Domande del paziente (6)
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno Michela, grazie per aver condiviso con tanta chiarezza e sincerità quello che sta vivendo.
Da ciò che racconta emerge un percorso molto faticoso, caratterizzato da una relazione fortemente...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno Niccolò, grazie per aver condiviso la sua esperienza.
Quello che descrive può essere letto come un passaggio di maggiore consapevolezza rispetto alle sue relazioni: dopo un periodo di difficoltà,...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, grazie per aver condiviso con tanta chiarezza la sua esperienza.
Quello che descrive è coerente con una risposta legata a un trauma medico precoce, che può lasciare nel tempo una forte attivazione...
Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera, grazie per aver condiviso con tanta precisione quello che sta vivendo.
Quello che descrive — momenti di straniamento rispetto alla realtà, dubbi improvvisi sulla percezione e paura di perdere...
Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera, grazie per aver condiviso la sua situazione.
Capisco bene la frustrazione e il disagio che può provare quando, all’interno di un’amicizia, alcuni comportamenti legati al denaro vengono vissuti...
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Buongiorno,
mi sono trasferita a 8 mesi in una nuova città con il mio compagno, dopo la stessa laurea conseguita da entrambi. Lui ha trovato lavoro subito, io no. Negli ultimi due mesi ho avuto una patologia di compressione dello stretto toracico, sono finita in pronto soccorso pensando al peggio ma sto fisicamente bene. Da allora, circa due mesi, ho iniziato ad avere attacchi d'ansia, il mio medico di base mi ha prescritto lo Xanax, che uso quasi quotidianamente da un mese. Inizio a svegliarmi piangendo, a provare sentimenti negativi anche verso le mie due gattine, talvolta violenti ma mai messi in atto. I dolori fisici si spostano, prima la spalla, poi diventa la caviglia, poi il collo, senza criterio nè sforzi che li giustifichino. Mi sono trasferita a Torino, dal sud, sperando di avere più opportunità (ho una laurea in Informatica) eppure mi ritrovo senza un euro, un lavoro, nè la possibilità di fare qualche corso che mi interessi e mi dia gioia. Non riesco neanche a uscire di casa a volte, mi devo sforzare, anche se sto che molto spesso uscendo mi sento meglio. Dormo male, stringo i denti ogni notte, riguardo le stesse serie tv ogni giorno per sostituire i pensieri distruttivi. Sento le ambulanze passare ogni 5 minuti o quasi, i corvi che gracchiano, i bambini urlare fuori dalla finestra e mi sembra di impazzire. Sto pensando di tornare giù da mia mamma, ma a 29 anni mi sembra un fallimento. Ho pensato ad autismo, ADHD, depressione ma ovviamente non so cosa ho, se ho qualcosa, o se sto solo lentamente impazzendo.
Ho paura
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, grazie per aver scritto con tanta sincerità quello che sta vivendo.
Quello che racconta è molto intenso e, soprattutto, molto comprensibile alla luce di tutto ciò che è successo negli ultimi mesi: un trasferimento importante, l’incertezza lavorativa, un episodio di paura legato alla salute e, da lì, un progressivo aumento dell’ansia e della tensione. Quando si sommano cambiamenti così significativi, può succedere che il corpo e la mente entrino in uno stato di allarme prolungato, anche senza un “perché” immediatamente evidente.
I sintomi che descrive — gli attacchi d’ansia, il sonno disturbato, il risveglio con pianto, la sensazione di essere sopraffatta dagli stimoli esterni, i pensieri intrusivi e anche i dolori fisici che sembrano “muoversi” — sono esperienze che possono comparire quando il sistema nervoso è molto attivato e sotto stress. Non sono segnali di “impazzire”, ma piuttosto di un organismo che sta cercando di gestire un carico emotivo elevato.
Anche i pensieri che la spaventano nei confronti delle sue gattine, proprio perché la preoccupano e non vengono messi in atto, possono essere letti come pensieri intrusivi tipici di stati d’ansia: sono vissuti molto disturbanti, ma non coincidono con ciò che lei vuole o sente davvero.
È importante anche riconoscere che, nonostante la fatica che sta vivendo, ci sono elementi di contatto con le sue risorse: ad esempio il fatto che quando esce spesso si sente meglio, oppure la consapevolezza con cui sta osservando quello che le accade.
Detto questo, la quantità e l’intensità dei sintomi che descrive indicano che non è qualcosa da affrontare da sola. In questa fase può essere molto utile uno spazio di supporto psicologico in cui poter dare ordine a tutto ciò che sta vivendo, ridurre gradualmente l’attivazione ansiosa e ritrovare un senso di stabilità e sicurezza.
Se desidera, possiamo approfondire insieme la sua situazione in un colloquio, così da capire meglio come aiutarla in modo concreto e rispettoso dei suoi tempi.
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