Sono allergica al nichel, cobalto, pesca e ad alcuni farmaci. A seguito di diverse reazioni allergic

Sono allergica al nichel, cobalto, pesca e ad alcuni farmaci. A seguito di diverse reazioni allergiche medio-gravi ho eliminato molti alimenti e mangio solo pasta con olio, pasta con il sugo, biscotti fatti in casa, patate, carne, pollo e pesce (spigola), formaggi. Vorrei reintrodurre alcuni alimenti. Ho contattato due nutrizioniste le quali non hanno saputo approntarne una dieta di reintroduzione con indicazioni delle quantità e modalità. È da due anni e mezzo che mangio solo queste poche cose e quindi ho paura a riprendere un alimento che il mio corpo non è più abituato a recepire. Consigli? Ho 38 anni. Grazie

15 risposte


Capisco bene la difficoltà. Eliminare da anni così tanti alimenti comporta rischi di carenze nutrizionali. La reintroduzione deve essere graduale, un alimento alla volta e in piccole quantità, meglio se con la supervisione di un allergologo o nutrizionista clinico specializzato in allergie. In caso di allergie medio-gravi, a volte la reintroduzione viene fatta in ambiente protetto (ospedale o ambulatorio). Non affronti da sola questo percorso: serve un piano personalizzato per recuperare varietà senza rischi. Distinti saluti Dr Luca Agostini

Dott. Luca Agostini

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nutrizionista

Terrassa Padovana

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Buonasera, la reintroduzione deve essere graduale in quantità e frequenza di consumo. Può intanto iniziare con piccole quantità non più di due volte alla settimana per poi procedere prima con un aumento delle porzioni e poi della frequenza settimanale (ma le consiglio non più di 5 volte alla settimana). Inoltre, le consiglio di cominciare con un solo alimento la prima settimana, vede come reagisce il suo corpo, e se constata di avere una buona tolleranza può passare a un secondo alimento la settimana dopo e così via. Due anni e mezzo sono un tempo abbastanza lungo e quindi bisogna procedere con cautela proprio per evitare una risposta eccessiva da parte dell'organismo.


ciao, il mio consiglio è di prenotare una consulenza online con me, per poterne parlare, e cercare di risolvere questo problema nel migliore dei modi :)


Buongiorno, sicuramente serve sapere di più delle sue allergie prima di fare reintroduzioni. Se ha esami allergologici, posso aiutarla a valutare qualche inserimento!

Dott.ssa Giulia Rapetti

Dott.ssa Giulia Rapetti

nutrizionista

Agliano Terme

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Certo! Ecco una risposta professionale, chiara e sintetica in **10 righe**, adatta a un nutrizionista che risponde alla paziente: --- Capisco perfettamente le tue difficoltà: dopo anni di dieta restrittiva, è fondamentale procedere con una **reintroduzione alimentare graduale e controllata**. Ti propongo un percorso strutturato in cui testeremo **un alimento alla volta**, in **piccole dosi**, ogni 72 ore, monitorando eventuali reazioni. Inizieremo con alimenti a **basso contenuto di nichel e cobalto**, ben cotti e semplici (es. riso, zucchina, mela sbucciata). Useremo un **diario alimentare** per annotare quantità e sintomi. È importante che le prime settimane siano molto lineari e senza combinazioni complesse. La sicurezza viene prima: lavoreremo insieme per **ricostruire una dieta varia ma ben tollerata**, con attenzione sia nutrizionale che immunologica. Se sei d’accordo, possiamo iniziare già con una prima settimana di test.


Salve, già nell'alimentazione che aveva stava lasciando alimenti che contengono il nichel come il sugo (pomodoro), le patate. Deve imparare a mangiare un solo alimento che contiene nichel al giorno e non avrà problematiche.


Buongiorno! Sicuramente deve essere fatta una reintroduzione graduale che prenda in considerazione le sue allergie: l'allergia al nichel è solo cutanea o è proprio SNAS? È essenziale saperlo per capire cosa poter mangiare e cosa evitare. Sono sa completa disposizione nel caso volesse prenotare una visita in presenza/online. AZ


In questi casi per non intercorrere in malnutrizione deve affidarsi a un nutrizionista. Tratto molti pazienti con queste allergia se vuole può scrivermi :)

Dott.ssa Mariastella Di Lauro

Dott.ssa Mariastella Di Lauro

nutrizionista

Marano di Napoli

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Salve , certamente si rende necessario un piano di alimenti strategico e che consideri una certa varietà di cibo tra le macrocategorie , sia per offrirle una dieta comunque appetibile e che ci garantisca di apportare tutti i micronutrienti e i macro . Se desidera può fissare un appuntamento presso il mio studio . un cordiale saluto . Dottoressa patrizia Desogus > Per fissare subito un appuntamento puoi prenotare cliccando su : Prenota una visita .

Dott.ssa Patrizia Desogus

Dott.ssa Patrizia Desogus

nutrizionista

Guidonia Montecelio

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Buongiorno, mi dispaice sentire che ha una dieta così ristretta da molto tempo, le consiglio prima di sapere esattamente quali sono le sue allergie rivolgendosi ad un allergololo che potrà già darle delle indicazioni specifiche. Inoltre, consiglio di tenere bassi i livelli di istamina e di fare una dieta a basso contenuto di nichel per abbassare la sua soglia personale il più possibile. Ci sono tanti alimenti che contengono poco nichel e facendo una dieta di rotazione di norma si riesce a ristabilire una certa normalità. Ha provato ad introdurre il sorgo per esempio nella sua dieta? Molti nutrizionisti la potranno aiutare in questo. Cordiali saluti Dott.ssa Sara

Dott.ssa Sara Masiero

Dott.ssa Sara Masiero

nutrizionista

Ponte San Nicolò

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Dopo un lungo periodo di restrizioni alimentari dovute a allergie complesse, è consigliabile procedere con una reintroduzione graduale e controllata: un alimento alla volta, in piccole quantità, monitorando eventuali reazioni. È utile tenere un diario alimentare e prediligere cotture semplici. Il diario alimentare è uno strumento fondamentale per monitorare la reintroduzione degli alimenti in modo sicuro. Le consente di annotare ogni nuovo alimento introdotto, la quantità, l’orario del consumo e qualsiasi sintomo o reazione avvertita nelle ore o nei giorni successivi. Questo registro aiuta il medico o il nutrizionista a costruire un piano alimentare personalizzato e progressivo.


Buongiorno, capisco molto bene la sua paura. Dopo reazioni medio-gravi e dopo due anni e mezzo di alimentazione così ristretta, è normale sentirsi “bloccata” e non fidarsi più del proprio corpo. Il punto importante è che il suo desiderio di reintrodurre è giustissimo, perché una dieta così limitata aumenta davvero il rischio di carenze e peggiora nel tempo anche la tolleranza e l’ansia legata al cibo. Le propongo un approccio pratico e molto prudente, che può usare come traccia da portare anche a un allergologo o a un nutrizionista esperto di allergie. Principio base Non è tanto il corpo che “non è più abituato”, quanto il fatto che serve una reintroduzione graduale, con controllo del rischio e metodo. La tolleranza non si perde in modo assoluto, ma l’ansia e l’iper-vigilanza possono far percepire come pericoloso anche ciò che magari non lo è. 1. Coinvolgere la figura giusta Nel suo caso, il professionista più adatto per guidare una reintroduzione è un allergologo con esperienza di: * sindrome sistemica da nichel (se è il suo quadro), * allergie alimentari multiple, * e rapporto con piani di reintroduzione. Il nutrizionista può supportare molto, ma la regia clinica dovrebbe essere allergologica, soprattutto perché lei ha avuto reazioni medio-gravi. 2. Mettere in sicurezza la reintroduzione Se le è mai stata prescritta terapia d’emergenza (ad esempio adrenalina autoiniettabile), è importante averla disponibile. Eviti reintroduzioni quando è sola in casa o lontana da assistenza. 3. Strategia a rischio crescente Ha senso dividere gli alimenti in tre gruppi: A. Basso rischio relativo Alimenti “neutri” rispetto alle sue allergie note e che di solito hanno basso contenuto di nichel/cobalto. Questi spesso includono: * riso e prodotti a base di riso * pane bianco o prodotti con farine raffinate * latticini già tollerati * carni e pesci già tollerati, variando specie * alcune verdure cotte e ben tollerate (in piccole quantità) B. Rischio intermedio Alimenti non esplicitamente collegati alle sue allergie ma che possono contenere più nichel o dare reazioni in soggetti sensibili. C. Alto rischio * pesca (già allergene certo per lei) * alimenti che in passato le hanno dato reazioni importanti Questi vanno valutati solo con allergologo e, se indicato, con test di provocazione in ambiente protetto. 4. Metodo pratico di reintroduzione domestica per il gruppo A Una procedura prudente può essere: * Introduca un solo alimento nuovo ogni 5-7 giorni. * Inizi con una quantità minima: 1° giorno: 1-2 cucchiaini 2° giorno: 1-2 cucchiai 3° giorno: mezza porzione 4° giorno: porzione normale * Tenga un diario di: quantità, orario, sintomi nelle 24-48 ore. Questo è utile anche perché molte reazioni da nichel non sono immediate, e questo metodo aiuta a capire con più chiarezza. 5. Come ampliare senza “saltare nel buio” Dato il suo schema attuale, una prima espansione ragionevole potrebbe essere su: * Cambiare il carboidrato principale: riso, semolino, pane bianco, crackers semplici. * Ampliare le proteine già ben tollerate: altre tipologie di pesce e tagli di carne già familiari. * Inserire verdure cotte molto semplici, una per volta, in piccole porzioni. L’obiettivo è aumentare varietà senza toccare subito gli alimenti storicamente più “a rischio”. 6. Attenzione al nichel e al cobalto Lei sa già che molti alimenti possono contenerne quantità variabili. Un punto importante è che la tolleranza può dipendere anche da: * quantità totale nella giornata * stato dell’intestino * livello di infiammazione e stress Per questo spesso funziona meglio un approccio di “riduzione e rotazione” rispetto a una lista rigida di divieti assoluti. 7. Valutare possibili carenze Dopo 2 anni e mezzo di dieta molto monotona, può essere utile chiedere al medico un controllo di: * emocromo, ferritina * vitamina B12, folati * vitamina D * zinco * albumina/proteine totali Non perché lei stia certamente male, ma per avere un quadro di sicurezza e impostare meglio il recupero. 8. Un punto emotivo importante Il suo timore è comprensibile, ma non deve affrontarlo come una prova di forza. Una reintroduzione riuscita non è “mangiare tutto subito”, è recuperare fiducia e varietà con un ritmo sostenibile. In sintesi * La reintroduzione è possibile e sensata. * Serve un metodo graduale e una supervisione allergologica, vista la storia di reazioni medio-gravi. * Inizi da alimenti a rischio più basso, con quantità progressivamente crescenti e diario. * Eviti di reintrodurre pesca o alimenti che le hanno dato reazioni importanti senza controllo specialistico.


La dieta che sta seguendo è sbagliata, occorre una dieta specifica per ridurre le quantità di allergeni.

Dott.ssa Antonella Gigantesco

Dott.ssa Antonella Gigantesco

nutrizionista

Rosignano Solvay

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Buongiorno, capisco la sua paura, ma dopo due anni e mezzo di dieta così limitata il punto non è tanto che il corpo non sia più abituato ai cibi, quanto distinguere quali alimenti provochino davvero un’allergia clinica e quali esclusioni siano diventate eccessive, perché le diete di eliminazione prolungate possono aumentare il rischio nutrizionale e peggiorare la qualità di vita. In presenza di reazioni medio-gravi, la reintroduzione non dovrebbe essere improvvisata da sola a casa, perché il test di riferimento per confermare o escludere un’allergia alimentare è il food challenge orale e, quando c’è rischio di reazioni importanti, va eseguito da personale esperto in ambiente attrezzato per le emergenze. Per il nichel il discorso è ancora più delicato, perché nelle forme sistemiche la diagnosi non si basa solo sul patch test ma anche sul miglioramento con dieta mirata e sulla ricomparsa dei sintomi dopo provocazione orale controllata. Il consiglio pratico, quindi, è di farsi seguire da un allergologo con esperienza specifica in allergie alimentari e da un nutrizionista o dietista che lavori insieme a lui, così da ricostruire una lista precisa di alimenti che hanno dato reazioni immediate vere, alimenti solo sospetti, forme eventualmente tollerate e priorità di reintroduzione. Una volta chiarito questo, si imposta di solito un percorso scritto e graduale, con un alimento per volta e partendo prima dai cibi a rischio più basso o meno convincenti dal punto di vista clinico, lasciando ai challenge protetti in ospedale quelli associati alle reazioni più forti. Nel frattempo, visto che la dieta è molto ristretta da tempo, sarebbe utile controllare almeno peso e alcuni esami nutrizionali di base, perché restrizioni prolungate e multiple possono favorire carenze. Non mi sentirei invece di suggerirle quantità standard valide per tutti senza una rivalutazione allergologica, perché in questo contesto la sicurezza viene prima della varietà. Un cordiale saluto, Dott. Riccardo Pambira Biologo nutrizionista Chinesiologo delle attività motorie preventive e adattate


Buongiorno, nel suo caso, con allergie multiple e una dieta molto restrittiva da tempo, la reintroduzione degli alimenti deve essere graduale e personalizzata, evitando il fai-da-te. È consigliabile un percorso con nutrizionista/dietista esperto in allergie alimentari, in collaborazione con un allergologo, per reintrodurre un alimento alla volta partendo da piccole quantità e monitorando eventuali reazioni nel tempo. Se desidera, possiamo impostare un percorso guidato e sicuro di reintroduzione. Resto a disposizione per eventuali chiarimenti. Cordiali saluti.

Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.