Salve, sono un ragazzo di 22 anni e da qualche anno soffro da una substenosi vicino alla vescica, co

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Salve, sono un ragazzo di 22 anni e da qualche anno soffro da una substenosi vicino alla vescica, collo vescicale rigido da raggiungere con lo strumento per uretroscopia, la vescica non si svuota completamente e restano 20cc (dall’ultimo esame).
Tutto questo mi crea un disagio tremendo siccome ci sono giorni (la maggior parte dei giorni) nei quali non faccio che visitare continuamente il bagno per un “urgenza” che è falsa dato che faccio pochissima urina o talvolta mi capita che ne faccio in quantità media e dopo aver finito debba ritornare dopo meno di 5 minuti. Vorrei che fosse un esagerazione tuttavia non lo è, ne sto soffrendo davvero molto al punto che dal 2020 mi sono isolato in casa e non sono uscito piu senza uscire in un posto che ha il bagno al 100%.
Ho provato anche con due farmaci tra cui l’ultimo Xatral, tuttavia mi fa degli effetti tremendi in quanto a pressione sanguinea, debolezza muscolare, e stranamente anche a livello articolare. In tutto questo mi ha aiutato ma pochissimo, ha migliorato di poco l’urgenza e pochissimo la frequenza. In tutto questo faccio un ultimo appello perché sono davvero davvero disperato, non riesco a continuare a vivere cosi, la mia salute mentale ne sta risentendo moltissimo a tal punto di non sentirmi neanche piu un uomo.
Se decidessi di eseguire una delle possibili chirurgie tra cui uretrotomia, c’è la possibilità di guarigione di questa problematica? Non mi importa più onestamente di soffrire di una possibile eiaculazione retrograda, se la chirurgia fosse l’unica opzione sono disposto a eseguirla, tuttavia vorrei essere sicuro al 100% dei possibili danni/recessioni della stenosi etc…
Prof. Carlo Rando
Andrologo, Urologo, Chirurgo generale
Milano
Prima di tutto occorre avere chiare le ragioni della supposta substenosi al collo vescicael. Come è stata determinata? E' stata attentamente valutata la condizione congestizio-infiammatoria pelvico-prostatica? Se ciò è stato attentamente fatto allora non resta che agire con uno dei possibili percorsi a partire dal meno invasivo che è l'applicazione del catetere optilume (viene inserito per circa 10 minuti, così da dilatare il tratto interessato ed impedirne la riduzione tramite il farmaco che il catetere veicola), poi ove non si raggiunga un effetto utile si può applicare il i-tind (una sorta di cestello dilatante che che viene lasciato per 5 giorni e poi rimosso). Solo a fornte di insuccessi di tali azioni si dovrà agire con la TUIP. ma se la diagnostica svolta è basata solo sull'esame endoscopico, allora prima va rivalutato attentamente l'intero quadro genitale (ecografia doppler pelvico-prostatica e testicolare, analisi base dello sperma, coltura differenziale del secreto prostatico estratto e dell’urina) per poi decidere nel merito.

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