Domande del paziente (5)
Buonasera
Sto vivendo un momento un po' doloroso
Mi piace molto una ragazza, una mia collega di lavoro.
Siamo caratterialmente diversi lo ammetto, però abbiamo ammesso ieri di provare un interesse reciproco ma c'è un enorme problema che blocca tutto.
Ci sono stati diversi litigi, soprattutto per mancanza di onestà da parte di lei, che mi hanno fatto alterare e reagire un po' troppo.
Questi litigi a lei le hanno fatto capire che non possiamo stare insieme, non potremo mai, che ha già vissuto una situazione del genere e che non vuole caderci di nuovo.
Ha già pensato diverse volte se tra noi poteva andare oltre ma non ce la fa, non è ancora pronta per una relazione e perché siamo colleghi e se già litighiamo così spesso prima di iniziare dopo diventerebbe peggio, anche se secondo me meglio litigare all'inizio che nel mezzo.
Ho provato a farle capire che io sono disposto a provare e a migliorare in primis per me stesso e sarei disposto a farle vedere più avanti che sono migliorato (davvero) ma lei non vuole neanche provarci.
Le ho confessato che è la cosa più bella che mi sia capitata da quando lavoro in questa azienda(ed è vero) e sono felice tutte le volte che la vedo... Questo discorso l'ha fatta emozionare e mi ha preso anche le mani.
Resta il fatto che ha dato un no definitivo e non vuole fare neanche un tentativo perché siamo troppo diversi e ci sono troppi litigi.
Secondo voi, ci potrà mai essere un ripensamento da parte sua e quindi un cambiamento di scelta?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera, mi colpisce come lei stia accogliendo il suo dolore. Lo sente e lo vive, come sente emozioni e sensazioni verso questa ragazza.
Non posso risponderle se ci sarà un ripensamento da parte sua.
Posso però dirle che lei sta già lavorando su sé stesso ponendosi queste domande. E questo è importantissimo in vista di qualsiasi legame e relazione affettiva.
Spesso la diversità non è un ostacolo tra due persone, ma un legame di attrattiva in vista di una possibile complementarietà. I litigi spesso hanno alla base la non chiarezza. Le esponga che per lei l'onestà e la trasparenza sono fondamentali e che si sta mettendo in gioco per modulare aspetti del suo carattere. Questo vale molto di più di qualsiasi promessa!
In bocca al lupo.
Anna
Buongiorno, sono una ragazza di quasi 18 anni e scrivo perché vivo una situazione che non riesco a controllare. Premessa: il tutto è iniziato a 12 anni, poi a dai 14/15 ai 16 sembrava essere migliorata la situazione, ma adesso è peggio di prima.
A 12 anni ho iniziato ad avere l'impulso di strapparmi ciglia e sopracciglia, mentre adesso si sono aggiunti anche i capelli e il gesto è diventato molto più frequente e sistematico.
Inoltre, è dai 12 anni che penso di non avere un rapporto sano con il cibo: i primi anni era stata una cosa anche più o meno sopportabile, che si è risolta da sola (periodi di restrizione col cibo), invece nell'ultimo anno non fa che peggiorare (per farla breve abbuffate/restrizioni).
Non voglio dire che i due problemi siano collegati l'uno con l'altro perchè sono la prima che non riesce a darsi una risposta o controllarsi da sola, il che mi fa sentire come se non fossi cresciuta affatto, anzi avevo più autocontrollo a 12 anni.
Non so bene quale sia il mio obiettivo scrivendo tutto questo e non vorrei nemmeno essermi esposta troppo, ma lo considero un passo avanti piuttosto che continuare a parlare dei miei problemi con una AI.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno ragazza anonima, mi piacerebbe molto poterla chiamare per nome.
La sua è una sofferenza che sta prendendo canali diversi, sintomi, per potersi esprimere. E' un urlo che non va soffocato, ma che va ascoltato e condiviso. E' stata coraggiosissima a scrivere queste parole.
A volte l'AI sembra il nostro unico canale di domanda e risposta, semplice e immediato, sempre a disposizione. Ma manca la coloritura affettiva che solo un legame tra Persone può regalare. Credo che lei possa pensare a intraprendere un percorso di Psicoterapia strutturato. E' molto tempo che la sua sofferenza sta trovando il modo di emergere e merita finalmente di venire ascoltata.
Non mi concentro sui sintomi che mi espone perchè non sono altro che un diverso linguaggio per parlare... a chi lo scoprirà, e non deve essere sola nel farlo.
Grazie della condivisione. Un abbraccio silenzioso, Anna
Buongiorno, sono un ragazzo di 22 anni che vive la vita in un grigio perenne. Il mio problema? La sensazione di non essere mai scelto, nel senso, ho 22 anni e non ho mai avuto una ragazza, ma non solo quello, ormai non riesco neanche più ad approcciarmi con una ragazza se non la conosco, fatico a continuare un discorso non riesco a tenere il contatto visivo e varie cose che forse una persona di 22 anni dovrebbe riuscire a fare. È come se andassi in blocco, evito anche di affezionarmi o cose del genere perché tanto so già che non finirà come voglio io. Prima associavo la cosa del non trovare una ragazza con il mio aspetto fisico, ma con il tempo ho capito che non è quello, anche perché ho migliorato di molto il mio aspetto, certe volte mi sembra di essere destinato a non poter trovare l’amore, mi sembra di essere noioso, di non essere mai abbastanza, mi sembra di essere proprio io il problema ed è da 22 anni così. So che molti diranno “non sei in ritardo ognuno ha i suoi tempi” ma allora a questo punto mi chiedo, quanto sono lunghi i miei tempi? Quanto ancora dovrà durare questa cosa? Per quanto ancora dovrò vedere i miei amici con le loro fidanzate e io dovrò cercarmi altri amici non fidanzati per uscire? So che magari potrà sembrare una banalità, ma ho bisogno di poter amare e di essere amato e invece sono anni che lotto con me stesso e che vivo questa situazione, una situazione che mi logora da fin troppo tempo e certe volte mi fa dire che forse è così che deve andare.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, grazie per le sue parole, così cariche di sofferenza ma anche di sincerità.
Il suo è un bisogno legittimo e non ascolti chi lo prenderà con sufficienza fornendole risposte preconfezionate. E' vero che ognuno ha i suoi tempi, ma mi sembra che il tempo giusto per lei sia arrivato. Lo urla sottovoce, con rispetto e pazienza, ma con tanto dolore. Credo che un percorso di Psicoterapia possa aiutarla a dare un colore oltre al grigio a quello che sta vivendo e che ha vissuto. Spesso riconduciamo al grigio o al nero le nostre difficoltà, ma spesso ha sofferenza ha infiniti colori con cui dipingere un mondo interno ricco e complesso come il suo. Dobbiamo solo imparare a nominarli questi colori e soprattutto a vederli, viverli e iniziare a condividerli con qualcun Altro.
Non ho dubbi che ce la farà, perchè dimostra una sensibilità e un'attenzione particolare.
Le auguro un vita sempre più ricca di sfumature. Anna
Salve, mia moglie dopo 17 anni di matrimonio ha deciso di lasciarmi. Mi ha detto che ho commesso troppi sbagli, si sente triste con me, nn si sentiva amata abbastanza e le interazioni negative dei miei genitori la hanno soffocata. Andrà a stare in una nuova casa in affitto, e in attesa della sistemazione della nuova casa, resterà ancora con me per almeno un'altro mese. Io l'amo ancora perdutamente ma nn ha voluto sentire ragioni, e mi tratta giustamente con freddezza e distacco. Rispetto cmq la sua decisione e sto limitando il piu possibile i rapporti con lei ( come anche da suggerimenti altrui). Giorno dopo giorno sto cercando ad imparare, gestire e nascondere le mie emozioni tenendomi impegnato con la gestione della casa e tutto il resto, ora ricaduto quasi interamente su di me. Mi è vi chiedo, in speranza di una riappacificazione futura, ma lo stare forzatamente assieme tutto questo mese, in uno stato ibrido di distacco, fatto per lo più di abitudinaria tristezza ed indifferenza( tranne i momenti dedicati alla bimba) non rischia di danneggiare ulteriormente il nostro rapporto? Potrebbe confermarle e darle la convinzione ulteriore di essere triste quando ė con me? Sarebbe il caso che andassi via io in questo mese? Come posso sfruttare questi pochi giorni che staremo ancora assieme in modo produttivo alla relazione ( esempio dimostrando impegno e propensione al cambiamento di alcuni miei comportamenti sbagliati? ) o devo attendere passivamente tutto questo sino a che nn andrà via? Grazie di cuore
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno.
La sofferenza qui è enorme e rischia, talvolta di offuscare la vista, anche di quelle cose/persone che abbiamo imparato a vedere così bene.
Le chiedo, queste domande che rivolge a noi, a provato a rivolgerle alla sua compagna?
Potrebbe essere un primo inizio per una conversazione chiara e matura che accolga entrambe le vostre sofferenze.
Per quanto riguarda la soluzione abitativa, non è semplice risponderle.
Cosa la farebbe soffrire di meno? (Lei, non la sua compagna).
Spesso quando noi in primis siamo più in confort, lasciamo all'Altro la possibilità di essere a pieno.
Le auguro un futuro, che non so come si concretizzerà, ma che sia il più possibile in accordo con il Suo modo di essere e sentire.
Anna
Salve, volevo chiedere un consiglio a voi dottori che siete sicuramente più esperti di me. Voglio iniziare un percorso di psicoterapia e per questo è da giorni che cerco di informarmi sui professionisti presenti nella mia zona o in zone comunque facilmente raggiungibili, cercando di capire dalle recensioni e dai loro profili chi possa essere più adatto a me e alle mie esigenze. Alcuni profili che ho trovato sono di psicologi che stanno finendo la scuola di psicoterapia, alcuni infatti si presentano come "psicologo e psicoterapeuta in formazione". Tra i vari profili, devo ammettere che mi hanno un po' convinta due in particolare che si definiscono in questo modo. Il problema però è che ho appunto il dubbio che, non essendo ancora psicoterapeuti a tutti gli effetti, non possano essere di aiuto per me. Secondo voi, fare delle sedute con psicologi specializzandi in psicoterapia può essere utile/andar bene oppure no? Voi cosa ne pensate? Perché sono davvero indecisa se provare lo stesso a fare delle sedute con professionisti ancora in formazione oppure lasciar perdere e cercare psicologi che siano psicoterapeuti già formati. Ringrazio in anticipo per le risposte!
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, le rispondo da psicoterapeuta in formazione.
Se il professionista è disponibile a incontrarla si presuppone (e si spera) che siano formati e che si sentano pronti nel farlo. Non tutte le sofferenze hanno bisogno di una psicoterapia, a volte un percorso di ascolto e supporto psicologico è più che sufficiente e sicuramente uno Psicologo bravo, a prescindere se già diplomato o meno, glielo può assicurare.
Le consiglio di sentire la sua "pancia".
Se sente una particolare connessione con qualcuno di loro non si faccia spaventare dai suoi dubbi e glieli esponga la prima volta che lo/la vede. Potrebbe essere già un inizio per un buon percorso...
In bocca al lupo.
Anna
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