Esperienze

Mi chiamo Paolo Petrone, sono un medico chirurgo specialista in otorinolaringoiatria. Mi occupo di patologie dell’orecchio e di disturbi dell'equilibrio, del naso e della gola, con particolare esperienza in otorinolaringoiatria pediatrica, disfunzioni dell’articolazione temporo-mandibolare e patologia ORL da immersione subacquea.

Credo molto nell'approccio al paziente nella sua globalità e non mi fermo alla sola visione ultra-specialistica della malattia. Per cercare le cause del problema e non una mera soluzione momentanea ad un disturbo.

Sono docente universitario di otorinolaringoiatria, abilitato a Professore Associato di Otorinolaringoiatria e Audiologia, e sono membro di diverse società medico-scientifiche di calibro nazionale e internazionale. Sono appassionato di tecnologia e utilizzo con spirito critico le tecnologie dell’informazione per contribuire alla divulgazione scientifica in ambito ORL e diffondere innovazione digitale.

Ho realizzato numerosi progetti tra cui, tra il 2017 e il 2019, una raccolta di quasi 20.000 firme che hanno contribuito alla stesura di un Progetto di Legge con successiva promulgazione in Legge dello Stato (Legge n.10 del 10/02/2020: “Norme in materia di disposizione del proprio corpo e dei tessuti post mortem a fini di studio, di formazione e di ricerca scientifica”).

Ho collaborato e collaboro alla stesura Ministeriale di Linee Guida in ambito otorinolaringoiatrico e ad attività di ricerca commissionate da Enti Istituzionali italiani e stranieri. Sono autore e co-autore di numerosi articoli scientifici di ricerca nel campo delle patologie otorinolaringoiatriche, di presentazioni a congressi scientifici italiani e stranieri e di testi divulgativi a contenuto scientifico.

Nel 2022 sono stato autore e coordinatore della Relazione Ufficiale del 108° Congresso Nazionale della SIOeChCF - Società Italiana di Otorinolaringoiatria e Chirurgia Cervico-Facciale: "Otorhinolaryngologists’ role in the management of epidemic respiratory human infectious disease COVID-19". La Relazione è stata pubblicata sulla rivista scientifica "Acta Otorhinolaryngologica Italica".

Da maggio 2022 sono padre del piccolo Domenico e marito di Emanuela, appassionata pediatra. Assieme a loro accresco i miei studi e le mie conoscenze scientifiche in ambito otorino pediatrico.

Ricevo per appuntamento a Bari e Bitonto (Bari). News ed ulteriori informazioni sono consultabili sul sito web: www.paolopetrone.it
Altro Su di me

Aree di competenza principali:

  • Endoscopia
  • Audiologia
  • Rinologia
  • Laringologia
  • Fonochirurgia
  • Vestibologia
Mostra dettagli

Presso questo indirizzo visito

Adulti
Bambini

Tipologia di visite

Consulenza online

Foto e video

Comunicazioni importanti

Dott. Paolo Petrone

, Bari 70121

IMPORTANTE.
1) Da marzo 2026 il Dott. Petrone trasferirà la propria attività professionale dal Centro Medico PolyJob al Centro Medico Green Park Medical Center, sito a Bari in via Fanelli 285/10.
2) Per visite a domicilio, si prega inviare un messaggio WhatsApp al numero 342.0331194. Il dottore risponderà nel più breve tempo possibile

26/02/2026

Prestazioni e prezzi

  • Visita otorinolaringoiatrica

    160 €

  • Prima visita otorinolaringoiatrica

    160 €

  • Visita a domicilio


  • Visita di controllo

    Prestazione gratuita

  • Visita otorinolaringoiatrica + esame audiometrico

    160 €

Indirizzi (5)

Paolo Petrone
Visite a casa del paziente

Bari 70121

Vedi mappa si apre in una nuova scheda

Disponibilità

Modalità di pagamento (visite private)

  • Contanti

Telefono

342 033...
Paolo Petrone
Studio Medico MBA

Via Eritrea 35, Bari 70123

Vedi mappa si apre in una nuova scheda

Disponibilità

Modalità di pagamento (visite private)

  • Carta di credito

Telefono

080 521...
Paolo Petrone
Studio Medico Polispecialistico SMS

Via Ammiraglio Vacca 111, Bitonto 70032

Vedi mappa si apre in una nuova scheda

Disponibilità

Modalità di pagamento (visite private)

  • Contanti
  • Carta di credito
  • Carta di debito
  • Carta prepagata

Telefono

080 373...
Green Park Medical Center
Green Park Medical Center

Via Giuseppe Fanelli, 285/10, Bari 70125

Vedi mappa si apre in una nuova scheda

Disponibilità

Modalità di pagamento (visite private)

  • Contanti
  • Carta di credito
  • Carta di debito
  • Carta prepagata

Telefono

080 320...
080 320...
Paolo Petrone

Consulenza online

Disponibilità

Questo dottore non offre prenotazioni online a questo indirizzo

Modalità di pagamento (visite private)

  • Bonifico istantaneo

Telefono

342 033...

893 recensioni

Più menzionato dai pazienti

  • Spiegazioni dettagliate
  • Attenzione durante la visita
  • Puntualità
Tutte le recensioni contano e non possono essere rimosse o modificate dai dottori a proprio piacimento. Scopri come funziona il processo di moderazione delle recensioni. Per saperne di più sulle opinioni
  • G

    Professionista empatico e preparato,

    Sono rimasta soddisfatta.

     • Green Park Medical Center visita otorinolaringoiatrica pediatrica  • 

  • V

    Visita puntuale e molto professionale.il dottore è stato chiaro nello spiegare diagnosi e le opzioni di trattamento.

     • Studio Medico Polispecialistico SMS visita otorinolaringoiatrica + fibrolaringoscopia  • 

  • A

    Mi sto trovando molto bene con il dottore. Segue il mio bambino da qualche mese per problematiche ricorrenti ed è molto dolce con lui e disponibile per qualsiasi chiarimento. Trattamenti abbastanza efficaci. Lo consiglio.

     • Studio Medico MBA visita otorinolaringoiatrica  • 

  • A

    Soddisfatto della visita, dottore empatico. Buona comunicazione circa il problema per il quale la visita si è resa necessaria.

     • Green Park Medical Center prima visita otorinolaringoiatrica  • 

  • C

    Cordiale empatico attento a spiegare in modo dettagliato la diagnosi consigliatissimo

     • Green Park Medical Center prima visita otorinolaringoiatrica  • 

  • M

    Un medico professionale,preciso nelle spigazioni ed empatico.Lo consiglio

     • Green Park Medical Center prima visita otorinolaringoiatrica  • 

  • G

    Il dott.Petrone è molto chiaro nella esposizione dei problemi

     • Green Park Medical Center prima visita otorinolaringoiatrica  • 

  • M

    Visita accurata e spiegazioni chiare. Tutto perfetto tempo di attesa e anche il parcheggio. Top

     • Green Park Medical Center prima visita otorinolaringoiatrica  • 

  • M

    Esperienza estremamente positiva. Visita accurata con spiegazione delle cause delle mie ricorrenti vertigini e manovre efficaci per risolvere



     • Green Park Medical Center visita otorinolaringoiatrica + esame vestibolare  • 

  • L

    Dottore preciso,gentile e preparato. Ci siamo rivolti a lui per la nostra bambina, è specializzato anche in pazienti pediatrici,ed è stato molto esaustivo.
    Lo consiglio vivamente.

     • Studio Medico Polispecialistico SMS visita otorinolaringoiatrica pediatrica  • 

Si è verificato un errore, riprova

Risposte ai pazienti

ha risposto a 51 domande da parte di pazienti di MioDottore

Domande su Acufene

Ciao a tutti, scrivo perché da circa un mese sto vivendo una situazione che mi sta mettendo molto in difficoltà e vorrei un vostro parere.
Premetto che qualche mese fa (febbraio/marzo) ho avuto una forte forma influenzale virale con sovrapposizione batterica che mi ha portato ad avere le orecchie tappate dal muco per tanti giorni, ma la situazione era poi rientrata con la terapia antibiotica e mucolotici.

Il vero problema è iniziato poi circa un mese fa, con la comparsa improvvisa di un fischio/acufene, prevalentemente acuto, a volte accompagnato da una specie di rumore “analogico” (come le vecchie tv quando si andava su un canale "vuoto"). All’inizio lo percepivo appena, poi col passare dei giorni è diventato molto reattivo ai suoni esterni (soprattutto il cellulare o la tv).
La cosa che mi spaventa di più è proprio questa reattività: alcuni giorni riesco quasi a ignorarlo grazie a rumori esterni (ad esempio in macchina o con suoni bianchi di sottofondo, come quello di un rubinetto che scorre).
Capita che seguendo una conversazione o guardando uno schermo il fischio sembri aumentare o seguire le frequenze delle voci, come se le volesse sovrastare.
Negli ultimi giorni la notte per me è il momento peggiore: più volte mi è capitato di stare per addormentarmi tranquillamente e all’improvviso sentire il fischio “esplodere”, tanto da svegliarmi di colpo e non riuscire più a dormire, e non riuscire a coprirlo con niente, e di conseguenza passo le noti in bianco e il giorno dopo ho anche una forte emicrania. In quelle fasi divento ipersensibile a qualsiasi suono o movimento.
Ho notato anche alcune cose particolari:
Dal punto di vista medico ho fatto:
visite ORL (tre diverse)
controlli dell’orecchio/timpano (audiometria, impedenzometria)
ABR (potenziali evocati uditivi)
Tutti gli esami sono nella norma, e gli otorini mi hanno detto che non vedono segni evidenti di neurinoma o patologie neurologiche importanti e non hanno ritenuto necessario per il momento fare ulteriori esami.
La terapia che sto facendo attualmente è:
Citicolina (iniezione intramuscolo) per 10 giorni
Medrol a scalare
Prisma (mesoglicano).
In passato avevo già fatto anche un altro ciclo di cortisone. Secondo gli otorini ci potrebbe essere un residuo infiammatorio legato all'influenza che ho menzionato prima.

Ci sono stati giorni in cui mi è sembrato di migliorare, poi però arrivano giornate o notti terribili che mi fanno pensare di essere tornato al punto di partenza.

Vorrei capire se è un problema che si può risolvere e in che modo.
Grazie a chiunque risponderà, perché in questo momento mi sento davvero molto solo e spaventato da questa situazione.

Gentile Paziente,
da quello che descrive il quadro sembra molto compatibile con una disfunzione tubarica post-infiammatoria legata alla importante infezione virale/batterica avuta nei mesi precedenti, con probabile persistenza di muco o secrezioni dense all’interno della tuba di Eustachio e dell’orecchio medio che possono alterare la normale ventilazione e la percezione sonora.

Questo tipo di situazione può provocare acufeni molto variabili e “reattivi”, spesso descritti proprio come fischi acuti, rumori elettrici o suoni simili a vecchie televisioni analogiche. Il fatto che il disturbo cambi intensità durante la giornata dipende dai movimenti della tuba uditiva associati al movimento della mandibola quando parla, quando deglutisce e risente della posizione eretta che facilita, per gravità, lo spostamento dei muchi e dell'aria verso il basso.

Il fatto che venga in parte mascherato dai rumori ambientali e che sembri modificarsi in relazione ai suoni esterni o alle frequenze delle voci è abbastanza tipico degli acufeni di origine infiammatoria/funzionale e molto meno suggestivo per patologie neurologiche importanti. Anche il dato rassicurante degli esami eseguiti — audiometria, impedenzometria, ABR e visite ORL risultate nella norma — riduce fortemente la probabilità di neurinoma o altre lesioni retrococleari significative.

Dopo infezioni respiratorie importanti può succedere che residui infiammatori o secrezioni mucose persistano a livello tubarico anche per settimane o mesi, creando una alterazione della pressione dell’orecchio medio. Il peggioramento notturno e la sensazione che il fischio “esploda” al momento dell’addormentamento sono fenomeni molto frequenti negli acufeni recenti, soprattutto quando si associano stress, insonnia, ipervigilanza e paura del sintomo. Questo non significa che il problema stia peggiorando in modo irreversibile, ma che il sistema uditivo e il sistema nervoso sono entrati in una fase di ipersensibilità temporanea.

Anche la componente emotiva gioca un ruolo importante: più l’attenzione si concentra sull’acufene, più il cervello tende ad amplificarne la percezione. La terapia che sta facendo ha proprio lo scopo di ridurre la componente infiammatoria e favorire il recupero neuro-sensoriale, ma purtroppo questi quadri spesso non migliorano in maniera lineare: possono esserci giorni molto buoni alternati a ricadute improvvise senza che questo significhi essere tornati al punto di partenza.

In molti casi il recupero è graduale e richiede tempo. Può essere utile continuare a mantenere un leggero rumore di fondo soprattutto la sera (white noise, suoni ambientali, ventilatore, pioggia, ecc.), evitare il silenzio assoluto, curare il sonno e ridurre quanto possibile lo stato di allarme continuo verso il sintomo.

Il fatto che gli esami siano negativi e che il quadro sia iniziato dopo una importante flogosi delle vie aeree rende più probabile una origine infiammatoria/tubarica funzionale piuttosto che una patologia grave. Comprendo però perfettamente quanto questo tipo di sintomo possa diventare psicologicamente pesante, soprattutto nelle fasi notturne, ed è importante sapere che molti acufeni post-infiammatori tendono col tempo a ridursi o a diventare progressivamente meno invasivi anche quando inizialmente sembrano molto intensi e destabilizzanti.

Dott. Paolo Petrone

Ho quasi 49 anni, sposato con figlia di 7 anni, ipocondriaco del tipo evitante da tempo, soffro di anginofobia sin da prima dell adolescenza, un matrimonio in crisi da una vita privo do affetto e sesso. Da un paio di mesi mia moglie si è ammalata di un carcinoma al seno e l anginofobia è aumentata in maniera assurda: se prima riuscivo a periodi a mangiare tranquillo comunque sempre con dell'acqua o delle bevande vicino, negli ultimi periodi si è aggravata .a volte quando sono solo a casa mi sembra di non riuscire ad inghiottire neanche cibo reso in minima poltiglia tipo pezzetto di banana masticato all infinito o acqua. e quando ingoio in questo stato mi sembra che vada quasi nel "buco" sbagliato, percependo fastidio a livello retro gola e collegamento al naso. Si rischia di morire o polmonite ab ingestio?
visita otorino con fibroscopia fatta un paio di mesi fa trovando un po' di reflusso gastroesofageo. Devo fare altro? Sono ipocndriaco e non vorrei fare esami invasivi tipo gastroscopia neanche cibo reso in minima poltiglia tipo pezzetto di banana masticato all infinito o acqua. e quando ingoio in questo stato mi sembra che vada quasi nel "buco" sbagliato, percependo fastidio a livello retro gola e collegamento al naso.
nell atto della deglutizione mi capita di stringere i muscoli della gola superiore e faccio un verso come se volessi bloccare il cibo
se va di trasverso l acqua o un liquido si può morire? delle volte in super ansia pure con i liquidi mi sembra di andare in difficoltà
il problema che quando sono solo ni vergogno a mangiare in pubblico perché faccio delle faccio innaturali perché simulo faccia da soffocamento.
mentre mangiavo in due occasioni nel momento di ingoiare ho serrato la gola ed emesso un verso come un rantolo in protezione per non far scendere il cibo. Questa cosa mi ha provocato una sensazione di pseudo acidità alla gola che sembrava arrivasse al naso (come se mamdassi il cibo nella oarte sbagliatq) . Ho rischiato la polmonite ab ingesti? sento fastodiot vago al petto, non è che qualcosa sarà passato do là? come me ne accorgo della polmonite? morirò?

Gentile Paziente,
da quello che descrive emerge un quadro in cui probabilmente convivono due componenti che si stanno amplificando a vicenda: da un lato una importante ansia legata alla deglutizione (anginofobia/fagofobia), presente da molti anni ma recentemente peggiorata, dall’altro una irritazione della gola compatibile con reflusso laringo-faringeo, già evidenziato alla fibroscopia eseguita dall’otorino.

La situazione personale molto difficile che sta vivendo, soprattutto la malattia di sua moglie e il forte carico emotivo accumulato, può avere aumentato enormemente la sensibilità verso ogni sensazione proveniente dalla gola e dall’atto di deglutire. Il fatto che i sintomi peggiorino soprattutto quando è solo, quando è molto in ansia o quando concentra tutta l’attenzione sulla deglutizione, fa pensare più a una deglutizione “ipercontrollata” che a una vera grave difficoltà neurologica o meccanica. In pratica, nel tentativo di controllare il passaggio del cibo per paura che “vada di traverso”, tende involontariamente a irrigidire la muscolatura della gola e a interrompere il normale automatismo della deglutizione, creando sensazioni anomale come il bisogno di bloccare il bolo, la percezione che il cibo o l’acqua stiano andando “nel posto sbagliato”, piccoli rumori o versi protettivi della laringe e fastidi alla gola o al torace che diventano poi motivo di ulteriore paura.

Il reflusso laringo-faringeo può contribuire molto a questo quadro perché irrita la mucosa della gola e della laringe, aumenta la sensibilità locale e può dare sensazioni di bruciore, nodo in gola, pseudo-acidità alta o fastidio che arriva verso il rinofaringe, senza necessariamente provocare il classico bruciore di stomaco del reflusso gastroesofageo tradizionale.

Per quanto riguarda la paura della polmonite ab ingestis o del soffocamento, da ciò che racconta non emerge il quadro tipico di una aspirazione grave: una vera inalazione importante di liquidi o cibo di solito provoca tosse intensa immediata, difficoltà respiratoria significativa, febbre o sintomi respiratori nei giorni successivi. La semplice sensazione che qualcosa “sia andato storto” durante una deglutizione ansiosa o il fastidio retrofaringeo dopo aver irrigidito volontariamente la gola non significa automaticamente che il cibo sia finito nei polmoni. Anche il “rantolo” o il verso che descrive sembra più compatibile con una chiusura protettiva volontaria della laringe dovuta alla paura che con una perdita del normale riflesso di deglutizione.

Avendo già eseguito una fibroscopia ORL rassicurante, al momento non sembra emergere necessariamente la necessità urgente di esami invasivi, soprattutto in assenza di calo di peso importante, polmoniti ricorrenti, blocchi reali del cibo, tosse continua durante i pasti o segni neurologici.

Credo invece che il punto centrale sia interrompere il circolo vizioso che si è creato tra paura, ipercontrollo della deglutizione, tensione della gola e aumento dei sintomi percepiti. In questi casi può essere molto utile un approccio combinato che comprenda il trattamento del reflusso laringo-faringeo, eventuale supporto logopedico/riabilitativo della deglutizione e soprattutto un aiuto specifico per la componente ansiosa e fobica, perché più si cerca di controllare volontariamente ogni singolo atto della deglutizione, più questo gesto naturale tende a diventare difficile e spaventoso.

Dott. Paolo Petrone
Vedi tutte le risposte

Tutti i contenuti pubblicati su MioDottore.it, specialmente domande e risposte, sono di carattere informativo e in nessun caso devono essere considerati un sostituto di una visita specialistica.