Domande del paziente (4)

    Buonasera, dopo quanto si può fare diagnosi di disturbo ossessivo compulsivo? Posso fidarmi di una specialista che dopo solo una seduta ha già diagnosticato e detto apertamente che soffro di DOC?

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Francesca Ridolfi

    Buongiorno, non esiste una tempistica specifica per fare diagnosi di DOC. Può succedere che se il disturbo è chiaro si possa identifica anche al primo incontro; se però ha dei dubbi le consiglio di chiedere al suo specialista un approfondimento della diagnosi e soprattuto del suo funzionamento; è fondamentale che lei comprenda quali elementi riportano ad una diagnosi di DOC


    Domande su consulenza psicologica

    Salve,
    scrivo per chiedere un consiglio su una situazione che sto vivendo da circa due settimane.

    Sono stata per sei anni in una relazione importante: convivevamo, avevamo progetti comuni e anche un cane. Tuttavia, nel tempo ci sono stati molti litigi. Ho scoperto che durante la relazione lui utilizzava Tinder quando era in trasferta e usciva con altre donne. Inoltre, ho scoperto che si era risentito con la sua ex e aveva persino progettato di tornare con lei, facendole credere che tra noi fosse finita, cosa non vera. Successivamente ha interrotto anche quella relazione, dicendo di amarmi.
    Dopo anni segnati da tradimenti e conflitti, a gennaio ha deciso di lasciarmi, sostenendo di non riuscire più a sostenere le continue discussioni. Questo è avvenuto poco dopo aver acquistato una casa, anche in prospettiva di costruire una famiglia insieme.
    Nei tre mesi successivi ho cercato in tutti i modi di recuperare il rapporto, ma lui è sempre stato fermo nella sua decisione. Poi, improvvisamente, è tornato da me chiedendomi di ricominciare. Ho accettato, ma con molta esitazione, soprattutto per il cambiamento improvviso e apparentemente immotivato.
    Da due settimane si comporta come una persona estremamente innamorata e presente. Tuttavia, non riesco a comprendere questa trasformazione così repentina. Gli ho chiesto sincerità e trasparenza, e mi ha promesso che non mi mentirà più. Nonostante ciò, continuo a provare un forte senso di dubbio e la sensazione che ci sia qualcosa di poco chiaro.
    Non so se i miei dubbi siano autosabotaggio o un segnale sano di protezione.
    Mi chiedo se dovrei lavorare sulla fiducia oppure ascoltare questo disagio come un campanello d’allarme, considerando ciò che è successo tra noi.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Francesca Ridolfi

    Buongiorno, purtroppo nessuno può sapere se il comportamento del suo compagno è sincero oppure no. Non esiste una strada predefinita e giusta da proporle.....Mi viene però da suggerirle di ascoltare quello che sente, mettendo al centro sè stessa e il suo benessere. Spesso in questi casi si vive ambivalenza, voglia di stare con la persona che ci ha fatto soffire ma allo stesso tempo paura a fidarsi di nuovo; credo che queste emozioni siano sane, c'è una parte di lei che le ricorda quello che ha vissuto e la vuoel proteggere ma anche un'altra parte che le ricorda i momenti positivi che vorrebbe rivivere con il suo compagno; in questo momento ha bisogno di rallentare, vedere le cose in modo oggettivo e soprattuto capire adesso qual è la cosa che fa bene a lei. Al di là della fiducia o meno, siamo tutti sulla stessa barca, tutti i nostri compagni potrebbero tradirci da un momento all'altro, non è possibile sapere in anticipo cosa succederà e prendere ora una decisione "giusta".....Ora si può prendere solo una decisione cosciente, il punto adesso è capire cosa prova lei e decidere come voler stare nella relazione adesso, con le informazioni che ha adesso, con le risosrse che ha ora, con quello che prova adesso...Non bisogna pensare "e se in futuro mi pentirò" perchè in futuro oggi non lo conosciamo, oggi posso prendere le decisioni solo sulla base di quello che so e sento oggi..... E' chiaro che per fare questo bisogna rallentare e capire cosa sento dentro davvero in questo momento


    Non so come iniziare, non so se tutto questo mi farà bene o se mi porterà solo a crollare in un abisso il cui fondo non mi farà più risalire, sono tante cose in questo periodo, sono stanca, stanca di non sapere se avrò un futuro e come sarà il mio futuro, stanca di non accettarmi, stanca di non sapere affrontare nulla di tutto questo.
    Sono al limite, non c’è un giorno in cui io non pensi che sparire sia l’unica soluzione.
    Non so lottare, non so credere nelle cose fino in fondo, non so fare nulla, non so cosa provo la maggior parte delle volte.. sento tanto ma allo stesso tempo niente mi tocca realmente.
    Voglio un amore, di quelli che ti strvolge, o forse no, forse voglio solo amore perché non ne ho mai avuto, o l’ho avuto?
    Quello con mio padre era un rapporto vero? Si comportava veramente da padre con me? Me ne pentirò di non parlagli quando morirà? Che fine farò io quando l’unico modo per parlargli sarà sotto 3 metri di terra?
    Perché non riesco a essere quella di prima? Perché non riesco a rialzarmi? Perché non riesco più a studiare e a concentrarmi? Non ho mai fatto il massimo e me lo riconosco ma perché ora non riesco a fare neanche quel minimo? Cosa sta succedendo? Perché non ho più il controllo del mio dolore? Perché gli sto permettendo di bloccarmi in questo loop continuo?
    Perché continuo a dormire quando in realtà è l’ultima cosa che vorrei fare?
    Perché continua a farmi domande a cui non avrò risposte?
    Perché continua a venirmi in mente il suicidio? Perché non riesco a vedere un futuro per me?
    Perché non ho un hobby?
    Pecche non so cosa mi piace?
    mi piace tutto o non mi piace nulla?
    Perche penso a aron ma solo se nello stesso pensiero c’è Emanuele?
    La storia di Simone che significa?
    Perché ogni menzogna che mi racconto poi finisco per reagire come se fosse vera.
    Perché quando provo a esternare cosa penso non faccio altro che farmi domande senza darmi risposte a esse?
    Perché lo sto facendo adesso?
    Che colpa ne ho io?
    Che senso ha la mia vita adesso?
    Sono stanca di dormire e svegliarmi l’indomani e sentirmi come adesso. Ma dormire è l’unico modo per non sentire il caos che provo adesso
    Lo provo sempre in realtà
    Che lezione devo imparare ancora?
    Perché l’amore non arriva?
    Cosa devo capire prima che arrivi?
    È questo no?
    Il motivo.
    Devo imparare ad amare prima di amare realmente se no finisco per ferire le persone
    E chi pensa a me?
    Tutte le volte che mi hanno ferito, che mi hanno usato.
    Non ho più voglia
    Tutto questo male
    Mi porta solo più confusione
    E scriverlo è stato peggio
    Mi sta ricordando tutte le cose brutte che provo e continuerò a provare perché non cambierò
    Sono questa da anni
    Sento che non cambierò. Grazie per qualunque punto di vista riusciate a fornirmi.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Francesca Ridolfi

    Ciao, mi arriva molto il tuo dolore; mi dispiace che stai così male....Mi sembra di capire che sei in un periodo di confusione, di ricerca di un amore che non hai mai ricevuto; oscilli tra il fidarti e non fidarti, tra la ricerca spaspodica di amore e la paura dell'amore stesso......tutto questo ti manda in confusione e alla fine perdi te stessa, non sai più chi sei...deve essere molto doloroso. Io una soluzione non te la so dare in questo momento, credo che hai bisogno di ritrovare te stessa indipendentemente dagli altri; di sentirti degna di essere amata e giusta e di valore così come sei; se vuoi posso offrirti uno spazio dove sentirti capita e dove poter mettere in ordine quel caos che ora è dentro di te. Io sono Francesca Ridolfi, sono di La Spezia ma faccio anche sedute online, se vuoi scrivimi


    Buongiorno, sono una studentessa universitaria di 20 anni e vorrei chiedervi se un mio sospetto è fondato. Sto cercando di capire se ciò che sperimento possa rientrare in un profilo di neurodivergenza (come l'ADHD) o se sia riconducibile a una disregolazione emotiva e ansiosa. Ho provato a fare una lista di ciò che provo/che ho passato:

    —Talvolta soffro di insonnia causata da pensieri stupidi che non riesco a fermare. Riesco ad addormentarmi solo se sono veramente esausta.
    —In merito ai pensieri che non riesco a fermare, mi sento come se avessi una sottospecie di disco rotto nel cervello che non smette mai di suonare.
    —Mi capita molte volte di sentirmi 'fuori luogo' e di ripensare a ciò che dico/faccio. Se commetto un errore ci rimurgino sopra per ore.
    —Ho sempre avuto difficoltà a seguire le lezioni sia scolastiche che universitarie. Dopo un po' il mio cervello si disconnette, e perdo il filo. A tal proposito, mi capita di dimenticare le cose sul momento e di interrompere una conversazione prima che mi scordo qualcosa.
    —Sotto forte stress tendo a dissociarmi.
    —A causa di molti di questi punti mi è capitato di avere episodi depressivi.

    Vorrei solo sapere se sia opportuno intraprendere un percorso diagnostico specifico o meno. Vi ringrazio per la disponibilità.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Francesca Ridolfi

    Buonasera, per una diagnosi di adhd servono dei criteri specifici e una valutazione professionale.....se vuole essere più sicura potrebbe fare una valutazione così da capire eventualmente il percorso più idoneo da intraprendere, non ci sono controindicazioni a voler capire il proprio funzionamento :-)


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