salve, da anni soffro di ansia e attacchi di panico. Il medico mi prescrisse Pasaden gocce ma vorrei
salve, da anni soffro di ansia e attacchi di panico. Il medico mi prescrisse Pasaden gocce ma vorrei gradualmente smettere.dopo tanto che lo uso.Che consigliate per smettere senza prendere altri medicinali?.Grazie
25 risposte
Salve, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che le può creare. Per ciò che concerne la posologia dei farmaci ed il loro eventuale disuso, ritengo sia utile rivolgersi al medico che li ha prescritti onde evitare spiacevoli effetti collaterali: questi si possono presentare non solo in relazione all'assunzione ma anche se si smette in maniera netta ed incontrollata. Ritengo comunque fondamentale, se non indispensabile in questi casi, avviare un percorso psicologico finalizzato a identificare cause, origini e fattori di mantenimento dei suoi sintomi ed a trovare strategie utili per conoscere e gestire la sua ansia onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente. Resto a disposizione, anche online. Cordialmente, dott FDL
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Buonasera, sono d'accordo con il collega, è molto importante che si confronti con il suo medico per evitare effetti collaterali nella riduzione del farmaco in modo non adeguato. Se non lo ha già fatto potrebbe essere utile anche affiancare un percorso psicologico per individuare possibili cause della sua ansia e per trovare dentro di sé nuove risorse utili. Rimango a disposizione, Dott.ssa Alessandra Montalto
Salve, la sua esigenza di interrompere un farmaco è assolutamente legittima soprattutto se si sente pronta a fare tale passo. Come le hanno già detto i colleghi sarebbe importate che lei parli col suo medico di riferimento per l'impostazione della riduzione ed interruzione del farmaco. Interromperlo senza le dovute precauzioni potrebbe causarle diversi effetti collaterali, anche spiacevoli. Oltre a consigliarle di far riferimento al suo medico curante, ritengo possa essere utile affrontare tale passio con un professionista. Rimango a sua disposizione Dott.ssa Alessia D'Angelo.
Buongiorno, le consiglio di rivolgersi al medico che le ha prescritto i farmaci. Cordialmente, Dott.ssa Sirna
Buonasera, le consiglio di rivolgersi al medico per far sì che i farmaci che sta prendendo possa ridurli gradualmente in modo da non avere effetti collaterali. Allo stesso tempo le consiglio di iniziare una psicoterapia che possa aiutarla ad andare all'origine del suo malessere per poterlo affrontare.
Buongiorno, le consiglio di rivolgersi al suo medico per valutare insieme come procedere. Quando si assume una terapia farmacologica è essenziale ridurre gradualmente il farmaco secondo l'impostazione definita dal medico, al fine di ridurre effetti spiacevoli. Le consiglio di valutare, qualora non lo abbia già fatto, la possibilità di ritagliarsi uno spazio di aiuto psicologico, che le consenta di andare più in profondità rispetto alla sua sofferenza.
Salve in merito all'uso dei farmaci è opportuno che consulti il medico che li ha prescritti o uno specialista di sua fiducia. Diversamente per le questioni che lei riferisce all'ansia può valutare l'opportunità di consultare uno psicoterapeuta. Un cordiale saluto
Buongiorno, per ansia e attacchi di panico è consigliata una psicoterapia cognitivo comportamentale. dott Tealdi
salve, le consiglio di confrontarsi con il medico che le ha prescritto il farmaco così da potergli spiegare la sua necessità di interrompere la terapia farmacologica e in modo da poter essere seguito nella giusta modalità per farlo. Le consiglio anche di pensare alla possibilità di iniziare un percorso che possa aiutarla nella gestione della sua ansia. Saluti Dott.ssa Francesca de Luca
Salve, non è possibile interrompere l'assunzione del farmaco in modo repentino ma è necessario scalare il farmaco gradualmente per evitare effetti collaterali concordato con il suo medico, per risolvere la sua problematica relativa agli attacchi di panico è necessaria una psicoterapia, la psicoterapia breve strategica la può aiutare in tempi brevi. Saluti
Buongiorno, deve confrontarsi con il suo medico o lo psichiatra che glieli ha prescritti, non smetta dall’oggi al domani o potrebbe avere importanti effetti collaterali. Prenda in considerazione anche una terapia psicologica che magari l’accompagni in questo percorso. Saluti, dott.ssa Marini
Buongiorno, mi dispiace per il disagio espresso. Le consiglio di rivolgersi al suo medico di fiducia per chiedere come dosare il farmaco, è sconsigliato fare da sè. Le consiglio di intraprendere un percorso psicologico per capire l'origine del suo malessere. Cordialmente dott.ssa Valentina Maccioni
Salve, concordo con quanto suggerito dai colleghi; gli psicofarmaci sono utilissimi ma la loro assunzione e la loro interruzione deve esser gestita con l'aiuto di figure competenti (medici). Una consultazione psicologica potrebbe aiutarla inoltre ad accogliere scrupolosamente questo suo desiderio, aiutandola a valutare con più attenzione le alternative possibili per lei in questo momento. Cordiali saluti
Buon pomeriggio, in alcuni casi di ansia generalizzata si prescrive il farmaco EN. Consiglio sempre e comunque di consultare un medico o uno psichiatra che sia a conoscenza della vostra situazione medica e di non prendere mai farmaci senza prescrizione di uno specialista e/o medico di base. Cordiali Saluti, Cristina Mitola
Buongiorno e grazie per averci parlato di qualcosa che sicuramente ci esprime come penoso e su cui vorrebbe lavorare. Ha mai pensato di potersi approcciare diversamente ai suoi sintomi per migliorare gli stessi e la sua condizione più generale? Sarebbe interessante poterli accogliere e capirne il senso per poterci lavorare in modo più efficace e duraturo. Potrebbe esplorare meglio questa possibilità in un eventuale primo colloquio psicologico. Un cordiale saluto, Marta Cerroni
Salve, lo so che l'ansia può diventare eccessiva e difficile da gestire. Non posso entrare in merito l'aspetto farmacologico perché sono una psicologa. Invece rispetto la gestione dell'ansia le vorrei parlare di un approccio psicoterapeutico denominato cognitivo-comportamentale. Attraverso tale orientamento, la persona diviene abile nel padroneggiare varie tecniche di gestione dell'ansia (nel suo caso). E' un fare terapeutico concreto, pratico e con una buona validità scientifica. Si ottengono dei piccoli miglioramenti già nelle prime sedute. Spero di averle dato degli spunti di riflessione. Sono disponibile per dubbi e domande In bocca al lupo! La saluto Dott.ssa Melania Filograna
Salve, Smettere di assumere un farmaco come il Pasaden richiede cautela e sarebbe ideale farlo sotto la supervisione di un medico. È importante non interrompere bruscamente il trattamento, poiché ciò potrebbe causare effetti indesiderati. Le consiglio di iniziare parlando con il suo medico della sua intenzione di smettere. Insieme potrete elaborare un piano di riduzione graduale della dose, in modo da farlo in modo sicuro. Nel frattempo, potrebbe essere utile adottare alcune tecniche di gestione dello stress. Praticare la meditazione, la respirazione profonda o lo yoga può rivelarsi efficace nel ridurre l'ansia e nel gestire eventuali attacchi di panico. L'attività fisica regolare è un altro ottimo modo per migliorare il benessere mentale e contribuire a una sensazione generale di tranquillità. Consideri anche l'idea di intraprendere una terapia che possa offrire strumenti preziosi per affrontare l'ansia. Inoltre, mantenere uno stile di vita sano, con una dieta equilibrata e un buon riposo, può fare una grande differenza. È utile anche limitare il consumo di caffeina e alcol, poiché possono aggravare l'ansia. Affrontare questa situazione con pazienza e con il supporto di un professionista sarà certamente il modo migliore per procedere. Resto a disposizione per qualsiasi ulteriore domanda o chiarimento. Dott.ssa Camilla Persico
Buongiorno, Innanzitutto grazie della condivisione. Ha mai intrapreso un percorso di psicoterapia? Se non lo ha mai fatto, le consiglio uno psicoterapeuta di approccio cognitivo-comportamentale: per ansia e attacchi di panico esistono protocolli che funzionano molto bene. Curarsi è possibile. Se si tratta veramente "solo" di ansia e attacchi di panico, non c'è motivo di continuare a sopportare questi sintomi facendo esclusivamente affidamento sui medicinali. Le faccio un "in bocca al lupo" con solidarietà! Cordiali saluti, Giacomo Villa Psicologo Clinico Accreditato
Grazie per aver condiviso la sua esperienza. Sospendere un farmaco ansiolitico come il Pasaden (che contiene lorazepam) deve essere fatto con molta gradualità e sotto supervisione medica, per evitare effetti da sospensione come insonnia, ansia accentuata o sintomi fisici. Ha già parlato con il medico di questa decisione? Nel frattempo, strategie come tecniche di rilassamento (mindfulness, respirazione diaframmatica), esercizio fisico regolare e psicoterapia possono essere utili per gestire l’ansia in modo naturale. Se vuole, posso suggerirle metodi pratici per affrontare questa fase.
Gentile utente con i disturbi che riferisce ,le consiglio di rivolgersi ad un neurologo o psichiatra per la prescrizione o riduzione di una terapia farmacologica. Le consiglio caldamente di prendere in considerazione la possibilita' di una psicoterapia( da affiancare alla terapia farmacologica) ,per meglio affrontare i suoi disturbi . Se volesse intraprendere un percorso di sostegno psicologico ,(prima della psicoterapia) sarei lieta di accompagnarla Resto a disposizione e la saluto cordialmente Dott.ssa Adriana Gaspari
Gentile utente, la sospensione di un ansiolitico come il Pasaden (che contiene benzodiazepine) va sempre gestita con attenzione, poiché l’interruzione improvvisa o troppo rapida può determinare un effetto di rebound, cioè un ritorno accentuato dei sintomi ansiosi o dell’insonnia. La cosa più importante è non interrompere mai da soli la terapia, ma concordare con il medico curante o con lo specialista un piano di riduzione graduale: generalmente si procede diminuendo lentamente il dosaggio, anche di poche gocce per volta, lasciando trascorrere alcuni giorni o settimane tra una riduzione e l’altra. In questo modo l’organismo si abitua progressivamente all’assenza del farmaco. Parallelamente, è utile affiancare un percorso psicologico per imparare strategie di regolazione emotiva e di gestione dell’ansia che possano sostituire il sostegno farmacologico. Tecniche di respirazione, rilassamento, mindfulness, oppure percorsi di psicoterapia (come quelli cognitivo-comportamentali o integrati) possono aiutarla a ritrovare autonomia nella gestione dei sintomi e prevenire ricadute. Si tratta dunque di un processo che richiede tempo, gradualità e un accompagnamento professionale, ma che può essere portato avanti con buoni risultati. Dott.ssa Sara Petroni
Salve, la sospensione di un ansiolitico va sempre concordata con il medico prescrittore, soprattutto dopo un uso prolungato. Riduzioni non supervisionate possono intensificare l’ansia. Un percorso psicologico può supportare questo passaggio, lavorando sulle cause e sulla gestione dei sintomi.
Gentile utente, premettendo che è importante avere maggiori elementi per formulare una qualsiasi diagnosi e che è sempre importante escludere prima eventuali cause organiche, cercherò di descrivere alcuni sintomi e il meccanismo del disturbo di panico. L'attacco di panico tipicamente si presenta per la prima volta come un fulmine "a ciel sereno", quindi è normale sperimentarlo anche in momenti di calma apparente. Successivamente, Il panico si sviluppa perché c’è stato un primo attacco che viene percepito come un pericolo. Inoltre, le paure tipiche che emergono durante un attacco di panico possono essere quella di svenire, morire (di infarto o soffocamento), perdere il controllo o impazzire. A fronte di queste paure avviene un aumento sempre maggiore della percezione di pericolosità verso i sintomi interni. L'aumento della paura innesca a sua volta una iper-vigilanza sempre maggiore verso ogni cambiamento percepito nel corpo e tale cambiamento non fa che alimentare la paura. Si crea quindi un circolo vizioso del panico. E' importante poter affrontare tramite un percorso terapeutico queste paure e sviluppare la consapevolezza che si tratta, appunto, solo di paure e imparare a gestirle. Le suggerisco di intraprendere un percorso psicologico che possa aiutarla ad individuare la natura del suo malessere e capire se si tratta effettivamente di ansia e/o di panico e/o di depressione. Quando si parla di disturbo di panico è importante capirne il meccanismo al fine di imparare a gestire gli attacchi di panico sviluppando maggiore consapevolezza e successivamente trovare delle strategie funzionali per fronteggiarli. In ogni caso, che si tratti di ansia, panico o depressione la letteratura ci dice che la terapia farmacologica da sola non è sufficiente per la risoluzione di questi disturbi e che è importante associare una terapia psicoterapica a quella farmacologica poiché i farmaci fungono solo da stampella temporanea. Le auguro il meglio e resto a disposizione. Dott.ssa Arianna Savastio
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