Domande del paziente (5)

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Sara Angeli

    Buonasera, i dubbi e le preoccupazioni che porta sono compatibili con il disturbo ossessivo di cui parla e della necessità di tenere tutto un po’ sotto controllo. Le consiglio tuttavia di portare i dubbi... Altro


    Buongiorno Gent.mi Dottori, vorrei un Vostro parere...non so come reagire, come comportarmi, mi trovo sempre impreparata...ho rivisto il mio ex stava parlando con suoi colleghi nel corridoio degli uffici, e siccome io dovevo attraversare per forza il corridoio (dove era fermo lui a parlare) per entrare in ufficio e lo spazio era stretto, non c'erano altre vie e gli sono dovuta passare affianco e quindi il mio braccio ha sfiorato il suo..lui non si è nemmeno spostato per farmi passare, come se non esistessi, un infantile.. so che avrei dovuto dire "permesso, scusate" per farlo spostare e farmi rispettare pero' non volevo rivolgere la parola a ne' a lui né agli altri...non capisco questi suoi dispetti dato che è stato lui a lasciarmi..Lavoriamo nella stessa università ma uffici distanti.. una altra volta mentre parlavo con un collega, mi sono accorta che camminava di fretta a testa bassa come se fossi invisibile, come se avessi la peste..(è come se volesse sottolineare che non mi vuole, di non iludermi ma di questo ne sono consapevole) .il mio collega che lo conosce ma non sa la nostra situazione, gli ha dato una pacca sulla spalla in segno di saluto ed il mio ex sempre a testa bassa , ha detto un buongiorno forzato e se ne è andato di fretta..tempo fa trovandomelo di fronte, gli ho detto ciao e lui ha ricambiato con ciao (ma sembrava un ciao forzato) e ci siamo guardati negli occhi per qualche istante ma di sua iniziativa non saluta né mi rivolge sguardi..forse ha paura non so per quale motivo..nonostante per due anni non ci siamo visti né sentiti..ho evitato luoghi comuni..e nonostante io sappia che non ci potrà essere un futuro tra noi, dopo che lo incontro, sento dentro di me una agitazione, tremore, come se dentro stessi esplodendo tanto che dopo ho bisogno di sedermi..sono purtroppo timida. introversa, ansiosa e non so mai quale è il modo migliore di comportarmi con lui, mi sembra di sbagliare sempre..Grazie per i vostri pareri..Vi Auguro una Buona Pasqua.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Sara Angeli

    Buonasera, leggendo quanto scritto la prima cosa che mi viene da dirle è che ogni persona è unica e non ci sono emozioni giuste o sbagliate, ci sono le sue, che sono uniche e necessitano di trovare spazio. Accogliere le emozioni e ascoltarle ci permette di capire cosa ci stanno comunicando.


    Buonasera Gentili Dottori, Vi scrivo per chiedere consigli su come riprendere i rapporti almeno cordiali, con il mio ex , dato che lavoriamo nello stesso ambiente, anche se io ne sono ancora innamorata..ma mi sembra impossibile potergli dire anche solo buongiorno visto che lui prende le distanze, è freddo, cammina a testa bassa quando mi vede, neanche si avvicina a salutare i colleghi in comune se ci sono io, mi tratta come se fossi invisibile..non pensavo che qualcuno mai potesse avere così paura di me nonostante non sia mai stata aggressiva, violenta..anzi sempre dolce, sensibile..capisco che non voglia avere niente a che fare con me dato che è stato lui a lasciarmi l'anno scorso, poi è orgoglioso, permaloso però mi ferisce il suo atteggiamento, non mi ha mai più neanche guardata negli occhi..mi tratta da invisibile..penso che anche se lo lo chiamassi per nome farebbe finta di non sentire; se stessi per cadere neanche mi aiuterebbe, mi calpesterebbe, non esisto..mi fa solo piangere questo suo comportamento di evitamento e indifferenza..Vi ringrazio e Vi auguro una Serena Pasqua. Cordiali Saluti.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Sara Angeli

    Buonasera,

    grazie per aver condiviso con tanta sincerità quello che sta vivendo. È comprensibile sentirsi feriti e frustrati di fronte a un comportamento di distacco, soprattutto quando i sentimenti per l’altra persona sono ancora vivi. Il dolore e la tristezza che descrive sono reazioni del tutto naturali di fronte a una situazione così difficile.

    Trovarsi ogni giorno nello stesso ambiente di lavoro di una persona a cui si è stati legati può essere faticoso e generare emozioni intense. Prendersi cura di sé, riconoscere i propri sentimenti e trovare modi per gestirli è un passo importante per tutelare il proprio benessere.


    Buonasera sono un ragazzo di 28 anni e mi sento inferiore e in ritardo rispetto agli altri, sento una forte rabbia e frustrazione perché non ho mai avuto una relazione con una ragazza e non ho amici, purtroppo sto h 24 nel negozio che voglio vendere al più presto, mi da fastidio sentire le solite frasi ognuno ha i suoi tempi perché i miei tempi non arrivano mai se non mi do da fare, la cosa strana e che la rabbia è tanta ma tanta che sono diventato autodistruttivo come se mi odiassi quindi non mi va più di fare nulla su questo, ad agosto compio 29 anni i ragazzi di 18/20 anni stanno più avanti di me io ho bruciato i migliori anni perché a 28 anni se caso remoto succede non posso fare il bambino di 15 anni, ma comunque detto questo con il negozio non ho libertà e poco utile economico, non mi va di rialzarmi perché mi sento molto stanco e nervoso faccio cattivi pensieri, preferisco piuttosto che vivere nel umiliazione! Solo io sono inferiore o gli sfigati come me. Grazie a chi mi darà un consiglio.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Sara Angeli

    Buonasera,

    grazie per aver condiviso così apertamente ciò che sta vivendo. È comprensibile sentirsi frustrati, arrabbiati e sopraffatti quando ci si confronta con gli altri e si percepisce di essere “in ritardo” nella vita o nelle relazioni. Questi sentimenti non indicano che lei sia “inferiore” o “sbagliato”; sono reazioni naturali di fronte a momenti di stallo o insoddisfazione.

    Per comprendere meglio la sua esperienza e trovare modi per affrontarla, potrebbe essere utile riflettere su alcune domande:
    - Ci sono momenti o attività in cui sente di avere un po’ di energia o soddisfazione, anche minima?
    - Quali valori o desideri sente più importanti per la sua vita, al di là dei confronti con gli altri?
    - C’è qualche esperienza passata che sente di non aver elaborato e che influenza il modo in cui si guarda oggi?

    Rispondere a queste domande può aiutare a mettere ordine nei pensieri e capire da dove partire per ritrovare motivazione e fiducia


    Buongiorno, in seguito a un infortunio sul lavoro sono rimasta invalida e mi trovo impossibilitata a svolgere le cure quotidiane della mia famiglia. Inoltre, non essendo in grado di guidare la macchina, necessito dell'accompagnamento permanente alle visite e cure mediche. Tutto ciò mi crea un forte sentimento di colpa verso la mia famiglia, mi sento depersonalizzata e inutile, anzi, mi sento un peso inutile. È normale tutto questo?
    Grazie per un'eventuale risposta.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Sara Angeli


    Buonasera,

    la ringrazio per aver condiviso una parte così delicata della sua esperienza. Quello che sta vivendo è profondamente comprensibile: un cambiamento improvviso come un infortunio e le conseguenze che ne derivano possono avere un impatto molto forte non solo sul piano pratico, ma anche su quello emotivo e identitario.

    I sentimenti di colpa, inutilità e smarrimento che descrive sono reazioni frequenti quando ci si trova, improvvisamente, a non poter più svolgere i ruoli e le attività di prima. Non significa che lei sia davvero un peso, ma piuttosto che sta attraversando un momento di grande adattamento, in cui è naturale mettere in discussione il proprio valore e il proprio posto all’interno della famiglia.

    È importante ricordare che il suo valore come persona non dipende da ciò che riesce a fare, ma da ciò che è. Anche se in questo momento ha bisogno di supporto, questo non la rende meno importante o meno significativa per i suoi cari.

    Con il tempo e con il giusto sostegno, è possibile trovare nuovi equilibri e modi diversi di sentirsi utile e presente nella propria famiglia. Non è un percorso semplice, ma non deve affrontarlo da sola


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