Domande del paziente (75)
Buongiorno.. avrei una domanda.. ho scoperto anni fa di essere intollerante al glutine.. questa cosa ha delle ripercussioni sui figli che potrebbero anche loro avere questa problematica come ho io? Ho notato che uno dei miei figli dopo aver mangiato pane pizza o pasta dice di essere gonfio.. Tommy
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno. Prima di tutto, quando si parla di “intolleranza al glutine” bisogna chiarire bene di cosa si tratta: spesso con questa espressione si intende la celiachia, che però non è una semplice intolleranza, ma una malattia autoimmune. Esiste anche una forma diversa, chiamata sensibilità al glutine non celiaca, che può dare disturbi simili ma non comporta lo stesso tipo di danno intestinale della celiachia.
Se nel suo caso si tratta di celiachia, allora sì: i figli hanno un rischio maggiore rispetto alla popolazione generale, quindi se uno di loro riferisce gonfiore dopo pane, pizza o pasta è corretto parlarne con il pediatra per valutare se servano accertamenti. Il gonfiore da solo, però, non basta per dire che abbia la stessa problematica.
La cosa importante è non togliere il glutine di propria iniziativa prima degli esami, perché questo può alterare i risultati e rendere più difficile arrivare a una diagnosi corretta.
Cordiali saluti,
Dott. Gabriel Russo – Dietista
Buongiorno sono una paziente bariatrica (bypass gastrico) se inizio kjjmea lo assimilo? Grazie
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno! In generale un prodotto come Kijimea non deve essere “assorbito” come un nutriente, ma agisce a livello intestinale, quindi il bypass gastrico non significa automaticamente che non funzioni.
Detto questo, dopo chirurgia bariatrica è sempre meglio valutare il singolo caso: quindi prima di iniziarlo, il consiglio più corretto è confrontarsi con il team che la segue (chirurgo, gastroenterologo o dietista), soprattutto se ha sintomi o se l’intervento è recente.
Cordiali saluti,
Dott. Gabriel Russo – Dietista
Salve sono alta 1 e 60 e peso 54 kg e il caso di scendere di piu o rimango a questo peso?? Vado a correre un ora sia mattina che camminata veloce 1 ora la sera e oltretuutto o eliminato completamente i carboidrati dovrei ancora scendere qualche kg? Sono costituzione normale e ho 34 anni. Grazie a chi mi rispondera
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno. Con i dati che riporta (1,60 m per 54 kg) il suo BMI è circa 21, quindi rientra nel normopeso secondo i riferimenti usati più comunemente.
Per questo, dalla sola altezza e dal solo peso, non c’è un’indicazione automatica a dimagrire ancora. Inoltre, considerando che corre un’ora al mattino e cammina veloce un’ora la sera, eliminare completamente i carboidrati non è in genere una scelta ideale, perché i carboidrati sono una fonte importante di energia, soprattutto in chi fa attività fisica con regolarità.
Più che chiedersi se “deve scendere ancora”, avrebbe più senso capire qual è il suo obiettivo reale: salute, benessere, composizione corporea o semplice numero sulla bilancia.
In questi casi la cosa migliore è una valutazione personalizzata con un professionista, così da capire se il suo peso attuale è già adeguato e come impostare un’alimentazione equilibrata senza restrizioni inutili.
Cordiali saluti,
Dott. Gabriel Russo – Dietista
Sto seguendo una dieta dimagrante attraverso il metodo del deficit calorico, ma mi sento dire spesso che chi mi sta seguendo mi sta prendendo in giro perché questo metodo sarebbe obsoleto. Eppure io mi sento sempre meglio, mi vedo meglio e sto pure perdendo peso... però le insistenti voci mi preoccupano... Qualcuno potrebbe darmi dei chiarimenti? Ne parlerei col mio nutrizionista ma non vorrei dargli dispiacere, visto quanto pena si sta dando per me. Grazie.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno. No, il deficit calorico non è un metodo “obsoleto”: è semplicemente il principio di base con cui il corpo perde peso, cioè introdurre meno energia di quanta se ne consuma. Il punto non è se il deficit esista o no, ma come viene costruito: deve essere personalizzato, sostenibile e compatibile con il suo benessere.
Se lei si sente meglio, si vede meglio e sta perdendo peso, questo va nella direzione di un percorso che probabilmente sta funzionando. Non significa che qualunque dieta ipocalorica sia fatta bene, ma il concetto in sé è corretto: ciò che cambia davvero è la qualità del piano, la sua praticabilità nel tempo e il fatto che non diventi troppo rigido o stressante.
Quindi il consiglio è di non lasciarsi confondere troppo dalle opinioni esterne e di parlarne serenamente con il suo nutrizionista: non gli darà dispiacere, anzi, un professionista serio preferisce sapere dubbi e timori per spiegare meglio il percorso.
Cordiali saluti,
Dott. Gabriel Russo – Dietista
vorrei ordinare degli integratori dimagranti, aggiungendo attività fisica e mangiare sano, possono aiutare a perdere peso più in fretta oppure non è vero?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
In generale no: gli integratori dimagranti non fanno perdere peso in modo davvero significativo o affidabile. Le prove di efficacia sono spesso scarse, mentre in alcuni casi possono esserci effetti collaterali o prodotti di qualità dubbia.
Se già sta lavorando su alimentazione e attività fisica, è questo che fa davvero la differenza. Per questo il consiglio è di non acquistare prodotti dimagranti in autonomia, soprattutto online, ma piuttosto capire con un professionista dove migliorare davvero il percorso.
Cordiali saluti,
Dott. Gabriel Russo – Dietista
Salve, volevo chiedere informazione dal punto di vista nutrizionale sulle birre zero alcol (non 0) e vini dealcolati o zero alcol.
Volevo sapere se queste bevande hanno calorie o possono essere comparate alle bevande 0 in che quantità e quali momenti possono essere utilizzati.
Grazie mille per le risposte
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno. Le birre e i vini zero alcol o dealcolati in genere hanno meno calorie rispetto alle versioni classiche, perché contengono poco o niente alcol. Questo però non significa che siano uguali alle bevande “zero”: possono comunque apportare zuccheri o carboidrati, quindi non vanno considerati bevande “libere” a prescindere. La differenza reale dipende sempre dal singolo prodotto, quindi l’etichetta resta il riferimento più utile.
In pratica possono essere una scelta sensata quando sostituiscono vino o birra tradizionali, ad esempio in contesti conviviali o se si vuole limitare l’alcol. Più che chiedersi “quante volte si possono usare”, il concetto è inserirle con moderazione dentro un’alimentazione equilibrata, senza considerarle automaticamente paragonabili all’acqua o alle classiche bibite zero.
Cordiali saluti,
Dott. Gabriel Russo – Dietista
Gentili dottori,
voglio risolvere una mia curiosità.
Spesso sentiamo dire che un abbuffata (per eventi sociali) non compromette lo stato di salute di una persona, ma anzi che questa posso fare anche bene.
Volevo chiedere cio:
1) Sappiamo che per prendere peso il surplus calorico deve essere prolungato nel tempo, allora le calorie di quell'abbuffata che fine fanno, come le immagazzina in nostro corpo?
2) Il discorso di una giornata libera che faccia bene, diciamo, può essere valida solo per chi fa sport o anche per chi segue solamente una dieta bilanciata?
Grazie mille per le risposte
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile utente, più che dire che un’abbuffata “fa bene”, direi che un singolo pasto o una singola giornata più abbondante, dentro un’alimentazione complessivamente equilibrata, di solito non compromette né la salute né il percorso. Il nostro corpo non trasforma automaticamente tutto l’eccesso in grasso: una parte viene usata subito, una parte viene “messa da parte” temporaneamente, e spesso nei giorni successivi quello che si nota è soprattutto più gonfiore, ritenzione e contenuto intestinale, non un vero aumento di massa grassa. Per prendere peso in modo reale serve in genere un surplus ripetuto nel tempo, non il singolo evento sociale.
Anche il concetto di “giornata libera” va visto con flessibilità: non è qualcosa che “serve” per forza, né solo a chi fa sport. Può essere utile per alcune persone perché aiuta a vivere l’alimentazione in modo meno rigido, ma non è una regola obbligatoria.
Un’alimentazione sana non significa mangiare “perfettamente” tutti i giorni, ma trovare un equilibrio sostenibile che lasci spazio anche a momenti conviviali o a cibi graditi, senza ansia o sensi di colpa. Per qualcuno funziona avere un giorno più libero, per altri è meglio distribuire più flessibilità durante la settimana: conta soprattutto l’equilibrio generale nel tempo.
Cordiali saluti,
Dott. Gabriel Russo – Dietista
Buongiorno dottori,
In un discorso di ripresa di massa muscolare sappiamo che per mettere muscolo ci debba essere un surplus calorico.
I miei dubbi sono:
- Oltre ai vari calcoli del fabbisogno giornaliero bisogna aggiungere anche l'eventuale attività fisica?
- Per il surplus calorico c'è un target minimo da rispettare? Se si di quanto deve essere cio?
- Per rimaner in un target calorico di mantenimento fin quanto ci possiamo spingere sia in minus che surplus calorico rispetto al nostro target di mantenimento in calorie?
Grazie per chi risponde e spero di essere stato chiaro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno. Il surplus calorico per aumentare massa muscolare va sempre ragionato sul dispendio energetico totale, quindi considerando anche allenamento e attività fisica della giornata. In pratica, se il calcolo di partenza include già tutto questo, non va aggiunto altro; se invece parte da una stima più “sedentaria”, allora il movimento va considerato.
Non esiste poi un surplus minimo uguale per tutti: nella pratica conviene partire con un surplus piccolo-moderato e vedere come risponde il corpo, invece di spingere troppo subito. Surplus più alti, infatti, tendono più facilmente a far aumentare anche la massa grassa, senza vantaggi chiari sulla crescita muscolare.
Anche il mantenimento non va visto come un numero preciso al singolo giorno, ma più come una fascia: piccoli scostamenti in più o in meno non cambiano nulla da soli, conta molto di più la media nel tempo. Per favorire la massa muscolare, oltre alle calorie, resta importante anche che l’apporto proteico totale sia adeguato.
Cordiali saluti,
Dott. Gabriel Russo – Dietista
Buongiorno vorrei sapere se il kuzu può essere utilizzato per un paziente disfagico, in particolare per addensare i liquidi tipo ENSURE pasto sostitutivo, che non si addensano nemmeno con gli addensanti specifici, stiamo già utilizzando i budini, ma necessitano anche di pasti sostitutivi liquidi per diversificare. grazie
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno. Il kuzu è un amido vegetale usato come addensante, ma nei pazienti disfagici non è in genere la prima scelta. In questi casi infatti non basta “addensare”, ma serve ottenere una consistenza stabile e sicura, meglio se con addensanti specifici e secondo le indicazioni del logopedista/team disfagia. Inoltre alcuni prodotti tipo Ensure possono essere difficili da addensare in modo affidabile.
Per questo, se con gli addensanti specifici il prodotto non raggiunge comunque la consistenza giusta, io eviterei di improvvisare con il kuzu e valuterei con i professionisti che seguono il paziente un’alternativa già adatta alla disfagia o un altro supporto nutrizionale più sicuro.
Cordiali saluti,
Dott. Gabriel Russo – Dietista
Buongiorno ho 75 anni sono 1 donna in sovrappeso di 10 kg cammino molto e sono molto giovanile. Purtroppo ho accumulo di gr
Soffro di colon irritabile.
asso sulla pancia e la parte alta delle gambe.Avrei bisogno di sapere come migliorare. Grazie
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno. In una situazione come la sua, più che dare indicazioni generiche, sarebbe utile un percorso con un professionista, perché alla sua età e con la presenza di sovrappeso localizzato e colon irritabile servono più informazioni per capire bene come aiutarla: abitudini alimentari, sintomi intestinali, eventuali terapie, stile di vita e composizione generale del peso.
Il fatto che cammini molto è già un ottimo punto di partenza, ma per migliorare pancia e accumulo di grasso serve un approccio personalizzato, graduale e sostenibile, evitando diete fai-da-te che potrebbero non essere adatte o peggiorare il colon irritabile.
Cordiali saluti,
Dott. Gabriel Russo – Dietista
Buonasera volevo sapere se l augumentin interrompe il digiuno intermittente
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno.
In pratica, se l’Augmentin viene assunto con un pasto o uno spuntino, come di solito è consigliato, il digiuno intermittente si interrompe. In ogni caso, la priorità deve essere seguire correttamente la terapia antibiotica, anche se per qualche giorno questo significa adattare o sospendere il digiuno.
Cordiali saluti,
Dott. Gabriel Russo – Dietista
Si può mettere nell acqua kontè,con contenente la Stevia,sono delle polvere con aromi di arance, mandorle
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, se si riferisce a preparati in polvere da aggiungere all’acqua con stevia e aromi, in generale si possono usare, perché sono pensati proprio per questo.
Se però l’obiettivo è idratarsi in modo corretto, il consiglio è di considerarli al massimo come un’alternativa occasionale per dare gusto all’acqua, senza sostituire sempre e completamente l’acqua semplice.
Cordiali saluti,
Dott. Gabriel Russo – Dietista
Salve, volevo chiedere un parere sul digiuno intermittente a medici e nutrizionisti specializzati. Voglio perdere peso e sento molti che ne parlano bene
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno. Il digiuno intermittente può essere un’opzione utile per perdere peso, ma non perché abbia qualcosa di “magico”: funziona soprattutto se aiuta a mangiare in modo più semplice e a introdurre meno calorie nel complesso della giornata o della settimana.
In pratica, i risultati possono essere simili a quelli di una normale dieta ipocalorica: la vera differenza la fa soprattutto quanto riesce a seguirlo bene nel tempo. Quindi può andare bene se la fa stare bene ed è sostenibile per lei, ma non è l’unica strada né una scorciatoia obbligatoria.
Cordiali saluti,
Dott. Gabriel Russo – Dietista
Buongiorno, assumendo vitamina D da 1000 u.i al giorno o da 2000 u.i al giorno, l'integrazione da 100 ug di vitamina k2 è corretta in entrambi i dosaggi giornalieri?
Ho avuto carenza grave a 7,8 di vitamina D,dopo aver preso Annister da 50.000 ogni 15 GG per tre mesi la vitamina è salita a 31.95. a quel punto mi è stato dato il mantenimento da 25.000 mensile che a quanto pare non è bastato e in due mesi la vitamina D è scesa a 22,96. Ora sto assumendo 1000 u.i giornalieri. Basteranno ? O sarà necessario prendere 2000 u.i giornalieri? In più vorrei associare alla vitamina D anche la vitamina k2, è esatto l assunzione da 100 ug sia per vitamina D da 1000 u.i al die che da 2000 u.i al die? E soprattutto si possono assumere a pranzo insieme? Grazie a chi cortesemente mi rispondesse
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno. In generale, dopo aver corretto una carenza di vitamina D, il mantenimento nell’adulto è spesso nell’ordine di 800–2000 UI al giorno, da adattare poi in base ai controlli e alla risposta individuale.
La vitamina K2 non è obbligatoria da associare alla vitamina D in modo routinario, quindi non esiste una regola fissa per cui a 1000 o 2000 UI di vitamina D debba corrispondere per forza una certa dose di K2. Vitamina D e K2, se prescritte o consigliate, si possono comunque assumere insieme durante un pasto.
Nel suo caso, però, la scelta tra 1000 o 2000 UI e l’eventuale aggiunta di K2 andrebbe decisa seguendo le indicazioni del medico e rivalutando i controlli nel tempo, senza modificare autonomamente il dosaggio.
Cordiali saluti,
Dott. Gabriel Russo – Dietista
Buongiorno, colazione con yogurt greco e wasa tutti i giorni? Integrando con frutta o cereali o frutta secca.
Sto riprendendo la dieta ma facendo colazione alle 6 con 4 biscotti e una tazza di caffè con un goccio di latte, alle otto sono già affamata e non mi basta il frutto a mezza mattina.
Grazie.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, sì: yogurt greco + wasa può essere una colazione assolutamente valida, se la sazia davvero. Dal fatto che con 4 biscotti e caffè alle 8 ha già fame, il problema probabilmente non è “la dieta”, ma che la colazione attuale è troppo leggera e poco saziante per lei.
In questi casi di solito aiuta passare a una colazione con più proteine e più struttura, ad esempio proprio yogurt greco con una quota di carboidrati e una piccola parte di grassi “buoni”: quindi frutta fresca, oppure un po’ di cereali, oppure frutta secca. Anche le wasa possono andare bene, ma da sole spesso saziano meno se non sono abbinate a qualcosa di più completo.
Quindi sì, può essere una buona idea, ma più che mangiare “sempre yogurt greco e wasa”, il concetto è costruire una colazione che le permetta di arrivare a metà mattina con più stabilità e meno fame. Se continua ad avere fame molto presto, probabilmente le quantità o la composizione vanno semplicemente riviste.
Cordiali saluti,
Dott. Gabriel Russo – Dietista
Salve gentili nutrizionisti ..
vorrei chiedere cortesemente quali sono le proteine nobili ... le fonti proteiche più alte .
ovviamente io so che ci sono la carne , il pesce le uova super ok.. ma più nel dettaglio vorrei sapere come va strutturata una dieta iperproteica.
ci devono essere tutte le proteine anche quelle vegetali tipo i legumi giusto : ceci , fagioli , lenticchie tec...
io ho fatto by pass gastrico e sto seguendo una dieta super proteica con tante uova durante la settimana , ricotta , pesce un po la carne etc...
e ho perso ad oggi 38 kg
ovviamente il fatto che devo dare priorità alle proteine mi è stato consigliato dal chirurgo barbarico .
io però vorrei strutturarla ancora più proteica la dieta ..
mi date un consiglio ..
grazie
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve. In generale, quando si parla di proteine “nobili” si intendono quelle che forniscono tutti gli aminoacidi essenziali in quantità adeguata: in pratica le fonti più “complete” sono soprattutto uova, pesce, carne, latte e derivati. Anche alcune fonti vegetali possono contribuire bene, ma di solito i legumi da soli hanno un profilo meno completo e vanno inseriti dentro un’alimentazione ben organizzata.
Dopo un bypass gastrico, però, il punto non è rendere la dieta “sempre più proteica” da soli, ma raggiungere in modo costante il fabbisogno corretto indicato dal team che la segue. Le indicazioni post-bariatriche parlano spesso di circa 60–80 g al giorno, a volte anche 70–100 g in base al singolo caso, distribuendo le proteine nei vari pasti e dando loro priorità.
Quindi il consiglio non è tanto aumentare ancora “a occhio” uova, ricotta o altri alimenti, ma verificare con il chirurgo bariatrico o con un dietista esperto in bariatrica se la quota che sta già assumendo è adeguata per lei. Dopo questo tipo di intervento, infatti, il rischio non è solo “mangiare poco”, ma anche avere un’alimentazione sbilanciata o poco tollerata.
In sintesi: sì, la priorità alle proteine dopo bypass è corretta, ma la strada più sicura non è “più proteine possibile”, bensì una quota adeguata, ben distribuita e personalizzata sul suo caso.
Cordiali saluti,
Dott. Gabriel Russo – Dietista
Salve chiedo se i bisosfonati possono essere sostituiti da integratori per osteoporosi t score - 2.6 già prendo vit d3 e k2 grazie a chi mi risponderà
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno. Con un T-score di -2,6 si parla già di osteoporosi, quindi in generale gli integratori non sostituiscono automaticamente una terapia come i bisfosfonati, se questa viene indicata dal medico. Calcio, vitamina D e altri integratori possono essere utili come supporto, ma non hanno lo stesso ruolo dei farmaci nel ridurre il rischio di fratture.
I bisfosfonati sono infatti farmaci usati per rallentare la perdita di massa ossea e proteggere l’osso nel tempo. Per questo il consiglio più corretto è non sostituirli da soli con integratori, ma confrontarsi con il medico che la segue per capire quale sia la strategia più adatta nel suo caso.
Cordiali saluti,
Dott. Gabriel Russo – Dietista
Buongiorno, ho problemi di gonfiore, stanchezza, perdita di concentrazione ecc.. da diversi anni. Nel 2024 ho fatto colonscopia e scoperto di avere un dolicocolon convoluto e una flogosi cronica. Mi è stato detto che è semplice colon irritabile. Non convita ho fatto altri esami e ho scoperto di avere:
- intestino permeabile (esame zonulina sierica)
- disbiosi fermentativa grave
- SIBO (IMO).
Premessa: nel 2010 avevo reflusso e mediante gastroscopia mi è stata diagnosticata una beanza cardiale. Invece di consigliarmi di affrontarla modificando qualche abitudine alimentare e di dormire un po' rialzata, mi hanno dato gastroprotettori che ho assunto per parecchio tempo con il risultato di aver preso nel 2013 l'helicobacter Pilory e gastrite cronica (Curata).
Da ottobre 2025 sono stata seguita da una biologa nutrizionista con la quale abbiamo intrapreso una dieta low fodmap, cura antibiotica con normix di 2 settimane, abbiamo capito che avessi anche un'ipercloridria (sto ancora assumendo 1 capsula di betaina hcl), abbiamo reintrodotto tutto a febbraio perchè il gonfiore non migliorava. E' migliorato qualcosa sulle evacuazione (prima avevo quasi ogni giorno feci liquide), ora 1 volta e spesso devo aiutarmi a evacuare (stipsi) per poi evacuare normalmente ma il gonfiore persiste e aumenta, spesso mi sveglio già così. Lei non sa più come aiutarmi e ho avuto pessime esperienza con 2 gastroenterologi. Ho iniziato un percorso con uno psicanalista ma in realtà non credo sia lì il problema, credo si sia innescato un circolo vizioso, se non miglioro la stitichezza la fermentazione non potrà mai migliorare.
Sotto consiglio di una omeopata sto seguendo da 2 settimane una dieta detox + low fodmap, evitando alcuni tipi di cottura (come grigliata, al vapore e lessa), evitando le solanacee, i latticini e derivati, glutine, lievitati ecc ecc... Devo seguirla per 40 giorni e prendo anche il butirrato di sodio + iNatal ma purtroppo non vedo miglioramento. Cosa sbaglio? Come posso migliorare questa situazione?
Non vorrei più fare cure antibiotiche.
Grazie mille
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, da quello che descrive più che un singolo problema “da eliminare” sembra una situazione in cui si stanno sovrapponendo disturbi intestinali funzionali, stipsi persistente e sintomi digestivi alti. In questi casi, continuare ad aggiungere restrizioni o protocolli “detox” non sempre aiuta, e anzi a volte rende il quadro più complicato. La low FODMAP può avere senso, ma come prova a tempo con successiva reintroduzione e personalizzazione, non come dieta sempre più rigida.
Un altro punto importante è che, se il gonfiore persiste e la stipsi resta rilevante nonostante dieta e lassativi, spesso è più utile capire che tipo di stipsi ci sia davvero, piuttosto che continuare a cambiare alimenti. In questi casi può valere la pena rivalutare la situazione con un gastroenterologo esperto in disturbi funzionali/motilità, anche per capire se servano accertamenti funzionali come lo studio del transito o una valutazione del pavimento pelvico/evacuazione. Le linee guida lo suggeriscono proprio quando la stipsi è refrattaria o c’è il sospetto di una difficoltà evacuativa.
In sintesi, il mio consiglio è di non inseguire altre eliminazioni “a cascata”, ma di impostare un percorso più mirato e coordinato: gestione efficace della stipsi, dieta meno restrittiva e più personalizzata, e rivalutazione specialistica della motilità intestinale. È spesso questa la strada più utile quando il gonfiore diventa così persistente e invalidante.
Cordiali saluti,
Dott. Gabriel Russo – Dietista
Buonasera. Sono una ragazza di 28 anni, alta 160 cm e peso 64. Premetto che anni fa partivo da una condizione di obesità, con vari percorsi sono riuscita a perdere peso anche se non in maniera definitiva. Negli ultimi anni, seguita da nutrizionisti e dietisti, ho fatto la cheto ma mi rendo conto che non riesco più a seguirla e soprattutto perdo inizialmente qualche chilo ma poi mi blocco. Chiedo quindi consigli su quale approccio utilizzare considerando che vorrei arrivare a quello che è da sempre il mio obiettivo ovvero 59 kg. Il mio metabolismo basale è di 1350 kcal, dovrò per forza stare al di sotto di questo pur praticando camminata da 7/9 km al giorno e circuiti di 20 minuti con pesi ed elastici? Grazie a chi mi darà qualche Consiglio
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno. No, non deve per forza stare sotto il metabolismo basale: il metabolismo basale indica quante calorie il corpo consuma a riposo per le funzioni vitali, ma per impostare un dimagrimento si considera il dispendio totale della giornata, quindi anche camminata, allenamento e vita quotidiana.
Nel suo caso, più che tornare alla chetogenica, probabilmente serve un approccio più sostenibile. Le linee guida sull’obesità sottolineano infatti che non esiste una dieta unica “migliore” per tutti: conta molto di più trovare un piano che sia adeguato, equilibrato e mantenibile nel tempo.
Quindi la strada, in genere, è un deficit moderato, non troppo spinto, che le permetta di perdere peso senza fame eccessiva e senza vivere tutto come una restrizione continua. Per arrivare a 59 kg non è necessario “mangiare meno del basale”, soprattutto se cammina molto e si allena. Ha più senso costruire un piano realistico e personalizzato, anche perché con una storia di obesità alle spalle l’obiettivo non è solo perdere peso, ma riuscire poi a mantenerlo.
Cordiali saluti,
Dott. Gabriel Russo – Dietista
Buongiorno,
Volevo porvi delle domande.
La prima è in una dieta da ripresa di peso come consigliate di dividere i macronutrienti? Io pensavo ad un 45% carboidrati 35% proteine resto in grassi. Ha senso?
In tale contesto, decido cosa mangiare durante i pasti al momento, se per cena mi mancano tot calorie totali (avendo già fatto i pasti precedenti) vado ad aumentare le quantità di cibo o meglio dividere facendo magari un pasto pre nanna? (O prendo come dato il petto di pollo, se lo sostituisco con il nasello magari aumento quest ultimo anche a 300gr)
Grazie per chi mi risponde
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno. In una dieta per riprendere peso non esiste una ripartizione dei macronutrienti uguale per tutti: più che inseguire percentuali precise, di solito conta soprattutto che ci sia un apporto calorico sufficiente, con proteine adeguate ma non eccessive. Una quota come 35% di proteine spesso rischia di essere più alta del necessario; in genere è più utile garantire proteine ben distribuite nei pasti e lasciare spazio anche a carboidrati e grassi, che sono importanti per aumentare le calorie in modo più semplice e sostenibile.
Per i pasti, non è obbligatorio “recuperare tutto” a cena: se a fine giornata mancano calorie, spesso è più tollerabile aggiungerle distribuendole meglio durante la giornata o con uno spuntino serale/pre-nanna, invece di concentrare troppo in un unico pasto. Anche nelle diete per aumentare peso, infatti, in genere funziona meglio una strategia regolare e graduale.
Se poi sostituisce un alimento con un altro molto magro (ad esempio petto di pollo con nasello), non sempre la soluzione migliore è solo aumentare tantissimo le quantità del secondo: spesso è più utile rendere il pasto più completo, aggiungendo anche una quota di carboidrati e/o grassi ben tollerati, così da aumentare le calorie senza appesantirsi troppo. Se l’obiettivo è una vera ripresa di peso, il consiglio migliore resta comunque una valutazione personalizzata, perché contano molto anche tolleranza, fame, digestione e abitudini della giornata.
Cordiali saluti,
Dott. Gabriel Russo – Dietista
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