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Esperienze

Mi chiamo Roberta Aiello e sono una psicologa clinica (iscrizione OPRS n. 12954-A). Obiettivo centrale del mio lavoro è favorire il benessere psicologico, emotivo e relazionale delle persone, e promuoverne la libertà di autodeterminazione, considerando come, talvolta, ciò passi attraverso una presa di consapevolezza sui propri pensieri, emozioni, sensazioni e modalità di stare in relazione. 

Nel mio lavoro svolgo consulenze, valutazioni psicodiagnostiche e percorsi di supporto psicologico, offrendo spazi di ascolto sicuri e privi di giudizio, in cui poter dare un nome alla sofferenza attuale e alle proprie emozioni. Ogni percorso prevede una fase di valutazione iniziale, seguita da una formulazione del caso, nonché di obiettivi condivisi con la persona, cui può seguire l’inizio di un percorso di supporto psicologico oppure l’orientamento ed invio a professionisti psicoterapeuti.

In particolare, mi occupo di:

·       Accompagnamento durante transizioni di vita percepite come fonte di sofferenza;

·       Gestione di problematiche relazionali e di comunicazione;

·       Difficoltà emotive;

·       Blocchi o incertezze sulla progettualità di vita;

·       Identificazione e rafforzamento delle risorse personali;

·       Consulenza e supporto rispetto a difficoltà riconducibili a stati ansiosi e/o depressivi, con possibilità di orientamento e invio a psicoterapia.

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Aree di competenza principali:

  • Psicologia clinica

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Comunicazioni importanti

Dott.ssa Roberta Aiello

Via Aquileia, 5, Palermo 90144

"C'è chi sta peggio di me, non dovrei lamentarmi."
Che si tratti di qualcosa che diciamo a noi stess* o che provenga dall'esterno, questo è uno di quei confronti con le altre persone che non solo non è utile, ma rischia anche di invalidare la propria esperienza emotiva.

Che cosa significa davvero “stare peggio” di qualcun altro? "Peggio" rispetto a cosa?

Non esiste un'unità di misura della sofferenza, e non esistono criteri universali per stabilire chi stia peggio. Di conseguenza non esistono difficoltà di serie A o di serie B. Gli unici veri criteri di riferimento utili, in questo caso, sono la propria soggettività, la propria storia di vita, il proprio sentire.

Inoltre, affermazioni come queste possono contribuire ad alimentare le credenze secondo cui chiedere aiuto sia sinonimo di debolezza e bisogni farcela da sol* ad ogni costo.
Niente di più distorto: il tuo dolore merita attenzione, e tu hai il diritto di star male ed essere aiutat*, in qualunque caso.

20/01/2026

Prestazioni e prezzi

  • Colloquio psicologico

    50 €

  • Consulenza online

    50 €

  • Consulenza LGBTQIA+

    50 €

  • Primo colloquio individuale

    50 €

  • Colloquio psicologico individuale

    50 €

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ha risposto a 3 domande da parte di pazienti di MioDottore

Ho problemi in famiglia, sono un ragazzo di 22 anni negli ultimi mesi non riesco più a stare tranqui

Ho problemi in famiglia, sono un ragazzo di 22 anni negli ultimi mesi non riesco più a stare tranquillo dato che mio padre e mia madre hanno un rapporto strano si scrivono messaggi che turbano mia madre, mio padre di nascosto scrive con un altro account whatsapp privato in anonimato e mia madre continua a dirmi di bloccarlo ma quando mia madre è lontana dal proprio telefono, lui si sblocca da solo e non so che fare sinceramente e da giorni che ormai non dormo tranquillo

RISPOSTA DEL DOTTORE:

Dott.ssa Roberta Aiello

Gentile Utente, grazie per aver condiviso una parte così delicata della sua vita attuale. Immagino quanto possa essere dispendioso e doloroso svolgere questo ruolo di mediatore tra i suoi genitori, ed è comprensibile come a volte si possa rimanere invischiati in dinamiche familiari complesse, anche quando queste non riguardano direttamente se stessi. Peraltro, uno dei passaggi più delicati e tipici della sua età riguarda proprio il costruire una propria autonomia, non solo economica ma anche emotiva, rispetto alla famiglia d’origine, e questo passaggio può essere ulteriormente complicato nei casi in cui i propri confini siano difficili da mantenere.
Tuttavia, un aspetto positivo e per nulla scontato riguarda la sua capacità di riconoscere l’impatto che tale situazione sta avendo sulla sua salute mentale. Se sente che tutto ciò incide in modo insostenibile sul suo sonno e sulle sue giornate, valuti la possibilità di chiedere un aiuto professionale o di costruire una rete di persone che possano esserle di supporto, poiché affrontare una simile situazione in solitudine può renderla ancora più difficoltosa e fonte di stress. Un caro saluto,

Dott.ssa Roberta Aiello


Buonasera Dottori, vorrei una opinione ..ho incontrato il mio ex fidanzato.sul luogo di lavoro pur

Buonasera Dottori, vorrei una opinione
..ho incontrato il mio ex fidanzato.sul luogo di lavoro pur lavorando in uffici diversi...stavo mangiando e lui con la testa abbassata mi passa vicino evitandomi..un altro episodio: io mentre parlo con un collega, arriva il mio ex e si salutano col collega, come se io non ci fossi..la scorsa settimana ci siamo incrociati e ci siamo detti solo "ciao "..io provo ancora dei sentimenti per lui anche se è stato lui a lasciarmi..nessun tradimento..c'è ancora qualcosa di irrisolto..penso che dal suo comportamento lui mi odi come se volesse punirmi.. non so che pensare..Grazie a tutti.

RISPOSTA DEL DOTTORE:

Dott.ssa Roberta Aiello

Gentile Utente, grazie per aver condiviso la sua esperienza. Il termine di una relazione può portare con sé dei vissuti di perdita, tristezza e talvolta anche di impotenza, e le modalità con cui è avvenuta la chiusura possono contribuire a rendere più complesso il processo di distacco, dal punto di vista emotivo. Come mi sembra di capire, da parte sua potrebbe essere una storia non del tutto risolta, ed è comprensibile che incontri come quelli che descrive contribuiscano a generare confusione. Può essere importante concentrarsi non tanto sul comportamento dell'altro, quanto invece sulla propria emozione sperimentata in risposta a quel comportamento, e a tal proposito se sente che ciò impatta negativamente sulla qualità della sua vita quotidiana, un percorso di supporto psicologico potrebbe essere utile sia per concedersi il tempo e lo spazio per elaborare la fine di questa relazione, sia per rimodulare i confini relazionali in un modo per lei adeguato e che non sia fonte di ulteriore sofferenza.
Un cordiale saluto,
Dott.ssa Roberta Aiello


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