Buongiorno vi scrivo per avere vostro supporto.. come posso gestire il rifiuto di mia figlia che hai
Buongiorno vi scrivo per avere vostro supporto.. come posso gestire il rifiuto di mia figlia che hai nei miei contronti per troppa gelosia nei confronti della madre? Buongiorno vi racconto grandi line mia situazione papa 50 anni e mamma 46 anni figlie 10 e 6 anni…. Sposati 14 anni … nel 2022 si separano affidamento prevalentemente a lei… in tutti questi 4 anni rapporti in un primo periodo tesi .. con il tempo andato tutto via tra me e mia moglie..(fatto percorso terapeutico) non ci siamo mai smessi di sentire o frequentarci per le bimbe fare cose insieme ecc .. (per entrambi nessun nuovo compagno) morale col tempo in questi ultimi mesi ci siamo alla fine resi conto che nulla e’ andato buttato anche se non stiamo insieme comunque abbiamo ritrovato il piacere nel cercarci e nel vederci.. morale per scelta di entrambi vorremmo riprovare a vivere insieme … lo scoglio e’ mia figlia di 10 anni che dice che la mia presenza toglie del tempo alla mamma con lei .. sono spesso costretto a dormire di nascosto in una stanza perche lei non vuole , la mamma daltro canto vuole la mia presenza ma fatta ragionare nulla non vuole fare imposizione e non vuole tenere scontenta la bambina .. come posso pormi io in una situazione simile grazie mille
3 risposte
Buongiorno, la reazione di sua figlia di 10 anni merita di essere ascoltata, ma eviterei di interpretarla semplicemente come gelosia. Dopo quattro anni di separazione, la bambina ha costruito un nuovo equilibrio familiare e una relazione con la madre nella quale la sua presenza quotidiana non era prevista. Il vostro riavvicinamento, per quanto positivo, può quindi essere vissuto da lei come la minaccia di perdere uno spazio affettivo conquistato. Allo stesso tempo, ascoltare una bambina non significa attribuirle la responsabilità delle decisioni della coppia genitoriale. Dormire di nascosto o subordinare la vostra presenza alla sua approvazione rischia, paradossalmente, di rinforzare l'idea che sia lei a dover decidere se papà possa stare con mamma. È una responsabilità troppo grandi per una bambina di dieci anni. Potreste procedere molto gradualmente, preservando alcuni momenti esclusivi madre-figlia e padre-figlia, senza però trasformare la sua opposizione in un veto sulla vostra relazione. Prima di tornare direttamente a una convivenza stabile, considererei inoltre qualche incontro con uno psicologo familiare o dell'età evolutiva. Non per convincere sua figlia ad accettarvi, ma per comprendere che cosa tema realmente e accompagnare tutta la famiglia nella costruzione di un nuovo equilibrio. Il vostro eventuale ritorno insieme non dovrebbe essere né imposto bruscamente alla bambina né vissuto clandestinamente: dovrebbe diventare qualcosa di comprensibile, prevedibile e sicuro per entrambe le vostre figlie.
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Gentile utente, la situazione che ci ha descritto evidenzia una fase di transizione molto delicata per il suo sistema familiare. Da una prospettiva sistemico-relazionale, il rifiuto della bambina di 10 anni non va interpretato come un sentimento di "odio" o un ostacolo a livello individuale, ma come la risposta di una bambina che, per quattro anni, ha occupato uno spazio emotivo centrale e ha colmato il vuoto lasciato dalla separazione. La scelta attuale di "dormire di nascosto" in una stanza, pur nata dal desiderio di evitare conflitti, purtroppo finisce per alimentare il problema: conferma alla bambina che la presenza paterna è qualcosa di illecito o secondario e le conferisce un potere decisionale (stabilire chi può stare in casa) che spetta esclusivamente agli adulti. Per superare questo stallo, è fondamentale che la scelta di riprovare a convivere sia presa con fermezza e con il consenso unanime di entrambi i genitori. Non si tratta di "imporre" una decisione con la forza, ma di guidare le figlie con autorevolezza genitoriale: spetta alla coppia adulta decidere la struttura della casa, e i figli devono essere rassicurati sul fatto che l'amore per loro non diminuirà, ma anzi aumenterà. Per affrontare questo cambiamento senza creare fratture, le consiglio vivamente di rivolgersi a uno psicoterapeuta ad orientamento sistemico-relazionale per una consultazione di coppia o familiare. Un professionista vi aiuterà a ridefinire i confini tra lo spazio degli adulti e quello dei bambini, liberando vostra figlia dal peso di dover gestire una transizione così complessa.
Gentilissimo, grazie per aver condiviso la sua situazione, che tocca corde molto delicate. Dalle sue parole emerge un quadro faticoso: c’è una compagna che desidera riavvicinarsi ma fatica a stabilire confini chiari; c’è una figlia di dieci anni che cerca di proteggere a tutti i costi il suo rapporto con la mamma; e infine c’è lei, costretto a muoversi quasi "in segreto", arrivando persino a dormire di nascosto in casa. Più che una semplice gelosia, sembra essersi creato un incastro in cui vostra figlia si ritrova con un potere decisionale enorme. Finché gli adulti restano in una posizione di incertezza, la bambina continuerà a fare da "scudo", e cercare di convincere - compagna e figlia - con la logica o con le discussioni rischia solo di alimentare un braccio di ferro estenuante. Nodi relazionali così complessi avrebbero bisogno di uno spazio dedicato, in cui poter dare voce a ciò che accade davvero tra di voi. Un lavoro di parola potrebbe aiutarvi a fare squadra, a chiarire la vostra posizione e a togliere a vostra figlia quel peso di dover decidere chi può entrare e chi deve restare fuori.
Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.
