Domande del paziente (205)
RISPOSTA DEL DOTTORE:
La presenza di una "pallina" sotto la pelle tra le sopracciglia potrebbe effettivamente essere una cisti sebacea o un'infiammazione locale, come una follicolite o un foruncolo, soprattutto se accompagnata... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve,
la situazione che descrive non è affatto insolita. La diagnosi di herpes si basa soprattutto sulla ricerca diretta del virus nella lesione (PCR o esame del materiale prelevato dalla vescicola),...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve,
da quanto descrive, la diagnosi di herpes zoster appare certamente plausibile. La presenza di un dolore neuropatico intenso comparso alcuni giorni prima dell'eruzione, la distribuzione prevalentemente...
Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Il suo dubbio è assolutamente comprensibile. Epiduo può rendere la pelle più sensibile al sole, soprattutto nelle prime settimane, ma questo non significa automaticamente sviluppare macchie o iperpigmentazioni.
In...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve, se il suo dermatologo le ha consigliato di sospendere il farmaco, in genere una sospensione dopo soli tre giorni di terapia non comporta particolari rischi né effetti da "interruzione". La ciclosporina... Altro
Salve ho 90 anni ho sciatica e non riesco a camminare dal dolore prendo deltacortene da 5 un giorno e 7,5 un altro prescritta dall ematologo x leucemia posso fare punture di muscoril e toradol x alleviare il dolore grazie
RISPOSTA DEL DOTTORE:
A 90 anni, con una storia di Leucemia e terapia con Deltacortene, prima di associare Toradol è necessaria molta prudenza. Il ketorolac può aumentare il rischio di sanguinamenti, problemi gastrici e renali, soprattutto negli anziani e in associazione al cortisone.
Anche Muscoril va valutato con attenzione in base alle condizioni generali e alle altre terapie. Le consiglierei di sentire il medico curante o l’ematologo prima di iniziare le punture, soprattutto se il dolore è molto intenso o improvvisamente peggiorato.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve Patrizia,
da quello che descrive, una reazione infiammatoria importante durante e nelle settimane immediatamente successive all'applicazione del 5-fluorouracile può essere normale. Il farmaco agisce...
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Buona sera il 10 agosto 2025 ho subito una esplosione di gas ,con conseguenza di ustioni 2/3 grado estese su arti superiori, arti inferiori.
2/3 grado viso , parte schiena e parte torace.
La pelle e visibilmente guarita , non ci sono infezioni , ferite o altro.
La mia domanda girata estate posso andare al mare.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera,
a distanza di quasi un anno da ustioni di secondo/terzo grado, in assenza di ferite aperte o infezioni, in molti casi è possibile tornare gradualmente al mare. Tuttavia, la pelle che si è rigenerata dopo ustioni importanti rimane spesso più sensibile ai raggi UV per diversi anni e può andare incontro più facilmente a macchie permanenti, arrossamenti o alterazioni cicatriziali.
Per questo motivo è fondamentale valutare attentamente l'aspetto attuale delle cicatrici e delle aree ustionate. In alcuni casi è consigliabile utilizzare indumenti protettivi, evitare le ore centrali della giornata e applicare una fotoprotezione molto elevata, mentre in altri può essere opportuno attendere ancora per determinate zone particolarmente delicate.
Una valutazione dermatologica, anche tramite consulenza online con fotografie recenti delle aree interessate, permette generalmente di stabilire con maggiore precisione quali precauzioni adottare e se l'esposizione al sole possa essere affrontata in sicurezza.
Cordiali saluti,
Dott. Virgilio De Bono.
buongiorno,mi è stato diagnosticato herpes zoster,ho avuto inizialmente forti dolori addominali e al fianco destro e prima si pensava ad una colica biliare anche per valori alti bilirubina,dopo è arrivata la eruzione cutanea nella zona destra di addome e dorso, dopo un paio di giorni sono spuntati 3 o 4 bubboncini nella zona occipitale sinistra a circa 2 cm dalla base orecchio,prima di spuntare mi hanno provocato forte torcicollo e nevralgia anche della mascella sinistra,sono meno infiammati di quelli sul corpo, inoltre era oltre un mese che con alti e bassi stavo lottando con questi disturbi ed il medico curante aveva diagnosticato una forma di artrosi dato che ho 68 anni, è possibile che invece fosse già l'herpes? ed in questo caso dato che ho iniziato la terapia antivirale solo dopo la presenza dell'eruzione cutanea,quindi circa 40 giorni dopo questo dolore occipitale, corro rischi maggiori di problemi? grazie
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Sì, è possibile che i dolori iniziati settimane prima fossero già legati allo Herpes zoster. Questo virus può dare una fase dolorosa senza lesioni (fase prodromica) anche per diversi giorni o settimane, soprattutto negli adulti, e spesso viene scambiata per problemi articolari o viscerali.
La comparsa dell’eruzione su addome e dorso a destra è tipica perché segue un dermatomero; le lesioni occipitali a sinistra sono meno classiche perché lo zoster di solito resta su un solo lato e in un solo territorio nervoso, ma possono verificarsi forme con interessamento di più aree, anche se non è la regola.
Aver iniziato l’antivirale dopo la comparsa delle vescicole è comunque corretto; l’efficacia è massima entro 72 ore dall’eruzione, ma si usa anche dopo se le lesioni sono ancora attive. Il fatto che il dolore occipitale fosse presente da tempo non cambia in modo significativo il rischio, perché il riferimento clinico è l’inizio dell’eruzione cutanea.
Il rischio principale alla tua età è la nevralgia post-erpetica, cioè un dolore persistente dopo la guarigione della pelle; questo rischio aumenta con l’età ma non dipende tanto dai giorni di dolore precedenti quanto dalla severità dello zoster.
In sintesi: sì, quei dolori potevano già essere zoster, hai iniziato la terapia nel momento corretto rispetto all’eruzione e non hai un aumento rilevante di rischio per il fatto che il dolore fosse iniziato prima; va solo monitorata l’eventuale persistenza del dolore dopo la fase acuta.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Capisco la paura, è normale leggendo il foglietto di Ciqorin. Però gli effetti collaterali più importanti non compaiono automaticamente e, se la terapia è controllata con esami e visite, viene generalmente... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve,
capisco la sua preoccupazione. La ciclosporina (Ciqorin) è un farmaco che viene utilizzato da molti anni nelle forme di psoriasi più resistenti e, se prescritta dal dermatologo dopo un'adeguata...
Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera, da una descrizione testuale purtroppo non è possibile distinguere con certezza tra impetigine ed Herpes Zoster (Fuoco di Sant'Antonio).
L'Herpes Zoster solitamente si presenta con vescicole...
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Salve ad agosto. dello. scorso anno predo erpes zosper per fortuna non troppo forte attualmente nelle ore notturne ho un discreto prurito in testa schiena collo lamia dottoressa dice che non e una conseguenza della malattia e mi ha prescritto alcuni esami sangue nel frattempo nelle ore notturne mi cospargo di vea spray che senz'altro allieva il fastidio di giorno va bene forse non ci si pensa e si distratti dalla vita. Grazie
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve, a distanza di molti mesi da un Herpes Zoster, soprattutto se l'eruzione ha interessato aree del capo o del tronco, possono persistere sintomi come prurito, bruciore, alterazioni della sensibilità o fastidi cutanei anche in assenza di lesioni visibili. Tuttavia, se il prurito interessa zone piuttosto estese come testa, collo e schiena, è corretto approfondire anche altre possibili cause e gli esami del sangue richiesti dalla sua dottoressa possono essere utili in questo senso.
Il fatto che il VEA Spray le dia sollievo fa pensare che almeno una componente di secchezza o irritazione cutanea possa essere presente, ma non permette di stabilire con certezza l'origine del disturbo.
Se il prurito dovesse persistere o aumentare, potrebbe essere utile una valutazione dermatologica per escludere altre condizioni della pelle che talvolta possono manifestarsi proprio con prurito prevalente e poche alterazioni visibili. In questi casi una visita accurata, eventualmente supportata da fotografie delle aree interessate, può aiutare a orientare meglio la diagnosi e il trattamento.
Un cordiale saluto,
Dott. Virgilio De Bono.
Buongiorno ho fatto 5 fiale (x 5 giorni )di muscoril e Voltaren insieme perché ero bloccata con la schiena,il sesto giorno stavo molto meglio ma mi sentivo gonfia un po' dappertutto, il settimo giorno ho avuto febbre,nausea, vomito, dolori in tutto il corpo e crampi addominali. Può essere reazione ai farmaci oppure influenza, febbre durata un giorno, e crampi addominali per almeno tre giorni. Grazie .
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Può essere entrambe le cose, ma da come descrive l’andamento è più probabile che si sia trattato di una forma virale, tipo gastroenterite, capitata mentre stava facendo la terapia.
Muscoril e Voltaren possono dare effetti collaterali, soprattutto a livello dello stomaco e dell’intestino, come nausea, dolore addominale e gonfiore. Il diclofenac in particolare può irritare la mucosa gastrica. Il gonfiore che ha avvertito inizialmente può essere legato proprio ai farmaci.
La comparsa successiva di febbre, vomito, dolori diffusi e crampi addominali per alcuni giorni è invece più tipica di un’infezione virale intestinale che non di una reazione farmacologica vera e propria.
Se ora è tutto risolto non c’è motivo di preoccuparsi. In futuro faccia solo attenzione a questi farmaci, meglio assumerli a stomaco pieno e non prolungare troppo la terapia senza controllo medico.
Se dovessero ricomparire sintomi importanti o persistenti, allora è corretto fare una valutazione.
Ho contratto la scabbia a gennaio e da allora ho gia fatto piu volte il trattamento, sia con la crema permetrina 5% che con le compresse iverscab. Pensavo fosse passata ma il prurito è tornato allora ho fatto un altro ciclo con iverscab. 8 giorni fa ho preso la seconda dose. mi sembrava che il prurito fosse migliorato ma negli ultimi tre giorni lo sto avendo di nuovo abbastanza intenso di notte, anche con antistaminico. ho ancora la scabbia? cosa faccio?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Dopo una scabbia trattata correttamente può succedere abbastanza spesso che il prurito continui per settimane, a volte anche più a lungo, senza che l’infestazione sia ancora attiva. Questo perché la pelle e il sistema immunitario possono rimanere “reattivi” anche dopo l’eliminazione dell’acaro: si parla spesso di prurito post-scabbia. Il fatto che il prurito vada e venga, anche intenso di notte, non significa automaticamente che la terapia abbia fallito.
Quello che conta molto è capire se stanno comparendo nuove lesioni tipiche attive: cunicoli, papuline nuove soprattutto su mani, polsi, genitali, areole, addome o glutei, oppure se conviventi stretti iniziano ad avere sintomi. Se invece prevale soprattutto prurito diffuso con cute irritata o segni da grattamento, dopo più cicli di permetrina e ivermectina può esserci anche una dermatite irritativa o eczematosa legata ai trattamenti ripetuti.
Continuare a ripetere ivermectina o permetrina senza criterio spesso peggiora l’irritazione cutanea e rende ancora più difficile distinguere una scabbia attiva da una fase post-scabbiosa. In questi casi diventano importanti creme lenitive/emollienti e talvolta terapie antinfiammatorie adeguate per calmare la pelle e interrompere il circolo prurito-grattamento.
Il miglioramento iniziale seguito da “riacutizzazioni” del prurito nei giorni successivi è qualcosa che si osserva abbastanza frequentemente anche nelle forme già eradicate. Inoltre il prurito notturno, da solo, non basta per dire che la scabbia è ancora presente.
Salve
Ho il problema di due verruche plantari. Le sto combattendo da circa un anno. Inizialmente ne avevo una in zona centrale dell avampiede. Non si vedeva, infatti i primi 2 podologi che sono intervenuti hanno trattato il punto come un callo, fino ad arrivare a vedere un inizio di verruca. Probabilmente toccando tale punto se ne è indotta la seconda sempre in zona Avampiede ma nella parte laterale sotto il mignolo. Da qui ho virato verso la figura del dermatologo, il primo
è intervenuto con AZOTO TERAPIA 2 volte in due mesi non ottenendo risultati e per giunta ho iniziato a registrare un dolore e bruciore anche in assenza di carico, soprattutto la notte. Il secondo dermatologo ha effettuato due interventi con ELETTRO BISTURI in 2 mesi andando in profondità, nessun miglioramento registrato, anzi il dolore e bruciore si sono cronicizzati a tal punto da dover prendere in modo alternato TACHIPIRINA e BRUFEN. Unica cosa, con i vari interventi, le verruche sono venute in superficie, prima non erano così nitide. Ora con il terzo dermatologo abbiamo intrapreso la via conservativa ossia per le prime due settimane mi ha dato una crema DECAPAN30 da applicare la sera con DOMOPAC e la mattina dopo 10 minuti di piede in acqua tiepida effettuare CURETTEGE ed infine mettere crema ABAX. Adesso nelle prossime due settimane invece di mettere abax una volta ogni due giorni mi ha dato da mettere IMUNOCARE. Ad oggi il problema che mi affligge maggiormente è il dolore. Spero di risolvere. Vorrei un vostro punto di vista.
Grazie
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Da quello che descrive, credo che il problema principale ormai sia diventato più il dolore infiammatorio e nervoso della zona che la verruca in sé. Dopo azoto ed elettrobisturi ripetuti, soprattutto in aree plantari da carico, può instaurarsi una forte sensibilizzazione locale con bruciore anche a riposo.
L’approccio più conservativo che state facendo adesso con Decapan 30 e Imunocare mi sembra più ragionevole in questa fase, perché continuare con trattamenti aggressivi rischierebbe di aumentare ulteriormente il dolore.
Importante anche non traumatizzare troppo la zona con curettage energici e ridurre pressione e sfregamento sul piede. Spesso queste situazioni richiedono tempo e gradualità per migliorare.
Buongiorno, sono stata a contatto non pelle con pelle con un'amica che aveva contratto la scabbia. Ho indossato pero' un paio di pantaloni nuovi per pochi minuti , che aveva anche lei indossato per soltanto 3/4 minuti. Posso essere stata contagiata?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Da quello che descrive, il rischio sembra piuttosto basso. La scabbia si trasmette soprattutto tramite contatto diretto pelle-pelle prolungato e ravvicinato. Il semplice utilizzo per pochi minuti di un pantalone nuovo indossato brevemente anche da un’altra persona rende il contagio meno probabile, soprattutto in assenza di contatto diretto.
In teoria il parassita può sopravvivere per un breve periodo su tessuti o indumenti, ma la trasmissione indiretta attraverso vestiti usati per pochi minuti è molto meno frequente rispetto al contatto corporeo diretto e continuato.
Per prudenza può semplicemente lavare gli indumenti utilizzati. Se nelle settimane successive non compaiono prurito intenso, soprattutto notturno, o piccole lesioni tra dita, polsi, addome o zona genitale, è molto rassicurante.
Buongiorno, ho un problema alle gambe "cellulite bilaterale" mi forme delle bolle con liquido e sono dolorose e la pelle è come ferita,vorrei sapere che specialista devo andare per curarmi con farmaci o altro grazie.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Hai ragione, vado diretto.
Quello che descrive non è la cellulite estetica. La presenza di bolle con liquido, dolore e pelle che sembra ferita fa pensare a un problema infiammatorio o circolatorio che va valutato con attenzione.
La prima figura a cui rivolgersi è un dermatologo. In alcuni casi può essere utile anche una valutazione vascolare, soprattutto se c’è gonfiore alle gambe.
Se compaiono febbre, peggioramento rapido, dolore importante o secrezioni, è meglio non aspettare e andare in pronto soccorso.
Nel frattempo eviti di bucare le bolle o applicare prodotti a caso.
Il punto chiave è non trattarla come semplice cellulite, perché dalla descrizione potrebbe richiedere una terapia specifica. Se vuole, mi può descrivere meglio o inviare una foto per orientarmi di più.
Il mio partner ha contratto la scabbia. Nel periodo in cui stava sviluppando sintomi ma ancora senza sapere cosa fosse c’è stato un rapporto sessuale, poco dopo ha scoperto di avere la scabbia e ovviamente anche io devo fare il trattamento. Il suo dermatologo ha detto di usare un olio preparato appositamente con benzile benzoato, per 4 sere di fila. Lui poi dovrà rifare lo stesso trattamento tra una settimana, ha senso che lo rifaccia anche io avendo rischiato molto di contrarre la malattia anche se la sto prendendo in tempo? O io dovrei fare solo questo primo ciclo?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Avendo avuto un rapporto stretto e prolungato con una persona già sintomatica, è corretto considerarla un contatto ad alto rischio per Scabbia, anche se magari lei non ha ancora sintomi evidenti. In questi casi spesso si tratta il partner contemporaneamente proprio per evitare il cosiddetto “ping-pong” del contagio.
In generale, quando viene programmato un secondo ciclo a distanza di circa 7 giorni, questo non serve solo per chi ha sintomi conclamati, ma anche per eliminare eventuali acari o uova sopravvissuti al primo trattamento. Per questo motivo, molto spesso ha senso che anche il partner trattato preventivamente segua lo stesso schema completo, soprattutto in presenza di contatto molto stretto come nel vostro caso.
Detto questo, i protocolli possono cambiare leggermente in base al prodotto utilizzato, alla modalità di applicazione ed alla valutazione clinica del dermatologo. Il benzile benzoato è efficace, ma un po’ irritante per alcune pelli, quindi alcuni specialisti modulano la terapia caso per caso.
Personalmente, in una situazione come quella che descrive, troverei ragionevole che anche lei ripetesse il trattamento insieme al partner dopo una settimana, proprio per aumentare la probabilità di eradicazione completa ed evitare reinfestazioni reciproche.
Salve. Sto curando rosacea couperose con laser IPL e foto dinamica. Da ormai 6 mesi ma i rossori, le bolle e i capillari sono sempre presenti, spesso in netto peggioramento. Dovrei sospendere questi trattamenti? Perché non sono efficaci? Ho anche affiancato un’alimentazione per nutrire il microbiota, ma davvero non noto risultati.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve, se dopo sei mesi di IPL e terapia fotodinamica continua ad avere rossori, capillari evidenti e comparsa di papule o pustole, probabilmente vale la pena fare una rivalutazione complessiva del quadro. Non necessariamente significa che i trattamenti siano inutili, ma può significare che la diagnosi non sia stata inquadrata completamente oppure che vi siano fattori concomitanti che continuano ad alimentare l'infiammazione.
La rosacea è una patologia complessa e spesso multifattoriale: componente vascolare, infiammazione cronica, alterazioni della barriera cutanea, predisposizione genetica, esposizione solare, fattori ormonali e talvolta anche problematiche oculari possono contribuire al mantenimento dei sintomi. Inoltre, non tutti i laser o tutti i protocolli sono ugualmente efficaci per ogni tipo di rosacea.
Anche il microbiota è un argomento molto interessante, ma nella pratica clinica raramente rappresenta da solo la soluzione del problema. Molti pazienti seguono diete molto rigorose senza ottenere miglioramenti significativi perché il quadro è sostenuto da più meccanismi contemporaneamente.
Prima di sospendere i trattamenti, sarebbe opportuno capire se vi sia stato almeno un miglioramento parziale documentabile rispetto alla situazione iniziale e verificare che il protocollo utilizzato sia realmente quello più adatto al suo caso specifico.
Spesso una valutazione dermatologica approfondita, con analisi delle fotografie prima e dopo i trattamenti e della terapia domiciliare utilizzata quotidianamente, permette di individuare aspetti che possono essere ottimizzati. Nella mia esperienza, quando una rosacea non risponde come previsto, è proprio il momento in cui occorre rivedere la strategia terapeutica nel suo insieme e non limitarsi ad aggiungere ulteriori sedute.
Un cordiale saluto,
Dott. Virgilio De Bono.
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