire cosa ci fa con questo timore e se funziona così in altre situazioni o esclusivamente in questa.
Nella sua lettera lei cita tra sintomi fisici, oltre a quello che la preoccupa di più: i tendini del collo tesi, un reflusso gastrico e "il ciclo sballato".Questo fa pensare proprio che questo, cioè creare un sintomo fisico, sia il suo modo tipico di gestire la sua ansia, che a quel che dice mi sembra piurttosto forte. Naturalmente non potrei capire per lettera ( oltre che sono uno psicoerapeuta e non un medico) se ci sia nel suo caso un nervo infiammato.Ma su questo c'è il responso rassicurante della visita da un otorino, da cui risulta che "non c'è nulla".Credo che la cosa importante per lei sia riportare la sua ansia in termini ragionevoli.
Gent.ma,
la ringrazio per aver condiviso con tanta precisione e consapevolezza la sua esperienza. Quello che descrive è un vissuto molto intenso, e comprendo quanto possa essere stato spaventante trovarsi improvvisamente in difficoltà con un atto tanto automatico come la deglutizione.
La sensazione di “blocco” che ha provato, soprattutto considerando che dagli accertamenti non sono emerse cause organiche, sembra effettivamente legata a una risposta del corpo allo stato di attivazione emotiva e ansiosa. In alcune situazioni, infatti, l’ansia può innescare reazioni fisiche molto reali, coinvolgendo anche la muscolatura implicata nella deglutizione e nella respirazione. Non si tratta del classico “nodo alla gola”, come ha giustamente sottolineato, ma di un’esperienza corporea che può riflettere un forte stato di ipervigilanza e tensione.
Il fatto che questi episodi si presentino in momenti di disagio emotivo – o, paradossalmente, anche quando “va tutto bene” – è tipico del funzionamento dell’ansia anticipatoria: la paura che possa ripetersi crea uno stato di allerta costante, che finisce per amplificare le sensazioni corporee.
Dal punto di vista fisiologico, è poco probabile che ci sia un’infiammazione di un nervo o di un muscolo alla base di quanto sta vivendo, soprattutto in assenza di altri segni neurologici. Tuttavia, il corpo ha una memoria molto precisa, e un evento vissuto con forte impatto emotivo – come quello che ha descritto – può lasciare una traccia che si riattiva in situazioni simili.
Il lavoro che sta già facendo su di sé è un passo molto importante. In un percorso come quello EMDR, è possibile esplorare in modo più profondo l’origine di questa reazione, elaborare l’esperienza vissuta e alleggerire l’intensità delle risposte corporee. Questo può aiutare a spezzare il circolo tra l’attivazione emotiva e la risposta somatica, restituendole un senso di sicurezza nel proprio corpo.
Resto a disposizione per qualsiasi chiarimento e le invio un caro saluto,
Dott.ssa Sara Tezza
la ringrazio per aver condiviso con tanta precisione e consapevolezza la sua esperienza. Quello che descrive è un vissuto molto intenso, e comprendo quanto possa essere stato spaventante trovarsi improvvisamente in difficoltà con un atto tanto automatico come la deglutizione.
La sensazione di “blocco” che ha provato, soprattutto considerando che dagli accertamenti non sono emerse cause organiche, sembra effettivamente legata a una risposta del corpo allo stato di attivazione emotiva e ansiosa. In alcune situazioni, infatti, l’ansia può innescare reazioni fisiche molto reali, coinvolgendo anche la muscolatura implicata nella deglutizione e nella respirazione. Non si tratta del classico “nodo alla gola”, come ha giustamente sottolineato, ma di un’esperienza corporea che può riflettere un forte stato di ipervigilanza e tensione.
Il fatto che questi episodi si presentino in momenti di disagio emotivo – o, paradossalmente, anche quando “va tutto bene” – è tipico del funzionamento dell’ansia anticipatoria: la paura che possa ripetersi crea uno stato di allerta costante, che finisce per amplificare le sensazioni corporee.
Dal punto di vista fisiologico, è poco probabile che ci sia un’infiammazione di un nervo o di un muscolo alla base di quanto sta vivendo, soprattutto in assenza di altri segni neurologici. Tuttavia, il corpo ha una memoria molto precisa, e un evento vissuto con forte impatto emotivo – come quello che ha descritto – può lasciare una traccia che si riattiva in situazioni simili.
Il lavoro che sta già facendo su di sé è un passo molto importante. In un percorso come quello EMDR, è possibile esplorare in modo più profondo l’origine di questa reazione, elaborare l’esperienza vissuta e alleggerire l’intensità delle risposte corporee. Questo può aiutare a spezzare il circolo tra l’attivazione emotiva e la risposta somatica, restituendole un senso di sicurezza nel proprio corpo.
Resto a disposizione per qualsiasi chiarimento e le invio un caro saluto,
Dott.ssa Sara Tezza
L'ansia porta con sé sintomi fisici e l'autosuggestione fa si che si guardi al nostro corpo con attenzione alla ricerca di segnali di malattia, ci condiziona. Da come descrive la sua situazione è evidente che persiste uno stato di stress elevato da molto tempo (il ciclo irregolare può averlo registrato solo nell'arco di mesi) e questo può portare ad episodi di panico e a sensazioni fisiche che mettono in allerta riguardo la propria salute.
Salve con la sua psicologa che spero sia una terapeuta perché probabilmente sarà una cosa da non poco tempo.... dovrà vedere quali sono le correlazioni tra il collo ,la deglutizione ,l'ansia e gli attacchi di panico. Il nostro corpo è soma e psiche..quindi probabilmente qualcosa di psicosomatico ci potrà essere. buona giornata.
Dr. Jasmine Scioscia
Dr. Jasmine Scioscia
Gent.Utente, grazie per aver condiviso la sua esperienza. Quella che descrive è una sensazione intensa, che può emergere in momenti di ansia o tensione emotiva.
Anche se non accade spesso, l’episodio iniziale è stato vissuto con molta paura e, da allora, sembra si sia attivata una preoccupazione ricorrente, che tende a mantenere viva l’attenzione su quella parte del corpo. Il fatto di aver già fatto accertamenti medici può offrire un contesto più chiaro e aiutare a distinguere tra ciò che è fisico e ciò che è emotivo. Quello che ha descritto riflette un’esperienza complessa, che merita ascolto e comprensione e che fa parte di un processo più ampio che già sta affrontando. Cordialmente, Dott.ssa Arianna Moroni
Anche se non accade spesso, l’episodio iniziale è stato vissuto con molta paura e, da allora, sembra si sia attivata una preoccupazione ricorrente, che tende a mantenere viva l’attenzione su quella parte del corpo. Il fatto di aver già fatto accertamenti medici può offrire un contesto più chiaro e aiutare a distinguere tra ciò che è fisico e ciò che è emotivo. Quello che ha descritto riflette un’esperienza complessa, che merita ascolto e comprensione e che fa parte di un processo più ampio che già sta affrontando. Cordialmente, Dott.ssa Arianna Moroni
Salve, può consultare un medico e confrontarsi con la sua terapeuta sul significato implicito.
saluti
saluti
Gentile Utente,
bene abbia intrapreso anche un sostegno psicologico in quanto mente e corpo sono strettamente intrecciati e si influenzano reciprocamente.
Da valutare più nello specifico la Sua situazione; in generale può accadere un grande spavento che poi ci crea ansia nella specifica situazione-contesto e/o può essere un tentativo di gestione "razionale" del meccanismo che "inceppa" un funzionamento che sarebbe spontaneo (come ad es. l'addormentamento).
Le auguro di risolvere quanto prima possibile.
Saluti
bene abbia intrapreso anche un sostegno psicologico in quanto mente e corpo sono strettamente intrecciati e si influenzano reciprocamente.
Da valutare più nello specifico la Sua situazione; in generale può accadere un grande spavento che poi ci crea ansia nella specifica situazione-contesto e/o può essere un tentativo di gestione "razionale" del meccanismo che "inceppa" un funzionamento che sarebbe spontaneo (come ad es. l'addormentamento).
Le auguro di risolvere quanto prima possibile.
Saluti
Buongiorno,
le manifestazioni di cui parla sono sempre frutto di uno stato ansioso. Parli dei suoi dubbi e delle sue perplessità alla psicologa in seduta, potrebbero essere un importante spunto di riflessione su cui soffermarsi e da cui ripartire.
Cordiali saluti
Dott. Diego Ferrara
le manifestazioni di cui parla sono sempre frutto di uno stato ansioso. Parli dei suoi dubbi e delle sue perplessità alla psicologa in seduta, potrebbero essere un importante spunto di riflessione su cui soffermarsi e da cui ripartire.
Cordiali saluti
Dott. Diego Ferrara
Buongiorno, dalla sua descrizione potrebbe essere un sintomo fisico di uno stato ansioso. Può essere indicato fare una visita da un otorino per sicurezza, ma dalla descrizione appare in effetti una questione emotiva. Il mio consiglio è di fare anche un consulto psicologico per avere modo di conoscerla meglio. se ritiene sono a disposizione, anche online.
Buona Giornata!
Buona Giornata!
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