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Esperienze

Video introduttivo

Chiedere un supporto psicologico è un atto di cura e coraggio verso se stessi. Come Psicologa Clinica, lavoro per favorire un benessere autentico e integrato mente-corpo, rivolgendomi ad adolescenti e adulti.

Insieme possiamo lavorare su:

  • Gestione dell’ansia e dello stress. Se vuoi, anche attraverso pratiche di Mindfulness, per ritrovare equilibrio nello studio, nel lavoro e nella vita di tutti i giorni.

  • Relazioni e dinamiche affettive. È un’area che sento particolarmente vicina, sia a livello clinico che umano. Il percorso di vita e professionale mi ha insegnato quanto possano essere invisibili e logoranti le dinamiche delle relazioni disfunzionali, della dipendenza affettiva o le ferite causate da manipolazione e abuso psicologico. Nel mio studio troverai una comprensione profonda e autentica di questo dolore

La mia pratica clinica si nutre anche dell'esperienza quotidiana nel supporto agli ospiti e alle famiglie all'interno di strutture residenziali (RSA) e comunità alloggio, un lavoro di cura che mette sempre al primo posto l'unicità e la dignità di ogni storia personale.

Altro Su di me

Aree di competenza principali:

  • Psicologia della salute
  • Psicologia del benessere
  • Istruttore e specialista clinico mindfulness

Presso questo indirizzo visito

Adulti

Tipologia di visite

Prestazioni e prezzi

  • Colloquio psicologico

    50 €

  • Colloquio psicologico individuale

    50 €

  • Mindfulness

    20 €

  • Primo colloquio psicologico

    30 €

  • Sostegno psicologico

    50 €

Indirizzo

Cristina Scarimbolo
Centro Ivrea Salus

Corso Re Umberto, 14, Ivrea 10015

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    A.S.

    Se si cerca competenza empatia affidabilita sicurezza insomma tutto ciò di cui abbiamo bisogno in determinati momenti è la persona giusta! Consiglio vivamente!

     • Centro Ivrea Salus • primo colloquio psicologico  • 

    Dott.ssa Cristina Scarimbolo

    Grazie per il suo feedback. Sono parole che fanno bene al cuore.


  • A

    Andrea S.

    La dottoressa è molto empatica e accogliente. Per me è difficile raccontare la mia storia, ma sono stato subito a mio agio. Ci rivedremo sicuramente

     • Centro Ivrea Salus • colloquio psicologico  • 

    Dott.ssa Cristina Scarimbolo

    La ringrazio per il suo feedback, molto prezioso.


  • A

    A.F.

    Puntuale, competente e disponibile. Grazie! Consigliatissima

     • Centro Ivrea Salus • primo colloquio psicologico  • 

    Dott.ssa Cristina Scarimbolo

    Grazie mille per il suo feedback.


  • F

    Fabiola F.

    Professionale, empatica e mai giudicante. Con la dottoressa ho trovato fin dal primo incontro uno spazio sicuro dove aprirmi. Consigliatissima

     • Centro Ivrea Salus • colloquio psicologico  • 

    Dott.ssa Cristina Scarimbolo

    La ringrazio molto per il suo feedback.


  • A

    Anna B.

    Mette a proprio agio. Avevo bisogno di una breve consulenza e mi sono sentita subito accolta. Grazie mille dottoressa

     • Centro Ivrea Salus • primo colloquio psicologico  • 

    Dott.ssa Cristina Scarimbolo

    La ringrazio molto per il suo feedback.


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Risposte ai pazienti

ha risposto a 3 domande da parte di pazienti di MioDottore

Buongiorno, vorrei un parere su una questione che mi sta facendo riflettere. Ho ascoltato alcuni con

Buongiorno, vorrei un parere su una questione che mi sta facendo riflettere.
Ho ascoltato alcuni contenuti di una persona che parla di crescita interiore, consapevolezza e della necessità di osservare i propri pensieri, le proprie paure e i propri desideri, anziché cercare sempre di evitare il disagio.
Il mio dubbio è questo: io vorrei vivere serenamente, lavorare, divertirmi, dedicarmi alla mia famiglia e cercare di essere una brava persona, senza passare troppo tempo ad analizzare me stesso o a chiedermi continuamente se sto vivendo nel modo giusto.
Vorrei anche prendere spunto da alcuni insegnamenti che trovo utili, ma senza dover verificare continuamente se li sto applicando correttamente, né classificare me stesso o gli altri in base al loro livello di consapevolezza.
Mi chiedo quindi:
* È possibile vivere bene e maturare come persona senza intraprendere necessariamente un percorso di ricerca interiore approfondito?
* Qual è la differenza tra evitare una difficoltà per paura e scegliere legittimamente di non dedicare tempo a qualcosa che non si ritiene importante?
* È utile osservare ogni pensiero e ogni emozione, oppure è possibile lasciarli
Perché a volte mi passa un pensiero un dubbio ma non sto sempre li ad osservarlo ma faccio altro forse è la cosa è positiva ma non faccio come dice il maestro ovvero il counseling che non sto nel dolore o nella noia non ho capito bene cosa dovrei fare forse non dovrei fare altro e stari lì nel pensiero , io durante la giornata sono molto attivo mi piace fare tante cose ma questo inevitabilmente non mi fa fermare molto nella noia e nel dolore

RISPOSTA DEL DOTTORE:

Dott.ssa Cristina Scarimbolo

Buonasera. È assolutamente possibile vivere una vita ricca, serena e profonda senza trasformarla in un laboratorio psicologico a tempo pieno. Il desiderio di lavorare, godersi la famiglia, divertirsi e cercare di essere una brava persona è di per sé un approccio alla vita estremamente valido e sano. La crescita personale non appartiene solo a chi passa il tempo ad analizzare ogni singola emozione; spesso avviene in modo del tutto naturale attraverso l'esperienza pratica e il contatto diretto con la realtà.
La vita stessa, con le sue sfide quotidiane, le relazioni, gli errori e le responsabilità, ci fa da Maestro ed essere presenti a ciò che si fa, prendersi cura di sé e degli altri e affrontare i problemi pratici con etica e buon senso, porta a una saggezza spontanea e di grande valore. Per quanto riguarda la differenza tra evitare una difficoltà per paura o scegliere deliberatamente di non occuparsi di ciò che non si ritiene importante, c'è una bella differenza. Nel primo caso ci si autolimita, rinunciando magari a situazioni che potrebbero nascondere opportunità di crescita e apprendimento, mentre nel secondo ci si sente semplicemente liberi perché si decide, in piena coscienza, di investire le proprie energie in ciò che si ama davvero.
L'idea di dover per forza osservare ogni singolo pensiero o di dover scavare sempre nel disagio può diventare persino dannosa. La nostra mente produce continuamente migliaia di pensieri e saperli lasciar scorrere per dedicarsi all'azione è una dote preziosa, a meno che non diventi una strategia di fuga. Se sei una persona che trova gioia nel fare, scivolare via dai pensieri improduttivi è un meccanismo sanissimo.
Spero che le mie parole siano state utili a chiarire un po' di dubbi.
Saluti, Dott.ssa Cristina Scarimbolo


Ho due figli , purtroppo in questa era un ragazzo senza cellulare non può interagire con la scuola,

Ho due figli , purtroppo in questa era un ragazzo senza cellulare non può interagire con la scuola, con app e chat dei compagni e ricerche, e relazioni a distanza con gli amici. Il problema è che con il tempo è diventata una dipendenza, non puliscono più la stanza, si distraggono con i compiti, rifiutano di dare il cellulare alla sera per dormire, curano meno la loro igiene personale, rimandato le cose da fare a più tardi ma non le fanno mai, si arrabbiano se leviamo il cellulare dicendo che gli serve per i compiti, per le ricerche e per socializzare con amici e compagni di scuola.
La cosa sta diventando incontrollabile, crea disaccordi anche tra genitori. Cosa fare?

RISPOSTA DEL DOTTORE:

Dott.ssa Cristina Scarimbolo

Lo smartphone è diventato uno strumento scolastico e sociale imprescindibile, ma sappiamo ormai da tempo che la sua progettazione sfrutta i meccanismi neurobiologici della ricompensa (dopamina) a cui gli adolescenti sono particolarmente vulnerabili, trasformandolo rapidamente in una dipendenza comportamentale.
Purtroppo siamo immersi in questa realtà digitale che se da un lato, innegabilmente, agevola la nostra vita (è un fenomeno che cattura non solo i giovani, anzi) e ci permette di accedere facilmente a contenuti che un tempo si potevano reperire solo in biblioteche pubbliche, archivi, librerie fisiche, dall’altro crea una sorta di ‘scusa’ dietro cui si stanno barricando istituzioni pubbliche e private (come la scuola ad esempio, ma anche la piattaforma digitale su cui ci stiamo confrontando proprio ora) per relazionarsi con le persone. Va da sé che è necessario stare al passo con i tempi, ma a quale costo? Io credo che tocchi a noi, quelli della generazione X, a noi che custodiamo la memoria storica di quando tutto era possibile anche senza tutta questa tecnologia, tocca a noi mantenere vivo il ricordo di questa possibilità e tramandarlo, trasmetterlo ai ragazzi, che di fatto non conoscono altra realtà all’infuori di quella in cui sono nati. Come? Bèh, è una vera sfida, ne sono consapevole. Ma si può partire da piccoli atti, ad esempio: se i ragazzi percepiscono divisione tra voi genitori, useranno quella crepuscolare faglia per eludere ogni regola (divide et impera).
Si potrebbe iniziare da qui, da un patto blindato a due, e cioè, prima di dire qualunque cosa ai ragazzi, sedetevi voi due e trovate un accordo totale su cosa è negoziabile e cosa no. Anche se avete sfumature di pensiero diverse, davanti ai figli provate essere un blocco unico. Se uno dei due cede o fa eccezioni di nascosto, la regola muore.
E poi provare con un po' di psicoeducazione; ad esempio, spiegare che le app che usiamo tutti i giorni non sono nate tutte per farci un favore, ma sono studiate da esperti di comportamento per spingerci a controllare lo schermo in continuazione, usando notifiche e stimoli continui che tengono il cervello sempre acceso. Magari questo inizio può aiutare ad aprire un'alleanza con voi contro il vero nemico (la piattaforma). Spero di aver dato qualche spunto utile a questo grande dilemma che interessa da vicino tutti noi. Cordialmente, Dott.ssa Cristina Scarimbolo


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