Dott.ssa
Elena Bucci
Psicologa
·
Psicoterapeuta
Psicologa clinica
Altro
sulle specializzazioni
Bolzano 1 indirizzo
Esperienze
Sono Elena Bucci, psicologa clinica e psicoterapeuta a orientamento Gestaltico.
Offro percorsi di psicoterapia e supporto psicologico per adolescenti, giovani adulti e adulti che stanno affrontando momenti di difficoltà, cambiamento o disagio emotivo.
Mi occupo principalmente di:
ansia, stress e attacchi di panico
difficoltà emotive e gestione delle emozioni
difficoltà relazionali e affettive
momenti di crisi personale, cambiamenti di vita e crescita personale
sostegno psicologico per adolescenti
ansia scolastica
psicologia dello sport e mental coaching
Nel mio lavoro pongo particolare attenzione alla qualità della relazione terapeutica, creando uno spazio accogliente, riservato e privo di giudizio, in cui la persona possa sentirsi ascoltata e compresa.
L’obiettivo del percorso è aiutarti a comprendere meglio te stesso, affrontare le difficoltà e sviluppare nuove modalità più efficaci per stare bene.
Ho maturato esperienza in ambito clinico, psicoeducativo e giuridico, lavorando sia in contesti pubblici che privati.
Se stai attraversando un momento complesso o senti il bisogno di un supporto, puoi contattarmi per iniziare un percorso insieme.
Aree di competenza principali:
- Psicologia clinica
- Psicoterapia della gestalt
Principali patologie trattate
- Stress
- Bassa autostima
- Attacco di panico
- Ansia
- +6 a11y_sr_more_diseases
Presso questo indirizzo visito
Foto e video
Pagamento online accettato
Risparmia tempo prima della visita.
Prestazioni e prezzi
-
Colloquio psicologico
70 € -
-
Colloquio psicologico clinico
70 € -
-
Sostegno genitoriale
70 € -
-
Psicoterapia online
60 € -
-
Primo colloquio individuale
60 € -
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
Indirizzi (2)
Consulenza online
Disponibilità
Pagamento online accettato
Risparmia tempo prima della visita.
Modalità di pagamento (visite private)
- Pagamento online accettato
- Bonifico
- Bonifico istantaneo
Telefono
Via Michael Pacher 10, Bolzano 39100
Disponibilità
Pagamento online accettato
Risparmia tempo prima della visita.
Modalità di pagamento (visite private)
- Pagamento online accettato
- Contanti
- Bonifico
- Bonifico istantaneo
Telefono
Convenzioni assicurative non attive
Questo dottore accetta solo pazienti privati. Verrà richiesto un pagamento da parte tua per la prestazione o puoi ricercare un altro dottore che abbia una convenzione con la tua assicurazione
Recensioni
5 recensioni
-
C
C.
Professionista preparata, empatica e capace di mettere a proprio agio fin dal primo incontro.
Consiglio a chiunque stia cercando un aiuto professionale serio e competente.• Studio di consulenza online - Dott.ssa Elena Bucci • consulenza online •
Dott.ssa Elena Bucci
La ringrazio per la sua recensione e per il tempo che ha dedicato a condividerla
-
Y
YM
Ho iniziato il mio percorso con la Dottoressa Bucci in un momento difficile e mi ha aiutata subito a sentirmi accolta.Molto Professionale.
• Ambulatorio - Studio di Psicologia Dott.ssa Elena Bucci • colloquio psicologico •
Dott.ssa Elena Bucci
La ringrazio molto per la sua recensione
-
V
Valentina
Mi sono sentita davvero bene durante i colloqui. La dottoressa è molto empatica e riesce a farti sentire tranquilla per tutto il tempo. Ho trovato tanti spunti di riflessione utili che potrò usare nella vita di tutti i giorni.
• Studio di consulenza online - Dott.ssa Elena Bucci • colloquio psicologico •
Dott.ssa Elena Bucci
La ringrazio per la sua recensione
-
V
Ho trovato un buon equilibrio tra professionalità e umanità. La psicologa mi ha messo subito a mio agio.
• Studio di consulenza online - Dott.ssa Elena Bucci • colloquio psicologico •
Dott.ssa Elena Bucci
La ringrazio molto
-
F
Franc
La dott.ssa Bucci si è dimostrata una professionista cortese, puntuale e molto preparata. Durante il colloquio mi ha messo a mio agio e ha saputo ascoltarmi con attenzione e senza giudizio. Grazie al suo supporto ho acquisito strumenti utili per gestire meglio le mie emozioni, in particolare l’ansia. Esperienza positiva che consiglio
• Ambulatorio - Studio di Psicologia Dott.ssa Elena Bucci • psicoterapia •
Dott.ssa Elena Bucci
La ringrazio molto per la sua recensione
Risposte ai pazienti
ha risposto a 3 domande da parte di pazienti di MioDottore
Salve, vi scrivo per avere una consulenza riguardo una situazione lavorativa in cui mi trovo. Per co
Salve, vi scrivo per avere una consulenza riguardo una situazione lavorativa in cui mi trovo. Per contesto, lavoro nell’azienda attuale da più di 7 anni in cui progressivamente mi sono affermata, o così pensavo, nei vari ambiti di competenza sempre con impegno e forte dedizione. Il clima aziendale è sempre stato subdolamente tossico, principalmente a causa di una collega che ha reso e continua a rendere il posto un inferno per chiunque si “metta contro” di lei o delle sue idee. Questo ha portato a diversi scontri con diverse personalità nell’azienda che a volte si sono risolte semplicemente con il passare del tempo, e altre volte hanno portato proprio alle dimissioni di alcuni. Io stessa in prima persona ho subito più volte le sue “paturnie” perché caratterialmente sono una persona che preferisce il confronto piuttosto alla falsità e quando alcune cose che mi ha fatto non mi sono state bene ho sempre preferito parlarne direttamente (prese in giro tramite i vari social, turni cambiati per palese ripicca…). Quando ho poi affrontato la persona il più delle volte la situazione si distendeva per passare alla prossima vittima. Per arrivare alla situazione attuale, nell’ultimo periodo c’è stato parecchio stress in tutto l’ambiente anche dovuto all’arrivo imminente di un controllo dai piani alti della sede, che ha portato ad uno “scontro” tra me e il mio datore di lavoro. Da parte sua c’è stata una forte aggressione verbale, con toni di voce fortemente alterati, colpi dati alle ringhiere…, aggressione questa dovuta a detta sua ad una “evidente necessità di essere più aggressivo per poter essere ascoltato visto il forte menefreghismo”. Da parte mia una risposta di difesa in cui appunto affermavo che non capivo il tono dell’attacco e soprattutto le accuse, essendo sempre stata come dicevo fortemente dedita a questo posto di lavoro spesso anche sacrificando molto del mio tempo libero o addirittura presentandomi anche in condizioni di salute fortemente precarie. La discussione non si è conclusa in alcun modo perché alla sua frustrazione sul “perché se parlo con le altre stanno zitte e dicono di sì, quando invece parlo con te hai sempre da rispondermi?” Io non sapevo che risposta dare. Non nego però che questa discussione mi ha lasciato fortemente turbata in primo luogo per la violenza dell’attacco, e poi per l’estraneità dalle accuse che mi rivolgeva. (Solo dopo scoprirò che la discussione che lui faceva non era indirizzata a me!) In ogni caso per giorni io mi sono trovata fortemente destabilizzata da questo episodio aspettandomi che comunque avvenisse un chiarimento una volta che il nervoso del momento fosse passato. Questo non è avvenuto e mi ha lasciato per giorni a pezzi, giorni in cui mi recavo a lavoro senza essere salutata lasciata sola ed esclusa da qualsiasi cosa. Mi sono trovata a non riuscire più a dormire per pensare a come avrei potuto affrontare la situazione, a cosa potevo aver sbagliato, a non mangiare per la sensazione di nausea costante. La cosa che mi ha turbato più di tutte poi è stata la mancanza di empatia da tutto lo staff di colleghe, che mi hanno esclusa da tutto e a malapena mi rivolgevano parola. Questo ha portato alla mia necessità di riaffrontare il mio datore di lavoro per avere un chiarimento, per capire come poter risolvere la situazione. Non è stato facile perché lui ha cercato di evitare il confronto dicendomi anche che lui non aveva niente di cui parlare perché non c’era nessuna situazione. Una volta che sono riuscita ad instaurare un dialogo civile ho cercato di spiegare le mie ragioni della risposta e cercando di capire le sue ragioni per una reazione così aggressiva (qui scoprivo che la sua era una discussione mirata a tutti non solo a me). Più ho provato a spiegargli che secondo me un attacco così aggressivo non poteva portare a nulla di buono più ricevevo risposte fredde e dure. Purtroppo questo muro mi ha fatto vacillare, tanto da farmi arrivare a chiedergli se veramente quindi non avevo nessun valore per quella azienda e se questo trattamento secondo lui era meritato. Da notare è che il primo scontro era stato in presenza della collega di cui parlavo all’inizio, mentre questo secondo incontro lei non era presente. Comunque dopo un po di conversazione ci siamo spiegati e anche lui ha ammesso lo stress e l’aggressività del suo atteggiamento. Per me questa seconda discussione era necessaria per un suo intervento nell’atteggiamento di tutto lo staff, affinché intervenisse perché io potessi trovare un ambiente lavorativo vivibile e non così provante come era stato fino a quel giorno. E da questa seconda discussione sono uscita lievemente positiva e lievemente rincuorata, anche dal fatto che mi ha detto “hai fatto bene a parlarne perché magari io ero ancora innervosito dalla situazione ma parlandone siamo tutti più tranquilli”. Dopo questo confronto io ho avuto i miei giorni di riposo e sono rientrata a lavoro il giorno prima dei controlli in cui ingenuamente, e nuovamente, mi sono trattenuta oltre orario cercando di mostrarmi più positiva anche con le colleghe. Il giorno dopo, giorno dei controlli, arrivo a lavoro e il clima era invece di nuovo di ferro. A malapena saluti, la collega aveva nuovamente stretto la morsa sulle altre tanto ad arrivare al fatto che durante l’ora di pranzo loro si sono prese da mangiare se lo sono divise tra di loro chiedendosi le une con le altre cosa volevano dandomi le spalle e ignorandomi e mangiando davanti a me come se non esistessi. La giornata è stata lunga ed infernale.. e da lì ho capito che non c’era soluzione. Avergli parlato non ha fatto che peggiorare ulteriormente la situazione e io ero ormai 15 giorni sull’orlo dell’esaurimento nervoso, 15 giorni senza mangiare quasi nulla e senza dormire piangendo ogni giorno per l’ansia di cosa mi avrebbe aspettato il giorno dopo. L’ultimo giorno mi sono dovuta recare dal dottore in preda al panico che mi ha dato delle gocce e mi ha consigliato del riposo perché non erano condizioni normali. Io non so più neanche se ho sbagliato o non ho sbagliato, ma mi è sembrato come se volessero eliminarmi per essere quella che risponde, e che tutto è andato giù molto rapidamente. Non mi sembra che ci sia una alternativa sé non andare via, perché arrivare a pensare a gesti estremi pur di non dover andare in quell’ambiente mi sembra assurdo! La mia problematica è una sola, ora sono in malattia e mi sto piano piano riprendendo, ma so già che rientrare lì dopo aver preso una malattia sarebbe un circolo infinito di ritorsioni. Allo stesso tempo però il mio compagno lavora lì con me, e non voglio denunciare per mobbing per evitare ritorsioni anche a lui.. cosa mi consigliate di fare? Io non so più dove sbattere la testa…
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile paziente,
la situazione che descrive appare profondamente logorante sul piano emotivo e psicologico. Da ciò che racconta emerge un contesto lavorativo caratterizzato da dinamiche relazionali molto stressanti, vissuti di isolamento, svalutazione e una forte sofferenza personale protratta nel tempo. È importante sottolineare che i sintomi che riferisce non dovrebbero essere sottovalutati.
Ha fatto bene a rivolgersi al medico e a concedersi uno spazio di tutela attraverso la malattia, quando il corpo e la mente arrivano a manifestare un livello di stress così elevato, fermarsi non in alcuni momenti è una necessità e apre lo spazio a un momenti di riflessione. Inoltre, il fatto che lei abbia cercato più volte il dialogo e il confronto diretto mostra una modalità comunicativa orientata alla comprensione e alla risoluzione, non al conflitto.
In questo momento la priorità è sicuramente il suo benessere psicofisico. Prima di prendere decisioni definitive sul lavoro, potrebbe esserle utile intraprendere un percorso di supporto psicologico che le permetta di elaborare quanto accaduto, recuperare uno stato di calma interiore e comprendere quali scelte possano proteggerla maggiormente, anche rispetto alle paure legate a possibili ritorsioni.
Nessun ambiente lavorativo dovrebbe portare una persona a vivere uno stato di sofferenza così intenso e continuo. Si conceda il tempo necessario per ristabilire equilibrio, ascoltare i propri bisogni e prendersi cura di sé stessa.
Un caro saluto.
Salve, sono 4 anni che sto insieme a un uomo separato con una figlia. Da un anno non abbiamo rapport
Salve, sono 4 anni che sto insieme a un uomo separato con una figlia. Da un anno non abbiamo rapporti sessuali perché io ho avuto problemi di ciclo ma anche problemi emotivo con lui. Non mi sento vista, ne quando siamo a cena e lui sta davanti al telefono, ne quando la madre (che nn mi conosce) ha voluto partecipare a un evento con la ex nuora, il figlio e la nipote e lui non si è minimamente opposto. Invalidando il mio dolore con "si spreca meno energie facendo così". Stessa risposta che ritrovo dopo più di un anno (dopo terapia mia personale, terapia di coppia, dopo tanti litigi dove ho capito il suo analfabetismo emotivo), oggi, davanti a un esigenza lavorativa dove sarebbe stata reintrodotta la sua ex moglie pubblicamente (e questa donna non lavora dove lavoriamo noi). Sono crollata e ho pianto davanti a lui, lui ha visto il mio dolore, ha detto di averlo capito ma c'è sempre il suo "non so che fare, e fare niente è la scelta meno dolorosa". Per lui. Io sto soffrendo tanto per questo suo atteggiamento e gli ho scritto un messaggio dicendo che nn scegliendo me (ancora) era lui che perdeva me. Lui non ha risposto e a lavoro mi evita (è passato solo un giorno) io voglio dargli il tempo per riflettere, capire...ma non ce la faccio, mi sono messa a piangere per i corridoi del lavoro. Vorrei capire cosa fare. Se sono stata cattiva, egoista, frettolosa. Abbiamo entrambi quasi 50 anni...ed entrambi veniamo da famiglie disfunzionali...e io vorrei solo avere qualche strumento per capire cosa mi sta succedendo (sono dipendente?) e cosa potrei fare. Grazie a chi mi risponderà.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile paziente,
dalle sue parole emerge una sofferenza emotiva molto intensa, che sembra essersi accumulata nel tempo all’interno di una relazione in cui lei sente di non essere riconosciuta, vista e compresa nei suoi bisogni affettivi più profondi. Il dolore che descrive non appare legato solo ai singoli episodi, ma soprattutto alla sensazione ripetuta di non sentirsi scelta emotivamente dal partner nei momenti per lei più delicati.
È importante sottolineare che esprimere il proprio dolore o porre un confine chiaro rispetto a ciò che non si riesce più a sostenere non significa essere “cattiva” o “egoista”. Al contrario, sembra il tentativo di dare voce a un bisogno relazionale fondamentale, sentirsi considerata, accolta e valorizzata nella coppia. Quando questi bisogni rimangono a lungo frustrati, è frequente sperimentare forte tristezza, senso di solitudine, confusione emotiva e reazioni molto intense, come il pianto improvviso che racconta.
Lei stessa cita un tema importante la possibilità di dinamiche di dipendenza affettiva. Naturalmente non è possibile definire o diagnosticare qualcosa attraverso un messaggio, ma il fatto che il suo equilibrio emotivo sembri dipendere in modo così marcato dalle risposte, dalle conferme o dalle prese di posizione del partner è sicuramente un aspetto che merita attenzione e approfondimento terapeutico. Spesso, soprattutto quando si proviene da storie familiari disfunzionali, si possono sviluppare modalità relazionali in cui alcune dinamiche di coppia possono riattivare ferite molto profonde e mettere in scena automaticamente copioni appresi nella famiglia d'origine.
In questo momento probabilmente la priorità non è ottenere subito una risposta da lui, ma cercare di riportare attenzione su di sé, sul proprio benessere emotivo e sui propri confini.
Le consiglio di continuare a farsi sostenere nel suo percorso terapeutico e a non affrontare da sola un dolore così intenso. Merita uno spazio in cui poter comprendere con calma cosa sta vivendo e quali bisogni affettivi stanno chiedendo ascolto.
Un caro saluto.
Tutti i contenuti pubblicati su MioDottore.it, specialmente domande e risposte, sono di carattere informativo e in nessun caso devono essere considerati un sostituto di una visita specialistica.