Dott.ssa
Silvia Liberati
Psicoterapeuta
·
Psicologo clinico
Psicologo
Altro
Roma 1 indirizzo
Esperienze
Per tutto il periodo della sua formazione svolge attività in strutture terapeutiche, assistenziali e riabilitative che si occupano del disagio psichico nelle sue varie forme (handicap, psicosi, devianza, emarginazione sociale).
Nel corso degli anni collabora anche con aziende commerciali e produttive, nell'analisi e nella gestione delle dinamiche interpersonali ed intergruppali, nell'analisi del clima aziendale, nelle fasi di selezione e formazione del personale a diversi livelli.
Attualmente svolge attività privata di Psicoterapia Psicoanalitica presso lo Studio Borgo San Lazzaro sito in Borgo San Lazzaro, 1 (adiacente piazzale Clodio), Roma, a 10 minuti dalla fermata Cipro della Metro A ed è socia del Laboratorio Psicoanalitico Centocelle.
Svolge inoltre attività di Psicologia Giuridica, come CTP, perito di parte, principalmente presso il Firo di Roma.
Approccio terapeutico
Aree di competenza principali:
- Psicologia giuridica
- Psicologia forense
Principali patologie trattate
- Depressione
- Attacco di panico
- Crisi relazionali
- Bassa autostima
- Stress
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Foto e video
Prestazioni e prezzi
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Colloquio psicologico
Da 55 € -
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Colloquio psicologico clinico
Da 55 € -
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Psicoterapia
Da 55 € -
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Colloquio psicologico individuale
Da 55 € -
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Colloquio psicologico telefonico
Da 55 € -
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Indirizzi (2)
Borgo San Lazzaro 1, Roma 00136
Disponibilità
Telefono
Pazienti accettati
- Pazienti senza assicurazione sanitaria
- Pazienti con assicurazione sanitaria
Disponibilità
Questo dottore non offre prenotazioni online a questo indirizzo
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Pazienti accettati
- Pazienti senza assicurazione sanitaria
Recensioni
7 recensioni
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A
A. F.
Professionista con esperienza e grande capacità di approfondimento sul disagio del paziente.
Pienamente soddisfatto!• Centro di Psicoterapia Clodio • colloquio psicologico individuale •
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I
Il Controllore
Dal primo giorno mi sono sentito accolto e a casa. Disponibilità infinita a venirmi incontro sugli appuntamenti e cortesia a livelli altissimi. Le sedute sono sempre illuminanti ed esco ogni volta più consapevole di me.
È il regalo più bello che mi sia mai fatto.• Centro di Psicoterapia Clodio • psicoterapia •
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F
Francesco S.
La dottoressa è stata puntuale e cortese, Nel corso della seduta ha dimostrato grande attenzione e professionalità.
• Centro di Psicoterapia Clodio • consulenza tecnica di parte •
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J
JA
È il terzo psicologo con cui mi sono confrontata nel corso degli anni: una professionista molto attenta, empatica e generosa. Un percorso efficace: il migliore investimento che abbia fatto per me stessa. Peccato solo non averla incontrata prima.
• Altro • Altro •
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P
P.M
Professionalità ed attenzione
Eccellente !
Disponibilità all’ascolto e lettura attenta dello stato emotivo• Centro di Psicoterapia Clodio • psicoterapia •
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F
Francesco
La dott.ssa Silvia Liberati é una vera professionista e svolge il suo lavoro con grande passione. É riuscita a farmi essere a mio agio fin dalla prima seduta, grazie alla sua spiccata empatia. Il percorso con lei è stato fondamentale nella mia vita e le sono infinitamente grato per i risultati ottenuti.
• Centro di Psicoterapia Clodio • psicoterapia •
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M
M.D.B.
La caratteristica che meglio identifica la dr.ssa Liberati è la cortesia ed empatia che subito si percepiscono fin dall’inizio. È sempre molto puntuale e precisa negli appuntamenti. Estremamente attenta e disponibile nel confronto dialettico che stabilisce con il paziente, dimostra infine sempre grande sensibilità nell’approccio sia professionale che umano.
• Centro di Psicoterapia Clodio • psicoterapia •
Risposte ai pazienti
ha risposto a 5 domande da parte di pazienti di MioDottore
Buona sera,mi chiamo Chiara sono una ragazza di 15 anni scrivo a voi specialisti per un consiglio,per un dubbio enorme e per me inaccettabile che mi affligge,premetto che non ho niente contro le Lgbt,gay,bisex ecc che sono una persona molto molto ansiosa e che non siete i primi a cui chiedo consigli,poichè ho scritto anche questa domanda a vari specialisti online proprio come sto facendo con voi,sinceramente io non sono stata proprio soddisfatta delle risposte/consigli che mi hanno dato poichè tutti gli specialisti dicevano le stesse cose.A dir la verità non mi piace che le persone mi dicano le stesse cose ma voglio un consiglio che mi faccia capire davvero cosa dovrei fare e che cosa sono davvero i pensieri che ho nella testa,vorrei che capiscono la mia persona.La paura che mi affligge è quella di essere lesbica che non è la prima volta che si presenta visto che per la prima volta è arrivata quando avevo 13 anni,si è subito presentata come una sorta di ossessione e paura di essere lesbica e poi successivamente con delle domande ad esempio:"E se fossi lesbica?Ma se l'ho guardata vuol dire che mi attrae?"e dopo ancora con numerosi test.Questa paura se ne andò più o meno dopo 4/5 mesi,con l'aiuto di mia sorella.Questo pensiero tornò 1/2 mesi fa.Guardando un film vidi un'attrice e all'inizio non mi ispirò più di tanto la vedevo come una normale attrice,ma successivamente dopo tipo metà film la trovai molto attrente e bella molto bella,ma non dissi niente.Il giorno seguente ripensai dinuovo a lei e incomincia ad andare a guardare le sue foto per vedere se mi piaceva ed ero attratta e a pormi delle domande ad esempio:"E se fossi lesbica?E se la trovo attraente e mi piace e vorrei avere una relazione con una donna anziché un uomo?"mi ripetevo queste domande fino a farmi scoppiare la testa di dubbi paure e pianti isterici dopodiché mi passava dopo qualche ora e non ci pensavo più ma poi ritornava sempre la stessa domanda:"E se io l'amassi?Dopodiché mi ha fatto provare delle emozioni che non so se sia affetto o amore o stima".Superai anche questa cosa dell'attrice (più o meno)però ogni volta che vedevo una donna sui social che ballava o che faceva qualsiasi cosa ad esempio tik tok,instagram ecc pensavo sempre,sempre e sempre all'ossessionante paura di essere lesbica tutt'ora,cercai di superare questa paura/pensiero ma è da quasi 3/4 giorni che penso sempre alla stessa cosa:"E se fossi lesbica?"ad un certo punto anche (scusatemi per le frasi)"E se mi piacesse la parte intima femminile"?Dopo questa domanda andai subito a guardare foto sia sulla parte intima femminile e sia sulla parte intima maschile e guardando quella maschile non mi eccitava più di tanto come prima,mentre quella femminile si,mi allarmai tantissimo e ci pensai giorno e notte fino ad oggi alla paura di essere lesbica e soprattutto alla paura che mi piaccia la parte intima della donna e perchè penso sempre a queste cose e mi viene questa immagine nella testa.Mi domando anche se questa paura è influenzata dal fatto che mia madre e mio padre si sono separati 8 anni fa ed io della mia infanzia ricordo solo cose brutte,atti bruschi soprattutto da parte di mio padre,essere crescuta tutt'ora in un ambiente che non mi piace per niente non adatto dove volano parole pesanti.Mio padre anche se abbiamo instaurato un rapporto non è mai stato presente e a noi non ci considera anzi ci usa solo per ritornare insieme a mia madre.Questa è la mia paura potreste darmi un consiglio?Mi serve molto ormai non so più a cosa credere e a cosa non credere e le paure mi mangiano il cervello.Mi servirebbe un consiglio da far chiarire tutti i miei dubbi,grazie in anticipo spero di essere stata molto chiara.
Salve Chiara, il luogo adatto alle sue domande dovrebbe essere piu intimo di questo. Si rivolga ad un professionista, si prenda il tempo per essere ascoltata e per ascoltare.
Buongiorno, ho 31 anni e da poco ho rotto una relazione con un ragazzo di 26 che a inizio lockdown 2020 ha vissuto una crisi psicotica per abuso di sostanze (crack e cannabis) con conseguente fase depressiva e ad oggi, sembra, un disturbo borderline. Dopo aver smesso gli psicofarmaci in accordo con il suo psichiatra ha iniziato ad utilizzare la cannabis terapeutica prescritta da un centro specializzato. Utilizzo sfociato in dipendenza ed auto cura ("fumo per rilassarmi e gestire meglio emozioni e stati d'animo, so che è sbagliato ma intanto mi aiuta"). È in curo presso una psicologa del CSM dove si reca un paio di volte al mese. Ad oggi lo psichiatra non ha ancora ritenuto di riprendere la cura farmacologica (depakim e olanzapina per 4 mesi l'anno scorso). La nostra storia è stata altalenante: periodi di addii e di ripresa fino a una convivenza chiesta e sostenuta da lui durata 3 mesi e finita in questi giorni. Motivo (secondo lui): ti amo ma ho un problema e finche non lo risolvo non riesco a sostenere una relazione benché ci sia un forte sentimento. Dopo la crisi psicotica del 2020 sono emerse fragilità, mancanza di assunzione di responsabilità, mancata gestione di stati d'animo, paura dei sentimenti, totale incapacità di gestire momenti di noia, sentimento perenne di vuoto interiore sfociato in iperattività ("non riesco a stare fisicamente e mentalmente fermo"). Ora, io presumo si tratti di borderline ma non sono un medico, sicuramente sono convinta che alla base un disturbo di personalità ci sia. Ho il terrore che tra poche settimane/mesi torni da me e sono convinta che debba essere io la persona strutturalmente salda per non ricominciare una relazione malata. Secondo le informazioni che ho raccolto, un vero percorso di guarigione per questi tipi di disturbi prevede minimo un paio d'anni. Non ho premesso che durante gli ultimi mesi di relazione si è dimostrato presente con me e partecipe alla vita di coppia ma ad una conditio sine qua non: lasciarlo fumare tutti i giorni senza possibilità di compromessi (all'inizio accettati da lui poi non più seguiti perche irritato dal non avere piena libertà in merito). La mia domanda è, e mi scuso per la prolissità: quanto potrebbe essere credibile un suo eventuale ritorno? A livello SUO di presa di coscienza del problema, di buona fase di miglioramento, di stabilità emotiva, di crescita interiore? Vi ringrazio tantissimo anticipatamente
Gentile utente, credo le sarebbe di grande aiuto poter riservare anche a se stessa lo spazio che sembra riservare alle problematiche del suo ex ragazzo così da poter chiarire a se stessa il significato del suo desiderio e timore di tornare a “credere” a lui.
Un consulto psicologico la aiuterebbe molto .
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