Dott.ssa
Antonietta Civetta
Psicologa
·
Psicoterapeuta
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Esperienze
Sono la dott.ssa Antonietta Civetta, psicologa e psicoterapeuta a Brunello in provincia di Varese a orientamento psicoanalitico lacaniano.
Ho maturato dieci anni di esperienza nell’ambito delle dipendenze patologiche (ad esempio Dipendenze Affettive e Tossicodipendenze), come responsabile di una Comunità terapeutica per persone con doppia diagnosi.
Mi occupo in particolare di disturbi d’ansia e delle molteplici sfumature della femminilità (ad esempio il rapporto con il corpo, il desiderio, la sessualità, la maternità, le relazioni). Accompagno adolescenti, adulti e coppie in un percorso di ascolto e di scoperta di sé.
Aree di competenza principali:
- Psicologia clinica
- Psicoterapia psicoanalitica
Principali patologie trattate
- Nevrosi
- Disturbo d'ansia generalizzato
- Ansia
- Attacco di panico
- Ansia da prestazione
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Prestazioni e prezzi
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Colloquio psicologico
60 € -
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Psicoterapia
70 € -
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Psicoterapia individuale
70 € -
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Colloquio individuale
60 € -
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Colloquio psicologico di coppia
90 € -
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Indirizzi (3)
Via Papa Giovanni XXIII 27, Brunello 21020
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Recensioni
3 recensioni
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A
A. G.
Da qualche mese, mio marito ed io seguiamo un percorso di coppia con la dottoressa, dopo un fortissimo periodo di crisi coniugale. Non riuscivamo più a parlare tra di noi con serenità ed ogni piccolezza diventava una scusa per litigare ed alzare i toni. Abbiamo iniziato questo percorso convinti di essere prossimi alla separazione, la dottoressa ci sta accompagnando in una rilettura della nostra relazione in maniera imparziale, toccando anche argomenti spinosi, ma sempre con delicatezza.
• Studio Privato Dr.ssa Antonietta Civetta • colloquio psicologico di coppia •
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F
F.A.
Ho preso in considerazione di farmi supportare dalla dottoressa, dopo un lungo periodo di stress lavorativo che mi portava ad avere rapporti difficili anche interpersonali . Sono uscito dalla seduta più sollevato ed ottimista .
• Studio Privato Dr.ssa Antonietta Civetta • colloquio individuale •
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A
A.C.
Sono andato dalla dottoressa per un problema di ansia e di attacchi di panico. Mi sono sentito subito accolto e messo a mio agio. Sono riuscito ad aprirmi, mi sono sentito capito e non mi sono mai sentito giudicato.
• Studio Privato Dr.ssa Antonietta Civetta • psicoterapia individuale •
Risposte ai pazienti
ha risposto a 10 domande da parte di pazienti di MioDottore
Salve, ho 27 anni e lo scorso giugno sono uscito da una relazione durata 6 anni. Nonostante siano pa
Salve, ho 27 anni e lo scorso giugno sono uscito da una relazione durata 6 anni. Nonostante siano passati alcuni mesi, penso ancora alla mia ex.
A fine luglio ho conosciuto online un'altra ragazza, con la quale si è creata progressivamente una forte intesa. Abbiamo parlato molto per circa due mesi, aprendoci sempre di più. Da parte mia, tuttavia, nutrivo alcune perplessità rispetto a un'eventuale relazione, anche legate alla sua condizione fisica (ha un arto inferiore amputato) e al timore di non saper gestire una relazione di questo tipo.
Ci siamo incontrati dal vivo solo a fine settembre e l'incontro mi è sembrato essere andato bene. Nella settimana successiva, però, ho percepito un progressivo raffreddamento da parte sua. Le ho quindi scritto per capire se fosse successo qualcosa e lei mi ha risposto di no, dicendo di non essersi resa conto di essersi allontanata.
In quel messaggio le ho anche detto che avrei voluto mantenere un rapporto di amicizia e continuare a sentirla, perché trovo il nostro confronto molto stimolante. Da quel momento, però, il rapporto è diventato sempre più freddo e distaccato.
Quello che mi sorprende è la sofferenza con cui sto vivendo questa situazione: la percepisco quasi come una nuova separazione. Ripenso continuamente al periodo precedente all'incontro, alla forte intesa che sembrava esserci e mi domando se abbia fatto qualcosa che abbia rovinato il rapporto.
È plausibile provare una sofferenza così intensa per l'allontanamento di una persona conosciuta da così poco tempo e con la quale, peraltro, io stesso avevo dubbi sull'eventualità di una relazione? Può essere collegata alla recente fine della mia relazione di 6 anni, che sento di non avere ancora completamente elaborato?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera, forse quello che la sorprende è che sta soffrendo per qualcosa che, in fondo, non aveva nemmeno deciso fino in fondo di volere. Ma il desiderio non funziona sempre in modo così lineare: non è detto che dobbiamo essere sicuri di volere una relazione perché una persona possa diventare importante per noi.
A volte, più che la relazione in sé, ci tocca ciò che si è aperto nell’incontro con l’altro: una possibilità, un’intesa, qualcosa che ci ha fatto sentire visti o che ci ha fatto intravedere qualcosa di diverso. E quando l’altro si allontana, non perdiamo soltanto quella persona, ma anche la possibilità che avevamo iniziato a immaginare.
Il fatto che avesse dei dubbi non rende meno autentico quello che ha provato. Si può essere ambivalenti, desiderare qualcuno e, allo stesso tempo, non sapere se si vuole davvero costruire qualcosa con lui/lei. Il desiderio non coincide necessariamente con una decisione razionale.
Forse, allora, più che chiedersi perché soffre se non era sicuro di volerla, potrebbe chiedersi che cosa, in questo incontro, l'aveva toccata così tanto. E che cosa del suo allontanamento sente di aver perso.
Non deve per forza trasformare questa sofferenza nella prova che avrebbe dovuto stare con lei. Può più semplicemente riconoscere che quell’incontro ha avuto un valore per lei, anche se non sapeva ancora quale posto darle nella tua vita e quel valore potrebbe avere a che fare con qualcosa che temeva di aver perso con la chiusura della precedente relazione.
Sono un uomo di 45 anni, omosessuale. Dal 2017 Ho provato vari professionisti, con indirizzi relazio
Sono un uomo di 45 anni, omosessuale. Dal 2017 Ho provato vari professionisti, con indirizzi relazionale, cognitivo comportamentale, psicodinamico, per migliorare autostima, una delusione d'amore 7 anni fa e un senso di vuoto che mi porto dentro dalla nascita. Attualmente seguo approccio relazionale, da febbraio 2025, ma non vedo effetti, nonostante una terapia farmacologica di supporto per sindrome ansioso depressiva reattiva. Quale potrebbe essere l'indirizzo più adatto a me?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera, mi colpisce il fatto che unisca, all'interno dello stesso discorso, l'autostima con la delusione amorosa e con un senso di vuoto che lei pare descrivere come "originario". Non so dirle quale sarebbe l'approccio più adatto alla sua questione, ma credo che potrebbe aiutare un percorso che l'accompagnasse a chiarire l'origine di questa bassa autostima (Perché non mi sento all'altezza? Rispetto a chi non mi sento all'altezza? Capita con chiunque di sperimentare questa sensazione o è una cosa che si accentua in determinati tipi di incontri? Quando ho iniziato a sperimentare questa sensazione?), prima ancora che lavorare sull'accrescerla, nonché la possibilità di un'eventuale connessione della basa autostima con il senso di vuoto. Spero di esserle stata in qualche maniera d'aiuto.
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