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Leggi di più29/04/2026
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Il Dott. Giuseppe Grasso è medico chirurgo specialista in Pediatria e Neonatologia. Opera come pediatra presso il Pronto Soccorso dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma (sede di Palidoro) con incarico di collaborazione libero-professionale.
Offre visite pediatriche a domicilio a Roma e provincia.
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16 recensioni
Più menzionato dai pazienti
Nuovo profilo su MioDottore
I pazienti hanno appena iniziato a rilasciare recensioni.
Chiamato per una visita pediatrica a domiclio ed è diventato il mio punto di riferimento. Pediatra molto bravo e disponibile.
Molto preparato e disponibile. Visita accurata e tanta professionalità.
Il Dott.Grasso mi è stato consigliato da amici e devo dire che mi sono trovato benissimo, ho avuto un problema con mia figlia di 1 anno che ci aveva fatto preoccupare.
L ho chiamato sabato pomeriggio ed è venuto presso il mio domicilio circa un ora dopo, è stato molto disponibile ed attento lo ringrazio molto per la sua umanità e professionalità
È estremamente disponibile e chiaro nella comunicazione con i genitori. Non sono un medico, ma mi sembra molto competente. Cerca in tutti i modi di ottenere un po' di fiducia dal bambino e di metterlo a suo agio. L'ho trovato rassicurante. Lo consiglio!
È raro trovare un medico così competente ma allo stesso tempo capace di mettere subito tranquilli genitori e bambini. Finalmente un vero punto di riferimento per chi cerca un pediatra a Roma. Assolutamente consigliato.
Dott. Giuseppe Grasso
Grazie mille per queste bellissime parole
Giuseppe è un medico preparato e sensibile. Siamo contenti di poterne confermare la professionalità e soprattutto di averlo incontrato.
Dott. Giuseppe Grasso
Grazie mille per le belle parole
Calmo, delicato e capace di entrare subito in sintonia con i bambini. Mio figlio si è fidato di lui fin dal primo momento, cosa per nulla scontata. Un pediatra a domicilio a Roma davvero competente e attento, che mette a proprio agio sia i piccoli che i genitori
Dott. Giuseppe Grasso
La ringrazio molto
Mi sono rivolto al dottore perché non riuscivo a contattare il nostro pediatra. Sono rimasto positivamente colpito dalla disponibilità e professionalità del dott. Consiglio assolutamente.
Dott. Giuseppe Grasso
Grazie mille
Davvero premuroso e competente, soprattutto per mamme ansiose come me. Sempre presente, rassicurante e disponibile in ogni momento.
Dott. Giuseppe Grasso
Grazie mille
Il dottore è stato davvero umano prima ancora che bravo. È venuto a casa nostra in un momento in cui ero molto in ansia per mio figlio e mi ha fatto sentire subito capita e rassicurata. Si vede che tiene davvero ai bambini e anche ai genitori. Una presenza che fa la differenza.
Dott. Giuseppe Grasso
Grazie per le belle parole
ha risposto a 3 domande da parte di pazienti di MioDottore
Mio figlio di 14 mesi si alza fino a 6 volte la notte per prendere il latte materno al seno.
Tutte lo notti lo prendiamo dalla culla e lo portiamo nel lettone e poi lo riaddormentiamo.
Per alcuni di questi risvegli riesco a prenderlo io e addormentarlo senza poppata, ma si risveglia nel giro di 30min e inizia di nuovo il giro.
Abbiamo provato a dare il biberon con latte vaccino in sostituzione ma non vuole nulla, entra in uno stato di protesta accanito in cui è impossibile proporre alternative che siano coccole, biberon, cibo solido.
Durante il giorno il bambino va all'asilo fino alle 16, mangia sia latte materno che altro ( mai troppo volentieri) ed ha problemi di stitichezza.
Vorrei un consiglio per una strategia per aiutarlo a staccarsi dal seno, soprattutto la notte.
Quando entra in protesta accanita (urli al massimo delle sue capacità) bisogna continuare a negargli il latte fino a che è sfinito oppure accontentarlo e dopo dargli unalternativa?
Buongiorno, a 14 mesi questo tipo di risvegli è molto frequente e spesso il problema non è una vera fame notturna, ma il fatto che il bambino abbia associato il seno al modo di riaddormentarsi. Durante la notte i piccoli hanno diversi micro-risvegli fisiologici e se si addormentano sempre al seno, tendono a richiederlo ogni volta per riprendere sonno.
Da quello che racconta sembra anche un bambino con un temperamento molto determinato, per cui il cambiamento probabilmente richiederà tempo e soprattutto continuità. In genere a questa età funziona meglio una riduzione graduale delle poppate notturne piuttosto che una sospensione improvvisa. Quando entra in una protesta molto intensa, continuare a negare il seno fino allo sfinimento spesso porta solo ad aumentare agitazione e stress per tutti. D’altra parte, se dopo pochi minuti di pianto il seno viene sempre riproposto, il bambino farà fatica a modificare questa abitudine.
L’approccio più utile di solito è cercare di ridurre poco alla volta i risvegli gestiti con la poppata, mantenendo però una risposta calma e coerente. È normale che all’inizio protesti molto, soprattutto se è abituato a usare il seno anche come consolazione e regolazione emotiva.
Anche la stitichezza può influire sul sonno e aumentare i risvegli notturni, quindi vale la pena affrontare anche quel problema insieme al curante.
Buongiorno per un'otite di una bimba di 15 kg è fattibile la suddivisione dell'antibiotico in due dosi ogni 12 ore o è per forza necessaria la suddivisione ogni 8 ore? Come si fa per un bambino che ha i conati svegliarlo di notte per somministrare l'antibiotico?
Nella maggior parte dei casi di otite media acuta in età pediatrica, l’amoxicillina può essere somministrata efficacemente in due dosi al giorno (ogni 12 ore), senza necessità obbligatoria della suddivisione ogni 8 ore, soprattutto quando si utilizzano i dosaggi pediatrici attualmente raccomandati.
La scelta dello schema dipende dal tipo di antibiotico, dal dosaggio totale prescritto, dall’età del bambino, dalla gravità del quadro clinico e dall’eventuale presenza di vomito o difficoltà nella somministrazione.
Nei bambini che tendono ad avere nausea o conati, soprattutto durante il sonno, spesso è preferibile evitare di svegliarli durante la notte per non aumentare il rischio di vomito o rendere più difficile l’aderenza alla terapia. In molti casi è quindi possibile organizzare la somministrazione in due dosi, ad esempio mattina e sera, mantenendo comunque una buona efficacia terapeutica.
È importante però che lo schema venga sempre confermato dal pediatra che visita il bambino, perché ogni situazione clinica va valutata singolarmente.
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