Domande del paziente (621)
Buongiorno dottori ,ho 48 anni,volevo chiedere un parere riguardo a problemi che ho da novembre 2024.Ho iniziato con a dimenticare ogni tanto i nomi o comunque non mi arrivano nell immediato, inoltre ho sempre un po' di confusione,gli eventi mi sembrano sempre più lontani rispetto alla realtà,la memoria è peggiorata.Ho vissuto il 2024 con forte stress,e arrivo da 5 anni con problemi di insonnia ,ora migliorata con l assunzione di sertralina e olanzapina,A febbraio 2025 mi hanno fatto fare una risonanza e test neuropsicologici entrambi con esito negativo,a settembre ho rifatto i test neuropsicologici sempre con esito negativo e a febbraio 2026 ho effettuato una PET anche questa negativa.Mi sento la mente confusa.volevo chiedere un vostro parere,io ci penso tutti i giorni da mattina a sera,non so più cosa pensare.grazie a chiunque può aiutarmi
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera. Da ciò che racconta, il fatto che risonanza, test neuropsicologici ripetuti e PET siano risultati negativi è un elemento rassicurante e rende importante considerare anche quanto stress prolungato, insonnia, ansia e pensiero costante sul problema possano incidere sulla percezione di memoria e lucidità mentale. Anche alcuni farmaci possono talvolta associarsi a sonnolenza o sensazione di confusione, quindi questo aspetto andrebbe valutato con i medici che La seguono. Il fatto che Lei ci pensi da mattina a sera può inoltre alimentare un circolo in cui la preoccupazione aumenta ancora di più l’attenzione verso ogni minima dimenticanza. Proprio per questo, oltre ai controlli medici già eseguiti, potrebbe essere utile confrontarsi anche con lo specialista che La segue per rileggere insieme questi sintomi nel quadro complessivo, senza trascurare la componente emotiva. Se questa situazione dovesse pesarLe o destabilizzarLa, può valutare un supporto psicologico, con me o con il professionista che ritiene più adatto a Lei.
Le auguro una buona serata.
Buongiorno dottori. Vi scrivo per richiedere un parere su un evento che mi ha confusa recentemente. Ho 23 anni, sto passando un periodo in cui mi sto preparando per la laurea e successivamente già per cercare lavoro. Sono una che ha bisogno di farsi piani per ogni minima cosa perché altrimenti sento di non avere controllo. Recentemente, è successa una cosa strana, praticamente vi dico già che io sono attratta sia da ragazzi che da ragazze, lo so da 7 anni e non è assolutamente un problema per me, lo accetto e lo vivo come una verità dentro me, anche se preferirei innamorarmi di un uomo perché vorrei avere dei figli e sinceramente preferirei averli nella situazione più classica possibile. Vi dico questo perché è da mesi che so dell’esistenza di una determinata ragazza di circa la mia età, non ci conosciamo davvero, ma è capitato di guardarla da lontano, vederla interagire con i suoi amici e cose così. Appunto per mesi la mia percezione verso di lei è stata neutro-positiva, la trovo bella, solare e simpatica, e sembra anche genuina. L’altra notte però, mi è capitato a caso di fare un sogno in cui lei mi abbracciava, e io sentivo conforto in quell’abbraccio, e mi sentivo come se fossi cotta di lei, soprattutto perché dopo sempre nel sogno siamo sedute in un tavolo vicine e parliamo, ma poi un ragazzo attira la sua attenzione e inizia a parlare con lei, a quel punto sento una sensazione di gelosia, che ricordo ancora ora, e che quando il sogno è finito ho sentito letteralmente la sua mancanza, mi è dispiaciuto che fosse un sogno, dove forse eravamo amiche o comunque avevamo un legame. Ho continuato la mia vita normalmente, ma da quel giorno ogni volta che la vedo sento un’attrazione travolgente. Dire che mi sento attratta da lei fisicamente sarebbe riduttivo, perché non è che io sento attrazione per lei perché mi piace il suo corpo o la trovo “sexy” seppur sia bella, ma sento una sorta di desiderio verso di lei, in generale. È come se io amassi lei, non il suo corpo, ma lei. Infatti, la cosa che più mi accende è il pensiero di baciarla, e se devo essere sincera la bacerei anche molto appassionatamente, cosa molto strana per me, perché io non sento praticamente mai così tanta attrazione per qualcuno per cui non ho nemmeno sentimenti di cotta come minimo, cosa che quando c’è la sento in modo molto più intenso e euforico di qualsiasi attrazione fisica, cosa che appunto come ho detto con lei tecnicamente non c’è stata. Eppure sento un desiderio per lei così forte e anche di lasciarmi andare e perdere il controllo con lei che onestamente mi confonde, non capisco cosa sia successo, ma è tutto nato da quel sogno. Sottolineo che non ci siamo mai nemmeno sfiorate né guardate. Inoltre, voglio precisare che io sono sempre stata più aperta emotivamente nei confronti delle ragazze non per scelta ma per istinto, perché sono molto intuitiva e sento quasi sempre le intenzioni delle persone, e quando ho rapporti con i ragazzi non sento mai quella sincerità e purezza di intenzioni che io tanto amo e che con le ragazze sento di più. I maschi purtroppo soprattutto alla mia età spesso cercano altro, mentre io cerco una grande integrità, maturità, presenza, passione e connessione, cosa che non riesco mai ad associare ai maschi, anche perché o sono sempre con quel fondo di voglia di competizione e arroganza/ricerca di sesso che si percepisce da miglia, oppure sono troppo remissivi e dolci, cosa che purtroppo se eccessiva non mi accende negli uomini, perché anche se la dolcezza è fondamentale per me, io vorrei una via di mezzo fra ragazzo che sa essere forte e farmi sentire protetta ma allo stesso tempo saper essere dolce senza vergognarsene, con un cuore pieno di valori e un vero rispetto non solo per me ma per tutti. Quindi è una cosa rara, e istintivamente connetto meglio con le ragazze, infatti non ho mai avuto cotte emotive per maschi, se non alle elementari per un compagno, quando però appunto quella purezza di intenzioni era ancora presente e non “inquinata” dal testosterone, che a quanto pare li fa andare fuori di testa non lo so, peccato che il testosterone che molti di loro usano spesso per dominare o sentirsi migliore dovrebbe servire a proteggere e non a schiacciare, ma ci vuole un’alta maturità per integrarlo e lo capisco. Però appunto per questo connetto meglio con le ragazze oggi, e collegandomi con il sogno che ho fatto verso quella ragazza, perché secondo voi è esplosa questa attrazione così forte? Secondo voi cosa dovrei fare? Vi ringrazio per il tempo che mi dedicherete per rispondermi, accetto ogni visione e consiglio.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera. Da ciò che racconta, sembra che questo sogno abbia dato maggiore intensità a qualcosa che probabilmente dentro di Lei era già presente in modo più sfumato, rendendo più evidente un’attrazione che prima non aveva ancora trovato uno spazio chiaro nella Sua consapevolezza. Non sempre ciò che emerge in un sogno va letto in modo letterale, ma può portare alla luce vissuti e desideri che meritano di essere ascoltati senza giudizio. Più che cercare subito una definizione precisa, potrebbe esserLe utile osservare con calma che effetto ha su di Lei questa esperienza e cosa Le dice del Suo modo di vivere l’attrazione e il legame. Se questa situazione dovesse pesarLe o destabilizzarLa, può valutare un supporto psicologico, con me o con il professionista che ritiene più adatto a Lei.
Le auguro una buona serata.
Salve , ho una situazione con una ragazza che lavora che mi fa male. Dal giorno 1 eravamo vicini, connessi, sempre a parlare e c'erano di interesse foete da entrambe le parti. Col tempo, anche dopo qualche uscita, tutto e svanito. Quando le dissi che mi piaceva tanto, mi disse che mi vedeva come un fratellino avendo 6 anni in piu di me. Fatto sta che i rapporti erano sempre buoni, fino a che ho avuto un periodo molto buio tra gennaio e marzo dove avevo scoperto che aveva detto di questa mia confessione in giro con amici nostri. Questa cosa mi ha fatto arrabbiare, le ho levato il saluto e non abbiamo piu avuto contatti a parte visivi dato che ci vediamo tutti i giorni a lavoro. Io sto male, non so più che fare e credo di averla trattata male. Mi manca tuttoo, vorrei solo prenderla e abbracciarla e dirle che e tutta colpa mia, che lei è unica e che io le voglio bene ma è.come se avessi preso l abitudine di non calcolarla. cosa faccio?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera. Da ciò che racconta, sembra che oggi Lei stia soffrendo non solo per il rifiuto, ma anche per la rottura di un legame che per Lei aveva assunto un significato importante. È comprensibile quindi che la distanza, il silenzio e il vedersi ogni giorno mantengano tutto molto vivo. Più che colpevolizzarsi del tutto o idealizzare lei, potrebbe esserLe utile riconoscere che in questa situazione si sono intrecciati ferita, rabbia, delusione e bisogno di vicinanza. Se sente di aver bisogno di chiarire, può farlo in modo semplice e rispettoso, senza aspettarsi però necessariamente un ritorno al rapporto di prima. Se questa situazione dovesse pesarLe o destabilizzarLa, può valutare un supporto psicologico, con me o con il professionista che ritiene più adatto a Lei.
Le auguro una buona serata.
Ho appena terminato una relazione con una ragazza di 26 anni, di cui sono innamorato perso. (Io ne ho 12 in più )
Ed a suo dire anche lei, 3 settimane fa abbiamo prenotato le ferie estive insieme, la settimana scorsa mi ha presentato tutti i suoi parenti, e due settimane fa mi lasciava bigliettini per casa dicendomi che mi ama, che mi scieglierebbe ogni giorno, che nei momenti bui sono la sua luce e che sono il suo tutto eccetera.
Ora, a distanza di una settimana mi dice che il sentimento è cambiato, che non sa più quello che vuole, che prima era sicura di volere una famiglia, ora no. Che vuole stare sola, che non è mai stata sola in vita sua, e che ha bisogno di tempo per sé!
Da un giorno all’altro, senza spiegazioni, senza litigate, dalla mattina alla sera.
Non riesco a darmi spiegazioni
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera. Da ciò che racconta, è comprensibile che Lei faccia fatica a trovare un senso a questa rottura, perché il cambiamento che ha vissuto appare molto brusco e in forte contrasto con ciò che Lei aveva ricevuto fino a poco prima. Quando una persona passa da messaggi molto intensi a un improvviso ritiro, chi resta può sentirsi disorientato, incredulo e quasi “senza appigli”, anche in assenza di litigi o segnali chiari. Non sempre chi lascia ha già dentro di sé una spiegazione lineare o pronta da comunicare, e questo rende tutto ancora più doloroso per chi subisce la chiusura. Se questa situazione dovesse pesarLe o destabilizzarLa, può valutare un supporto psicologico, con me o con il professionista che ritiene più adatto a Lei.
Le auguro una buona serata.
Buongiorno, mi hanno cambiato la cura due giorni fa perché non riesco a star al lavoro e sono sempre con ansia e attacchi. Mi ha aggiunto questo medicinale Pregabalin eg stada italia insieme a xanax e zarelis da prendere a colazione e dopo pranzo. La sera ho solo lo xanax .. Volevi chiedere se è normale aver giramenti di testa, sonnolenza e essere un po stordita ecc. Perché non ho mai preso il Pregabalin e con questa combinazione di medicinali mi farà effetto dopo quanto? E in piu volevo chiedere è meglio non fare neanche un aperitivo? Grazie Cordiali Salu
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno. La ringrazio per aver condiviso parte del suo vissuto. Trattandosi di una terapia farmacologica appena modificata, con più farmaci assunti insieme, è importante che riferisca quanto prima questi sintomi al medico che le ha prescritto la cura o al medico di riferimento. Giramenti di testa, sonnolenza e senso di stordimento vanno valutati da chi conosce la sua situazione clinica e il dosaggio dei farmaci. Le sconsiglierei di modificare autonomamente la terapia o di assumere alcol senza prima aver chiesto indicazioni al medico. Un sostegno psicologico, online o in presenza, può inoltre essere utile per affiancare il percorso medico nella gestione dell’ansia e degli attacchi.
Le auguro una buona giornata.
Ho 29 anni e mi sento una fallita. Nessun aspetto della mia vita sta andando come speravo. Non sono riuscita ancora a laurearmi perché ogni qualvolta io debba preparare un esame e mi trovi a dover approcciare lo studio vengo letteralmente assalita da un'ansia micidiale e inarrestabile. Avrei dovuto avere il coraggio di rinunciare agli studi già da qualche anno ma al tempo stesso, se avessi preso questa decisione, avrei pensato di aver perso sia tempo che soldi e la paura di deludere i miei genitori è stata più forte, anche se per loro non avrebbe importato niente, solo la mia felicità. Non ho ancora un lavoro stabile perché da una parte ho procrastinato a causa dello studio e poi perché ho paura di dovermi accontentare di un lavoro che non mi appaghi o che non mi faccia sentire all’altezza e, ciliegina sulla torta, il mio ragazzo mi ha lasciata dopo 10 anni perché già da qualche anno sarebbe voluto andare a convivere per “scappare” da una situazione familiare complicata (premetto che lui sarebbe potuto andare intanto a vivere da solo avendo un lavoro a tempo indeterminato e ben retribuito) ma non lavorando non avrei potuto ancora assecondarlo in questo passo e sostiene che non abbia fatto abbastanza per cambiare questa situazione e in qualche modo a “salvarlo” facendomi sentire sbagliata e la causa della nostra rottura, anche se gli ho espresso più volte che anch’io sentivo questo desiderio, tanto che stavo mandando curriculum su curriculum per trovare un qualsiasi lavoro… forse avrei dovuto farlo prima per fargli capire che era davvero la persona con cui immaginavo il mio futuro, ma avrei voluto da parte sua un po’ più di comprensione e di sostenimento. Non ho mai avuto un briciolo di autostima, anzi, ho sempre denigrato me stessa e le mie capacità, e mi sento costantemente inadeguata e frustrata, non riesco a capire cosa fare per prendere davvero in mano la mia vita. Sono davvero stanca di tutto questo perché, non avendo mai avuto il coraggio di andare da un* psicolog*, non so cosa mi stia succedendo, qualcuno potrebbe aiutarmi a vederci più chiaro? Grazie mille!
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno. Mi dispiace per questo suo vissuto e La ringrazio intanto di aver condiviso parte della Sua esperienza. Da ciò che racconta, sembra che da tempo Lei stia vivendo un peso molto forte fatto di ansia, autosvalutazione, senso di fallimento e fatica nel sentirsi all’altezza, e tutto questo sta incidendo su più aree della Sua vita. Non credo che il punto sia che Lei “non abbia voglia” o “non si impegni abbastanza”, ma che probabilmente da tempo stia portando una sofferenza che La blocca e La fa sentire sempre più distante da ciò che vorrebbe per sé. Il fatto che oggi senta il bisogno di vederci più chiaro è già un passaggio importante. Se questa situazione dovesse pesarLe o destabilizzarLa, può valutare un supporto psicologico, con me o con il professionista che ritiene più adatto a Lei.
Le auguro una buona giornata.
Salve ,scrivo in breve la mia storia perchè vorrei capire se la persona con cui ho intrapreso una relazione quatto anni fa circa potrebbe essere un narcisista patologico Malvagio.Sono una insegnante di 63 anni benestante ,stimata come professionista e considerata di bella presenza.Sono sposata ma mio marito è affetto da una malattia neuridegenerativa e sette anni fa ha subito danni cognitivi,Così che quattro anni fa mentre ero in un momento molto difficicile ,mi sentivo molto sola ho intrapreso una relazione con un uomo che oggi ha 69 anni .Quest'uomo lo conosco da circa 27 anni ed in passato lo avevo incontrato qualche volta in un momento di crisi profonda della relazione con mio marito.In questo tempo a cicli si era sempre presentato ma io no lo avevo più considerato.quando ho deciso di intraprendere la re relazione con lui l'ho fatto anche perchè mi sono fatta convincere dal fatto che lui mi aveva raccontato di essere rimasto vedovo ( sua moglie era morta a causa di un cancro ) e che la sua compagna aveva un mieloma al terzo stadio .all'inizio sembrava andare bene ,ma il suo comportamento era molto strano,mi invia centinaia di messaggi ,banali e pieni di emoji e quando io chiedevo chiarimenti lui spariva ..Nelle varie sparizioni chredendo di essere io la persona sbagliata l'ho cercato cosi la relazine è andata avanti dal 2022 al 2024. In giugno del 2024 dice di avere una depressione e sparisce.Nel luglio del 2025 a causa di una circostanza si ripresenta e mi convince nuovamente a riprendere la relazione nel frattempo io ero venuta a conoscenza (voci di popolo) che lui aveva manipolato più persone sole ,sopratutto done approfittandone per appropriarsi dei loro risparmi , era un bancario ,e per questa ragione era stato sospeso dal suo lavoro ,anche se non si era riuscito a dimostrare nulla .Inoltre che aveva sempre intessuto più relazioni in contemporanea .Ma io che sono una persona buona nonostante i vari dubbi ho deciso di ridargli fiducia .Sembrava che le cose andassero bene lui mi dedicava ,tempo ed attenzioni, fino a quando in gennaio lui sbaglia ad inviare un messaggio ed intuisco che c'era una quarta persona ,chiedo spiegazioni , ma lui sparisce.
Ora mi chiedo potrà ricomparire ancora ? E' un narcisista patologico maligno?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno. Da ciò che racconta, non credo sia possibile definire con certezza questa persona come “narcisista patologico maligno”, anche perché “malignant narcissism” non è una diagnosi ufficiale standard e, più in generale, avere tratti manipolativi o relazioni multiple non basta da solo per formulare una diagnosi clinica. Il disturbo narcisistico di personalità è un quadro più complesso. Quello che però emerge con chiarezza, al di là dell’etichetta, è che Lei descrive una relazione segnata da sparizioni, confusione, messaggi contraddittori, possibile manipolazione e forte destabilizzazione emotiva. Più che chiedersi se ricomparirà ancora o quale diagnosi abbia, potrebbe essere importante riconoscere quanto questo legame Le abbia fatto male e quanto La mantenga in uno stato di dubbio e attesa. Se questa situazione dovesse pesarLe o destabilizzarLa, può valutare un supporto psicologico, con me o con il professionista che ritiene più adatto a Lei.
Le auguro una buona giornata.
Figlia quasi 16 enne, mai avuto dubbi sul suo orientamento sessuale, almeno così sembrava. Ha sempre avuto interesse per i maschi, coetanei. Da un po' di tempo è "attaccata" ad un'amica, a cui anche io voglio bene, che è lesbica. Mia figlia dice di essere innamorata di lei. La cosa mi ha spiazzato. Parto dal presupposto che non giudico e sono favorevole a tutte le forme di amore, ma dico che mi ha spiazzato perché non avrei mai sospettato una cosa del genere non avendo mai visto atteggiamenti che potessero farlo pensare. Secondo voi, è possibile che sia infatuazione? Non so come spiegarmi meglio. Le ragazze stanno sempre insieme, ogni cosa che fanno se lo comunicano telefonicamente. Ho il sospetto che mia figlia sia confusa tra affetto amichevole e amore. La mia è una ragazza che, se vuole bene a qualcuno, si focalizza solo su quella persona. Faccio una domanda che può sembrare cattiva e cruda, ma non lo è.
L'essere lesbica, le è scaturita stando sempre a contatto con l'amica? Perché so che i gay, comunque, sanno già da sempre dentro di sé cosa gli piace e cosa no. Ho parlato con lei a cuore aperto dicendo che a me importa solo della sua felicità. Non la giudico e sa che da parte mia c'è sempre il massimo sostegno.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno. Da ciò che racconta, non mi sentirei di dire che Sua figlia “sia diventata” lesbica stando accanto a un’amica lesbica. L’orientamento sessuale non si trasmette per vicinanza o frequentazione. Può invece accadere che, crescendo, una ragazza inizi a conoscersi meglio, a dare un nome a vissuti che prima non aveva ancora riconosciuto con chiarezza, oppure che stia vivendo un’infatuazione importante che col tempo prenderà una forma più definita. In adolescenza, infatti, affetto, identificazione, amicizia intensa e innamoramento possono anche intrecciarsi e non essere subito semplici da distinguere. La cosa più utile, da quello che scrive, mi sembra che Lei la stia già facendo: offrirle ascolto, sostegno e uno spazio non giudicante. Se questa situazione dovesse pesarLe o destabilizzarLa, oppure se sentisse il bisogno di orientarsi meglio come genitore, può valutare un supporto psicologico, con me o con il professionista che ritiene più adatto a Lei.
Le auguro una buona giornata.
Buon pomeriggio, sono una mamma di due bambine la più grande a tre anni e mezzo e la più piccola sette mesi, veniamo da una situazione un po’ complessa dopo un anno e un mese dove vedo Mamma e il Papà ogni due settimane solo il weekend perché per motivi lavorativi si è trasferito all’estero, adesso in maniera definitiva ci siamo trasferiti da lui alla Grande è molto contenta di essersi avvicinato a lui, perché in questo anno lo ha cercato tanto giustamente, ma con Mio Marito abbiamo notato che nonostante durante l’arco della giornata gli facciamo fare molte attività tra parco ciò che a casa non giocare con la sorellina oppure portare fuori il cane ci rendiamo conto che non è mai contento nel senso che ha sempre atteggiamenti molto irrequieti, cosa che prima non aveva. Molto spesso urla cerco principalmente io di cercare di capire quale sia il problema di chiedergli come si sente come sta se le piace stare qui o se le manca qualcuno o qualcosa, ma la sua risposta è sempre quella che lei è contenta di essere qui con il papà e che vuole il papà sicuramente incide molto il fatto che a cui non conosce nessuno a parte quattro bambini, ma che andando a scuola li vede molto raramente quando incontra qualche bimbo al parco si vergogna e non vuole parlargli dovuto alla lingua e quindi è molto trattenuta. Durante la notte, nonostante avesse iniziato a dormire nella sua stanza, è molto contenta di dormirci da una settimana a questa parte ha iniziato a dormire nel lettone e quando do il latte alla piccola. Lei interviene sempre dicendo che vuole le coccole e inizia a lagnarsi . In certi momenti mi dispiace perché immagino anche per lei sia un grande cambiamento però allo stesso tempo non gli manca nulla perché è super coccolata e sempre fuori a giocare e fare 1000 attività, quindi non capisco come sia possibile che lei faccia ancora capricci e che si attacchi anche alla minima sciocchezza. Cosa posso fare? Avete qualche consiglio?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno. Da ciò che racconta, sembra che la sua bambina stia vivendo un cambiamento molto importante e che la sua irrequietezza possa avere a che fare proprio con questo: anche quando un passaggio è desiderato e positivo, come riavvicinarsi al papà, può comunque portare con sé fatica, bisogno di rassicurazione e una maggiore sensibilità. Il fatto che cerchi più contatto, più coccole e che faccia più capricci non significa necessariamente che stia male o che le manchi qualcosa di concreto, ma può essere il suo modo di esprimere un bisogno di sicurezza in una fase nuova, con ritmi, lingua e riferimenti diversi da prima. Più che aumentare ancora le attività, potrebbe esserle utile puntare su continuità, routine prevedibili, momenti esclusivi con lei e accoglienza delle sue emozioni senza leggerle come semplice “scontentezza”. Se questa situazione dovesse pesarle o destabilizzarla, può valutare un supporto psicologico, anche genitoriale, con me o con il professionista che ritiene più adatto a lei.
Le auguro una buona giornata.
Save sono una ragazza di 23 anni che lavorava in un supermercato ho iniziato a soffrire di vertigini da stress ansia forte e attacchi di panico fino a non uscire piu di casa ma passare le giornate a casa piangendo.. ho iniziato a prendere zoloft adesso da cinquantaquattro giorni ho aumentato a zoloft + levopraid + xanax pomeriggio e mirtazapina la sera e sembra che piano piano stavo recuperando adesso da due giorni sto risentendo un po d ansia e vuoti di testa improvvisi ebato avemdo un po paura è una cosa normale che ci vigliono piu giorni o sto tornando indietro?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno. Trattandosi di una terapia farmacologica articolata e modificata nel tempo, è importante che riferisca questi sintomi al medico o allo psichiatra che la sta seguendo, senza modificare da sola dosaggi o assunzioni. Un aumento dell’ansia o sensazioni come “vuoti di testa” possono spaventare, ma vanno valutati da chi conosce la sua storia clinica, i farmaci e i tempi della cura. Questo non significa necessariamente che stia tornando indietro, ma è comprensibile che lei abbia paura dopo un periodo così difficile. Un sostegno psicologico, online o in presenza, può inoltre aiutarla ad affiancare il percorso medico e a gestire meglio l’ansia e gli attacchi di panico.
Le auguro una buona giornata.
Salve, scrivo per cercare di capire come vede, dall’esterno, la mia situazione un professionista.
Premetto che sono single, sono un ragazzo, ho 25 anni, esattamente come la ragazza di cui parlerò.
Un paio di mesi fa incontrai questa ragazza in una discoteca fuori dalla mia città, dove io lavoro. Era lì con dei suoi amici per puro caso.
Durante la serata non ci siamo mai parlati nonostante sapevamo entrambi chi eravamo, ovvero che ci vedevamo tantissime volte in altri locali della nostra città ma non ci siamo mai parlati.
Io l’ho sempre conosciuta, per le voci che giravano, come una alla ricerca costante di lusso, hype social e soldi. Come una che era uscita da 2 anni da una relazione di 5vanni tossica, con il suo ex che la comandava, manipolava, ricattava ecc. (lei stessa mi racconterà tutto ciò in seguito)
Dopo la serata lei inizia a seguirmi su qualsiasi social e mi scrive; curioso che mi scrisse inizialmente per risolvere un problema sentimentale che aveva con un suo amico e mi volesse parlare come se ci conoscessimo da sempre.
La aiutai, in quanto il suo amico era anche mio, ma nei giorni successivi lei tornò molto insistente nel cercarmi.
Per farla breve, nel giro di una settimana inizia una frequentazione importante. Ci scriviamo dal buongiorno alla buonanotte ogni giorno. Complimenti su complimenti, parole dolci, chiamate infinite per farci compagnia di notte ecc. Tutto perfetto e magico.
Dopo 2 settimane cosi, si fida anche di salire in auto con me (e dico “si fida” perchè non sale mai con nessun ragazzo per paura di eventuali “secondi fini”) per andare a ballare insieme. È una passione che abbiamo entrambi, ci piace e abbiamo le rispettive compagnie di amici che condividono con noi tutto questo. Ci andiamo 4 volte a settimana, giusto per far capire la frequenza.
Continua tutto così per circa 1 mese. Sembra tutto perfetto, ripeto, lei mi sta vicina, si affida totalmente a me, comincio ad andare in casa sua, usciamo anche da soli svariate volte, ci scriviamo sempre h24, ci baciamo appassionatamente e dopo una serata abbiamo pure avuto un rapporto sessuale che si è poi ripetuto in altre svariate occasioni durante il giorno normalmente.
Un sera, di punto in bianco, andiamo in un evento da soli e comincia a ignorarmi parecchio; flirta con svariati ragazzi, si lascia spalpazzare, sparisce lasciandomi da solo per poi riapparire dopo un po’ di tempo con un ragazzo a mano, parla e balla poco con me.
La cosa si ripete per le successive serate (almeno 4/5) finchè io le comincio a chiedere spiegazioni a riguardo, del tipo: spiegami perchè mi dici che sono “la tua luce”, “il ragazzo che non ha mai avuto” e poi quando entriamo in un locale ultimamente cerchi altri e mi ignori, mi sento leggermente sfruttato e non un amico.
Da quella mia richiesta di spiegazioni, ha iniziato a vedere tutto quello che le dicessi come un attacco ed una privazione della sua libertà. Ha cominciato a dirmi di non comportarmi cosi perchè le stavo facendo rivivere l’incubo dell’ex.
Siamo solo amici, è vero, ma il fatto che ci stiamo sentendo e che ti porti io in un locale presuppone che tu voglia stare con me; non che io ti porti e poi tu faccia quello che vuoi, parere mio eh.
Le incomprensioni continuano praticamente ad ogni serata perchè le ho dato spesso dell’incoerente e della persona poco rispettosa; finchè lei arriva al punto di dirmi: “senti io sono fatta cosi; quando andiamo a ballare un po’ mi annoio e ricerco dell’adrenalina, io ferma a ballare non ci sto. Ho bisogno di attenzioni, di essere sempre al centro e di sentirmi adorata. Per questo vado anche da altri ragazzi a fare magari dei complimenti o a mostrarmi, solamente perchè ho bisogno di farmi vedere e di validazione”.
Comprendo la cosa e inizio un po’ a confrontarmi con i miei amici, mossa maledetta perchè lei ha cominciato a ribaltarmi l’accusa di incoerenza contro di me, per il fatto che giro con amici a loro volta incoerenti, sfruttatori ecc ecc.
Va avanti in qualche modo tutto cosi, fino all’altro ieri: dopo una settimana di litigi (sempre riguardanti il fatto che lei si sente oppressa, limitata da me e in dovere di spiegare ogni suo comportamento), mi scrive: “senti, vieni alla serata di stasera? Ho bisogno assoluto della tua presenza. Senza di te non vado. A me di ignorarti a tratti, come abbiamo fatto questa settimana passata, non piace. Quindi vieni che andiamo insieme se vuoi, ti aspetto”.
Decido di andare.
Completamente a caso, a metà serata comincia a isolarsi e a schifarmi in tutto quello che io faccia o dica; non c’era nessun motivo, eravamo molto tranquilli e felici, secondo me. arriva, proprio vicino a dove eravamo, un ragazzo con la quale lei si sente e conosce da anni; immediatamente cominciano a limonare e stare vicinissimi e abbracciati. E lei stava lì con lui abbracciata (guardandomi) proprio mentre io ero rimasto a qualche metro da loro, con un amico incontrato lì. Non tornerà mai più con me, continueranno a baciarsi per tutta la sera e alla fine andrà a casa con lui mano nella mano, SENZA NEMMENO SALUTARMI (ma incrociando gli sguardi mi ha detto “cosa vuoi?” in modo un po’ arrogante). E sottolineo che è quest’ultima parte ad avermi infastidito parecchio, non il fatto che si sia baciata quell’altro (è single e lo può fare).
Ora è proprio da 3 giorni che sembra sparita totalmente. Non mi scrive. Non mi risponde a messaggi (normalissimi che ci mandavamo sempre). Non mi risponde alle chiamate. Non risponde ai miei amici. Però le storie instagram me le guarda e continua a pubblicare regolarmente anche lei. Quindi che devo fare ora? Le ho scritto proprio il giorno dopo: “ciao, come stai? Perchè non mi hai salutata ieri sera? È successo qualcosa?”.
Che devo fare? Devo insistere? io ho bisogno di spiegazioni. Sto piangendo da giorni e ho perso pure l’appetito dimagrendo 5kg.
Molti mi suggeriscono il silenzio ma non ci riesco. Devo sentire la sua voce, i suoi pensieri, cosa effettivamente è successo. Perchè giuro non riesco a comprendere.
Odio il ghosting. Lei l’ha messo in pratica varie volte dopo i litigi con me ed io con lei 1 volta. Ma dopo 1 giorno ci chiarivamo ed era tutto ok. Ora il fatto che siano già 3 giorni di no contact mi preoccupa parecchio. io non voglio e non la devo perdere così; se lei mi spiegasse e volesse allontanarsi almeno lo saprei e se ne potrebbe parlare. Ma volatilizzarsi cosi dal nulla pur mantenendo una presenza social costante, mi fa male malissimo.
Chiudo dicendo che non ho mai avuto l’intenzione di volerla come fidanzata eh; questo gliel’ho sempre detto e pure lei nei miei confronti. Semplicemente un’amicizia profondissima e anche un po’ intima quasi da fratello e sorella capito?
Lei mi ha sempre detto “quello che siamo noi, lo sappiamo solo noi”.
Questo deve essere chiaro ed è fondamentale secondo me.
In attesa di una risposta, grazie
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno. Da ciò che racconta, sembra che questa ragazza abbia costruito con lei un legame molto intenso ma anche molto instabile, ambiguo e centrato molto sui propri bisogni del momento, mentre lei si è trovato sempre più coinvolto emotivamente e bisognoso di chiarezza. Al di là delle etichette che date a questo rapporto, i fatti che descrive parlano di una dinamica che oggi la sta facendo stare molto male, in cui lei cerca dialogo, continuità e rispetto, mentre dall’altra parte sembrano esserci avvicinamenti forti, allontanamenti bruschi e comportamenti molto disorientanti. Capisco il bisogno di spiegazioni, ma quando una persona sceglie il silenzio o risponde con sparizioni ripetute, purtroppo anche questo è già un messaggio. Più che insistere ancora, credo sarebbe importante fermarsi e riconoscere quanto questa relazione, così com’è, la stia ferendo e destabilizzando. Se nota che sta piangendo molto, ha perso l’appetito e non riesce a reggere questa situazione, non lo sottovaluti. Se questa situazione dovesse pesarle o destabilizzarla, può valutare un supporto psicologico, con me o con il professionista che ritiene più adatto a lei.
Le auguro una buona giornata.
Ho una preoccupazione che mi assilla tanto .
Mamma si era appena fatta la doccia e si era asciugata le parti intime. Siccome lei ha una difficoltà mi ha chiesto di aiutarla e cosi ho fatto.
Adesso ho costantemente il pensiero che io abbia toccato i suoi vestiti precedentemente toccati da lei , ho paura che dopo magari andando in bagno mi sia mischiata qualcosa anche avendo lavato le mani.
So che è strana la cosa
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera. Da ciò che racconta, sembra che il suo timore nasca più da un pensiero di contaminazione che da un rischio reale. Il fatto che lei stessa percepisca questa paura come insolita fa pensare che una parte di lei riconosca già quanto l’ansia stia amplificando la situazione. A volte questi pensieri diventano molto insistenti proprio perché più si cerca di controllarli o di rassicurarsi, più tornano. Se nota che questo tipo di preoccupazioni si ripete spesso o le crea molta angoscia, potrebbe essere utile approfondirlo con un professionista, perché merita attenzione anche se può sembrarle “strano”. Se questa situazione dovesse pesarle o destabilizzarla, può valutare un supporto psicologico, con me o con il professionista che ritiene più adatto a lei.
Le auguro una buona serata.
Buongiorno, sono turbata da una situazione che si è venuta a creare in casa. Mio figlio di 19 anni e suo padre hanno avuto una litigata tremenda. E' partita da una sciocchezza per la quale mio marito si è rivolto in tono sgradevole ai nostri figli. Mia figlia ha ignorato, mio figlio ha avuto uno scatto di rabbia sproporzionata e preteso scuse. Mio marito si è irrigidito e ha cominciato con attacchi personali molto cattivi nei confronti di mio figlio. Io cercavo di calmare entrambi senza riuscirci. E' intervenuta anche mia figlia per aiutarmi. Siamo riuscite a riportare mio figlio alla calma ma mio marito rilanciava di continuo, fino a quando mio figlio ha accettato che la sorella lo portasse fuori dalla stanza. Da allora sono passate 3 settimane e non si parlano più. Quando si trovano insieme si ignorano, fanno come se l'altro non fosse presente in stanza. Mio figlio è ancora pieno di rabbia e mio marito non vuole fare aperture, sembra preferire tagliare i ponti. Non so come aiutare alla ripresa del dialogo per ripartire e riparare il rapporto. Sarei grata se mi poteste dare suggerimenti in merito. vi ringrazio.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera. Da ciò che racconta, sembra che quella litigata abbia toccato qualcosa di molto profondo in entrambi e che ora il silenzio stia diventando una forma di difesa, più che una vera soluzione. In situazioni come questa spesso non è utile spingere subito verso una chiarificazione diretta, soprattutto se la rabbia è ancora molto alta, ma può essere più realistico provare a creare le condizioni perché il dialogo possa riaprirsi gradualmente, magari partendo da un contatto meno carico e più semplice. Il fatto che lei senta il bisogno di aiutare entrambi è comprensibile, ma forse è importante anche non caricarsi da sola della responsabilità di riparare tutto, perché il rapporto tra padre e figlio ha bisogno che ciascuno faccia la propria parte. Se questa situazione dovesse pesarle o destabilizzarla, può valutare un supporto psicologico, individuale o familiare, con me o con il professionista che ritiene più adatto a lei.
Le auguro una buona serata.
Salve ho 50 anni e premetto che sono sempre stato ipocondriaco e ansioso, da qualche tempo ho paura di strozzarmi deglutendo il cibo, ho una sensazione di avere tra gola e palato un bolo, a tavola mangio poco o quasi nulla per paura di soffocarmi. Ma la cosa che mi preoccupa è che da quando ho avuto il problema di aver paura di soffocare, ho perso qualche chilo per me di troppo, sono alto 196 e attualmente peso intorno agli 80 chili.. Sto mangiando molto meno rispetto a prima solo pasta e frutta a pranzo e poco a cena. Ho paura di andare sottopeso o che non riesca a recuperare. Ho paura di avere qualche patologia, mi misuro spesso pressione, ho fatto recenti analisi sangue che sono risultate regolari. Ho paura di non riuscere a superare questo problema.Attendo un vostro gradito consiglio.. Grazie
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera. Da ciò che racconta, sembra che la paura di soffocare stia avendo ormai un peso importante sul suo modo di mangiare, e questo merita attenzione sia sul piano fisico sia su quello ansioso. La sensazione di “bolo” tra gola e palato può comparire anche in situazioni di ansia e tensione, ma quando si mangia poco, si perde peso e la paura di deglutire diventa così forte, è importante non fermarsi all’ipotesi psicologica e parlarne anche con un medico, perché i disturbi della deglutizione e il calo ponderale vanno valutati. Il fatto che le analisi siano risultate nella norma è rassicurante, ma non basta da solo a chiudere il discorso se il problema continua a condizionarla così tanto. Allo stesso tempo, dal modo in cui descrive la situazione, sembra che la paura stia alimentando un circolo in cui più teme di soffocare, più mangia meno e più aumenta l’allarme sul corpo. Per questo le direi di non affrontarlo da solo: può essere utile confrontarsi con il medico per capire se serva un approfondimento su gola o deglutizione e, in parallelo, valutare anche un supporto psicologico, perché questa ansia sta chiaramente incidendo sulla sua quotidianità. Se questa situazione dovesse pesarle o destabilizzarla, può valutare un supporto psicologico, con me o con il professionista che ritiene più adatto a lei.
Le auguro una buona serata.
Buonasera, scrivo per chiedervi se un episodio d'ansia forte della durata di 6 mesi circa vissuto oltre 10 anni fa possa avere generato dei danni, al punto di non riuscire più a studiare perché non riesco a ricordare. Mi rivolsi a uno specialista tempo fa che inizialmente credeva che fosse un episodio psicotico perché avevo dei pensieri di rovina e catastrofici per poi correggere la diagnosi dicendomi che era solo un episodio di ansia ed il disturbo ossessivo compulsivo. Assumo ancora oggi dei farmaci che però non interferiscono con la cognizione. Malgrado ciò io penso che sia stato quell'episodio vissuto molti anni fa a avermi rovinato dato che prima ero notevolmente più veloce nell'apprendimento scolastico ed universitario. É possibile che un episodio d'ansia forte durato circa 6 mesi possa avere cambiato qualcosa nella mia testa?
Cordialmente,
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno. La ringrazio per aver condiviso parte del suo vissuto. Un'ansia forte e costante potrebbe avere un impatto sulla cognizione e sulle capacità cognitive. Tuttavia, a distanza è difficile poter stabilire con certezza se fosse davvero così. Un consulto con il suo medico, o con il suo psichiatra è sicuramente la via principale. Inoltre, un supporto psicologico può aiutarla a vivere questo periodo, sia a distanza che in presenza.
Le auguro una buona giornata.
Buonasera, purtroppo quasi 2 mesi fa mia mamma e' morta improvvisamente per un infarto, ero a casa con lei , ad un certo punto si e' accasciata a terra, ho provato a farle il massaggio cardiaco in attesa dei soccorsi, hanno provato a rianimarla in tutti i modi ma invano. E' stato uno shock, ho sempre dei flashback di quella giornataccia, oltre al.dolore e tristezza della perdita di.mia mamma, vivevo ancora con lei. Sento tanto vuoto senza di lei, non ero preparata, si e' svolto tutto in maniera improvvisa, al mattino l' ho vista, mi ha detto che si sentiva stanca e le girava la testa e dopo si e' accasciata, nel giro di poco me la sono ritrovata in una bara. Ho iniziato a seguire una terapia con una psicologa e nelle ultime sedute mi ha consigliato di sentire uno psichiatra per una terapia farmacologica,in quanto per lei ottimizzerebbe la terapia che sto seguendo. Penso sempre a mia mamma e a quei momenti, ho impresso.il rumore di quando e' caduta oltre il senso di colpa per non essere riuscita a salvarla. Ho perso anche mio papa' qualche anno fa ma forse per lui ero psicologicamente piu' preparata essendo malato di tumore ma per mia mamma la rapidita' degli eventi non mi permette di fare i conti con il distacco.Ringrazio in anticio chi mi rispondera'. Cordiali saluti
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera. Mi dispiace molto per la perdita improvvisa di sua madre e per il modo traumatico in cui ha vissuto quei momenti. da ciò che racconta, oltre al dolore del lutto, sembrano esserci immagini intrusive, flashback e un forte senso di colpa, tutti aspetti che meritano attenzione e cura. il fatto che non sia riuscita a salvarla non significa che abbia una responsabilità: lei ha fatto ciò che poteva in una situazione drammatica e improvvisa. il consiglio della psicologa di sentire uno psichiatra non va letto come un peggioramento o un fallimento, ma come un possibile aiuto in più per sostenere il percorso psicologico. continui a non restare sola in questo dolore: un sostegno psicologico, online o in presenza, può aiutarla a elaborare sia la perdita sia lo shock di quella giornata.
Le auguro una buona serata.
Sono una ragazza di 28 anni, studentessa fuori corso all'università e sto cercando lavoro (che non riesco a trovare). Mi sento emotivamente/mentalmente distrutta, ho problemi in famiglia, soprattutto con mio padre non vado per niente d'accordo, mi giudica su ogni cosa che faccio e che dico, specialmente sulla questione del cibo e sull'università, tanto che mi sono state dette frasi molto pesanti come ad esempio il fatto che sono un fallimento e che con me ha fallito e questo mi ha destabilizzato tanto, mi sento la pecora nera della famiglia poiché vengono fatti paragoni tra me e mio fratello e non mi sono mai sentita all'altezza proprio per questa differenza che viene fatta; mio fratello prova a difendermi ma con scarsi risultati, tanto che mio padre per ripicca usa il silenzio punitivo e ancora oggi è una settimana che non ci parliamo.
Inoltre ho subìto dei lutti ravvicinati che mi hanno portato a chiudermi molto in me stessa, soffro d'ansia e panico costante, e non riesco a gestire il tutto.
Provo costantemente una sensazione di vuoto e malessere dentro, non so cosa fare, mi sento inutile, non so come andare avanti, mi sento proprio impotente...
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno. Mi dispiace per questo suo vissuto e la ringrazio per aver condiviso una parte così dolorosa della sua storia. Le parole svalutanti, i paragoni, il silenzio punitivo, i lutti ravvicinati e la difficoltà nel percorso universitario e lavorativo possono creare un peso emotivo enorme, fino a farla sentire vuota, impotente e senza valore. È importante però distinguere ciò che le è stato detto dal suo reale valore personale: sentirsi “un fallimento” non significa esserlo. Da ciò che racconta, ansia, panico e senso di malessere costante meritano un aiuto concreto e non dovrebbero essere affrontati da sola. Un sostegno psicologico, online o in presenza, potrebbe aiutarla a elaborare i lutti, proteggersi dalle dinamiche familiari svalutanti e ritrovare gradualmente stabilità, fiducia e direzione.
Le auguro una buona giornata.
Salve, sono un uomo di 41 anni e da 13 anni sto con una donna di 10 anni più piccola. Abbiamo litigato di rado e per anni tutto è andato bene, ma negli ultimi 4 anni tra di noi è cambiato molto il rapporto, cosa che lei non pensa sia avvenuta. Ogni mia proposta di fare qualcosa insieme è sistematicamente rifiutata, lei esce poco di casa, non si cura come prima, e non ha obiettivi nella vita. Avevano deciso di andare a vivere insieme, ma sua mamma ha accusato un malore, e da quel giorno tutto si è fermato. Io sto male, oltretutto la vita sessuale da 4 anni è quasi assente, mi sento inutile e parlare con lei non serve a nulla. Non chiedo che cambi completamente, ma talvolta un compromesso non farebbe male. Sto pensando di lasciarla ma ho paura di un futuro da solo, non so più che fare.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno. La ringrazio per aver condiviso parte del suo vissuto. Da ciò che racconta, sembra che negli ultimi anni si sia creata una distanza importante tra voi, fatta di poca condivisione, difficoltà nel progettare, vita sessuale quasi assente e tentativi di dialogo che non portano a un cambiamento. È comprensibile che tutto questo la faccia sentire solo, inutile e combattuto tra il desiderio di lasciare e la paura di restare senza una relazione. Tuttavia, prima di prendere una decisione definitiva, potrebbe essere utile proporre un confronto più strutturato, magari attraverso una consulenza psicologica di coppia, per capire se c’è ancora disponibilità da entrambe le parti a lavorare sul rapporto. Se invece lei non fosse disponibile, un sostegno psicologico individuale, online o in presenza, potrebbe aiutarla a fare chiarezza sui suoi bisogni, sulla paura della solitudine e su quale scelta sia più rispettosa di sé.ù
Le auguro una buona giornata.
Buonasera, sono la mamma di Diego un ragazzo di quasi 14 anni dolce, gentile da sempre..sin da piccolo è sempre statoi un bambino molto vivace ammetto di averlo contenuto abbastanza con continui richiami, ma era veramente un terremoto . I primi anni della scuola dell infanzia sono stati duri, cercava di attirare l attenzione ..scarabocchiando il foglio del compagno, facendo piccoli dispetti, e non c'è stato giorno in cui le sue maestre non mi abbiano fermato per riferirmi tutto ciò..feci anche i controllo per verificare nel caso fosse ADHH ..ma nulla mi fu solo detto che era un ragazzino dal temperamento dinamico!Gli anni delle elementari sono trascorsi tranquilli, vivace ma nulla di che! Gli anni delle medie invece sono stati tosti! Ora è in terza media la sua classe è composta da un gruppo maschile che si trascina dalla materna , ed in piu giocano anche a basket insieme da anni..beh lui si è sempre sentito escluso , non accettato a pieno sebbene siano usciti anche tante volte insieme, come se questo fosse un gruppo ermetico !La sua risposta a cio è che risulta infantile, è come se ogni giorno dovesse fare intrattenimento , chiaramente afferma "se non faccio ridere mi sento non valido"si agita, esagera e per far ridere ha preso anche una nota disciplinare! inutile stare a dire che in casa parliamo tantissimo cerco di fargli capire che non deve performare per valere....ma la mia paura piu grande è che possa crescere insicuro e che x tutta la vita abbia questa richiesta di attenzioni.. cosa dobbiamo fare?grazie mille
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera. Da ciò che racconta, sembra emergere un ragazzo sensibile, con un forte bisogno di sentirsi riconosciuto e incluso. La frase “se non faccio ridere mi sento non valido” merita attenzione: più che semplice ricerca di attenzione, può indicare una fatica nel sentire il proprio valore senza l’approvazione degli altri. Parlare in famiglia è importante, ma in adolescenza il gruppo dei pari pesa molto. Potrebbe essere utile uno spazio di sostegno psicologico, online o in presenza, per aiutarlo a lavorare su autostima, sicurezza personale e relazioni con i coetanei.
Le auguro una buona serata.
Buongiorno, non so se questo sia il luogo giusto per avere una risposta, intanto ringrazio per la disponibilità.
Un anno fa sono stata operata di tumore alla gamba, al momento porto un tutore poiché ho perso la sensibilità al piede.
Mio marito ha alternato momenti un cui mi è stato vicino a momenti di freddezza e nervosismo, anche quando sono tornata a casa dopo 2 mesi di ospedale.
Non abbiamo rapporti completi da quasi 2 anni e lui mi ripete che non se la sente per ora per la mia gamba e perché dice di non essere in forma.
A me sembra strano tutto ciò, nel senso cbe potevo capire un anno fa ma ora non capisco perché non cerchi un momento per noi.
Avrei bisogno di un vostro parere grazie
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera. La ringrazio per aver condiviso parte del suo vissuto. Dopo una malattia importante, un intervento e un cambiamento corporeo, è comprensibile che nella coppia possano emergere paura, distanza, fragilità e difficoltà anche nella sessualità. Questo però non rende meno legittimo il suo bisogno di sentirsi desiderata, cercata e vicina a suo marito. La freddezza o l’evitamento potrebbero essere legati alla sua fatica nel confrontarsi con quanto accaduto, alla paura di farle male, al disagio personale o ad altre difficoltà che andrebbero però affrontate, non lasciate in silenzio. Potrebbe essere utile parlarne in un momento tranquillo, non accusandolo, ma dicendo chiaramente quanto questa distanza la faccia soffrire e quanto abbia bisogno di capire cosa stia succedendo tra voi. Un sostegno psicologico, online o in presenza, anche eventualmente di coppia, potrebbe aiutarvi a dare parola a paure, desideri e cambiamenti, ritrovando gradualmente un modo più intimo e sicuro di stare insieme.
Le auguro una buona serata.
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Ernia del disco lombare
Gentile paziente,
certamente un'ernia potrebbe essere la causa del suo…