Domande del paziente (93)
Gentile dottore,
Venerdì 28 maggio, nel pomeriggio, ho ricevuto la seconda dose di vaccino Pfizer.
Non ho avuto reazioni avverse, se non un indolenzimento al braccio destro, sede dell'inoculazione e per lo più al tatto, protratto tuttavia fin quasi a tutto ieri.
Questa mattina, dopo ormai quattro giorni, sono stata al mare, premetto che ero già abbronzata e che sono di carnagione scura.
Al mio rientro ho notato un rossore al braccio che localmente risulta leggermente gonfio e più caldo, nella zona interessata dal vaccino.
Devo preoccuparmi?
Nel ringraziarla, le invio cordiali saluti.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile paziente,
si tratta verosimilmente di una reazione locale tardiva al vaccino, fenomeno benigno e non raro, che può essere accentuato dall’esposizione al sole.
In assenza di dolore importante o febbre, tende a risolversi spontaneamente in pochi giorni. Eviti sole sulla zona e può applicare impacchi freschi o crema lenitiva.
Se dovesse peggiorare o non migliorare, le consiglio una visita dermatologica presso il mio studio.
Salve,
ho 24 anni e da circa 1 anno ho notato di avere il glande un po' secco e rugoso dopo la masturbazione, oltre ad essere secco non ho dolori. ho effettuato varie visite sia dermatologiche che tamponi ma mai uscito niente. ho usato un 3-4 creme diverse sotto prescrizione dermatologo e non si è rislto. ormai sono mesi che non uso niente. Qualcuno che potrebbe aiutarmi ? Grazie.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
da come descrive la situazione, il fatto che ci sia secchezza e aspetto un po’ rugoso senza dolore, bruciore o esiti ai tamponi, fa pensare più a una condizione irritativa/da sfregamento che a una patologia infettiva.
La masturbazione frequente o senza adeguata lubrificazione può, nel tempo, portare proprio a questo tipo di alterazione della mucosa, che diventa più secca e meno elastica.
Il fatto che le creme non abbiano risolto definitivamente è abbastanza comune: se lo stimolo irritativo continua, la pelle tende a non recuperare completamente.
Il consiglio pratico è:
ridurre per un periodo gli sfregamenti
utilizzare eventualmente un lubrificante per evitare attrito
mantenere la zona idratata con prodotti molto delicati (senza esagerare)
Se non ci sono altri sintomi, non è un quadro preoccupante.
Se però la situazione persiste o vuole un inquadramento più preciso, può effettuare una visita nel mio studio dermatologico, così da valutare direttamente la mucosa e darle indicazioni mirate.
Ho un neo che ha controllato il mio dermatologo privato con strumentazione di ingrandimento e fotografica. Il neo risulta di circa 6mm e asimmetrico con una "schiaritura" al bordo. Premettendo che il neo è acquisito sotto i raggi solari ed è probabilmente da 20 anni di quelle dimensioni ed è di colore marrone ( quindi non nero) il DERMATOLOGO consiglia di toglierlo.
Il neo si trova sulla tibia e credo che potrebbe essere dovuto quella "schiaritura" ai bordi anche per altri motivi tipo urti con oggetti, comunque è una zona calda del corpo ecc e volevo sapere se era fattibile fare ulteriori indagini per capire se il neo era indiscutibilmente da togliere.
Grazie
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
capisco il dubbio, soprattutto se il neo è presente da tanti anni e non ha dato problemi evidenti. Tuttavia, alcuni elementi che riporta — asimmetria e schiaritura periferica — sono proprio tra quelli che, in dermatoscopia, spingono a essere prudenti.
Le indagini “oltre” la visita dermatologica con dermatoscopio, di fatto, sono limitate:
l’unico esame che dà una risposta certa è l’asportazione con esame istologico
Esami non invasivi (foto, monitoraggi nel tempo) possono aiutare, ma non escludono con sicurezza la natura della lesione.
Il fatto che sia da anni stabile è rassicurante, ma non basta da solo a escludere un rischio, soprattutto se il dermatologo ha rilevato caratteristiche atipiche.
In sintesi: se uno specialista esperto le ha consigliato l’asportazione, si tratta di una scelta prudenziale corretta, più che eccessiva.
Se desidera maggiore sicurezza, può valutare un secondo parere: può effettuare una visita nel mio studio dermatologico, ma nella maggior parte dei casi, in situazioni come la sua, l’asportazione è la strada più sicura per togliere ogni dubbio.
Buonasera!
È una cosa che noto da qualche anno, però vorrei una conferma da qualcuno più esperto di me.
Ogni tanto mi appaiono su entrambi i piedi ( molti di più sul destro ) una serie di punti rossi. Associo questo evento alla doccia, visto che succede spesso e volentieri dopo aver bagnato i piedi, ma vorrei sapere nel dettaglio di cosa si tratta!
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera,
da come lo descrive si tratta molto probabilmente di qualcosa di semplice e benigno, e il fatto che lo noti da anni sempre con le stesse modalità è già di per sé un elemento rassicurante.
Questi puntini rossi che compaiono dopo la doccia, soprattutto sui piedi, sono spesso legati a una reazione dei piccoli vasi della pelle. Quando l’acqua è calda o c’è un cambio di temperatura, i capillari si dilatano e diventano più visibili: da qui l’aspetto a puntini rossi. È una risposta abbastanza comune, soprattutto in alcune persone più “reattive” dal punto di vista vascolare.
Il fatto che compaiano soprattutto dopo aver bagnato i piedi e che interessino entrambi, anche se più da un lato, rientra bene in questo tipo di fenomeno. In genere, se non sono accompagnati da prurito, dolore o altri sintomi e tendono poi a scomparire da soli, non c’è nulla di cui preoccuparsi.
Se vuole fare una prova, può semplicemente usare acqua un po’ meno calda e vedere se il fenomeno si attenua: spesso basta questo per ridurlo.
Naturalmente, se dovesse notare cambiamenti — ad esempio se le macchie non vanno più via, diventano più scure, compaiono anche senza la doccia o si associano a fastidi — allora è giusto fare un controllo.
Se invece vuole togliersi ogni dubbio e avere una conferma diretta, può sempre fare una valutazione: può prenotare una visita nel mio studio dermatologico, così da osservare la pelle e darle una risposta definitiva.
Buonasera. Da quasi una settimana mi sono ritrovato il corpo ricoperto da strane macchie rossastre con del color giallognolo verso il centro. Alcune più grandi. A vedersi sembra come ci si scotta col fuoco, e dopo un’ora il punto interessato sembra raggrinzito e la pelle colpita è “molle”. Non ho nessun sintomo quale pizzicore/prurito. Quando metto una pomata comprata in farmacia(Antimicotico sia per funghi e batteri) bruciacchia un po’. Consigli o comunque qualche dritta? Non vorrei fosse qualcosa peggiore di quello che potrebbe. Grazie mille e buon lavoro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera,
da come descrive queste macchie è comprensibile che sia un po’ in pensiero, anche perché l’aspetto che riferisce non è proprio quello delle comuni irritazioni cutanee.
Il fatto che siano rossastre con una zona centrale più giallognola, che alcune siano più grandi e che la pelle appaia quasi “raggrinzita” o più morbida al tatto, senza però prurito, orienta più verso una reazione infiammatoria della pelle piuttosto che verso un’infezione da funghi o batteri.
Inoltre, il fatto che la crema antimicotica le provochi bruciore è un segnale che probabilmente non è il trattamento adatto per questo tipo di lesioni e che la pelle è già sensibile.
In questi casi, la cosa più importante è evitare di “provare” prodotti a caso, perché si rischia solo di irritare ulteriormente la cute senza risolvere il problema. Meglio quindi sospendere la crema che sta usando e mantenere la pelle il più possibile tranquilla, con detergenti delicati e, se necessario, una semplice crema idratante.
Quello che mi sento di dirle è che, pur non sembrando qualcosa di grave nell’immediato, non è nemmeno un quadro da gestire a distanza o in autonomia, perché va visto direttamente per capire di che tipo di reazione si tratta e impostare la terapia corretta.
Faccia attenzione solo ad alcuni segnali: se dovesse comparire febbre, se le lesioni aumentano rapidamente o se interessano anche mucose (bocca, occhi, genitali), in quel caso è meglio farsi vedere con più urgenza.
Per il resto, il consiglio è di fare una valutazione dermatologica: può prenotare una visita nel mio studio, così da osservare bene le lesioni e darle una diagnosi precisa e una terapia mirata.
Capisco il timore che possa essere qualcosa di serio, ma più probabilmente si tratta di una reazione cutanea da inquadrare correttamente, e una volta capita la causa si può gestire senza problemi.
Da un anno compaiono delle zone affossate, dolenti e di forma circolare/ovoidale sopraelevare nella zona delle caviglie anteriori e sotto al polpaccio. Da una biopsia eseguita è stato presupposto un pioderma gangrenoso, poi da una seconda biopsia aspetti granulomatosi. Queste sono state fatte un anno fa. Dopo una terapia di cortisone per breve periodo e ciclosporina per 6 mesi datami da dermatologo mi ritrovo punto e a capo con comparse anche frequenti. Cosa mi consigliate di fare e soprattutto a quale medico rivolgermi? Non si è trovata alcuna causa nonostante vari esami del sangue, ecografie, rx al torace risultati negativi. Mai avuta febbre. Spero possiate consigliarmi.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
capisco davvero quanto possa essere frustrante e anche scoraggiante trovarsi in questa situazione, soprattutto dopo aver già affrontato biopsie e terapie importanti senza arrivare a una soluzione definitiva.
Da quello che descrive, il punto centrale è proprio questo: non c’è ancora una diagnosi completamente chiara e condivisa. Il fatto che una prima biopsia abbia suggerito un pioderma gangrenoso e la seconda invece aspetti granulomatosi indica che il quadro è più complesso e merita un approfondimento più strutturato.
Il pioderma gangrenoso è una patologia infiammatoria seria, ma di solito si inserisce in un contesto più ampio e ha caratteristiche abbastanza specifiche. Gli “aspetti granulomatosi”, invece, possono far pensare anche ad altre condizioni, alcune dermatologiche, altre sistemiche. Non è raro, in questi casi, che serva tempo e un confronto tra più specialisti per arrivare a una diagnosi precisa.
Il fatto che gli esami fatti finora siano negativi è sicuramente un dato rassicurante, ma non basta da solo a chiudere il caso. Quando le lesioni continuano a comparire nonostante terapie come cortisone e ciclosporina, il passo più importante non è aggiungere nuovi farmaci, ma fermarsi e rivedere tutto il percorso diagnostico dall’inizio, con uno sguardo più ampio.
Quello che le consiglierei è di rivolgersi a un centro dermatologico ospedaliero, dove ci sia esperienza specifica nelle malattie infiammatorie complesse della pelle. In questi contesti è possibile fare una valutazione più completa e, soprattutto, rivedere anche i preparati istologici (i vetrini delle biopsie), che a volte possono essere reinterpretati alla luce del quadro clinico.
Spesso, nei casi come il suo, è utile anche un approccio multidisciplinare, coinvolgendo se necessario internista o reumatologo, proprio per escludere eventuali condizioni associate che magari non sono emerse finora.
Capisco che dopo un anno di tentativi possa esserci anche un po’ di sfiducia, ma la cosa importante è che ci sono ancora margini per chiarire meglio la situazione, e spesso è proprio una rivalutazione più approfondita a fare la differenza.
Se vuole, può fare un primo punto della situazione portando tutta la documentazione: può prenotare una visita nel mio studio dermatologico, così da rivedere insieme biopsie, terapie ed evoluzione clinica e indirizzarla nel modo più corretto.
Salve. Esattamente 3 giorni fa ho fatto il vaccino Pfizer (18 anni), braccio sinistro. Da ieri in poche parole, ho iniziato ad avvertire una strana sensazione di circolazione nel braccio dove ho subito l'iniezione e continuo a sentirla tutt'ora. Ho notato che entrambi le mani sono rosse quasi a palline, vorrei capire se è normale. Inoltre sento la mano sinistra sempre bollente, continuamente.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera,
capisco che la situazione possa metterla un po’ in allarme, soprattutto perché è successo subito dopo il vaccino e riguarda sensazioni “strane” nel braccio.
Le spiego con tranquillità: dopo il vaccino Pfizer è abbastanza frequente avvertire nel braccio dell’iniezione sensazioni insolite, come calore, formicolio, tensione o una percezione diversa della “circolazione”. Si tratta di una reazione infiammatoria locale, normale, che può durare anche qualche giorno.
Anche il fatto che la mano sinistra le sembri più calda può rientrare in questo quadro, perché la zona è più “attivata” dal punto di vista infiammatorio.
Per quanto riguarda invece il rossore su entrambe le mani “a palline”, potrebbe trattarsi di una reazione vascolare transitoria, cioè una risposta dei piccoli vasi della pelle che si dilatano. Non è tra le manifestazioni più tipiche, ma può comunque capitare in contesti di attivazione immunitaria.
Detto questo, ci sono alcuni aspetti che aiutano a stare più tranquilli: se non ha dolore importante, gonfiore marcato, difficoltà a muovere il braccio o sintomi generali rilevanti, è più probabile che si tratti di qualcosa di temporaneo e destinato a risolversi da solo.
Il mio consiglio è di osservare l’evoluzione nei prossimi giorni. Se dovesse notare che il rossore aumenta, che il braccio si gonfia molto, che il dolore diventa intenso oppure che i cambiamenti di colore diventano più evidenti (ad esempio violacei o molto pallidi), allora è giusto farsi controllare.
Se invece la situazione tende lentamente a migliorare, può stare tranquillo.
Nel dubbio, e soprattutto per vedere direttamente la pelle e darle una risposta più precisa, può anche effettuare una visita nel mio studio dermatologico.
Buonasera, sono un ragazzo di 20 anni che ha un problema che non sa da dove venga. Ormai sono 6 anni che ho scoperto di puzzare, il problema è che io non sento questa puzza (credo che provenga dal mio corpo in generale o non so) forse perché ormai il mio olfatto e quello dei miei genitori si è abituati a questo odore e non lo sentiamo. Solo che quando vado in giro nei locali o mi fermo a parlare con la gente, noto che si mettono la mano davanti le narici come se volessero cercare di evitare questo odore che emano. La conferma l’ho avuta anche da parte dei miei migliori amici perché ogni tanto se ne escono dicendo che puzzo di feci. Il problema è che non capisco da cosa sia causato... ho una buona alimentazione, sono un ragazzo sportivo e mi lavo minimo una volta al giorno, anzi avvolte sapendo che devo uscire e che ho questo tipo di problema, mi faccio 2 docce al giorno ma la cosa non migliora minimamente dato che appena esco noto che la gente sente sempre questo odore che emano. Sono abbastanza forte come ragazzo però adesso dopo sei anni non riesco più a sopportare questo peso psicologicamente, non riesco a trovarmi una ragazza a causa del mio odore, anche se ho un bel fisico e mi sto perdendo gli anni migliori della mia giovinezza dato che ogni volta rifiuto di andare a delle feste per non sentirmi a disagio. Spero che potete aiutarmi anche perché mi fa molto imbarazzo parlarne con i miei genitori, mi vergogno andare da loro e dirgli che puzzo e che voglio andare dal dottore. Magari voi sapete dirmi da cosa sia causato o cosa posso fare per evitare questo problema. Grazie mille
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera,
ti rispondo con molta sincerità, perché si capisce quanto questa situazione ti stia pesando, e dopo così tanto tempo è assolutamente normale sentirsi stanchi e anche un po’ scoraggiati.
La prima cosa importante che voglio dirti è questa: non è un problema di igiene. Il fatto che tu ti lavi anche due volte al giorno e che la situazione non cambi lo dimostra chiaramente. Quindi non devi colpevolizzarti o pensare che dipenda da qualcosa che stai sbagliando nella routine quotidiana.
Quello che descrivi può avere diverse cause, e spesso non sono evidenti a occhio. In alcuni casi si tratta di una bromidrosi, cioè un’alterazione dell’odore corporeo legata all’interazione tra sudore e batteri della pelle. In altri casi può esserci un fattore interno, ad esempio legato all’intestino o al metabolismo, che modifica l’odore che il corpo emana.
Il fatto che tu non riesca a sentire questo odore è assolutamente normale: l’olfatto si abitua nel tempo, quindi non devi dubitare delle sensazioni degli altri, ma nemmeno pensare che sia qualcosa di “strano” o raro.
Capisco anche quanto questo stia influenzando la tua vita: evitare le persone, le uscite, sentirsi a disagio… sono tutte conseguenze pesanti, soprattutto alla tua età. Però isolarti non è la soluzione, perché il problema — qualunque sia la causa — va affrontato e si può indagare seriamente.
Quello che ti consiglio è di fare un passo concreto: parlarne con un medico. Può sembrare imbarazzante, ma ti assicuro che per noi è un problema come tanti altri, senza alcun giudizio. Anzi, è proprio il tipo di situazione in cui una valutazione mirata può fare la differenza, perché si può capire da dove nasce e impostare un trattamento adeguato.
Se ti è più facile, puoi iniziare direttamente con una visita specialistica: puoi venire nel mio studio dermatologico, così affrontiamo il problema in modo riservato, concreto e con un percorso chiaro.
Non pensare che sia una condizione con cui dovrai convivere per sempre: nella maggior parte dei casi, quando si individua la causa, si riesce a migliorare molto la situazione. Il punto è non continuare a gestirla da solo.
Buongiorno vorrei chiedere un parere dermatologo. E da un mese che sto curando la mia acne con due tipi di creme: pervis forte la mattina e epiduo la sera. Ora che si è avvicinata l'estate vorrei farmi una lampada abbronzante poichè per motivi di lavoro non riesco ad andare a mare al momento. E possibile farla, nonostante sto facendo ancora la cura prescritta? Se si, e possibile continuarla anche dopo la lampada o devo smettere il trattamento?Mi rivolgo a voi poichè la mia dermatologo al momento non e disponibile. Ho paura che possa recare danni alla mia pelle ora che sta migliorando.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
ha fatto molto bene a chiedere prima di fare la lampada, perché è proprio una di quelle situazioni in cui si rischia di rovinare i risultati ottenuti con la terapia.
Da quello che mi dice, sta seguendo una cura con Epiduo la sera e Pervis Forte al mattino, quindi una terapia efficace ma anche piuttosto “attiva” sulla pelle. In questo momento la sua cute è inevitabilmente più sensibile, più reattiva e soprattutto più esposta al rischio di irritazioni e macchie se viene sottoposta a raggi UV.
Le lampade abbronzanti, in particolare, non sono una buona idea in questa fase. Anche se a volte si ha la sensazione che “asciughino” l’acne, in realtà l’effetto è solo temporaneo e spesso, nel giro di poco, si può assistere a un peggioramento. In più, associate a farmaci come quelli che sta usando, aumentano il rischio di:
arrossamenti importanti
irritazioni persistenti
comparsa di macchie scure difficili da trattare
Capisco perfettamente il desiderio di avere un po’ di colore, soprattutto se per lavoro non riesce ad esporsi al sole naturale, ma in questo momento la priorità è non stressare la pelle e continuare il percorso che sta già dando risultati.
Se proprio volesse esporsi, bisognerebbe valutare una sospensione temporanea di Epiduo qualche giorno prima e dopo, ma è una scelta che va fatta con attenzione perché può rallentare o interferire con la cura. Non è quindi la strada che consiglio di default.
Molto meglio continuare con la terapia, proteggere sempre la pelle con una protezione solare alta, e rimandare l’abbronzatura a un momento in cui la pelle sarà più stabile. Anche una esposizione graduale al sole naturale, quando possibile, è decisamente più sicura rispetto alle lampade.
Se vuole gestire al meglio questo passaggio verso l’estate, adattando la terapia senza rischi, può anche fare una visita nel mio studio dermatologico, così da trovare un equilibrio tra trattamento e stagione.
Salve è da anni che soffro di iperpigmentazione post infiammatoria, causata dall'utilizzo di acqua ossigenata e cicatrene nelle pieghe delle gambe in seguito ad una forte dermatite atopica, che da piccola mi causava tanto prurito con formazione di sangue. Con il tempo si stanno attuando infatti da macchie scurissime, adesso sono diventati aloni. Sto eseguendo un peeling al TCA al 30 %, va bene come cura? Oppure devo optare per altro? La ringrazio.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
da quello che racconta il quadro è coerente con una iperpigmentazione post-infiammatoria, comparsa dopo anni di dermatite atopica e irritazioni ripetute. È una situazione abbastanza frequente e, anche se richiede tempo, può migliorare progressivamente — come infatti sta già notando dal passaggio da macchie scure ad aloni.
Per quanto riguarda il peeling con TCA al 30%, le rispondo con cautela: è un trattamento piuttosto profondo e, soprattutto in zone delicate come le pieghe delle gambe, può risultare troppo aggressivo. Il rischio è quello di creare nuova infiammazione e, paradossalmente, stimolare di nuovo la pigmentazione invece di migliorarla.
In questi casi, di solito si ottengono risultati migliori con un approccio più graduale e meno irritante: trattamenti topici schiarenti (come acido azelaico o altri attivi specifici), eventualmente associati a retinoidi, e peeling più superficiali e progressivi. Un aspetto fondamentale è anche evitare qualsiasi ulteriore irritazione della zona, perché ogni infiammazione può riattivare il problema.
Il fatto che stia già migliorando è un segnale molto positivo, quindi l’obiettivo è continuare su una strada efficace ma delicata, senza “forzare” troppo la pelle.
Per questo motivo le consiglio una valutazione dermatologica mirata: può prenotare una visita nel mio studio, così da impostare un protocollo personalizzato, sicuro e più adatto alla sua pelle e alla zona da trattare.
Ho fatti il vaccino pfizer il 12 giugno,prima dose,ed oggi 14 ho assunto cortisone per una paresi facciale che ho da 7 mesi.prendo 3 capsule da 30mg al giorno.possono esserci problemi o succedere che il vaccino non abbia effetto?il 3 luglio ho la seconda dose,ma devo terminare l assinzione il 30 giugno
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
può stare abbastanza tranquilla. Nel suo caso la prima dose di vaccino è stata effettuata il 12 giugno e il cortisone è stato iniziato due giorni dopo: questo significa che il sistema immunitario aveva già iniziato a “lavorare” in risposta al vaccino.
Una terapia cortisonica come quella che sta facendo, soprattutto se limitata nel tempo, può al massimo ridurre leggermente la risposta immunitaria, ma non annulla l’efficacia del vaccino. Non ci sono evidenze che una situazione come la sua renda inutile la vaccinazione.
Anche per quanto riguarda la seconda dose del 3 luglio, il fatto che lei termini il cortisone il 30 giugno è un elemento favorevole. In genere non è necessario modificare il calendario vaccinale, e può procedere regolarmente con il richiamo.
In sintesi, può continuare serenamente la terapia per la paresi facciale e completare il ciclo vaccinale senza particolari preoccupazioni.
Resta comunque sempre utile confrontarsi anche con il medico curante, che conosce nel dettaglio la sua situazione clinica.
Se desidera un parere più approfondito o personalizzato, anche per eventuali effetti cutanei o terapie associate, può effettuare una visita nel mio studio dermatologico.
Buon giorno. Coloro che sono guariti o vaccinati dal coronavirus, e sono costretti all'esposizione solare, cosa devono prendere per evitare danni alla pelle? Grazie e buon lavoro!
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
chi è guarito dal coronavirus o ha effettuato la vaccinazione non deve assumere nulla di specifico per proteggere la pelle dal sole. Non esistono indicazioni particolari legate al COVID in questo senso.
Rimangono invece valide le regole generali di fotoprotezione: utilizzare una crema solare ad alta protezione (SPF 50+), riapplicarla durante la giornata, evitare le ore centrali e proteggersi con cappello e indumenti adeguati. Anche una buona idratazione della pelle è utile.
Solo in casi selezionati (pelle molto sensibile, tendenza a macchie o reazioni al sole) si possono valutare integratori specifici, ma sempre dopo una valutazione dermatologica.
Per un consiglio mirato sulla sua pelle, le suggerisco una visita specialistica: può rivolgersi al mio studio dermatologico per impostare la protezione più adatta al suo caso.
Salve, sono un paio di mesi che ho notato soprattutto sulle braccia dei puntini rossi che grattando scompaiono e ricompaiono poco dopo. HO già prenotato una visita ma è tra un paio di settimane e volevo avere una consulenza prima, per magari stare più tranquilla.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
buongiorno,
da quello che descrive — puntini rossi che compaiono sulle braccia, prudono e scompaiono dopo lo sfregamento per poi tornare — il quadro è molto compatibile con una orticaria, in particolare dermografismo. Si tratta di una condizione piuttosto comune e generalmente benigna, legata a una reazione della pelle agli stimoli meccanici.
Nell’attesa della visita può fare qualcosa per controllare i sintomi: eviti di grattare o strofinare la zona, utilizzi detergenti delicati, mantenga la pelle ben idratata e preferisca abiti morbidi che non irritino ulteriormente la cute. Se il prurito dovesse essere fastidioso, può valutare — con il parere di medico o farmacista — l’uso di un antistaminico.
Faccia invece attenzione se compaiono segni come gonfiore a labbra o occhi, difficoltà respiratoria o lesioni che persistono oltre le 24 ore: in questi casi è importante una valutazione più rapida.
In ogni caso ha fatto bene a prenotare una visita: è utile per confermare la diagnosi ed eventualmente impostare una terapia mirata. Se desidera anticipare i tempi, può anche effettuare una valutazione dermatologica presso il mio studio, così da inquadrare subito la situazione in modo preciso e darle indicazioni personalizzate.
Domande più frequenti
-
Ernia del disco lombare
Gentile paziente,
certamente un'ernia potrebbe essere la causa del suo…