Domande del paziente (27251)

    Domande su visita urologica

    Ho subito una turp da 5 giorni. Ora ho incontinenza urinaria. E normale? Voglio sapere perché l'utologo mi ha detto fi vontinuare con la pillola della prostata:urorec 8mc

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Prof. Carlo Rando

    A soli 5 giorni è ancora normale e la normalizzazione può richiedere anche 2-3 mesi, ma non ha senso l'urorec o altro alfa-litico ove l'intervento abbia realizzato una adeguata disostruzione e riduzione prostatica. Solo nel caso, in ragione di una consistente reazione infiammatoria, magari legata alla congestione pre-esistente mai risolta, nel primo mese tale assunzione può aiutare la minzione, ma mai deve sostenere l'incontinenza.


    Esito Spermiogramma: asteno-teratozoospermia.
    Astinenza 60 ore.
    Spermiocoltura negativo.
    Esami LH, FSH, prolattina, testosterone nella norma.
    Sperma: vitalità 65, forme tipiche 3, motilità totale 30, motilità progressiva 17, non progressiva 14, volume 2.3, concentrazione 16.8 .
    Esame effettuato in Bianalisi Brescia.
    Cosa fare?
    Grazie mille

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Prof. Carlo Rando

    Mancano diversi dati importanti. In ogni caso da quanto riportato ha una modesta produzione assoluta ed una bassissima produzione oraria (0.64 mil/ora; vn>2.5 mil/ora) ed una bassissima mobilità progressiva probabilmente tutta lenta visto il bassissimo livello di forme normali... mancano i dati VSL/VCL/VAP per migliori valutazioni. Sui valori ormonali citati occorrono i dati ottenuti.... trpppo spesso si danno per normali dati che in fatto non lo sono o sono fuori equilibrio e peraltro mancano diversi parametri, non ultimi quelli nutrizionali e metabolico-ossidativi. Stante il quadro occorre che l'analisi spermatica sia più completa e associata agli ulterori esami genitali: 48-72 ore di astinenza (poi le ore esatte) e la raccolta in laboratorio la determinazione dei parametri base (concentrazione, volume, pH, leucociti, velocità rapida/lenta/in situ e immobili), la determinazione dei parametri di velocità in micron/sec (percentuali dei gruppi di velocità) e le percentuali delle tipologie di motilità (VAP/VCL/VSL), i test di dettaglio DFI/ABT (cromatina), HBA (adesività), s-ORP/mot-ORP (stato ossidativo). Tutto associato ad una attenta ecografia doppler testicolare e pelvico-prostatica. Poi si deciderà per gli eventuali esami più generali. Solo adeguatamente interpretando i dati si potrà attivare la utile terapia che non sarà inferiore ad un anno.


    Ho effettuato una spermicultura e qsto sono i valori
    Carica batterica Alcune colonie
    Specie batterica isolata n°1 Staphylococcus haemolyticus
    ANTIBIOGRAMMA per Staphylococcus
    haemolyticus (MIC)
    Acido fusidico Resistente (>2)
    Ciprofloxacina Resistente (>4)
    Clindamicina Resistente (<=0.25)
    Clindamicina inducibile Sensibile (>4/0.5)
    Daptomicina Sensibile (<=0.5)
    Eritromicina Resistente (>4)
    Fosfomicina Resistente (>32)
    Gentamicina Resistente (>2)
    Levofloxacina Resistente (4)
    Linezolide Sensibile (<=2)
    Moxifloxacina Resistente (>0.5)
    Mupirocina Resistente (>256)
    Oxacillina Resistente (>2)
    Penicillina Resistente (>0.25)
    Screen Cefoxitina Sensibile (>4)
    Spermiogramma con volume basso 0.6
    Ph7.9
    < di 2 milioni di spermatozoi
    Dove nn è stato possibile dato il poco volume vedere motalita ecc…
    Aspetto vostre notizie
    Giovedì ho visita urologica

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Prof. Carlo Rando

    Intanto le serve un buon andrologo e non un urologo. Poi quella coltura è priva di significato e frutto certamente di contaminazione... nessuna terapia va attivata per essa. L'analisi spermatica è incompleta e poteva essere decisamente fatta meglio, per quanto solo su valori fondamentali. Va rifatta con i seguenti criteri 48-72 ore di astinenza (poi le ore esatte) e la raccolta in laboratorio la determinazione dei parametri base (concentrazione, volume, pH, leucociti, velocità rapida/lenta/in situ e immobili), la determinazione dei parametri di velocità in micron/sec (percentuali dei gruppi di velocità) e le percentuali delle tipologie di motilità (VAP/VCL/VSL). Se poi il materiale lo consentisse allora si potranno aggiungere i test di dettaglio DFI/ABT (cromatina), HBA (adesività), s-ORP/mot-ORP (stato ossidativo). Tutto associato ad una attenta ecografia doppler testicolare e pelvico-prostatica. Poi si deciderà per gli eventuali esami più generali. Solo adeguatamente interpretando i dati si potrà attivare la utile terapia che non sarà inferiore ad un anno.


    Salve, 55 anni, glicemia alta, ma attualmente sotto i livelli da diabete conclamato, (104-124 a digiuno glicata 6.4)
    da alcuni anni riscontrata lieve ipertrofia prostatica all' ecografia.
    Fatta recentemente spermocultura negativa.
    Espongo il problema: subito dopo l' atto sessuale, si direbbe pochi istanti dopo l' eiaculazione percepisco
    un fastidio di media intensità sul pene proprio, che mi fa rimanere un paio di minuti in una certa percezione di
    disagio, trascorso questo tempo il fastidio sembra sostanz. attenuarsi e ritornare quasi alla normalità, se non che
    per alcune ore, forse mezza giornata o un giorno, contiuno a percepire, invece, una sorta di dolenzia generalizzata leggera
    ma percepibile nella zona sotto i testicoli o all' incirca tra i testicoli e l' ano.
    La volta successiva sapendo che andrò
    incontro a questo problema affronto l' atto con un pò di apprensione e tendo a ritardare o rimandare gli atti per evitare
    di risentire il fastidio.
    Durante il giorno ho frequente lo stimolo ad urinare, e la notte mi sveglio in genere una volta, perchè sento il pene in erezione e necessità di urinare.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Prof. Carlo Rando

    Ha una sicura congestione infiammatoria pelvico-prostatica associata ad una IPB di grado discreto (lei non fornisce dati strutturali e dimensionali) che, oltre a ragioni strettamente genitali da verificare, deriva dal suo quadro metabolico-ossidativo decisamente squilibrato e da verificare nei dettagli con molta attenzione ed i dovuti esami. S9lo con le adeguate valutazioni si potrà ridefnire l'intero quadro e darle adeguate soluzioni.


    Domande su visita andrologica

    Buongiorno ho 54 anni ed ultimamente mi sono accorto che emanavo un cattivo odore dal pene, avendo sempre, da quando ho memoria, il prepuzio chiuso. Dietro consiglio del mio urologo, lo tengo il glande scoperto, che inizialmente mi dava fastidio che ora si sta attenuando. Il cattivo odore è scomparso, ma è corretto tenere il glande scoperto?

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Prof. Carlo Rando

    Ovvio ... un cattivo odore da prepuzio chiuso che genera ristagni ed infiammazioni. Può essere una soluzione temporanea, ma deve eseguire la circoncisione radicale quanto prima, altrimenti non risolverà mai nulla e rischia che il prepuzio bloccato sotto al glande si gonfi (parafimosi edematosa da ristagno) obbligandola poi ad un intervento in condizioni meno favorevoli. Inoltre deve eseguire con un buon andrologo i dovuti esami genitali (ecografia doppler pelvico-prostatica e testicolare, analisi base dello sperma, coltura differenziale del secreto prostatico estratto e dell’urina) per valutare il suo stato e prendere decisioni di merito.


    Sto assumendo per la prostatite neuroforodantin 50 mg al di' da oltre 2 mesi in passato mi ha fatto passare i sintomi poi ho smesso assumendo jovis Fer nn enti lattici ma dopo sei mesi ho avuto i fastidi l'urologo che mi ha prescritto i fermenti lattici mi ha detto di proseguire perché so sarebbe stabilizzato . Ho chiamato l'urologo che mi ha prescritto 2 anni fa Neo-Furadantin 50mg r mi ha detto di riprendere la terapia ma ho alti e bassi e continuo ad avere fastidi. Mo ha detto di assumere topster supposte da 3 mg che mi fanno effetto ieri non ho assunto la supposta e stamattina ho avuto fastidi e bruciore andando in bagno ora vorrei fare Luino coltura per accertarmi se c'è infezione batterica cosa mi consiglia di sospendere l'antibiotico per 7 giorni assumendo
    Le supposte per verificare se c'è infezione batterica o si tratta di prostatite abatterica

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Prof. Carlo Rando

    Lei ha un consistente quadro di congestione infiammatoria pelvico-prostatica di cui nessuno ha definito le ragioni che possono essere extragenitali. Non ha assolutamente senso imbottirsi di un antibiotico che finisce per ottenere l'effetto opposto come sta accadendo da tempo... pnsare poi di risolver el'infiammazione solo tacidandola con il cortisone è altra azione priva di senso... il problema continuerà anche se forse sotto traccia sino alla prossima riacutizzazione. Ora deve sospendere tutto, con un po' di pazienza nel sopportare i fastidi, per almeno un mese. Poi serve un buon andrologo che riprenda in mano la situazione, la valuti ed esegua i dovuti esami genitali (ecografia doppler pelvico-prostatica e testicolare, analisi base dello sperma, coltura differenziale del secreto prostatico estratto e dell’urina) e generali (stato epato-metabolico-ossidativo, nutrizionale, ormonale, immunitario, cardio-coronarico-vascolare, fisico e stressogeno, microbiota intestinale), con gli indici derivati. Senza trascurare il rapporto prepuzio/glande. La attenta interpretazione dei dati consentirà di attivare la utile strategia terapeutica.


    Domande su Ipertrofia prostatica

    Dovevo prendere Urorec la sera e produxen la mattina e invece ho scambiato e fatto al contrario.Cosa può succedere.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Prof. Carlo Rando

    Nulla di particolare. Riprenda il percorso prescritto.


    ho ricevuto il referto su scintigrafia che dice: reperto ad elevato rimaneggiamento osseo a livello pubico compatibile con lesione evolutiva

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Prof. Carlo Rando

    Credo sia la stessa questione... e quindi di quale radiofarmaco parla? Per quale patologia è stata eseguito questo esame? Senza dati nessuna considerazione si può fare.


    L'indagine scintigrafica ha messo in evidenza area di iperfissazione del radiofarmaco osteotropo sul margine sinistro
    del rachide cervicale, riferibile in prima ipotesi ad osteofitosi marginale.
    Altra minuta area di focale iperfissazione del radiofarmaco si osserva in corrispondenza del margine acetabolare in
    corrispondenza dell'articolazione coxo-femorale destra, possibile espressione di processi flogistico-degenerativi.
    Si osserva iperfissazione del radiofarmaco in corrispondenza di alcune articolazioni bilateralmente, nelle acromion
    claveari, scapolo-omerali, sterno-claveari, I-II e VI giunzione condro-costale, sacro-iliache e coxo-femorali
    ascrivibili a processi flogistico-degenerativi.
    Non evidenti altre aree di alterata fissazione del radiofarmaco nei restanti segmenti scheletrici esaminati.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Prof. Carlo Rando

    Scusi, ma di quale radiofarmaco si tratta? Per quale ragione ha eseguito la scintigrafia? Senza dati nessuna considerazione può essere data.


    Domande su Tumore della prostata

    Mio marito,ora 78enne,operato nel 2012 di adenocarcinoma di tipo acinare,con asportazion completa della prostata,dopo 5 anni causa il rialzo del PSA sottoposto a radioterapia di salvataggio.Il PSA dopo un periodo di azzeramento ha iniziato ad alzarsi,ora (purtroppo) è a 0,20,consigliata consulenza oncologica.Quali prospettive di cura ci sono??Non ha alcun sintomo.Grazie per il consiglio.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Prof. Carlo Rando

    Per avere rispsote utili occorre eseguir la PET/CT con 68GallioPSMA o con (18F)-DCFPyl-PSMA (nel caso anche con 18F-FDG) e determinazione del parametro SUV differenziale sulle aree sospette. Altri due parametri utili sono il CEA e la Prolattina. Sulla base di tali dati si potrà decidere nel merito o di una radioterapia endovenosa con Lu177 o analogo o con chemiotrapia con docetaxel o con terapia anti-androgenica (salvo non ci siano cellule a ciò resistenti: si rilevano con la ricerca delle CTC veicolanti il recettore ARV7).


    Buonasera volevo un consiglio da qualche esperto nel settore sul dove farmi seguire in ospedale pubblico a Roma per la mia problematica di induratio penis plastica purtroppo non posso affrontare questo problema in struttura privata per costi troppo elevati grazie anticipatamente

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Prof. Carlo Rando

    In generale nelle strutture pubbliche deve rivolgersi al reparto urologico che esiste in ogni ospedale di Roma. Occorre che il medico di base le prescriva la visita urologica (anche a media urgenza) per la IPP. L'urologo poi la prenderà in carico (spero) per le valutazioni e la terapia.


    Buongiorno volevo sapere un informazione se possibile, io prendo la paroxetina da circa 20 anni ho 55 anni e in passato ho avuto due figli pero' ho letto che la paroxetina crea distrurbi ma è possibile che ora me esca il liquido seminale trasparente? Praticamente lo sperma dovrebbe essere bianco, denso e l'uscita dovrebbe essere a getto, invece mi escono gocce come un rubinetto, rotto, il mio dilemma che la mia virilita' sia compromessa e non l accetto, mi sapete dare una spiegazione gentilmente? Credo che la paraoxetina faccia altri effetti ma non questo? Lo stimolo la libido il desiderio sessuale non mi manca, diciamo che fumo abbastanza ma so che il fumo non dovrebbe fare queste cose. Non vorrei perdere la mia virilita'. Cosa mi consigliate di fare? Grazie.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Prof. Carlo Rando

    L'assunzione di paroxetina per 20 anni ha presumibilmente consentito di risolvere o sostenere le sue questioni psicologiche e comportamentali, ma ha certamente indotto problemi strutturali e funzionali dell'area genitale, sia direttamente che per azione sull'equilibrio ormonale ipotalamo-ipofisi-testicoli. Quanto osserva deriva da tali fattori, magari associandosi ad aspetti del suo stile di vita, non ultimo l'essere un fumatore. Ora occorre che un buon andrologo la veda ed esegua i dovuti esami genitali (ecografia doppler pelvico-prostatica e testicolare, analisi base dello sperma, coltura differenziale del secreto prostatico estratto e dell’urina) e generali (stato epato-metabolico-ossidativo, nutrizionale, ormonale, immunitario, cardio-coronarico-vascolare, fisico e stressogeno, microbiota intestinale), con gli indici derivati, oltre al profilo del PSA (PSA totale e libero, 2-proPSA e PHI; rapporto PSA/volume e PHI/volume, PSA L/T, testosterone/PSA). La attenta interpretazione dei dati consentirà di attivare la utile strategia terapeutica.


    Domande su Eiaculazione precoce

    Buongiorno,

    L'andrologo mi ha prescritto il priligy, ho provato a richiedere a diverse farmacie, ma mi stanno tutti dicendo che è introvabile e non arriva. Io sono della provincia di Varese, avete consigli su cosa posso fare ? Grazie

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Prof. Carlo Rando

    Suppongo per l'ejaculazione precoce. E' stata svolta la accurata ed adeguata valtuazione con i dovuti esami atti a definire le ragioni del problema? Altrimenti rischia di assumere un farmaco che forse le aumenterà il tempo di ejaculazione di un paio di minuti, ma a spese della induzione di non pochi problemi disfunzionali e strutturali genitali (ovviamente in ragione della frequenza e del tempo di assunzione). Se quanto detto non è stato fatto e quindi non c'è una diagnosi di causa credo sia meglio che cerchi un andrologo che ciò faccia e poi decida nel merito.


    Buongiorno.
    Sono una ragazza di 27 anni e due mesi fa ho sofferto di un primo e singolo episodio di cistite (da enterococcus faecalis) probabilmente presentatosi dopo un rapporto sessuale (ho ripreso attività sessuale con partner stabile dopo anni). La cistite è stata curata inizialmente con una sola bustina di antibiotico e integratori a base di dimannosio ma visto che la sintomatologia persisteva, dopo urinocoltura con antibiogramma, circa 10g dopo ho fatto terapia antibiotica con levofloxacina. Successiva urinocoltura e tampone vaginale non hanno evidenziato batteri. Tuttavia nel corso di questi mesi persistono alcuni sintomi. Il dolore sovrapubico e genitale è migliorato sino ad essere molto raro, permane un bruciore soprattutto quando faccio poche gocce di pipì e un bruciore vaginale durante rapporti. Inoltre dall’episodio della cistite ho cominciato ad avere delle strane perdite tra l’acquoso e il lievemente mucoso/giallo chiaro o bianco chiaro e in generale trovo gli slip umidi/bagnati, ma niente di ciò ha cattivo odore e non sembra odore di urina. Molte delle perdite hanno forma tonda e si trovano nella parte superiore dello slip.
    Altro sintomo fastidioso che ho riscontrato è un aumento minzionale fuori dalle mie abitudini: al momento mi capita di dover urinare nel peggiore dei casi dopo 2h/2h:30 nel migliore dopo 4h ma la notte non ho necessità di svegliarmi per urinare. Solitamente quando ho lo stimolo la quantità di urina è abbastanza consistente, il getto spesso comincia fluido e verso la fine tende al gocciolamento (spesso avviene un secondo svuotamento dopo qualche secondo). Preciso che prima di avere episodio di cistite non bevevo molto (circa una tazza di latte al mattino e un paio di bicchieri d’acqua al giorno o solo quando avevo sete) e avevo raramente lo stimolo ad urinare, urinavo più “giusto in caso” quando uscivo di casa/lavoro (mentre lo stimolo come lo sento ora con regolarità prima compariva solo nel caso in cui bevessi molta acqua nel breve termine o Alcohol). Adesso sto cercando di assumere 1,2l /1,5l di acqua al giorno. Purtroppo tutto ciò mi provoca molto disagio portandomi a monitorare la situazione e a sentirmi condizionata da queste “nuove abitudini” soprattutto quando sono fuori casa.
    Aggiungo di essere un soggetto a tendenza ansiosa e che in questo periodo la mia ansia sia aumentata molto per paura che possa trattarsi di vescica iperattiva e/o incontinenza urinaria.
    Ho effettuato una prima visita con fisioterapista del pavimento pelvico che ritiene non si tratti di perdite urinarie e che gli intervalli minzionali siano nella norma. Ha poi riscontrato una lieve contrattura a livello dell’utero ma in generale un normale funzionamento del pavimento pelvico. Inoltre, la mia ginecologa mi ha prescritto una breve terapia con ovuli vaginali con estriolo e probiotici locali.
    Mi trovo molto confusa sul da farsi e vorrei capire se effettuare esami urologici più approfonditi in quanto questa “nuova situazione” mi provoca molto disagio, grande incertezza e ansia facendomi percepire come una “mancanza di libertà” che sento di aver sempre avuto.
    Ringraziando in anticipo per la cortese attenzione, cordiali saluti.
    -ES.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Prof. Carlo Rando

    Certamente ha due componenti stresso-emotive. La prima generata dall'episodio irritativo (quell'eneterococco presumibilmente era solo da contaminazione del campione) successivo al rapporto sessuale. La seconda generata dai disturbi in parte generati dallo stato irritativo ed in parte dalle terapie svolte con bassa efficacia e senza una attenta valutazione delle ragioni del quadro, oltre ad un probabile eccesso di assunzione di acqua che aumenta il carico urinario e di conseguenza le minzioni. Possibile che abbia un equivalente stato irritativo-infiammatorio vaginale da cui il risentimento vescicale, ma non cita quali valutazioni la ginecologa abbia ritenuto utile la terapia che indica. Possibile che sia associato uno stress intestinale anche da antibiotici che ancora agisce con il risentimento vescicale. Ora si tratta di rifare il punto della situazione sia in sede clinica che con i dovuti esami che emergeranno da tale valutazione per poi decidere nel merito. Il tutto sempre con la necessità di ritrovare un migliore rilassamento, magari con lo yoga.


    Buongiorno,
    da più di 20 anni combatto con un problema di sovrappeso che, a seguito di una gravidanza e del passare del tempo (adesso ho 43 anni), in questi ultimi tempi si è aggravato portandomi forti dolori alla schiena e alla gamba e un senso di malessere psicologico a mostrarmi nei confronti degli altri. Numerosi dietisti/dietologi/nutrizionisti hanno confermato che il mio bmi è nella categoria degli obesi pertanto volevo procedere con farmaci o interventi chirurgici. Quali sono le soluzioni migliori anche a fronte del fatto che soffro di ipotiroidismo? Grazie

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Prof. Carlo Rando

    Premesso che un ipotiroidismo (dimostrato adeguatamente con i dovuti esami?) si può ottimamente risolvere con la utile terapia sostitutiva, l'obesità o il marcato sovrappeso sono poi frutto dello squilibrio tra apporto alimentare e consumo calorico. Non ci dice nulla delle valutazioni svolte sul tema e quindi non si possono fare osservazioni di merito per le quali in ogni caso non è questa la sede. Un adeguato percorso terapeutico per riportarla al giusto equilibrio si può fare, ma a patto di svolgere le adeguate valutazioni atte a definire il suo attuale stato metabolico-ossidativo, ormonale e funzionale intestinale. La scelta del supporto terapeutico farmacologico e/o chirurgico non può comunque prescindere dalla forse radicale modifica del suo stile di vita.


    Domande su visita andrologica

    Buonasera, ho 41 anni e tendo ad usare la masturbazione come anti-stress e in alcuni periodo esagero. Negli ultimi 4 anni in seguito a sessioni troppo prolungate (diverse ore), mi sono comparse vene sul pene, che sono visibili molto di più a pene a riposo che non in erezione. Con pene a minima misura, il pene si presenta anche grinzoso (credo siano appunto vene molto piccole a cui è successo qualcosa). Le vene sono sempre aumentate a scalini, in concomitanza con periodi o giorni di forte attività.

    3 settimane fa in questo modo ho irritato la parte della vena dorsale più vicina alla pancia. Da allora sono stato a riposo, con l'eccezione del 17 giorno, quando mi sono masturbato una volta. Ad ogni modo la vena si è resa più visibile in generale, ma in un punto vicino alla pancia, appunto, si allarga di più. I primi 2 o 3 giorni mi dava anche fastidio ma solo se la toccavo. In piena erezione si vede meno. Spesso a pene a riposo non si vede proprio, ma togliendo il pene dagli slip, dopo alcuni secondi, causa gravità credo, si gonfia (tutta la vena ma soprattutto quel punto lì) . La vena non è mai stata propriamente dura. Vorrei capire di cosa si tratta e cosa devo fare. Vi ringrazio tanto anticipatamente

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Prof. Carlo Rando

    E' impossibile darle indicazioni senza vederla e senza poter valutare oggettivamente la situazione. Tuttavia quell'eccesso di masturbazione (pessima soluzione per rilassarsi... e azione poco utile se non estemporaneamente) è possibie che abbia generato uno stato irritativo che fatica a risolversi. Deve rivolgersi ad un buon andrologo ch la veda e decida se e come agire. Poi rimarrà aperto il problema della sua necessità di rilassamento.


    Buonasera, nel febbraio 2023 mi è stato diagnosticato un linfoma attualmente in remissione. Nello stesso periodo ho subito una laparotomia per perforazione intestinale con resezione e confezionamento di colostomia (ricanalizzata a marzo 2025).
    Presento due cicatrici addominali: una lineare e una da chiusura di stomia per seconda intenzione, quest’ultima associata a sensazione di trazione verso l’interno.
    Mi è stato proposto trattamento con onde d’urto AWT (Storz) per le cicatrici. Vorrei sapere se, nel mio caso, le onde d’urto sono appropriate e sicure, o se una terapia manuale/miofasciale dei tessuti cicatriziali e fasciali addominali sia più indicata.

    Grazie!

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Prof. Carlo Rando

    Improbabile che le onde d'urto servano a qualcosa. Per il resto occorre vedere e valutare in sede di visita lo stato della sua parete addominale. Quindi se già è stata vsta da un chirurgo della parete addominale, ne discuta con lui... oppure da tale chirurgo si faccia vedere.


    Salve, la scorsa settimana mio papà ha avuto febbre, probabilmente dovuta al catetere (durante il posizionamento era fuoriuscito sangue, con probabile formazione di falsa strada), che è stato quindi rimosso in PS. La diagnosi è stata di infezione alle vie urinarie e la terapia è Levofloxocina per 10 giorni. Potrebbe invece trattarsi di prostatite batterica acuta? Preciso che ha avuto febbre a 39 solo il primo giorno, poi la temperatura è sempre stata “normale”. Attendo Vs parere, grazie!

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Prof. Carlo Rando

    Possibile che il tutto sia derivato dalle difficoltà con microlesioni di posizionamento del catetere, cosa che ha anche favorito la risalita di batteri ed infezione, che sembra sia stata adeguatamente dominata. La questione aperta è quella prostatica che, se non erro (ma lei nulla dice nel merito), potrebbe avere in gioco sia una congestione infiammatoria che una IPB consistente. Ed allora queste vanno definite e poi adeguatamente trattate, se è possibile.


    Domande su Tumore della prostata

    Buongiorno, ho 66 anni e sono prossimo per una operazione di prostatecomia radicale con metodo normale (cielo aperto ... si dice ?) non robotico.... il mio urologo dice che in alcuni casi è meglio... secondo il vostro parere ? pro e contro, grazie

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Prof. Carlo Rando

    Dovrebbe fari spiegare dall'urologo per quale motivo nel suo caso preferisce la via aperta a quella robotica. Sempre che il quadro valutativo sia stato adeguatamente completo.


    Domande su Iperplasia prostatica benigna

    SALVE ci sono interazioni tra TRIPLIAN e NERADIN? Grazie.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Prof. Carlo Rando

    No... il neradin non serve sostanzialmente a nulla. Per quale motivo assume il primo e vuole assumere il secondo?


Domande più frequenti

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