Domande del paziente (4)

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Flavio d'Assenza

    Salve Anonimus,

    ho letto con attenzione ciò che ha condiviso e colpisce molto la profondità della sua storia, insieme alla consapevolezza che ha sviluppato nel tempo. Le esperienze che descrive, soprattutto... Altro


    Domande su Tossicodipendenza

    Buonasera il mio ex compagno se nè andato di casa dicendo che lo stare male lo portava a fare uso...precisiamo che 5 anni fa avevo trovato qualche traccia sporadica ma mi ha confessato che dalla morte di sua mamma (giugno 2025) è passato da 1,5 gr alla settimana a 8/10gr alla settimana...di preciso l'aumento non so quando è avvenuto ma credo settembre...è 4 settimane fuori casa e dice che non ha più toccato nulla (so che ha anche debiti)...mi chiedevo...possibile che con quella quantità assunta uno smetta così? Non so se crederci...so anche che diventano molto bugiardi...grazie della risposta

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Flavio d'Assenza

    Buonasera Anonimus,

    capisco quanto possa essere difficile trovarsi tra il desiderio di credere a una persona che è stata importante e il dubbio legato alla sua storia. Nel caso delle dipendenze, è vero che possono esserci ricadute e anche difficoltà nel dire la verità, ma è anche possibile che una persona provi a smettere.

    Detto questo, nessuno dall’esterno può darle una certezza rispetto alla sua situazione attuale. Forse può essere utile spostare l’attenzione su di sé: cosa cambierebbe per lei sapere con certezza se ha smesso oppure no? Questa risposta influenzerebbe una sua eventuale decisione di riavvicinarsi?

    A volte, più che cercare una conferma oggettiva difficile da ottenere, può essere importante comprendere quali sono i propri bisogni, limiti e scelte rispetto a questa relazione.

    Le auguro un buon percorso.


    Salve ,scrivo in breve la mia storia perchè vorrei capire se la persona con cui ho intrapreso una relazione quatto anni fa circa potrebbe essere un narcisista patologico Malvagio.Sono una insegnante di 63 anni benestante ,stimata come professionista e considerata di bella presenza.Sono sposata ma mio marito è affetto da una malattia neuridegenerativa e sette anni fa ha subito danni cognitivi,Così che quattro anni fa mentre ero in un momento molto difficicile ,mi sentivo molto sola ho intrapreso una relazione con un uomo che oggi ha 69 anni .Quest'uomo lo conosco da circa 27 anni ed in passato lo avevo incontrato qualche volta in un momento di crisi profonda della relazione con mio marito.In questo tempo a cicli si era sempre presentato ma io no lo avevo più considerato.quando ho deciso di intraprendere la re relazione con lui l'ho fatto anche perchè mi sono fatta convincere dal fatto che lui mi aveva raccontato di essere rimasto vedovo ( sua moglie era morta a causa di un cancro ) e che la sua compagna aveva un mieloma al terzo stadio .all'inizio sembrava andare bene ,ma il suo comportamento era molto strano,mi invia centinaia di messaggi ,banali e pieni di emoji e quando io chiedevo chiarimenti lui spariva ..Nelle varie sparizioni chredendo di essere io la persona sbagliata l'ho cercato cosi la relazine è andata avanti dal 2022 al 2024. In giugno del 2024 dice di avere una depressione e sparisce.Nel luglio del 2025 a causa di una circostanza si ripresenta e mi convince nuovamente a riprendere la relazione nel frattempo io ero venuta a conoscenza (voci di popolo) che lui aveva manipolato più persone sole ,sopratutto done approfittandone per appropriarsi dei loro risparmi , era un bancario ,e per questa ragione era stato sospeso dal suo lavoro ,anche se non si era riuscito a dimostrare nulla .Inoltre che aveva sempre intessuto più relazioni in contemporanea .Ma io che sono una persona buona nonostante i vari dubbi ho deciso di ridargli fiducia .Sembrava che le cose andassero bene lui mi dedicava ,tempo ed attenzioni, fino a quando in gennaio lui sbaglia ad inviare un messaggio ed intuisco che c'era una quarta persona ,chiedo spiegazioni , ma lui sparisce.
    Ora mi chiedo potrà ricomparire ancora ? E' un narcisista patologico maligno?

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Flavio d'Assenza

    Salve,

    ho letto con attenzione il suo messaggio e immagino quanto possa essere stato complesso e faticoso vivere questa situazione, soprattutto in un momento di fragilità personale. Dalle sue parole emerge comunque una grande forza e capacità di mettersi in gioco, nonostante le difficoltà.

    Rispetto alla sua domanda, non è possibile stabilire a distanza se questa persona presenti un disturbo specifico: etichette come “narcisismo patologico” richiedono una valutazione clinica approfondita. Tuttavia, al di là della definizione, ciò che appare rilevante è il modo in cui è stata trattata e come si è sentita all’interno della relazione, caratterizzata da comportamenti altalenanti, sparizioni e mancanza di chiarezza.

    Più che concentrarsi su una possibile diagnosi dell’altro, potrebbe essere utile spostare l’attenzione su di sé: cosa l’ha portata, nonostante i dubbi, a concedere più volte fiducia? E cosa rappresenta per lei questa relazione? Anche il pensiero che lui possa ricomparire può essere un elemento su cui riflettere, per comprendere quali bisogni o aspettative sono ancora attivi.

    Un percorso di supporto psicologico potrebbe aiutarla proprio a esplorare questi aspetti, dando spazio e voce alle diverse parti di sé, senza la necessità di etichettare l’altro ma mettendo al centro il suo benessere.

    Le auguro un buon proseguimento.


    Mi rendo conto di dover interrompere una relazione con un uomo che amo ancora tanto ma con il quale sapevo già che non ci sarebbe stato futuro perché molto più giovane di me. La ragione mi dice di prendere la decisione, il cuore no. Inoltre questo amore mi impedisce di accettare la compagnia di persone più adatte a me per età e cultura. Come gestire tutto questo? Grazie.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Flavio d'Assenza

    Buonasera,

    comprendo quanto possa essere difficile trovarsi in questo tipo di conflitto: da un lato ciò che sente, dall’altro ciò che razionalmente riconosce come più adatto per il suo futuro. Quando cuore e ragione vanno in direzioni diverse, la decisione può diventare particolarmente complessa.

    Più che cercare una risposta immediata, potrebbe essere utile concedersi uno spazio di riflessione in cui entrambe queste parti possano essere ascoltate e comprese, senza che una debba necessariamente escludere l’altra. Spesso, chiarire cosa rappresenta per lei questa relazione e cosa la rende così significativa può aiutare a orientarsi con maggiore consapevolezza.

    In questo senso, uno spazio neutrale di confronto come può essere un colloquio psicologico può essere utile per esplorare questi vissuti e comprendere meglio le dinamiche in gioco, così da arrivare a una scelta che senta il più possibile sua.

    Un saluto.


Domande più frequenti

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