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Esperienze

La mia carriera di psicoterapeuta è iniziata con l'età evolutiva. Durante i tirocini mi occupavo di diversi quadri clinici, più o meno gravi, mentre nel lavoro ho iniziato subito con l'autismo severo, in particolare svolgendo terapie domiciliari. Con il tempo, rapportandomi con i genitori, ho iniziato a fare counseling genitoriale e successivamente anche terapie di coppia e individuali con adulti. Oggi il mio lavoro si rivolge a tutte le fasce di età. Ho inoltre svolto consulenze in casi di abuso psicologico.

Il mio orientamento è psicodinamico, con particolare riferimento al pensiero di Jung e alle relazioni oggettuali, cioè a quegli autori che si sono occupati dell'infanzia dal punto di vista psicoanalitico. Queste conoscenze sono molto utili anche con gli adulti, perché mi permettono di comprendere meglio il loro stile relazionale e di attaccamento.

Nel mio lavoro con i pazienti utilizzo il colloquio, i disegni, alcuni test proiettivi (per esempio il Wartegg), ma anche tecniche di respirazione e rilassamento, quando lo ritengo necessario.

Nel lavoro con i minori è obbligatorio il consenso dei genitori o del genitore affidatario. In queste sedute, se i bambini sono molto piccoli, prevalgono attività di gioco di vario tipo. Con gli adolescenti alterno colloquio e gioco, accogliendo anche proposte fatte da loro, come ascoltare musica o leggere brani scelti dal paziente stesso.

Altro Su di me

Aree di competenza principali:

  • Criminologia clinica
  • Psiconcologia
  • Psicoterapia psicoanalitica
  • Psicoterapia di coppia

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Consulenza online

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Dott.ssa Silvia Tomasi

Via Adige 23, Via Adige 23, Monterotondo 00015

Un appuntamento preso e nonbdisdetto almeno 24 ore prima,sarà conteggiato.

05/05/2026

Prestazioni e prezzi

  • Psicoterapia

    Da 65 €

  • Parent training

    70 €

  • Tecniche di rilassamento

    Da 50 €

  • Superamento di eventi traumatici

    Da 65 €

  • Sostegno psicologico adolescenti

    Da 60 €

Indirizzi (3)

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ISP

Via San Martino della Battaglia, 30, A 2 passi dalla metro Castro Pretorio, Roma 00185

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339 698...
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Risposte ai pazienti

ha risposto a 2 domande da parte di pazienti di MioDottore

Gentile Terapeuta,

Ho 67 anni e sono un uomo laureato, separato con una figlia, pensionato.
Sono stato diagnosticato con ipotiroidismo, ipertensione e leucemia linfatica cronica.
Inoltre, sono stato diagnosticato con AuDHD (ADHD e Autismo di livello 1), nonché con un Disturbo Post Traumatico da Stress Complesso (C-PTSD).

La mia infanzia è stata segnata da un ambiente difficile, con un padre con schizofrenia residuale e una madre con narcisismo patologico. Questo ha portato a un trauma indotto che ha avuto conseguenze profonde sulla mia vita.
Il meccanismo del trauma ha coinvolto il rifiuto e l'anaffettività da parte dei genitori, aggressioni fisiche e psicologiche, violenze fisiche e verbali, isolamento autoindotto come difesa e isolamento subito come punizione, svalutazione subita.

Le conseguenze del trauma sono state numerose, tra cui un bisogno impulsivo di valutazione e accettazione esterna, disforia sensibile al rifiuto, costante sensazione di pericolo, stato persistente di iperallerta, stress elevato, disgrafia reattiva, isolamento sociale e difficoltà a gestire ed esprimere le emozioni.

Ho studiato a fondo il mio caso e le mie conclusioni nascono da diagnosi specialistiche oltre che da un'analisi logica dei fatti.
Non cerco un terapeuta che metta in dubbio la mia diagnosi, ma qualcuno che parta da queste basi per aiutarmi a gestire il corpo e le emozioni. Io porto la conoscenza di me, il terapeuta porta gli strumenti tecnici per la regolazione del mio sistema nervoso.

Ho già affrontato anni di terapia della parola che hanno portato solo a re-traumatizzazione e svalutazione intellettuale.
Non voglio raccontare storie o ricevere consigli morali, ma vorrei lavorare sulla neurobiologia del trauma.
Cerco un lavoro puramente bottom-up basato sulla titolazione delle sensazioni fisiche.

Mi chiedo se Lei sia in grado di guidarmi in una sessione di desensibilizzazione somatica senza che io debba esporre la narrazione dei miei traumi e riaprire ancora una volta il Vaso di Pandora.
La mia anamnesi è contenuta nelle diagnosi ricevute (ADHD, PTSD).
Per ogni dettaglio tecnico ulteriore, posso fornire documentazione clinica, ma non intendo procedere con un resoconto verbale degli eventi traumatici, poiché il mio sistema nervoso reagisce con re-traumatizzazione e shutdown.

Spero di trovare un terapeuta che possa aiutarmi a lavorare sulla mia neurobiologia del trauma e a gestire il mio sistema nervoso in modo più efficace.

Grazie.
Cordiali saluti.

Buonasera, io non so fare la desensibilizzazione ma posso dirle che ho lavorato moltissimo con l'autismo severo, con i traumi e con il corpo ferito. Conosco moltissime tecniche di rilassamento, tra cui il QI Gong e il training autogeno respiratorio. Ultimamente ho anche imparato la mindfullness. Conosco perfettamente il valore del corpo e dei suoi messaggi. Qualora le interessasse potrebbe chiedermi un appuntamento di consultazione. Le dico anche che, questo tipo di pratiche, si possono svolgere anche da remoto, in fondo io devo guidarla, l'importante è che lei sia in un ambiente comodo e confortevole. La invito a leggere il mio profilo. Un caro saluto

Dott.ssa Silvia Tomasi

Ho bisogno di aiuto, lo so
Ho 48 anni, una famiglia stupenda, nella sua complessità, ma una sorella di quasi tre anni più di me, che ha sempre avuto dei problemi, problemi dai quali mi sono fatta inizialmente peso, fino a farmene schiacciare
Nel tempo, fin da bambina , mi confessava i sui incubi, le sue paure, i suoi pensieri disturbati e io non so perché lo dicesse a me: ero piccola, avevo appena 7 o forse 9 anni e non sapevo cosa fare.
Sono sempre stata, tuttavia, conscia nonostante la mia età delle gravi difficoltà della mia famiglia ( ho un fratello con una lieve forma di autismo), in tutto siamo 5 figli, di cui io la quarta e la piccolina è nata 12 anni dopo di me ( una gioia e una svolta positiva nella mia famiglia)
Insomma, sono sempre stata molto pensierosa, seppure aperta e spigliata, mentre mia sorella, in apparenza ribelle, era sempre triste e in allarme,
Mi raccontava i suoi incubi ... ma nella quotidianità abbiamo vissuto un'infanzia molto allegra e felice, sempre legati tra do noi, complici mamma ( lei di più) e papà che comunque ha sempre avuto un pessimo carattere ( urlava spesso in casa, ogno occasione era buona, ma con noi era premuroso e affettuoros, fose una figure genotoriale un po debole

Vivendo in un paesino ci conoscevamo tutti: io andavo sempre dal dottore perché avevo sempre mal di pancia e lui diventò il mio confidente...gli chiedevo perché si hanno incubi e lui mi rispondeva con gioco, come si fa con i bambini
Mi voleva molto bene
Crescendo sono cresciuti i problemi di Nina: oramai andavamo alle suoeriori e prendevamo il bus, spesso lei marinava la scuola, ma qundo non rivava amici, mi obbligava a farle compagnia, fino a che non arrivava il suo ragazzo e mi lasciava sola.
MI obbligava a pagarla per uscire con le sue amiche, ma poi dopo il ricatto, mi lasciava a casa
Inizialmente stava diventando per me irraggiungibile e una sorta di figura dalla quale chiedevo attenzione e crescendo ho iniziato a sentirmi sua complice, ma spesso ne soffrivo e la notte sognavo una vita diversa e mi immaginavo grande , bella, libera, perché io non mi sentivo me, ma in funzione altrui
C'era anche mio fratello che aveva tante crisi e io non riuscivo a dormire...
la sera fino a che tutti non erano a letto, sereni, io non chiudevo occhio.
Quando Nina faceva il 5 anno del liceo, pretendeva di andare in gita, ma mio padre non era d'accordo e dopo infinite lotte, mi disse ' se non mi manda mi prendo i tranquillanti di Luigi ( mio fratello)
Lo fece davvero
Mi sentii colpevole quando la mattina faticava a svegliarsi e quando venne il 'mio ' dottore disse, ma che ha... io confessai la sua confidenza, ma MAI avrei pensato dicesse sul serio
Da quel giorno ho iniziato ad odiarla per ciò che aveva fatto e a sentirmi sua custode, a temere che lo rifacesse e quindi la adulavo in tutto e mi poteva chieder tutto io lo avrei fatto
QUando va all'università cade nell'anoressia: non si sapeva bene ai tempi consa fosse, comprai un libricino per capire a capii, andai dal mio medico, ma lui disse di stare tranquilla.. Nei finse settimana tornava sempre piu magra, tutti lo vedevamo, ma nessuno parlava. MI ha resa comlice chiedendomi di dire che aveva mangiato poco prima e che stava bene
Lunedì ripartiva e io ero felice, quando tornava stavo male. Dopo due anni toccò a me la scelta Università e i miei tacitamente mi hanno mandata li. da lei ( sarebbe sttao più facile) io sapevo che stavo andando al patibolo con i mei piedi,. HO SMESSO DI VIVERE- io magrissima sono diventata enorme, mangiavo al posto suo, la coprivo, poi la facevo uscire,,, insomma quando ho avuto la lucidità di cose facesse la invogliavo a reagire, che non lo avrei detto a nessuno, ma lei mi diceva che non potevo lasciarla sola e mi offre un patto ' se resti a casa tutto il giorno io mangoo, puoi uscire SOLO 2 ore senza di me- se vai all'università , dai collegi o dal tuo fidanzato ( ne avevo uno) fai tu, ma SOLO 2 ore o non mangio ( per me non mangio era muoio)- Lo feci
La mia prigionia
Alla fine lasciai anche quel ragazzo
Scrivevo, non studiavo più, mi odiavo
Un giorno trova una mia lettera e mi dice ' oddio ti senti in prigione.. basta sei libera'- Io mi sentii debitrice, ma anche in colpa e inizia a parlare del sui problema con alcuni amici... iniziamo a fare volantinaggio, invece di studiare, la porto da uno psicanalista... tutto stava migliorando... pensavo... ce la fa
Invece poi scopro l'inganno.. non andava.. e si teneva i soldi che io guadagnavo cpn il volantinaggio ( che facevo anche per permetterle le sedute)- poi conobbe un tizio che si drogava e la sera spero la trovavo così---- ho iniziato a ragionare e a capire cosa fare: all'ennesima crisi chiamo l'ambulanza , chiamo i miei genitori ' venite a prendervi vostra figlia io non ce la faccio più' - Vidi per la prima volta mio padre piangere
Me ne andai enegli anni non mi sembrava vero ERO FINALMENTE LIBERA! come avevo sempre sognato
Lei la fece curare mia mamma in una clinica, con anni di terapia insieme- LA MAMMA
Per un po la dimenticai... non ricordo bene quegli anni se non con me stessa e la mia nuova vita, che piano piano è iniziata a Roma, ma nel tempo la situazione si à ricreata, ogni due anni circa mi chiama ( che ora) , matrimonio, divorzio, attacchi di panico, lavoro, vaccini figlio, solitudine, rapimenti... cambiati gli attori resta lei e io: ogni chiamata io in panico a rivivere quegli anni, ma corro la salvo, ogni volta e ristabiliti gli equilibri, torno a roma ( mio unico luogo e rifugio)
Ogni due anni le frasi ' mi hai abbandonata, tu sei felice, io sono sola' ricorrono
Oggi vive a Mantova, ha un figlio, divorziata, sola per scelta- da un anno suo figlio è scoppiato. non va piu a scuola e lei è segregata in casa con lui
A Mantova ci stanno i miei fratelli con bambini, ma le non li vuole, chiama me, esige da me, altera silenzi punitivi a richieste ' tipo trasferisciti qua'
Nel tempo ho scelto di darmi dei limiti, nonostante momenti simbiotici, attacchi di ansia, sostituzione
Ho fatto il possibile e lucidamente le ho proposto strutture adeguate ( oltre ai servizi che la seguono ahimè e per fortuna) , psicoterapia e di più per lei, pagando tutto io. trascorro molto tempo con mio nipote, ma a lei non basta, si richiude e se non faccio come dice lei mi taglia fuori
( la mia famiglia c'è , il neuropsichiatra per lei e il bimbo c'é, tutto fatto e attivato)
ma io mi sento in colpa, non vivo da quanto è arrivato tutto ciiò, se vado li parlo e risolvo, se resto.a acasa mia e passeggio e lavoro e sono serena, mi sento in colpa
Io sono single, non ho figli per scelta, ho deciso di affrontare il problema di essere sempre e solo per gli altri- per me non sono stata mai, se non quando il mio ex è andato via perché la madre di suo figlio e suo figlio passavano ciò che ho descritto.
ora lo capisco
non aveva scampo
io sono lui e mia sorelle è la sua ex

Ora mi chiedo ' quanto le mie preoccupazioni sono frutto di realtà o le ingiganstico? Forse lei sa fare e fa e se non me lo racconta non significa nulla. A volte mi chiedo se è lei ad essere richiestiva o se sono io che ormai mi do un senso solo da sorella sua e non da Chiara e basta

DOve sono io?
Chiara

Buonasera Chiara, ho letto con molto interesse la tua storia e penso veramente che tu debba cominciare a riflettere su te stessa? Perché i problemi di tua sorella sono più importanti dei tuoi? Questa è la domanda principale che dovresti fare a te stessa. Io vedo una sorella che è abituata a comandare su di te e, poiché ci è sempre riuscita, continua a farlo. Il suo gesto d prendere i tranquillanti è stato un gesto dimostrativo, per attirare l'attenzione. Questo non significa che tua sorella non abbia un disagio, anzi, ce lo ha e anche profondo, lo dimostra anche l'uso di sostanze. Tuttavia non lo risolverà mai ricattando gli altri, in questo caso te. Continuando ad accorrere sempre non fai altro che deresponsabilizzarla rispetto a una richiesta di aiuto di cui lei si dovrebbe prendere carico. Inoltre dovresti riflettere sul perché tu sfuggi da te stessa, forse potresti prendere in considerazione l'idea di fare una psicoterapia o almeno qualche colloquio di consultazione, per fare un po' più di chiarezza dentro di te. Io lavoro a Roma, se vuoi possiamo fare un colloquio e chiarire un po' meglio la situazione. Ti mando un caro saluto. Silvia Tomasi

Dott.ssa Silvia Tomasi

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