Domande del paziente (205)

    Domande su Dolore

    Se ho preso nurofen alle 16 a che ora posso prendere l'oki stasera? Grazie
    Ho preso anche Voltaren pomata

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dr. Virgilio De Bono

    Buonasera, Nurofen (ibuprofene) e OKi (ketoprofene) appartengono alla stessa categoria di farmaci (FANS). In generale è preferibile non associarli né alternarli a breve distanza, perché aumenta il rischio di effetti indesiderati gastrointestinali, renali e cardiovascolari senza ottenere necessariamente un beneficio maggiore.

    La pomata Voltaren ha un assorbimento sistemico molto più basso e di solito non rappresenta un problema rilevante in questo contesto.

    Per sapere se può assumere OKi stasera è importante conoscere la dose di Nurofen assunta, la sua età, eventuali problemi di stomaco, reni o pressione e il motivo per cui sta assumendo questi farmaci. In molti casi è preferibile continuare con lo stesso antinfiammatorio piuttosto che passare a un altro della stessa classe.

    Se il dolore è importante o persistente, una valutazione più completa della situazione clinica consente di indicare la strategia più appropriata e sicura anche a distanza.


    Salve, endofit ic ( che contiene aswaganda) interferisce con rivotril ? Grazie.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dr. Virgilio De Bono

    Buonasera, in linea generale non sono note interazioni gravi tra l'ashwagandha e il clonazepam (Rivotril), ma è possibile che l'associazione aumenti alcuni effetti come sonnolenza, sedazione, riduzione della vigilanza o senso di stanchezza, soprattutto nei soggetti più sensibili.
    Se assume Rivotril regolarmente, è prudente iniziare eventuali integratori contenenti ashwagandha con cautela e valutare come reagisce l'organismo nei primi giorni. Bisogna prestare particolare attenzione se si guidano veicoli o si svolgono attività che richiedono concentrazione.
    In assenza di altri farmaci o particolari condizioni mediche, l'associazione è generalmente ben tollerata, ma se dovessero comparire eccessiva sonnolenza, capogiri o sensazione di rallentamento è opportuno sospendere l'integratore e confrontarsi con il medico curante.
    Per una valutazione più precisa sarebbe utile conoscere il dosaggio del Rivotril e il motivo per cui viene assunto.


    Sono una ragazza di 26 anni, ho un problema di acne ormonale ormai dal 2023. Ho cambiato diverse pillole anticoncezionali, prendo la daily prev ormai da 6 mesi. Nonostante le pillole mirate con alti e bassi continuano a presentarsi cisti dolorose e che ci mettono un bel po' a sparire. Ho provato tetralysal, integratori come inoak, creme, retinoidi, peeling (secondo me troppo leggeri) ma niente. Il numero di bolle non è alto, ma è fastidioso trovarsi con almeno sempre una bolla profonda sul viso. Cosa posso provare ancora? Mi sembra che la zona attiva sia sempre la stessa, esiste un modo per "spegnerla"?
    Grazie mille in anticipo

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dr. Virgilio De Bono

    Buongiorno, se dopo oltre due anni di acne persistente ha già provato diverse pillole anticoncezionali, antibiotici come la limeciclina, retinoidi topici, integratori e peeling senza ottenere un controllo soddisfacente, probabilmente è il momento di rivalutare l'intero approccio terapeutico.
    Quando l'acne è caratterizzata soprattutto da cisti profonde, dolenti e recidivanti sempre nelle stesse aree del volto, spesso il problema non è tanto la cura locale quanto l'infiammazione del follicolo che tende a riattivarsi continuamente. In questi casi i peeling superficiali e molte creme possono avere un'efficacia limitata.
    Può essere utile verificare che siano stati eseguiti adeguati accertamenti ormonali e ginecologici, anche se gli esami risultano normali in molte donne con acne apparentemente "ormonale". Se il quadro è realmente resistente alle terapie già effettuate, esistono trattamenti più efficaci, tra cui farmaci antiandrogeni in casi selezionati oppure l'isotretinoina, che rimane il trattamento con le maggiori probabilità di ottenere una remissione duratura anche nelle forme non particolarmente estese ma molto recidivanti e profonde.
    Per quanto riguarda la sensazione che le lesioni compaiano sempre nello stesso punto, è una situazione abbastanza frequente. Alcuni follicoli possono diventare dei veri e propri "punti critici" che tendono a riattivarsi ciclicamente. Non esiste un modo semplice per "spegnere" definitivamente una singola zona se il processo infiammatorio di base continua a essere attivo.
    Alla sua età, con una storia così lunga e diversi trattamenti già tentati, probabilmente merita una rivalutazione dermatologica approfondita per capire se continuare con strategie conservative o passare a terapie che possano realmente modificare il decorso della malattia. Spesso una visita accurata, eventualmente supportata da fotografie delle fasi più attive, permette di distinguere una vera acne ormonale da altre condizioni che possono somigliarle e che richiedono approcci differenti.


    Buonasera,

    Scrivo perché ad inizio aprile ho avuto un grande herpes sul naso, il quale è guarito del tutto (con anche la caduta delle croste) dopo una decina di giorni. Da quel momento però il naso risulta rosso e con dei lievi solchi (leggerissimi). Ora è passato circa un mese e mezzo dalla fine dell’herpes e questi problemi persistono, aggiungo che da quando sono cadute tutte le croste ho messo costantemente la crema 50+ ogni mattina. Quello che mi chiedo è se passerà con il tempo o rimarrà questo rossore? E soprattutto quanto ci mette eventualmente ad andar via?

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dr. Virgilio De Bono

    Buonasera,

    dopo un herpes è piuttosto frequente che rimanga un rossore residuo per diverse settimane o addirittura per alcuni mesi. Si tratta spesso di una forma di eritema post-infiammatorio: la pelle è guarita, ma i vasi sanguigni e i processi di riparazione cutanea non sono ancora tornati completamente alla normalità.

    Anche i lievi avvallamenti o solchi che descrive possono attenuarsi nel tempo, soprattutto nei primi mesi dopo la guarigione. È ancora presto per considerare il risultato definitivo a un mese e mezzo dall'episodio.

    Ha fatto molto bene a utilizzare quotidianamente una protezione solare elevata, perché l'esposizione ai raggi UV può prolungare il rossore e favorire alterazioni pigmentarie residue.

    In genere si osserva un miglioramento progressivo nell'arco di 2-6 mesi, anche se i tempi possono variare da persona a persona e in base alla profondità dell'infiammazione iniziale. Se il rossore dovesse persistere oltre questo periodo o se i segni cutanei fossero particolarmente evidenti, esistono trattamenti dermatologici che possono accelerarne la risoluzione.

    La valutazione di alcune fotografie ravvicinate della zona interessata consente spesso di capire abbastanza bene se si tratta di un normale esito post-infiammatorio destinato a migliorare spontaneamente oppure se possa essere utile intervenire con qualche trattamento specifico.


    Salve,da dicembre 2026 ho sul viso una cosa che inizialmente sembrava un brufolo ma con il passare del tempo mi sono accorta che è una verruca. Essendo una zona delicata , che rimedi consigliate, considerando che ho allergia ad alcuni farmaci. Grazie

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dr. Virgilio De Bono

    Buonasera,

    prima di parlare di verruca sarebbe opportuno confermare la diagnosi, perché sul viso diverse lesioni possono assomigliare a una verruca (fibromi, cheratosi, iperplasie sebacee, piccoli nei o altre formazioni cutanee) e richiedere trattamenti differenti.

    Se si tratta realmente di una verruca del volto, in genere è preferibile evitare rimedi fai-da-te o prodotti aggressivi, soprattutto in una zona così delicata, perché possono causare irritazioni, macchie o piccole cicatrici. Le soluzioni più utilizzate sono trattamenti mirati eseguiti dal dermatologo, come crioterapia, laser o altre metodiche a seconda della sede e delle caratteristiche della lesione.

    L'allergia ad alcuni farmaci non rappresenta necessariamente un problema, ma è importante conoscere quali siano per scegliere l'approccio più adatto.

    Una fotografia ben a fuoco della lesione permette spesso di orientarsi già molto bene sulla natura del problema e di capire se si tratti davvero di una verruca oppure di una lesione diversa che richiede un trattamento specifico.


    Domande su Scabbia

    Buonasera, ho contratto la scabbia ed ho già assunto la prima dose di ivermectina. Mia moglie preventivamente ha assunto la crema antiscabbia.Abhiamo un cagnolino che dorme con noi. Il cane può trattenere acari e passacerli? Grazie

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dr. Virgilio De Bono

    Buonasera, in generale la scabbia dell'uomo è causata da un acaro specifico dell'essere umano e il cane non rappresenta normalmente un serbatoio dell'infestazione. Può capitare che acari provenienti da animali causino un'irritazione cutanea transitoria nell'uomo, ma non sono in grado di mantenere una vera scabbia umana né di perpetuarne il ciclo.

    Se lei e sua moglie state seguendo correttamente la terapia prescritta e vengono eseguite le consuete misure ambientali (lavaggio di lenzuola, asciugamani e indumenti utilizzati nei giorni precedenti), il rischio che il cane sia la causa di eventuali recidive è molto basso.

    Tenga presente che prurito e fastidio possono persistere per alcune settimane anche dopo una terapia efficace, senza che questo significhi necessariamente che la scabbia sia ancora attiva. Se dovessero comparire nuove lesioni tipiche o se il quadro non migliorasse nel tempo, può essere utile una rivalutazione dermatologica. In questi casi, osservare direttamente la pelle e l'evoluzione dei sintomi consente spesso di capire rapidamente se si tratta di una normale fase post-terapia o se è necessario intervenire ulteriormente.


    Buongiorno, ho ricevuto un rapporto orale senza protezione da una persona che non conosco e dopo qualche ora ho cominciato ad avere leggeri bruciori sulla punta del glande che ora dopo un paio di giorni sembra essersi arrossata sulla punta. Non ho bruciori durante la minzione (per ora) ma ogni tanto fa male. Potrebbe essere una mst?

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dr. Virgilio De Bono

    Buongiorno, è improbabile che una malattia sessualmente trasmissibile si manifesti dopo poche ore dal rapporto. I tempi di incubazione delle infezioni più comuni, come clamidia, gonorrea o herpes, sono generalmente di alcuni giorni o più.
    Un lieve bruciore e un arrossamento della punta del glande comparsi quasi immediatamente potrebbero essere dovuti anche a un'irritazione meccanica, a una balanite irritativa o a una reazione locale non infettiva.

    Detto questo, il rapporto orale non protetto comporta comunque un rischio, seppur generalmente inferiore rispetto ad altri tipi di rapporto, di trasmissione di infezioni come gonorrea, clamidia, herpes, sifilide e, più raramente, altre MST.

    Se nei prossimi giorni dovessero comparire secrezioni uretrali, aumento del bruciore durante la minzione, ulcere, vescicole o un peggioramento dei sintomi, sarebbe opportuno eseguire una valutazione medica e considerare un tampone uretrale o esami specifici per le MST. In assenza di sintomi importanti, può essere ragionevole osservare l'evoluzione per qualche giorno.

    In questi casi, una descrizione più dettagliata o alcune immagini della zona interessata possono aiutare a capire se si tratta di una semplice irritazione locale oppure se è opportuno approfondire precocemente con una visita, anche a distanza quando necessario.


    ho un gonfiore facciale fluttuante che si verifica ogni mattina e che aumenta durante la giornata se faccio queste azioni: mi stendo sul letto, dopo ogni pasto, metto felpe pesanti(soprattutto) , metto creme o faccio massaggi in viso, lavo i denti. Diminuisce un po’ camminando molto e a volte col calore del phon.
    Ho fatto varie ecografie e Tac per vedere se ci fosse qualcosa che non andasse , e questi sono alcuni dei referti : linfonodi sotto mandibolari reattivi non patologici (probabilmente da acne, ho acne sul viso e sulla schiena), lieve ipertrofia dei turbinati nasali, minimi e focali ispessimenti mucosi parietali in entrambi i seni mascellari, pervi i complessi ostio meatali, ghiandole salivari lievemente ipoecogene come da esiti di flogosi, tessitura tiroidea lievemente disomogenea. Che ne pensate? Grazie.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dr. Virgilio De Bono

    Buonasera, il quadro che descrive è piuttosto particolare e non sembra essere spiegato dai reperti che riporta. Linfonodi reattivi, lieve ipertrofia dei turbinati, minimi ispessimenti dei seni mascellari o segni di una precedente infiammazione delle ghiandole salivari difficilmente giustificano un gonfiore facciale così variabile nel corso della giornata.
    Il fatto che il gonfiore aumenti quando si sdraia, dopo i pasti, con il calore eccessivo delle felpe, con massaggi o manipolazioni del viso e che migliori almeno in parte con il movimento fa pensare più a un problema funzionale della circolazione linfatica o venosa superficiale del volto, oppure a una componente infiammatoria o vasomotoria, piuttosto che a una massa o a una patologia strutturale evidenziabile con TAC o ecografia.
    Anche alcune forme di edema facciale cronico, alterazioni della funzionalità delle ghiandole salivari, dermatiti, rosacea o condizioni più rare possono manifestarsi con gonfiore fluttuante e apparentemente sproporzionato rispetto agli esami strumentali.
    Sarebbe utile sapere l'età, da quanto tempo è presente il problema, se interessa tutto il viso o solo alcune zone specifiche (guance, palpebre, mandibola), se al mattino è peggiore o migliore rispetto alla sera e se sono stati eseguiti esami ematochimici completi, inclusi funzionalità tiroidea, renale e markers infiammatori.
    In questi casi, spesso più delle immagini radiologiche, è fondamentale una valutazione clinica accurata del volto e della distribuzione del gonfiore. Fotografie scattate in diversi momenti della giornata possono essere molto utili per capire se si tratta di un vero edema, di una congestione vascolare o di un'altra condizione dermatologica o linfatica che merita ulteriori approfondimenti.


    Credo di avere due VESCICHE sotto la pianta del piede destro e vorrei sapere quale dottore specialista consultare. Abito nei pressi dei quartieri di Napoli: Scampia - Secondigliano Grazie

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dr. Virgilio De Bono

    Buonasera, per delle vesciche sotto la pianta del piede il primo specialista di riferimento è il dermatologo. Le cause possono essere diverse, da un semplice sfregamento dovuto alle calzature fino a verruche, infezioni o altre condizioni della pelle che richiedono trattamenti differenti.
    Se le lesioni sono dolorose, persistono da diverse settimane, aumentano di numero oppure rendono difficile camminare, è consigliabile effettuare una visita dermatologica per una valutazione accurata.
    Può essere utile anche scattare alcune fotografie nitide delle lesioni e annotare da quanto tempo sono presenti, se contengono liquido, se provocano dolore o prurito e se sono comparse dopo attività sportive o l'uso di scarpe nuove. In molti casi questi dettagli consentono già di orientare correttamente la diagnosi prima della visita.


    Domande su Rosacea

    Salve, il mio dermatologo mi ha prescritto Efracea da assumere la mattina per un mese, per via dell'estate, e Efacti da mettere la sera. Dopo quanti giorni risucirò a vedere qualche miglioramento? Vi ringrazio.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dr. Virgilio De Bono

    Buongiorno, se la terapia è stata prescritta per una forma di rosacea o acne infiammatoria lieve-moderata, i primi miglioramenti con Efracea ed Efacti generalmente iniziano a vedersi dopo 2-4 settimane, mentre il risultato più evidente si valuta spesso dopo 6-8 settimane di trattamento regolare.

    È importante non scoraggiarsi se nei primi giorni non nota grandi cambiamenti: questi farmaci agiscono gradualmente riducendo l'infiammazione e migliorando la qualità della pelle nel tempo.

    Naturalmente ogni caso è diverso e la velocità di risposta dipende dal tipo di lesioni, dalla sensibilità della pelle e dalla situazione di partenza. Quando si tratta di problematiche cutanee, una rivalutazione delle fotografie e dell'evoluzione clinica nel corso delle settimane permette spesso di capire se la terapia sta procedendo nella direzione giusta o se necessita di qualche aggiustamento.


    Salve, ho contratto la scabbia circa 1 anno fa... dopo numerosi trattamenti, con scabiacid, siamo passati al trattamento con olio di vasellina e permetrina...
    Il prurito e la fuoriuscita di piccole bolle aumentava.
    Dopo olio di vasellina e permetrine il dermatologo ha consigliato di assumere IVERSCAB compresse.. + olio di mandorle con benzoato.. per due giorni consecutivi la 1 settimana, e seconda settimana stessa cosa.

    Ho finito trattamento con compresse e olio.. ad oggi dopo 1 settimana circa dal trattamento, ho notato la comparsa di piccole bollicine sottopelle leggermente rossastre e leggero prurito.. durante il giorno, ma non di notte. (Olio dal collo in giu..)
    Ho ancora delle lesioni causate dalla scabbia e dal continuo grattamento.
    (Andranno via? O resteranno cicatrici?)
    Per le lesioni sto applicando CICAVIT di SVR..
    Con protezione solare..

    (Durante i trattamenti ho santificato tutti gli indumenti a 60/90° in lavatrice.

    Materassi esposti al sole, e poi passato aspirapolvere.)

    Puo essere dermatite post scabbia? Oppure ce ancora presenza di scabbia?

    Spero in una vostra risposta, grazie.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dr. Virgilio De Bono

    Buonasera, da quello che descrive è più probabile che si tratti di una reazione post-scabbia piuttosto che di una scabbia ancora attiva. Dopo trattamenti corretti, soprattutto quando sono stati utilizzati sia ivermectina sia terapie locali, è abbastanza frequente che il prurito e la comparsa di piccole papule o bollicine persistano per alcune settimane o addirittura per qualche mese. Questo accade perché la pelle e il sistema immunitario continuano a reagire ai residui dell'infestazione anche quando l'acaro non è più presente.
    Il fatto che il prurito sia lieve e non prevalga durante la notte è un elemento rassicurante. Anche le lesioni dovute al grattamento tendono nella maggior parte dei casi a migliorare progressivamente; possono però rimanere per qualche tempo delle macchie o degli arrossamenti residui prima che la pelle torni completamente normale.

    Continui pure a prendersi cura della pelle e a proteggerla dal sole. Se nelle prossime settimane dovesse notare un aumento progressivo delle lesioni, un prurito sempre più intenso soprattutto notturno o la comparsa di sintomi simili in altre persone conviventi, allora sarebbe opportuno rivalutare il quadro con il dermatologo.

    Per distinguere con maggiore sicurezza tra una sindrome post-scabbia e una persistenza dell'infestazione, spesso è molto utile osservare attentamente le lesioni e la loro evoluzione nel tempo, anche attraverso immagini ben eseguite quando una visita diretta non è immediatamente disponibile.


    Buonasera...lunedì mattina sono andata in cimitero e c'era molto caldo...quasi non si respirava e ho sudato tantissimo. Poco dopo sono andata in un market dove c'era l'aria condizionata fortissima..e mi sono congelata...sono andata poi in un altro market e all'uscita c'era un sole che picchiava tanto... Da lunedì sera ho una tosse secca..ho fatto uno sbaglio enorme... mercoledì ho fatto il primo tuffo della stagione ..qualche minuto ..mi sono asciugata con il sole...al rientro , nel pomeriggio, in macchina c'era caldissimo...non ho acceso l'aria condizionata ma ho aperto i finestrini...non si respirava comunque dal caldo...da giovedì ho iniziato a sentirmi strana..sono andata in farmacia e mi hanno consigliato fluifort in bustine per la tosse secca e Tachipirina per la.febbre...la.febbre, da giovedì, sale e scende...ha raggiunto il picco massimo solo ieri sera a 37.8 , altrimenti per tutto il giorno e fino a ieri variava tra 36.8 e 37.3 / 37.5...oggi sono rimasta sfebbrata per tutto il giorno fino a questo momento (19:30)..e la febbre è salita a 37.3...continuo ad avere tosse secca...e a quest'ora compaiono un po' di brividi..dopo cena prendo Tachipirina e sudo tantissimo e poi mi passa.sto agendo nel modo corretto? E' normale questa situazione? Grazie.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dr. Virgilio De Bono

    Buonasera, è molto improbabile che il problema sia stato causato direttamente dagli sbalzi di temperatura tra caldo e aria condizionata. Più spesso questi episodi coincidono con l'inizio di un'infezione virale delle vie respiratorie che era già in incubazione.
    Una febbricola tra 37,3 e 37,8°C associata a tosse secca da pochi giorni può rientrare nel decorso di una comune infezione virale. Il fatto che la temperatura non abbia raggiunto valori elevati e che oggi sia rimasta quasi sempre normale è un elemento rassicurante. Anche i brividi serali e la sudorazione dopo la Tachipirina possono verificarsi quando la temperatura corporea si abbassa.
    Continui a monitorare l'andamento nei prossimi giorni, mantenendosi ben idratata e a riposo. Se la tosse dovesse persistere, peggiorare, comparissero difficoltà respiratorie, dolore toracico, febbre elevata o sintomi che durano oltre una settimana senza miglioramento, è consigliabile una valutazione medica.
    In questi casi, una raccolta accurata dei sintomi e dell'eventuale presenza di altri segni associati può aiutare a capire se si tratta di una semplice virosi o se è opportuno approfondire con una visita, anche a distanza quando necessario.


    Domande su Herpes zoster

    Ho avuto l' erpes zoster un mese fa.Ora mi è rimasto un prurito serale,al braccio destro e alla schiena, è normale? Grazie.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dr. Virgilio De Bono

    Buongiorno, sì, può assolutamente succedere. Dopo un episodio di Herpes Zoster alcuni pazienti continuano ad avvertire per settimane o anche mesi sensazioni residue come prurito, bruciore, formicolio o una maggiore sensibilità della pelle nella zona interessata. Nella maggior parte dei casi tende a migliorare gradualmente con il tempo.

    Se però il prurito dovesse diventare molto intenso, comparissero nuove lesioni cutanee oppure i sintomi non mostrassero alcun miglioramento nelle prossime settimane, può essere utile una rivalutazione per capire se sia opportuno intervenire con una terapia specifica.

    Da lontano è difficile essere più precisi, ma una valutazione delle aree interessate e della storia clinica permette generalmente di distinguere facilmente un normale decorso post-zoster da situazioni che meritano maggiore attenzione.


    Buongiorno mia figlia da settimane manifesta prurito e piccoli puntini con crosta e rossore e numerosi sparsi sulla parte sottostante del collo sin a parte alta delle braccia.Assune Robilas già da 15 giorni ma non fa effetto continua prurito e puntini rossi come brufoli piccoli e numerosi ancora.Cosa è?

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dr. Virgilio De Bono

    Buongiorno, dalle sole informazioni fornite non è possibile fare una diagnosi precisa. Lesioni pruriginose con piccoli puntini rossi e crosticine nella zona del collo e delle spalle possono avere diverse cause, tra cui dermatiti, irritazioni da sudore e sfregamento, follicoliti o altre condizioni cutanee che richiedono una valutazione diretta.

    Nel frattempo è importante mantenere la zona sempre ben asciutta, evitare indumenti sintetici o troppo aderenti e utilizzare detergenti delicati. Se dopo oltre due settimane di antistaminico il quadro non migliora, è opportuno approfondire con una valutazione dermatologica.

    Spesso alcune fotografie ben eseguite e una raccolta accurata della storia clinica consentono già un primo orientamento diagnostico e di capire se sia necessario impostare una terapia diversa.


    Salve da un paio di mesi ho scoperto di soffrire di lichen planopilare in una forma ancora attiva con fibrosi e infiltrazione moderata.
    Io ne soffro da 25 anni come effetto collaterale di un farmaco che ho preso allora e che mi è rimasta in uno stato sospeso nel farmaco.
    Vorrei capire innanzitutto se anche guarendo da questa malattia si può aver subito dei danni permanenti alla pelle tanto da non poter produrre più vitamina d come prima, infatti io da allora un livello di vitamina d bassa perché tutta la pelle si trova in uno stato di ipercheratosi seppur lieve.
    Inoltre mi trovo in uno stadio in cui i capelli stanno per morire completamente perché da 25 anni essendo una forma molto lenta… si è assistito una miniaturizzazione del capello costante che però adesso è arrivata a livelli in cui il bulbo sta per morire.
    Vorrei salvare praticamente i miei capelli.
    So che esistono dei centri in cui vengono prestiti Jack inibitori off-label.
    Se qualcuno sapesse qualcosa ringrazio dell'informazioni, Ho controllato i centri Dove fanno la sperimentazione che ha iniziato da qualche anno Ma sono tutte chiuse e sono tutti fuori dall'Italia fra l'altro. Grazie.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dr. Virgilio De Bono

    Buongiorno, il lichen planopilare è una forma di alopecia cicatriziale in cui l'infiammazione può danneggiare in modo permanente il follicolo pilifero. Per questo motivo l'obiettivo principale della terapia è bloccare quanto prima l'attività della malattia e preservare i follicoli ancora vitali.

    Per quanto riguarda la vitamina D, in genere il lichen planopilare non determina una riduzione significativa della capacità della pelle di produrla. Valori bassi di vitamina D sono piuttosto frequenti nella popolazione generale e possono dipendere da numerosi fattori. Una lieve ipercheratosi cutanea, da sola, difficilmente spiega una carenza importante.

    Riguardo ai capelli, è fondamentale distinguere tra follicoli già sostituiti da tessuto cicatriziale, che purtroppo non possono essere recuperati, e follicoli ancora presenti ma minacciati dall'infiammazione. Anche dopo molti anni di malattia può essere utile intervenire se l'attività infiammatoria è ancora presente, perché si può rallentare o arrestare la progressione e talvolta ottenere un parziale recupero dei capelli non ancora definitivamente compromessi.

    Negli ultimi anni i JAK-inibitori hanno suscitato interesse anche per alcune forme di alopecia cicatriziale, compreso il lichen planopilare, ma al momento l'esperienza è ancora limitata e il loro utilizzo è generalmente off-label e riservato a casi selezionati, dopo un'attenta valutazione specialistica del rapporto rischi-benefici.

    In una situazione complessa e di lunga durata come la sua, la valutazione delle fotografie cliniche, della tricoscopia e dell'eventuale biopsia è determinante per capire quanto della perdita sia ancora reversibile e quali opzioni terapeutiche abbiano realmente senso oggi. In questi casi un confronto specialistico mirato, anche analizzando la documentazione disponibile, permette spesso di orientarsi molto meglio tra le varie possibilità terapeutiche.


    buongiorno, da qualche tempo sto facendo skin care della faccia con ghiaccio. il ghiaccio sembra aiutare molto il rossore e l'acne sembra andare via. ho visto video che parlavamo di come facesse male al viso, ma non ho trovato studi che parlassero di come sia dannoso per la nostra pelle.
    é dannoso?
    grazie mille.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dr. Virgilio De Bono

    Buongiorno,

    il ghiaccio può ridurre temporaneamente rossore e infiammazione, motivo per cui molte persone notano un miglioramento dell’aspetto della pelle. Se utilizzato per brevi periodi non è generalmente dannoso, mentre applicazioni troppo frequenti o prolungate possono irritare la pelle e alterarne la barriera protettiva.

    Più che affidarsi a rimedi trovati online, è importante utilizzare prodotti realmente adatti al proprio tipo di pelle, perché acne e rossore possono avere cause molto diverse tra loro. Anche una valutazione dermatologica a distanza può spesso aiutare a impostare una skincare più efficace e mirata.

    Un cordiale saluto.
    Dott. Virgilio De Bono


    Buonasera, sono un ragazzo di 35 anni e da quando avevo circa 11 anni ho sempre avuto un rossore che si concentrava sul naso, con i capillari ben evidenti, non ho mai avuto sfoghi a livello di acne se non una ciste sebacea sulla punta del naso, sono stato controllato da diversi dermatologi nel corso degli anni che hanno sempre detto che la ciste sarebbe andata via sola e che il rossore era causato proprio da quella che tendeva a infiammarsi con il troppo caldo o troppo freddo, ultimamente sono andato da un altro dermatologo, perchè negli ultimi anni ho iniziato ad avere degli sfoghi di acne in tutto il viso ma soprattutto sul naso e il rossore si è accentuato, lo specialità che mi ha controllato mi ha diagnosticato la rosacea e mi ha prescritto Efacti crema da applicare due volte al giorno in tutto il viso e Flagyl compresse da prendere due volte al giorno, i primi giorni sembrava che la situazione stesse migliorando, il rossore restava ma l'acne piano piano stava andando via, dopo 3/4 giorni di applicazione invece ho notato la presenza di piccoli puntini bianchi nelle guance sul naso, soprattutto nei laterali, e alcuni nelle sopracciglia, in sostanza sono ad una settimana da questa terapia ed ho notato questo peggioramento, facendo una ricerca su internet ho trovato delle testimonianze di persone che hanno avuto il mio stesso problema e che dopo circa 3/4 settimane di applicazione hanno cominciato a vedere miglioramenti, ma essendo che internet non è un medico, chiedo a voi se effettivamente è così, se il processo di guarigione prevede questa fase o se è il caso di contattare nuovamente il dermatologo o sospendere la cura, ho girato e parlato con tantissimi vostri colleghi e non ho mai trovato una soluzione, grazie a chiunque mi risponderà

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dr. Virgilio De Bono

    Buonasera, da quello che descrive non è affatto insolito che dopo una sola settimana di terapia la situazione non sia ancora stabilizzata. Nella rosacea i miglioramenti richiedono generalmente alcune settimane e spesso i risultati più evidenti si osservano dopo 4-8 settimane di trattamento regolare.

    La comparsa di piccoli puntini bianchi nei primi giorni non significa necessariamente che la terapia stia peggiorando la malattia. Può trattarsi di lesioni infiammatorie che stanno evolvendo, di una temporanea irritazione cutanea oppure di una reazione ai prodotti applicati. È però difficile stabilirlo senza vedere la pelle direttamente.

    Il consiglio è di non sospendere autonomamente la terapia prescritta dopo pochi giorni, a meno che non siano comparsi effetti importanti come bruciore intenso, gonfiore marcato, prurito significativo o un evidente peggioramento diffuso. In assenza di questi segni, una settimana è generalmente troppo poco per giudicare l'efficacia del trattamento.

    Considerando che il rossore del naso è presente da molti anni e che negli ultimi tempi si sono aggiunte lesioni simil-acneiche, potrebbe essere utile una rivalutazione accurata per confermare che si tratti esclusivamente di rosacea e per escludere eventuali condizioni associate che possono mimarla o sovrapporsi ad essa.

    In casi come il suo, dove il problema è presente da molti anni e sono già stati eseguiti numerosi consulti, la visione di fotografie ravvicinate e dell'evoluzione nel tempo consente spesso di capire meglio se si tratta di una normale fase iniziale della terapia o se sia opportuno apportare qualche modifica al trattamento.


    Domande su Cicatrice

    Buongiorno, 4 mesi fa me è stata asportata una cheratina seborroica al cuoio capelluto di 2cm e mezzo.
    Asportata con bisturi elettrico e punti sutura interna e esterni.
    I punti sutura interna sono stati espulsi dalla pelle,non riasorbiti.
    Il punto è che dopo 4 mesi ho ancora la cicatrice rossa .no dolore no pus. Mi prude e basta. Vorrei applicare qualche crema per facilitare la cicatrizzazione . È normale che dopo 4 mesi sia ancora rossa?. La cicatrice è piatta non dura.
    Ringrazio chi mi può consigliare qualche rimedio.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dr. Virgilio De Bono

    Buongiorno, da quanto descrive il quadro sembra compatibile con una normale fase di maturazione della cicatrice. Dopo un intervento al cuoio capelluto, soprattutto se la lesione era di dimensioni importanti e sono stati utilizzati punti profondi, non è raro che la cicatrice rimanga arrossata anche per diversi mesi. Il fatto che sia piatta, non dolente e senza secrezioni è certamente rassicurante.

    L'espulsione spontanea di alcuni punti interni può verificarsi e, se la ferita si è comunque chiusa correttamente, non rappresenta necessariamente un problema. Anche il prurito è un sintomo abbastanza frequente durante il processo di guarigione.

    Per favorire la maturazione della cicatrice possono essere utili prodotti specifici a base di silicone o formulazioni dedicate alla riparazione cutanea, purché la cute sia completamente guarita. Tuttavia, prima di iniziare qualsiasi trattamento, sarebbe opportuno verificare l'aspetto attuale della cicatrice, perché un rossore persistente può avere significati diversi a seconda delle caratteristiche cliniche.

    Una valutazione dermatologica, anche mediante immagini ben eseguite, permette generalmente di capire se si tratta semplicemente di una cicatrice ancora immatura oppure se vi sia una lieve infiammazione residua che potrebbe beneficiare di un trattamento mirato.

    Un cordiale saluto,

    **Dott. Virgilio De Bono**.


    Domande su Cisti sebacea

    Salve, ho una cisti dietro la schiena, molto
    Rossa e dolorante al tatto. Ho iniziato da 3 giorni Augmentin per bocca oltre che gentalyn locale, ma non accenna a passare, anzi mi sembra stia peggiorando. Cosa posso fare? Grazie

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dr. Virgilio De Bono

    Salve, da quello che descrive, se dopo tre giorni di Augmentin la lesione appare ancora molto arrossata, dolente e addirittura in peggioramento, è possibile che la cisti si sia infiammata in maniera importante o che si stia formando una raccolta di pus. In questi casi l'antibiotico può non essere sufficiente da solo e talvolta è necessario valutare direttamente la lesione per capire se occorra un drenaggio o un diverso approccio terapeutico.

    Le consiglio quindi una rivalutazione medica nei prossimi giorni, soprattutto se il rossore continua ad aumentare, compare febbre o il dolore diventa più intenso.

    Spesso una semplice fotografia ben eseguita o una consulenza dedicata permettono già di orientare correttamente la diagnosi e di evitare terapie inutili o ritardi nel trattamento più appropriato.

    Un cordiale saluto.
    Dott. Virgilio De Bono.


    Sono una ragazza di 22 anni l'anno scorso sono stata seguita dal dermatologo per acne escoriata che mi ha prescritto un ciclo di antibiotici e retinoidi (MaskPlus) che ha portato in 6 mesi la guarigione completa. Quest'anno peró ho iniziato ad accusare peggioramenti sempre progressivi. L'ultima visita dermatologica, poco più di un mese fa, si è conclusa con aggiornamento della diagnosi (acne microcistica) e con la prescrizione di tretinoina in crema e Aldactone (100) in pillole. Ora mi sembra di vedere un ulteriore peggioramento, nelle guance mi compaiono brufoli rossi, grandi e gonfi che mi fanno male e in generale la zona è molto arrossata. La terapia sta funzionando? C'è speranza che funzioni? Posso fare qualcosa per l'infiammazione? Tipo qualche trattamento, oppure contattare il dermatologo per un ciclo di tetraclicine come la prima volta?

    Aggiungo anche che inizio ad accusare alterazioni TSH variabili nell'anno con tebdenza all'ipotiroidismo, anche se ancora T3 e T4 non sono alterati. Avrebbe senso consultare anche un endocrinologo? (al momento gestisce tutto il medico di base) Prendo inoltre la pillola solo progestinico da tre anni a causa dell'emicrania che mi causava quella normale. Grazie mille

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dr. Virgilio De Bono

    Buongiorno, da quello che descrive non è necessariamente un segnale che la terapia stia fallendo. Sia la tretinoina sia lo spironolattone (Aldactone) possono richiedere diverse settimane, talvolta anche 2-4 mesi, prima di mostrare un miglioramento evidente, e nelle fasi iniziali può verificarsi un apparente peggioramento con maggiore infiammazione e comparsa di nuove lesioni.

    Considerando la presenza di noduli infiammati, dolorosi e arrossamento importante, sarebbe comunque opportuno ricontattare il dermatologo senza attendere troppo, perché potrebbe essere utile rivalutare la terapia ed eventualmente associare temporaneamente altri trattamenti antinfiammatori o antibiotici, ma questa decisione va presa dopo visita.

    La pillola solo progestinica, in alcune persone predisposte, può talvolta favorire o peggiorare l'acne; inoltre la presenza di alterazioni del TSH e la necessità di una terapia antiandrogena come lo spironolattone rendono ragionevole anche una valutazione endocrinologica, soprattutto se non è già stata effettuata recentemente.

    Nel frattempo eviterei di manipolare le lesioni e di introdurre autonomamente nuovi prodotti o trattamenti aggressivi, perché potrebbero aumentare ulteriormente l'infiammazione e il rischio di macchie o cicatrici.
    C'è sicuramente speranza che la terapia funzioni, ma dopo un mese di trattamento e in presenza di un peggioramento significativo una rivalutazione specialistica è consigliabile.


Autore

medico estetico, medico di medicina generale, dermatologo

Domande più frequenti

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