Domande del paziente (93)
Buongiorno,sono un uomo di 35 anni affetto da acne nodulo-cistica e sono al secondo ciclo di isotretinoina (ho raggiunto la dose cumulativa di 150 mg/dl). La prima volta non avevo raggiunto tale dose ed ebbi una recidiva.
Sto per terminare dopo 8 mesi di terapia a dosaggio 0.6 pro kg e il viso è migliorato tantissimo considerato che tutte le lesioni profonde sono regredite. Continuano però a manifestarsi piccole lesioni transitorie(che vanno via subito) e addirittura ieri mi è spuntata una cisti(non dico grossa come quelle di prima ma comunque non è una lesione superficiale).
Il mio dermatologo dice che può spuntare qualche lesione. Io invece ho letto che dopo 8 mesi non dovrebbero spuntarne completamente. Dalla vostra esperienza è una cosa usuale? Il dosaggio raggiunto è appunto il massimo possibile. Può darsi che finita la cura la pelle si riassesti e non spunteranno più lesioni?
Comunque il viso è complessivamente pulito,se non fosse per queste lesioni che compaiono con frequenza 3 a settimana circa ma la cosa che più mi ha preoccupato è la cisti di ieri.
Grazie in anticipo
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
la situazione che descrive è tutt’altro che rara nei pazienti affetti da acne nodulo-cistica in trattamento con isotretinoina, anche quando la terapia è stata eseguita in modo corretto e fino al raggiungimento di una dose cumulativa adeguata, come nel suo caso.
È importante sottolineare che l’isotretinoina non sempre porta a una completa assenza di nuove lesioni già durante il trattamento: nelle fasi finali possono ancora comparire lesioni isolate e transitorie, talvolta anche più profonde, senza che ciò indichi necessariamente un esito negativo della terapia.
Gli elementi che riferisce sono nel complesso rassicuranti:
il raggiungimento di una dose cumulativa di 150 mg/kg, associata a un buon controllo della malattia
la regressione delle lesioni nodulari profonde
un quadro cutaneo globalmente molto migliorato
La comparsa di piccole lesioni fugaci e anche di un episodio cistico isolato può rientrare nella fisiologia di questa fase. Inoltre, dopo la sospensione del farmaco, la pelle attraversa un periodo di riassestamento, durante il quale è possibile osservare un ulteriore miglioramento progressivo.
Tuttavia, la frequenza di circa 2–3 lesioni a settimana e l’episodio recente della cisti meritano un inquadramento attento, soprattutto in vista della conclusione del trattamento, per valutare:
l’eventuale necessità di una terapia di mantenimento
la reale stabilità del risultato ottenuto
strategie per ridurre al minimo il rischio di recidiva
Per questo motivo, le consiglio con piacere di effettuare una visita dermatologica presso il mio studio, così da poter valutare direttamente la sua situazione clinica e impostare, se necessario, un percorso personalizzato per consolidare i risultati raggiunti.
Ho una macchia rossa alla tempia secca da 1 settimana, mi prude tantissimo, la guardia medica mi diede fucidin crema ma non ha fatto altro che seccarla ancora di più e quindi sto evitando adesso, non puo’ essere dermatite? Non so, chiedo consiglio a voi se magari potreste consigliarmi come continuare, ora sto mettendo solo il balsamo riparatore cerave che quando lo metto sento un po’ di sollievo ma la macchia rossa rimane sempre e appena levo la crema mi brucia di nuovo
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno
da quello che descrivi — macchia rossa, secca e molto pruriginosa alla tempia da circa una settimana — l’ipotesi di una dermatite è assolutamente plausibile, in particolare una forma irritativa o eczematosa. Il fatto che il Fucidin (antibiotico) non abbia migliorato la situazione, ma anzi abbia aumentato la secchezza, va proprio in questa direzione: probabilmente non si tratta di un’infezione batterica, ma di un’infiammazione della pelle.
Il sollievo che avverti con il balsamo riparatore è un segnale importante: significa che la cute è alterata nella sua barriera e ha bisogno di essere lenita e ripristinata. Tuttavia, l’idratazione da sola spesso non è sufficiente a spegnere l’infiammazione, motivo per cui la macchia resta e tende a bruciare appena sospendi la crema.
Bisogna però fare attenzione a un punto fondamentale: lesioni di questo tipo, soprattutto sul viso, possono somigliare tra loro ma avere origini diverse (dermatite, eczema, ma anche forme come dermatite seborroica o, più raramente, infezioni micotiche). Per questo motivo è importante non continuare a provare prodotti a tentativi, perché si rischia di cronicizzare il problema o irritare ulteriormente la zona.
Nel frattempo puoi:
continuare con una detersione molto delicata
applicare il balsamo riparatore più volte al giorno
evitare prodotti aggressivi, scrub o trattamenti nella zona
Se il prurito è intenso e la chiazza persiste, è probabile che serva una terapia mirata antinfiammatoria, ma va scelta in base alla diagnosi precisa.
Proprio per questo, il consiglio più corretto è di non andare “a tentativi”: ti consiglio una visita nel mio studio, così possiamo valutare esattamente la natura della lesione e impostare una terapia efficace e risolutiva
Buonasera, ho 33 anni e ho fatto 9 sedute di mediostar next laser a diodo. Sono molto pelosa e devo ammettere che ho esfoliato molto ma non si sono tolti, ho ancora molti peli nelle cosce e sopra l'inguine. il mio percorso prevedeva 10 sedute di pacchetto ma pensavo che avrei tolto di più, inoltre le ultime 4 sedute sono state eseguite ogni 6 mesi. Io ho la pelle molto delicata, infatti l'ultima seduta che ho fatto che era a una potenza maggiore mi sono scottata (ovviamente scottatura risolvibile). Vorrei sapere se è normale fare le ultime 4 sedute ogni 6 mesi e se ci fosse altra alternativa per la mia pelle molto delicata e olivastra. Grazie in anticipo
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera
capisco bene il tuo dubbio, ed è una situazione piuttosto frequente in pazienti con caratteristiche simili alle tue.
Il laser a diodo, come il Mediostar Next, è molto efficace ma non garantisce mai la rimozione totale e definitiva di tutti i peli, soprattutto quando si parte da una condizione di ipertricosi importante o con peli molto resistenti. Quello che ci si aspetta realisticamente è una riduzione progressiva della densità e un indebolimento del pelo, più che una scomparsa completa.
Nel tuo caso, il fatto che dopo 9 sedute siano ancora presenti peli su cosce e zona sovrapubica non è necessariamente anomalo. Queste sono infatti aree ormono-sensibili, quindi più difficili da trattare e con maggiore tendenza alla ricrescita nel tempo.
Per quanto riguarda la frequenza delle sedute, sì:
nelle fasi iniziali si lavora più ravvicinati (ogni 4–6 settimane), mentre nelle fasi finali è normale distanziare anche fino a 4–6 mesi. Questo perché si interviene sui peli che ricrescono lentamente e in cicli più lunghi. Quindi il fatto che le ultime 4 sedute siano state fatte ogni 6 mesi rientra in un protocollo corretto.
Un aspetto importante però è quello che hai riferito sulla scottatura dopo l’aumento di potenza. Questo indica che la tua pelle, essendo olivastra e sensibile, reagisce facilmente al calore. In questi casi bisogna trovare un equilibrio tra efficacia e sicurezza, perché aumentare troppo i parametri può causare effetti collaterali senza necessariamente migliorare i risultati.
Per pelli come la tua esistono alcune strategie alternative o complementari:
lavorare con parametri più delicati ma sedute più costanti
valutare tecnologie diverse (ad esempio laser con lunghezze d’onda più sicure su fototipi medio-scuro)
nei casi più resistenti, considerare anche elettrocoagulazione (ago elettrico) per i peli residui più ostinati
In sintesi: il tuo risultato non è fuori dalla norma, ma probabilmente il trattamento va personalizzato meglio sui tuoi tempi biologici e sulla sensibilità cutanea.
Il consiglio che ti do è di non basarti solo sul numero di sedute “da pacchetto”, ma su una valutazione più mirata della risposta della tua pelle e del tipo di pelo.
Se vuoi, sarò felice di valutare la tua situazione in modo più approfondito: ti consiglio comunque una visita nel mio studio, così possiamo impostare un percorso davvero adatto a te
Salve vorrei sapere se chi é effetto da favismo puo bere la tisana alla menta?? Grazie
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve
il favismo è una condizione legata a un deficit enzimatico (G6PD) che rende i globuli rossi più sensibili ad alcune sostanze ossidanti, presenti in particolare nelle fave ma anche in alcuni farmaci e alimenti specifici.
Per quanto riguarda la tisana alla menta, in generale non è considerata tra le sostanze a rischio per chi è affetto da favismo. La menta, infatti, non contiene composti noti per scatenare crisi emolitiche come accade invece con le fave o altri elementi ben documentati.
Detto questo, è sempre importante fare attenzione a due aspetti:
che si tratti di menta pura, senza miscele con altre erbe potenzialmente non sicure
che non vi siano reazioni individuali, perché ogni persona può avere una sensibilità diversa
In assenza di queste condizioni, una tisana alla menta può essere generalmente consumata senza problemi.
In ogni caso, soprattutto se hai dubbi su alimenti o se hai avuto reazioni in passato, è sempre utile fare una valutazione più approfondita: ti consiglio una visita nel mio studio, così da analizzare in modo personalizzato la tua situazione
Buongiorno dottore l'altro giorno ho mandato un messaggio che diceva ho il glande pieno di puntini rossi e il pene tutto attorno rosso.Mi saprebbe dire come far passare sia i puntini e il rossore?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno
la presenza di puntini rossi sul glande associati a rossore diffuso è un quadro abbastanza comune e nella maggior parte dei casi riconducibile a una balanite, cioè un’infiammazione della zona. Le cause possono essere diverse: irritative (saponi aggressivi, sfregamento, rapporti), infettive (spesso da Candida), oppure legate a sudorazione e umidità.
Per far regredire il problema è importante intervenire in modo mirato ma anche prudente:
mantenere una detersione delicata, evitando detergenti profumati o aggressivi
asciugare bene la zona e ridurre l’umidità
evitare temporaneamente rapporti sessuali o prodotti irritanti
L’uso di creme (antimicotiche o lenitive) può essere utile, ma va scelto in base alla causa: applicare prodotti “a caso” rischia di peggiorare o mascherare il problema.
Il punto centrale è proprio questo: lesioni simili possono avere origini diverse ma aspetto molto simile, quindi una valutazione diretta è fondamentale per impostare la terapia corretta ed evitare recidive.
Per questo, al di là delle indicazioni generali, ti consiglio una visita nel mio studio, così da identificare con precisione la causa e risolvere rapidamente sia i puntini che il rossore
A ormai un anno pieno dal trattamento laser la
Dilatazione capillare resiste . L’iperpigmentazione melaninica si è ridotta ma persiste una macchia che scompare alla pressione . Ho protetto con creme solari e sto applicando sieri con vitamina C concentrata e niacinamide. Cosa devo fare ? Attendere ancora ?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile paziente,
a distanza di un anno, ciò che descrive è abbastanza tipico: la dilatazione capillare residua difficilmente regredisce spontaneamente e spesso necessita di un ulteriore trattamento mirato (laser vascolare specifico).
La macchia che scompare alla pressione è verosimilmente di natura vascolare più che pigmentaria, quindi i sieri schiarenti (vitamina C, niacinamide) possono avere un effetto limitato.
Ha già fatto correttamente protezione solare e skincare, ma a questo punto attendere ulteriormente difficilmente porterà grandi cambiamenti.
È più indicato rivalutare il quadro per capire se intervenire con un trattamento più specifico e mirato.
Le consiglio quindi una visita dermatologica presso il mio studio.
Salve, se faccio il laser e poi uso per mesi una maschera led, posso eliminare al cento per cento cicatrici atrofiche e macchie iperpigmentate, considerando che il produttore della maschera led della Seunique mi ha detto che si eliminano il 76 per cento delle cicatrici atrofiche in 5-6 mesi, e l'86 per cento della macchie iperpigmentate nei primi mesi, e anche il laser elimina una percentuale alta?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile paziente,
anche combinando laser e maschera LED non è possibile ottenere un’eliminazione al 100% di cicatrici atrofiche e macchie.
Le percentuali indicate dai produttori sono orientative e non sempre applicabili a tutti: i risultati dipendono molto dal tipo di pelle, dalla profondità delle cicatrici e dalla risposta individuale.
Questi trattamenti possono portare a un miglioramento anche significativo, ma non alla scomparsa completa.
Per capire cosa è realmente ottenibile nel suo caso e impostare un percorso efficace, le consiglio una visita dermatologica presso il mio studio.
La mia unghia cresce spezzata da un paio di anni e non si riesce ad unire con il resto dell unghia sono seguita da qualche anno da una brava professionista , penso che il
Problema sia stata causata dal trauma dell intervento all'alluce valgo
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile paziente,
da quello che descrive è molto verosimile che la crescita “spezzata” dell’unghia sia legata al trauma subito durante l’intervento per alluce valgo. In questi casi può succedere che la matrice ungueale, cioè la zona da cui nasce l’unghia, venga in parte alterata e questo porta a una ricrescita irregolare, come se l’unghia fosse divisa o non riuscisse più a unirsi correttamente.
Quando il problema persiste da anni, come nel suo caso, è facile che si tratti proprio di una modifica stabile del modo in cui l’unghia cresce, più che di qualcosa di temporaneo. Per questo motivo, anche se si è seguiti con cura, spesso i trattamenti estetici o superficiali non riescono a risolvere completamente la situazione.
Detto questo, è comunque importante non dare nulla per scontato: a volte possono coesistere altri fattori, come una componente micotica o un’alterazione del letto ungueale, che possono peggiorare l’aspetto e che, se trattati, possono portare almeno a un miglioramento.
Proprio per capire bene l’origine del problema e valutare se ci sono margini di intervento, anche solo per migliorare l’aspetto o la gestione dell’unghia, le consiglio una visita dermatologica presso il mio studio.
Salve. Sto curando rosacea couperose con laser IPL e foto dinamica. Da ormai 6 mesi ma i rossori, le bolle e i capillari sono sempre presenti, spesso in netto peggioramento. Dovrei sospendere questi trattamenti? Perché non sono efficaci? Ho anche affiancato un’alimentazione per nutrire il microbiota, ma davvero non noto risultati.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile paziente,
capisco molto bene la sua frustrazione, perché la rosacea è una condizione che spesso richiede tempo e, soprattutto, un approccio molto personalizzato.
Dopo 6 mesi di trattamenti come IPL e fotodinamica, il fatto che i rossori, i capillari e soprattutto le “bolle” siano ancora presenti, e addirittura in peggioramento, fa pensare che questa strategia da sola non sia sufficiente o non sia la più adatta al suo tipo di rosacea. Non tutte le forme rispondono allo stesso modo: la componente vascolare può migliorare con il laser, ma quella infiammatoria (papule e pustole) spesso necessita di una terapia medica associata.
Inoltre, se i trattamenti vengono ripetuti senza ottenere beneficio, in alcuni casi possono anche rendere la pelle più sensibile e reattiva, accentuando il rossore invece di ridurlo.
Per quanto riguarda l’alimentazione e il microbiota, è sicuramente un supporto utile, ma da solo difficilmente riesce a controllare una rosacea attiva come quella che descrive.
Più che chiederci se sospendere o meno, il punto fondamentale è rivalutare completamente il quadro: capire esattamente che tipo di rosacea è, se la terapia è adeguata e se è necessario cambiare approccio, magari integrando trattamenti farmacologici mirati e rivedendo anche la gestione quotidiana della pelle.
Proprio perché la situazione non sta migliorando, le consiglio una visita dermatologica presso il mio studio, così da analizzare nel dettaglio il suo caso e impostare una strategia più efficace e adatta alla sua pelle.
Mio figlio di 7 anni e mezzo da alcuni giorni avverte arrossamento e calore alle orecchie (anche una sola). L'otorino ha escluso otite o altre malattie dell'orecchio ed ha prescritto un antistaminico per 10 giorni. Tuttavia il fastidio, che si presenta in orari disparati, per breve tempo, persiste in assenza di altri sintomi ( niente febbre o altro). Stavo pensando, dopo aver consultato l'otorino, di rivolgermi ad un dermatologo ma inizio ad essere confuso su quale specialista interpellare. Specifico che mio figlio fa nuoto e che non soffre di allergie.
Sarei grato di un aiuto, una indicazione quanto meno dello specialista da consultare perché davvero non capiamo.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile paziente,
capisco la sua preoccupazione, ma da quanto descrive il quadro non sembra indicare nulla di particolarmente allarmante.
Un arrossamento intermittente delle orecchie, con sensazione di calore e senza altri sintomi associati, può essere legato a fenomeni vascolari transitori (una sorta di “vasodilatazione”), a stimoli ambientali, sbalzi di temperatura, attività fisica o, talvolta, anche a fattori emotivi. Anche il nuoto e gli sbalzi termici possono contribuire.
Il fatto che la valutazione otorinolaringoiatrica sia negativa è già un elemento rassicurante. In questi casi, se il disturbo persiste, può avere senso un inquadramento dermatologico per escludere condizioni cutanee o forme di iperreattività locale, anche se spesso si tratta di fenomeni benigni e transitori.
Se gli episodi dovessero aumentare, diventare più intensi o associarsi ad altri sintomi, si potrebbe eventualmente considerare anche un approfondimento pediatrico.
Per fare chiarezza e valutare direttamente la situazione, le consiglio comunque una visita dermatologica presso il mio studio.
Buonasera, circa 3 mesi fa mi sono scottata la mano al forno di casa, si era formata anche una bolla piena di acqua che poi con il tempo si è rotta
Ora a distanza di 3 mesi mi è rimasta una macchia di colore rosso/rosa scuro, esiste una crema utile per far tornare la pelle del colore naturale?
Grazie
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile paziente,
quello che descrive è una situazione piuttosto comune dopo una scottatura, soprattutto quando si è formata una bolla. La macchia rosata o rossastra che vede a distanza di tre mesi corrisponde a una cicatrice ancora in fase di maturazione, e in questa fase è normale che il colore sia più evidente.
La buona notizia è che la pelle continua a migliorare nel tempo: spesso queste macchie tendono a schiarirsi progressivamente nei mesi successivi, anche se con tempi variabili.
Può aiutarla utilizzare con costanza prodotti specifici per la cicatrizzazione, in particolare i gel al silicone, che sono tra i più indicati perché mantengono la pelle idratata, migliorano l’elasticità e aiutano a ridurre il rossore. In alternativa, anche creme riparatrici possono essere utili, soprattutto se la pelle è ancora un po’ sensibile.
Un aspetto fondamentale è la protezione solare alta (50+), perché l’esposizione al sole può rendere la macchia più persistente o scurirla ulteriormente.
È importante però avere aspettative realistiche: non esiste una crema che faccia tornare la pelle immediatamente al colore originale, ma con il tempo e le cure adeguate si può ottenere un miglioramento graduale.
Per valutare al meglio la situazione e capire se è sufficiente la terapia domiciliare o se può essere utile associare trattamenti più mirati, le consiglio comunque una visita dermatologica presso il mio studio.
Ho effettuato una ceretta brasiliana alle spalle in data 28 gennaio e ancora oggi ( la data in cui scrivo è il 14 aprile ho dei foruncoli)
Come posso procedere?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile paziente,
la comparsa di foruncoli a distanza di tempo dalla ceretta è abbastanza frequente e può essere legata a follicolite o peli incarniti che tendono a persistere.
Può essere utile utilizzare detergenti delicati e, localmente, prodotti con azione antibatterica o esfoliante (ad esempio a base di acido salicilico), evitando di manipolare le lesioni.
Se però il problema dura da così tanto tempo, è importante valutare se si tratta effettivamente di follicolite o di altra condizione che richiede una terapia specifica.
Le consiglio quindi una visita dermatologica presso il mio studio per impostare il trattamento più adatto e risolvere definitivamente il problema.
Buonasera, ho notato una macchia rosacea sull'addome, e una serie di macchioline raggruppate a livello della scapola
Ho pensato a una forma di herpes e ho applicato aciclovir, poi sono riuscita ad avere una visita, mi hanno diagnosticato Zona,e sto e ho iniziato a prendere
Valaciclovir aurovitas. Dopo 5 giorni, prima prendevo aciclosina che è per vari tipi di herpes, ma è meno forte.Ho detto che non ho mai avuto nè dolore nè prurito, volevo sapere quale può essere il decorso. Grazie.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile paziente,
il quadro che descrive è compatibile con un herpes zoster (fuoco di Sant’Antonio), anche se l’assenza di dolore o prurito può rendere la presentazione un po’ atipica, ma non impossibile.
Con la terapia antivirale già iniziata, generalmente le lesioni tendono a:
stabilizzarsi entro pochi giorni
poi seccarsi e regredire nell’arco di 2–3 settimane
In alcuni casi può rimanere un lieve arrossamento residuo per un po’ di tempo. L’assenza di dolore è un elemento favorevole.
È comunque importante monitorare l’evoluzione e verificare che le lesioni stiano regredendo correttamente.
Le consiglio quindi una visita di controllo presso il mio studio per confermare il decorso e valutare la guarigione completa.
Buongiorno da un anno che ho eritema nodoso ho fatto molte visite da ben 3 dermatologi diversi e nessuno ancora è riuscito a farmi una cura come si deve ho fatto biopsia ho fatto moltissimi esami ma niente, devo rivolgermi ad un altro specialista per approfondire altri aspetti? Cosa mi consigliate in generale? lavoro in piedi visto che faccio il
Pizzaiolo. Grazie.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile paziente,
capisco bene la sua frustrazione, perché l’eritema nodoso è una condizione che può essere davvero difficile da inquadrare e gestire, soprattutto quando persiste nel tempo nonostante numerosi controlli.
Purtroppo non è raro che, anche dopo biopsia ed esami approfonditi, non si riesca a individuare una causa precisa. In questi casi si parla di forme idiopatiche, ma è comunque corretto aver fatto tutti gli accertamenti per escludere patologie associate.
Dato che il problema dura ormai da un anno, può avere senso valutare un approccio un po’ più ampio: in alcuni casi è utile affiancare al dermatologo anche altre figure specialistiche, come internista, reumatologo o infettivologo, per indagare eventuali cause sistemiche che magari non sono ancora emerse.
Il fatto che lei lavori molte ore in piedi, inoltre, può contribuire a mantenere o peggiorare il quadro, perché favorisce stasi e infiammazione agli arti inferiori. Nei limiti del possibile, può aiutarla cercare di sollevare le gambe durante il riposo e utilizzare calze elastiche, che spesso danno un po’ di sollievo.
Detto questo, ogni caso è diverso e quando la situazione diventa così persistente è fondamentale rivalutare tutto il percorso già fatto, con uno sguardo più globale, per capire se c’è qualcosa da approfondire o se si può impostare una strategia terapeutica più mirata.
Per questo motivo, le consiglio una visita dermatologica presso il mio studio, così da analizzare con attenzione la sua situazione e la documentazione già eseguita e valutare insieme i passi successivi più adeguati.
Salve, ho 37 anni, uso sempre la protezione viso 50+ sia estate che inverno, ma ho notato cmq delle macchioline sul naso color marroncino, e mi pare come se in estate si accentuassero, volevo sapere posso usare qualcosa per togliere o quanto meno "sbiancarle" un po, premetto che sono allergica al nichel, grazie.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile paziente,
da quello che descrive è molto probabile che si tratti di macchie solari, che tendono a comparire proprio nelle zone più esposte come il naso e spesso si accentuano durante l’estate, anche quando si utilizza correttamente la protezione 50+.
Sta già facendo la cosa più importante, cioè proteggere la pelle, ma è bene sapere che la protezione solare previene nuove macchie e limita il peggioramento, mentre quelle già presenti tendono a persistere.
Per cercare di schiarirle può utilizzare a domicilio dei prodotti specifici con attivi come niacinamide, acido azelaico o vitamina C, che aiutano a rendere l’incarnato più uniforme in modo graduale e generalmente sono ben tollerati anche in pelli sensibili. Naturalmente, vista la sua allergia al nichel, è sempre importante scegliere prodotti sicuri e adatti alla sua pelle.
I risultati non sono immediati: parliamo di un miglioramento progressivo nell’arco di alcune settimane o mesi, e spesso le macchie si attenuano senza scomparire completamente.
Proprio per questo, per capire esattamente di che tipo di macchie si tratta e valutare se associare trattamenti più mirati, le consiglio una visita dermatologica presso il mio studio.
Salve, vorrei sapere se i laser per migliorare cicatrici atrofiche, macchie iperpigmentate/bianche e nei sono dolorosi, quali sono tutti gli effetti collaterali, in quali mesi dell'anno si posso fare, e in che percentuale eliminano cicatrici e macchie
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile paziente,
i trattamenti laser rappresentano sicuramente una delle opzioni più efficaci per migliorare cicatrici e macchie, ma è importante affrontarli con le giuste aspettative e con una valutazione accurata.
Per quanto riguarda il dolore, generalmente sono ben tollerati: si avverte una sensazione di calore o piccoli pizzichi, ma nella maggior parte dei casi si utilizza una crema anestetica che rende il trattamento molto più confortevole.
Dopo il laser è normale avere un po’ di arrossamento, gonfiore o una sensazione simile a una scottatura per qualche giorno. In alcuni casi possono comparire piccole crosticine. Effetti collaterali più rari, ma possibili, sono alterazioni della pigmentazione (macchie più scure o più chiare), infezioni o, molto raramente, esiti cicatriziali, soprattutto se non si seguono correttamente le indicazioni post-trattamento.
Questi trattamenti si eseguono preferibilmente nei mesi autunnali e invernali, quando l’esposizione al sole è minore, proprio per ridurre il rischio di complicanze pigmentarie.
Per quanto riguarda i risultati, è importante essere chiari: i laser possono portare a un miglioramento anche significativo, ma difficilmente consentono una scomparsa completa. Le cicatrici atrofiche tendono ad attenuarsi e a diventare meno visibili, mentre le macchie possono schiarirsi molto, in alcuni casi quasi del tutto, ma non sempre al 100%. Inoltre, i nei vanno sempre valutati con attenzione, perché nella maggior parte dei casi non sono indicati per il trattamento laser.
Ogni situazione è diversa e la risposta al trattamento varia molto da persona a persona, per cui è fondamentale impostare un percorso personalizzato.
Le consiglio quindi una visita dermatologica presso il mio studio, così da valutare il suo caso specifico e definire il trattamento più adatto e realistico.
Salve, se faccio la macchina Tesla Med Ion stream 680 Pro e poi uso per mesi una maschera led, posso eliminare al cento per cento cicatrici atrofiche e macchie iperpigmentate,considerando che il produttore della maschera led della Seunique mi ha detto che si eliminano il 76 per cento delle cicatrici atrofiche in 5-6 mesi,e l'86 per cento della macchie iperpigmentate nei primi mesi,e anche questa macchina elimina una percentuale alta?
Vorrei sapere con l'uso combinato di queste tecnologie, se possibile eliminare al cento per cento cicatrici e macchie.
Non rispondete per l'uno o per l'altra tecnologia.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile paziente,
capisco perfettamente il suo desiderio di risolvere in modo definitivo cicatrici e macchie, ma è importante essere molto chiari su un punto: anche combinando più tecnologie, non è possibile garantire un’eliminazione al 100%.
Le percentuali che le sono state riferite dai produttori sono spesso indicative e ottenute in condizioni specifiche; nella pratica clinica reale i risultati variano molto da persona a persona. Dipendono infatti dal tipo di cicatrici (più o meno profonde), dal tipo di pelle, dalla causa delle macchie e dalla risposta individuale ai trattamenti.
L’utilizzo combinato di più dispositivi può sicuramente portare a un miglioramento anche significativo, ma l’obiettivo realistico è rendere cicatrici e macchie molto meno visibili, non farle scomparire completamente. Inoltre, spesso i risultati migliori si ottengono con protocolli medici personalizzati che possono includere, a seconda dei casi, laser, peeling chimici o microneedling, piuttosto che affidarsi esclusivamente a dispositivi domiciliari.
Proprio per questo è fondamentale valutare direttamente la sua situazione, così da capire cosa è realmente ottenibile e impostare un percorso efficace e sicuro.
Le consiglio quindi una visita dermatologica presso il mio studio.
Buongiorno, sono una donna di 44 anni e da qualche anno ho scoperto di avere ipotiroidismo. Prendo Eutirox da lunedi a sabato una pastigli, domenica - due. Mese di febbraio quest'anno ho fato esami e i hormoni erano nella norma. Da due anni ho problemi seri con capelli e unghie (sono morbidissimi e si spezzano unatimo). Ma i cappeli mi priocupano di piu, continuo perderli, ho paura che a breve rimango pelata.
Lo letto buoni recenzioni per integratori Cistyphane e Tricorene. Posso usarli o mi cosigliate qualcos'altro?
Grazie mille
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile paziente,
la caduta dei capelli che descrive è verosimilmente legata a più fattori. L’ipotiroidismo può contribuire, ma se gli esami sono ben compensati, spesso non è l’unica causa. Anche carenze nutrizionali, stress o una predisposizione individuale possono avere un ruolo, così come alcune forme di diradamento femminile.
Gli integratori come Cystiphane o Tricorene possono essere utili come supporto per rinforzare capelli e unghie, ma da soli difficilmente risolvono una caduta importante se non si individua la causa specifica.
Per questo motivo, nel suo caso è fondamentale una valutazione più approfondita del cuoio capelluto, così da capire l’origine del problema e impostare una terapia mirata ed efficace.
Le consiglio quindi una visita dermatologica presso il mio studio.
Ho tolto un grano di miglio da dermatologa angolo occhio con bisturi e laser il giorno sette aprile Ho dato antibiotico x sette giorni Tutto ok non ho avuto crosta ma ho piccolo pallino che tirando angolo occhio sparisce È normale?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile paziente,
da quanto descrive il piccolo rilievo che scompare mettendo in tensione la pelle è generalmente compatibile con un normale esito post-trattamento, soprattutto in una zona delicata come il contorno occhi.
Se non sono presenti dolore, arrossamento o secrezioni, può essere un fenomeno transitorio destinato a risolversi spontaneamente nelle prossime settimane.
Per una valutazione più precisa e per escludere la necessità di un eventuale ritocco, le consiglio comunque una visita di controllo presso il mio studio.
Salve, ho un'orticaria diffusa in tutto il corpo. Sto assumendo Kestine 10 alla mattina,posso prenderlo anche la sera se ho prurito?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve, capisco il fastidio che un’orticaria diffusa può provocare. In generale, Kestine (ebastina) si assume una volta al giorno, ma in alcuni casi il medico può valutare un aggiustamento del dosaggio in base all’intensità dei sintomi. È però importante non modificare la terapia in autonomia senza un’indicazione precisa.
Le consiglio di effettuare una visita nel mio studio, così da valutare correttamente la situazione, capire la causa e impostare la terapia più adatta e sicura per lei.
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