Salve, sono Ciro. Allora, io sono una persona molto ansiosa, ipocondriaca e cardiofobica. Nel

2 risposte
Salve, sono Ciro. Allora, io sono una persona molto ansiosa, ipocondriaca e cardiofobica. Nel mese di giugno di quest'anno mi svegliai alle 6 del mattino e avvertii una leggera tachicardia. Da lì, subito iniziai a pensare di avere qualche problema cardiaco, e da quel momento sono entrato in un tunnel e non riesco ad uscirne. Non so quante volte mi misuro la pressione al giorno, sono in continuazione preoccupato, angosciato e spaventato di avere qualche problema al cuore. Se si è ansiosi, ipocondriaci e cardiofobici, il cervello ci può dare la sensazione di avere davvero dei sintomi legati al cuore, che non esistono, ma che sono solo sintomi che la mente ci fa credere di avere?
Dr. Mauro Adragna
Psichiatra, Psicoterapeuta
Palermo
Assolutamente sì, Ciro. L'ansia può creare sintomi fisici reali e concreti che mimano perfettamente i problemi cardiaci. Il tuo cervello, in stato di iperallerta, interpreta ogni normale variazione del battito come un pericolo, creando un circolo vizioso: più ti preoccupi, più il cuore accelera, più ti spaventi.
I sintomi che percepisci sono genuini ma generati dall'ansia, non da patologie cardiache. Il controllo ossessivo della pressione mantiene alta l'attivazione ansiosa e rinforza le tue paure.
Presumo tu abbia già fatto controlli cardiologici che hanno escluso problemi. Se così, devi fidarti di quei risultati. L'ipocondria ti fa reinterpretare ogni sensazione normale come patologica.
È fondamentale che tu smetta di misurarti continuamente la pressione - questo comportamento alimenta l'ansia invece di rassicurarti. Ogni misurazione è un rinforzo delle tue paure.
Ti serve un supporto psicoterapeutico specifico per l'ansia e l'ipocondria. Tecniche cognitive e comportamentali sono molto efficaci per questi disturbi. Potresti anche valutare un supporto farmacologico temporaneo se l'ansia è molto intensa.

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Dott. Gennaro Falcone
Psichiatra, Psicoterapeuta, Sessuologo
Reggio Calabria
Buonasera Ciro. Sì è più o meno come dice Lei. In verità il cuore e il cervello fanno parte di un unico organismo e quella che è una sofferenza emotiva, si può spesso tradurre in una sofferenza generale. Voglio rassicurarla rispetto al rischio che lei possa avere qualsiasi patologia grave ma, se gli esami strumentali la escludono, allora può essere utile indagare gli effetti della sofferenza emotiva sul corpo (come la tachicardia per esempio). Il suo problema è comunque facilmente trattabile con l'uso di farmaci specifici ma le raccomando anche una psicoterapia che la aiuti a torvare il senso della sua sofferenza. Cari saluti

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