Domande del paziente (205)

    Domande su Herpes zoster

    Buonasera, ho notato una macchia rosacea sull'addome, e una serie di macchioline raggruppate a livello della scapola
    Ho pensato a una forma di herpes e ho applicato aciclovir, poi sono riuscita ad avere una visita, mi hanno diagnosticato Zona,e sto e ho iniziato a prendere
    Valaciclovir aurovitas. Dopo 5 giorni, prima prendevo aciclosina che è per vari tipi di herpes, ma è meno forte.Ho detto che non ho mai avuto nè dolore nè prurito, volevo sapere quale può essere il decorso. Grazie.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dr. Virgilio De Bono

    Se la diagnosi è realmente Herpes Zoster, il fatto di non avere dolore o prurito è possibile, anche se meno frequente. Esistono forme più lievi o atipiche, soprattutto se trattate abbastanza precocemente con antivirali. Il Valaciclovir è una terapia più specifica ed efficace rispetto all’aciclovir topico o ad altri antivirali meno mirati.

    Il decorso generalmente porta prima alla stabilizzazione delle lesioni, poi alla formazione di crosticine e infine alla lenta scomparsa nell’arco di alcune settimane. La cosa importante è che non continuino a comparire nuove vescicole dopo i primi giorni di terapia.

    L’assenza di dolore è sicuramente un elemento favorevole anche rispetto al rischio di nevralgia post-erpetica. Rimane però importante monitorare l’evoluzione clinica, perché alcune forme possono inizialmente sembrare uno zoster ma avere caratteristiche differenti. Se le lesioni dovessero estendersi, cambiare aspetto o non migliorare progressivamente, è opportuna una nuova rivalutazione dermatologica.


    Domande su Rosacea

    Salve esiste una crema similare a efacti crema , che abbia gli stessi benefici ??

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dr. Virgilio De Bono

    Salve,

    esistono diverse formulazioni che possono avere finalità simili a Efacti, ma non sempre sono realmente sovrapponibili perché spesso cambiano le concentrazioni dei principi attivi, il veicolo e soprattutto l'indicazione specifica per cui vengono utilizzate.

    Per questo motivo, prima di sostituire un prodotto, è importante capire quale beneficio stesse cercando di ottenere (ad esempio acne, rosacea, macchie, seborrea, pelle sensibile o altro), perché due creme apparentemente simili possono dare risultati molto diversi.

    Con poche informazioni aggiuntive o con una valutazione delle fotografie è generalmente possibile individuare l'alternativa più adatta ed evitare acquisti poco utili o prodotti non realmente equivalenti.

    Cordiali saluti,

    Dott. Virgilio De Bono


    Domande su Allergia

    Salve, ho un'orticaria diffusa in tutto il corpo. Sto assumendo Kestine 10 alla mattina,posso prenderlo anche la sera se ho prurito?

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dr. Virgilio De Bono

    Salve, in alcuni casi di orticaria il dosaggio degli antistaminici può essere aumentato anche a due somministrazioni al giorno, ma questo va valutato in base alla situazione clinica generale, all’età e ad eventuali altre terapie o patologie. In linea generale, assumere una seconda compressa di Kestine 10 mg la sera può essere possibile se il prurito persiste, ma è comunque consigliabile confrontarsi con il proprio medico curante o con lo specialista che la segue, soprattutto se i sintomi sono molto diffusi o persistenti.


    Domande su Rosacea

    Sto assumendo Efracea 40 mg da 40 giorni per rosacea oculare ma ancora non vedo alcun miglioramento anzi da due giorni ho gli occhi molto rossi e gonfi e non migliorano neanchecon il cortisone (Alfaflor collirio).Sto pensando di sospendere Efracea.Che crema potrei usare per gli occhi per diminuire il rossore ed il gonfiore?

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dr. Virgilio De Bono

    Buongiorno, se sta assumendo Efracea da circa 40 giorni senza alcun beneficio e negli ultimi giorni nota addirittura un peggioramento con occhi molto rossi e gonfi, è opportuno rivalutare la diagnosi e la terapia. La rosacea oculare, infatti, può richiedere anche 6-8 settimane prima di mostrare un miglioramento significativo, ma un peggioramento importante non dovrebbe essere ignorato.

    Inoltre, non tutto ciò che appare come "rosacea oculare" lo è realmente: blefariti, disfunzione delle ghiandole di Meibomio, allergie, congiuntiviti croniche o altre condizioni oculari possono presentarsi in modo simile e richiedere trattamenti differenti.

    Per quanto riguarda le creme, bisogna essere molto cauti nella zona perioculare. Applicare prodotti non specifici vicino agli occhi può talvolta peggiorare irritazione e rossore. Prima di aggiungere nuove creme sarebbe preferibile capire se il problema è infiammatorio, allergico o legato a una disfunzione delle ghiandole palpebrali.

    Le consiglierei quindi una rivalutazione oculistica o dermatologica prima di sospendere autonomamente la terapia. Spesso una visita accurata o anche immagini ben eseguite delle palpebre e della congiuntiva consentono di orientare meglio il trattamento ed evitare di proseguire per settimane con una terapia poco efficace.

    Un cordiale saluto,

    Dott. Virgilio De Bono.


    Domande su Scabbia

    Salve a tutti
    Ho contratto la scabbia in clinica credo quando ho partorito la mia bimba.
    Il dermatologo mi ha dato skub plus x una settimana e zolfo prima e dopo trattamento come sapone.
    A me una settimana. I membri della famiglia trattamento preventivo ma solo x due gg.
    Lavo a 60’
    Tutte le lenzuola e indumenti con la quale sn stata a contattalo ancora oggi che sono al 5 gg di cura.
    Chiaramente allattando non posso assumere altro a detta del mio dermatologo
    Passo aspira acari sui materassi e divano con filtro heap e dopo vaporella
    Anche su oggetti bagno cucina ecc..
    Mi chiedevo, i miei bambini specie la neonata di due mesi corrono kmq il rischio di infettarsi? Nonostante la cura preventiva e tutta qst prassi che faccio ogni gg?
    Posso fare altro ?

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dr. Virgilio De Bono

    Capisco la sua preoccupazione, soprattutto avendo una neonata così piccola, ma da quello che descrive mi sembra che stia già facendo una gestione molto accurata della situazione. Onestamente, probabilmente anche più del necessario.

    La Scabbia si trasmette soprattutto tramite contatto stretto e prolungato pelle-pelle, molto più che attraverso gli oggetti. Lavare biancheria e indumenti utilizzati recentemente a 60° è corretto, così come trattare i conviventi stretti secondo le indicazioni del dermatologo. Però sanificare continuamente tutta la casa, passare vapore su bagno, cucina, oggetti o usare quotidianamente procedure molto intense spesso aggiunge più stress che reale beneficio.

    Se i familiari hanno già fatto il trattamento preventivo e lei è in terapia, il rischio si riduce molto. Nei bambini piccoli, inclusa la neonata, è comunque possibile che compaiano lesioni se il contagio fosse già avvenuto prima dell’inizio della terapia, perché la scabbia ha un periodo di incubazione che può durare anche settimane. Questo però non significa che la terapia non stia funzionando.

    Un altro aspetto importante è che prurito e sensibilità cutanea possono continuare anche dopo una cura efficace, senza che questo significhi infestazione attiva. Molti pazienti si allarmano perché continuano a grattarsi o a percepire fastidi per giorni o settimane.

    Continui a seguire le indicazioni del dermatologo, eviti però di entrare in una spirale di disinfezioni continue, perché spesso non sono necessarie. Osservi semplicemente se nei bambini dovessero comparire nuove lesioni tipiche, prurito persistente o irritabilità insolita, soprattutto nelle settimane successive.


    Domande su Lichen

    Salve soffro di lichen atrofico vulvare e personale. La dermatologa mi ha dato la terapia con il travocort. Nella zona vulvare ho risolto abbastanza mentre nella zona perianale no. Come potrei risolvere almeno parzialmente in questa zona? Grazie

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dr. Virgilio De Bono

    Nel lichen sclero-atrofico la zona perianale può essere più resistente alle terapie rispetto a quella vulvare, soprattutto per umidità, attrito e irritazione continua. Il Travocort può aiutare nelle fasi iniziali infiammatorie, ma spesso non basta da solo per controllare bene la componente perianale.

    In questi casi è importante usare creme adeguate e molto delicate, evitando prodotti aggressivi o irritanti. Possono essere utili creme barriera/emollienti per proteggere la cute e ridurre sfregamento e bruciore, associate a terapie antinfiammatorie più mirate quando necessarie. Anche detergenti troppo forti, carta igienica aggressiva o umidità persistente possono peggiorare molto i sintomi.

    Con una terapia corretta e costante spesso si riesce almeno a migliorare sensibilmente prurito, bruciore e fissurazioni anche nella zona perianale.


    Sono un ragazzo di 27 anni, 63 kg, non bevo, non fumo, attento all'alimentazione sana ed equilibrata, sono sempre stato sportivo tranne gli ultimi 2 anni di grande sedentarietà. Recentemente ho effettuato analisi e ho riscontrato omocisteina - 18.1, colesterolo TOT - 231, col HDL - 73, col LDL - 133, trigliceridi - 122, bilirubina alta (mi è stato detto S. Gilbert), vit B12 - 266, acido folico - 7.8, vit B6 - 28.4, lipo (a) - 27.8, vitamina D3 - 22 È una situazione da controllare? Ci sono rischi per quanto riguarda omocisteina e LDL? Grazie.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dr. Virgilio De Bono

    Sì, è una situazione da controllare ma non preoccupante nel breve termine.
    L’omocisteina a 18.1 è alta e va corretta perché è un fattore di rischio cardiovascolare; il valore è verosimilmente legato alla vitamina B12 a 266, che è borderline bassa nonostante folati e B6 siano adeguati.
    Il colesterolo totale a 231 con LDL a 133 è borderline, ma l’HDL a 73 è protettivo, quindi il rischio complessivo resta basso alla tua età; i trigliceridi sono nella norma.
    La vitamina D a 22 è insufficiente e va corretta.
    La bilirubina alta compatibile con la Sindrome di Gilbert è una condizione benigna e non comporta rischi.
    In sintesi: c’è margine di miglioramento su omocisteina, B12, LDL e vitamina D, ma non è una situazione pericolosa se gestita.


    UN INFERMIERE MI AVEVA CONSIGLIATO DI ASSUMERE TORADOL FIALE ANCHE PER VIA ORALE E' GIUSTO?

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dr. Virgilio De Bono

    non è una via di somministrazione corretta ma non ha fatto danno.


    Domande su Acne

    Salve, seguo una terapia con tetralysal e acnatac e integratori ormonali , oramai sono passati 2 mesi, manca l'ultimo mese di terapia però in viso sono ancora presenti macchie post brufoli arrossate, so che si sta avvicinando l'estate .Pensavo di aggiungere un supporto come la niacinamide che non è un acido troppo invasivo. potrebbe andare? grazie

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dr. Virgilio De Bono

    La Niacinamide può effettivamente essere un buon supporto in una situazione come la sua, soprattutto per aiutare la pelle a gestire rossori post-infiammatori, sensibilità e barriera cutanea alterata dopo terapia per acne. In genere è ben tollerata, non è fotosensibilizzante come alcuni acidi e può avere un’azione lenitiva, sebo-regolatrice e di supporto sulle macchie post-brufolo ancora arrossate.

    Bisogna però considerare che dopo due mesi di terapia con Tetralysal e Acnatac la pelle può essere ancora piuttosto reattiva, soprattutto avvicinandosi all’estate. Le macchie rosse post-acne spesso richiedono tempo per schiarirsi e non sempre spariscono immediatamente con la fine dei brufoli attivi.

    In questo periodo diventa fondamentale anche la protezione solare quotidiana, perché sole e calore possono mantenere più a lungo il rossore residuo e favorire pigmentazioni persistenti. La niacinamide può essere una scelta più delicata rispetto ad altri attivi esfolianti, purché introdotta gradualmente e con formulazioni non troppo aggressive o troppo concentrate se la pelle è sensibile.

    Naturalmente, se dovesse notare aumento di bruciore, irritazione o desquamazione, conviene rallentare un po’ con gli attivi, perché spesso in acne il rischio è voler accelerare troppo il recupero cutaneo irritando ulteriormente la pelle.


    Salve, vorrei sapere in che percentuale i laser eliminano: cicatrici atrofiche da acne/varicella, efelidi e macchie bianche.
    Ho fatto diverse volte questa domanda e nessuno mi ha risposto con percentuali, e mi ha dato risposte adeguate e visto che non posso rispondere alle risposte dei medici, sono costretta a richiedere molte volte. Se non rispondete adeguatamente non perdete tempo inutilmente!

    vorrei sapere anche la percentuali di eliminazione cicatrici atrofiche da acne/varicella di Tesla Med Ion stream 680 Pro. Ripeto percentuale, non rispondete diversamente

    Vorrei sapere se ci sono studi clinici che dicono che il laser sia più efficace di Tesla Med Ion stream 680 Pro per percentuale eliminazione cicatrici atrofiche da acne/varicella,l se possibile avere link a riguardo

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dr. Virgilio De Bono

    Per le cicatrici atrofiche da acne o varicella, i laser frazionati ablativi come CO₂ o Er:YAG danno un miglioramento medio tra 40% e 75%, con la maggior parte dei risultati intorno al 50–60%; la rimozione completa non è possibile.
    Per le efelidi, i laser pigmentari raggiungono una rimozione tra 70% e 100%, ma con recidiva frequente nel tempo se non si evita il sole.
    Per le macchie bianche (ipopigmentazioni), l’efficacia dei laser è bassa, generalmente tra 0% e 30%, spesso con risultati instabili o nulli.
    Per il Tesla Med Ion Stream 680 Pro, non esistono studi clinici pubblicati con percentuali validate; quindi la percentuale è non disponibile, e una stima realistica non dimostrata è circa 10%–30%.
    Non esistono studi diretti di confronto, ma i laser hanno evidenze cliniche fino a 75% di miglioramento, risultando quindi più efficaci e validati per le cicatrici atrofiche.


    Domande su Verruche

    Sto trattando delle verruche alle mani con applicazioni di actikerall, che ho temporaneamente sospeso per reazione locale con bruciore-dolore e microlesioni. Ho applicato Most crema con beneficio. Dopo quanto posso riprendere l’applicazione?
    Uso spesso i guanti per lavoro.
    tenere un cerotto di protezione per evitare l’auto inoculazione può ostacolare la guarigione ?
    Il virus HPV quanto resiste sulle superfici e sugli indumenti? Il lavaggio semplice degli indumenti e l’asciugatura sono sufficienti?

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dr. Virgilio De Bono

    In presenza di una reazione infiammatoria importante con bruciore, dolore e microlesioni, in genere è opportuno attendere che la pelle si sia almeno in buona parte riepitellizzata prima di riprendere l’Actikerall. Spesso possono bastare alcuni giorni, talvolta una settimana circa, ma dipende molto dall’intensità della reazione locale. Se la cute è ancora arrossata, fissurata o dolente, riprendere troppo presto rischia di aumentare irritazione e infiammazione senza migliorare realmente l’efficacia del trattamento.

    L’uso di una crema lenitiva/riparatrice come Most può aiutare in questa fase di recupero. Quando la pelle sarà più tranquilla, si può anche valutare una ripresa più graduale del trattamento, ad esempio con applicazioni meno frequenti, se la cute tende a irritarsi molto.

    Per quanto riguarda i guanti, il problema principale è che umidità, sfregamento e occlusione possono aumentare la sensibilizzazione della zona trattata. Sarebbe utile, quando possibile, mantenere la mano asciutta e ridurre la macerazione.

    Un piccolo cerotto protettivo può avere senso soprattutto per limitare traumatismi o contatti diretti, e non ostacola necessariamente la guarigione se non crea troppa occlusione continua. Anzi, in alcuni casi può ridurre il rischio di disseminazione meccanica del virus nelle aree vicine tramite microtraumi o grattamento. Meglio però medicazioni traspiranti e cambiate frequentemente, evitando ambienti troppo umidi sotto il bendaggio.

    L’HPV responsabile delle verruche può sopravvivere per un certo periodo sulle superfici, soprattutto in ambienti umidi, ma nella vita quotidiana il contagio dipende molto anche dalla presenza di microlesioni cutanee e dal contatto ripetuto. Il normale lavaggio degli indumenti è generalmente considerato sufficiente; anche l’asciugatura contribuisce ulteriormente a ridurre la vitalità virale. Non è normalmente necessario adottare misure estreme di disinfezione domestica. Naturalmente è prudente non condividere asciugamani, lime o strumenti utilizzati sulla verruca.


    Domande su Nevo

    ho 79 anni, pochi gioni fa, ad una visita di controllo dermatologica mi e' stato segnalato sul dorso sinistro del naso una "lesione eritematosa sospetta ( sBCC vs cheratosi attinica )", "percui si prescrive LC-OCT/microscopia confocale
    Sono perplesso perche' 7-8 anni fa si vedeva come oggi questa piccola zona di pelle rosa e da allora non e' cambiata.
    L'allora dermatologo di fiducia mi disse di tener sotto controllo per eventuali variazioni che non sono mai emerse.
    Un anno orsono avevo fatto una visita di controllo e' l'allora dermatologo non noto' niente di paricolare, oltre ad un neo blu al centro del cuoio capelluto.
    La mia domanda..... e' plausibile il sospetto del dermatologo odierno ? Grazie

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dr. Virgilio De Bono

    Una lesione rosa stabile da 7–8 anni, senza crescita evidente, ulcerazioni, sanguinamento o cambiamenti significativi, rende meno tipico un Carcinoma basocellulare evolutivo o aggressivo. Anche molte Cheratosi attinica nel tempo tendono almeno leggermente a modificarsi, diventando più ruvide, squamose o evidenti.

    Detto questo, il sospetto espresso dal dermatologo non è necessariamente infondato, perché alcune forme superficiali di basalioma possono restare molto lente e apparentemente stabili anche per anni, soprattutto in aree delicate come il naso, dove spesso si preferisce mantenere un atteggiamento prudente. Oggi inoltre molti specialisti tendono ad approfondire maggiormente lesioni dubbie grazie alla disponibilità di esami non invasivi come LC-OCT e microscopia confocale.

    Nel suo caso, però, dal racconto che fa, il fatto che la lesione sia invariata da molti anni e che altri dermatologi non abbiano osservato particolari elementi di allarme rende verosimilmente meno probabile qualcosa di realmente preoccupante. L’approfondimento richiesto appare quindi più come un eccesso di prudenza diagnostica che come un segnale di forte sospetto clinico.

    La cosa positiva è che LC-OCT e microscopia confocale sono esami non invasivi che spesso permettono di chiarire il dubbio senza dover ricorrere direttamente a biopsie o interventi inutili.


    Domande su Alopecia

    Ho 24 anni e scrivo per avere un chiarimento riguardo alla situazione dei miei capelli.

    Ho sempre avuto capelli folti, lisci e in buono stato, che porto anche abbastanza lunghi. Da ottobre 2025 a febbraio 2026 ho lavorato come magazziniere presso Amazon in turno notturno, in un contesto molto stressante e fisicamente impegnativo, mangiavo poco e male e dormivo poco e male e non prendevo mai sole. Durante quel periodo ho sviluppato per la prima volta dei sintomi al cuoio capelluto (prurito e piccole lesioni inizialmente interpretate come brufoletti), successivamente diagnosticati come dermatite seborroica. Il primo dermatologo mi ha prescritto uno shampoo specifico chiamato Melis e Zirtec, con un integratore biotina che non ho preso pesando non fosse necessario e pensando di risparmiare dei soldi. La dermatite seborroica dopo l’utilizzo di questi due farmacia è svanita in circa una settimana.


    Successivamente ho proseguito le cure, ma ho iniziato a notare un possibile diradamento dei capelli nella zona frontale e del vertice, ma forse un po’ in tutta la testa mentre la nuca sembra non essere coinvolta. Per questo motivo ho consultato un secondo dermatologo, che ha formulato diagnosi di alopecia androgenetica basandosi principalmente sull’osservazione della mia attaccatura, osservandone piuttosto superficiale a mio parere e dandomi decine di cose da prendere integratori e vari e shampoo specifici.

    Considerando la mia età (24 anni), la comparsa relativamente improvvisa del diradamento e la coincidenza temporale con il periodo di dermatite seborroica e forte stress lavorativo, ho deciso di approfondire ulteriormente la situazione.

    Mi sono quindi rivolto a un altro studio specialistico dove è stata confermata la diagnosi di alopecia androgenetica tramite tricoscopia. In quell’occasione mi è stata proposta la seguente terapia:

    * Minoxidil orale 3 mg
    * Finasteride topica 0,5% (schiuma)
    * Integratore a base di cisteina, metionina, CoQ10, vitamine A ed E e altri componenti

    Mi è stato inoltre richiesto un controllo cardiologico con ECG prima di iniziare il minoxidil orale, e un controllo dopo 6 mesi per vedere se ci sono stati benefici. La mia situazione sembrerebbe essere lieve a detta della dottoressa.

    Sono uscito da questa visita con molti dubbi e una forte preoccupazione. Nonostante io sia uno stile di vita sano (non fumo, non bevo, pratico sport e curo l’alimentazione), ma mi è stato prospettato un trattamento continuativo nel tempo per mantenere la situazione stabile. Ho comunque 24 anni e ho i miei periodi di stress causa università o causa lavoro che ho fatto come quello in Amazon, nulla di troppo eccessivo.

    Mia mamma ha 49 anni e solo da due anni da ha notato un po di diradamento di capelli ma è in menopausa quindi è normale. Mio papà ha 50 anni e da quando che ha 40 anni che ha notato un diradamento dei suoi capelli, tutt’oggi ha ancora capelli in testa diradati si, ma li ha sempre tenuti corti quindi non è una stazione disastrosa. Vista l’età dei mie genitori mi sembra assurdo dovermi io iniziare a preoccuparmi di una malattia del genere a questa età (24 anni) considerando anche l’idea che prima o poi quasi tutti gli uomini iniziano ad avere questo tipo di problema ma magari dai 40 anni in sui proprio come mio papà.

    Vorrei quindi chiedere ulteriori pareri sulla diagnosi e sul rapporto tra dermatite seborroica, stress e diradamento dei capelli, oltre a chiedere se veramente dovrò prendere Minoxidil e finasteride a vita a partire dai miei 24 anni.

    Se interrompo il trattamento con Minoxidil e Finasteride, la caduta dei capelli riprenderà dal punto in cui si era fermata grazie ai farmaci, oppure perderò rapidamente i benefici acquisiti tornando alla situazione estetica che avrei avuto se non avessi mai iniziato la cura?

    Questi due farmaci causano dipendenza per il mio cuoio capelluto? Come dire? Senza di essi i miei capelli non ci potranno più stare? Saranno sempre più deboli fino a scomparire?

    L’idea di dovermi impasticcare di farmaci dai miei 24 anni per la vita mi distrugge.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dr. Virgilio De Bono

    Quello che le è stato spiegato, nel complesso, è abbastanza corretto e coerente con una situazione iniziale di Alopecia androgenetica lieve. Da quello che racconta, probabilmente si sono sovrapposti due fenomeni: da una parte un importante stress fisico e psicologico con alterazione del sonno, alimentazione e ritmi biologici, che può sicuramente aver peggiorato la qualità e la densità dei capelli; dall’altra una predisposizione genetica di base probabilmente già presente, anche se non particolarmente aggressiva.

    Molti ragazzi scoprono l’alopecia androgenetica proprio dopo periodi di forte stress o dermatite seborroica, non perché lo stress “crei” l’alopecia, ma perché accelera o rende visibile una predisposizione che prima era molto compensata. Il fatto che suo padre abbia iniziato a diradarsi più tardi non esclude nulla: la genetica dei capelli è molto complessa e non segue sempre lo stesso schema familiare lineare.

    La cosa importante però è che lei descrive una situazione lieve, non devastante, e questo cambia molto la prospettiva. Oggi spesso si tende ad intervenire precocemente proprio perché i risultati sono migliori nelle fasi iniziali e perché si cerca più di mantenere che di “recuperare” capelli già persi da anni.

    Per quanto riguarda la terapia, bisogna anche ridimensionare un po’ la paura. Minoxidil e Finasteride, soprattutto nelle formulazioni moderne e ben monitorate, non sono “farmaci pesanti” nel senso in cui spesso vengono immaginati online. Il controllo cardiologico prima del minoxidil orale è una prudenza assolutamente normale e corretta, non perché il farmaco sia pericoloso nella maggior parte dei giovani sani.

    Non si crea una “dipendenza” del cuoio capelluto. Semplicemente questi trattamenti aiutano a mantenere capelli che geneticamente tenderebbero lentamente a miniaturizzarsi nel tempo. Se un giorno lei interrompesse le cure, non succederebbe che i capelli diventano improvvisamente dipendenti o peggiori per colpa del farmaco: semplicemente il quadro tornerebbe gradualmente verso l’evoluzione naturale che avrebbe avuto senza trattamento. Quindi il farmaco non “rovina” il capello; semmai mantiene più a lungo una situazione migliore.

    Va anche detto che non tutti devono necessariamente fare terapie aggressive o identiche per tutta la vita. A 24 anni, con un quadro lieve, si può anche ragionare in modo graduale, capire come evolve la situazione, monitorare nel tempo e valutare eventuali approcci più soft o modulati. In alcuni casi migliorare stress, sonno, dermatite seborroica e stile di vita già aiuta parecchio l’aspetto globale dei capelli.

    Il consiglio che darei è di non vivere questa diagnosi come una condanna o come l’inizio di una vita “attaccato ai farmaci”. Oggi l’alopecia androgenetica lieve si gestisce spesso molto meglio di quanto si pensi, e soprattutto nel suo caso non mi sembra il quadro di una persona destinata a diventare calva rapidamente nel giro di pochi anni.


    Domande su macchie della pelle

    Gentili Dottori,
    mi é comparsa una macchietta tipo lenticchia di colore marrone chiaro,bordi regolari,leggermente rialzata e liscia.Non ho alcun fastidio,cosa potrebbe essere?Ho 63 anni,uomo e non prendo sole,non ho nei e carnagione chiara.Grazie ,cordiali saluti
    Grazie ant

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dr. Virgilio De Bono

    Salve, da come la descrive potrebbe trattarsi verosimilmente di una cheratosi seborroica o di una lentigo senile, lesioni cutanee molto comuni e generalmente benigne che possono comparire con l’età anche in persone che non si espongono molto al sole. Il fatto che abbia bordi regolari, colore uniforme e assenza di sintomi è rassicurante, ma una valutazione dermatologica diretta, eventualmente con dermatoscopia, resta comunque consigliabile per confermare la natura della lesione ed escludere altre problematiche cutanee. Cordiali saluti.


    Domande su Balanite

    Salve
    Ho 53 anni
    Dopo un rapporto anale non protetto sul glande mi è apparso un rossore e un poco di prurito (dopo 2 gg) ed una pesantezza al glande. Ho provato travocort, Gentalyn beta, auromicina , pomata all ossido di zinco . Dopo una settimana alla.masturbazione si è praticamente staccata la pelle dal glande , con un poco di dolore ma non brucia e non fa male.
    Solo rossissima e con queste sfaldatue.
    Sono andato dal dermatolo che mi ha diagnosticato una balanite da trauma
    Mi ha prescritto Cicatridina pomata, Cicatridina detergente e Cicatrisina pillole x 15 gg. Sono al 5 gg ma non ci sono miglioramenti. Ripeto, ne brucia ne prurito...solo un minomo fastidio, ma non sempre, che non so spiegare bene
    Cosa mi consigliate e cosa può essere accaduto? Esami tutti ok

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dr. Virgilio De Bono

    La Gentalyn Beta sul glande personalmente la eviterei, perché il cortisone in quella zona molto delicata spesso peggiora la desquamazione e può dare proprio quell’effetto di pelle che si assottiglia e si “sfalda”. Dal racconto sembra più una forte irritazione/trauma della mucosa, probabilmente aggravata anche dai vari prodotti applicati uno dopo l’altro.

    Il fatto che non abbia dolore importante, bruciore intenso, secrezioni o ulcerazioni vere è abbastanza rassicurante. Quella “pelle che si stacca” spesso è la mucosa infiammata che desquama dopo il trauma e dopo l’uso di creme irritanti o cortisoniche.

    Cicatridina può andare bene come supporto cicatrizzante, ma cinque giorni sono pochi perché il glande torni normale, soprattutto se la zona continua a essere stressata o manipolata. Io eviterei per qualche giorno masturbazione, sfregamenti e continui cambi di pomate, detergendo il meno possibile e in maniera molto delicata.

    Se invece il rossore aumenta, compaiono taglietti, secrezioni, cattivo odore, vescicole oppure non migliora nelle prossime 1-2 settimane, allora sarebbe opportuno un controllo venereologico con eventuali tamponi, anche perché dopo un rapporto non protetto alcune infezioni possono presentarsi inizialmente in modo molto sfumato.


    Domande su Caduta Capelli

    A 75 anni si può usare Minoxidil può funzionare ancora?

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dr. Virgilio De Bono

    Buongiorno,

    in alcuni casi il minoxidil può essere efficace anche a 75 anni. Più che l’età, conta la presenza di follicoli ancora attivi: se sono presenti capelli assottigliati o miniaturizzati, è possibile ottenere un miglioramento della densità e dello spessore. Se invece la zona è completamente glabra da molti anni, i risultati tendono a essere più limitati.

    Prima di iniziare una terapia è comunque importante valutare il tipo di alopecia, l’estensione del diradamento e le eventuali patologie o terapie concomitanti.

    Una valutazione specialistica, anche tramite consulenza online con fotografie adeguate, può aiutare a capire se il minoxidil abbia concrete possibilità di successo nel suo caso e quali siano le alternative più adatte.

    Cordiali saluti.
    Dott. Virgilio De Bono


    Domande su Cheratosi attinica

    Buongiorno, su consiglio del dermatologo ho trattato una cheratosi attinica sul viso con tolerak. Purtroppo oltre due mesi dopo la fine del trattamento la pelle risulta ancora arrossata. Sono preoccupata. Quale può essere la causa e soprattutto il rossore non diventerà permanente?

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dr. Virgilio De Bono

    Il rossore persistente dopo Tolerak può succedere, soprattutto sul viso e nelle pelli più sensibili. Il farmaco provoca volutamente un’infiammazione importante per distruggere le cellule alterate della cheratosi attinica e in alcuni pazienti l’eritema può durare anche diverse settimane o mesi. Non significa automaticamente che diventerà permanente.

    Detto questo, personalmente per molte cheratosi attiniche del viso preferisco spesso il laser, soprattutto quando la lesione è ben localizzata, perché consente un trattamento più controllato, spesso con guarigione più rapida e minore infiammazione protratta rispetto a trattamenti topici molto aggressivi. Naturalmente dipende dal tipo di cheratosi, dalla profondità e dal numero di lesioni.

    In questa fase è importante proteggere molto bene la zona dal sole, evitare prodotti irritanti e far rivalutare la pelle se il rossore resta molto acceso, compaiono croste persistenti o la zona non migliora gradualmente nel tempo.


    Domande su Follicolite

    È più di un mese che tratto con crema maskrym clindamicina una follicolite al cuoio capelluto, e non va via . appena non la metto per 3 giorni ritorna . Mi riempio di brufoletti fitti nelle tempie e nuca . Consideri il fatto che tengo i capelli corti corti nei lati delle tempie quindi ogni tot li rado con rasoio x capelli . Che puntualmente disinfetto con alcool ? Come devo fare ?

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dr. Virgilio De Bono

    Potrebbe trattarsi di una follicolite batterica cronica, ma nelle zone tempie e nuca con capelli rasati molto corti vedo spesso anche pseudofollicolite da rasatura o forme irritative che tendono a recidivare continuamente. Il fatto che migliori con clindamicina e poi ritorni appena la sospende fa pensare che il problema non sia stato realmente risolto oppure che continui il trigger locale della rasatura molto aggressiva. Anche se disinfetta il rasoio con alcool, il microtrauma continuo della lama può mantenere l’infiammazione.

    È una patologia che tratto molto frequentemente e che bisogna saper prendere bene, spesso non basta la sola crema antibiotica. In molti casi si associano mousse o lozioni specifiche, shampoo mirati e modifiche del tipo di rasatura. Nei casi recidivanti il laser può aiutare molto perché riduce il trauma follicolare continuo e quindi le recidive. Va comunque distinta bene da forme più profonde o cicatriziali che richiedono approcci differenti.


    Domande su Ustioni

    Buongiorno è normale ustione dita mano a distanza di due mesi dalla evento che vengono vesciche sullr ditta ustione 2 grado

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dr. Virgilio De Bono

    Non è considerato normale che a distanza di due mesi continuino a comparire vesciche su un’ustione di secondo grado, soprattutto se il fenomeno si ripete. Può esserci ancora una fragilità importante della nuova pelle, ma la zona va rivalutata perché potrebbe trattarsi di una guarigione non completa, di una dermatite irritativa o di una sovrainfezione. Eviti di rompere le bolle e protegga bene la cute da sfregamenti, detergenti aggressivi e traumi. Se continua a recidivare è opportuna una visita dermatologica o chirurgica di controllo.


    Domande su Herpes zoster

    Buongiorno, da una settimana è comparso dolore forse e bruciore al fianco sinistro ,ho fatto il test Herpes varicella zoster igM che è risultato negativo ma stamattina sono comparse delle puntine . Cosa potrebbe essere? Sto facendo per il dolore punture dicloreum e muscoli. Potrebbe l'esito dell'esame errato?Grazie

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dr. Virgilio De Bono

    Buongiorno, senza vedere le lesioni è difficile capire con precisione, ma da quello che descrive l’Herpes Zoster resta comunque una possibilità, perché nelle fasi iniziali può dare dolore/bruciore anche diversi giorni prima della comparsa delle vescicole e gli IgM possono risultare negativi, soprattutto all’inizio o in alcuni pazienti.

    Le “puntine” andrebbero viste bene: distribuzione, lato interessato, presenza di vescicole o arrossamento sono elementi molto importanti.

    Le consiglierei di inviare delle foto nitide della zona interessata e di effettuare una valutazione medica il prima possibile, soprattutto se le lesioni stanno aumentando o il dolore è importante, perché un eventuale trattamento antivirale è più efficace se iniziato precocemente.


Autore

medico estetico, medico di medicina generale, dermatologo

Domande più frequenti

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