Via Cibrario 49, Torino 10143
Questo studio è disponibile il venerdì il sabato, dalle 8:00 alle 20:30.
Leggi di più29/03/2024
Mi chiamo Chiara, psicologa professionista e psicoterapeuta in formazione ad orientamento cognitivo-comportamentale. Sviluppo piani di trattamento individualizzati su un ampio spettro di problemi di salute mentale come ansia, depressione, traumi, dipendenze affettive e da sostanze e disturbi di personalità. Lavoro anche come Esperta psicologa ex Art.80 presso la Casa Circondariale di Asti. Nella terapia è fondamentale valorizzare le risorse della persona, con il fine di migliorare la gestione e l'elaborazione di emozioni, pensieri, comportamenti e relazioni interpersonali, per riuscire ad averne consapevolezza e stare meglio con se stessi e con gli altri. Una importantissima meta è il riuscire ad identificare i cosiddetti "wish", i nostri reali desideri, spesso soffocati da esperienze di vita negative che emergono come un'eco nel presente e non ci fanno vivere a pieno la nostra esistenza. Spesso le idee negative non sono specchi della realtà, ma modi di pensare più veloci ad affermarsi nella coscienza, che soppiantano le immagini positive di noi. All'interno di una terapia, è come se il paziente fosse il ricercatore, l'unica persona che conosce direttamente le sue sensazioni, i suoi pensieri e le sue emozioni, ed io fossi il supervisore, la persona il cui compito è suggerire gli strumenti e le procedure terapeutiche, guidando l'attenzione del ricercatore verso gli aspetti di sè coi quali costruisce sè e la propria esperienza, per aiutarlo a (ri)scrivere meglio la sua ricerca, dandole un senso e migliorarla giorno per giorno. Una frase che ho sempre ritenuto significativa, a fronte dell'inizio di una psicoterapia, se soprattutto ne abbiamo timore, è il dire a se stessi "cerca di essere entusiasta e non delusa/o di fronte alla possibilità di qualcosa di nuovo".
Dott.ssa Chiara Lo Re
Via Cibrario 49, Torino 10143
Questo studio è disponibile il venerdì il sabato, dalle 8:00 alle 20:30.
Leggi di più29/03/2024
57 recensioni
Empatica e professionale e molto attenta ai dettagli
Una vera professionista,ma anche umana ed empatica.
Ho iniziato il mio percorso con la dottoressa Chiara Lo Re in un momento molto delicato della mia vita, durante la separazione da mia moglie. Fin dal primo incontro si è dimostrata una grande professionista: empatica, presente e capace di ascoltare senza mai giudicare.
Mi ha aiutato a fare chiarezza su tanti aspetti personali, a ritrovare fiducia in me stesso e a comprendere quanto io sia importante, così come ciò che faccio e costruisco ogni giorno. Grazie al suo supporto ho imparato a non abbattermi e ad affrontare le difficoltà con maggiore consapevolezza.
Consiglio sinceramente la dottoressa Lo Re a chiunque senta il bisogno di intraprendere un percorso di crescita personale con una professionista seria, umana e competente.
La dottoressa Chiara è una gran professionista. Empatica, disponibile, competente, il suo sostegno mi ha fatto tanto bene e posso solo ringraziarla!
A.
Oggi ho fatto la prima seduta con lei e mi sono trovata molto bene, per cui continuerò questo percorso con Chiara.
Mi è piaciuta molto, mi sono sentita a mio agio e sono riuscita a dire tutto ciò che mi sentivo senza imbarazzi, come prima seduta il top
Dott.ssa Chiara Lo Re
Grazie Michela. La sua forza di volontà nell'affrontare un percorso di psicoterapia è un primo grande passo.
A presto!
C
Attenzione al paziente, complicità, empatia, gentilezza, educazione, rispetto, professionalità.
Dott.ssa empatica e professionalmente molto competente. Mi sta insegnando molte strategie per affrontare il presente, non solo fondamenti teorici e questo per me è fondamentale.
Davvero grazie.
L
professionale, empatica e sempre disponibile all’ascolto. grazie al suo supporto e a metodi per stare bene e ascoltarmi sto acquisendo strumenti preziosi per migliorare il mio benessere.
La dottoressa Chiara è una professionista empatica ed accogliente. Mi sono rivolta a lei per problemi di ansia in un momento di vita stressante. Ad oggi ho ritrovato la serenità e la ringrazio per avermi aiutata nel mio percorso di crescita personale. La consiglio!!
ha risposto a 161 domande da parte di pazienti di MioDottore
Buonasera Dottori, alle porte della convivenza con il mio ragazzo, io non sono sicura di sentirmela... sono una donna di 30 anni, sono fidanzata con il mio ragazzo di 1 anno più grande, da ormai quasi 6 anni. Abbiamo sempre avuto più alti che bassi nella nostra coppia, prima a causa di sue fortissime gelosie nei confronti del mio passato che ovviamente non lo riguardavano, che sono durate per anni... almeno 4 anni, di avvicinamenti e di allontanamenti, di estrema presenza fisica da parte sua ma totale assenza emotiva e sentimentale... con annesse litigate orrende frequentissime corredate di orribili parole nei confronti della mia persona... ma nonostante ciò io cercavo di dimostrargli che si sbagliava sul mio conto e che a lui ci tenevo davvero, quindi l'ho sempre molto assecondato in tutte le sue scelte... per anni ho preso parte ad ogni sua cosa organizzata, dalle cene e gli eventi con gli amici (in cui lui tra l'altro mi poneva sempre come elemento di confronto tra me e le ragazze degli altri, esempio... quella pensa ai figli e tu ancora vuoi andare in discoteca?), eventi di famiglia, in cui io mi sono sempre sentita la "bella statuina" perché mi portava in questi contesti per anni passando tempo con tutti tranne che con me... in questi anni ho sbottato nei suoi confronti tantissime volte, per queste pretese (si offendeva se venivo meno ai suoi inviti o se mi rifiutavo di fare qualcosa che andava di fare a lui, assumendo sempre un atteggiamento vittimistico rimarcando le mie mancanze nei suoi confronti)... però ho a distanza di anni ottenuto ben poco... dopo 5 anni stiamo per andare a convivere. Non sopportavo più il suo distacco emotivo e l'altalenanza delle sue parole/sentimenti. Non sopportavo più il dover vivere con sempre persone in mezzo, il dover basare il nostro rapporto su terzi. Non sopportavo più nemmeno la sua famiglia. Troppo tempo passato con loro. Capirei una "riunione" domenicale, ma con lui è stato così tutti i giorni. Tante volte usciva lasciandomi sola a casa con i suoi chiedendomi di aspettarlo e nel frattempo di aiutare la madre o di farle compagnia. Tutto ciò mentre a me non dimostrava amore ma solo un vago interesse. Dall'esterno sembravamo la coppia perfetta che condivideva tutto, ma condividevano solo le sue cose. Così sono esplosa lasciandolo e scomparendo nel nulla. Con un fare estremamente pesante mi ha cercata per mesi anche attraverso altre persone e mi sono sentita in dovere di cedere per farlo smettere. Mi ha riattirata a se promettendo di aver capito i suoi errori e di essere cambiato. Senza che io gli dessi mai il via libera, mi ha detto di aver acquistato casa per noi. Quella davanti ai suoi genitori. Che io non sopporto a causa della troppa vicinanza subita negli anni e dal conseguente abbattimento del muro di privacy fra coppia e famiglia. Non sopporto più nulla. Ne lui ne la sua famiglia. Gente problematica e piagnucolante alla continua ricerca di qualcuno che faccia le cose al posto loro. La mamma manca da casa da mesi per questioni di problemi emotivi, non fisici, ma quando tornerà conoscendo già la sua invadenza so già che per me sarà un inferno. Marito e figlio (il mio ragazzo) non fanno altro che parlarmi di lei da quando non è in casa come se avesse un male incurabile e piangendosi addosso. Sono stata spinta dal mio ragazzo ad aiutarlo nelle faccende domestiche di casa in cui vive con i suoi e se tante volte mi rifiuto sono pure quella in torto. Pretende la mia vicinanza per tutto, ma non perché mi ama ormai a questo punto secondo me, ma perché cerca qualcuno da cui farsi compatire. Mi sento come fossi la mamma per lui ormai. E adesso che casa è quasi pronta e a breve dovremmo iniziare la convivenza, con i suoi come dirimpettai, mi sembra un incubo. Ci ho litigato pesantemente per cose di poco conto (perché sono troppo satura ed esplodo facilmente) e lo sto tenendo lontano in questi giorni. Il solo pensiero di lasciarlo mi fa divorare dai sensi di colpa e mi fa sentire cattiva. Cosa dovrei fare secondo voi? Gli ho proposto delle terapie di coppia ma le rifiuta. Cosa ne pensate di tutto ciò? Avrei bisogno di un consiglio... grazie a chi avrà il pensiero di ascoltarmi.
Gentilissima, grazie per aver esposto i suoi dubbi qui. A parer mio, ciò che potrebbe essere utile è concentrarsi sul presente, cercando di prendere consapevolezza di ciò che, ad oggi, sarebbe meglio per lei. Escludendo passato e futuro, di cosa ha effettivamente bisogno? Quali bisogni e desideri sono soffocati e inibiti? Provi a non concentrarsi su ciò che le potrebbe arrecare timore (magari la paura di rimanere sola dopo tanti anni di fidanzamento o la paura di deludere e ferire, la sensazione di impotenza e, come da lei scritto, di sentirsi in colpa) ma di basarsi su ciò che desidera (amore e comprensione, valorizzazione e apprezzamento). Emozioni spiacevoli e potenzialmente dolorose possono esserci è normale, ma sono elementi passeggeri che non fanno di lei una persona sbagliata. Se avesse ulteriori dubbi, resto a disposizione, anche online. Un caro saluto,
Dott.ssa Chiara Lo Re
Psicologa Psicoterapeuta
Torino e Asti
Consulenze online
Buongiorno. Mi chiedo come gestire le discussioni con una persona che, nel mezzo della discussione, interrompe la comunicazione. Non parlo di vero e propria sparizione, ma della classica frase "Apposto così, bene così, chiudiamola qui" detta quando in realtà il conflitto non si è risolto, non si è trovato un punto di incontro. Ed anzi, spesso per me non va "bene così", avrei ancora altro da esporre e da dire. Mi è successo ieri con un amico, ma non è la prima volta che accade anche con altre persone, che tende appunto a decidere quando la discussione è sufficiente per lui. Premetto, peraltro, che i toni non erano accessi o sbagliati, non sono volati insulti, il confronto era calmo e civile. Però ecco...come fare, in questi casi? Io ho fatto presente che mi era dispiaciuta questa chiusura così netta. Lui, per tutta risposta, dopo una mezz'oretta ha cambiato completamente discorso.
Vi ringrazio in anticipo per le risposte
Gentilissimo/a, innanzitutto grazie per aver esposto i suoi dubbi in questa piattaforma. Spesso il "va bene così" può rappresentare per il suo interlocutore la messa in atto di strategie di coping, dette anche meccanismi di difesa, come l'evitamento o la resa, utilizzati (in maniera inconsapevole, subitanea per la maggior parte delle volte) per gestire sensazioni, situazioni, emozioni spiacevoli che potrebbero emergere durante il colloquio. In tal modo, la persona potrebbe cercare di "fuggire" dall'oggetto di discussione o "arrendersi" ad esso, per cercare di terminare l'afflusso di tali sensazioni. Spero di essere stata il più chiara possibile. Un caro saluto,
Dott.ssa Chiara Lo Re
Torino ed Asti
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