Domande del paziente (8)
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile studentessa, grazie per aver condiviso questo momento di fatica. Leggendo le tue parole emerge chiaramente un paradosso: oggi che sei finalmente dove volevi essere, e con ottimi risultati, il tuo... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Ciao Cara,
ti ringrazio per aver raccontato questa grande fatica che stai facendo. Per molti tuoi coetanei l'ultimo esame e la tesi magistrale sono un grande ostacolo, perchè finire gli esami fa smettere...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
del tutto comprensibile che tu ti senta perso nel vedere questi pensieri ancora presenti, ma questo non è un segno di tua colpa o di un tuo fallimento, quanto piuttosto la conferma di quanto...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
Le consiglierei di parlare con il suo terapeuta di ciò che riguarda questa diagnosi che lei desidera e del perché lei l'ha chiesta, ma il terapeuta ha temporeggiato, è possibile che ci sia...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
a mio parere, i tuoi dubbi potrebbero non riguardare davvero il tuo compagno, ma essere una sorta di "scudo" per proteggerti dall'ansia.
A 28 anni, una relazione lunga porta con sé il peso...
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Buonasera sono un ragazzo di 28 anni e mi sento inferiore e in ritardo rispetto agli altri, sento una forte rabbia e frustrazione perché non ho mai avuto una relazione con una ragazza e non ho amici, purtroppo sto h 24 nel negozio che voglio vendere al più presto, mi da fastidio sentire le solite frasi ognuno ha i suoi tempi perché i miei tempi non arrivano mai se non mi do da fare, la cosa strana e che la rabbia è tanta ma tanta che sono diventato autodistruttivo come se mi odiassi quindi non mi va più di fare nulla su questo, ad agosto compio 29 anni i ragazzi di 18/20 anni stanno più avanti di me io ho bruciato i migliori anni perché a 28 anni se caso remoto succede non posso fare il bambino di 15 anni, ma comunque detto questo con il negozio non ho libertà e poco utile economico, non mi va di rialzarmi perché mi sento molto stanco e nervoso faccio cattivi pensieri, preferisco piuttosto che vivere nel umiliazione! Solo io sono inferiore o gli sfigati come me. Grazie a chi mi darà un consiglio.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasara, la ringrazio per aver condiviso i suoi pensieri e la fatica che prova.
Capisco perché quel "rispetto dei tempi" possa sembrare una presa in giro. Quando si è chiusi tra quattro mura tutto il giorno, con un'attività che non dà soddisfazione, sentire che "ognuno ha il suo percorso" suona come un insulto alla fatica. La verità è che ci si sente in trappola, e quando questo sentimento dura per molto tempo, la rabbia smette di essere una spinta per cambiare e diventa un veleno che verso te stesso. È quel meccanismo per cui, siccome non si riesce a distruggere la situazione che fa soffrire, e si finisce per distruggere l'unica cosa su cui si ha potere: sè stessi.
Questa stanchezza non è pigrizia, è un esaurimento profondo delle risorse emotive; probabilmente vivendo per anni un'esperienza non adatta a te e che non trovi appagante.
Per quanto riguarda il sentirti "indietro" con le ragazze o con gli amici, il rischio è quello di mitizzare quello che hanno gli altri e di sentirti un eterno adolescente mancato, ma la vita non è un treno che passa una volta sola. Certo, non avrai i 15 anni di un quindicenne, ma avrai l'intensità di un uomo che ha desiderato quella libertà per quasi trent'anni. Quella fame, se riesci a non usarla per odiarti, può diventare una forza incredibile quando finalmente uscirai da quella prigione commerciale. La rabbia che provi è in realtà un'energia vitale che ha perso la bussola. Il fatto che tu provi questo odio feroce dimostra che c'è una parte di te che vuole disperatamente vivere e che ti sta inviando un segnale d'allarme estremo perché il limite è stato superato da un pezzo. Non sei uno "sfigato" e non sei solo; ci sono molte persone nella tua situazione che però rimangono invisibili, chiuse come te nel proprio isolamento.
La priorità assoluta ora non è trovare la ragazza o l'amico, ma riprenderti l'aria.
Non vergognarti di cercare un supporto professionale per quei pensieri bui, perché quando la rabbia diventa autodistruttiva serve qualcuno che ti aiuti a disinnescare la miccia.
Cordialmente
Dott.ssa Tornaghi
Scusate il post lungo. Ho 27 anni e non ho mai avuto una relazione.
L'unica volta in cui ho baciato una ragazza è stata quando avevo 14 anni, provando una forte eccitazione tanto che mi vergognavo pure ad uscire dalla stanza perché avevo il pene in erezione.
A lungo andare ho scoperto - qui sorge il dubbio - di rimanere attratto da tutti i bei ragazzi: ogni qualvolta ne resto attratto sento un magone sul petto, una sorta di calore, ansia, batticuore e mi dico "ma che succede? perché con le ragazze non mi succede? Sono gay!".
Mi è capitato all'università di infatuarmi di due ragazze però non sentivo l'esigenza di fidanzarmi né avere un rapporto sessuale (in generale non la sento mai con nessuna persona) però mi è capitato anche di provare forti erezioni accanto ad una qualche amica dopo aver stretto forte confidenza oppure cercarne il contatto fisico, la vicinanza.
Ora sono nella situazione in cui penso che queste reazioni siano false e che sia un gay represso. Una volta ad un matrimonio di un mio amico - complice un bicchiere di troppo - corsi verso una 35enne che si stava strusciando con un un tipo e iniziai a ballare anch'io con lei con conseguente mia reazione/erezione. Dovetti però andare via perché scoprii che c'era il suo fidanzato.
Però ripeto, pur vedendo bellissime ragazze, non sento quell'attenzione estetica/fisica che sento quando vedo un bel ragazzo.
Una cosa che invece mi ricordo dall'adolescenza, quando avevo 12 anni, è che rimasi quasi incantato dalle gambe in collant della mia professoressa di italiano 40enne dell'epoca. Collego quella scoperta poi allo sviluppo del mio feticismo verso i collant.
Infatti amo molto massaggiare e se una ragazza mi chiede un massaggio ai piedi glielo faccio ma dovrei controllarmi perché il rischio di eccitarmi sarebbe molto alto.
Lato masturbazione ho provato qualsiasi cosa senza problemi. Se immagino un rapporto sessuale con un uomo però non provo alcun tipo di reazione, mentre con una donna qualcosina cambia.
Mi è capitata una cosa strana recentemente ad una festa: a primo impatto non ho provato attrazione verso ragazze, ma ho trovato belli e attraenti alcuni ragazzi. Durante la festa una mia amica mi ha presentato una sua amica più grande di me e non so come, data la mia timidezza, le ho proposto di andare a ballare verso il centro della pista. Durante, è come se ho avvertito una sorta di erezione lì sotto e non me l'aspettavo.
L'altra notte, pensando ad una scena dove io che massaggio i piedi in collant di una ragazza, mi sono eccitato tantissimo e questa cosa mi è capitata anche dal vivo tanto che poi mi masturbai in bagno.
L'unica cosa è che se immagino una scena di sesso tra me e un ragazzo che mi ha colpito non riesco mai ad eccitarmi, ma nemmeno un accenno di erezione manco a guardare un porno gay con due bei ragazzi.
Onestamente non so più cosa pensare, non è questione di etichette, solo per capire. Mi piacerebbe ricevere da voi un parere.
Grazie
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Carissimo,
ti ringrazio per aver condiviso la tua fatica, non è un passo semplice.
La tua situazione riflette la complessità di un giovane uomo che sta cercando di far nascere il proprio Sé sociale e sessuale.È come se la tua mente e il tuo corpo parlassero lingue diverse: mentre l'occhio è catturato dalla bellezza maschile in quello che sembra il desiderio di possedere la bellezza o la sicurezza che vedi negli altri ragazzi, parallelamente il tuo corpo risponde fisicamente e in modo prepotente al femminile. Questa attrazione estetica per i ragazzi, carica di ansia e "magone", non sfocia mai in un desiderio erotico concreto, suggerendo che si tratti più di un confronto identitario che di una reale spinta omosessuale.
Al contrario, la tua risposta fisiologica verso le donne è reale e pulsante, anche se per emergere ha bisogno di "ponti" o mediatori, come il feticismo per i collant o il contatto fisico durante un massaggio o un ballo. Questi elementi non sono deviazioni, ma zone di sicurezza che ti permettono ridurre l'ansia da un incontro totale con l'altro.
In definitiva, il dubbio di essere un "gay represso" potrebbe funzionare quasi come una difesa psicologica per giustificare l'assenza di relazioni a 27 anni, proteggendoti dall'ansia di dover "riuscire" come maschio eterosessuale. Il tuo compito evolutivo non è scegliere una categoria, ma permettere alla tua identità di integrarsi, dando fiducia a quei segnali fisici spontanei che indicano che la tua vitalità è presente e pronta a manifestarsi, una volta superata la paura di non essere all'altezza.
Cordialmente
Dott.ssa Tornaghi
Figlia quasi 16 enne, mai avuto dubbi sul suo orientamento sessuale, almeno così sembrava. Ha sempre avuto interesse per i maschi, coetanei. Da un po' di tempo è "attaccata" ad un'amica, a cui anche io voglio bene, che è lesbica. Mia figlia dice di essere innamorata di lei. La cosa mi ha spiazzato. Parto dal presupposto che non giudico e sono favorevole a tutte le forme di amore, ma dico che mi ha spiazzato perché non avrei mai sospettato una cosa del genere non avendo mai visto atteggiamenti che potessero farlo pensare. Secondo voi, è possibile che sia infatuazione? Non so come spiegarmi meglio. Le ragazze stanno sempre insieme, ogni cosa che fanno se lo comunicano telefonicamente. Ho il sospetto che mia figlia sia confusa tra affetto amichevole e amore. La mia è una ragazza che, se vuole bene a qualcuno, si focalizza solo su quella persona. Faccio una domanda che può sembrare cattiva e cruda, ma non lo è.
L'essere lesbica, le è scaturita stando sempre a contatto con l'amica? Perché so che i gay, comunque, sanno già da sempre dentro di sé cosa gli piace e cosa no. Ho parlato con lei a cuore aperto dicendo che a me importa solo della sua felicità. Non la giudico e sa che da parte mia c'è sempre il massimo sostegno.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentilissima,
è comprensibile che Lei si senta spiazzata di fronte a una rivelazione così improvvisa. Tuttavia ciò che Sua figlia sta vivendo non va necessariamente letto come una "scelta definitiva" o una "verità nascosta" da sempre, quanto piuttosto come un movimento evolutivo.
A sedici anni, i ragazzi non cercano solo l'amore, ma cercano uno specchio in cui capire chi stanno diventando. È possibile che questa amica rappresenti per Sua figlia un porto sicuro in cui rifugiare la propria fragilità o un modello di forza a cui appoggiarsi. Quello che Lei descrive come un "focalizzarsi" su una persona è tipico di una fase in cui il legame serve a costruire l'identità: a volte l'identità passa attraverso l'altro, anche attraverso una forma di innamoramento che nasce da una profonda sintonia amicale.
Non si senta in colpa per i Suoi dubbi sulla natura di questo sentimento. Il fatto che Sua figlia non abbia mai dato segnali in precedenza suggerisce che stia attraversando una fase di grande sperimentazione affettiva. Il Suo compito, che sta già assolvendo egregiamente, è quello di restare una figura accogliente e non giudicante.
Non è necessario dare oggi un nome certo a ciò che prova; l'importante è che Sua figlia senta di poter esplorare i propri sentimenti sapendo che Lei è lì, pronta a sostenerla qualunque sia la direzione che prenderà il suo percorso di crescita.
Un caro saluto
Dott.ssa Tornaghi
Autore
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