Domande del paziente (7)
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera, l'esperienza di un intervento che modifica o corregge il nostro corpo può rappresentare un evento che ci segna profondamente. Sentimenti misti di paura, gratitudine e attrazione possono mescolarsi... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera, ciò che mi sento di consigliarle è innanzitutto di evitare le diagnosi fai da te che, oltre ad essere sbagliate, rischiano di appesantire ulteriormente il disagio che lei sta vivendo, che affonda... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile signorina, forse anziché tormentarsi in questo dilemma dovrebbe provare a costruire una progettualità concreta che possa aiutarla a realizzarsi come donna indipendente e capace di scegliere
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera, purtroppo capita troppo spesso che i medici di base prescrivono farmaci che andrebbero più accuratamente ponderati. La cervicale è un problema estremamente diffuso, e la postura che lei assume... Altro
Io prendo effexor da 180 la sprichiatra del CSM alla prima visita mi a segnato questo anche perché per dormire mi era stato dato 10 anni fa il rinotril 40 gocce prima di andare a dormire e 20 di lormetezapan, (e sono risulta al depakin che mi fa un effetto che no fa aumentare la rabbia e la forza mi fa alzare un frigorifero pieno con due motori e poter rimetterlo apposto mi da una forza sovrumana che con un calcio mi fa scappare una parente con i doppi mettono non mi fa sentire dolore e poi passa la parte fi paranoiai tutto mi spaventa che mi sento inn ierivolo e finché non mi arrabbio di nuovo panni fino al esterno per il terrore e salto al minimo scricchiolio dei mobili o di ciò che sento e piangere ora e poi mi arrangio e divento io pericolosa e forte da stritokare la mano a chi mi saluta o mi si rompono bicchieri in mano quel farmaco che mi ha dato la psichiatra può farmi lo stesso effetto ? Visto che era la prima visita e andava di corsa che da un ora e arrivata in ritardi 30 minuti è doveva vedere un paziente per lei 18 e dei miei problemi non mi ha fatto spiegare cosa mi angoscia
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Credo proprio che tu abbia bisogno di essere ascoltata e tranquillizzata non solo sull'effetto dei farmaci, posso solo consigliarti di cercare un medico meno frettoloso e più disponibile.
Buongiorno,
ho 38 anni, donna, e sette mesi fa mi è stata diagnosticata positività a hpv18. Ho avviato tutto l'iter di vaccini, colposcopie, pap test, fermenti e chi più ne ha. Il problema adesso resta relazionale. Ho 38 anni e sono single. Mi chiedevo come si comunica una cosa del genere (perché si deve comunicare e siamo d'accordo su questo) a un'eventuale conoscenza, sapendo che al 99 percento quella persona si rifiuterà di avere una qualsivoglia relazione sessuale e quindi relazionale, dal momento che l'hpv si trasmette anche con preservativo? Devo smettere di conoscere gente finché non mi negativizzo? La gente oggi come oggi, durante gli incontri sparisce per molto molto meno. Grazie a chiunque mi risponderà
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Carissima, certo quello che ti è successo è una brutta disavventura, ma ciò che ti suggerisco è di viverla come un'occasione, un tempo che può servirti per riflettere sul modo di relazionarti con un eventuale partner, sul rispetto che bisogna avere innanzitutto per se stessi, prerequisito necessario per qualunque relazione e soprattutto per elaborare un possibile rifiuto, evento fisiologico in qualunque relazione.
Ciao sono una ragazza di quai17 anni, sono cambiata totalmente qualche anno fa', quando è venuta a mancare mia nonna, da li sono iniziati i miei primi attacchi di ansia, mi venivano ogni notte, al talpunto di dormire pochissime ore, da li non riesco a superare la paura della morte, e la morte di mia nonna, che da quasi 4 anni a questa parte non sono riuscita a parlarne con nessuno, oltre a questo è peggiorato il rapporto con i miei genitori, mia madre non è più la stessa, non credo che mi abbia mai capita, è un continuo litigare, quando sbaglia lei non chiede mai scusa, ma trova delle giustificazioni, e alla fine faccio finta di niente come se non fosse successo nulla, e questo mi crea tanto stress e mi dispiace tanto perché non ritrovo più la mamma di quando ero piccola. Sono sempre stata una ragazza molto scherzosa, ironica e quella che fa ridere gli altri, ma al contrario di quando ero una bambina sono diventata una persona molto sensibile, piango appena litigo con i miei genitori, appena mio padre mi alza la voce su determinati argomenti (ma non capita solo con mio padre),questo mio aspetto non l'ho mai mostrato a nessuno, come se io fossi una persona quasi insensibile e quasi menefreghista(perché tendo a nascondere questa mia fragilità) inoltre tendo a provare molta timidezza con persone con cui non ho confidenza e ciò non mi fa stare male, perché tendo a mascherare tutto il mio carattere e il mio modo di fare. Oltre a questo ho sempre avuto grandi problemi di fiducia, da quando ero piccola, non mi sono mai fidata di nessuno, non riesco a vedere fiducia negli altri, a parte una persona al quale riesco a confidarmi, ma anche con lei ho sempre la paura di non potermi fidare al 100%, in compenso oltre a essere una persona scherzosa, so ascoltare e aiutare le mie amiche in momenti meno belli e sono molto empatica. Sto passando un periodo difficile, come per es. a scuola ho degli argomenti da recuperare, oppure nuovi argomenti da studiare, e quando sono a scuola sento la voglia di fare, di dire "arrivo a casa e mi metto a studiare", ma una volta tornata a casa non riesco a sedermi nella scrivania, mi sento demoralizzata e tendo a dormire tutta la sera oppure a usare il telefono, come se fossi sempre stanca, scrivo ciò per una risposta a tutto questo, e perché non so se è il caso di rivolgermi a una/o piscologa/o in quanto io sia ancora "piccola" e magari è solo una fase adolescenziale. Grazie mille per l'attenzione.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Cara adolescente, la tua lunga domanda denota un'esigenza d'ascolto. Il ciclo che tu stai attraversando, ovvero quello dell'adolescenza, è lastricato di incertezze e difficoltà, è difficile diventare grandi e rapportarsi in maniera assertiva con i propri genitori. Il lutto che ti ha segnata ha probabilmente in maniera traumatica creato un distacco troppo brusco tra la tua infanzia e l'inizio di una nuova fase.