Domande del paziente (16)
Buongiorno, ho eseguito l'interventi di PRK a entrambi gli occhi, l'8 giugno 2021, con un difetto di -3 e -3,5 . Mi era stato detto una tempistica di recupero tra i 7 e i 14 giorni entro i quali sarei dovuto riuscire a guidare, a lavorare e a prsticare sport. Ad adesso i miglioramenti nella vista ancora non ci sono stati,non riesco a guidare, a guardare da vicino, a guardare il pc o la TV portandomi molte problematiche nel lavoro (quasi impossibile). Sono già stato a più controlli dall'oculista che mi ha operato e anche da un altro esterno e tutti mi dicono che l'operazione è andata bene ma che la riepitilizzazione è molto più lenta della normalità e che quindi il miglioramento visivo tarda ad arrivare. Ho preso molti colliri sia cortisonici che non senza nessuna differenza visiva. Adesso mi hanno detto di aspettare almeno un altro mese. Mi devo preoccupare? In quanto tempo dovrei riuscire a vedere dei miglioramenti importanti? grazie mille
RISPOSTA DEL DOTTORE:
La lentezza che sta riscontrando può dipendere dalla secchezza oculare. Dopo la PRK i nervi corneali sono temporaneamente interrotti; questo riduce la produzione di lacrime. Se l'occhio è secco, l'epitelio fatica a "distendersi" bene, rallentando il recupero visivo.
Risposta biologica individuale: Ogni tessuto reagisce diversamente. In alcuni pazienti, il turnover cellulare è semplicemente più pigro.
Usi sostituti lacrimali con acido ialuronico alto peso molecolare
Se dopo tre mesi continua ad avere difficoltà consigli una topografia corneale
Mi contatti se ha bisogno ancora cordiali saluti
Salve,
Provo a spiegare in modo dettagliato la diagnosi ovvero il quadro clinico di mio figlio (5 anni) . Dopo il ricovero per una cellulite orbitaria (si è ipotizzato la mani piedi bocca come causa ma senza certezza) una specie di bordino è comparsa, visibile dall'esterno. L'occhio colpito sembrava in quiete. (Ricordo che l occhio sinistro ha una cataratta congenita ed è microftalmico). Dopo un paio di giorni mio figlio teneva l occhio chiuso e segnalava dolori e fastidio. Successivamente, dopo altri 2 mesi, l occhio si era ripreso. Attualmente si vede questo "bordo" intorno alla pupilla. Sembra un'altra strato di pelle che si è espanso all'interno dell'occhio. È visibile dall'esterno, no dolori. Siamo già in carico allo staff dell'ospedale del niguarda.
Dopo alcune ricerche (consultando anche i referti rilasciati dopo il ricovero e visite successive) sono arrivata alla conclusione che si tratti di una chemosi della congiuntiva. Chiedo cortesemente un parere sul trattamento di questa chemosi visto la lunga durata e la terapia già somministrata. Specifico che mio figlio è allergico al pelo del canee gatto e alla polvere.
Grazie anticipatamente.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve più che una chemosi scongiuntivale, che spesso è transitoria , potrebbero piuttosto essere esiti cicatriziali della cellulite. Alla prossima visita con i colleghi cerchi di far presente questa evoluzione e fare domande al riguardo.
Rimango a disposizione
Buongiorno,
Provo a spiegare in modo dettagliato la diagnosi ovvero il quadro clinico di mio figlio. Dopo il ricovero per una cellulite orbitaria (si è ipotizzato la mani piedi bocca come causa ma senza certezza) il bordino non era visibile dall esterno. L'occhio colpito sembrava in quiete. (Ricordo che l occhio sinistro ha una cataratta congenita ed è microftalmico). Dopo un paio di giorni mio figlio teneva l occhio chiuso e segnalava dolori e fastidio. Successivamente, dopo altri 2 mesi, l occhio si era ripreso. Attualmente si vede questo "bordo" intorno alla pupilla. Sembra un'altra strato di pelle che si è espanso all interno dell occhio. È visibile dall esterno, no dolori. Siamo già in carico allo staff dell ospedale del niguarda. Dopo ulteriori verifiche e ricerche abbiamo scoperto che molto probabilmente si tratta di una chemosi. Cosa potremmo fare?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Il "bordo" visibile dopo una cellulite orbitaria in un occhio microftalmico potrebbe essere chemosi (accumulo di liquido nella congiuntiva) o una membrana infiammatoria. Essendo già in cura al Niguarda, è fondamentale monitorare la pressione oculare e documentare con foto eventuali variazioni del tessuto. Il trattamento della chemosi è solitamente conservativo (colliri lubrificanti o antinfiammatori).
RISPOSTA DEL DOTTORE:
La prognosi della neurite ottica dipende dalla condizione sottostante; la maggior parte degli episodi si risolve spontaneamente, con recupero della visione nell'arco di 2 o 3 mesi e, solo in qualche rara... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Il sangue tende ad essere riassorbito entro poche settimane o mesi, senza conseguenze per la visione (a meno che la macula non sia stata danneggiata). è necessario sottoporsi a una visita oculistica per... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Il trattamento dei della blefarite associata alla psoriasi prevede l'impiego di lacrime artificiali, impacchi caldi e alle volte antibiotici per via orale (p. es., tetracicline o azitromicina) per la disfunzione... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera, l'innalzamento pressorio dopo la rimozione del silicone è generalmente transitorio. Lo scenario più probabile è non avrà bisogno dei colliri iipotonizzanti n futuro. Gli occhiali verranno fatti... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera, la bolla di aria o di gas presente in un occhio vitrectomizzato si assorbe in un tempo che va da pochi giorni ad alcune settimane. Segua le indicazioni del suo oculista e si presenti regolarmente... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Generalmente si utilizzano suture riassorbibili in questi casi. Abbia pazienza, è facile che le suture impieghino un tempo anche superiore al mese per riassorbirsi. E' fondamentale farsi seguire dal suo... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, il recupero dopo l'intervento di paker maculare può anche essere molto lungo e i pazienti possono recuperare anche dopo due anni dopo l'intervento. L'altro occhio è a maggior rischio di pucker... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera, è facile dalla descrizione che la sua sia una bolla di aria o gas che viene iniettata alla fine di una vitrectomia. In caso di pucker maculare di solito si tratta di aria che si riassorbe in... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
È di fondamentale importanza sottolineare l'importanza di sottoporsi regolarmente ai controlli post-operatori. È comune avvertire dolore oculare e visione sfocata nel breve periodo successivo a interventi... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile signore, oltre alla tradizionale trabeculectomia, è possibile considerare attualmente l'utilizzo di tecniche mini-invasive per il trattamento del glaucoma (MIGS, MIBS). Tuttavia, è importante sottolineare... Altro
Buongiorno,
sono un uomo di 33 anni di Milano e sto valutando un intervento di chirurgia refrattiva per miopia/astigmatismo (porto occhiali -5.50sx e -4.50dx o lenti a contatto -5.25sx e -4.25dx).
Sono stato giudicato idoneo sia a femto-LASIK sia a ReLEx SMILE, ma ho un dubbio legato soprattutto alla dimensione pupillare e alla qualità visiva notturna.
Dalla pupillometria risultano questi valori:
-OD: pupilla scotopica 7,34 mm, mesopica 5,55 mm, fotopica 4,71 mm
-OS: pupilla scotopica 7,35 mm, mesopica 6,21 mm, fotopica 4,21 mm
Altri dati degli esami:
-miopia intorno a -4 diottrie con astigmatismo lieve/moderato;
-lunghezza assiale: OD 26,18 mm, OS 26,67 mm;
-pachimetria/CCT: OD 540 µm, OS 544 µm;
-cheratometria OD: K1 42,79 D, K2 43,70 D;
-cheratometria OS: K1 42,52 D, K2 43,40 D;
-topografia/tomografia corneale riportata come normale;
-microscopia endoteliale nella norma.
Il chirurgo mi ha detto che sono idoneo a entrambe le tecniche, specificandomi che la Lasik si fa ad occhi chiusi ormai, mentre la SMILE è più complessa chirurgicamente.
Mi ha anche spiegato che la LASIK è rioperabile ed è una tecnica con più casi studio mentre la SMILE è più recente.
Fatto sta che dopo questa conversazione mi sembrava più tendente a andare per LASIK e mi ha detto che se l'occhio fosse stato il suo avrebbe optato per una tecnica come la LASIK.
Tuttavia ad essere onesti non mi è molto chiaro il perché di questa affermazione, se legata alle caratteristiche del mio occhio o alla questione "tecnica consolidata".
Diciamo che essendo un praticante di arti marziali, mi attira molto di più l'idea della SMILE per assenza del flap, ma il dottore mi ha detto che nella sua esperienza ventennale il distacco del flap non si è mai verificato per i suoi pazienti
Inoltre, con pupille scotopiche di circa 7,3 mm, è generalmente preferibile femtoLASIK o SMILE per ridurre il rischio di aloni, glare, starburst e problemi nella guida notturna?
Vorrei capire se nel mio caso la pupilla grande rappresenta:
-una controindicazione relativa alla SMILE;
-una controindicazione relativa alla femto-LASIK;
Naturalmente so che la decisione definitiva spetta a me/chirurgo, vorrei solo capire meglio il criterio generale di scelta tra le due tecniche nel mio caso, anche per la questione delle pupille.
Ringrazio anticipatamente per il parere.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Il chirurgo le consiglia LASIK perché, con una pupilla di 7,3 mm, vuole garantirle la migliore qualità visiva notturna possibile, minimizzando il rischio di aloni che nella SMILE potrebbero essere più marcati se la zona di transizione non fosse perfettamente ottimizzata.
Tuttavia, se la sua attività nelle arti marziali è intensa e a livello agonistico (con frequenti colpi al volto), la SMILE resta un'opzione da non scartare. Una domanda utile da porre al suo chirurgo per sciogliere il dubbio potrebbe essere: "Dottore, con la SMILE riesce a garantirmi una zona ottica di almeno 7.0-7.2 mm senza sacrificare troppo tessuto, o la LASIK mi offre una zona di trattamento significativamente più ampia?"
Nel suo caso, la pupilla grande non è una controindicazione assoluta a nessuna delle due, ma è il fattore che rende la LASIK tecnicamente più rassicurante per un chirurgo che vuole un risultato visivo "perfetto" al primo colpo.
Buongiorno
Il 27 di marzo 2026 sono stata sottoposta ad intervento di cataratta. Purtroppo, a pochi minuti dall' inizio, si è rotta la capsula posteriore. Il chirurgo ha deciso di applicare una lente rigida sulla capsula anteriore, senza eseguire la vitrectomia come gli suggeriva l' altro medico. Oggi vedo ancora male e venerdì, l' oculista mi ripulirà il cristallino con il laser. Riuscirò a recuperare la vista? E quali conseguenze potrei avere? Grazie.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno. Mi dispiace molto per l'esperienza stressante che sta vivendo; è del tutto naturale sentirsi preoccupati quando il decorso post-operatorio non procede come sperato, specialmente dopo una complicazione intraoperatoria.
La rottura della capsula posteriore è una evenienza nota in chirurgia (accade in circa l'1-2% dei casi), ma non significa affatto che la vista sia compromessa in modo permanente.
Ecco un'analisi della sua situazione e cosa aspettarsi:
L'intervento e la lente "a pressione"
Il fatto che il chirurgo abbia inserito una lente sulla capsula anteriore (solitamente si parla di posizionamento nel sulcus) indica che, nonostante la rottura posteriore, il supporto naturale era sufficiente per alloggiare una lente. Se non è stata eseguita la vitrectomia, il chirurgo ha probabilmente valutato che non vi fosse prolasso di corpo vitreo o che questo fosse gestibile senza manovre invasive.
Perché vede ancora male?
La visione offuscata in questa fase può dipendere da diversi fattori legati alla complicazione:
Residui corticali: Piccoli frammenti del cristallino originale rimasti nel sacco capsulare.
Infiammazione: Un occhio che subisce una rottura capsulare è più sollecitato e può sviluppare edema (gonfiore).
Opacità della capsula: Quella che lei chiama "pulizia del cristallino".
Il trattamento Laser (YAG Laser)
L'intervento di venerdì consiste in una capsulotomia YAG laser. È una procedura ambulatoriale, rapida e indolore. Il laser crea una piccola apertura centrale nella capsula opacizzata per permettere alla luce di passare nitidamente verso la retina.
Recupero: Spesso il miglioramento visivo è percepibile già poche ore dopo il trattamento, una volta svanito l'effetto delle gocce per dilatare la pupilla.
Quali conseguenze potrebbe avere?
Nella maggior parte dei casi, una volta pulito l'asse visivo e controllata l'infiammazione, il recupero è eccellente. Tuttavia, è bene monitorare alcuni aspetti:
Pressione Intraoculare: Residui di materiale corticale o infiammazione possono far alzare la pressione dell'occhio. L'oculista la monitorerà sicuramente.
Edema Maculare Cistoide: È un accumulo di liquido nella parte centrale della retina, più frequente dopo interventi complicati. Si cura con colliri specifici e solitamente si risolve bene.
Stabilità della lente: Essendo appoggiata "sopra" il sacco e non "dentro", è importante che rimanga ben centrata (cosa che il medico verificherà venerdì).
In sintesi
Riuscirà a recuperare la vista? Se la retina e il nervo ottico sono sani, le probabilità di un ottimo recupero dopo la pulizia laser sono molto alte. Il laser serve proprio a rimuovere l'ostacolo fisico che attualmente le impedisce di vedere bene.
Il mio consiglio: Venerdì chieda espressamente all'oculista se la retina appare "asciutta" (ovvero senza edema) e se la lente è perfettamente in asse. Questo le darà la conferma definitiva sul potenziale di recupero.
In bocca al lupo per venerdì.
Salve, avrei bisogno di un consiglio.
Ultimamente avverto una sensazione fastidiosa agli occhi. Al mattino, quando mi sveglio, mi sento riposata sia mentalmente che fisicamente: non rimando la sveglia, mi alzo subito e seguo la mia routine. Tuttavia, percepisco gli occhi molto stanchi, pesanti e con una sensazione di calore. Inoltre, tendo a sbattere le palpebre lentamente, come se gli occhi volessero chiudersi per riposare.
Appena sveglia mi sciacquo il viso con acqua fredda, ma questo non migliora molto la situazione. Bevo due bicchieri d’acqua ed esco per una passeggiata di almeno 30 minuti. L’esposizione graduale alla luce (esco alle 5:30, quando il sole non è ancora sorto o è appena visibile, e rientro verso le 6:10, quando la luce è più presente ma ancora delicata) mi aiuta a livello mentale, facendomi sentire più sveglia, ma non migliora il fastidio agli occhi.
Successivamente faccio un’altra passeggiata più tranquilla dalle 6:10 alle 6:40, quando la luce del sole è più intensa: questo mi aiuta ad aprire di più gli occhi, ma la sensazione di pesantezza e stanchezza rimane.
Nel pomeriggio il disturbo tende a migliorare, ma poi ritorna.
Penso che possa essere legato al fatto che durante la giornata passo molto tempo a leggere e scrivere e, dalle 9:00 alle 19:00, utilizzo spesso dispositivi con luce blu (anche se ho attivato tutte le impostazioni per la protezione degli occhi). Dopo quell’orario uso raramente altri schermi (al massimo fino alle 22), ma continuo comunque a leggere e scrivere fino a circa 30 minuti prima di andare a dormire. Preciso che nella prima ora dopo il risveglio e nell’ultima prima di dormire non utilizzo dispositivi elettronici e uso luci soffuse.
Durante l’ultima visita oculistica non è emersa la necessità di occhiali da vista, ma mi sono stati consigliati occhiali da riposo per l’uso degli schermi e degli integratori per la secchezza oculare (anche se non mi è stata diagnosticata esplicitamente).
Seguo un’alimentazione varia e sana e bevo almeno 2 litri d’acqua al giorno. Soffro di ipotiroidismo, ma attualmente non assumo farmaci. Integro solo con multivitaminici e, la sera, con magnesio e valeriana.
C’è qualcosa che potrei fare per migliorare questa situazione? Grazie per i vostri consigli.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve Io innanzitutto proverei con un gel lubrificante la sera prima di andare a dormire per esempio contenente dexpamtenolo. Continua a seguire la sua igiene oculare e prendo delle pause anche brevi ogni 20 minuti di lavoro al computer. Tenga sotto controllo l'ipotiroidismo. Mi contatti se ha bisogno di altro e mi tengo aggiornato
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