Domande del paziente (137)

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Sofia Bonomi

    Buongiorno, grazie per questa sua condivisione. La sua è una situazione che richiede un maggiore spazio, credo che sarebbe importante per lei dedicarsi del tempo per poter fare chiarezza dentro di sé con... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Sofia Bonomi

    Buongiorno, non è facile rispondere alla sua domanda perchè naturalmente lei riporta la dinamica per come l'ha vissuta e compresa dal suo punto di vista - ovviamente valido - ma inevitabilmente parziale... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Sofia Bonomi

    Buongiorno, tanto dipende da che tipo di rapporto vi lega! Tra le possibilità c'è quella di provare ad instaurare un dialogo che aiuti lei a capire perchè questa persona reagisce così e la persona ad esprimersi... Altro


    Domande su colloquio psicologico

    Salve io sono un uomo di 42 anni 2 mesi fa ho fatto venire qui da me una ragazza ucraina e sua figlia.
    Adesso ho un serio problema lei è diventata sempre più arrabbiata con me perché dice che io sono un leone nei suoi confronti e non si fida di nessuno neanche dei medici qui nella mia città Alessandria.
    In questo momento stiamo affrontando una settimana difficile perché abbiamo scoperto che lei è incinta e ha voluto interrompere la gravidanza ieri ha preso la prima pillola ed oggi ha avuto un attacco di rabbia nei miei confronti dicendomi che sono uno stupido un leone che con me nessuno sarà mai felice....io non le ho mai fatto mancare niente ma è da molti giorni che non parliamo più stiamo in silenzio tutto il giorno gli unici momenti che parliamo è quando lei ha questi attacchi di rabbia ...ieri si è arrabbiata perché le ho chiesto come si sentiva fisicamente dopo aver preso la prima pastiglia...
    Vi prego aiutatemi a capire come comportarmi e come aiutarla

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Sofia Bonomi

    Buongiorno, credo che a questa domanda possa rispondere solo la sua ragazza.. è importante che riusciate a trovare un modo di dialogare tra di voi in modo tale da capire che aspettative ed esigenze avete nei confronti dell'altro. Non c'è un modo giusto o sbagliato in sé.. c'è un modo migliore o peggiore per la specifica persona con cui ci si relaziona


    Mia figlia soffre di ossessioni paura di parole fa le azioni in modo sequenziale e se non fatte in modo sequenziale diventa nervosa. Non vuole prebndere farmaci per una ragione precisa. Può fare come terapia psicanalisi, la aiuterebbe? Grazie.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Sofia Bonomi

    Ognuno risponde in maniera diversa a terapie o professionisti diversi, in linea generale è un tentativo che può essere fatto e che può portare benefici. Bisogna tenere a mente però che sono terapie molto lunghe. Cordialmente, dott.ssa Bonomi


    Mia moglie è molto pessimista,emana molta negatività e si mette molto spesso,quasi sempre contro le mie idee,i miei pensieri e alle mie realizzazioni,riuscendo a demoralizzarmi e non farmi più essere di pensiero positivo. Come posso gestire questa situazione?

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Sofia Bonomi

    Buongiorno, mi sembra lei abbia messo bene a fuoco questa dinamica, per come la vive e percepisce lei. Credo sia fondamentale trovare il modo per condividere con sua moglie questi suoi pensieri e vissuti in modo tale da aprire un dialogo a riguardo e provare a trovare un nuovo equilibrio. Saluti, dott.ssa Bonomi


    salve, scrivo per parlare brevemente di un disagio parecchio invasivo, non è chissà che dramma, ma mi reca fastidio.
    ho delle fantasie erotiche riguardo i tradimenti dei miei partner, non so perché questa cosa accada, ovviamente nella realtà mi farebbe schifo, ma nel momento d eccitazione non riesco a provare piacere se non pensando ad un tradimento, anche durante i rapporti spesso.
    ci sono modi per cercare di evitare?

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Sofia Bonomi

    Buongiorno, penso che sarebbe importante indagare e approfondire queste fantasie per capire perché arrivino e siano necessarie per l'eccitazione. In questo modo si potrebbe poi capire il ruolo che rivestono e se è possibile farne a meno.
    Cordialmente dott.ssa Bonomi


    Vorrei sapere che tipo di persona è una che scrive: " se vuoi fare... allora salgo"....ovviamente è un ragazzo e si riferisce al sesso...perché uno si dovrebbe porre in questo modo...?

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Sofia Bonomi

    Buongiorno, si possono forse fare diverse ipotesi.. che sia una persona con poca empatia? con poco interesse per l'altro? che non lo viva come svalutante? che pensi di risultare più sicuro di sè ponendosi in questo modo?


    Salve ho iniziato da poco una terapia di tipo schema therapy con l'obiettivo di uscire dai miei schemi psicologici radicali dopo aver affrontato CCT, soffro di umore tendente al basso con stati depressivi ed ansia generalizzata, difficolta a socializzare,autostima bassa, mancanza di motivazione, procrastinazione, ecc. Vorrei però provare ad iniziare un percorso
    parallelo di trattamento di adhd con un altro/a terapeuta, perchè la mancanza di motivazione mi sta creando gravi ripercussioni. La mia attuale terapeuta non si occupa di adhd. Ma non so neanche, se i miei gravi problemi motivazionali siano legati al disturbo adhd o come conseguenza di anni ed anni di montagne russe di stati emotivi. Ho effettuato già in passato un test adhd, ma non ho potuto avere la conferma di disturbo, perché né io né i miei parenti hanno ricordi precisi sulla mia prima infanzia, perciò il test(ufficiale) è risultato poter corrispondere alla diagnosi di adhd senza però conferma definitiva. Non mi interessa nenache avere conferma, ma curare il sintomo, vorrei che qualcuno mi aiutasse a migliorare la motivazione e intraprendere un percorso di costanza. È possibile che il disturbo motivazionale sia solo conseguenza di stati depressivi e quindi riuscirei ad uscirne anche solo con la schema therapy oppure avrei bisogno di un trattamento specifico? E se si, al trattamento di adhd specifico, potrei fare due psicoterapie contemporaneamente e che tipo di psicoterapia per adhd? Grazie per la vostra risposta

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Sofia Bonomi

    Buongiorno, solitamente è sconsigliato fare due percorsi paralleli perché potrebbe crearsi una situazione confusionaria e complicata da gestire. Le consiglio di affidarsi ad una terapeuta a cui sente di poter affidarsi, tenendo conto che ogni sintomo può richiedere molto tempo e molto lavoro prima di poter essere abbandonato. Dott.ssa Bonomi


    Buonasera dottore, le scrivo perché vorrei parlarle di una situazione che mi sta creando molta ansia. Da mesi sto cercando di convincere mia madre a farmi studiare scienze umane, ma lei è contraria perché ritiene il percorso troppo difficile per me e che non sarei in grado di affrontarlo. Questa situazione mi sta pesando molto, soprattutto perché ora sono iscritta a un indirizzo che non mi interessa minimamente e nemmeno la classe mi piace. Mi sento bloccata e non so come andare avanti. Nonostante la mia psicologa ne ha parlato già con mia madre, ma lei non vuole sentire ragioni. Ho paura per il mio futuro, di non trovare lavoro e di rimanere senza soldi. Il mio sogno è diventare psicologa e acculturarmi, e questa situazione mi deprime tantissimo. Sono sicura che verrò bocciata, e mia madre continua a ripetermi che mi boccerebbero anche a scienze umane. Inoltre, quando sono triste ho pensieri negativi come: pensieri di suicidio o farmi del male.
    Come posso affrontare questa situazione? Quali alternative ho per il mio futuro?

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Sofia Bonomi

    Buongiorno, mi dispiace stia vivendo una situazione difficile e complicata. Penso tuttavia che essendo lei già seguita da una psicologa dovrebbe porre queste domande a lei e provare a trovare un modo insieme per stare meglio anche al di là delle decisioni della mamma. Si ricordi che si può arrivare a studiare psicologia anche avendo fatto altre scuole prima, per cui non si scoraggi se non riesce a cambiare! Cordialmente dott.ssa Bonomi


    Buonasera, da 25 anni soffro di Sindrome di Menière in modo importante, dopo 3 anni ho dovuto fare un'intervento di infiltrazione di gentamicina per annullare la funzione del labirinto sx, nel corso degli anni la situazione si è stabilizzata ma il filo conduttore è l'incertezza perché ogni santo giorno mi alzo e verifico se sto in piedi oppure no, ma nonostante questa situazione ho sempre cercato di vivere abbastanza nella normalità. Da alcuni anni mi succede che ho paura ad allontanarmi da casa per serate con amici o simili, negli ultimi mesi si è accentuata in modo significativo e il solo pensiero mi crea disturbi intestinali, palpitazioni, febbre, credo che questi siano gli effetti e non la causa, penso che 26 anni di insicurezza quotidiana a causa della Menière, da 5 anni una bruttissima psoriasi e da alcuni mesi anche un'angina possano "giustificare" il fatto che si sia creata questa mancanza di coraggio per uscire... grazie

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Sofia Bonomi

    Penso che abbia ragione quando dice che la sua situazione può giustificare la "mancanza di coraggio" ad uscire, penso anche che se ne sente il bisogno e ne ha la possibilità potrebbe giovane di un lavoro di psicoterapia al fine di elaborare ciò che le accade e trovare un modo per viverlo al meglio possibile. Cordialmente, dott.ssa Bonomi


    Salve a tutti, ho un dubbio su come muovermi. Ho un fratello di quasi 21 anni, che è nato con un cuore uno ventricolare destro, ha subito vari interventi nel corso degli anni. Questa sua condizione ha influenzato enormemente il suo stile di vita e oggi a 21 si ritrova isolato per scelta sua, non lavora, ha lasciato gli studi a metà per cui non ha neanche un diploma, sta chiuso in casa tutti i giorni tutto il giorno a giocare al pc, ha iniziato da dopo il covid a soffrire di attacchi di ansia e/o panico. Lui non si rende conto di questa sua condizione e ha un umore molto altalenante, che influenza molto anche lo stile di vita di tutti noi familiari. Non sappiamo come comportarci, ho provato più volte a convincerlo a intraprendere almeno un percorso di psicoterapia per cercare di modificare alcune sue condizioni ma lui non ha forza di volontà e nè di iniziativa. Stavo pensando di prenotare una prima visita con un esperto ma non saprei neanche bene a chi rivolgermi se a uno psicologo o a uno psichiatra, tant’è che non saprei neanche quale approccio potrebbe andare bene per lui. È anche molto molto testardo e convincerlo è veramente difficile ma noi in casa non viviamo più a causa di questa sua condizione mentale. Spero che qualcuno mi possa dare qualche suggerimento in più, grazie a chi risponderà.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Sofia Bonomi

    Buongiorno, essendo maggiorenne naturalmente deve essere lui stesso d'accordo di iniziare un percorso, tuttavia potrebbe aiutare forse prenotare un appuntamento in autonomia e provare a suggerirgli di presentarsi. Se è complicato forse un primo approccio online con un terapeuta può essere d'aiuto. Potrebbe diventare un primo spazio di confronto non troppo destabilizzante. Cordialmente, Dott.ssa Sofia Bonomi


    Figlia quasi 16 enne, mai avuto dubbi sul suo orientamento sessuale, almeno così sembrava. Ha sempre avuto interesse per i maschi, coetanei. Da un po' di tempo è "attaccata" ad un'amica, a cui anche io voglio bene, che è lesbica. Mia figlia dice di essere innamorata di lei. La cosa mi ha spiazzato. Parto dal presupposto che non giudico e sono favorevole a tutte le forme di amore, ma dico che mi ha spiazzato perché non avrei mai sospettato una cosa del genere non avendo mai visto atteggiamenti che potessero farlo pensare. Secondo voi, è possibile che sia infatuazione? Non so come spiegarmi meglio. Le ragazze stanno sempre insieme, ogni cosa che fanno se lo comunicano telefonicamente. Ho il sospetto che mia figlia sia confusa tra affetto amichevole e amore. La mia è una ragazza che, se vuole bene a qualcuno, si focalizza solo su quella persona. Faccio una domanda che può sembrare cattiva e cruda, ma non lo è.
    L'essere lesbica, le è scaturita stando sempre a contatto con l'amica? Perché so che i gay, comunque, sanno già da sempre dentro di sé cosa gli piace e cosa no. Ho parlato con lei a cuore aperto dicendo che a me importa solo della sua felicità. Non la giudico e sa che da parte mia c'è sempre il massimo sostegno.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Sofia Bonomi

    Buongiorno, sua figlia a 16 anni è nel pieno del periodi adolescenziale di esplorazione, scoperta di sé, rimaneggiamento di che bambina era e che ragazza e poi donna sarà.. per cui è perfettamente possibile che si stia magari rendendo conto adesso di poter innamorarsi di una donna come invece potrebbe sperimentare una relazione omosessuale per poi tornare ad interessarsi ai maschi. Tutto questo è perfettamente normale, non si deve preoccupare di niente se non di far sentire sua figlia che è sostenuta a prescindere dal suo orientamento. Cordialmente, dott.ssa Bonomi


    Buongiorno, sono turbata da una situazione che si è venuta a creare in casa. Mio figlio di 19 anni e suo padre hanno avuto una litigata tremenda. E' partita da una sciocchezza per la quale mio marito si è rivolto in tono sgradevole ai nostri figli. Mia figlia ha ignorato, mio figlio ha avuto uno scatto di rabbia sproporzionata e preteso scuse. Mio marito si è irrigidito e ha cominciato con attacchi personali molto cattivi nei confronti di mio figlio. Io cercavo di calmare entrambi senza riuscirci. E' intervenuta anche mia figlia per aiutarmi. Siamo riuscite a riportare mio figlio alla calma ma mio marito rilanciava di continuo, fino a quando mio figlio ha accettato che la sorella lo portasse fuori dalla stanza. Da allora sono passate 3 settimane e non si parlano più. Quando si trovano insieme si ignorano, fanno come se l'altro non fosse presente in stanza. Mio figlio è ancora pieno di rabbia e mio marito non vuole fare aperture, sembra preferire tagliare i ponti. Non so come aiutare alla ripresa del dialogo per ripartire e riparare il rapporto. Sarei grata se mi poteste dare suggerimenti in merito. vi ringrazio.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Sofia Bonomi

    Buongiorno, non sembra una situazione facile ma credo che il primo passo sia capire bene cosa sia successo tra di loro.. cosa li ha fatti infuriare così tanto e cosa ancora oggi mantiene questa rabbia e questo silenzio tra di loro. A volte un aiuto di un professionista esterno può aiutare. Dott.ssa Bonomi


    Buongiorno è da circa un anno che sto andando dallo psicologo per un cambiamento che volevo attuare nella mia vita, fino a dicembre andava tutto bene e mi sembrava di aver fatto progressi, ma da febbraio dopo ogni seduta non mi sento meglio.... anzi mi sento più confusa e persa e in agitazione,
    in particolare nelle ultime sedute mi sono sentita attaccata perché non stavo facendo nulla di pratica per cambiare (però stavo vivendo un periodo di stanchezza emotiva e fisica veramente difficile) e sentirmi dire che se non mi fossi decisa a fare qualcosa non avrei concluso niente, sarei stata infelice etc mi sono sentita veramente male; ho sentito che c'erano su di me aspettative che avevo deluso, deadline non rispettate etc ma io in quel periodo mi sentivo proprio immobile e non nello stato mentale per cambiare.
    Quando le ho esposto il mio stato d'animo riguardo le sue pressioni mi ha detto che l'aveva fatto per istigarmi, per smuovermi un po' ma io mi son sentita attaccata, non sicura e forzata a fare cose che nel momento non riuscivo, inoltre poi parlando di altre cose che avevo scoperto su di me in questo periodo etc mi ha chiesto se le parole che dicevo erano mie o di altri e questo mi ha fatto sentire umiliata e messa in dubbio (durante il percorso ci sono state anche alcune occasioni in cui non percepito di esser compresa appieno)
    inoltre sento di non riuscire più a dire certe cose perché percepisco la sua agitazione
    per il resto non ci sono stati atteggiamenti sbagliati nei miei confronti, mi appare comunque come una persona disponibile e aperta all'ascolto
    ma dopo queste sedute io continuo a ripensare alle sue parole e sento che metto in dubbio in me stessa, e mi agito
    l'idea di proseguire mi mette agitazione perché temo di sentirmi di nuovo male e giudicata, mi sento osservata e sotto esame
    e invece il pensiero di cambiare terapeuta mi fa sentire meglio
    spero di essermi spiegata,
    cosa dovrei fare?
    Vi ringrazio

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Sofia Bonomi

    Buongiorno, leggendo la sua esperienza e i suoi vissuti penso che sia importante provare (come del resto ha già fatto) a parlarne bene con la sua psicologa e poi ascoltarsi.. darsi un po' di tempo certo ma anche provare a capire dentro di sè se ritorna la sensazione di poter dire tutto.. liberamente.. senza timore di giudizi o altro. Potrebbe essere che questa sensazione ritorni e allora lei possa continuare in modo proficuo il suo percorso.. nel caso così non fosse invece è chiaro che dovrà considerare strade alternative. Un saluto, dott.ssa Bonomi


    sera sono un uomo sposata con figli ho 48 anni e sento il bisogno di fare transizzione come faccio?

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Sofia Bonomi

    Le consiglio intanto di intraprendere un lavoro di psicoterapia che possa accompagnarla in questo percorso e tutti i cambiamenti che arriveranno. Dott.ssa Bonomi


    Salve, sono un uomo di 41 anni e da 13 anni sto con una donna di 10 anni più piccola. Abbiamo litigato di rado e per anni tutto è andato bene, ma negli ultimi 4 anni tra di noi è cambiato molto il rapporto, cosa che lei non pensa sia avvenuta. Ogni mia proposta di fare qualcosa insieme è sistematicamente rifiutata, lei esce poco di casa, non si cura come prima, e non ha obiettivi nella vita. Avevano deciso di andare a vivere insieme, ma sua mamma ha accusato un malore, e da quel giorno tutto si è fermato. Io sto male, oltretutto la vita sessuale da 4 anni è quasi assente, mi sento inutile e parlare con lei non serve a nulla. Non chiedo che cambi completamente, ma talvolta un compromesso non farebbe male. Sto pensando di lasciarla ma ho paura di un futuro da solo, non so più che fare.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Sofia Bonomi

    Salve, penso sia importante intraprendere un lavoro psicoterapeutico in modo tale da poter analizzare ed elaborare bene ciò che ha vissuto e cosa sta attraversando, oltre che i timori relativi al futuro. Dott.ssa Bonomi


    Salve dottori, sono una ragazza di 26 anni, mi sono lasciata da circa qualche mese, abbiamo 22 anni di differenza, stavamo insieme da 3 anni circa, diciamo che da circa inizio anno ho iniziato a risentire un mio amico con cui mi frequentavo a distanza diciamo circa prima del mio ex, con lui mi sono sempre sfogata, sentita capita e forse questo, che non trovavo nel mio ex, mi ha fatto avvicinare a lui, e tutt'ora ho un non so quale sentimento nei suoi confronti, con lui oltretutto ci dobbiamo rivedere in questi giorni, dopo esserci visto un mese fa già, in amicizia anche se c'è stato qualche bacio. Inoltre però col mio ex ci continuavamo a vedere perché io non riuscivo a distaccarmi, a lasciarlo andare, nonostante continuassi a non vedere cambiamenti da parte sua, nonostante continuassimo a discutere, a vedere cose che non mi stavano bene..con questo amico ora mi devo rivedere ma ho paura, perché in questo periodo ho di nuovo riprovato qualcosa per lui, ma è come se andassi a periodi, non so come sentirmi, come riconoscere ciò che provo..mi piace ma allo stesso tempo voglio essere libera o comunque ho paura che poi ci sono atteggiamenti o comportamenti anche banali che non mi piacciono..quindi ritorno sui miei passi e non mi piace più, ma è ovvio che se lo vedo magari vorrei baciarlo, parlare, stare insieme ecc..mi spaventa questo perché non so come riconoscere il tutto, cosa fare, lasciare che le cose vadano da se e vedere come va oppure cosa? non riesco a dare un nome a tutto ciò, a come mi sento...a cosa provo, ho paura di non so neanche cosa, di vederlo e non sapere cosa fare per paura..non lo so

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Sofia Bonomi

    Buongiorno, dal suo breve scritto traspare molta confusione, insicurezza circa ciò che desidera e ciò che prova.. paura per ciò che vorrebbe/non vorrebbe o potrebbe/non potrebbe succedere. Se ne ha la possibilità attraverso una psicoterapia potrebbe provare ad esplorare questi vissuti.. imparare ad ascoltarsi e riconoscere meglio i suoi sentimenti.. conoscersi in generale con meno senso di spaesamento. Dott.ssa Bonomi


    Salve,
    sono un ragazzo di 18 anni, soffro di un'acuta forma di DOC da ben 8 mesi. Sto seguendo la psicoterapia cognitivo-comportamentale da uno psicoterapeuta da 7 mesi e in più prendo farmaci anti-ossessivi prescritti dallo psichiatra. Sebbene sia in terapia da ormai un bel po' di tempo, le compulsioni sono sempre più frequenti; soffro di DOC da controllo e sono costretto a controllare le luci di casa più di 60 volte al giorno. Non riesco a smettere per alcun motivo. Sto ore e ore in giro per la casa a controllare i lampadari e smetto solo quando vado a letto. In più ho DOC di contaminazione, mi lavo quasi sempre le mani con acqua e sapone. Non so perché ma non miglioro affatto. Sto perdendo peso perché sono sempre in giro per la casa a controllare, a malapena pranzo e ceno. A studiare ho difficoltà. Ho la maturità e non so come fare. In cosa sto sbagliando? Vi chiedo aiuto.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Sofia Bonomi

    Buongiorno, sembra che lei sia seguito dai professionisti di cui può avere bisogno, credo sia pertanto importante che ponga queste domande a loro in modo tale che possano eventualmente valutare cure diverse o modalità differenti di trattamento. Penso che in questa situazione chiedere consiglio a professionisti che non la conoscano possa aumentare la confusione. Dott.ssa Bonomi


    Domande su Borderline

    Buongiorno,
    a mia figlia di 20 anni sono stati diagnosticati il disturbo di personalità e BES a seguito di un ricovero in ospedale.
    E' in cura farmacologica presso uno stimato psichiatra privatamente, segue sedute di psicoterapia privata settimanalmente ed anche presso il CPS di competenza.
    A livello di autolesionismo è da mesi che è tranquilla, ma vedo peggioramenti sotto il profilo comportamentale: dipendente dal cellulare, apatica, impulsiva, relazioni instabili e allontanamento da noi genitori.
    Essendo maggiorenne non posso comunicare con chi la segue a livello terapeutico, e non so come comportarmi, soprattutto come relazionarmi a lei: se sono dura si chiude ulteriormente, se sono accondiscendente mi tiene in pugno.
    Sto male, temo anche per la mia salute, se crollo è finita! Come posso aiutarla? Chi mi può aiutare? Grazie

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Sofia Bonomi

    Buongiorno, dalle sue parole traspare molta preoccupazione e angoscia. L'impressione è che si senta responsabile ma anche impotente nei confronti di sua figlia ed è comprensibile. Tuttavia dalle informazioni che ha condiviso sua figlia è seguita da tutti i professionisti di cui può aver bisogno e l'impressione è che ci sia stato un miglioramento. Se prova molta angoscia le consiglio di considerare lei stessa un percorso di sostegno che potrebbe aiutarla a sentirsi meno impotente e meno in apprensione per la situazione. Cordialmente, dott.ssa Bonomi


Domande più frequenti

Tutti i contenuti pubblicati su MioDottore.it, specialmente domande e risposte, sono di carattere informativo e in nessun caso devono essere considerati un sostituto di una visita specialistica.