Sono una mamma di due bambini di quattro e due anni. Sono molto felice ma anche molto preoccupata. H

58 risposte
Sono una mamma di due bambini di quattro e due anni. Sono molto felice ma anche molto preoccupata. Ho desiderato tanto i miei bambini, ho sempre voluto diventare madre ma devo ammettere, almeno a me stessa, che sono molto stanca e stressata. Sono tantissimi gli impegni, la casa, le aspettative... sento di non riuscire più a sostenere il ritmo. Non me la sento di confidarmi con le persone vicine, ho paura che possano fraintendere e pensare magari che non sono una brava madre o chissà cosa d'altro. Forse potrebbe aiutarmi un professionista, uno psicologo, uno psicoterapeuta, non so.
Dr. Marco Paolemili
Psichiatra, Psicoterapeuta
Roma
Non è facile essere genitori, soprattutto perchè nessuno può insegnartelo. Se sente questo bisogno di confidarsi, di aprirsi a qualcuno che la ascolti, la aiuti, senza giudicarla è bene che si rivolga a uno psicologo.

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Dott.ssa Anna Olga Reina
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Professional counselor
Milano
Buongiorno signora,
diventare genitore è un passaggio di vita molto impegnativo durante il quale si fa i conti con le aspettative, gli ideali, i desideri e la realtà quotidiana.
Le fatiche dell'essere "occupati" nel ruolo di madre ci fa allontanare, a volte, da tutte le altre preziose e fondamentali dimensioni dell'essere donna. Dal vissuto che descrive Lei, credo le possa essere d'aiuto un breve percorso di sostegno psicologico e consulenza genitoriale (con uno psicologo che si occupi anche di consulenza genitoriale) dove poter trovare un ascolto qualificato alle fatiche che sta sostenendo e degli strumenti di potenziamento delle sue attuali risorse psicologiche.
Resto a disposizione per qualunque necessità
Cordialmente dott.ssa Reina
Dott.ssa Lucia Laudi
Psicoterapeuta, Psicologo
Torino
Buongiorno, anch'io sono mamma e in più lavoratrice, per cui sono consapevole delle fatiche e degli stress a cui si va incontro e soprattutto le persone che ci circondano hanno molte aspettative nei confronti di una mamma.Tenga presente che anche una mamma,prima di tutto, è un essere umano che ha bisogno di riposo, comprensione e di avere dello spazio per sè. Si ricordi che una mamma anche lei ha dei bisogni che devono essere soddisfatti e soddisfarli significa mettere del carburante in una macchina che senza non può andare avanti.Se lo desidera può prendere un appuntamento, io ricevo a Torino
Dott.ssa Adriana Princigalli
Psicologo, Psicoterapeuta, Terapeuta
Napoli
Salve signora! Il suo senso di stanchezza e ansia rispetto all'educazione dei.suoi bambini è uno stato molto comune..I suoi bambini sono ancora molto piccoli e in questa fase è molto importante creare una rete di supporto perché come lei dice gli impegni sono.davvero tanti...Il modo migliore per assicurare una buona infanzia ai suoi figli è ricordarsi di salvaguardare e proteggere il suo spazio vitale senza "annullarsi" completamente e senza giudicarsi quando compaiono emozioni e convinzioni negative...Ci sono molti metodi che un terapeuta esperto può fornirle per imparare a gestire la situazione! ????
Dott.ssa Maitri Anna Dolma Corona
Psicologo, Psicoterapeuta
Bologna
Gentile signora, la sua fatica ed il suo stato di preoccupazione per le molteplici aspettative a cui si sente sottoposta una madre, moglie o compagna e donna, sono normali e non patologici, né nascondono una mancata capacità di essere un genitore adeguato. Alle mie consultanti madri che mi chiedono uno spazio di ascolto e di comprensione dico sempre, citando un noto pediatra e psicoanalista inglese, che è sano aspirare ad essere "madri sufficientemente buone". E' la "sufficienza" appunto che può essere ottenibile.
Un confronto con un professionista che le fornisce un sostegno emotivo, riconoscendole tutte le sue capacità,(come se si guardasse allo specchio) e accoglie i momenti di stanchezza e sconforto, che hanno la loro utilità perché mettono dei limiti "sacri" poiché anche la madre deve potersi riposare e recuperare degli spazi per sé, può essere uno strumento validissimo da interiorizzare e portarsi dietro per tutta la vita.
Un caro saluto,
Dott.ssa Maitri Corona

Dott.ssa Silvia Pinna
Psicologo, Psicoterapeuta, Tecnico sanitario
Roma
Buonasera. È importante capire quale dei tanti aspetti che ha citato causa questo stato d'animo negativo. È un dato di realtà che un figlio è Per Sempre, una scelta irreversibile che genera una differente visione di sé e degli altri. È possibile che basti mettere a fuoco quali cambiamenti non trovino una risposta adattiva al suo modo di essere precedente per riprendere in mano la situazione! Può effettuare una consulenza psicologica o psicoterapica
Dott.ssa Maria Grazia Antinori
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Ci si aspetta molto da una mamma, quasi la perfezione nell'accudimento, nella presenza, nella cura incondizionata.
Un grande psicoanalista Winnicott che si occupava di madri e di bambini ha descritto come più che adeguata per la crescita armoniosa di un bambino, "una madre sufficientemente buona".
Non serve altro, il resto sono sovrastrutture, aspettative idealizzate che niente hanno a che fare con la realtà complessa del diventare genitore.
Nessuno è nato genitore, ma lo si diventa accogliendo il proprio bambino. I bambini forgiano le madri, così come queste condizionano i figli. E' un incontro molto speciale, ma sempre un incontro.
Dott.ssa Angela Stella
Psicoterapeuta, Psicologo
Sarcedo
Salve signora, sicuramente l’essere mamma è un ruolo molto impegnativo e alle volte anche stressante. Sicuramente parlarne con uno specialista psicologo o psicoterapeuta potrebbe darle un sostegno oltreché esserle d’aiuto nell’imparare alcune strategie per la gestione del tempo e delle piccole crisi familiari.
Dott. Emanuele Grilli
Psicologo, Psicoterapeuta
Roma
Salve signora, capisco la sua esigenza di essere aiutata da un professionista nella gestione delle sue ansie genitoriali. Fare il genitore e' certamente un ruolo emotivamente impegnativo seppur pieno di gratificazioni. Scelga uno psicoterapeuta facendo attenzione a quello che le ispira maggiore fiducia e affidabilità . Ne trarrà sicuramente un grande sollievo. Cordiali Saluti.
Dott.ssa Maria Elena Cinti
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Albano Laziale
Salve signora concordo con i miei colleghi sul fatto che fare il genitore é complesso, richiede competenze che spesso non si hanno, ci mette nella condizione di rinunciare a molto..se non a tutto per i figli. Quello che lei brevemente descrive è il timore di non essere in grado, di non fare "la cosa giusta". La stupirò:non vi é la cosa giusta!
Confrontarsi con qualcuno, fosse anche un altro genitore sarebbe utile a sminuire e ridimensionare molte sue preoccupazioni.
Una domanda..il partner in tutto questo?
Buongiorno, per una mamma avere due bambini è una cosa meravigliosa quanto impegnativa. Non è raro ed è molto comprensibile che una mamma di bimbi piccolini viva un periodo di stanchezza e stress in cui perde anche un po’ la forza mentale necessaria a conservare uno spazio per se stessa. Rivolgersi ad uno psicologo è un ottimo passo per iniziare a dedicarsi quel tempo. Segua il suo stesso suggerimento e contatti un professionista per un primo colloquio. Un cordiale saluto. Dott.ssa Daniela La Porta
Dott.ssa Fiammetta Favalli
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Salve, in questo momento la sua vita è piena di cose che generano molto stress.
Penso che potersi esprimere liberamente con un professionista che sappia accogliere le sue difficoltà sia ciò di cui ha bisogno.
Le suggerisco un/a psicoterapeuta.
Un saluto
Dott.ssa Rita Reggimenti
Psicologo, Psicoterapeuta
Fonte Nuova
Buongiorno signora, avere due figli così vicini di età è certamente molto faticoso. In un percorso di terapia potrebbe affrontare meglio le sue preoccupazioni, senza temere alcun giudizio.
Un caro saluto,
dott.ssa Rita Reggimenti
Dott.ssa Margherita Maggioni
Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Monza
Buongiorno a lei,
la maternità è sempre un momento di crisi e di trasformazione psichica per una donna: la stanchezza che lei patisce non è solo fisica, ma anche mentale. Elaborare il passaggio dalla condizione di figlia a quella di madre mette ogni donna in scacco. Le consiglio da una parte di chiedere il sostegno del suo compagno che può vedere la situazione in maniera più razionale; valuti inoltre se ritiene utile confrontarsi anche con una psicoterapeuta per elaborare il momento di crisi attuale. Un caro saluto, dottoressa Margherita Maggioni.
Dott. Gian Piero Grandi
Analista clinico, Psicoterapeuta, Psicologo
Torino
Buon giorno, come affermato dai miei colleghi non esiste la ricetta del bravo genitore. Non è facile ed è impegnativo per tutti. Concordo nella paura di sentirsi giudicata se dovesse confrontarsi con gli amici. Se ha piacere di ricevere aiuto può tranquillamente consultare uno psicologo e lavorare assieme a lui o lei su eventuali strategie che la possano aiutare a raggiungere un maggiore livello di benessere. Cordialmente Gian Piero Grandi
Dott. Andrea De Simone
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Salerno
Buongiorno, provi a rivolgersi senza esitazioni ad uno psicoterapeuta, troverà lo "spazio" di ascolto utile alla sua situazione.
In bocca al lupo, Dott. Andrea De Simone
Dott.ssa Marianna Genitore
Psicologo clinico, Psicoterapeuta, Psicologo
Roma
Gentile signora, credo sia superfluo dirle che diventare genitori rapprrsenta un momento delicato, di grande cambiamento. Lo sperimenta ogni giorno, inevitabilmente. Quello mi colpisce nella sua descrizione sono alcune considerazioni circa la necessità di dover tacere all'esterno questa sua condizione, come se ne sentisse una colpa. Questo è un nodo importante perché apre ad una serie di questioni che vanno approfondite e lavorate. Le auguro di cominciare un percorso terapeutico che le consenta di viversi a pieno questo momento. Un caro saluto, dottoressa Marianna Genitore
Dott.ssa Domenica Lipari
Psicoterapeuta
Roma
Salve signora, diventare genitori è un compito molto delicato per cui purtroppo non esiste un manuale di istruzioni. Spesso quando ci sono bambini piccoli non si riesce a ritagliarsi uno spazio per se e la cosa può apparire come molto stressante e soffocante. Dedicare uno spazio a se stessi, se necessario anche all'interno di un percorso terapeutico, può aiutare a comprendere meglio se stessi e le proprie esigenze in linea con il dovere genitoriale. Rimango a disposizione per ulteriori chiarimenti.
Cari saluti,
Dott.ssa Domenica Lipari
Dott.ssa Erika Massaccesi
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Roma
salve signora
comprendo cosa sta dicendo e lo trovo anche normale. Essere madri è una bella esperienza ed è anche molto dura.
Come ogni fase della vita ci sono e ci saranno sempre dei momenti più difficili e la questione che si pone "potersi aprire con qualcuno" è di fondamentale importanza per poter trovare le proprie risorse ed essere poi autonomi nel metterle a disposizione sua e di chi la circonda.
Le auguro un buon Viaggio!
Dott. Michele Iannelli
Omeopata, Agopuntore, Psicoterapeuta
Roma
Credo che in questa nobile funzione di madre debba essere supportata da un Counseling psicologico potenziato da Floriterapia di Bach, Nutraceutica, Omeopatia ect. Sono a sua disposizione per fornirle telefonicamente maggiori informazioni. Cordiali saluti!
Dott.ssa Marta Paci
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Roma
Gentile signora, non c'è niente di più sano che ammettere la stanchezza di fronte ad un impegno così grande come quello di essere genitori. E' innanzitutto importante attivare delle risorse che la aiutino concretamente nella gestione delle mille incombenze giornaliere. Nel frattempo può cercare un sostegno psicologico per aprire uno spazio di ascolto che tenga conto delle sue esigenze. Chiudo nel dirle che la psicanalisi non auspica una madre impeccabile (e idealizzata) ma una madre "sufficientemente buona" capace di trovare un equilibrio tra i suoi bisogni e quelli dei figli.
Dott.ssa Maria Cristina Giancarli
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Buonasera, il ruolo di madre è molto complesso, pertanto lo stress, momenti di frustrazione, tristezza o rabbia sono del tutto naturali. A coprire il ruolo di madre c'è una donna con i suoi bisogni e le sue emozioni che, benché possano a volte essere messi da parte in virtù dei compiti genitoriali e familiari, necessitano di essere ascoltati, accolti e gestiti. Se ha bisogno di uno spazio in cui dar voce a quanto prova se lo dedichi. Il clima accogliente e non giudicante della psicoterapia, insieme alla competenza e all'empatia dello psicoterapeuta, può aiutarla a sentirsi sostenuta in questo periodo. Resto a disposizione per domande e consulenze, anche online. Cordialmente, dott.ssa Giancarli
Dott.ssa Cristina Di Paola
Psicologo, Psicoterapeuta
Roma
Lei dice, al termine del suo intervento: <<Forse potrebbe aiutarmi un professionista, uno psicologo, uno psicoterapeuta, non so>>.
Mi sembra che si sia già risposta da sola. Brava.
Dott.ssa Antonella Abate
Psicologo clinico, Psicologo
Roma
Gentile signora, sicuramente quello che sta vivendo è complicato. Mi viene da pensare che ritagliarsi uno spazio per lei, dove ascoltarsi e darsi del tempo potrebbe essere utile per trovare un equilibrio tra i suo bisogni e quelli degli altri. Per una consulenza non esisti a contattarmi. Dott.ssa Abate
Dott.ssa Francesca Romana Manni
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Cara mamma i dubbi e le domande aiutano spesso a crescere ma queste non possono essere le uniche compagne di viaggio in un percorso genitoriale. La stanchezza che lei sente e il senso di impotenza devono trovare un giusto spazio di accoglienza per permetterle di ritrovare il piacere di essere mamma. Sicuramente gli impegni e i due figli le richiedono una grande fatica, ma in ogni momento della giornata, anche per pochissimi minuti ognuno di noi ha bisogno di ricaricarsi, di una piccola oasi per poter poi affrontare la giornata al meglio. Bisogna, anche nel ruolo di mamma, pensare che per poter dare aiuto ed essere presenti, bisogna prima di tutto star bene con se stessi. Si preoccupa del giudizio degli altri di fronte alle attuali fragilità, ma deve imparare ad essere lei la prima a non giudicarsi se ora vive in uno stato di grossa fatica. Sicuramente uno Psicoterapeuta che sia anche esperto nel sostegno genitoriale e che abbia esperienza nell'ambito dell'età evolutiva sarebbe di grande aiuto. Se desidera chiarimenti non esiti a contattarmi . Un caro saluto da mamma a mamma. Dott.ssa Francesca Romana Manni
Dott. Leonardo Roberti
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Latina
Buongiorno! Essere genitori è lavoro a tempo pieno! Sicuramente è il mestiere più bello del mondo, ma se non si dosano le energie e se gli sforzi non si distribuiscono tra i genitori, può diventare tutto molto stressante. Non demorda, chieda aiuto ad uno psicologo o uno psicoterapeuta. Entrambi possono aiutarla dandole sostegno psicologico e ad affrontare in maniera più leggera le sue responsabilità! Buona fortuna! Dott. Roberti
Dott.ssa Alessia Bacchini
Psicologo, Psicoterapeuta
Roma
Colgo il suo timore di essere giudicata male se afferma che prendersi cura dei propri figli è stancante, anche se rende felici; spesso le due cose vanno insieme. Lei sta facendo una cosa molto importante: riconoscere che le sue energie vanno esaurendosi. Altrettanto importante potrebbe essere abbassare le sue difese e individuare qualcuno a cui affidare parte degli impegni familiari, per riappropriarsi del suo benessere generale (gioverebbe anche ai suoi figli). Se però trovasse delle resistenze in ciò, potrebbe avvalersi di un sostegno psicologico. Le auguro di alleggerirsi delle sue fatiche al più presto!
Dott.ssa Martina Panerai
Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo
Roma
Gentilissima, quel che sta sperimentando è un vissuto più comune di quel che può immaginare, con la differenza che lei si sta concedendo la possibilità di riconoscerlo e, probabilmente, di affrontarlo e gestirlo con nuove strategie, più funzionali e adeguate. Evidentemente, le risorse che l’hanno condotta a porre questa domanda, attraverso questo strumento, saranno sue valide alleate in un percorso di consulenza psicologica ed eventuale psicoterapia. Non trascuri il bisogno che le sta permettendo di dare “voce” al suo disagio e che le potrebbe permettere di ritagliarsi uno spazio di ascolto, comprensione e cambiamento tutto suo. La saluto con i miei migliori auguri
Dott.ssa Giada Di Veroli
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve gentile untente, la meternità mette in gioco molto questioni inapsettate. Descritta come un idillio ( e spesso lo è) ma allo stesso tempo molto faticosa e difficile da gestire. Di fatto ci si trova a dover modificare da capo la nostra quotidianità di fronte a ritmi molto diversi. Sicuramente un sostegno psichico in questa epoca della sua vita sarebbe utile attivarlo. Cordialmente, GAIDA DI VEROLI
Dott. Giuseppe Saracino
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve,
grazie per aver condiviso la sua esperienza e i suoi vissuti. Sicuramente una prima risposta scritta non sarà esaustiva, ma potrà darle qualche punto di riferimento rispetto a ciò che vive.

In merito al suo domandarsi se uno psicologo/a potrebbe aiutarla, ritengo che dipenda da quali problemi sente di vivere attualmente e quali desidera affrontare. Da quello che ci scrive, ritengo che lei ponga un problema rilevante nell'attualità, ovvero come affrontare le attese (spesso pressanti) rispetto alla genitorialità e, nel caso specifico in particolare, rispetto all'essere mamma.
Un percorso con uno psicologo/a potrebbe aiutarla a poter condividere alcuni vissuti legittimi in rapporto alla maternità, ma più in generale forse rispetto alla propria identità, capendo qualcosa in più di ciò che vive e sentendosi meno sola.

Intanto le auguro il meglio, rimanendo a disposizione per qualsiasi necessità.
Un caro saluto
dott. Giuseppe Saracino
Dott.ssa Silvia Di Chio
Psicoterapeuta, Psicologo, Terapeuta
Roma
Salve signora, capisco come possa sentirsi, quella che descrive è una sensazione che parecchie mamme vivono e spesso ci si sente sole. Se sente che sia necessario, provi a parlare con un terapeuta con cui comprendere meglio quello che sta vivendo. La aiuterà. Cari saluti
Dott.ssa Anna Bruscino
Psicologo clinico, Psicoterapeuta, Psicologo
Roma
Non si senta in colpa, le mamme sono caricate di aspettative e responsabilità certe volte prima che dagli altri, da se' stessi. Si è stanca, stressata e ha ragione, non è facile avere la forza fisica e mentale per attraversarla. inutile dirle che in terapia risolverebbe tante cose , scrive qui, quindi cerca aiuto e lo troverà in base a sue sensazioni. non si senta strana, peggiore o sbagliata, sono certa che è un buon genitore perchè se non lo fosse non avrebbe dubbio sul suo operato. Forza
Dott.ssa Giulia Venanzangeli
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Ha proprio ragione, i cambiamenti sono dei passaggi complessi.
Io le consiglio di prendersi uno spazio per un percorso, in modo che possa approfondire, attraversare, liberare, ciò che la sta bloccando, anche perché mi sembra ben predisposta
Buon percorso
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Dott. Francesco Damiano Logiudice
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo quanto possa essere difficile convivere con questa situazione riportata. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi e disfunzionali che mantengono in atto la sofferenza impedendole il benessere desiderato.
Ritengo altresì utile un approccio EMDR al fine di favorire la rielaborazione del materiale connesso con la genesi della sofferenza in atto.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Dott.ssa Cristina Bernucci
Psicologo clinico, Psicoterapeuta, Psicologo
Velletri
Comprendo quanto possa essere difficile conciliare tutti gli impegni e le responsabilità che comporta essere madre. È assolutamente normale sentirsi stanchi e stressati in una situazione come la sua. Voler essere la madre migliore possibile e provare stanchezza non sono sentimenti in conflitto tra loro, ma parte della stessa realtà.
Il fatto che lei stia considerando di rivolgersi a un professionista mostra la sua dedizione e il desiderio di prendersi cura di se stessa, oltre che della sua famiglia. Un professionista della salute mentale, come uno psicologo o uno psicoterapeuta, può offrirle uno spazio sicuro per esprimere le sue preoccupazioni senza giudizio e lavorare insieme a lei per trovare strategie che la aiutino a gestire lo stress e ritrovare un equilibrio.
Prendersi cura della propria salute mentale non solo la aiuterà a sentirsi meglio, ma avrà anche un effetto positivo sulla sua capacità di prendersi cura dei suoi bambini. Saluti.
Dott. Mauro Vargiu
Psicoterapeuta, Sessuologo, Psicologo
Milano
concordo con i colleghi
Dr. Alessio Aloi
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Roma
gentile signora,
la nascita e la cura di un figlio sono esperienze che incidono in modo stratificato sulla vita dei genitori ed in particolare della madre, soprattutto nei primi anni di cure primarie. Lei poi ha due figli con una differenza di età ridotta e ciò, che in futuro potrà per loro essere una risorsa, è sicuramente un fattore che aggrava la fatica e lo stress delle cure perché entrambi i bimbi sono stati e sono ancora molto bisognosi; inoltre, le loro conquiste di autonomia (ad es. sul cibo, sul sonno, sullo spannolinamento, sulle amicizie, sulla scuola, ecc.) sono sicuramente presenti, ma non definitive e quindi ci potrebbero essere anche dei periodi regressivi che espongono i genitori a naturali dubbi o domande.
Per esperienza professionale e personale, leggo nelle sue parole una necessità di confronto che la possa aiutare a districare i pensieri e i timori, aiutandola a fare scelte e decisioni consapevoli senza timore di danneggiare i suoi figli.
Un primo colloquio psicologico individuale o di sostegno genitoriale potrebbe servirle per raccontare i suoi dubbi e le sue aspettative e trovare insieme alla/al collega la soluzione migliore per aiutarla.
Condivida le sue preoccupazioni con chi se la sente, anche se fosse un professionista, vedrà che sarà un importante momento della sua felice maternità.
Saluti
Dott. Leonardo Provini
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Roma
Buongiorno, grazie della sua condivisione. Molte donne e madri come lei nella mia esperienza fanno fatica a confidare le proprie difficoltà e ognuno ha le proprie buone motivazioni. Timori di essere giudicate o altrimenti per il fatto che la nostra società fa fatica a riconoscere la maternità come un vero e proprio lavoro o chissà per quale altra motivazione. Da psicoterapeuta ritengo che sarebbe utile comprendere quale sono le sue motivazioni. Mi sento di consigliarla di non avere remore a contattare un professionista esperto che possa aiutarla in tal senso. Questo potrebbe giovare almeno ad abbassare i livelli di stanchezza e stress. Si ricordi che questo potrebbe avere un impatto significativo anche nel suo difficile compito di essere madre dei suoi due bambini.
Dott. Emiliano Cotugno
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Velletri
Salve, è importante che lei chieda aiuto: la condizione in cui si trova è piuttosto comune. Spesso succede che la figura materna si trovi "da sola" ad affrontare le varie difficoltà, gli impegni, le fatiche: tutto o quasi ciò che concerne i figli. Non è una mamma cattiva chi ammette di stare sull'orlo dell'esaurimento e chiede aiuto, anzi è una mamma attenta ed onesta.
Dr. Stefano Angeletti
Psicoterapeuta, Psicologo
Roma
Gentile signora, comprendo la sua preoccupazione.. è vero, avere dei figli è una cosa meravigliosa e molto emozionante ma che comunque ci espone maggiormente a periodi molto intensi e a volte complessi sia da un punto di vista psicologico che emotivo. Anche io sono un genitore e capisco il suo stato di preoccupazione verso ciò che possono pensare gli altri nel periodo molto delicato dell'infanzia dei nostri figli, nel quale possiamo trovarci a volte più suscettibili e reattivi ad intromissioni esterne. A volte può anche vacillare la sicurezza in noi stessi e la nostra autostima quando siamo preoccupati del giudizio esterno. Queste penso che sono tematiche molto delicate e a volte complicate, ma anche del tutto normali quando si vive una trasformazione della nostra identità così come avviene nell'essere genitori. Certamente un sostegno da parte di un professionista psicologo o meglio psicoterapeuta in questa fase può esser prezioso ed importante per viverla al meglio e con la massima soddisfazione possibile. Cordiali saluti, Dr. Stefano Angeletti.
Dott.ssa Chiara Lazzari
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Pomezia
Gentile paziente quello che descrive nel suo messaggio è una condizione del tutto comprensibile. I figli sono fonte di gioia e tenerezza, ma non è semplice crescerli badando anche a tutto il resto. Inoltre la sensibilità e lo stress emotivo spesso rendono le madri più suscettibili riguardo l'eventuale giudizio altrui. Mi sento di rassicurarla su una cosa: essere stressata e stanca non significa essere una cattiva madre. Professionalmente le suggerisco di intraprendere un percorso di sostegno psicologico, con l'obiettivo di trovare un posto per decomprimere e lasciare andare, dare valore a ciò che prova, pensare a tutto ma anche a se stessa, ripristinando un equilibrio che la maternità, fisiologicamente ma (si spera) temporaneamente, ha influenzato. Ritrovare, infine, la sua serenità abbandonando la preoccupazione per il giudizio altrui.
Augurandole il meglio,
un caro saluto.
Dott.ssa Chiara Lazzari - Psicoterapeuta (e mamma).
Dott.ssa Giulia Lo Muto
Psicologo, Psicoterapeuta
Roma
Buonasera, comprendo le difficoltà e i pensieri che occupano la sua mente in questo periodo. Certo, è una buona idea rivolgersi ad un/a psicoterapeuta della sua zona per dare un senso ed affrontare tutto questo. Sul tema dell'essere mamma e sulle difficoltà/pensieri/preoccupazioni c'è un bel libro che si chiama "Lo faccio per me" della Andreoli, se le va lo legga. Un saluto
Dott.ssa Federica Gigli
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Salve,
quello che sta vivendo è una condizione molto comune tra le mamme, anche se spesso se ne parla poco. Essere felici dei propri figli e, allo stesso tempo, sentirsi stanche e sopraffatte non si escludono a vicenda. La maternità è un’esperienza meravigliosa, ma è anche molto impegnativa, e il fatto che lei senta questa fatica non significa in alcun modo che non sia una buona madre. Al contrario, riconoscere i propri limiti e bisogni è un segno di grande consapevolezza.
Spesso le aspettative – sia quelle che ci poniamo da sole, sia quelle che pensiamo abbiano gli altri – rendono difficile ammettere quanto sia faticoso prendersi cura di due bambini piccoli. Se sente di non riuscire a confidarsi con le persone vicine per paura di essere giudicata, potrebbe essere utile confrontarsi con un professionista in uno spazio sicuro e privo di giudizio. Uno psicoterapeuta potrebbe aiutarla a trovare strategie per gestire meglio lo stress quotidiano, a ridurre il senso di pressione e a riscoprire anche momenti di respiro per sé stessa, senza sensi di colpa.
Se sta pensando di chiedere aiuto, potrebbe essere un buon momento per farlo. La psicoterapia potrebbe aiutarla a capire meglio come affrontare questo periodo con più serenità.
Rimango a disposizione,
un caro saluto.
Dott.ssa Tania Signorile
Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
GEntile Mamma,
ciò che sta raccontando è normalissimo e succede proprio a tutte. Non deve vergognarsi di sentirsi stanca ed affaticata perchè ciò che si fa per i figli non ha eguali. Tra tutti gli impegni forse però potrebbe cercare di ritagliarsi del tempo per se stessa, perchè prima di essere una mamma è una donna ed è davvero necessario che si prenda cura di se stessa.
Mi sorge solo una domanda leggendo ciò che ha scritto: quali sarebbero le aspettative a cui fa riferimento? e soprattutto da parte di chi?
Dott.ssa Maria Grazia Lo Russo
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Roma
Salve signora, è fisiologico che nelle mamme subentri ad un certo momento un vissuto di stanchezza soprattutto con dei piccoli dell’età dei suoi figli. Molto probabilmente si sentirà schiacciata e in dovere di accontentare le richieste da parte dell’ambiente esterno, famiglia in primis, . Se non sente la sua rete sociale abbastanza sicura per potersi affidare, forse sarebbe il caso di rivolgersi ad uno specialista psicoterapeuta in modo da poter venire fuori da questo momento di difficoltà fluidamente nel più breve tempo possibile per sentire nuovamente l’intesa in sè stessa e tra lei e gli altri.
Dr. Jacopo Modoni
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Roma
Gentile mamma,
quello che descrive è molto comune, anche se spesso non se ne parla: si può essere grate per ciò che si ha e, allo stesso tempo, sentirsi esauste. Non è una contraddizione, è umano.

La terapia cognitivo-comportamentale ci insegna che i pensieri automatici ("non sono una brava madre") possono influenzare come ci sentiamo e come agiamo, anche quando non corrispondono alla realtà. Lavorarci può aiutare a ritrovare serenità e fiducia in sé.

Se lo desidera, un supporto psicologico può offrirle uno spazio sicuro dove ripartire da sé, senza giudizio.

Un caro saluto,
dott. Jacopo Modoni
Dott.ssa Francesca Iacobelli
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Velletri
Gentile signora credo che un percorso di psicoterapia possa aiutarla a definire quali siano le sue priprità e i suoi desideri rispetto a sè stessa e alla relazione con la sua famiglia.
Cordiali saluti
Dott.ssa Luisa Bruno
Psicoterapeuta
Montalto Dora
Gentile signora,
quello che sta vivendo è assolutamente normale e comprensibile. Essere genitori di bambini così piccoli è uno dei compiti più impegnativi che esistano, e riconoscere la propria stanchezza e stress non solo non la rende una cattiva madre, ma dimostra invece consapevolezza e responsabilità.
Il fatto che abbia desiderato tanto i suoi figli e che si senta felice nonostante le difficoltà mostra quanto amore ci sia in questa situazione. Stanchezza e gioia possono coesistere - non sono sentimenti che si escludono a vicenda.
È molto comune per le mamme sentire questa pressione sociale di dover apparire sempre perfette e in controllo. La paura del giudizio è comprensibile, ma la priva di un supporto prezioso. Molte madri attraversano esattamente quello che sta vivendo lei, e parlarne non diminuisce il suo valore come genitore.
La sua intuizione riguardo a un supporto professionale è molto saggia. Uno psicologo o psicoterapeuta può offrirle uno spazio sicuro dove esprimere questi sentimenti senza giudizio, aiutarla a sviluppare strategie per gestire lo stress e il carico emotivo, e sostenerla nel trovare un equilibrio più sostenibile.
Non si tratta di una debolezza, ma di prendersi cura di sé per poter continuare a prendersi cura al meglio dei suoi bambini.
Nel frattempo, mentre valuta un eventuale supporto professionale, le consiglio di cercare di ritagliarsi piccoli spazi di benessere per se stessa. Anche momenti brevi possono fare la differenza: una passeggiata, qualche minuto di respirazione profonda, un bagno rilassante quando i bambini dormono, o un'uscita occasionale con un'amica. Questi piccoli gesti di cura verso se stessa non sono un lusso, ma una necessità che la renderà più forte e presente per affrontare le sfide quotidiane.
Lei merita supporto e comprensione, proprio come li offre ai suoi figli ogni giorno.
Dr. Davide Corciulo
Psichiatra, Psicoterapeuta
Roma
Buongiorno, da quello che racconta penso che potrebbe esserle d'aiuto valutare l'inizio di un percorso di psicoterapia
Dott.ssa Greta Pisano
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Gentile mamma,

la ringrazio per aver condiviso con tanta sincerità il suo vissuto. Quello che descrive – l’amore profondo per i propri figli unito a stanchezza, stress e senso di sopraffazione – è molto più comune di quanto si pensi, anche se spesso le mamme non lo raccontano per paura di essere giudicate.

Diventare madre è un’esperienza intensa e trasformativa, che porta gioie ma anche enormi responsabilità e cambiamenti nella vita quotidiana, nelle relazioni e nelle energie personali. Sentirsi stanche, sopraffatte o in difficoltà non significa affatto essere “una cattiva madre”: significa essere umane, avere dei limiti e aver bisogno di sostegno, come capita a molte donne in questa fase della vita.

Un percorso psicologico può aiutarla a:

Riconoscere e normalizzare i sentimenti di stanchezza e preoccupazione;

Trovare strategie per gestire meglio stress, ansia e aspettative (proprie e altrui);

Aumentare il senso di autoefficacia e di fiducia in sé stessa nel ruolo di madre;

Creare uno spazio sicuro dove poter esprimere liberamente emozioni e pensieri senza paura di essere giudicata.

Può rivolgersi sia a uno psicologo sia a uno psicoterapeuta: la differenza sta nel tipo di percorso (più di sostegno e consulenza, o più di approfondimento e terapia). Entrambi possono essere un punto di riferimento e un supporto valido in questa fase.

Se desidera parlarne in un contesto protetto e riservato, sono a disposizione. Può contattarmi quando vuole, anche solo per un primo colloquio conoscitivo.

Un caro saluto,
Dott.ssa Greta Pisano
Psicologa e psicoterapeuta
Dott.ssa Sandra Petralli
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Pontedera
Salve, descrive è una condizione molto comune tra le mamme, soprattutto quando i bambini sono ancora piccoli e richiedono energie continue. Il fatto che lei riesca a riconoscere e ad esprimere la sua stanchezza è già un segnale di grande consapevolezza e di amore verso se stessa e i suoi figli. Non significa affatto essere una “cattiva madre”, anzi, prendersi cura del proprio benessere emotivo è un modo importante per prendersi cura anche di loro. Potrebbe esserle utile un percorso con uno psicologo psicoterapeuta, che le offra uno spazio neutro e protetto dove condividere le sue emozioni senza sentirsi giudicata. Approcci come la psicoterapia umanistica o la Mindfulness, ad esempio, possono aiutarla a ritrovare energia e strumenti per gestire meglio stress e aspettative. Ha fatto un passo importante già chiedendo un parere, ed è un buon segnale di forza interiore. Saluti, dott.ssa Sandra Petralli
Quello che senti è assolutamente normale: provare stanchezza, sentirsi sopraffatti o senza forze non significa in alcun modo essere una cattiva madre. Tante mamme attraversano momenti simili, soprattutto con bambini piccoli e tanti impegni quotidiani.

È comprensibile anche che non sempre si riesca a trovare supporto o comprensione nelle persone vicine: a volte chi ci circonda può fraintendere o non sapere come aiutarci. Proprio per questo uno psicologo o uno psicoterapeuta può diventare un luogo sicuro, dove esprimere liberamente le proprie emozioni, sentirsi accolti senza giudizio e trovare strumenti concreti per gestire lo stress e ritrovare energia.

Nel mio approccio, che integra mente e corpo, possiamo lavorare insieme sia sulle emozioni che sulle sensazioni fisiche legate alla stanchezza e all’ansia, aiutandoti a ritrovare equilibrio e respiro nella vita quotidiana, per te e per il benessere dei tuoi bambini.
Buonasera,
la ringrazio per l’autenticità con cui trasmette una verità che molte madri vivono e che raramente riescono ad ammettere: si può essere felici e al tempo stesso stanche e stressate, come lei dice.
Non è raro che, dopo aver tanto desiderato dei figli, ci si ritrovi a vivere momenti di grande stanchezza, quasi di smarrimento, come se la gioia e la fatica abitassero insieme nello stesso spazio. Questo non significa essere una cattiva madre.
Essere genitore confronta con un continuo intreccio di emozioni: amore, ansia, preoccupazione, senso del dovere, desiderio di essere all’altezza, di non deludere. E a volte, quando non c’è modo di condividere apertamente la propria fatica, si finisce per sentirsi soli — come se ammettere la stanchezza significasse mettere in discussione la propria capacità di amare e di essere madre.
In realtà, poter dare parola a tutto questo è già un gesto di grande forza.
Un percorso psicoterapeutico può offrire uno spazio protetto in cui ascoltare ciò che le pesa, senza giudizio e senza fraintendimenti. La psicoterapia può offrire un tempo in cui riprendere contatto con parti di lei che forse, in mezzo alla corsa quotidiana, non trovano spazio e per dare ascolto a questa sensazione di dover reggere tutto e al suo desiderio di respirare un pò, senza sentirsi sbagliata.
Dott.ssa Alice Iuso
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Buongiorno,
Capisco profondamente ciò che descrive: essere genitori, soprattutto con bambini piccoli, è un’esperienza meravigliosa ma anche estremamente impegnativa. Spesso le mamme si sentono sotto pressione, divise tra mille aspettative, e fanno fatica a concedersi uno spazio per sé. Riconoscere questa fatica è già un gesto di grande consapevolezza e responsabilità. È del tutto normale sentirsi stanchi, sopraffatti o inadeguati a volte: questo non significa non essere una brava madre, ma solo che sta attraversando un periodo molto intenso.
Un percorso psicoterapeutico potrebbe aiutarla a riorientare le energie, offrendole uno spazio sicuro dove poter parlare liberamente, senza sentirsi giudicata, per riscoprire la sua dimensione personale oltre al ruolo di madre.
Un caro saluto
Dott.ssa Pamela Banchi
Psicoterapeuta, Psicologo
Roma
Salve,
Le sue parole descrivono una condizione che molte madri vivono, anche se spesso faticano ad ammetterlo: la maternità può essere una fonte profonda di gioia, ma anche di fatica, pressione e solitudine.
Essere stanche o sopraffatte non significa essere “cattive madri” — significa essere umane, impegnate a dare molto di sé in una fase della vita intensa e piena di richieste.
Un percorso psicologico può offrire uno spazio protetto in cui parlare liberamente dei propri vissuti, senza timore di giudizio, e imparare a riconoscere i propri bisogni, a ritrovare equilibrio e risorse personali.

Dott. Laura Longo
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve, condivido i suoi timori ed immagino che una consulenza psicologica possa esserle utile, al fine di promuovere il suo benessere e gestire con maggior consapevolezza le difficoltà che incontra con i suoi figli.
Dott.ssa Eleonora Malta
Psicoterapeuta, Psicologo
Roma
Buongiorno signora,
mi dispiace molto per il momento che sta vivendo e per i timori che ha affidato a queste righe. Certamente uno spazio relazionale a cui affidare tutto ciò potrebbe essere una buona strada e cercare un professionista tra quelli che ha menzionato potrebbe essere un buon inizio per prendersi cura di sé. In bocca al lupo e un caro saluto
Ti rispondo con rispetto e semplicità, nel registro che hai chiesto.
Il fatto che tu stia già pensando di chiedere aiuto è un segnale sano, non un fallimento
Quello che dici non è il segno che non sei una brava madre. È il segno che sei una madre reale, non ideale. E questa differenza è fondamentale.
In psicoanalisi diciamo una cosa che spesso libera molto: la maternità non coincide con la felicità continua. Si può amare profondamente i propri figli ed essere allo stesso tempo stanche, sfinite, a tratti sopraffatte. Non c’è contraddizione.
Tu descrivi bene il punto: non è che non vuoi i tuoi bambini, è che il ritmo, le richieste, le aspettative ti stanno superando. E quando una madre non trova uno spazio dove poter essere anche donna, soggetto, persona stanca, l’angoscia cresce.
Il silenzio che tieni con le persone vicine nasce da una paura precisa:
quella di essere giudicata. Questo dice molto di quanto ti senti responsabile di reggere tutto, senza crepe. Ma nessuna madre regge tutto da sola senza pagarne il prezzo.
Rivolgersi a uno psicologo o a uno psicoterapeuta non significa che c’è qualcosa che non va in te. Significa creare uno spazio dove puoi dire anche ciò che “non si dovrebbe dire”: la fatica, il limite, a volte il desiderio di sparire per un attimo. Uno spazio dove non devi dimostrare niente a nessuno.
Dal punto di vista lacaniano, potremmo dirlo così: la madre non può essere tutta per i figli senza perdersi. Avere uno spazio tuo, anche solo simbolico, è una forma di cura per te e per loro.
Se vuoi, possiamo provare a mettere a fuoco una cosa molto semplice ma importante:
che cosa, oggi, ti pesa di più la stanchezza fisica, la mancanza di tempo per te, o il sentirti sempre “in dovere”?


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