Esperienze

Sono medico, arteterapeuta, analista transazionale in training didattico.
Parte della mia esperienza è avvenuta nei Centri di Salute Mentale di Trieste, successivamente Lombardi e consultori familiari con utenze di varie età in prevalenza adulti e giovani adulti. Sto concludendo la specializzazione in analisi transazionale presso il Centro di Psicologia e Analisi Transazionale di Milano. Nella pratica clinica utilizzo tecniche connesse alla mindfulness ed espressive derivanti dagli studi in arteterapia clinica.
Altro Su di me

Aree di competenza principali:

  • Psicoterapia analitica transazionale

Prestazioni e prezzi

  • Psicoterapia

    Da 0 €

  • Psicoterapia individuale

    Prestazione gratuita

  • Colloquio psicologico

    Prestazione gratuita

  • Colloquio psicoterapeutico

    Prestazione gratuita

  • Consulenza online

    Prestazione gratuita

Indirizzo

Ilaria Missaglia
Psicoterapia Analitico Transazionale

Via Mentana, Lecco 23900

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Disponibilità

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1 recensione

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  • B

    Barbara

    Dottoressa davvero brava e competente il suo modo gentile e attento mi ha messo subito a mio agio anche ilsuo studio è molto accogliente, negli anni mi ha saputo aiutare a superare momenti difficili sempre con dolcezza e capacità di ascoltare per questo posso dire semplicemente grazie davvero una persona speciale consigliatissima

     • Psicoterapia Analitico Transazionale psicoterapia  • 

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Risposte ai pazienti

ha risposto a 5 domande da parte di pazienti di MioDottore

Buongiorno, ho 25 anni e avrei bisogno di orientarmi nella scelta di uno psicoterapeuta perché sento

Buongiorno, ho 25 anni e avrei bisogno di orientarmi nella scelta di uno psicoterapeuta perché sento di voler chiedere aiuto. Qui alcune informazioni sulla situazione: sono stata lasciata dopo 4 anni di relazione, il classico amore che svanisce perché tra le due persone si crea un distacco. Primo amore anche se in età non troppo immatura, persona davvero importante per me. Oltre al dolore per la separazione in sé, che già mi divora, si aggiungono rabbia e frustrazione nei miei stessi confronti, perché sono stati probabilmente molti miei comportamenti e sbagli a portare la situazione a questo punto.
Credo di soffrire a periodi di DOC (da contaminazione, ma in passato ho avuto un periodo particolare in cui avevo ansia per la relazione e non so se potesse rientrare nel DOC da relazione).
La rottura ha risvegliato la mia ansia, mi alzo con l'ansia, vado a letto con l'ansia. Sento di avere anche delle cose del passato di cui parlare per affrontarle meglio, e al tempo stesso non so cosa fare della mia vita nel futuro. Non ho idea della carriera da scegliere o che potrebbe darmi soddisfazione a lungo termine.
Se guardo al mio futuro, oggi, vorrei solo sparire.
Sono 10 giorni che non faccio altro che stare male, piangere, sentire questa morsa allo stomaco.
La mia domanda è: dato che mi ritrovo ad affrontare problematiche diverse, che magari richiedono anche approcci terapeutici diversi (so che per il DOC spesso non viene esplorato il pensiero, ma dato tutto il malessere che riguarda diverse aree della mia vita, non credo di poter ricondurre ogni singola preoccupazione o ansia al DOC). Come posso affrontare il DOC e allo stesso tempo tutte le altre problematiche, con lo stesso terapeuta, se magari di alcune cose sarebbe meglio parlare e invece per il DOC si preferisce non andare a scavare nel pensiero? Su che approccio terapeutico dovrei concentrarmi affinché io possa srotolare problematiche diverse e non avendo ancora diagnosi? Grazie

RISPOSTA DEL DOTTORE:

Dott.ssa Ilaria Missaglia

Buongiorno, è un momento delicato e importante, se sente la necessità di affidarsi a qualcuno per fare un percorso di terapia, scelga un terapeuta. Può cercarlo nel luogo dove vive o chiedere consiglio a qualcuno che magari le può dare un contatto. Sono molti i canali con cui informarsi e il suo intuito la aiuterà nella scelta. Poi può provare, vedere come va, se si trova a suo agio se sente che si crea una buona alleanza.. lo capirà da lei. Buona ricerca e buon inizio!


Cari Dottori, ho bisogno del vostro consiglio e del vostro aiuto, e avendo poco spazio, cercherò di

Cari Dottori,
ho bisogno del vostro consiglio e del vostro aiuto, e avendo poco spazio, cercherò di essere breve e conciso. Sono un ragazzo di 24 anni e ho deciso di ricominciare la psicoterapia. Poco tempo fa, ho concluso un percorso durato cinque anni che mi ha fatto fare enormi progressi. Tuttavia, ho dovuto interromperlo perché la fiducia nei confronti del terapeuta era venuta meno definitivamente. Desidero anche specificare che la psicoterapia che ho fatto era "a tutto campo", cioè, secondo il terapeuta, riuniva "tutto insieme" (analisi esistenziale, tcc, pnl) e in effetti devo dire che era un lavoro a tutto campo, che assorbiva anche parecchia energia. Ma, ed è questo il punto, per spiegarvi i progressi che ho fatto userei, per farvi capire, un "istogramma" dove ciascuna barra raggiunge circa il 50/60 percento: cioè, ho fatto progressi su tutti i contenuti, ma si sono fermati tutti "allo stesso livello", per cui ora ho bisogno di continuare questo lavoro a tutto campo e portarlo finalmente alla conclusione. Anzi, devo riuscirci anche in poco tempo, poiché sono in un momento della mia vita dove non posso piu' permettermi ritardi: ho bisogno di vedere progressi e di vederli subito.
Qual'è la mia richiesta per voi? Semplice: quando avrò scelto il nuovo terapeuta, da cosa mi accorgo se è competente o no?
E' esattamente questo il motivo per cui vi ho fatto partecipi dei miei progressi attraverso l'immagine del diagramma: affinché capiste che il terapeuta che sceglierò dovrà anch'egli essere bravo "a tutto campo" e farmi lavorare su tutti i contenuti e non solo su una o due cose; e non c'è dubbio nella mia mente che non tutti i terapeuti siano capaci.
Credetemi Dottori: per quanto non appaia affatto dal mio racconto, sono molto triste e amareggiato dalla vita, proprio io che penso che ogni nuovo giorno sia un dono. Vado avanti con estrema fatica, ho una storia a tratti incredibile alle mie spalle e nessuno lo sa, nemmeno la mia stessa famiglia.
Concludo col chiedervi una cortesia: dopo avermi suggerito come capire se un terapeuta è bravo o no, se per caso vi rimanesse un po' di spazio, vi chiederei anche di spiegarmi come mai io faccia della terapia un "problema esistenziale": oramai, non contemplo piu' la possibilità proprio di "vivere" senza ricominciare la terapia. Non sto affatto scherzando: sono convinto, di una convinzione radicata, che non riuscirò piu' a essere felice, ad avere relazioni con gli altri e a capire qual è il mio senso nella vita, a meno che non faccia un percorso di psicoterapia. Questo mi fa sentire male e diverso dagli altri. So che cosa mi si obietterà: che dovrebbe essere motivo di orgoglio il volersi mettere in discussione. Ma il punto è che mentre un'altra persona che si trova in difficoltà può trovare la forza in se stessa per andare avanti, io questa forza non ce l'ho e non l'ho mai avuta. E' questa la cosa terribile. Mica tutte le persone al mondo vanno in psicoterapia! La maggior parte la forza la trovano da soli. Questo per me è un punto importantissimo.
Grazie davvero a tutti quelli che avranno letto, e stiano sicuri che farò tesoro del loro consiglio. Auguro loro il buon giorno.

RISPOSTA DEL DOTTORE:

Dott.ssa Ilaria Missaglia

Buongiorno, non credo esista il "terapeuta bravo" in senso lato, o dei criteri valutativi o diagnostici per riconoscerlo. Gli aspetti intrapsichici e relazionali non sono item o diagrammi ma sono "esistenziali", riguardano noi, la nostra unicità, il nostro rapporto specifico con l'altro. Se ha effettuato 5 anni di terapia con lo stesso professionista e ne ha giudicato i progressi enormi allora lo ritiene già valido e la crisi è ciò che anticipa il cambiamento, se non ci fosse crisi non ci sarebbe la possibilità di trovare nuove strategie nuovi slanci all'autonomia e alla spinta vitale. Potrebbe trovarsi proprio nel fulcro centrale del suo percorso. Condivido il pensiero dei colleghi che ritengono sia il momento di provare ad affrontare con il suo terapeuta quello che sta accadendo o è accaduto tra voi. Nella terapia si crea quello che avviene nei nostri rapporti in generale e rendersene conto può spaventare, dispiacere, creare resistenza ma è il momento più sincero di apertura al cambiamento, perchè nella terapia può essere affrontato. un caro augurio.


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