Domande del paziente (5)
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buon pomeriggio,
mi spiace molto per il lutto subito.
Purtroppo l'elaborazione del lutto ha un tempo diverso per ognuno di noi ed è difficile fare previsioni. Provi a starle vicino, come già immagino stia...
Altro
Buongiorno da 9 mesi vivo lo stato di ansia di mio marito.
In seguito ad un lutto e altro problemi ha incominciato ad avere forte ansia al mattino che gli provoca mancanza d'aria. E' in cura con xanax gocce al bisogno, non vuole fare un percorso psicologico e 5 mesi di escitalopram non hanno portato beneficio ma lo hanno solo fatto dormire ore ed ore di fila.
Quindi io mi sono accorta che ogni giorno da mesi vivo la mia giornata in funzione a se lui respira, se sta benino, se sta male quindi se è in down io passo la giornata preoccupata con il magone e lo sconforto. In questi mesi ho perso anche 4 kg pur mangiando. Ho fatto collquio con psicologa ma approccio a lungo termine non va bene per me, non ho bisogno di parlare del passato. Il mio problema è la gestione del presente ed è incentrata sul fatto che non riesco a fregarmene di come lui possa stare e questo mi sta esaurendo. chiedo consigli su terapie veloci tipo tcc tbs. grazie
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buon pomeriggio,
non esiste un approccio terapeutico che le possa insegnare a non avere più interesse o preoccupazione per suo marito. Può cercare una consulenza con qualunque approccio precisando che il suo obiettivo è focalizzarsi sul presente. Anche io le avrei fatto qualche domanda suo suo passato ma per capire come funziona nei suoi ragionamenti e quale potrebbe essere la strategia utile per sentirsi nuovamente bene senza esaurimento.
un saluto
Salve, sono un ragazzo di 27 anni che circa un anno fa gli hanno diagnosticato "una possibile ADHD prevalentemente sulla sfera attentiva". Il centro è nella lista consigliati dall'AIFA quindi sono piuttosto certo che sia un buon centro. Il fatto è che la mia storia clinica è molto complessa e quindi credo che non se la sono sentiti di sbilanciarsi troppo. Ho rifiutato la terapia medica perchè per la mia situazione clinica complessa gli effetti collaterali del farmaco potrebbero portare a problemi grossi. Il mio grosso problema da anni è che non riesco ad essere costante nello studio per l'università. A Settembre 2025 ho rinunciato agli studi ma ho intenzione di riprenderli. Negli anni ho provato tantissimi approcci psicoterapeutici diversi come cognitivo comportamentale, strategica integrata, breve strategica, post razionalista, cognitivo costruttivista, breve focale integrata senza grossi risultati per il problema citato in precedenza. Sono una persona molto consapevole di come funziono grazie anche a tutte le terapie provate negli anni ma gli insight non sono bastati per portare un vero e proprio cambiamento in me. Il problema credo che sia stratificato su più livelli:
1) ADHD
2) l'attrito dell'iniziare l'attività dello studiare è veramente grosso
3) se nella cosa che sto studiando non ci trovo una utilità subito il mio cervello inizia a fumare
4) Spesso provo tanta frustrazione mentre studio e per non provare più questa sensazione smetto di studiare
5) ho sviluppato negli anni meccanismi di difesa molto raffinati
6) Essere costante nello studio e cioè studiare con una certa continuità è molto difficile per me
Ho bisogno del vostro aiuto per capire quale possa essere il miglior percorso per me per risolvere questo problema che sento perchè sono molto in difficoltà.
grazie
G.T.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
sicuramente con tutta questa esperienza psicoterapica è riuscito a focalizzare bene quali sono le componenti che non la fanno studiare "aldilà" dell'ADHD e mi concentrei su quello, sul significato dello studiare per lei. Questo perchè sono le sole motivazioni su cui ha realmente delle possibilità di cambiamento con un intervento di terapia psicologica.
L'ADHD probabilmente, data la gravità del problema potrebbe essere contrastata davvero solo con l'aiuto di farmacologico.
L'obiettivo che mi sento di consigliarle, quindi, dovrebbe essere un consulto focalizzato su tutto il resto della sua vita e cosa fare per migliorarla e stare bene "oltre lo studio e oltre ADHD".
Un saluto
Buongiorno, sono una ragazza di 27 anni e sono fidanzata con un ragazzo di 25 anni da ormai quasi 3 anni.
Vi scrivo in seguito a un episodio avvenuto ieri sera che mi ha mandata abbastanza in crisi.
Eravamo a letto, io ero buttata sopra di lui e stavo guardando il cellulare, ho fatto una battuta davvero di cattivo gusto sul fatto di andare a letto con un altro ragazzo, me ne stavo pentendo già mentre la facevo ma non so spiegarvi perchè ma mi piace stuzzicarlo e infastidirlo per ottenere attenzioni (questo da sempre).
Lui, che era sotto di me sul letto, ha reagito dandomi uno schiaffetto sul viso in segno di rimprovero. Non era forte però l'ho sentito e il gesto in se mi ha fatta infuriare.
So per certo che non era sua intenzione farmi del male, quando litighiamo non ha mai nemmeno accennato a segni di violenza anzi, solitamente sono io quella che sbrocca di più (mai fisicamente).
Però lui ha sempre avuto questo vizio di dare queste schiaffette sul viso per rimprovero, non lo fa sempre ma ogni tanto capita.
Mi sento ancora più stupida perchè sono io la prima a farlo.. nel senso che anch'io per scherzo o per rimprovero a volte gli do questi buffetti sul viso.
Però ieri, siccome l'ho sentito, mi sono preoccupata.
E' secondo voi un campanello allarmante?
Quando gli ho fatto notare che non mi piace, per l'ennesima volta, che mi aveva fatto male e dicendogli più volte che è scemo, lui ha detto che io sono scema a fare battute del genere, che gli schiaffetti li do anch'io e che era uno schiaffetto e non uno schiaffo.
Ho tenuto il muso per tutta le sera e tutta la notte, lui è molto affettuoso e ha cercato più volte le coccole che io non gli ho fatto.
Questa mattina gli ho detto che avrebbe dovuto chiedermi scusa e lui l'ha fatto ma ha ribadito nuovamente che non era uno schiaffo e mi ha chiesto di chiedergli scusa per la battuta che ho fatto.
Scusatemi se mi sono dilungata ma ci penso da tutto il giorno e non so come analizzare la situazione.
Sto esagerando io?
Grazie mille sin da ora
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buon pomeriggio,
mi sembra che abbia analizzato già sufficientemente quello che è successo e che si tratti di una forma di comunicazione di una coppia collaudata.
Quello che le suggerisco, invece, è di riflettere sulla frase "mi piace stuzzicarlo e infastidirlo per ottenere attenzioni" perchè questa modalità di comportamento crea disfunzionalità nella coppia.
Le lascio qualche domanda stimolo come spunto di riflessione e che potrebbe affrontare in un colloquio psicologico qualora decidesse di capire di più alcuni aspetti di se tessa.
Si chieda:
A che mi serve stuzzicarlo?
Che attenzioni sto cercando?
Succede solo con lui o lo faccio anche in altri rapporti?
Mi accade da quale età?
...
Salve a tutti, sono una ragazza di 21 anni, da circa luglio 2025 ho iniziato a sviluppare un'ansia incontrollabile. E' iniziato tutto da una semplice settimana a casa da sola in quanto i miei in vacanza, dove avevo la costante paura che dei ladri potessero entrarmi in casa, e da lì per una settimana andavo a dormire alle 6 di mattina per accertarmi che durante la notte nessuno cercasse di entrare in casa, a termine di questa settimana mi viene un forte dolore al braccio, vado in ps e mi dicono semplicemente di calmarmi, facendomi un’elettriocardiogramma in cui era tutto ok. Passa l’estate, torno nella mia città dove vivo da fuorisede, e resto sola di nuovo per due settimane, in cui di nuovo vivo con angoscia la cosa, avendo mille paure, nonostante non fosse la prima volta che fossi sola. A termine di queste sue settimane di nuovo mi viene dolore la braccio sinistro per giorni, sono molto preoccupata, vado in ps ed è tutto ok, analisi ed elettrocardiogramma. Da quel momento in poi inizio a sviluppare continua ansia per ogni sensazione del mio corpo, più mi informo e più sto male, ho paura di qualsiasi cosa, questo va a peggiorare anche il mio rapporto sentimentale. A febbraio litigo pesantemente con il mio ragazzo, finendo per avere un attacco di panico con tremore, conati di vomito, dolore braccio sinistro e confusione, vado in ps, tutto okay come al solito e mi danno semplicemente un tranquillante. Un mese dopo torno al ps per emorroidi, le quali non avendole mai avute e avendo una certa perdita di sangue mi hanno fatto preoccupare. Tralasciando queste varie esperienze in questi mesi ho fatto vari elettrocardiogrammi, ecografie, hotler, analisi del sangue, tutto ok, ma ho sempre ansia. Ieri ho litigato di nuovo col mio ragazzo e di nuovo stessi sintomi di attacchi di panico, sto male, è difficile riprendersi. Io non so più cosa fare, non so se può essere correlato ma ho un ritardo del ciclo di 10 gg (uso precauzioni) e al posto del ciclo ho perdite marroni, non vorrei fosse collegato allo stess, non so cosa fare e non riesco nemmeno a parlarne con i miei, il mio ragazzo soffre anche lui per tutte le mie ansie e attacchi di panico, avrei bisogno di un consiglio, grazie in anticipo
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buon pomeriggio, credo che la paura innescata dalla settimana "sola a casa" abbia amplificato una situazione di ansia che già era pregressa. Mi sembrerebbe utile un percorso di Psicoterapia Individuale per capire bene le cause scatenanti l'ansia e come gestire questi momenti che rischiano di aumentare, come tutta la sintomatologia fisica prodotta, se non interviene. C'è la possibilità che vada valutata anche una terapia farmacologica per un breve periodo iniziale ma ci vorrebbero anche altre informazioni rispetto alle aree che sono rimaste funzionali nella quotidianità.
Un saluto
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