Domande del paziente (5)

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dr. Francesco Giuseppe Nisi

    Buongiorno,

    la situazione che descrive è molto comune: dolore cervicale che si estende alle spalle e risponde poco agli antinfiammatori. Questo, già di per sé, ci dice una cosa importante: probabilmente... Altro


    Buongiorno mia madre di 78 anni dopo un mese di busette cerotti da 10mg l ha interrotto di colpo perché ha sempre mal di testa vertigini nausea e tremori , dopo quanto tempo passano gli effetti collaterali e vorrei sapere se c'è il rischio dell astinenza ...grazie mille

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dr. Francesco Giuseppe Nisi

    Buongiorno,

    la situazione che descrive è abbastanza frequente quando un organismo, soprattutto in età avanzata, non tollera adeguatamente gli oppioidi.

    Il cerotto di Buprenorfina (Busette) può causare effetti collaterali come nausea, vertigini, cefalea e tremori. La sospensione, in presenza di questi sintomi, è comprensibile.

    Per quanto riguarda i tempi:
    la buprenorfina ha una durata d’azione prolungata, quindi i sintomi possono persistere per alcuni giorni dopo la rimozione del cerotto. In genere si osserva un miglioramento progressivo nell’arco di 2–5 giorni, talvolta fino a una settimana nei pazienti più sensibili.

    Sul rischio di astinenza:
    dopo circa un mese di utilizzo, una lieve sintomatologia da sospensione può comparire. I segni più comuni sono agitazione, insonnia, sudorazione o aumento del dolore. Tuttavia, con il dosaggio indicato, si tratta nella maggior parte dei casi di manifestazioni lievi e transitorie.

    È importante distinguere tra:

    effetti collaterali del farmaco che stanno regredendo
    ricomparsa del dolore di base

    Operativamente:
    se i sintomi sono in progressivo miglioramento, è corretto proseguire con monitoraggio clinico. Se invece persistono oltre 5–7 giorni o risultano particolarmente intensi, è opportuno un confronto con il medico curante.

    Per il controllo del dolore, è ragionevole utilizzare inizialmente soluzioni più tollerabili come il paracetamolo, evitando di reintrodurre farmaci non ben tollerati senza una rivalutazione.

    In caso di dolore persistente o limitante, esistono alternative ai farmaci sistemici, come trattamenti locali ecoguidati (inclusa l’ozonoterapia), che permettono di agire in modo più mirato riducendo il rischio di effetti collaterali centrali.

    Resto a disposizione se desidera inquadrare meglio il tipo di dolore di sua madre e valutare le possibili opzioni.


    85 anni, cerotto busette da 10 mc. da 9 giorni (crollo vertebrale) Effetti collaterali ingestibili in modo particolare allucinazioni e abbassamento dell'udito,offuscamento mentale e dolori non completamente spariti. Ho levato il cerotto e a parte il dolore finora gestibile con paracetamolo rifiutando il TARGIN 5mg indicato dalla terapista del dolore. Vado avanti cosi. Faccio bene? Grazie del parere.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dr. Francesco Giuseppe Nisi

    Buonasera,
    le rispondo con molta sincerità, perché qui la cosa importante è proteggere la lucidità e la qualità di vita, oltre al dolore.

    Quello che descrive non è “normale sopportazione”:
    allucinazioni, offuscamento mentale e riduzione dell’udito con il cerotto di Buprenorfina (Busette) sono segnali di intolleranza, soprattutto a 85 anni.
    In questo contesto, averlo rimosso è una scelta sensata.

    “Vado avanti così con il paracetamolo, faccio bene?”
    Dipende da una cosa sola: quanto dolore ha davvero.

    Se il dolore è contenuto e gestibile, continuare con paracetamolo è assolutamente ragionevole nel breve periodo
    Se invece il dolore risale o limita i movimenti, non conviene “stringere i denti”: il dolore non controllato rallenta il recupero

    Rifiutare Targin è comprensibile dopo l’esperienza avuta, ma non significa che l’unica alternativa sia soffrire.

    Il punto chiave è questo:
    non tutti i dolori da crollo vertebrale vanno trattati “per forza” con oppioidi sistemici.

    C’è un’altra strada, spesso più tollerabile e mirata:

    trattamenti locali ecoguidati, tra cui anche l’ozonoterapia.

    Perché l’ozono ecoguidato può avere senso nel suo caso?

    agisce direttamente nella zona del dolore, non su tutto il corpo
    riduce l’infiammazione e modula il dolore
    non dà gli effetti collaterali cognitivi degli oppioidi
    è particolarmente utile nei pazienti fragili o anziani, dove i farmaci sistemici creano più problemi che benefici

    E soprattutto:
    si lavora “millimetricamente”, andando dove serve davvero


    Buonasera! Ho fatto la prima ozonoterapia cervicale, ho sentito dolore ultima puntura, tanto sudore quasi per svenire, sono passati 24 ore sto abbastanza bene, però mi sento stanco. Ho dei dubbi per fare le altre sedute? Un consiglio se possibile grazie Mari

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dr. Francesco Giuseppe Nisi

    Buon giorno, quello che ha descritto durante la seduta è una reazione che può capitare, soprattutto alla prima infiltrazione.

    Il dolore nell’ultima puntura può essere legato a una maggiore sensibilità locale o a una zona più “reattiva”. Il sudore freddo e la sensazione di svenimento sono molto spesso una reazione vagale: il corpo, tra stimolo doloroso e tensione emotiva, “abbassa i giri” per qualche minuto. Non è pericolosa, ma può spaventare.

    Il fatto che, a 24 ore, lei stia abbastanza bene è un elemento rassicurante. La sensazione di stanchezza può comparire dopo l’ozonoterapia: è come se l’organismo avesse “lavorato” e avesse bisogno di un breve tempo per riequilibrarsi.

    Venendo al punto centrale:
    non è automaticamente un motivo per sospendere il trattamento.

    Piuttosto, è un’informazione utile per modulare meglio le prossime sedute. In questi casi si può:

    ridurre temporaneamente il dosaggio
    procedere in modo più graduale
    gestire meglio il momento della puntura (respirazione, posizione, tempi)

    Con questi accorgimenti, spesso le sedute successive risultano molto più tollerabili.

    Il dubbio che sta avendo è corretto: non va ignorato, ma neanche interpretato come un segnale di allarme grave. Va “letto” e utilizzato per adattare il trattamento a lei.

    Se nelle prossime ore dovessero comparire sintomi importanti (dolore intenso persistente, peggioramento neurologico, febbre), allora è giusto segnalarlo subito. In assenza di questi, il quadro che descrive rientra tra le reazioni possibili.

    In sintesi: può proseguire, ma informando il medico di quanto accaduto, così da personalizzare le prossime sedute e renderle più confortevoli e sicure.


    Buonasera io sto prendendo busette e la canabis terapeutica mattina e sera la lirica mattina e sera in più la sera laroxir.volevo sapere se per le vampate può essere il cerotto? poi chiedo se il cerotto si può mettere anche sulla schiena grazie .

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dr. Francesco Giuseppe Nisi

    Buonasera
    provo a risponderle in modo chiaro, così può orientarsi senza confusione.

    1) Vampate: da cosa possono dipendere?
    Con la terapia che sta assumendo (Buprenorfina (Busette), cannabis terapeutica, Pregabalin (Lyrica) e Amitriptilina (Laroxyl)), le vampate possono comparire, ma non sempre hanno una sola causa.

    Le possibilità più frequenti sono:

    effetto dei farmaci (soprattutto oppioidi o amitriptilina → possono dare sudorazione/vampate)
    oscillazioni del sistema nervoso (dolore + terapia → il corpo “si accende e si spegne” più facilmente)
    fattori ormonali o stress

    Il cerotto di buprenorfina può contribuire, ma raramente è l’unico responsabile.

    2) Il cerotto può dare vampate?
    Sì, può succedere, anche se non è tra gli effetti più comuni.
    Se le vampate sono iniziate dopo l’introduzione o l’aumento del cerotto, il collegamento è più probabile.

    3) Dove si può mettere il cerotto?
    Sì, può essere applicato anche sulla schiena, ma con alcune accortezze:

    pelle intatta, non irritata
    zona non troppo mobile o soggetta a sfregamento
    evitare punti dove suda molto
    ruotare la sede ogni volta (per evitare irritazioni)

    Zone classiche:

    parte alta del torace
    schiena (soprattutto alta)
    braccia (parte esterna)

    4) Quando vale la pena approfondire?
    Le suggerisco di segnalarlo se:

    le vampate sono frequenti o fastidiose
    sono associate a tachicardia, agitazione o sudorazione intensa
    sono comparse dopo modifiche della terapia

    Perché in quel caso si può:

    modulare il dosaggio
    cambiare timing dei farmaci
    oppure capire se la causa è un’altra (non sempre è il cerotto).

    Ovviamente le suggerisco di rivedere la terapia con il suo medico (anche se adeguata al tipo di dolore)


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