Domande del paziente (94)
Salve chiedo se i bisosfonati possono essere sostituiti da integratori per osteoporosi t score - 2.6 già prendo vit d3 e k2 grazie a chi mi risponderà
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno. Con un T-score di -2,6 si parla già di osteoporosi, quindi in generale gli integratori non sostituiscono automaticamente una terapia come i bisfosfonati, se questa viene indicata dal medico. Calcio, vitamina D e altri integratori possono essere utili come supporto, ma non hanno lo stesso ruolo dei farmaci nel ridurre il rischio di fratture.
I bisfosfonati sono infatti farmaci usati per rallentare la perdita di massa ossea e proteggere l’osso nel tempo. Per questo il consiglio più corretto è non sostituirli da soli con integratori, ma confrontarsi con il medico che la segue per capire quale sia la strategia più adatta nel suo caso.
Cordiali saluti,
Dott. Gabriel Russo – Dietista
Buonasera. Sono una ragazza di 28 anni, alta 160 cm e peso 64. Premetto che anni fa partivo da una condizione di obesità, con vari percorsi sono riuscita a perdere peso anche se non in maniera definitiva. Negli ultimi anni, seguita da nutrizionisti e dietisti, ho fatto la cheto ma mi rendo conto che non riesco più a seguirla e soprattutto perdo inizialmente qualche chilo ma poi mi blocco. Chiedo quindi consigli su quale approccio utilizzare considerando che vorrei arrivare a quello che è da sempre il mio obiettivo ovvero 59 kg. Il mio metabolismo basale è di 1350 kcal, dovrò per forza stare al di sotto di questo pur praticando camminata da 7/9 km al giorno e circuiti di 20 minuti con pesi ed elastici? Grazie a chi mi darà qualche Consiglio
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno. No, non deve per forza stare sotto il metabolismo basale: il metabolismo basale indica quante calorie il corpo consuma a riposo per le funzioni vitali, ma per impostare un dimagrimento si considera il dispendio totale della giornata, quindi anche camminata, allenamento e vita quotidiana.
Nel suo caso, più che tornare alla chetogenica, probabilmente serve un approccio più sostenibile. Le linee guida sull’obesità sottolineano infatti che non esiste una dieta unica “migliore” per tutti: conta molto di più trovare un piano che sia adeguato, equilibrato e mantenibile nel tempo.
Quindi la strada, in genere, è un deficit moderato, non troppo spinto, che le permetta di perdere peso senza fame eccessiva e senza vivere tutto come una restrizione continua. Per arrivare a 59 kg non è necessario “mangiare meno del basale”, soprattutto se cammina molto e si allena. Ha più senso costruire un piano realistico e personalizzato, anche perché con una storia di obesità alle spalle l’obiettivo non è solo perdere peso, ma riuscire poi a mantenerlo.
Cordiali saluti,
Dott. Gabriel Russo – Dietista
Buongiorno,
Volevo porvi delle domande.
La prima è in una dieta da ripresa di peso come consigliate di dividere i macronutrienti? Io pensavo ad un 45% carboidrati 35% proteine resto in grassi. Ha senso?
In tale contesto, decido cosa mangiare durante i pasti al momento, se per cena mi mancano tot calorie totali (avendo già fatto i pasti precedenti) vado ad aumentare le quantità di cibo o meglio dividere facendo magari un pasto pre nanna? (O prendo come dato il petto di pollo, se lo sostituisco con il nasello magari aumento quest ultimo anche a 300gr)
Grazie per chi mi risponde
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno. In una dieta per riprendere peso non esiste una ripartizione dei macronutrienti uguale per tutti: più che inseguire percentuali precise, di solito conta soprattutto che ci sia un apporto calorico sufficiente, con proteine adeguate ma non eccessive. Una quota come 35% di proteine spesso rischia di essere più alta del necessario; in genere è più utile garantire proteine ben distribuite nei pasti e lasciare spazio anche a carboidrati e grassi, che sono importanti per aumentare le calorie in modo più semplice e sostenibile.
Per i pasti, non è obbligatorio “recuperare tutto” a cena: se a fine giornata mancano calorie, spesso è più tollerabile aggiungerle distribuendole meglio durante la giornata o con uno spuntino serale/pre-nanna, invece di concentrare troppo in un unico pasto. Anche nelle diete per aumentare peso, infatti, in genere funziona meglio una strategia regolare e graduale.
Se poi sostituisce un alimento con un altro molto magro (ad esempio petto di pollo con nasello), non sempre la soluzione migliore è solo aumentare tantissimo le quantità del secondo: spesso è più utile rendere il pasto più completo, aggiungendo anche una quota di carboidrati e/o grassi ben tollerati, così da aumentare le calorie senza appesantirsi troppo. Se l’obiettivo è una vera ripresa di peso, il consiglio migliore resta comunque una valutazione personalizzata, perché contano molto anche tolleranza, fame, digestione e abitudini della giornata.
Cordiali saluti,
Dott. Gabriel Russo – Dietista
Salve, ho disbiosi intestinale riscontrata dal 31 marzo, con indicano a 54, il gastroenterologo mi ha dato a colazione e cena butyrose per un mese e un altro mese solo a colazione, per 20 giorni gastrozen e sto prendendo omega 3 durante il pranzo, ho seguito già da 4 settimane (con oggi concludo la 4º settimana) la dieta lowfodmap ma non vedo risultati, è migliorato solo l’alvo in quanto prima con stipsi alternata a diarrea, ora invece ogni giorno anche se non sempre regolarek, ma il gonfiore addominale persiste dopo i pasti soprattutto pranzo e cena e a volte senso di peso addominale. Considerando che sono già magra e ho perso 3kg in questi mesi (assumo porzioni ad esempio: 90 gr di riso 150 proteine e 150 verdure) cosa posso introdurre? (Sto mangiando ad esempio pasta senza glutine e riso da 4 settimane, pollo tacchino pesce bianco, burro chiarificato, mandorle, pane a lievitazione naturale sempre tostato)
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno. Se dopo 4 settimane di low FODMAP il gonfiore non è migliorato in modo chiaro, probabilmente la strada non è togliere ancora più alimenti. In questi casi, quando migliora un po’ l’alvo ma restano gonfiore, peso addominale e perdita di peso, è più utile rivalutare il quadro piuttosto che continuare a restringere la dieta da soli.
Il consiglio quindi è di non aggiungere ulteriori esclusioni “a tentativi”, ma di confrontarsi con un gastroenterologo esperto in disturbi funzionali e con un professionista della nutrizione per capire se il problema sia davvero solo alimentare o se ci sia anche una componente di motilità/stipsi da gestire meglio.
In sintesi: più che chiedersi “cosa introdurre subito”, in questo momento è importante rivalutare il percorso, perché continuare a stringere la dieta senza beneficio, difficilmente è la soluzione migliore.
Cordiali saluti,
Dott. Gabriel Russo – Dietista
Buongiorno, non riesco a capire se sono intollerante al lattosio.
I miei risultati:
T0 -28,32
T90 -26,99
RECUPERO PERCENTUALE 13,3
leggevo che il T0 dovrebbe essere più basso.. che ne pensate? Grazie
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno. Solitamente nei test al lattosio il parametro più importante non è tanto il T0 da solo, ma soprattutto il “recupero percentuale”. In questo tipo di esame, infatti, un recupero percentuale alto va in genere più verso una digestione/assorbimento conservato, mentre valori bassi sono più compatibili con una reale intolleranza/malassorbimento.
Quindi, se il suo referto è di questo tipo, un recupero percentuale di 13,3 non farebbe pensare subito a una chiara intolleranza al lattosio. Il valore T0 può creare confusione, ma da solo conta meno dell’interpretazione complessiva del test secondo i range del laboratorio.
Per sicurezza, comunque, il consiglio migliore è sempre controllare i valori di riferimento riportati sul suo referto e confrontarsi con il medico o con il laboratorio che ha eseguito l’esame.
Cordiali saluti,
Dott. Gabriel Russo – Dietista
Buonasera, da circa 4 mesi mi è stato diagnosticato colon irritabile senza colonscopia. Non diarroico ma gonfiore addominale soprattutto il pomeriggio, gas intestinali, rutti a digiuno e dopo i pasti, dolori sparsi altezza spalle e altezza reni. Ecografia addominale completa negativa. Feci una volta al giorno solo la mattina escono insieme alla pipi, morbide spugnose. Per 2 mesi debridat e vls3 senza miglioramenti. Ora sono seguita da un nutrizionista mi ha consigliato per una settimana normix da abbinare kijimea colon pro. Kijimea continuare per almeno 2 mesi. Che ne pensate?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera. La diagnosi di colon irritabile può anche essere fatta senza colonscopia, se il quadro clinico è compatibile e non ci sono segnali d’allarme; quindi questo, di per sé, non è strano.
Sul percorso che sta facendo: Normix (rifaximina) ha evidenze soprattutto nell’IBS con diarrea, mentre quando prevalgono gonfiore, gas e alvo non diarroico il beneficio può essere più variabile e non sempre risolutivo. Anche Kijimea può essere usato in questi casi, ma non è una garanzia di miglioramento.
In pratica, se dopo alcune settimane il gonfiore resta il sintomo principale, probabilmente il punto non è “trovare il prodotto giusto”, ma rivalutare meglio il quadro: tipo di alvo, eventuale stipsi funzionale, pasti che peggiorano i sintomi, velocità nel mangiare, stress e altre abitudini. Se i disturbi continuano, il consiglio migliore è tornare dal professionista che la segue e capire se serva un’impostazione più mirata, piuttosto che aggiungere trattamenti “a tentativi”.
Cordiali saluti,
Dott. Gabriel Russo – Dietista
sono alta 1:64 e peso 50 almeno la lancetta piccola non arriva ai 50 ma penso siano 50 va bene come peso
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno. Con un’altezza di 1,64 m e un peso intorno ai 50 kg, il BMI è circa 18,6, quindi siamo al limite basso della norma.
Questo significa che non è automaticamente un peso “sbagliato”, ma è una situazione da valutare nel contesto generale: costituzione, massa muscolare, alimentazione, energia, ciclo mestruale e stato di salute complessivo.
In pratica, se sta bene, ha una buona energia, mangia in modo adeguato e il peso è stabile, non è detto che ci sia un problema. Se invece il peso è sceso, si sente debole, ha poca fame o altri sintomi, allora vale la pena approfondire con un professionista.
Cordiali saluti,
Dott. Gabriel Russo – Dietista
Buongiorno, dovrei perdere peso e per problemi di lavoro non riesco a seguire una dieta. Vomevo chiedere se quei frullati di frutta come pasto sostitutivo a colazione e pranzo sono buoni e salutari e validi come risultato. Io prendo la pasticca per il diabete tipo 2.
Nel caso che marca mi consigliate?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno. I frullati di frutta da soli in genere non sono una buona scelta come pasto sostitutivo, soprattutto se c’è diabete tipo 2, perché spesso apportano soprattutto zuccheri e saziano poco. Diverso è il caso dei pasti sostitutivi completi, che possono essere usati in alcuni percorsi strutturati, ma vanno valutati con il medico o con un professionista della nutrizione.
In generale, però, ha più senso cercare di strutturare pasti completi ma pratici, anche con i vincoli del lavoro: spesso si riescono a trovare soluzioni semplici e veloci, senza dover sostituire colazione e pranzo con frullati. Questo è ancora più importante quando si assume una terapia per il diabete, perché qualità del pasto, sazietà e risposta glicemica vanno gestite con attenzione.
Quindi, più che scegliere “una marca”, il consiglio è impostare un’alimentazione concreta e sostenibile con l’aiuto di un professionista, trovando strategie compatibili con i suoi orari.
Cordiali saluti,
Dott. Gabriel Russo – Dietista
Salve, sono un uomo di 31 anni.
Da circa un anno soffro di feci molli e,meno frequenti, scariche di diarrea al mattino. Mi accade dopo aver fatto colazione, con tè e cornetto, ma senza urgenza come se fosse una classica defecazione.
In genere durante il giorno non vado più al bagno, ma se vado verso pomeriggio o sera le feci sono normali come se niente fosse.
Il mio medico di base mi segnò le analisi del sangue delle urine e delle feci ma risulta tutto nella norma.
Ho assunto per un paio di mesi kijimea k53 advance che mi hanno migliorato ma non fatto passare il problema.
Premetto che sono una persona molto ansiosa e da qualche tempo non pratico sport.
Vorrei capire se più che fisico, questo problema potrebbe essere più mentale, e se avete qualche suggerimento.
Vi ringrazio anticipatamente per la vostra disponibilità.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera. Da quello che descrive, il quadro può essere compatibile con un disturbo funzionale intestinale, in cui ansia, tipo di colazione, stress e ridotta attività fisica possono avere tutti un ruolo. Quindi sì, la componente emotiva può incidere, ma non parlerei di un problema “solo mentale”.
Spesso il fatto che succeda soprattutto al mattino dopo colazione dipende anche da una maggiore attivazione dell’intestino in quella fase della giornata. Più che aggiungere prodotti, può essere utile rivedere in modo pratico colazione, regolarità dei pasti, attività fisica e gestione dello stress.
Cordiali saluti,
Dott. Gabriel Russo – Dietista
Buonasera, ho mangiato delle olive taggiasche in olio extra vergine, comprate in una azienda agricola più di un mese fa. Le vendevano in un contenitore di plastica sigillato con salva freschezza che ho poi aperto varie volte per il consumo. Lo stesso è rimasto chiuso per più di 20giorni fino a ieri. Purtroppo mentre mangiavo mi è venuto il dubbio di rischio botulino perché le ho tenute fuori frigor. Sono passate 28h dal consumo, dopo quanto posso essere certo che non ci sia pericolo? Grazie mille
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera. I sintomi del botulismo alimentare compaiono più spesso entro 12–36 ore, ma in alcuni casi possono presentarsi anche più tardi, fino a 8–10 giorni dopo il consumo. Quindi, dopo 28 ore, l’assenza di sintomi importanti è rassicurante, ma non permette ancora di dire con certezza assoluta che il rischio sia zero.
I sintomi che devono allarmare davvero non sono tanto nausea o malessere generico, ma soprattutto visione offuscata o doppia, bocca secca, difficoltà a parlare o deglutire, debolezza marcata, palpebre che si abbassano, difficoltà a respirare o un peggioramento rapido dei sintomi.
Cordiali saluti,
Dott. Gabriel Russo – Dietista
Buongiorno, è salutare consumare 30 grammi di arachidi sgusciate al giorno? è consigliabile anche consumare la pellicina rossa che le avvolge?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, sì: circa 30 g di arachidi sgusciate al giorno possono rientrare in un’alimentazione equilibrata, preferibilmente scegliendole non salate o poco salate. Sono nutrienti, ma anche caloriche, quindi la quantità è importante.
La pellicina rossa può essere consumata: contiene fibra e composti antiossidanti, ma può essere tolta se non piace o se dà fastidio a livello digestivo.
Cordiali saluti,
Dott. Gabriel Russo – Dietista
Salve,
Volevo avere maggiori informazioni sui semi di chia.
In particolare volevo sapere cosa sono, come devono essere consumati e che macronutriente vanno a sostituire.
Ho letto che vengono usati molto nei porridge, ma devono essere cotti si possono mangiare crudi o altro?
Grazie mille
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve, i semi di chia sono piccoli semi ricchi soprattutto di fibre, grassi “buoni” della famiglia omega-3 vegetale, una quota di proteine e alcuni micronutrienti. Non devono essere considerati un alimento “miracoloso”, ma possono essere un’aggiunta utile all’interno di un’alimentazione equilibrata.
Possono essere consumati crudi, non è necessario cuocerli. Spesso si usano nel porridge, nello yogurt, nel latte o nelle bevande vegetali perché assorbono liquidi e formano una consistenza gelatinosa. Proprio per questo è preferibile consumarli ben idratati o comunque insieme a liquidi, evitando di mangiarne grandi quantità “a secco”.
Come quantità, in genere si può partire da 1 cucchiaio al giorno, circa 10-15 g, valutando la tolleranza intestinale. A livello pratico non sostituiscono un carboidrato come pane, pasta o fiocchi d’avena, ma si possono considerare più simili a semi/frutta secca: quindi una piccola fonte di grassi, fibre e proteine vegetali.
Cordiali saluti,
Dott. Gabriel Russo – Dietista
buongiorno,ho 61 anni, sono alta 160 cm e peso 56.5 Kg. faccio lavoro sedentario e mi alleno 2/3 volte a settimana, vorrei sapere se sono normopeso e quante calorie dovrei mangiare al giorno per perdere peso. Grazie
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, con i dati indicati il suo BMI è circa 22, quindi rientra nella fascia del normopeso.
Per quanto riguarda le calorie giornaliere, però, non è possibile definirle con precisione solo da peso, altezza, età e attività fisica. Serve valutare il quadro completo: abitudini alimentari, composizione corporea, circonferenze, tipo di allenamento, stile di vita, eventuali esami o condizioni cliniche e soprattutto l’obiettivo reale.
Nel suo caso, essendo già normopeso, potrebbe non essere necessario puntare semplicemente a “perdere peso”, ma piuttosto lavorare su composizione corporea, tono muscolare, qualità dell’alimentazione e distribuzione dei pasti. Per questo le consiglierei una valutazione personalizzata prima di impostare un eventuale deficit calorico.
Cordiali saluti,
Dott. Gabriel Russo – Dietista
Salve.
Scrivo in quanto sottopeso voglio riprendere i kg. Di solito seguo un alimentazione diciamo pulita, con la domenica un po più libera dove consumo sempre la sera la pizza. Ora non sto facendo sport, anche per non andare a consumare ulteriori calorie, ma in vista dell estate vorrei mangiare in 1 o 2 giorni a settimana il gelato. Visto che se lo mangio lo consumero come coccola serale post pranzo, meglio mangiarlo la domenica con la pizza visto che e un giorno più libero o metterlo in settimana?
Grazie mille
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve, se l’obiettivo è recuperare peso, più che concentrare tutti gli alimenti “extra” nello stesso giorno, può essere utile distribuirli in modo equilibrato durante la settimana. Quindi il gelato può inserirlo tranquillamente anche in 1-2 giorni infrasettimanali, ad esempio come merenda o come piccola aggiunta serale, senza doverlo per forza associare alla domenica della pizza.
La cosa importante è che non venga vissuto come uno “sgarro”, ma come un alimento che può rientrare nel suo percorso, soprattutto se l’obiettivo è aumentare l’introito calorico in modo sostenibile. Essendo sottopeso, però, sarebbe utile capire meglio il quadro generale: peso, altezza, andamento recente del peso, appetito, eventuali sintomi gastrointestinali, esami e abitudini alimentari. In alcuni casi serve un piano strutturato per recuperare peso in modo graduale e, quando possibile, favorire anche il recupero di massa muscolare.
Inoltre, evitare completamente lo sport per non “consumare calorie” non è sempre necessario: con un’alimentazione adeguata, un’attività ben impostata, soprattutto di forza, può essere utile. Va però personalizzata.
Cordiali saluti,
Dott. Gabriel Russo – Dietista
Buongiorno sto prendendo dei fermenti lattici potenti mi stavo mettendo a posto ,sto mangiando verdure che non gonfiano ,in bianco ,i latticini ,non li prendo ,la pasta non la mangio perché mi gonfia, ieri ho mangiato le erbette cotte poche con il coniglio ,e poi a metà pomeriggio ho mangiato la banana ,era troppo matura ,dopo un po sono andata in bagno due volte ma non diarrea feci molli ,e stamattina ho fatto il the con una fetta biscottata integrale ,e sono gonfia ,vorrei sapere se le posso mangiare le verdure ,o no ? Grazie Distinti saluti Rosa Caterina
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno Rosa Caterina, capisco il fastidio. In generale non è necessario eliminare completamente le verdure, ma in questa fase può essere utile scegliere quelle più tollerate, consumarle cotte, in piccole quantità e aumentare gradualmente in base alla risposta intestinale.
Il gonfiore può dipendere da più fattori: tipo di verdura, quantità, grado di maturazione della frutta, alimenti integrali, velocità con cui si mangia, stress intestinale del periodo o sensibilità individuale. Ad esempio, una banana molto matura o una fetta biscottata integrale, in alcune persone, possono accentuare gonfiore o feci molli.
Le consiglierei quindi di non togliere tutto, ma di procedere con ordine: poche verdure cotte alla volta, evitando per ora grandi quantità di fibre, alimenti integrali e combinazioni difficili da valutare. Se i sintomi persistono, sarebbe utile fare una valutazione nutrizionale personalizzata per capire quali alimenti tollera meglio e come reintrodurli senza creare ulteriore gonfiore.
Cordiali saluti,
Dott. Gabriel Russo – Dietista
Salve, sto provando ad introdurre i cibi fermentati nella mia dieta nelle ultime settimane a livello quotidiano (prima era molto più saltuario), ma negli ultimi giorni ho avuto problemi di sbalzi di temperatura e un episodio di aftosi. Cercando su internet si parla di intolleranza all'istamina. Quello che volevo capire è quali sono le controindicazione riguardo ai cibi fermentati? che tipo di alternanza è consigliata per evitare episodi come quello descritto?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve, i cibi fermentati possono rientrare in un’alimentazione equilibrata, ma non sono indispensabili e non tutti li tollerano bene, soprattutto se introdotti tutti i giorni o in quantità elevate.
Alcuni fermentati possono contenere quantità variabili di istamina o altre sostanze che, in persone sensibili, possono favorire sintomi come gonfiore, mal di testa, fastidi gastrointestinali o altri disturbi. Tuttavia non si può parlare di intolleranza all’istamina solo da questi episodi: servirebbe una valutazione più completa.
Le consiglierei di sospenderli per qualche giorno e poi reintrodurli gradualmente, uno alla volta, in piccole quantità e non necessariamente tutti i giorni, osservando la risposta del corpo. Se i sintomi si ripetono o compaiono manifestazioni importanti, è opportuno parlarne con il medico.
Cordiali saluti,
Dott. Gabriel Russo – Dietista
Salve.
Volevo avere dei chiarimenti sulle proteine in polvere. Quali tipi bisogna prendere prendere in base alle esigenze (post allenamento, pre nanna, semplicemente raggiungere quota proteica). Grazie
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve, le proteine in polvere non sono indispensabili, ma possono essere uno strumento pratico quando con l’alimentazione normale si fa fatica a raggiungere il proprio fabbisogno proteico.
In generale, le whey sono proteine del siero del latte, digeribili e comode soprattutto dopo l’allenamento o in qualsiasi momento della giornata. Le caseine vengono digerite più lentamente e spesso sono usate prima di dormire, ma non sono obbligatorie: conta soprattutto il totale proteico della giornata. Esistono poi proteine vegetali, ad esempio pisello, riso, soia o blend vegetali, utili per chi segue un’alimentazione vegana, vegetariana o non tollera bene i latticini.
Per il post-allenamento può andare bene una whey o un’altra fonte proteica completa; prima di dormire può andare bene una caseina, uno yogurt greco/skyr o una fonte proteica solida; per raggiungere la quota proteica giornaliera va scelta semplicemente la soluzione più tollerata e pratica.
La scelta dipende quindi da obiettivo, fabbisogno, alimentazione complessiva, tolleranza digestiva e preferenze personali.
Cordiali saluti,
Dott. Gabriel Russo – Dietista
Buongiorno, ho partorito ad ottobre, durante la gravidanza ho messo circa 13kg.. dopo il parto ho perso quasi subito 10kg. Ora, a 7 mesi dal parto ho ripreso quasi 7kg. Ho allattato fino ai 3 mesi e mezzo del bimbo. È normale questo aumento di peso? L’alimentazione non è cambiata durante questi mesi, faccio passeggiate ogni giorno con il bambino, tra i 5 e gli 8km al giorno. Grazie.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, dopo la gravidanza e il parto il peso può subire variazioni anche importanti, perché cambiano molti fattori: assetto ormonale, sonno, stress, allattamento o sospensione dell’allattamento, fame, ritenzione idrica, routine quotidiana e composizione corporea.
Detto questo, un aumento di circa 7 kg in pochi mesi merita comunque di essere valutato con attenzione, soprattutto se riferisce che alimentazione e movimento non sono cambiati molto. Non significa necessariamente che ci sia qualcosa di “grave”, ma sarebbe utile fare una valutazione più completa: andamento del peso nel tempo, abitudini alimentari reali, qualità del sonno, fame/nervosismo, eventuali esami del sangue e valutazione medica se indicata.
Le passeggiate quotidiane sono sicuramente positive, ma per capire come intervenire in modo corretto serve valutare il quadro generale e costruire un percorso sostenibile, senza diete drastiche, soprattutto in una fase delicata come il post-parto.
Cordiali saluti,
Dott. Gabriel Russo – Dietista
Salve,
La mia e una curiosità.
So che dite di non eliminare nessun cibo, ma da nutrizionisti, ci sono alimenti che proprio non volete mai vedere ( würstel...)
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve, più che parlare di alimenti “vietati”, preferisco distinguere tra alimenti da consumare abitualmente e alimenti da lasciare a un consumo occasionale.
Non esiste un singolo cibo che, da solo, rovina un’alimentazione. Però ci sono prodotti che, per composizione e grado di lavorazione, sarebbe meglio non rendere abituali: ad esempio carni processate come würstel, salumi e insaccati, snack molto ricchi di sale e grassi, bevande zuccherate, dolci confezionati e prodotti molto elaborati.
Questo non significa che vadano eliminati per sempre, ma che dovrebbero avere uno spazio limitato e non rappresentare la base della dieta quotidiana. L’obiettivo non è creare paura verso il cibo, ma costruire un’alimentazione in cui la maggior parte delle scelte sia semplice, varia e di buona qualità.
Cordiali saluti,
Dott. Gabriel Russo – Dietista
Buin pomeriggio, sono in keto con il protocollo keto diet di promo pharma da 15 giorni e finora ho seguito alla lettera peedendo circa 4 kg. Non so come ho ben pensato di bere al bar un ginseng amaro perché mi sentivo troppo giù. Ho avuto l'impressione di essere uscita dalla chetosi, non che sia tornata la fame ma il peso si è arrestato e leggera stanchezza. Cosa devo fare per continuare ? Ho buttato tutto all'aria ? Mancano 4 giorni alla fine, avrò ancora risultati ? Grazie mille.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buon pomeriggio, no, un singolo ginseng al bar non significa aver “buttato tutto all’aria”. Anche se avesse temporaneamente ridotto la chetosi, il percorso non si annulla per un episodio isolato.
Il consiglio è semplicemente di riprendere il protocollo come indicato, senza fare restrizioni extra, digiuni o compensazioni. È normale che il peso non scenda in modo lineare tutti i giorni: soprattutto nelle diete chetogeniche, una parte importante del calo iniziale è legata anche a liquidi e glicogeno, quindi possono esserci piccoli blocchi o oscillazioni.
Avendo ancora pochi giorni alla fine, continui con regolarità e poi valuti il risultato complessivo con il professionista che la sta seguendo, soprattutto per la fase di transizione/reintroduzione, che è molto importante per non recuperare rapidamente peso e per tornare a un’alimentazione sostenibile.
Cordiali saluti,
Dott. Gabriel Russo – Dietista
Domande più frequenti
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Ernia del disco lombare
Gentile paziente,
certamente un'ernia potrebbe essere la causa…