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Esperienze

Sono la Dottoressa Nardini Violeta Ekova, psicologa clinica/ dinamico e istruttrice di mindfulness.Mi occupo di supporto psicologico rivolto ad adulti, giovani adulti e adolescenti che stanno affrontando momenti di difficoltà, cambiamento o sofferenza emotiva. Nel mio lavoro offro uno spazio sicuro, empatico e non giudicante, in cui la persona possa sentirsi accolta e libera di esprimersi.

Altro Su di me

Approccio terapeutico

Psicologia clinica-dinamica

Aree di competenza principali:

  • Psicologo clinico

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2 recensioni

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  • M

    Un percorso iniziato un po’ di tempo fa !! Con grande paura ma invece grazie alla sua professionalità è diventato un viaggio dove tutto prende forma . Grazie dottoressa Nardini , Mimmo

     • Studio Psicologico consulenza psicologica  • 

    Dott.ssa Violeta Elkova Nardini

    La ringrazio per queste parole cosi profonde.Ogni percorso richiede coraggio, soprattutto quando si inizia con paura e incertezza.
    E' bello sapere che passo dopo passo, lei abbia potuto trovare uno spazio in cui dare forma a ciò che sente e vive.
    Le auguro di continuare questo viaggio con sempre maggiore consapevolezza e fiducia.


  • V

    Professionale e preparata, grazie per avermi ascoltato e aiutato nel mio percorso personale. Straconsiglio

     • Studio Psicologico consulenza psicologica  • 

    Dott.ssa Violeta Elkova Nardini

    grazie di cuore per le sue parole e per la fiducia che ha scelto di riporre in me durante il suo percorso.
    Sono felice che abbia percepito ascolto, supporto e professionalità. Le auguro di proseguire con serentà e consapevolezza il cammino intrapreso.
    un caro saluto.


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Risposte ai pazienti

ha risposto a 3 domande da parte di pazienti di MioDottore

Domande su terapia di coppia

Buonasera, sono una ragazza di 23 anni e sono fidanzata da molti anni (non voglio specificare).
Partiamo dalla base: il mio fidanzato è cresciuto in un’ambiente familiare particolarmente complesso, in cui il padre era eccessivamente geloso della moglie. Questa mentalità gli è stata in parte trasmessa (purtroppo).
Più in particolare: se desidero andarmi a fare un aperitivo con le mie amiche, mi dice che devo tornare verso un orario perché se no la sera ci sono persone che “cercano solo una cosa” e che se vedono una ragazza sola pensano che sia “single”;
Se desidero andare la sera per locali con le mie amiche non se ne parla proprio (stesso motivo del punto precedente);
Se c’è un bell’evento con cantanti ecc.. non esiste che io ci vada;
Se dormo un giorno in meno da lui si offende, dicendo che bisogna “recuperare i giorni persi”. Lui mi dice che se faccio queste cose “manco di rispetto”.
Inoltre è diventato molto solitario, non vuole uscire mai, non ha amici. In pratica la sua vita è basata su di me.
Io sono cresciuta in un’ambiente familiare, sano, pieno d’amore e puro. Solo ad oggi mi sto rendendo conto che sono finita in una relazione tossica e piano piano sto reprimendo sentimenti negativi. Ci sono momenti in cui penso di amarlo, e momenti in cui mi rendo conto che questo non è amore. Mi sento in una gabbia. Viviamo piccoli momenti belli, rari, ma belli. Chiedo consiglio a voi esperti perché mi vergogno a raccontarlo ai miei parenti/amici stretti. Vi ringrazio

Da ciò che descrive, emergono dinamiche relazionali in cui i Suoi spazi personali e la Sua libertà sembrano progressivamente limitati. Il fatto che attività per Lei normali, come uscire con amiche o partecipare a eventi, vengano interpretate come “mancanza di rispetto” è un elemento importante su cui riflettere.
È comprensibile la Sua ambivalenza: da una parte l’affetto e i momenti positivi, dall’altra il sentirsi “in gabbia”. Questa sensazione può presentarsi quando, all’interno della relazione, si crea uno squilibrio tra i propri bisogni e le richieste dell’altro.
Il vissuto familiare del Suo partner può aver influenzato il suo modo di vivere il legame, ma questo non significa che Lei debba rinunciare ai Suoi spazi, alle Sue relazioni o al Suo benessere.
Una relazione sana dovrebbe permettere a entrambe le persone di mantenere la propria individualità, senza sensi di colpa o limitazioni imposte.
Potrebbe esserLe utile chiedersi:
Come mi sento davvero in questa relazione?
Sto mettendo da parte parti importanti di me stessa?
Cosa desidero per il mio benessere nel lungo termine?
Se lo ritiene opportuno, confrontarsi con un professionista potrebbe aiutarLa a fare chiarezza e a trovare modalità più funzionali per gestire questa situazione, in uno spazio sicuro e privo di giudizio.

Dott.ssa Violeta Elkova Nardini

Domande su Attacco di panico

salve dottore io 6 mesi che prendo xanax insieme a altre pillole per ansia e depressione ,prima di andare a letto mianserin soequil ma non riesco a prendere so dopo 3 ore prendo xanax e dormo finon mattina adesso vorrei liberarmi del xanax come fare grazie

la ringrazio per aver condiviso con me quello che sta vivendo. Posso immaginare quanto possa essere faticoso convivere da mesi con l’ansia, le difficoltà nel sonno e la necessità di assumere farmaci per riuscire a stare meglio.
Il fatto che lei senta il desiderio di ridurre o sospendere lo Xanax è un segnale importante, che merita attenzione e cura. Allo stesso tempo, è fondamentale farlo con molta gradualità e con il supporto del medico o dello specialista che la segue, perché sospendere questo tipo di farmaco da soli può essere difficile e talvolta controproducente.
Accanto all’aspetto medico, può essere davvero utile avere uno spazio psicologico in cui lavorare insieme su ciò che mantiene l’ansia e sulle difficoltà legate al sonno. Esistono strategie e piccoli passi che, nel tempo, possono aiutarla a sentirsi più stabile e meno dipendente dal farmaco.
Se le fa piacere, possiamo provare a esplorare insieme queste possibilità, rispettando i suoi tempi e senza forzature.

Dott.ssa Violeta Elkova Nardini
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