Domande del paziente (27251)
B sera volevo un informazione ho un problema di idrocele al testicolo sinistro ma da tempo mi accorgo che il pene mi si è diventato troppo piccolo come se stesse rientrando o sempre a riposo cosa devo fare?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Le ho già risposto.
B sera volevo un informazione ho un problema di idrocele al testicolo sinistro ma da tempo mi accorgo che il pene mi si è diventato troppo piccolo come se stesse rientrando o sempre a riposo cosa devo fare?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
L'idrocele, definite le ragioni locai e nel caso generali, va risolto per via chirurgica ove non ci sia una adeguata strategia farmacologica impiegabile con effetti in tempi brevi. La riduzione dell'apparenza del pene derivano sia dal volume dell'idrocele che dalle disfunzioni vascolari e ormonali che le ragioni dell'idrocele producono. Quindi in prima battuta serve una rapida ed accurata esecuzione die dovuti esami genitali (ecografia doppler pelvico-prostatica e testicolare, analisi base dello sperma, coltura differenziale del secreto prostatico estratto e dell’urina) e poi nel caso dei dovuti esami generali (stato epato-metabolico-ossidativo, nutrizionale, ormonale, immunitario, cardio-coronarico-vascolare, fisico e stressogeno, microbiota intestinale), con gli indici derivati. Da ciò che emergerà si deciderà la strategia terapeutica.
Salve scusate ho avuto una prostatite circa tre mesi fa sono andato da urologo fatto visita ed ecografia prostata un po' ingrossata sto assumendo mittoval urino bn ma ho sempre un po' di dolore sotto l'ano specialmente prima di defecare è normale? Grazie
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Il mittoval può solo migliorare il flusso minzionale, ma non solo non risolve la prostatite, ma rischia di far aumentare lo stato di congestione infiammatoria in ragione dell'azione di vasodilatazione. Per trattare la prostatite (lei quanti anni ha?) occorre valutare le diverse condizioni genitali e nel caso cercare le ragioni generali con i dovuti esami così da definire la adeguata strategia terapeutica.
Salve da oggi sono in lista di attesa per un intervento di asportazione alla colicisti.
Ho subito anni fa una sostituzione valvola cardiaca e purtroppo il paragone e l'esperienza precedente mi condizionano fortemente.
Il dottore molto gentile e bravo mi ha detto di stare tranquillo, intervento di routine . E razionalmente so che è così....ma poi prevale l'irrazionale....
Non vorrei svegliarmi con sondini nel naso ne maschere di ossigeno ne con drenaggi.....sarà così?
Potrei tornare a casa il giorno stesso dell'operazione?
Lavorando a scuola dopo quando tempo potrei tornare a lavoro?
E soprattutto mi tranquilizzate sull'intervento? grazie fin da ora
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Se la valutazione diagnostica della sua colecisti e della via biliare sono state complete e hanno ben definito il quadro, l'asportazione laparoscopica della colecisti è un intervento che generalmente non produce complicazioni e consente una rapida ripresa... poi anche se si prendesse 10-15 giorni di malattia non sarà un dramma.
Salve,
ho eseguito I tind nel marzo del 2024 per sclerosi del collo vescicale, ho 44 anni. Ad oggi posso dire che I tind non ha funzionato. Non ho mai avuto un forte getto, neanche dopo l intervento. In questo momento ho nicturia ogni 1 max 2 ore e anche al mattino ho sempre urgenza di andare in bagno. I tind assicura il successo per 5 anni, ma purtroppo non ho mai visto miglioramenti neanche il primo anno. Chiedo:
perche non ha funzionato? Inoltre chiedo: come si fa a dormire per almeno 4/5 ore, senza perdere l'eiaculazione? In questi casi bisogna per forza incidere e perdere l'eiaculazione? L'incisione, nel caso sia l'unica soluzione per farmi urinare e dormire, fa perdere l'erezione?
Tanti dubbi e tanta rabbia da una persona che non dorme da circa 4 anni.
Grazie per le risposte.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Possibile che non abbia funzionato per non consona indicazione applicativa. Prima di ogni considerazione terapeutica va rivalutato il quadro (forse non era neanche una sclerosi del collo, ma una congestione infiammatoria pelvico-prostatica) con i dovuti esami genitali (ecografia doppler pelvico-prostatica e testicolare, analisi base dello sperma, coltura differenziale del secreto prostatico estratto e dell’urina) e generali (stato epato-metabolico-ossidativo, nutrizionale, ormonale, immunitario, cardio-coronarico-vascolare, fisico e stressogeno, microbiota intestinale), con gli indici derivati. Senza trascurare il rapporto prepuzio/glande e il PSA T e L. La attenta interpretazione dei dati consentirà di attivare la utile strategia terapeutica, compresa la necessità di rimetterla in adeguato riequilibrio complessivo (la carenza di sonno e lo stress ammazzano la funzione genitale).
Ho avuto una uretrite recentemente.
Dopo circa un mese senza eiaculare, ho eiaculato e da quel momento ho iniziato ad avere dolore.
Il dolore è principalmente nella zona tra scroto e ano (perineo), con sensazione di pressione costante.
Ho anche spasmi a livello di pene e testicoli, soprattutto quando mi rilasso o prima di addormentarmi.
Il dolore peggiora quando sto seduto, quando spingo (tipo per andare in bagno) e anche con eccitazione.
Non ho febbre e non ho dolore forte ai testicoli, è più una pressione interna.
È da circa 5 giorni che va avanti e non migliora nonostante riposo, caldo e antinfiammatori.
Vorrei capire se può essere una prostatite o una tensione del pavimento pelvico e se serve fare esami o terapia. Grazie.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
E' evidente che sia un consistente quadro di congestione infiammatoria al tempop scambiato per uretrite e quindi con elevata probabilità non adeguatamente motivato nelle ragioni e trattato. Non servono a nulla gli antinfiammatori come dimostra lei stesso e rischiano di fare danni. Ora serve che un buon andrologo la veda ed esegua i dovuti esami genitali (ecografia doppler pelvico-prostatica e testicolare, analisi base dello sperma, coltura differenziale del secreto prostatico estratto e dell’urina) e, nel caso, generali (stato epato-metabolico-ossidativo, nutrizionale, ormonale, immunitario, cardio-coronarico-vascolare, fisico e stressogeno, microbiota intestinale), con gli indici derivati. Senza trascurare il rapporto prepuzioglande e il dato del PSA T/L. La attenta interpretazione dei dati consentirà di attivare la utile strategia terapeutica.
Buongiorno ho 61 anni , a fine Dicembre 2025 ho avuto 3 giorni di febbre lieve bruciore nella minzione e pesantezza al retto ,curato il tutto con tavanic e xatral sotto indicazione del medico curante , a metà Gennaio ho fatto visita urologica, dove con ecografia e esplorazione rettile, la prostata era regolare di piccole dimensioni e senza noduli, l"urologo mi ha prescritto RMN multiparametrica della prostata con scavo pelvico, senza e con mezzo di contrasto , eseguita il giorno 10 aprile 2026 ..il 17 aprile 2026 ho ritirato il referto della RMN multiparametrica della prostata e scavo pelvico, Allego il referto della RMN multiparametrica :
Ghiandola prostatica di piccole dimensioni (20 cm3) riconoscibile n adenoma a matrice solida diffusamente
marcatamente ipointenso. Uretra in asse.
L'intero mantello , assottigliato , presenta anch'esso una diffusa ipointensità, il contorno capsulare della capsula
regolare e conservato.
Sia l'adenoma che il mantello presentano un PI-RADS 4 meritevoli di valutazione bioptica.
Non evidenza di linfo-adenomegalie patologiche in sede loco-regionale.
Vescicole seminali apparentemente non coinvolte . Devo ammettere che sono abbastanza preoccupato , sopratutto per il punteggio inerente al PI - RADS 4 , L' urologo mi ha prescritto una biopsia perineale mirata fusion con anestesia locale, in buona sostanza, vorrei sapere da voi se il risultato della RMN multiparametrica e' preoccupante e se la biopsia che mi è stata prescritta e' strettamente necessaria , chiedo inoltre se la biopsia e' nvasiva ..e chiedo anche se dopo l'esame della biopsia , quanti giorni devo stare a riposo , o se il giorno dopo posso tornare in ufficio a lavorare..attendo vostro riscontro , sia inerente al risultato del referto della RMN ..e sia sulla biopsia che eventualmente dovro' esegure .Grazie
RISPOSTA DEL DOTTORE:
E' sorprendente come nessuno le abbia fatto eseguire almeno il dosaggio del PSA Totale e Libero (meglio il profilo del PSA (PSA totale e libero, 2-proPSA e PHI; rapporto PSA/volume e PHI/volume, PSA L/T, testosterone/PSA) e come senza tale esame e senza altre valutazioni si sia fatta prima una terapia con antibiotico (chissà perché) ed alfa-litico (chissà perché) e poi subito una mpRMI solo sulla base di una generica ecografia (forse preliminare e sovrapubica: serviva transrettale doppler). Quel PI-RADS 4 è ad alta probabilità di un cancro prostatico come emerge (per quanto non sia riportato il valore di ADC) dalla ipodensità diffusa che è poco ha a che fare con un adenoma, visto anche il modesto volume prostatico. Prima della biopsia (poi sarebbe impossible farlo per alterazione da biopsia) è bene eseguire l'ecografia e il profilo citato nel caso una PET/CT con 68GallioPSMA o con (18F)-DCFPyl-PSMA e determinazione del parametro SUV differenziale sulle aree sospette. Solo s tali dati confermeranno il forte sospetto allora si deciderà se procedere direttamente alla prostatectomia (o altro schema terapeutico) o alla biopsia. Fare prima la biopsia rischia di rendere impossibile la PET/CT e rischia di, per quanto fusion mirato, far cadere il campionamento in aree aspecifiche di infiammazione. Ove poi fosse scongiurato il cancro allora ci sarà da dedicarsi alla valutazione delle ragioni anche generali di congestione infiammatoria per trattarle adeguatamente.
Buongiorno. Mio figlio è stato operato di un ernia inguinale sinistra trovata per caso dopo insorgenza di dolore inguinale e scrotale. Intervento avvenuto tre mesi fa con dolore post operatorio importante trattato con cortisone. Sembrava sparito ma dopo un mese si ripresenta con gonfiore al testicolo sinistro con fitte,dolore inguinale e lungo la gamba. Ripreso cortisone ma i sintomi sono peggiorati. All’ecografia risulta tutto a posto. Sono preoccupata e non sappiamo come muoverci. Cosa consigliate? Grazie.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
E' possibile che il quadro derivi da una condizione parallela e coesistente (quanti anni ha suo figlio?) delle componenti genitali forse minimizzata o per nulla valutata pre-operatoriamente. Ora occorre valutare tali aspetti con gli esami essenziali genitali (ecografia doppler pelvico-prostatica e testicolare, analisi base dello sperma, coltura differenziale del secreto prostatico estratto e dell’urina) e con la determinazione degli indici infiammatori derivati dall'emocromo e dall'albumina. Ovvio che non serva il cortisone che rischia solo di aggiungere danni disfunzionali genitali.
Buonasera il 23 marzo sono stato operato x ernia inguinale dx . Durante l’intervento hanno trovato una ciste vescicale che è stata rimossa. Purtroppo nella stessa sera non riuscivo ad urinare perché nonostante avevo lo stimolo avevo forti dolori all’addome. Mi hanno messo un catetere e sono riuscito ad urinare. Il giorno seguente hanno tolto il catetere ma si è ripresentato lo stesso dolore anzi più intendo. Hanno rimesso il catetere e la mattina seguente durante un forte spasmo, quasi da svenire, mi hanno fatto una cistoscopia ed hanno visto che c’è un piccolo forellino alla vescica nella parte superiore. Diagnosi tenere il catetere x 3/4 settimane e poi ripetere cistoscopia.
Chiedo cortesemente se è possibile una cosa del genere cioè se c’è il rischio che durante un intervento di ernia c’è possibilità di bucare la vescica. Grazie
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Produrre danni durante un intervento è sempre possibile. Se hanno osservato la ciste significa che ha fatto l'intervento per via laparoscopica, altrimenti non sarebbe stato possibile. Mi lasci perplesso la scelta fatta di eliminare una ciste di cui nulla sapevano e che forse non era neanche da toccare senza aver svolto i dovuti esami per verificarne la reale consistenza e le ragioni della formazione. Ora, se la lesione è molto piccola come lei riporta, è altamente probabile che la cateterizzazione ne consenta l'autochiusura ne tempo indicato a cui deve seguire la verifica.
Salve mia moglie portatore di stend per intervento su un calcolo fatta una tac compariva un altro calcolo. Dopo una quindicina di giorni dalla tac viene rioperata ma non hanno trovato nessun calcolo . Rimesso lo stend fra 6 settimane deve togliere lo stend e rifare una tac con contratto. Mi chiedo è normale?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Normale no di certo.... il problema è la comparazione delle immagini della urotac (spero contrastografica) e della rilevazione delle ragioni che hanno indotto la formazione dei calcoli. Lo stent serve solo a tenere aperta vla via ureterale e il giunto pielo-ureterale... non è chiaro se lo stent sia rimasto in sede dopo l'eliminazione del primo calcolo, ma anche che il secondo calcolo sia sceso ed espulso. In queste condizioni occorre sempre filtrare l'urina. Ora non resta che la verifica con una nuova urotac contrastografica dopo la rimozione dello stent (almeno 15 gg dopo) per verificare la pervità regolare della via urinaria e se ci siano altre formazioni. Nel contempo una valutazione sullo stato metabolico-ossidativo può essere utile ad evitare nuovi problemi.
Salve,
soffro di sclerosi del collo vescicale con nicturia circa 3 4 volte a notte quando non sono sotto stress, altrimenti anche di più. Ho fatto 2 anni fa l'I tind ma con esito negativo (neanche con l'I tind ho mai avuto un getto forte tale da svuotare la vescica, con tutto quello che ècostato), quindi intervento non riuscito. Chiedo: siccome è da 4 anni che non dormo, l'intervento di incisione a ore 5 e ore 7, risolve il problema? posso tornare a dormire almeno 5 ore a notte senza alzarmi? Il medico che mi ha fatto l'intervento mi ha detto di no, e quindi condannato a non dormire. C'è qualcuno che ha fatto l incisione del collo e ha risolto il problema? (lasciando da parte l'eiaculazione retrograda che in questo momento non mi importa, e l unico interesse è dormire) .
Grazie se qualcuno risponde
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Le avevo già risposto e le riporto ancora quanto scritto: Possibile che non abbia funzionato per non consona indicazione applicativa. Prima di ogni considerazione terapeutica va rivalutato il quadro (forse non era neanche una sclerosi del collo, ma una congestione infiammatoria pelvico-prostatica) con i dovuti esami genitali (ecografia doppler pelvico-prostatica e testicolare, analisi base dello sperma, coltura differenziale del secreto prostatico estratto e dell’urina) e generali (stato epato-metabolico-ossidativo, nutrizionale, ormonale, immunitario, cardio-coronarico-vascolare, fisico e stressogeno, microbiota intestinale), con gli indici derivati. Senza trascurare il rapporto prepuzio/glande e il PSA T e L. La attenta interpretazione dei dati consentirà di attivare la utile strategia terapeutica, compresa la necessità di rimetterla in adeguato riequilibrio complessivo (la carenza di sonno e lo stress ammazzano la funzione genitale).
Buona sera sono un 89enne con problemi a urinare e porto il CV da circa 1 anno. Vorrei, cortesemente, sapere se e' possibile eliminarlo e urinare normalmente . Comsigliatemi voi la soluzione migliore per ritornare a liberarmi del CV. Graziei infinite. Vittorio
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Occorre sapere quale sia la ragione della impossibilità di urinare e, in ragione di questa, verificare se una possibile soluzione (riduzione del volume prostatico, dilatazione uretrale con optilume o i-tind) sia applicabile alla sua situazione.
Buonasera,
Il mio compagno ha 38 anni ed è nato affetto da criptorchidismo monolaterale sinistro. All' età di 3 ha subito un intervento per rimuovere un testicolo non ancora disceso. I motivi per cui non sia stata fatta una terapia conservativa non siamo riusciti a trovarli (Atrofia? Torsione testicolare?). La mia preoccupazione è che ho letto che in questi casi la fertilità potrebbe essere ridotta. Ci sono alte probabilità che possa essere sterile? Il fatto che l'intervento sia stato eseguito in età avanzata rispetto ai 18 mesi può aver influito anche sulla fertilità dell' anno testicolo? Grazie
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Presumibilmente non fu possibile riposizionare quel testicolo e in ogni caso a 3 anni era in ogni caso un testicolo fortemente danneggiato che solo problemi avrebbe generato. La assenza dall'età infantile non pregiudica in sé il grado e la qualità fertile, ma in ogni caso è una questione che per essere conosciuta richiede l'esecuzione degli esami genitali (ecografia doppler pelvico-prostatica e testicolare, analisi base dello sperma, coltura differenziale del secreto prostatico estratto e dell’urina) e, ove ci siano problemi di riduzione della capacità fertile, l'esecuzione degli ulteriori esami generali atti a definire il quadro complessivo dello stato di salute (stato epato-metabolico-ossidativo, nutrizionale, ormonale, immunitario, cardio-coronarico-vascolare, fisico e stressogeno, microbiota intestinale), con gli indici derivati. La attenta interpretazione dei dati consentirà di attivare la utile strategia terapeutica. Certo avrebbe potuto provvedere molti anni fa e sarebbe stato tutto tempo guadagnato.
Buongiorno,dopo operazione di asportazione totale di prostata eseguita il giorno 2 aprile 2026 e successivamente rimozione del catetere dopo due settimana dall' intervento il decorso era del tutto normale.Ora mi capita che durante lo sforzo per defecare di notare alcune gocce di sangue fuoriuscire dal pene, è normale, grazie mille
RISPOSTA DEL DOTTORE:
E' ancora normale... lo sforzo può far staccare le ultime escare presenti o far rompere qualche microvaso... tenga solo monitorata la situazione e porti pazienza ancora almeno un mese, mantenendo sempre una buona diuresi con frutta/acqua/verdura.
Salve ,scrivo per avere un vostro parere. Sono un'infermiera domiciliare, mi capita spesso di posizionare cateteri vescicali a uomini con ipertrofia prostatica diagnosticata e trovare difficoltà durante l'inserimento del cv. Questa volta però ho posizionato il catetere a un uomo senza particolari difficoltà, subito ho visto reflusso dell'urina e ho gonfiato il palloncino di ancoraggio. Le urine erano limpide nella sacca di raccolta. Mi contatta la caregiver il giorno successivo dicendomi che le urine erano torbide, con sangue e probabilmente con coaguli. Non ho ricevuto alcuna foto,mi capita spesso però di sentire queste complicanze post posizionamento cv da parte dei caregiver. Non riesco a capire: se ci sta reflusso dell'urina ,come é possibile che nel giro di 24 ore mi dicono : ci sta sangue nelle urine. Da cosa potrebbe dipendere? Grazie.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Per essere possibile... è possibile, anche indipendentemente dal catetere. Può derivare da uno stato irritativo o dalla stessa condizione prostatica per la quale si è rotto qualche piccolo vaso. Ora, se il fatto è estemporaneo e si autorisolve rapidamente, allora serve solo controllare il quadro pelvico-prostatico e vescicale per via ecografica doppler e poi nel caso decidere nel merito. Se il problema persiste e non si riduce allora il pz deve essere portato rapidamente in PS urologico per agire adeguatamente.
Salve sono un uomo di 45 anni, da qualche mese ho notato che le piccole labbra sporgenti sul meato uretrale sono più gonfie del normale che mi creano un po' di pizzicore quando urino. Se mi masturbo quando finisco si nota anche rossore e gonfiore proprio sulla punta. Ho fatto urinocultura e spermiocultura prima positiva a klebsiella poi a Morganella... Possibile che la causa sia un altra? Anche perché nonostante gli antibiotici il problema é rimasto. Visita urologo con edr prostata liscia x2 bilobata. Grazie per i vostri pareri.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Ovvio che la causa sia solo uno stato irritativo locale. Nulla centran quei batteri ch spesso sono solo presenti per contaminazione del campione.La EDR indica una prostata aumentata di volume probabilmente per una congestione infiammatoria. L'aspetto del meato uretrale può essere legato ad un prepuzio troppo coprente e stretto anch se retraibile e che favorisce i ristagni e le conseguenti infiammazioni/irritazioni locali e pelvico-prostatiche. Credo che la situazione debba essere ripresa in mano senza minimizzazioni e con i dovuti esami genitali (ecografia doppler pelvico-prostatica e testicolare, analisi base dello sperma, coltura differenziale del secreto prostatico estratto e dell’urina) sulla cui base si decideranno i passi successivi.
Già fatto questa domanda.Sn nel panico più totale.Tempo fa ho fatto risonanza con scavo pelvico ed è questo il risultato :
Utero antiversoflesso con multipli fibromiomi intramurali (almeno 7), quelli piu grandi si segnalano al fondo sul versante anteriore del diametro di 38mm, al corpo ( due) in sede anteriore di 20 mm, al corpo sul versante posteriore di 20 mm, gli altri pericentimetrici
Cisti di naboth cervicali
Varicocele pelvico
Annesso di sinistra di 19mm microcistico, annesso di destra di 28mm con impregnazione contrastografica periferica e con presenza di follicolo
Falda fluida in pelvi
Assenza di altre alterazioni
Secondo il ginecologo l utero va tolto
Continuo ad avere dolori pelvici nonostante ciclo regolare e mai avuto dolori da mestruo.La cosa che mi rimane nel dubbio è che ho anke dolore lombare.Tutti questo in concomitanza con dolore pelvico e lombare.
Sn in lista di attesa x la rimozione utero,ma ora ho fortemente dubbi se toglierlo o meno proprio xké ho questo dolore lombare (che nn so se sia dovuto a fibromi )
Quindi la mia domanda è :se tolgo l utero il dolore alla schiena è dovuto a quello?
Potrebbe essere una. Questione di intestino pigro o aderenze ?
Che esami potrei fare?sn nel panico più totale
Ho 44 anni e preciso che idee future di gravidanza nn c’è ne sn(ho una figlia di 14 anni)
Grazie mille a chi sa darmi consigli
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Un pessimo utero che condiziona sia il dolore ch ogni disfunzione degli organi pelvici, compresa la stasi vascolare e la disfunzione intestinale. Ovvio che il ginecologo le abbia prospettato l'eliminazione... non c'è altra soluzione e tenerlo comporta non pochi rischi compresi i sanguinamenti improvvisi. Se le rimangono dubbi ne deve ovviamente parlare con il ginecologo che la sta seguendo, così da farsi chiarire ogni aspetto.
Operato di asportazione prostata dopo aver tolto da circa 8 GG catetere continua a bruciare,bevo molto,ma non si risolve il bruciore, potrei avere un consiglio in merito? grazie
RISPOSTA DEL DOTTORE:
E' certamente l'azione irritativa da catetere combinata con la reazione riparativa... ci vuole molta pazienza e non meno di un mese per la normalizzazione. Non serve riempirsi di acqua, ma occorre solo tenere una buona diuresi con acqua/frutta/verdura. Nel caso l'urologo potrebbe supportarla con un antinfiammatorio.
Buongiorno ho 39 anni e, a seguito di cistoscopia, sono stato operato di TUIP con laser al tullio per ostruzione collo vescicale e di uretrotomia per stenosi uretrale.
Ad oggi, a 1 mese di distanza, persistono frequenza urinaria e talvolta sintomi stile prostatite con leggero fastidio al perineo, ma il flusso a mio parere risulta molto buono rispetto a prima.
La prima visita a distanza di un mese con ecografia non ha evidenziato residuo post minzionale.
Per quanto tempo ancora si avranno questi sintomi irritativi?
e soprattutto è normale avvertirli dopo un mese dall'operazione?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Il tempo di normalizzazione del flusso minzionale può richiedere anche 2-3 mesi, a patto che non continui a sussistere la vera e primaria ragione dei problemi, ovvero uno stato di congestione infiammatoria pelvico-prostatica o mal valutato o minimizzato.
È vero che bere acqua ossigenata ripulisce le vene dalle placche di grasso accumulate soprattutto nella zona pelvica?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Ma dove ha letto una simile fetenzia?
Domande più frequenti
-
Ernia del disco lombare
Gentile paziente,
certamente un'ernia potrebbe essere la causa del suo…